Vai al contenuto

Messaggi raccomandati

Sensei10
Inviato
Adesso, roberto5552 ha scritto:

Sarebbe l ideale riuscissi a farlo.... vorrei tanto farlo. Ovvero nn cercare sempre queste emozioni potenti ma accontentarmi... grazie per i feedback. Very much appreciated...

Non accontentarti, però. Ricerca la bellezza, sicuramente ne sei capace. 

Il piacere è mio.

  • Mi piace! 2
Inviato

Roberto, purtroppo siamo sempre lì. Finchè non arrivi a capire cosa vuoi dalla vita, avrai sempre un subbuglio interiore.

roberto5552
Inviato
Il 3/8/2021 at 09:26, LSDB83 ha scritto:

Roberto, purtroppo siamo sempre lì. Finchè non arrivi a capire cosa vuoi dalla vita, avrai sempre un subbuglio interiore.

Eh un volta era tutto semplice. Ora non riesco davvero a capirlo. Mai nessuna mi va bene.... boh. 

  • Grazie! 1
thehappyunicorn
Inviato (modificato)
Il 6/11/2020 at 21:37, roberto5552 ha scritto:

Beh ormai dopo il mio divorzio, una relazione importante che ha lasciato segni pesanti, decine e decine di serate e one night stands... qlche altra breve relazione mi sento svuotato. Realmente non so se troverò una persona per la quale sentirò qlcosa nuovamente. E un po' mi spaventa. Ho passato i miei 20 e 30 sempre in relazione ora comincio ad essere spaesato

Post lungo. Chiedo venia. Sono da molti anni in una condizione simile alla tua Roberto. Elenco le cose che ho capito su di me e che magari senti pure tu, per arrivare a delle conclusioni vaghe:  

- alla base ho una totale non fiducia nel partner che mi porta ad una logica del 'tradire per prevenire' , ossia metto le mani (il pisello) avanti così da poter poi dire nel caso: toh guarda, ho fatto bene a non fidarmi,
- se una donna mi piace e la ottengo subito mi annoio istantaneamente e già non mi piace più. Per farmela non piacere la mia mente escogita di tutto per trovare difetti: il suo modo di vestire, le parole o forme grammaticali che usa per parlare o scrivere, i gusti in campo d'arte, come mangia, il gusto della sua vagina, o infinite cose nuove che la mia mente un giorno di colpo nota e poi mai più abbandona,
- se una donna mi piace e non la ottengo mi fossilizzo nel volerla mentre al contemplo ne cerco altre che poi non reggono il presunto confronto immaginario e mi fanno voler ancor di più quell'altra, ovviamente,
- se una donna mi piace, ci sta ma poi la sento sfuggente è possibile che mi 'innamori ' (chiamiamolo così...), ma anche questo meccanismo con il tempo si è andato consumando e capace che al suo allontanamento io faccia ugualmente spallucce indifferente perché stavo già svalutandola per primo io e mi ha tolto solo un peso,
- ho bisogno di attenzioni, costanti attenzioni,
- queste attenzioni non devono venire troppo dalla mia compagna altrimenti ne perdo interesse, ma dal mondo esterno 
- se mi 'innamoro' entro in rapporti esclusivamente malsani, fatti di gelosie o circoli tossici di emozioni (il classico schema)
 
È una situazione disgustosa, me ne rendo conto, ed è da molto che provo a venirne a capo.
Credevo di esserci riuscito con la mia ultima compagna, una relazione che mi aveva sorpreso perché era nata come le altre, sviluppando rapidamente noia per lei, ma astutamente lei sapeva farmi stare trattandomi con una specie di indifferenza reciproca di riflesso, fino a che non mi sono proprio 'innamorato' ,  anche se all'inizio avrei giurato al 100% che questo non fosse possibile. Credo che ciò sia avvenuto perché ho scoperto che lei era colpita da depressione (ho raccontato la mia storia nella parte oneitis) e ciò ha fatto scattare in me qualcosa (a questo ora so dare perfettamente un nome: sono stato un codipendente. E ho da sempre, ora lo so, tratti marcati di codipendenza). Ovviamente lei si è rivelata una pazza vera che alla fine mi ha lacerato il cuore senza pietà.
 
