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velvetacid
Inviato (modificato)
21 minuti fa, bruni ha scritto:

 

Io sono contraria ai traditori seriali proprio perché il tradimento per l'altro è tenerlo in una gabbia a sua insaputa e un trauma senza mezzi termini

Una volta tendevo a condannarlo e basta, poi crescendo e stando vicino a persone che avevano tradito ho potuto toccare indirettamente questo lato dell'argomento, ossia un'esperienza come un'altra in cui a volte "ci finisci" in mezzo e che ti può far crescere se la prendi nel giusto verso (perché ci sei finito? Ti senti a posto con te stesso? E l'altro? Si poteva evitare?), concordo che la chiusura del cerchio passa per la confessione e l'accettazione della risposta dell'altro che sia in negativo o positivo, anche se tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare e quindi poi bisogna vedere se l'altro ha l'effettiva forza di perdonare 

Certo.

Vedi alla fine il perdono è sempre visto come un atto di forza, ma credo che non ci sia niente di male a non riuscirci. Non bisogna fissarsi sul "devo perdonare per andare avanti, specialmente se dall'altra parte non c'è la capacità di chiedere scusa , senza aggiungere alle scuse la classica sequenza di motivazioni razionali. 

Credo che molta gente più che perdonare deve fare pace con la sua incapacità di perdonare, accettare che l'atto di perdonare l'offesa necessità di una domanda e di una risposta. Ma se la risposta non arriva allora bisogna abbandonare la partita e accettare che i presupposti per perdonare non  si sono presentati e cercare altre soluzioni per lo sganciamento emotivo, soluzioni che a mio modo di vedere hanno poco a che fare con le vie che ho indicato nel ragionamento del post.

Modificato da velvetacid
Inviato (modificato)
28 minutes ago, velvetacid said:

Vedi alla fine il perdono è sempre visto come un atto di forza, ma credo che non ci sia niente di male a non riuscirci

Infatti io lo considero una vera e propria dimostrazione di forza perché emotivamente ti mette sotto una pressa, sarà uno stress emotivo ma sempre stress è. Dunque ammiro molto il perdono, inteso come il punto in cui una persona che era stata scossa ritrova da sola il suo equilibrio e consapevolmente che possa riaccadere decide di dare fiducia agli altri, allo stesso tempo non mi sento di biasimare chi non ce la fa e si sa che a volte per ritrovare l'equilibrio ti devi allontanare dalla fonte di stress. 

 

In realtà si apre un mondo di casistica, perché come dici tu non sempre ci sono le condizioni per perdonare: "buoni sì, fessi no." 🤷

Modificato da bruni
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ArmandoBis
Inviato

Questo thread si incrocia con quello Risentimento vs Perdono, e propone una tesi alternativa.

Ovvero che il perdono, per essere effettivo, non può essere solo un atto unilaterale.

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velvetacid
Inviato (modificato)
17 ore fa, ArmandoBis ha scritto:

Questo thread si incrocia con quello Risentimento vs Perdono, e propone una tesi alternativa.

Ovvero che il perdono, per essere effettivo, non può essere solo un atto unilaterale.

Sì esatto. Io sono per questa tesi, chi deve essere perdonato non scompare il modo irreversibile come un morto ad esempio. Quante volte capita di perdonare automaticamente chi muore, in alcuni stati se l'accusato muore automaticamente cadono tutto le accuse a suo carico.

È la vita che pretende una risposta,  Freud direbbe che il traditore è come un'ombra che ci segue.

Mettiamola sotto forma di dialogo. 

Il traditore chiede ...ti offendi se ti tradisco ? 

Il traditore risponde sì 

Il tradito chiede riconosci di avermi offeso ? 

Se il traditore non risponde il cerchio non si chiude, le fasi non si completano. 

 

 

Modificato da velvetacid
ArmandoBis
Inviato
3 ore fa, velvetacid ha scritto:

Sì esatto. Io sono per questa tesi, chi deve essere perdonato non scompare il modo irreversibile come un morto ad esempio. Quante volte capita di perdonare automaticamente chi muore, in alcuni stati se l'accusato muore automaticamente cadono tutto le accuse a suo carico.

È la vita che pretende una risposta,  Freud direbbe che il traditore è come un'ombra che ci segue.

