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Matt.Hew
Inviato (modificato)

Poco fa ho letto un thread in cui compariva questa frase: "più intelligente sei, meno piaci". Così ho deciso di aprire questa domanda, dato che non è la prima volta che leggo frasi del genere.

Secondo me non è del tutto corretto, anche perché ci sono tante forme di intelligenza. Sociale, emotiva, logico-razionale, ecc. Modificherei però la frase in: "più sofisticati si è, meno si piace". Questa la condivido e nella vita reale l'ho riscontrato non poche volte.

Credo che in ambito relazionale i "profili più easy", soprattutto se hanno un minimo di aspetto estetico, siano ampiamente i più apprezzati. Per il semplice fatto che vengono percepiti come spontanei, veri, non creano problemi e sono socialmente integrabili. I profili troppo elaborati o sofisticati, anche se oggettivamente hanno delle qualità che vanno oltre i primi, o suscitano soggezione, o invidia, oppure si cerca di dimostrare che in realtà non sono poi così sofisticati come vogliono far credere e quindi scatta un meccanismo di compensazione, una sorta di "volontà di punire, rimettere al proprio posto". Inoltre le persone complesse o troppo "fuori dagli schemi" vengono spesso percepite, per autodifesa, come persone artefatte e non naturali.

Pensiamo a due ventenni, oggettivamente molto belli, che approcciano una ragazza con un funzionamento nella media. il primo ha un approccio standard, uno slang da normale ventenne, mood quasi menefreghista, anche un po' cazzone. Il secondo invece è un tipo intellettuale, vestito da perfettino e da "figlio di papà", usa un linguaggio molto elaborato, ha un'auto costosa, è più serio e trasuda perfezionismo da tutti i pori. Sarete d'accordo che questi due profili, a parità di bellezza estetica, genereranno due reazioni completamente opposte e in un profilo femminile "nella media" il primo andrà a toccare l'aspetto emozionale/pulsionale, mentre il secondo l'aspetto razionale/materiale. E' molto probabile che il primo otterrà il suo scopo (portarla a letto) mentre il secondo pur essendo anch'esso bello come il primo scatenerà tutta una serie di strane reazioni anche al limite della competizione. Tuttavia in questo esempio inventato il profilo più "easy" ottiene il suo scopo, mentre il profilo che oggettivamente "ha di più" in tutti i campi, no.

Un altro esempio potrebbe essere quello di un tipo con un aspetto nella media, ma con un organo riproduttivo ed una disponibilità economica sopra la media, soppiantato da un tipo che è oggettivamente inferiore sia in campo sessuale che economico, ma che semplicemente è un po' più bello e presentabile nelle comitive.

Naturalmente si possono fare centinaia di esempi anche al contrario, non per niente le donne oggettivamente molto belle ed intelligenti, spesso suscitano più soggezione negli uomini che altro, e soprattutto (specie se sono giovani) tendono ad attirare a sé profili "strani", come uomini d'affari più anziani, gente con strani feticismi, ecc. (ne conosco parecchie di storie così).

Ma queste non sono forse delle anomalie a livello naturale? Meccanismi distorti che si sono radicati col tempo? L'essere umano per natura non dovrebbe prediligere l'oggettività agli stereotipi?

Modificato da Matt.Hew
Inviato
1 ora fa, Matt.Hew ha scritto:

Poco fa ho letto un thread in cui compariva questa frase: "più intelligente sei, meno piaci". Così ho deciso di aprire questa domanda, dato che non è la prima volta che leggo frasi del genere.

dissento da questa per una ragione molto semplice (che comunque mi pare tu abbia colto) intelligenza ha un senso se è collegata con cinghia verso la trazione a terra.

Se rimane "astratta" conta poco anzi limita perchè se rimani al campo delle ipotesi e la tua mente "superiore" si impantana a calcolare tutte le variabili di solito perdi l'attimo e non combini niente.

Se invece è "funzionale" (quindi ti fa vedere le situazioni prima e meglio degli altri e sai come trasferirla all'azione) non c'è arma migliore.

1 ora fa, Matt.Hew ha scritto:

Modificherei però la frase in: "più sofisticati si è, meno si piace". Questa la condivido e nella vita reale l'ho riscontrato non poche volte.

