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Back Door Man
Inviato
10 minutes ago, Celeste said:

Ho ricominciato ad uscire con amici che non frequentavo da tantissimi anni, ma proprio tanti. Capita così che alcune comunicazioni da telefono senza fili giungano di nuovo a me.

 

Un amico mi ha raccontato di aver incontrato per motivi di lavoro un mio ex, il ragazzo con cui ho fatto i primi passi di vita amorosa, con cui ho condiviso tanto. Il ragazzo delle origini, si potrebbe dire.

 

I due in questione sono conoscenti, dunque la conversazione fra loro prendeva una piega goliardica. Il mio amico chiedeva al mio ex se - grazie alla posizione lavorativa - scopasse tanto.

 

“Sì, ma sai che spesso mi capita di pensare ancora a lei?” - rispondeva il mio ex.

 

La lei in questione sono io.

 

Nel silenzio assordante ricevuto per tutti questi anni, la ricezione casuale della trascrizione di una conversazione estemporanea che facesse riferimento a me mi ha colpita.

 

Ho sempre amato la compagnia maschile, e fino a quasi un quinquennio fa ero convinta - lo ero davvero - di comprendere gli uomini, di essergli simile, di ragionare come loro.

 

Gli episodi di vita nel tempo accumulatisi mi hanno fatto comprendere che così non fosse. Ma d’altra parte la mia era una presunzione ingenua: è la biologia stessa a non permettere un livello di comprensione che si avvicini a raggiungere l’asse dell’identità.

 

L’incomprensibilità e insondabilità dell’universo femminile è un clichè ben noto, orbitante attorno al meccanismo dei contrasti e governato dal caos emozionale. Per converso, appare invece molto divertente insistere sulla narrazione di una presunta semplicità - lineare e quasi ottusa - maschile. Il gioco dei ruoli.

 

Tuttavia, le volte che mi è stato permesso di sbirciare nella mente maschile, di intravedere un frammento di ciò che accada al suo interno, il suo peso mi è risultato insopportabile da reggere.

 

E’ la coabitazione - apparentemente pacifica - di un’infinità di contrasti, pulsioni, pressioni, passioni saldate assieme a un senso del dovere, volontà e autocontrollo inflessibili.

 

Tu li vedi lì gli uomini, accanto a te con la schiena dritta, equilibrati...e immagini che nulla accada, mentre appaiono tranquilli e a loro agio nel loro silenzio.

 

Ecco, i silenzi. Il loro silenzio mi è adesso terrificante. Ho osservato per una vita i silenzi di mio padre, dei miei partner. Non riesco a pensare per troppo tempo a cosa ci sia dietro tutta una vita di non detto; mi pare di coglierlo talvolta, ma mi causa dolore. Meglio non vedere.

 

Se fossi stata al posto del mio ex, gliel’avrei fatto sapere, che lo pensavo. Anche solo per vanità, per canalizzare le emozioni. Senza badare alle conseguenze che tale rivelazione avrebbe trascinato con sè.

Invece lui non mi ha mai fatto sapere nulla. Ha convissuto con le sue emozioni, le avrà ordinate e catalogate in qualche recesso della sua mente. Poi, in una conversazione dai toni leggeri, ha espresso il suo sentire e probabilmente il suo interlocutore non ha nemmeno voluto afferrare la mano protesa dal mio ex per avere un attimo, solo un piccolo spazio temporale, per esaminare insieme il contenuto di un bagaglio che vi portate tutti dietro.

 

Mi piace leggervi. E’ evidente che per voi sia naturale vestire i panni in cui siete nati. Da femmina, però, tra le poche righe di un intervento telegrafico, talora mi capita di raccogliere intuizioni sulla vostra essenza che mi provocano un nodo alla gola.

 

Leggo Pavese e Sanguineti. E’ però come la teoria dell’espansione dell’universo: più leggo, più il tempo passa, più sento di allontanarmi dalla pretensione di comprendere cosa voglia dire essere un uomo.

 

E allora da lontano, da molto lontano, a volte mi chiedo come facciate a funzionare. In silenzio, composti, ordinati. Funzionali, per tutta una vita.

Scrivi benissimo. È un piacere leggerti.

_

Direi che l'uomo soffre in silenzio. Ci hanno educato a questo.

Poi ci saranno le differenze biologiche. Ci sono.

Ma non so quanto il nostro e vostro modo di agire siano dettati dalla biologia e quanto dall'imprinting educativo.

Io preferisco sempre confidarmi con una donna piuttosto che con un uomo.

È per quello che mi piacciono le donne intelligenti ed educate. Se possibile con una certa cultura.

Con l'altro sesso c'è una complementarità che non c'è fra uomini. Se vogliamo andare nel profondo.

