Border [Lurker] 5 Inviato 10 Agosto 2020 Inviato 10 Agosto 2020 Non so bene cosa dire, da dove iniziare, ma la cosa che mi inquieta è la consapevolezza che non esiste un posto dove arrivare che non sia la morte o la degenerazione esistenziale, perché a sguazzarci non ci riesco. È una continua interminabile caduta da un grattacielo ma con l'ansia a picco di una caduta imminente. È da sempre così, ma oggi il peso è insostenibile, perché ho incontrato lei. Fin dalla prima adolescenza ho notato di avere un'indole scrutatrice e distaccata nei confronti della realtà umana e delle relazioni interpersonali. Non ho vissuto una infanzia e una adolescenza normale. Mentre gli altri si facevano la fidanzatina io rimanevo imbambolato a scrutare le bestialità intrinseche alla natura umana soppressa e nascosta dalle sovrastrutture antropologiche di cui le persone si vestivano autoconvincendosi che quei vestiti di valori e favole fossero la loro pelle naturale. Sentirmi fuori dalla realtà nel tempo oltre a un'indole è diventata anche una forma assoluta di essere, che ha plasmato i miei pensieri, le mie azioni, i miei modi, il mio sguardo. E questo, come ben saprete, mi ha reso il lupo cattivo, colui di cui tutte hanno paura ma da cui tutte bramano di essere rapite, rendendo una donna predisposta a me e io consapevole di dove e quando azzannare. Ma io non ho mai scelto di essere lupo. Ne ho viste di tutti i colori, e ne ho vissute pochissime perché non ho mai avuto l'animo per sguazzarci. Ho visto faccia a faccia, soprattutto grazie e a causa delle sconfinate lande di internet, nel libertinaggio segreto di ragazzine angeliche, nella lussuria peccaminosa di mogli modello, nella voracità sessuale di fidanzate insospettabili, un demone che ogni giorno torturava il bambino che era in me, e da cui non riesco e non vorrò mai liberarmi. Voglio arrivare al punto. che problema ho se mi faccio di cocaina ma non mi sballo? Come si fa a godere delle travolgenti emozioni chimiche di un innamoramento sapendo che appassiranno rendendo vulnerabile l'accesso ad altre emozioni esterne di corpi altrui che inevitabilmente entreranno ad appagare la nostra natura rendendo un incubo la nostra coscienza? Come si fa ad appagare il desiderio di stare insieme sapendo che più state insieme meno vorrete stare insieme, e più svilupperete il desiderio di stare insieme ad altri, prima o poi? Ad amare sapendo che è una trappola. Lei è più piccola, e giovane. Io ho sempre vissuto considerato gay o un serial killer o uno scopatore seriale. Testa bassa, testa alta, testa altrove, in un mondo che in questo non si realizza. Un giorno la mia testa guarda dritto, perché un giorno si mette davanti a me dal nulla e mi chiede di uscire, mi prende, mi ferma, è diretta. La osservo un attimo, sorrido e in quel sorriso c'era l'amarezza della finitudine del mondo, ma era stata troppo gentile e delicata per dirle di no. Mi sto diliungando di nuovo. Le trasmetto chiaramente che non sono fatto per nessun rapporto sentimentale, conscio di come questo l'avrebbe attratta ancora di più, inevitabile. La sua pazienza, la sua delicatezza, mi trascinano, i primissimi tempi funziono, come mio solito, e la mia macchina produce i suoi frutti spontanei: lei mi desidera totalmente, è affascinata, l'attesa rincorre il desiderio di rivedermi. È così dolce e appassionata che mi fa sentire la possibilità che quel mondo puro possa realizzarsi in questo. La sento, ma quando la prendo si sgretola. Tutto molto bello, tutto molto brutto. Tornavo a casa e piangevo. Non ho mai pianto, e ora mi ritrovavo sommerso di lacrime che uscivano senza preavviso, ovunque io fossi, anche in pubblico, a lavoro. Capivo che stavo con lei solo perché lei mi trascinava. Ho cominciato ben presto a fissare il marcio all'orizzonte della