Dipende dal contesto anche questa, ci sono certi ambienti dove se non sei sofisticato (avere gusto saper godere di buon vino bei vestiti arte apprezzare forme colori design) sei proprio tagliato fuori.

Quindi come sempre conta il field e capirlo adattandovi oppure trovandone uno dove si faccia "presa col terreno".

1 ora fa, Matt.Hew ha scritto:

Credo che in ambito relazionale i "profili più easy", soprattutto se hanno un minimo di aspetto estetico, siano ampiamente i più apprezzati. Per il semplice fatto che vengono percepiti come spontanei, veri, non creano problemi e sono socialmente integrabili

Questo è sicuramente vero perchè spesso sono visti come personaggi più "innocui" non urtano molto le sensibilità anche dei capponi medi che di base sono sempre abbastanza invidiosi.

Se tu dimostri di essere una minaccia, oppure fai cose alla luce del sole opposte alla morale comune e riesci ad avere successo è ovvio che urterai le persone "medie" non c'è nessun modo di evitare questo se divieni troppo visibile attirerai forconi.

2 ore fa, Matt.Hew ha scritto:

I profili troppo elaborati o sofisticati, anche se oggettivamente hanno delle qualità che vanno oltre i primi, o suscitano soggezione, o invidia, oppure si cerca di dimostrare che in realtà non sono poi così sofisticati come vogliono far credere e quindi scatta un meccanismo di compensazione, una sorta di "volontà di punire, rimettere al proprio posto". Inoltre le persone complesse o troppo "fuori dagli schemi" vengono spesso percepite, per autodifesa, come persone artefatte e non naturali.

Si vero a partire da certi ambienti comuni si, come ho detto sopra fa parte dell'attitudine del singolo decidere se conviene stare "sottotraccia" e quanto e dove.

2 ore fa, Matt.Hew ha scritto:

Tuttavia in questo esempio inventato il profilo più "easy" ottiene il suo scopo, mentre il profilo che oggettivamente "ha di più" in tutti i campi, no.

Ti capivo nella "teoria" ma questo esempio pratico per me non ha fondamento.

Sono entrambi soggetti che tranquillamente potrebbero ottenere l'obbiettivo, la cosa che può limitare il secondo è solo se viene percepito "altezzoso oppure antipatico" ma non dipende dagli elementi da te descritti, che abbinati da un certo carattere possono essere solo dei vantaggi.

Li proprio per definizione a parità di estetica conta il modo di porsi.

2 ore fa, Matt.Hew ha scritto:

Un altro esempio potrebbe essere quello di un tipo con un aspetto nella media, ma con un organo riproduttivo ed una disponibilità economica sopra la media, soppiantato da un tipo che è oggettivamente inferiore sia in campo sessuale che economico, ma che semplicemente è un po' più bello e presentabile nelle comitive.

Questo secondo esempio sconta il problema che non hai scritto sulla fronte la misura del tuo membro ne quanto ci sai fare (al netto di passaparola ma vabbè) quindi anche qua conta se sei presentabile nel social circle che tradotto significa sempre se sai adattarti al contesto.

2 ore fa, Matt.Hew ha scritto:

le donne oggettivamente molto belle ed intelligenti, spesso suscitano più soggezione negli uomini che altro, e soprattutto (specie se sono giovani) tendono ad attirare a sé profili "strani", come uomini d'affari più anziani,

Questo perchè la bellezza femminile molto alta genera soggezione nei soggetti meno avvezzi chiaro che quelli meno giovani di solito sono più inesperti quindi possibilmente più intimiditi.

2 ore fa, Matt.Hew ha scritto:

Ma queste non sono forse delle anomalie a livello naturale? Meccanismi distorti che si sono radicati col tempo? L'essere umano per natura non dovrebbe prediligere l'oggettività agli stereotipi?

A me tutto quello che hai scritto pare perfettamente naturale ed in linea con la biologia, se rileggi il tutto con le annotazioni che ti ho posto.

Nessuno stereotipo.

Matt.Hew
Inviato (modificato)
5 ore fa, Orph ha scritto:

dissento da questa per una ragione molto semplice (che comunque mi pare tu abbia colto) intelligenza ha un senso se è collegata con cinghia verso la trazione a terra.