Mettiamola sotto forma di dialogo. 

Il traditore chiede ...ti offendi se ti tradisco ? 

Il traditore risponde sì 

Il tradito chiede riconosci di avermi offeso ? 

Se il traditore non risponde il cerchio non si chiude, le fasi non si completano. 

 

 

Però, alla fine, la sofferenza che ci provoca l'essere traditi non è il risveglio di una vecchia ferita?

Se non ci fosse quella ferita, essere traditi non ci farebbe comunque piacere, ma ci lasceremmo comunque indietro quello spiacevole episodio senza particolari strascichi. Eppure non è infrequente che molte persone portino le loro paure o rivendicazioni, pari pari da una relazione terminata a quella nuova.

(Dirò di più, se non abbiamo particolari ferite, non verremo neppure traditi, perché il potenziale traditore ci eviterà accuratamente).

Tornando al punto di cui sopra, il trascinarsi i problemi di una vecchia relazione nella nuova potrebbero essere disinnescati da un confronto fra traditore e tradito come lo hai descritto tu? E questo comporterebbe riuscire a lavorare sulle vecchie ferite?

Il punto è che il traditore non penso sia molto disponibile a uscire allo scoperto.

velvetacid
Inviato
56 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Però, alla fine, la sofferenza che ci provoca l'essere traditi non è il risveglio di una vecchia ferita

È il risveglio di una vecchia ferita, se in precedenza il tradimento è stato sperimentato.  Nell'infanzia si stabilizza un determinato tratto caratteriale, alcuni tratti caratteriali subiscono il tradimento in maniera più potente di altri questo in prima istanza. C'è sempre una ferita pronta a sanguinare dopo uno schiacciamento ma non è detto che a scatenare il sanguinamento sia il tradimento. Alcune persone riescono a ragionare e a superarlo molto meglio di altre. 

 

1 ora fa, ArmandoBis ha scritto:

Il punto è che il traditore non penso sia molto disponibile a uscire allo scoperto.

Certo può succedere. Ed qui allora che bisogna focalizzarsi sul percorso che porta all'accettazione di non poter perdonare.  

velvetacid
Inviato (modificato)
3 ore fa, ArmandoBis ha scritto:

Però, alla fine, la sofferenza che ci provoca l'essere traditi non è il risveglio di una vecchia ferita?

Il tradimento in ogni caso agisce solo là dove c'era fiducia, non esiste il tradimento di un nemico. Andando a ritroso a livello etimologico il "traditor" è colui che insegna 

 cosa può insegnare?

Invocando la psicologia archetipica scopriamo che ogni parola contiene al suo interno il suo significato positivo, significato che è stato solo occultato , nascosto dalla polarizzazione primaria. La nostra necessità di distinguere a priori il bene dal male. 

Modificato da velvetacid
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Lover-Latin1
Inviato
3 ore fa, velvetacid ha scritto:

Il tradimento in ogni caso agisce solo là dove c'era fiducia, non esiste il tradimento di un nemico. Andando a ritroso a livello etimologico il "traditor" è colui che insegna 

 cosa può insegnare?

Invocando la psicologia archetipica scopriamo che ogni parola contiene al suo interno il suo significato positivo, significato che è stato solo occultato , nascosto dalla polarizzazione primaria. La nostra necessità di distinguere a priori il bene dal male. 

Insegna che vi sono persone che possono tradire la nostra fiducia!

velvetacid
Inviato (modificato)
1 ora fa, Lover-Latin1 ha scritto:

Insegna che vi sono persone che possono tradire la nostra fiducia!

Certo, questo è un assunto.  Prendiamolo per buono, prova a seguirmi. 

Al mondo esistono persone che possono tradire la nostra fiducia, ma se è vero che i nemici non possono tradire la nostra fiducia in quanto in loro non è riposta alcuna fiducia, chi sono quelli possono tradire la nostra fiducia? Le persone con le quali abbiamo istaurato un rapporto di fiducia: amici, amanti, genitori. 

Il traditor è colui che insegna che quando due persone istaurano un rapporto "di fiducia" in questo rapporto automaticamente nasce il rischio del tradimento di questa fiducia, così come una vittoria nasconde in se  la possibilità di fallire. Provarci con una donna che ti piace e portartela a letto presuppone che ci sia una possibilità di un rifiuto, di una delusione, ma questo non ti ha impedito di provarci e di sfidare la sorte. Ecco quindi che si svela un altro insegnamento del traditor? Bisogna mettersi in gioco, rischiare.  