L'unica certezza quindi nei miei rapporti è la sofferenza: o soffro perché mi fanno soffrire (ma mi cerco proprio con il lumino queste situazioni), oppure è un soffrimento di insoddisfazione che mi fa sempre volere altro. Noia costante.
Ho la certezza assoluta di aver allontanato donne che si sarebbero rivelate molto valide come LTR solo perché appunto non avrei sofferto. Questo è un meccanismo del subconscio: più chiaramente viene fuori dal ritenersi non meritevoli di amore.
Molte volte mi chiedo pure io se sia un narcisista, ma credo di essere invece un codipendente puro. Io sento molto il soffrimento umano, e non provo piacere nel trattare così le donne, me ne disgusto (dei miei atteggiamenti) ma non riesco a fare altrimenti. Comunque per me l'origine di ciò è molto chiara: non essersi sentiti amati in infanzia fa sì che si sviluppi un modo di relazionamento malato. Ora non mi dilungo ma il discorso è molto interessante e ho studiato parecchio l'intero processo. 
La cura io non la so. O meglio, me la dicono, e teoricamente la conosco a menadito, me la ripeto ogni giorno in testa, ma non sembra funzioni molto per ora.
Una cosa interessante che mi è stata spiegata (ma è come spiegare il rosso ad un daltonico) è che le potenzialità di costruire una buona relazione vengono da inizi di relazione non molto intensi, non c'è mai un colpo di fulmine diciamo, ma solo un generico apprezzamento verso l'altra persona che fa si che sì abbia quel minimo di voglia di continuare a vederla. Questo desiderio poi aumenta semi costantemente nel tempo fino a diventare qualche cosa di forte. Quando incece si sente una attrazione iniziale molto forte NON è un buon segnale, perché denota la familiarità con le emozioni caratteristiche del ciclo tossico a cui siamo assuefatti (spero si capisca abbastanza cosa intendo). Su queste basi ultimamente mi sforzo di più per stare nella relazione, anche se mi sembra di non volere realmente stare. Risultati ? Disastrosi. Arrivo a sentimenti di nausea, come di mal di mare emotivo.
Ho anche capito che l'orgasmo maschile non denota necessariamente piacere. Quando vieni e provi subito dopo profonda tristezza quello è un segnale, in realtà chiaro, che stai stuprando la tua propria anima in un ulteriore rapporto occasionale o con una persona che non senti veramente. Io provo questo molte molte volte e veramente sono arrivato a chiedermi se valga la pena portarmi a letto l'ennesima sconosciuta per arrivare a sentire poi il vuoto più lacerante. Ero arrivato al punto da non venire apposta, facevo venire loro e poi mi rivestivo, perché non volevo sentirmi di nuovo così. Loro mi guardano poi rialzarmi, da distese come sono a gambe aperte, con quella faccia a dire 'ma cosa fai?', come fossi un marziano, e mi sono chiesto molte volte se in effetti non lo sia. Allora per stare meglio inizio a raccontare loro stronzate sulle tecniche tantriche che una ragazza anni fa mi faceva, portandomi sempre prossimo allo sborrare senza mai però lasciarmelo fare, con la scusa che salvaguardavo così la mia energia maschile.
 
Io vorrei redimermi. È um cammino non facile, ma la risposta è di sicuro dentro di noi, non fuori. Lo so, sembra banale, ma sono certo ormai che sia così. I casi statistici accumulati da me sono ormai troppi per poter pensare altrimenti. E lo sai anche tu a leggerti. Bisogna lavorare su se stessi. Spero di poterti aver dato qualche spunto nuovo. Un abbraccio virtuale 
 
 
Modificato da thehappyunicorn
  • Mi piace! 2
roberto5552
Inviato
9 ore fa, thehappyunicorn ha scritto:

Post lungo. Chiedo venia. Sono da molti anni in una condizione simile alla tua Roberto. Elenco le cose che ho capito su di me e che magari senti pure tu, per arrivare a delle conclusioni vaghe:  

- alla base ho una totale non fiducia nel partner che mi porta ad una logica del 'tradire per prevenire' , ossia metto le mani (il pisello) avanti così da poter poi dire nel caso: toh guarda, ho fatto bene a non fidarmi,
- se una donna mi piace e la ottengo subito mi annoio istantaneamente e già non mi piace più. Per farmela non piacere la mia mente escogita di tutto per trovare difetti: il suo modo di vestire, le parole o forme grammaticali che usa per parlare o scrivere, i gusti in campo d'arte, come mangia, il gusto della sua vagina, o infinite cose nuove che la mia mente un giorno di colpo nota e poi mai più abbandona,
- se una donna mi piace e non la ottengo mi fossilizzo nel volerla mentre al contemplo ne cerco altre che poi non reggono il presunto confronto immaginario e mi fanno voler ancor di più quell'altra, ovviamente,
- se una donna mi piace, ci sta ma poi la sento sfuggente è possibile che mi 'innamori ' (chiamiamolo così...), ma anche questo meccanismo con il tempo si è andato consumando e capace che al suo allontanamento io faccia ugualmente spallucce indifferente perché stavo già svalutandola per primo io e mi ha tolto solo un peso,
- ho bisogno di attenzioni, costanti attenzioni,
- queste attenzioni non devono venire troppo dalla mia compagna altrimenti ne perdo interesse, ma dal mondo esterno 
- se mi 'innamoro' entro in rapporti esclusivamente malsani, fatti di gelosie o circoli tossici di emozioni (il classico schema)
 
È una situazione disgustosa, me ne rendo conto, ed è da molto che provo a venirne a capo.
Credevo di esserci riuscito con la mia ultima compagna, una relazione che mi aveva sorpreso perché era nata come le altre, sviluppando rapidamente noia per lei, ma astutamente lei sapeva farmi stare trattandomi con una specie di indifferenza reciproca di riflesso, fino a che non mi sono proprio 'innamorato' ,  anche se all'inizio avrei giurato al 100% che questo non fosse possibile. Credo che ciò sia avvenuto perché ho scoperto che lei era colpita da depressione (ho raccontato la mia storia nella parte oneitis) e ciò ha fatto scattare in me qualcosa (a questo ora so dare perfettamente un nome: sono stato un codipendente. E ho da sempre, ora lo so, tratti marcati di codipendenza). Ovviamente lei si è rivelata una pazza vera che alla fine mi ha lacerato il cuore senza pietà.
 
