Blaise789 [Partecipante] 212 Inviato 20 Maggio 2020 Autore Inviato 20 Maggio 2020 2 ore fa, sasa4 ha scritto: Te lo traduco in maschiese, avevo aspettato cosa commentassi per vedere il diniego e la tua proiezione per conferma di quello che dicono i ragazzi. Tralasciando in parte l'ultima frase in grassetto, tutto il preambolo iniziale che dovrebbe c'entrare con l'essere insopportabile? Il meta-messaggio è: ho tutto questo e non ho il consenso dagli altri e dalle donne (maggior elemento di giudizio esterno) perché gnegnegne? Sta parlando il Blaise bambino, non l'adulto. Come quando molte persone dicono di essere belle, simpatiche e di successo, ma non hanno risultati con l'altro sesso, però sono loro che ci vanno a perdere eh... Esiste un tuo valore interno, un valore trasmesso (determinato dalle tue azioni) ed un valore percepito. Su quello percepito oltre a cambiare ambiente o generare modificazioni su di esso non possiamo farci nulla. Sul tuo valore e sul valore delle tue azioni (che seguono la coerenza interna) puoi lavorarci. Ma si lavora una volta che hai individuato il problema, non puntando il dito a destra e a manca. Con questo non dico che gli altri non possano essere gelosi o invidiosi della tua situazione e della tua persona, in una società narcisistica è facile che ciò possa accadere. Con questo non dico che la donna, trovandosi davanti un individuo poco malleabile alle loro stronzate non ti dicano questo nel tentativo di resettare il frame relazionale. Ma dato che hai chiesto su cosa puoi lavorare, partirei da questo. Ovviamente il prerequisito è essere sincero con te stesso. Questo è il commento che apprezzo di più, toni netti ma equilibrato, scritto benissimo. Apprezzo molto e tento di darti la mia visione. Sull’idea che le donne abbiano tentato di farmi capitolare per trascinarmi un una LTR con figli (e benefit annessi) certamente è successo. Sul fatto che vogliano premere per modellarmi sul loro stampino, probabile. Quella che frequento ora è un diluvio di critiche nei miei confronti, eppure continua ad abbeverarsi alla sacra fonte, per esempio. Sull’idea della parte remota che cerca consenso, è possibile. Più che altro ho una concezione ambivalente della socialità ed in larga parte sono insoddisfatto di quello che il piccolo ambiente in cui vivo ha da offrire. Non ho mai aderito ai canoni, qui spesso polarizzati in un paio di fazioni in base alle possibilità. Probabilmente la difficoltà di inquadrarmi in uno schema spiazza sia i gruppi sia le HB. Alla fine io continuo a non dispiacermi, forse se mi autoanalizzo l’eco della paura primaria che mi pone il dubbio è la solitudine a lungo termine, che forse è il prezzo da pagare per questo approccio alla vita. Diciamo che quello che mi distingue dai forumisti di successo è che, pur non avendo difficoltà in ambito seduttivo, mi mancano le cerchie e la strutturazione sociale ampia che da più parti viene definita come elemento fondamentale per una vita piena. Unbreakable ha reagito a questo 1
TADsince1995 [Élite] 10674 Inviato 20 Maggio 2020 Inviato 20 Maggio 2020 1 ora fa, fffff98 ha scritto: sta generazione di maschi si vergogna di essere etero ci ero cascato pure io da minorenne Ah ma io pure figurati, dallo stesso posto veniamo io e lui. Solo che io mi sono in qualche modo evoluto, lui è rimasto il ragazzino che era... fffff98 e lucerosa ha reagito a questo 2