vita di coppia, a osservare biologicamente e cinicamente il tutto, mentre lei così presa da non rendersene conto, finché non ho cominciato a non poter fare a meno di essere totalmente trasparente con lei, come un'amica, o una figlia da ragguardare, seppure con un infantile sogno di poter vivere con lei, consapevole del miraggio di tutto ciò, ma anche del bene incondizionato che ho scoperto di volerle: le ho parlato e le parlo continuamente di tutti i tormenti, di tutte le visioni ciniche sulle relazioni umane, i retroscena che hanno tutti, le esperienze indicibili che ho conosciuto e vissuto, le ho fatto vedere che l'amore è un gioco di ruoli che funziona fin quando fai investire l'altro più di te, le ho svelato i meccanismi di tutto, e lei assorbiva tutto come fosse fatta per questo. Mentre accresceva il nostro bene reciproco incondizionato ho pianto tante volte davanti a lei e con lei, maestro di un gioco a cui non riesco a giocare nella vita benché meno con lei, l'ho plasmata quasi, ci siamo voluti bene, ma il prezzo da pagare di tutto questo è dissacrare la magia, rovinare l'incanto, sostituire l'intrigo con la paura di perdermi disorientata, la passione con l'affetto e il fascino con la stima. "Mi sento benedetta, mi stai crescendo". Tutto costellato da commozione. Non ha mai provato orgasmi come li ha provati con me, e non pensava di poterne provare. E a oggi, invece, non l'ho mai sentita così poco umida come le ultime volte. È normale. Ho rovinato tutto prima del tempo, ho avuto comportamenti apparentemente da beta, seppure lei ha sempre continuato a percepire chi sono. Mi comporto con un continuo essere sarcastico e depressivo facendo continue allusioni sterili sulla "fine", e battute sui suoi ex, da masochista, e questo ha affievolito tutto da parte mia e sua, anche se lei non lo ammette e continua a ripetere di voler stare sempre con me, che non cambierà mai niente e tutto quanto. Ma io so che parla così per un riflesso condizonato, e non con fervore. So che non c'è via di scampo e che essermi comportato "da beta" ha solo anticipato una fine che sarebbe arrivata comunque. Ed è questo il mio demone, ciò che non so accettare. Ma c'è un bene reciproco che fatico a descrivere, che è immenso, eterno ma non basta, è incompleto e vuole qualcosa che non può garantire eternità: il desiderarsi esclusivamente. La mia domanda da disperato blue pill è: esiste una possibilità, nel mondo, una combinazione di personalità, modi di vivere, di pensare, non so, di restare perennemente innamorati immuni a tentazioni esterne? Mi aggrappo alla speranza che parlare così tanto e essere così trasparente, ora sta affievolendo tutto, ma magari questo forma una consapevolezza simbiotica della nostra natura inconscia che nel tempo ridimensiona automaticamente quello che potrebbe essere un voler evadere istintualmente? C'è qualcuno che vive le proprie conoscenze antropologiche e abilità seduttive come un'arma a doppio taglio, che colpisce i cuori delle donne ma tormenta il proprio? Qualcuno che ha avuto un'esperienza di estrema confessione conflittuale con una donna? EdivadMIR, Alexis2 e freefall ha reagito a questo 2 1
sedlex [Partecipante] 1009 Inviato 10 Agosto 2020 Inviato 10 Agosto 2020 15 ore fa, Border ha scritto: Ma io non ho mai scelto di essere lupo. Ne ho viste di tutti i colori, e ne ho vissute pochissime perché non ho mai avuto l'animo per sguazzarci. Ho visto faccia a faccia, soprattutto grazie e a causa delle sconfinate lande di internet, nel libertinaggio segreto di ragazzine angeliche, nella lussuria peccaminosa di mogli modello, nella voracità sessuale di fidanzate insospettabili, un demone che ogni giorno torturava il bambino che era in me, e da cui non riesco e non vorrò mai liberarmi. ti sei dato la risposta. no, è impossibile.