Se rimane "astratta" conta poco anzi limita perchè se rimani al campo delle ipotesi e la tua mente "superiore" si impantana a calcolare tutte le variabili di solito perdi l'attimo e non combini niente.

Se invece è "funzionale" (quindi ti fa vedere le situazioni prima e meglio degli altri e sai come trasferirla all'azione) non c'è arma migliore.

Esatto. Il che, oltre ad unire un insieme ampio di "intelligenze", comprende anche delle doti meno mentali e più pratiche.

5 ore fa, Orph ha scritto:

Dipende dal contesto anche questa, ci sono certi ambienti dove se non sei sofisticato (avere gusto saper godere di buon vino bei vestiti arte apprezzare forme colori design) sei proprio tagliato fuori.

Quindi come sempre conta il field e capirlo adattandovi oppure trovandone uno dove si faccia "presa col terreno".

Certo. Anche se i "contesti sofisticati" sono di norma collegati a secondi fini specifici (professionali, familiari, di business, "fare status", vivere una serata in cui la seduzione non è la priorità, ma in cui il piacere è riposto nell'aspetto più spirituale e "materiale"). Inoltre subentra quello che dicevi tu prima: due persone che fino alla sera prima si sono scassate in discoteca e il giorno dopo si ritrovano invitate ad un congresso in un albergo di lusso, tenderanno ad adattarsi al contesto e conseguentemente cambieranno anche il loro atteggiamento. L'ambiente esterno e l'influenza del gruppo possono manipolare tantissimo!

5 ore fa, Orph ha scritto:

Questo è sicuramente vero perchè spesso sono visti come personaggi più "innocui" non urtano molto le sensibilità anche dei capponi medi che di base sono sempre abbastanza invidiosi.

Se tu dimostri di essere una minaccia, oppure fai cose alla luce del sole opposte alla morale comune e riesci ad avere successo è ovvio che urterai le persone "medie" non c'è nessun modo di evitare questo se divieni troppo visibile attirerai forconi.

Esattamente. Una lotta continua ed estenuante.

5 ore fa, Orph ha scritto:

Si vero a partire da certi ambienti comuni si, come ho detto sopra fa parte dell'attitudine del singolo decidere se conviene stare "sottotraccia" e quanto e dove.

Sì, inquietante ma vero.

5 ore fa, Orph ha scritto:

Ti capivo nella "teoria" ma questo esempio pratico per me non ha fondamento.

Sono entrambi soggetti che tranquillamente potrebbero ottenere l'obbiettivo, la cosa che può limitare il secondo è solo se viene percepito "altezzoso oppure antipatico" ma non dipende dagli elementi da te descritti, che abbinati da un certo carattere possono essere solo dei vantaggi.

Li proprio per definizione a parità di estetica conta il modo di porsi.

Qui non sono d'accordo. Il giudizio delle persone nei confronti del prossimo è generalmente offuscato dalle proiezioni che esse mettono in atto, ma anche dagli stereotipi condivisi (spesso esasperati dai media) e dal vissuto personale di ognuno. Tutto ciò inevitabilmente distorce la realtà. Se io fin dall'infanzia cresco con la convinzione che quel dato modo di vestire e di porsi è associato a quella determinata categoria sociale o a quel determinato stereotipo (negativo) sarò inconsciamente portato a non provare attrazione nei confronti di quest'ultimo. Se mi modellano pensando che quel determinato modo di vestire è figo e sexy, sarò portato a prediligerlo rispetto ad altri.

5 ore fa, Orph ha scritto:

Questo secondo esempio sconta il problema che non hai scritto sulla fronte la misura del tuo membro ne quanto ci sai fare (al netto di passaparola ma vabbè) quindi anche qua conta se sei presentabile nel social circle che tradotto significa sempre se sai adattarti al contesto.

Può accadere che la persona "inaccettabile", anche dopo essere stata "testata" (e quindi, dopo che le sue eventuali doti sono obiettivamente riconosciute ed apprezzate) venga comunque messa in secondo piano in favore di qualcuno di meno "complesso", ma più appariscente, inseribile e in linea con quello che si vorrebbe vedere. Fenomeno terribile quanto reale. Ho pubblicato una domanda a tal proposito qualche tempo fa, rientra più in ambito "psicologia delle masse" e "sociologia", che non seduttivo, ma pensavo fosse interessante. Se la trovo condivido il link...