sasa4 [Élite] 1784 Inviato 20 Maggio 2020 Inviato 20 Maggio 2020 15 minuti fa, Blaise789 ha scritto: Quella che frequento ora è un diluvio di critiche nei miei confronti, eppure continua ad abbeverarsi alla sacra fonte, per esempio. Sull’idea della parte remota che cerca consenso, è possibile. Più che altro ho una concezione ambivalente della socialità ed in larga parte sono insoddisfatto di quello che il piccolo ambiente in cui vivo ha da offrire. Non ho mai aderito ai canoni, qui spesso polarizzati in un paio di fazioni in base alle possibilità. Probabilmente la difficoltà di inquadrarmi in uno schema spiazza sia i gruppi sia le HB. Alla fine io continuo a non dispiacermi, forse se mi autoanalizzo l’eco della paura primaria che mi pone il dubbio è la solitudine a lungo termine, che forse è il prezzo da pagare per questo approccio alla vita. Diciamo che quello che mi distingue dai forumisti di successo è che, pur non avendo difficoltà in ambito seduttivo, mi mancano le cerchie e la strutturazione sociale ampia che da più parti viene definita come elemento fondamentale per una vita piena. Le sue critiche fanno parte di un sistema svalutativo che ha nei tuoi confronti per tentare di abbassare il tuo valore e cercare di ribaltare il frame relazionale a suo vantaggio (lei in dominio rispetto a te sottomesso). È una forma di apprendimento comportamentale che inizia da quando si è piccoli con le figure di riferimento per poi proseguire ripetendolo durante le relazioni interpersonali. Che lei poi si abbeveri alla tua fonte è dovuto a tue caratteristiche che per lei sono equivalenti di amore e affetto, un esempio di doppio legame. Ti critica e ti vuole. Ti fa capire la sua capacità di relazione, ma anche della tua che te la tieni ancora tra i piedi. Tornando a te, hai delineato caratteristiche comuni per un outsider nel contesto della società o di una parte di essa. E la solitudine è un dubbio, un timore che capisco perfettamente, anche io che potrei tranquillamente crogiolarmi nelle abitudini e convenzioni deliranti di questa società, avendo soldi, un bel lavoro, vita sessuale regolare etc., continuo imperterrito internamente a farmi domande guardandomi dentro e guardando fuori, in un rapporto mutuamente dinamico, covando a volte questo timore, un pò di solitudine, non te lo nascondo. Ma poi quando vedo che 10 persone, amici o presunti tali, stanno seduti ad un tavolo davanti a un bel barbecue, bevendo con spensieratezza e li sento o intraprendere discorsi con le stesse premesse e le stesse conclusioni fini a sé stesse o fare i classici discorsi da galletti (peggio ancora quando ci sono le donne e fanno quelle pseudobattaglie maschi versus femmine) e poi tornare a casa e farsi mettere la mutanda in testa o peggio ancora quando cerchi di farli ragionare un minimo sulla loro natura e ti contraddicono con la stessa conclusione di cui prima, mi rendo conto che la mia solitudine ha un nome e cognome diversi rispetto alla loro. Tu rimani solo con te stesso, colui che ti ha accompagnato da quando è aumentato il cortisolo e si sono espansi i polmoni per respirare la prima volta fino a quando esalerai l'ultimo respiro, loro restano invischiati in mezzo a deliri e convenzioni sociali appiccicose, visioni dicotomiche (polarizzate) della vita e delle persone, usi, costumi, relazioni disfunzionali e spesso inconsapevoli. Il problema è che quando perdono un pezzo di quel puzzle, che li anestetizza, vanno in crisi perché non hanno loro stessi, nascosti da una coltre di fumo di un piccolo fuocherello che hanno accesso per essere presi in considerazione e riconosciuti. E cercano altri pezzi in preda a dipendenze perché devono riempire un vuoto. Tu invece diventi come una foglia dove si poggiano gentili e colorate coccinelle, che possono rimanervi o svolazzare libere, e tu avrai goduto anche solo di quella transitoria e passeggera permanenza. Perché hai davanti il sole, sotto la terra bagnata, hai in profondità le radici, e sei costituito di venature dove scorre la tua linfa. Quella paura di non essere accettato, di non appartenere a qualcosa o a qualcuno per un tempo più o meno definito, quella sensazione futura (una sorta di angoscia) di solitudine si trasforma in questo conflitto che hai dentro e che ti porta a formulare questa domanda. Da una parte essere coerente con i tuoi valori ed i tuoi bisogni, il tuo stile di vita, dall'altra adeguarsi e cercare un compromesso con sé stesso per avvicinarsi ad una fonte di calore che tu credi di necessitare. Quindi la domanda non devi rivolgerla a noi, ma a te. Sei determinato a condividere la tua vita con il vero te stesso? .E., Riso soffiato, Carnacki e 4 altri ha reagito a questo 4 3