leavingmyheart [Partecipante] 10228 Inviato 10 Agosto 2020 Inviato 10 Agosto 2020 2 ore fa, Border ha scritto: Non so bene cosa dire, da dove iniziare, ma la cosa che mi inquieta è la consapevolezza che non esiste un posto dove arrivare che non sia la morte o la degenerazione esistenziale, perché a sguazzarci non ci riesco. È una continua interminabile caduta da un grattacielo ma con l'ansia a picco di una caduta imminente. È da sempre così, ma oggi il peso è insostenibile, perché ho incontrato lei. Fin dalla prima adolescenza ho notato di avere un'indole scrutatrice e distaccata nei confronti della realtà umana e delle relazioni interpersonali. Non ho vissuto una infanzia e una adolescenza normale. Mentre gli altri si facevano la fidanzatina io rimanevo imbambolato a scrutare le bestialità intrinseche alla natura umana soppressa e nascosta dalle sovrastrutture antropologiche di cui le persone si vestivano autoconvincendosi che quei vestiti di valori e favole fossero la loro pelle naturale. Sentirmi fuori dalla realtà nel tempo oltre a un'indole è diventata anche una forma assoluta di essere, che ha plasmato i miei pensieri, le mie azioni, i miei modi, il mio sguardo. E questo, come ben saprete, mi ha reso il lupo cattivo, colui di cui tutte hanno paura ma da cui tutte bramano di essere rapite, rendendo una donna predisposta a me e io consapevole di dove e quando azzannare. Ma io non ho mai scelto di essere lupo. Ne ho viste di tutti i colori, e ne ho vissute pochissime perché non ho mai avuto l'animo per sguazzarci. Ho visto faccia a faccia, soprattutto grazie e a causa delle sconfinate lande di internet, nel libertinaggio segreto di ragazzine angeliche, nella lussuria peccaminosa di mogli modello, nella voracità sessuale di fidanzate insospettabili, un demone che ogni giorno torturava il bambino che era in me, e da cui non riesco e non vorrò mai liberarmi. Voglio arrivare al punto. che problema ho se mi faccio di cocaina ma non mi sballo? Come si fa a godere delle travolgenti emozioni chimiche di un innamoramento sapendo che appassiranno rendendo vulnerabile l'accesso ad altre emozioni esterne di corpi altrui che inevitabilmente entreranno ad appagare la nostra natura rendendo un incubo la nostra coscienza? Come si fa ad appagare il desiderio di stare insieme sapendo che più state insieme meno vorrete stare insieme, e più svilupperete il desiderio di stare insieme ad altri, prima o poi? Ad amare sapendo che è una trappola. Lei è più piccola, e giovane. Io ho sempre vissuto considerato gay o un serial killer o uno scopatore seriale. Testa bassa, testa alta, testa altrove, in un mondo che in questo non si realizza. Un giorno la mia testa guarda dritto, perché un giorno si mette davanti a me dal nulla e mi chiede di uscire, mi prende, mi ferma, è diretta. La osservo un attimo, sorrido e in quel sorriso c'era l'amarezza della finitudine del mondo, ma era stata troppo gentile e delicata per dirle di no. Mi sto diliungando di nuovo. Le trasmetto chiaramente che non sono fatto per nessun rapporto sentimentale, conscio di come questo l'avrebbe attratta ancora di più, inevitabile. La sua pazienza, la sua delicatezza, mi trascinano, i primissimi tempi funziono, come mio solito, e la mia macchina produce i suoi frutti spontanei: lei mi desidera totalmente, è affascinata, l'attesa rincorre il desiderio di rivedermi. È così dolce e appassionata che mi fa sentire la possibilità che quel mondo puro possa realizzarsi in questo. La sento, ma quando la prendo si sgretola. Tutto molto bello, tutto molto brutto. Tornavo a casa e piangevo. Non ho mai pianto, e ora mi ritrovavo sommerso di lacrime che uscivano senza preavviso, ovunque io fossi, anche in pubblico, a lavoro. Capivo che stavo con lei solo perché lei mi trascinava. Ho cominciato ben presto a fissare il marcio all'orizzonte della vita di coppia, a osservare biologicamente e cinicamente il tutto, mentre lei così presa da non rendersene conto, finché non ho cominciato a non poter fare a meno di essere totalmente trasparente con lei, come un'amica, o una figlia da ragguardare, seppure con un infantile sogno di poter vivere con lei, consapevole del miraggio di tutto ciò, ma anche del bene incondizionato che ho scoperto di volerle: le ho parlato e le parlo continuamente di tutti i tormenti, di tutte le visioni ciniche sulle relazioni umane, i retroscena che hanno tutti, le esperienze indicibili che ho conosciuto e vissuto, le ho fatto vedere che l'amore è un gioco di ruoli che funziona fin quando fai investire l'altro più di te, le ho svelato i meccanismi di tutto, e lei assorbiva tutto come fosse fatta per questo. Mentre accresceva il nostro bene reciproco incondizionato ho pianto tante volte davanti a lei e con lei, maestro di un gioco a cui non riesco a giocare nella vita benché meno con lei, l'ho plasmata quasi, ci siamo voluti bene, ma il prezzo da pagare di tutto questo è dissacrare la magia, rovinare l'incanto, sostituire