L'unica certezza quindi nei miei rapporti è la sofferenza: o soffro perché mi fanno soffrire (ma mi cerco proprio con il lumino queste situazioni), oppure è un soffrimento di insoddisfazione che mi fa sempre volere altro. Noia costante.
Ho la certezza assoluta di aver allontanato donne che si sarebbero rivelate molto valide come LTR solo perché appunto non avrei sofferto. Questo è un meccanismo del subconscio: più chiaramente viene fuori dal ritenersi non meritevoli di amore.
Molte volte mi chiedo pure io se sia un narcisista, ma credo di essere invece un codipendente puro. Io sento molto il soffrimento umano, e non provo piacere nel trattare così le donne, me ne disgusto (dei miei atteggiamenti) ma non riesco a fare altrimenti. Comunque per me l'origine di ciò è molto chiara: non essersi sentiti amati in infanzia fa sì che si sviluppi un modo di relazionamento malato. Ora non mi dilungo ma il discorso è molto interessante e ho studiato parecchio l'intero processo. 
La cura io non la so. O meglio, me la dicono, e teoricamente la conosco a menadito, me la ripeto ogni giorno in testa, ma non sembra funzioni molto per ora.
Una cosa interessante che mi è stata spiegata (ma è come spiegare il rosso ad un daltonico) è che le potenzialità di costruire una buona relazione vengono da inizi di relazione non molto intensi, non c'è mai un colpo di fulmine diciamo, ma solo un generico apprezzamento verso l'altra persona che fa si che sì abbia quel minimo di voglia di continuare a vederla. Questo desiderio poi aumenta semi costantemente nel tempo fino a diventare qualche cosa di forte. Quando incece si sente una attrazione iniziale molto forte NON è un buon segnale, perché denota la familiarità con le emozioni caratteristiche del ciclo tossico a cui siamo assuefatti (spero si capisca abbastanza cosa intendo). Su queste basi ultimamente mi sforzo di più per stare nella relazione, anche se mi sembra di non volere realmente stare. Risultati ? Disastrosi. Arrivo a sentimenti di nausea, come di mal di mare emotivo.
Ho anche capito che l'orgasmo maschile non denota necessariamente piacere. Quando vieni e provi subito dopo profonda tristezza quello è un segnale, in realtà chiaro, che stai stuprando la tua propria anima in un ulteriore rapporto occasionale o con una persona che non senti veramente. Io provo questo molte molte volte e veramente sono arrivato a chiedermi se valga la pena portarmi a letto l'ennesima sconosciuta per arrivare a sentire poi il vuoto più lacerante. Ero arrivato al punto da non venire apposta, facevo venire loro e poi mi rivestivo, perché non volevo sentirmi di nuovo così. Loro mi guardano poi rialzarmi, da distese come sono a gambe aperte, con quella faccia a dire 'ma cosa fai?', come fossi un marziano, e mi sono chiesto molte volte se in effetti non lo sia. Allora per stare meglio inizio a raccontare loro stronzate sulle tecniche tantriche che una ragazza anni fa mi faceva, portandomi sempre prossimo allo sborrare senza mai però lasciarmelo fare, con la scusa che salvaguardavo così la mia energia maschile.
 
Io vorrei redimermi. È um cammino non facile, ma la risposta è di sicuro dentro di noi, non fuori. Lo so, sembra banale, ma sono certo ormai che sia così. I casi statistici accumulati da me sono ormai troppi per poter pensare altrimenti. E lo sai anche tu a leggerti. Bisogna lavorare su se stessi. Spero di poterti aver dato qualche spunto nuovo. Un abbraccio virtuale 
 
 

Ah cazzo mi rivedo al 100% .

La parte della sfuggente anche a me ha provocato danni enormi con la mia oneitis. Ora mi rendo conto però di essere immune. Anzi temo nn mi accada più.

Io cmq nn inizio alcuna relazione se nn c'è un minimo di colpo di fulmine iniziale. Non riesco proprio a nemmeno ipotizzare di poter incontrare nuovamente una tipa se nn c'è un specie di colpo di fulmine iniziale. Certo me la scopo lo stesso. Poi di solito dico qlche stronzata e nn mi faccio più vivo. 

Cmq tutto combacia. Io penso di aver sviluppato una patologia narcisistica e un bisogno costante di attenzioni dopo il mio divorzio che nn mi permette di avere relazioni sane. Idealizzo come dici tu le sfuggenti e ignoro quelle che mi stanno addosso. 

La depressione post chiavata è emblematica. Ce l'ho sempre anche io ed è molto brutta. Però l eccitazione dei momenti per portarle alla scopata onestamente mi eccita tanto e ancora. 

  • Mi piace! 1
ArmandoBis
Inviato
Il 6/8/2021 at 14:35, thehappyunicorn ha scritto:

Post lungo. Chiedo venia. Sono da molti anni in una condizione simile alla tua Roberto. Elenco le cose che ho capito su di me e che magari senti pure tu, per arrivare a delle conclusioni vaghe:  