sasa4 [Élite] 1784 Inviato 20 Maggio 2020 Inviato 20 Maggio 2020 3 ore fa, Alexis2 ha scritto: 😊 Voglio un traduttore così anche nella vita Invece credo tu abbia una buona intuizione (tipica delle tue congeneri) che riesci in parte a collegare a capacità logico-analitiche (un pò meno tipiche). Ti farò avere ad ogni modo una copia del tariffario. Alexis2 ha reagito a questo 1
Blaise789 [Partecipante] 212 Inviato 20 Maggio 2020 Autore Inviato 20 Maggio 2020 (modificato) 36 minuti fa, sasa4 ha scritto: Le sue critiche fanno parte di un sistema svalutativo che ha nei tuoi confronti per tentare di abbassare il tuo valore e cercare di ribaltare il frame relazionale a suo vantaggio (lei in dominio rispetto a te sottomesso). È una forma di apprendimento comportamentale che inizia da quando si è piccoli con le figure di riferimento per poi proseguire ripetendolo durante le relazioni interpersonali. Che lei poi si abbeveri alla tua fonte è dovuto a tue caratteristiche che per lei sono equivalenti di amore e affetto, un esempio di doppio legame. Ti critica e ti vuole. Ti fa capire la sua capacità di relazione, ma anche della tua che te la tieni ancora tra i piedi. Tornando a te, hai delineato caratteristiche comuni per un outsider nel contesto della società o di una parte di essa. E la solitudine è un dubbio, un timore che capisco perfettamente, anche io che potrei tranquillamente crogiolarmi nelle abitudini e convenzioni deliranti di questa società, avendo soldi, un bel lavoro, vita sessuale regolare etc., continuo imperterrito internamente a farmi domande guardandomi dentro e guardando fuori, in un rapporto mutuamente dinamico, covando a volte questo timore, un pò di solitudine, non te lo nascondo. Ma poi quando vedo che 10 persone, amici o presunti tali, stanno seduti ad un tavolo davanti a un bel barbecue, bevendo con spensieratezza e li sento o intraprendere discorsi con le stesse premesse e le stesse conclusioni fini a sé stesse o fare i classici discorsi da galletti (peggio ancora quando ci sono le donne e fanno quelle pseudobattaglie maschi versus femmine) e poi tornare a casa e farsi mettere la mutanda in testa o peggio ancora quando cerchi di farli ragionare un minimo sulla loro natura e ti contraddicono con la stessa conclusione di cui prima, mi rendo conto che la mia solitudine ha un nome e cognome diversi rispetto alla loro. Tu rimani solo con te stesso, colui che ti ha accompagnato da quando è aumentato il cortisolo e si sono espansi i polmoni per respirare la prima volta fino a quando esalerai l'ultimo respiro, loro restano invischiati in mezzo a deliri e convenzioni sociali appiccicose, visioni dicotomiche (polarizzate) della vita e delle persone, usi, costumi, relazioni disfunzionali e spesso inconsapevoli. Il problema è che quando perdono un pezzo di quel puzzle, che li anestetizza, vanno in crisi perché non hanno loro stessi, nascosti da una coltre di fumo di un piccolo fuocherello che hanno accesso per essere presi in considerazione e riconosciuti. E cercano altri pezzi in preda a dipendenze perché devono riempire un vuoto. Tu invece diventi come una foglia dove si poggiano gentili e colorate coccinelle, che possono rimanervi o svolazzare libere, e tu avrai goduto anche solo di quella transitoria e passeggera permanenza. Perché hai davanti il sole, sotto la terra bagnata, hai in profondità le radici, e sei costituito di venature dove scorre la tua linfa. Quella paura di non essere accettato, di non appartenere a qualcosa o a qualcuno per un tempo più o meno definito, quella sensazione