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Dott.Mauro Grillini
Inviato

In questa serie di post mi dedico a descrivere e divulgare informazioni scientifiche riguardo a tutti quei disturbi e problematiche che possono influenzare la nostra libido, tanto dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

 

 

L’obiettivo di tale divulgazione è rivolto ad accrescere la consapevolezza di tali condizioni e le eventuali conseguenze di queste su un’area di vita non trascurabile quale quella della sessualità e di un suo completo e soddisfacente godimento personale.

 

 

In accordo con la definizione di salute promulgata dall’OMS (1948) – la quale viene intesa non solo come assenza di malattia, ma la coltivazione di “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale” – il mantenimento o il ripristino di una sessualità soddisfacente rappresenta un dominio importante nella vita di ciascuno di noi

 

 

Maslow (1954) nella sua Piramide dei Bisogni attribuisce un posto di primo piano tanto al sesso – inteso come bisogno fisiologico PRIMARIO – quanto all’intimità sessuale, classificato come bisogno di appartenenza e con connotati più marcatamente psicologico-relazionali.

 

 

L’area della sessualità si trova dunque attraversata da innumerevoli processi, tanto sul piano fisiologico/biochimico, quanto su un piano cognitivo, emotivo e relazionale: la qualità, il livello e l’interazione reciproca di vari ormoni, neurotrasmettitori e aspetti fisico-organici si intreccia con un insieme di stati emotivi, convinzioni, schemi mentali e modalità di rapportarsi all’Altro.

 

 

In questo contesto, sono state identificate una serie di condizioni patologiche che rischiano di ostacolare, assieme ad altri aspetti della salute generale, un pieno e soddisfacente appagamento sessuale, la cui conoscenza può notevolmente contribuire a mantenere, preservare o recuperare in modo consapevole un buon livello di funzionalità.

 

 

Queste informazioni vogliono contribuire a una maggiore conoscenza in materia, sia a scopi puramente didattici, sia nel caso in cui vi siano persone che si possano riconoscere, in tutto o in parte, in uno di questi quadri: in tal caso, l’invito esplicito è quello di utilizzare queste conoscenze per avere un’interazione e un confronto attivo e informato con le figure con le quali si è eventualmente in carico (psicologo, sessuologo, medico di base), al fine di massimizzare un’adesione consapevole e potenzialmente favorevole alle terapie proposte.

 

 

Si scoraggia OGNI forma di autoterapia fai-da-te, rimandando SEMPRE a un confronto con la figura curante: l’obiettivo è quello di favorire un’adesione consapevole e partecipata a un piano terapeutico concordato nel modo più informato e consapevole possibile, aspetto che sembra favorire migliori esiti terapeutici (Conn e Ruppar, 2017).

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

https://www.who.int/about/who-we-are/frequently-asked-questions

 

 

https://www.stateofmind.it/2015/03/motivazione-piramide-maslow/

 

 

Maslow, A. (1954). Motivation and Personality. NY:  J. & J. Harper

 

 

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28315760/

 

 

 

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Dott.Mauro Grillini
Inviato (modificato)

DISTURBI DEPRESSIVI E LIBIDO

 

 

https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/disturbi-psichiatrici/disturbi-dell-umore/disturbi-depressivi

 

 

Nel link sopra riportato viene effettuata una buona ed estesa disamina delle varie forme di Disturbo Depressivo attualmente riconosciute e classificate, assieme ad alcune interessanti considerazioni sulle origini di tali disturbi, la sintomatologia, i criteri diagnostici usati in ambito medico per riconoscerli e le possibili terapie da proporre.

 

 

 

Ricordo che queste informazioni possono essere indicative ma NON sostituiscono diagnosi formulate da figure competenti e NON giustificano trattamenti fai-da-te.

 

 

 

In questo post voglio soffermarmi sui possibili effetti che un tono umorale depresso può apportare alla nostra libido e all’esperienza sessuale generale.

 

 

 

Alcuni studi stimano che tra il 25% e il 75% delle persone con Disturbo Depressivo possa incontrare un’importante riduzione del desiderio sessuale, oltre che difficoltà nell’erezione nella parte maschile e nella lubrificazione e regolarità mestruale nella parte femminile (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16871134/; https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/7149967/; https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17600167/).

 

 

 

Nonostante questi dati, l’area della sessualità nella patologia psichica tende ad essere spesso poco riconosciuta e, in un certo senso, sottovalutata (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17447174/): spesso le persone con Depressione tendono a non rivelare spontaneamente al clinico le proprie difficoltà – presumibilmente per il timore di eventuali giudizi morali o di vivere in sé sentimenti profondi di imbarazzo e vergogna – né spesso il clinico appare possedere un’adeguata formazione e sensibilità a questi aspetti, in aggiunta alla convinzione che si tratti di aspetti troppo personali e privati per poter essere discussi in sede diagnostica.

 

 

 

Si tratta, tuttavia, di una dimensione sulla quale sarebbe bene, con la dovuta delicatezza, confrontarsi: la compromissione della propria vita sessuale può comportare effetti importanti sul piano emotivo-relazionale dell’individuo, sia che viva o meno una relazione stabile.

 

 

 

L’esperienza di perdere il piacere e le gratificazioni precedenti, oppure la sensazione generale di non potervi attingere in modo più o meno continuativo, possono generare pericolose spirali di pensiero ipercritico e svalutante verso sé stessi (https://www.istitutobeck.com/desiderio-eccitazione-orgasmo-piacere-disturbi-sessuali) , rischiando così di aumentare la portata dell’umore depresso, il quale a propria volta influirà sull’autosvalutazione in un ciclo vizioso continuativo che contribuisce a cronicizzare il disturbo.

 

 

 

 

Questi aspetti possono poi ripercuotersi sulla vita di relazione: atteggiamenti di costante passività e chiusura possono contribuire a logorare un’armoniosa vita di coppia, fino a una possibile rottura che potrebbe rappresentare per la persona con Depressione un pericoloso isolamento sociale.

 

 

 

 

Trovo importante, in questi casi, che le difficoltà legate al sesso vengano prontamente riconosciute e discusse il più serenamente possibile sin dalle prime consultazioni specialistiche: permettersi di parlarne potrebbe aiutare a superare un più che probabile stigma sociale che ancora oggi purtroppo sembra gravare su alcune patologie psichiche (https://www.stateofmind.it/2012/10/stigma-definizione-psicopedia/).

 

 

 

Combattere lo stigma legato alla depressione può aiutare la persona a dare un senso meno terribile alle proprie difficoltà e a sentirsi accolto e compreso, aspetti legati a esiti terapeutici migliori (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29283987/).

 

 

 

Concludo lasciando un link che descrive la Depressione dal punto di vista cognitivo-comportamentale, dove trovate spiegazioni ben articolate e informazioni utili:

 

 

 

https://www.istitutobeck.com/depressione

 

 

 

 

Modificato da Dott.Mauro Grillini
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