- alla base ho una totale non fiducia nel partner che mi porta ad una logica del 'tradire per prevenire' , ossia metto le mani (il pisello) avanti così da poter poi dire nel caso: toh guarda, ho fatto bene a non fidarmi,
- se una donna mi piace e la ottengo subito mi annoio istantaneamente e già non mi piace più. Per farmela non piacere la mia mente escogita di tutto per trovare difetti: il suo modo di vestire, le parole o forme grammaticali che usa per parlare o scrivere, i gusti in campo d'arte, come mangia, il gusto della sua vagina, o infinite cose nuove che la mia mente un giorno di colpo nota e poi mai più abbandona,
- se una donna mi piace e non la ottengo mi fossilizzo nel volerla mentre al contemplo ne cerco altre che poi non reggono il presunto confronto immaginario e mi fanno voler ancor di più quell'altra, ovviamente,
- se una donna mi piace, ci sta ma poi la sento sfuggente è possibile che mi 'innamori ' (chiamiamolo così...), ma anche questo meccanismo con il tempo si è andato consumando e capace che al suo allontanamento io faccia ugualmente spallucce indifferente perché stavo già svalutandola per primo io e mi ha tolto solo un peso,
- ho bisogno di attenzioni, costanti attenzioni,
- queste attenzioni non devono venire troppo dalla mia compagna altrimenti ne perdo interesse, ma dal mondo esterno 
- se mi 'innamoro' entro in rapporti esclusivamente malsani, fatti di gelosie o circoli tossici di emozioni (il classico schema)
 
È una situazione disgustosa, me ne rendo conto, ed è da molto che provo a venirne a capo.
Credevo di esserci riuscito con la mia ultima compagna, una relazione che mi aveva sorpreso perché era nata come le altre, sviluppando rapidamente noia per lei, ma astutamente lei sapeva farmi stare trattandomi con una specie di indifferenza reciproca di riflesso, fino a che non mi sono proprio 'innamorato' ,  anche se all'inizio avrei giurato al 100% che questo non fosse possibile. Credo che ciò sia avvenuto perché ho scoperto che lei era colpita da depressione (ho raccontato la mia storia nella parte oneitis) e ciò ha fatto scattare in me qualcosa (a questo ora so dare perfettamente un nome: sono stato un codipendente. E ho da sempre, ora lo so, tratti marcati di codipendenza). Ovviamente lei si è rivelata una pazza vera che alla fine mi ha lacerato il cuore senza pietà.
 
L'unica certezza quindi nei miei rapporti è la sofferenza: o soffro perché mi fanno soffrire (ma mi cerco proprio con il lumino queste situazioni), oppure è un soffrimento di insoddisfazione che mi fa sempre volere altro. Noia costante.
Ho la certezza assoluta di aver allontanato donne che si sarebbero rivelate molto valide come LTR solo perché appunto non avrei sofferto. Questo è un meccanismo del subconscio: più chiaramente viene fuori dal ritenersi non meritevoli di amore.
Molte volte mi chiedo pure io se sia un narcisista, ma credo di essere invece un codipendente puro. Io sento molto il soffrimento umano, e non provo piacere nel trattare così le donne, me ne disgusto (dei miei atteggiamenti) ma non riesco a fare altrimenti. Comunque per me l'origine di ciò è molto chiara: non essersi sentiti amati in infanzia fa sì che si sviluppi un modo di relazionamento malato. Ora non mi dilungo ma il discorso è molto interessante e ho studiato parecchio l'intero processo. 
La cura io non la so. O meglio, me la dicono, e teoricamente la conosco a menadito, me la ripeto ogni giorno in testa, ma non sembra funzioni molto per ora.
Una cosa interessante che mi è stata spiegata (ma è come spiegare il rosso ad un daltonico) è che le potenzialità di costruire una buona relazione vengono da inizi di relazione non molto intensi, non c'è mai un colpo di fulmine diciamo, ma solo un generico apprezzamento verso l'altra persona che fa si che sì abbia quel minimo di voglia di continuare a vederla. Questo desiderio poi aumenta semi costantemente nel tempo fino a diventare qualche cosa di forte. Quando incece si sente una attrazione iniziale molto forte NON è un buon segnale, perché denota la familiarità con le emozioni caratteristiche del ciclo tossico a cui siamo assuefatti (spero si capisca abbastanza cosa intendo). Su queste basi ultimamente mi sforzo di più per stare nella relazione, anche se mi sembra di non volere realmente stare. Risultati ? Disastrosi. Arrivo a sentimenti di nausea, come di mal di mare emotivo.
Ho anche capito che l'orgasmo maschile non denota necessariamente piacere. Quando vieni e provi subito dopo profonda tristezza quello è un segnale, in realtà chiaro, che stai stuprando la tua propria anima in un ulteriore rapporto occasionale o con una persona che non senti veramente. Io provo questo molte molte volte e veramente sono arrivato a chiedermi se valga la pena portarmi a letto l'ennesima sconosciuta per arrivare a sentire poi il vuoto più lacerante. Ero arrivato al punto da non venire apposta, facevo venire loro e poi mi rivestivo, perché non volevo sentirmi di nuovo così. Loro mi guardano poi rialzarmi, da distese come sono a gambe aperte, con quella faccia a dire 'ma cosa fai?', come fossi un marziano, e mi sono chiesto molte volte se in effetti non lo sia. Allora per stare meglio inizio a raccontare loro stronzate sulle tecniche tantriche che una ragazza anni fa mi faceva, portandomi sempre prossimo allo sborrare senza mai però lasciarmelo fare, con la scusa che salvaguardavo così la mia energia maschile.
 