5 ore fa, Orph ha scritto:

Questo perchè la bellezza femminile molto alta genera soggezione nei soggetti meno avvezzi chiaro che quelli meno giovani di solito sono più inesperti quindi possibilmente più intimiditi.

Qua immagino intendessi "quelli più giovani sono più inesperti" ☺️

5 ore fa, Orph ha scritto:

A me tutto quello che hai scritto pare perfettamente naturale ed in linea con la biologia, se rileggi il tutto con le annotazioni che ti ho posto.

Nessuno stereotipo.

Secondo me è inquietante 😂

Modificato da Matt.Hew
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Inviato
12 ore fa, Matt.Hew ha scritto:

Se io fin dall'infanzia cresco con la convinzione che quel dato modo di vestire e di porsi è associato a quella determinata categoria sociale o a quel determinato stereotipo (negativo) sarò inconsciamente portato a non provare attrazione nei confronti di quest'ultimo.

Aggiungo, questo tipo di convinzione è molto variabile e muta in base ad estrazione sociale e ambiente, esempio:

prova a metterti in giacca e cravatta di marca roba fighetta da soldi e frequenta ambienti "underground/centro sociale" e istintivamente non sarai visto bene, poi potrebbe pure succedere che vieni accettato se sei molto bravo caratterialmente a farti inserire nonostante l'aspetto ma chiaro che l'impatto iniziale sarà probabilmente ostile.

la cosa bada bene non è nemmeno strettamente correlata alla quantità di soldi che traspare dal tuo modo di presentarti perchè stesso esempio di prima potresti presentarti in un posto vestito da "trapper" con 4k di collane e anelli vari ma essere in quel caso percepito meglio.

Quindi dipende tantissimo dalla "divisa" sociale che vige in un determinato ambiente.

Conta però che tutto questo passa da importantissimo a quasi irrilevante a seconda di quanto "stereotipato" è un tipo di ambiente (mediamente in contesti generici mainstream tutto questo è molto diluito e viene accettato un pò di tutto ecco).

12 ore fa, Matt.Hew ha scritto:

Secondo me è inquietante 😂

Per me è affascinante, è come analizzare delle "tribù" con i loro colori e simboli.

In genere comunque la natura di queste cose è sempre stata connotata dal "senso di appartenenza" che è connaturato nel genere umano quindi ripeto sarà anche inquietante ma è MOLTO affine alla nostra natura.

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Matt.Hew
Inviato (modificato)
3 ore fa, Orph ha scritto:

Aggiungo, questo tipo di convinzione è molto variabile e muta in base ad estrazione sociale e ambiente, esempio:

prova a metterti in giacca e cravatta di marca roba fighetta da soldi e frequenta ambienti "underground/centro sociale" e istintivamente non sarai visto bene, poi potrebbe pure succedere che vieni accettato se sei molto bravo caratterialmente a farti inserire nonostante l'aspetto ma chiaro che l'impatto iniziale sarà probabilmente ostile.

la cosa bada bene non è nemmeno strettamente correlata alla quantità di soldi che traspare dal tuo modo di presentarti perchè stesso esempio di prima potresti presentarti in un posto vestito da "trapper" con 4k di collane e anelli vari ma essere in quel caso percepito meglio.

Quindi dipende tantissimo dalla "divisa" sociale che vige in un determinato ambiente.

Conta però che tutto questo passa da importantissimo a quasi irrilevante a seconda di quanto "stereotipato" è un tipo di ambiente (mediamente in contesti generici mainstream tutto questo è molto diluito e viene accettato un pò di tutto ecco).

Già, esatto. Condivido tutto.

Qui tra l'altro nasce in automatico un'altra domanda, a mio parere non indifferente:

se io nasco in una città in cui non sono in linea con il modo di fare e di rapportarsi della popolazione locale e decido di trasferirmi all'estero cercando persone con un modo di vivere più affine al mio, questo equivale a "vincere", a "perdere" o a "nessuno dei due"?