Il tradimento attiva a livello archetipico la figura dell' orfano in diretta contrapposizione con l'innocente. L'orfano è colui che non ignora le parti più meschine della vita come farebbe invece l'ingenuo innocente. L'archetipo dell'orfano ci esorta a non mollare a rialzarsi a rinascere per ricominciare il percorso più forti di prima, più esperti e quindi più capaci di evitare le delusioni, insomma è solo diventando orfan ( traditi ) che possiamo trovare la forza di non soccombere a ciò che la vita inevitabilmente ci mette davanti. L'orfano come ogni archetipo ha la sua zona d'ombra, la rinuncia, il cinismo, la diffidenza. L'orfano ha il compito di sfidare la sofferenza della propria natura senza nascondersi dietro la maschera. Paradossalmente, il cinismo la rinuncia,  la barriera di diffidenza che usiamo per difenderci dalle delusioni ci espone al vuoto interiore, il rischio è quello di rimanere legati all'immagine imposta dalla società schiavi del materialismo, ma incapaci di oltrepassare i confini, incapaci di vedere oltre, siamo per assurdo alla merce del bigottismo, a una noiosissima posa bacchettona, rischiamo di adottare la vendetta, di diventare a nostra volta "carnefici" allontanandoci sempre di più dalla possibilità di trasgredire. Trasgredire alla Legge imposta dal padre: accettare EVA; il femminile, la seduzione. 

Ciao.

VelvetA

Modificato da velvetacid
Lover-Latin1
Inviato
54 minuti fa, velvetacid ha scritto:

Certo, questo è un assunto.  Prendiamolo per buono, prova a seguirmi. 

Al mondo esistono persone che possono tradire la nostra fiducia, ma se è vero che i nemici non possono tradire la nostra fiducia in quanto in loro non è riposta alcuna fiducia, chi sono quelli possono tradire la nostra fiducia? Le persone con le quali abbiamo istaurato un rapporto di fiducia: amici, amanti, genitori. 

Il traditor è colui che insegna che quando due persone istaurano un rapporto "di fiducia" in questo rapporto automaticamente nasce il rischio del tradimento di questa fiducia, così come una vittoria nasconde in se  la possibilità di fallire. Provarci con una donna che ti piace e portartela a letto presuppone che ci sia una possibilità di un rifiuto, di una delusione, ma questo non ti ha impedito di provarci e di sfidare la sorte. Ecco quindi che si svela un altro insegnamento del traditor? Bisogna mettersi in gioco, rischiare.  

Il tradimento attiva a livello archetipico la figura dell' orfano in diretta contrapposizione con l'innocente. L'orfano è colui che non ignora le parti più meschine della vita come farebbe invece l'ingenuo innocente. L'archetipo dell'orfano ci esorta a non mollare a rialzarsi a rinascere per ricominciare il percorso più forti di prima, più esperti e quindi più capaci di evitare le delusioni, insomma è solo diventando orfan ( traditi ) che possiamo trovare la forza di non soccombere a ciò che la vita inevitabilmente ci mette davanti. L'orfano come ogni archetipo ha la sua zona d'ombra, la rinuncia, il cinismo, la diffidenza. L'orfano ha il compito di sfidare la sofferenza della propria natura senza nascondersi dietro la maschera. Paradossalmente, il cinismo la rinuncia,  la barriera di diffidenza che usiamo per difenderci dalle delusioni ci espone al vuoto interiore, il rischio è quello di rimanere legati all'immagine imposta dalla società schiavi del materialismo, ma incapaci di oltrepassare i confini, incapaci di vedere oltre, siamo per assurdo alla merce del bigottismo, a una noiosissima posa bacchettona, rischiamo di adottare la vendetta, di diventare a nostra volta "carnefici" allontanandoci sempre di più dalla possibilità di trasgredire. Trasgredire alla Legge imposta dal padre: accettare EVA; il femminile, la seduzione. 

Ciao.

VelvetA

L'orfano può decidere di non perdonare, comunque. Oppure, per maturare, deve per forza trovare la forza di farlo?

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