Io vorrei redimermi. È um cammino non facile, ma la risposta è di sicuro dentro di noi, non fuori. Lo so, sembra banale, ma sono certo ormai che sia così. I casi statistici accumulati da me sono ormai troppi per poter pensare altrimenti. E lo sai anche tu a leggerti. Bisogna lavorare su se stessi. Spero di poterti aver dato qualche spunto nuovo. Un abbraccio virtuale 
 
 

Mi ricordo la tua storia. L'avevi conosciuta su un mezzo pubblico o qualcosa del genere. Parlasti molto di lei, molto poco di te.

Comunque, sì, le relazioni che funzionano non partono in quarta. Però non è che, come hai potuto constatare tu stesso, riproducendo gli step tipici delle relazioni riuscite si ottengono i medesimi risultati.

Che fare, allora? A giudicare da quello che racconti, si tratta di un problema molto radicato. Quindi richiede un lavoro approfondito e per forza di cose non certo breve.

Può essere la psicoanalisi o una terapia ad orientamento analitico o altro. In ogni caso, ti conviene agire.

  • Mi piace! 1
roberto5552
Inviato
Il 3/8/2021 at 00:24, Sensei10 ha scritto:

Non accontentarti, però. Ricerca la bellezza, sicuramente ne sei capace. 

Il piacere è mio.

Certo ora rimettersi sulle app e parlare con decine di perfette sconosciute per trovare una con un minimo di complicità è una rottura di coglioni nn indifferente. 

Ma da solo nn riesco a starci.... 

  • Sigh 1
alphabeta
Inviato

Roberto piacere sono Mister Disagio - veramente lieto di fare la conoscenza di un piangi e fotti della tua levatura

se vuoi organizzo una colletta per farti schiarire le idee tra una chiavata e l'altra 👍

  • Haha 2
mrjako
Inviato
7 minuti fa, alphabeta ha scritto:

Roberto piacere sono Mister Disagio - veramente lieto di fare la conoscenza di un piangi e fotti della tua levatura

se vuoi organizzo una colletta per farti schiarire le idee tra una chiavata e l'altra 👍

Comunque non ho ancora capito perché non scrivi con caratteri della stessa grandezza.

  • Mi piace! 1
alphabeta
Inviato
2 minuti fa, mrjako ha scritto:

Comunque non ho ancora capito perché non scrivi con caratteri della stessa grandezza.


Amico, ora vi accontento, scrivo uguale - va bene così ? 😊 si notava di più in grassetto, più clamore

  • Haha 1

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazioni importanti

Il nostro sito usa dei cookie 🍪 per aiutarti a migliorare la tua esperienza di navigazione. Puoi modificare le impostazioni dei cookie, altrimenti puoi accettarli cliccando su "ACCETTA".