futura (una sorta di angoscia) di solitudine si trasforma in questo conflitto che hai dentro e che ti porta a formulare questa domanda. Da una parte essere coerente con i tuoi valori ed i tuoi bisogni, il tuo stile di vita, dall'altra adeguarsi e cercare un compromesso con sé stesso per avvicinarsi ad una fonte di calore che tu credi di necessitare. Quindi la domanda non devi rivolgerla a noi, ma a te. Sei determinato a condividere la tua vita con il vero te stesso? Qui hai centrato il bersaglio. Probabilmente il target delle mie paure è scoprire ed accettare di essere semplicemente me. Se non mi sono fermato a dare corpo a progetti di figli e famiglia, se sono arretrato anche di fronte alle candidate più promettenti è perchè, probabilmente, questo progetto non lo sento come un passo che mi connota. Non rientrare negli schemi sociali, allo stesso modo, è sempre stata una mia modalità di esprimere la mia non adesione al contesto in cui vivo. Mi trovo a mio agio nelle metropoli, quando mi dissolvo come un puntino di Seurat nella moltitudine. Adoro l’idea di un mondo liquefatto, transitorio, dove perdermi. Tutto il contrario della provincia e della sua rigidità. Il passo più grande probabilmente, come dici, è accettare me stesso e vincere la paura guadagnando il premio più ambito per chi ci riesce, la conquista della libertà. Che in un mondo di omologati è assai preziosa, incongruente fino a diventare stigma. Sull’ultima gentil creatura che mi affianca ci sarebbero da scrivere libri. Ma forse basterebbero anche poche righe. Non gliene faccio una colpa, del resto HB9 e mansuetudine sono un connubio pressochè impossibile. Modificato 20 Maggio 2020 da Blaise789
Alexis2 [Donna] 4540 Inviato 20 Maggio 2020 Inviato 20 Maggio 2020 1 ora fa, sasa4 ha scritto: Quella paura di non essere accettato, Questa frase é proprio la chiave del discorso E questa ne é la piena dimostrazione, secondo me 56 minuti fa, Blaise789 ha scritto: Non gliene faccio una colpa, del resto HB9 e mansuetudine sono un connubio pressochè impossibile.
Sten [Partecipante] 1584 Inviato 20 Maggio 2020 Inviato 20 Maggio 2020 3 ore fa, Blaise789 ha scritto: Guarda, l’ultimo che ostenta penso di essere io. Ho un profilo basso, non vado negli ambienti ‘in’, la ‘provincia bene’ ed i suoi ritrovi mi fanno orrore. Mi sono sempre fatto un gran pacco di affari miei, restando low profile e frequentando chi volevo io e dove volevo io. Vesto più che normale, non faccio le sfilate in centro, non compro bottiglie ai tavoli, la maggior parte dei miei weekend sono fuori zona. Lingua lunga: parlo pochissimo e sono ultra riservato, anzi, il mio problema è che non ho grandi cerchi sociali. Direi che sei fuori strada. Scusa eh , è impossibile che ti dicano che sei insopportabile. Allora hai una visione distorta di quello che ti circonda.
sasa4 [Élite] 1784 Inviato 20 Maggio 2020 Inviato 20 Maggio 2020 23 minuti fa, Alexis2 ha scritto: E questa ne é la piena dimostrazione, secondo me A quale aspetto in particolare ti riferisci?
Blaise789 [Partecipante] 212 Inviato 21 Maggio 2020 Autore Inviato 21 Maggio 2020 7 ore fa, Alexis2 ha scritto: Questa frase é proprio la chiave del discorso E questa ne é la piena dimostrazione, secondo me Sei mai uscita con una HB 9 ? 😁 Davvero, presentamente una mansueta, range 20-30. Thetraveller87 ha reagito a questo 1
Blaise789 [Partecipante] 212 Inviato 21 Maggio 2020 Autore Inviato 21 Maggio 2020 7 ore fa, Sten ha scritto: Scusa eh , è impossibile che ti dicano che sei insopportabile. Allora hai una visione distorta di quello che ti circonda. Forse non abiti in provincia e non comprendi le sue dinamiche. Qui tutti sanno tutto di tutti e le voci, anche distorte, corrono. Forse a Milano non avrei sollevato alcun tipo di questione, vedasi mia dissertazione sulle metropoli nel post sopra.
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