l'intrigo con la paura di perdermi disorientata, la passione con l'affetto e il fascino con la stima. "Mi sento benedetta, mi stai crescendo". Tutto costellato da commozione. Non ha mai provato orgasmi come li ha provati con me, e non pensava di poterne provare. E a oggi, invece, non l'ho mai sentita così poco umida come le ultime volte. È normale. Ho rovinato tutto prima del tempo, ho avuto comportamenti apparentemente da beta, seppure lei ha sempre continuato a percepire chi sono. Mi comporto con un continuo essere sarcastico e depressivo facendo continue allusioni sterili sulla "fine", e battute sui suoi ex, da masochista, e questo ha affievolito tutto da parte mia e sua, anche se lei non lo ammette e continua a ripetere di voler stare sempre con me, che non cambierà mai niente e tutto quanto. Ma io so che parla così per un riflesso condizonato, e non con fervore. So che non c'è via di scampo e che essermi comportato "da beta" ha solo anticipato una fine che sarebbe arrivata comunque. Ed è questo il mio demone, ciò che non so accettare. Ma c'è un bene reciproco che fatico a descrivere, che è immenso, eterno ma non basta, è incompleto e vuole qualcosa che non può garantire eternità: il desiderarsi esclusivamente. La mia domanda da disperato blue pill è: esiste una possibilità, nel mondo, una combinazione di personalità, modi di vivere, di pensare, non so, di restare perennemente innamorati immuni a tentazioni esterne? Mi aggrappo alla speranza che parlare così tanto e essere così trasparente, ora sta affievolendo tutto, ma magari questo forma una consapevolezza simbiotica della nostra natura inconscia che nel tempo ridimensiona automaticamente quello che potrebbe essere un voler evadere istintualmente? C'è qualcuno che vive le proprie conoscenze antropologiche e abilità seduttive come un'arma a doppio taglio, che colpisce i cuori delle donne ma tormenta il proprio? Qualcuno che ha avuto un'esperienza di estrema confessione conflittuale con una donna? Quando tu penetri una donna senti la fretta di venirle dentro. Quella bolla d'amore esiste perché è costruita sul presupposto della sua fine. E quel senso di vuoto post-orgasmo lo viviamo tutti. Quindi il primo a violare il principio del desiderio incondizionato sei tu. Il bambino dentro di noi che cerca una madre che lo ami incondizionatamente non può sopravvivere, le esperienze amorose lo uccideranno perché non puoi restare un bambino per sempre. E te lo dice un peter-pan, ma vaccinato, abbastanza da dirti quello che abbiamo ripetuto in varie occasioni: non esiste e non esisterà mai una visione nitida della vita se di fregne ne hai toccate poche. Tutto il pensiero costruito su UNA ragazza è sbagliato per definizione, sempre e comunque. Quindi devi accettare che tutto quello che pensi è sbagliato, viziato da bias, rapporti causali inesistenti. MF22, Back Door Man, Apollo90 e 4 altri ha reagito a questo 7
Questo è un messaggio popolare. leavingmyheart [Partecipante] 10228 Inviato 10 Agosto 2020 Questo è un messaggio popolare. Inviato 10 Agosto 2020 anche la tua prosa elaborata rivela un pensiero elaborato, elaborato però su delle bugie 🙂 Crescendo63, RDLF, Manuelaaa89 e 7 altri ha reagito a questo 10
Orph [Élite] 11465 Inviato 11 Agosto 2020 Inviato 11 Agosto 2020 14 ore fa, Border ha scritto: La mia domanda da disperato blue pill è: esiste una possibilità, nel mondo, una combinazione di personalità, modi di vivere, di pensare, non so, di restare perennemente innamorati immuni a tentazioni esterne? No. Ma c'è una buona notizia, le "tentazioni esterne" non sono per forza motivo per amare meno quello che già possiedi. Tu ragioni come se fossi davanti ad un foglio bianco che viene sporcato senza possibilità di tornare pulito oppure come se avessi una brocca con una quantità "limitata" di acqua (sentimenti) da distribuire. La cosa buona è che l'unica cosa che non ha nessun limite è la quantità di acqua presente in quella brocca, non finisce. Questo personalmente cambia totalmente le prospettive. Crescendo63, Apollo90, Thetraveller87 e 1 altro ha reagito a questo 3 1
Sonya [Partecipante] 436 Inviato 11 Agosto 2020 Inviato 11 Agosto 2020 I sentimenti non si autoalimentano da soli, o meglio, all'inizio sì, poi deve esserci la volontà di alimentarli. Dopo anni Non ci sarà la passione dei primi tempi, ma, se è la donna per cui vale la pena, le montagne russe emotive verranno sostituite con un "sentirsi a casa" ... Sta tutto nella volontà e nella reciprocità. Come in amicizia (seppur in modo molto diverso) se non c'è volontà reciproca, non si va da nessuna parte. Crescendo63 e Sagittair ha reagito a questo 2
Manuelaaa89 [Partecipante] 32 Inviato 11 Agosto 2020 Inviato 11 Agosto 2020 13 ore fa, leavingmyheart ha scritto: anche la tua prosa elaborata rivela un pensiero elaborato, elaborato però su delle bugie 🙂 Concordo a pieno. Vedo molta immaturità nelle sue parole. A partire dal volere essere chi non è per non essere definito comune .
