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Thetraveller87
Inviato
2 ore fa, Doom Head ha scritto:

quest'ora io sarei felicemente sposato con Miriam Leone

In tal caso ti avviso che Miriam l'ho prenotata prima io in tempi non sospetti

Back Door Man
Inviato (modificato)
8 hours ago, velvetacid said:

 

L'amore ai tempi del capitalista trova la sua regola primaria nel non colmare i bisogni, ma nell' idealizzarli in pseudo-desideri impossibili da soddisfare, ma proprio perché impossibili sempre collocati nella figura del nuovo che avanza. 

La tendenza è quella di trascurare quello che si ha a favore di una spinta compulsiva a raggiungere quello che manca. La soddisfazione viene spedita nell'altrove irraggiungibile. Il parassita della noia arriva a bussare alla porta dei rapporti e a farli ammalare. 

I rapporti amorosi non sfuggono a questo schema e ne escono devastati, ILLUSI. 

 

Questa è una bella definizione di cosa sia il capitalismo moderno (soprattutto American Way of Life post World War II). Di come abbia lavaggiato le masse.

Ogni anno il PIL doveva salire. E la gente doveva comprare.

Con la TV e la pubblicità ci hanno ficcato nel cervello tutti questi "pseudodesideri verso il nuovo che avanza".

C'è una coincidenza temporale con la Cold War. Sono andati avanti a quel modo fino alla caduta del Muro. Poi hanno tolto il piede dall'acceleratore.

Nel nostro futuro di italiani c'era la UE con l'Euro. Tutto secondo i piani.

Perfetto. 

Spoiler

(Perfetto / Perfetto una sega)

C'è il anche il piccolo particolare dei veri bisogni insoddisfatti. Ai tempi in cui i soldi c'erano. Effetti del brianwashing.

__

Ora si ricomincia da capo. La fine della pandemia segnerà una nuova era. Forse migliore.

__

Al prox intervento - se ci sarà - entrerò nel tema vero e proprio del topic. Prometto.

 

Modificato da Back Door Man
ArmandoBis
Inviato
9 ore fa, velvetacid ha scritto:

La volontà di illudersi di cui parli cosa sarebbe? 

Non credo che nessuno voglia illudersi, ma credo che la gente abbia voglia di credere in qualcosa.

Qualsiasi cosa pur di sfuggire dalle grinfie del nichilismo. 

(...)

 

Effettivamente amore e nichilismo sono parenti stretti.

Il nichilismo è pensare che dato che ciò in cui credevamo si è rivelato illusorio allora non esiste nulla. E questo rende facilmente oltrepassabile il confine che ci teneva legati alla vita.

Non è un caso che quando si è cominciato a riflettere sull'amore, quando cioè ha cominciato a emergere una nuova forma di individualità staccata dalla tradizione, quindi a partire dall'800, il binomio amore-morte si è imposto in buona parte della letteratura o nel teatro, come anche e soprattutto in rappresentazioni quali l'opera lirica.

L'amore è la rinuncia alle illusioni, per questo è così raro e difficile.

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velvetacid
Inviato (modificato)
12 ore fa, Back Door Man ha scritto:

Ora si ricomincia da capo. La fine della pandemia segnerà una nuova era. Forse migliore.

__

 

Forse migliore sì. Quelli che riusciranno a non fallire si troveranno per un certo periodo ad avere molta meno concorrenza e potranno sfruttare il vantaggio alla partenza. Vedremo cosa succederà. 

Tornando a noi. 

Alla fine del diciannovesimo secolo non era certo da folli affermare che la povertà non era il frutto di scarsa moralità o di una debolezza del carattere, ma il risultato di un sistema di sfruttamento economico, e non è da folli  affermare che i fallimenti delle nostre storie amorose, familiari, dei rapporti sociali in toto non sono  o non sono solo il risultato di menti  deboli e non allenate, l'infelicità che domina la vita amorosa, l'insoddisfazione che avvelena i rapporti  sono anche il prodotto delle nostre istituzioni e contraddizioni sociali e culturali.

La tendenza è quella di considerare la patologia amorosa solo come una problema personale, psicologico. L'editoria è dominata dalla letterature self help, come se la sofferenza amorosa fosse solo un problema razionale, cosciente da debellare tramite l'allenamento quotidiano nella palestra mentale, ma credo che sia anche il sistema a non essere più compatibile con gli affetti.

 

Modificato da velvetacid
Back Door Man
Inviato
55 minutes ago, velvetacid said:

La tendenza è quella di considerare la patologia amorosa solo come una problema personale, psicologico.

[...] ma credo che sia anche il sistema a non essere più compatibile con gli affetti.

Sure.

Solo che non lo scrivono nei giornali.

__

E non è compatibile anche con un sacco di altre cose.

Direi che principalmente manca la cultura della "qualità della vita".

Non se ne parla mai, e se un argomento, un fatto o un problema o una notizia etc è ignorato dai media, quel fatto non è mai accaduto, quel problema non esiste, l'argomento è tutt'al più fantascienza o complotti.

 

ArmandoBis
Inviato
2 ore fa, velvetacid ha scritto:

Forse migliore sì. Quelli che riusciranno a non fallire si troveranno per un certo periodo ad avere molta meno concorrenza e potranno sfruttare il vantaggio alla partenza. Vedremo cosa succederà. 

Tornando a noi. 

Alla fine del diciannovesimo secolo non era certo da folli affermare che la povertà non era il frutto di scarsa moralità o di una debolezza del carattere, ma il risultato di un sistema di sfruttamento economico, e non è da folli  affermare che i fallimenti delle nostre storie amorose, familiari, dei rapporti sociali in toto non sono  o non sono solo il risultato di menti  deboli e non allenate, l'infelicità che domina la vita amorosa, l'insoddisfazione che avvelena i rapporti  sono anche il prodotto delle nostre istituzioni e contraddizioni sociali e culturali.

La tendenza è quella di considerare la patologia amorosa solo come una problema personale, psicologico. L'editoria è dominata dalla letterature self help, come se la sofferenza amorosa fosse solo un problema razionale, cosciente da debellare tramite l'allenamento quotidiano nella palestra mentale, ma credo che sia anche il sistema a non essere più compatibile con gli affetti.

 

Condivido assolutamente.

È un mondo usa e getta.

Thetraveller87
Inviato
Il 29/1/2021 at 12:31, velvetacid ha scritto:

Per questo noi possiamo godere nel toccare dei collant

Veramente a me toccare i collant fa schifo...

Non c'è paragone con la pelle nuda... e la figa bagnata😂

Thetraveller87
Inviato
Il 29/1/2021 at 11:36, velvetacid ha scritto:

Le opzioni sembrano essere solo due: il continuo cambio di oggetto del desiderio, un pellegrinaggio da una zona pelvica all'altra o la completa rassegnazione a una vita privata di desiderio, al vagare senza scopo nel deserto dell'amore essiccato.

A ben vedere le due opzioni contemplano entrambe un vagambondaggio.

Comunque condivido il tuo volersi ribellare ad una visione prettamente cinica e mi piace pensare che se ripagate con onestà e fedeltà ci siano persone in grado di fare lo stesso.

Magari mi sbaglio.

In ogni caso il viaggio io preferisco farmelo così. In compagnia di una persona di cui mi fido Se poi mi ritroverò a piedi o le nostre strade si divideranno, pazienza. Prenderò le mie cose da terra e continuerò a camminare per la mia strada. Sempre col sorriso.

  • Mi piace! 1
Sonya
Inviato

"Chi teme l'amore, teme la vita e chi teme la vita è già morto per tre quarti".

- cit. Russell

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