Personalmente, ho sempre pensato che sia una sorta di sfida riuscire a "vincere" nel contesto che ci viene in qualche modo assegnato dall'inizio. Cioè, secondo la mia forma mentis, trasferirsi all'estero per cercare fortuna come fanno in tanti è un po' come mollare il terreno di guerra ammettendo di non essere riusciti a vincervi. Una sorta di fuga. La penso così anche dei milioni di uomini che "ripiegano" su rapporti pay, ma qui non mi permetto di giudicare, è solo un mio pensiero. Poi è ovvio che se ci si scopre impossibilitati per davvero a concludere i propri progetti, o ci si scopre circondati da gente che oggettivamente è troppo diversa da noi, o ancora se si scopre che il problema è per davvero riposto all'esterno e non siamo noi stessi (non è vero che non è mai colpa degli altri), a quel punto ci può anche stare ed è assolutamente concesso essere in pace con sé stessi.

3 ore fa, Orph ha scritto:

Per me è affascinante, è come analizzare delle "tribù" con i loro colori e simboli.

In genere comunque la natura di queste cose è sempre stata connotata dal "senso di appartenenza" che è connaturato nel genere umano quindi ripeto sarà anche inquietante ma è MOLTO affine alla nostra natura.

Beh, anche qui dipende dal ruolo che si ricopre e dal rapporto che si ha col prossimo e col mondo. Per una persona "non comune" che è riuscita a trovare la propria collocazione e la propria felicità, ed osserva il tutto dall'esterno (come farebbe uno scienziato in laboratorio), allora condivido che sia affascinante. Per chi invece è "dentro" pur non volendo starci, ed è impegnato nella lotta, può essere anche frustrante e stancante.

Modificato da Matt.Hew
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Roose Bolton
Inviato

Purtroppo l'intelligenza viene spesso confusa con l'essere dei raccoglitori di informazioni ( spesso inutili ). Il nozionismo non è intelligenza

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Matt.Hew
Inviato
9 minuti fa, Roose Bolton ha scritto:

Purtroppo l'intelligenza viene spesso confusa con l'essere dei raccoglitori di informazioni ( spesso inutili ). Il nozionismo non è intelligenza

Anche questo è vero. Poi, appunto, come si discuteva con Orph l'intelligenza ha migliaia di sfaccettature diverse e in contesti in cui a dominare sono gli aspetti più istintivi, se è fine a sé stessa non serve.

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Roose Bolton
Inviato
Adesso, Matt.Hew ha scritto:

l'intelligenza ha migliaia di sfaccettature diverse e in contesti in cui a dominare sono gli aspetti più istintivi, se è fine a sé stessa non serve.

Vero.

Ad esempio, il damerino preso come esempio a inizio discussione, che va in giro parlando un lessico forbito, se fosse intelligente, adatterebbe il suo linguaggio al contesto nel quale si trova

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Matt.Hew
Inviato
8 minuti fa, Roose Bolton ha scritto:

Vero.

Ad esempio, il damerino preso come esempio a inizio discussione, che va in giro parlando un lessico forbito, se fosse intelligente, adatterebbe il suo linguaggio al contesto nel quale si trova

Su questo punto non sono d'accordo, poi ognuno la vede in modo diverso. Penso che una forma non evidente di capacità sia il riuscire a vincere sul contesto esterno senza modificare il proprio modo di essere, e soprattutto, senza sottomettersi in modo quasi automatico all'ambiente esterno. Certo, questo non è per niente scontato e richiede qualità che vanno oltre l'aspetto fisico e oltre alla semplice comprensione del contesto ☺️

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sedlex
Inviato (modificato)

io sono dell'avviso che piu acculturato sei, piu le ragazze sono timorose...preferiscono quello dedito al lavoro,stupido ,da plasmare...un alfa da sterilizzare e che possa proteggere una eventuale prole

anche se l'intellettuale si impegna viene visto come uno "sterile" in partenza, vince il troglodita perche va cambiato. (l'intelletuale cambia te e questo molte donne non lo accettano)

praticamente essere acculturati e creativi,non pensare come la massa, è una condanna

perche non possono ghettizzarti e metterti nei loro schemi standardizzati.

 

Modificato da sedlex
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