Border [Lurker] 5 Inviato 12 Agosto 2020 Autore Inviato 12 Agosto 2020 Il 10/8/2020 alle 22:26 , leavingmyheart ha scritto: Quando tu penetri una donna senti la fretta di venirle dentro. Quella bolla d'amore esiste perché è costruita sul presupposto della sua fine. E quel senso di vuoto post-orgasmo lo viviamo tutti. Quindi il primo a violare il principio del desiderio incondizionato sei tu. Il bambino dentro di noi che cerca una madre che lo ami incondizionatamente non può sopravvivere, le esperienze amorose lo uccideranno perché non puoi restare un bambino per sempre. E te lo dice un peter-pan, ma vaccinato, abbastanza da dirti quello che abbiamo ripetuto in varie occasioni: non esiste e non esisterà mai una visione nitida della vita se di fregne ne hai toccate poche. Tutto il pensiero costruito su UNA ragazza è sbagliato per definizione, sempre e comunque. Quindi devi accettare che tutto quello che pensi è sbagliato, viziato da bias, rapporti causali inesistenti. Io non mi esimo dalla carneficina dei desideri umani, anche se credo, per indole e sopratutto infanzia e adolescenza, di essere borderline. Mi ci metto dentro pure io. E io ho piena consapevolezza della realtà. Che la coppia non è altro che un retaggio evolutivo di sopravvivenza che oggi arranca sull'incapacità antropologica di sostenere la consapevolezza dell'essenza animale che ci guida. L'emblematico senso di delusione post orgasmo non è un fattore discriminante che io contemplo quando parlo di una ricerca titanica di un desiderio di coppia esclusivo incondizionato e eterno. Il mio cruccio nasce innanzitutto da una incapacità mia di godere di quelle sensazioni di passione e trasporto che caratterizzano la fase iniziale di un rapporto, come se mi dessero cocaina senza che io ne senta gli effetti, come se mi derealizzassi, perché sono cresciuto fissato sul pattern mentale che tutto finirà e quello scambio di mani elettrizzante, quelle parole più grandi di sé, quello sguardo perso reciproco sono patetici. E quello sguardo perso non l'ho mai avuto, nonostante ripeto di aver avuto a che fare con decine se non centinaia di femmine di ogni tipo, se non questa volta. E da qui la crisi, che mi ha catapultato all'innocenza, e a immobilizzarmi di fronte una domanda quasi retorica che ammetto avere la sostanza di uno sfogo frustrato: C'è, per esperienza vissuta di qualcuno o indiretta, una eventualità in cui succede che quel trasporto della prima fase, che ovatta tutto il resto attorno a sé e quindi anche gli impulsi esterni, si prolunga negli anni e anni? Che sia grazie a circostanze, a indoli, magari anche deviazioni ormonali, a un lavoro di impegno da parte di uno dei due a sedurre continuamente ecc.
Border [Lurker] 5 Inviato 12 Agosto 2020 Autore Inviato 12 Agosto 2020 Il 11/8/2020 alle 10:01 , Orph ha scritto: No. Ma c'è una buona notizia, le "tentazioni esterne" non sono per forza motivo per amare meno quello che già possiedi. Tu ragioni come se fossi davanti ad un foglio bianco che viene sporcato senza possibilità di tornare pulito oppure come se avessi una brocca con una quantità "limitata" di acqua (sentimenti) da distribuire. La cosa buona è che l'unica cosa che non ha nessun limite è la quantità di acqua presente in quella brocca, non finisce. Questo personalmente cambia totalmente le prospettive. Puoi spiegare meglio, in altre parole?
Border [Lurker] 5 Inviato 12 Agosto 2020 Autore Inviato 12 Agosto 2020 Il 11/8/2020 alle 12:28 , Manuelaaa89 ha scritto: Concordo a pieno. Vedo molta immaturità nelle sue parole. A partire dal volere essere chi non è per non essere definito comune . Non frequento forum da un decennio, quindi ho perso l'occhio. Ho letto e ho istintivamente pensato fosse un commento di una donna. E infatti poi ho visto il nickname... Mentre posso comprendere il giudizio che hai citato, che credo voglia intendere che da un certo punto di vista il mio rimuginare, seppure consapevole, non è ma vuole essere vigliacco e ostinato a basarsi su un miraggio delle relazioni umane, non so di cosa invece parli tu.
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