Con gli uomini è tutto più superficiale, forse ci si capisce più "al volo".

 

Incipe, parve puer, risu cognoscere matrem

 

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Inviato
19 minuti fa, Back Door Man ha scritto:

Scrivi benissimo. È un piacere leggerti.

Grazie, sei sempre molto gentile!

19 minuti fa, Back Door Man ha scritto:

Direi che l'uomo soffre in silenzio. Ci hanno educato a questo.

Poi ci saranno le differenze biologiche. Ci sono.

Ma non so quanto il nostro e vostro modo di agire siano dettati dalla biologia e quanto dall'imprinting educativo.

Comprendo sia così. Non vedo molti cambiamenti all'orizzonte; mi sembra che solo le menti in contesti più elevati abbiano un minimo accesso all'espressione del proprio sentire. 

Osservo mio padre, il suo ambiento di sessantenni. Non credo vi sia molto spazio per la condivisione o l'elaborazione di un certo vissuto.

Nei rarissimi momenti di grazia in cui ho avuto una conversazione in confidenza con mio padre, mi è parso di intravedere un'altra persona, un io sommerso. Vale aggiungere che è proprio l'eccezionalità di occasioni simili ad avergli probabilmente causato il versamento di qualche lacrima.

 

19 minuti fa, Back Door Man ha scritto:

Io preferisco sempre confidarmi con una donna piuttosto che con un uomo.

Mi fa piacere che lo scambio tra sessi opposti sia valorizzato. Anche per me è lo stesso.

Io accolgo, ascolto e tento di tirar fuori qualcosa. Lo faccio però alla maniera che conosco, quella femminile. In certi momenti mi è parso di aver incasinato qualcuno, compromettendone momentaneamente la funzionalità, facendogli tirare dal cassetto qualcosa che aveva ordinatamente riposto.

SergioVittorio
Inviato

Prima di tutto @Celestemi associo a @Back Door Manper i complimenti. Questo tuo post mi è piaciuto molto: tanti concetti profondi scritti incredibilmente bene. Non solo hai un’ottima padronanza del discorso e dei suoi termini, ma utilizzi frasi anche complesse che non penalizzano la piacevolezza della scrittura. Chapeau 👏

Mi riconosco molto nel tipo silenzioso (beh, nel mio caso non così tanto a volte 😁) che è dilaniato da pulsioni opposte e si tiene tutto dentro, magari parlando anche molto ecco!, ma tacendo tante cose per sembrare da fuori sempre in controllo su tutto.  
Una versione addomesticata dell’animale maschio che ti cova dentro. 

 

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Seth44
Inviato (modificato)
1 ora fa, Celeste ha scritto:

Tuttavia, le volte che mi è stato permesso di sbirciare nella mente maschile, di intravedere un frammento di ciò che accada al suo interno, il suo peso mi è risultato insopportabile da reggere.

E’ la coabitazione - apparentemente pacifica - di un’infinità di contrasti, pulsioni, pressioni, passioni saldate assieme a un senso del dovere, volontà e autocontrollo inflessibili.

Tu li vedi lì gli uomini, accanto a te con la schiena dritta, equilibrati...e immagini che nulla accada, mentre appaiono tranquilli e a loro agio nel loro silenzio.

Ma che belle parole. ❤️

 

Modificato da Seth44
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Seth44
Inviato (modificato)

edit

Modificato da Seth44
vanhalen
Inviato

@Celeste argomento complesso ... ma se vuoi farti un'idea migliore di questa faccenda, sul mio diario penso che le prime 3o 4 pagine troverai qualche risposta a cosa vuiol dire il silenzio di un uomo , come incassa i colpi ecc 

Una cosa è sicura con tutta l'esperienza che ho acquisito negli ultimi anni ho capito che il genere femminile non sa un beato un cazzo di quello maschile ... e per giunta ho potuto osservare come spesso vi è la narrativa come spesso le donne abbiano poteri quasi da sciamano quanto a sensibilità, attenzione ai dettagli ecc 

cose che sistematicamente si sono rivelate delle cazzate ma come sempre ... cosa vuol dirgli? 

 

niente ,stai zitto ,ignori la cosa e vai avanti

comunque apprezzo molto il tuo post

my 2 cents  

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Inviato

Grazie @SergioVittorio e @Gamebred per i vostri complimenti. <3

 

59 minuti fa, SergioVittorio ha scritto:

ma tacendo tante cose per sembrare da fuori sempre in controllo su tutto.

Riconosco le caratteristiche che hai descritto in tanti conoscenti. 

 

12 minuti fa, vanhalen ha scritto:

Una cosa è sicura con tutta l'esperienza che ho acquisito negli ultimi anni ho capito che il genere femminile non sa un beato un cazzo di quello maschile ... e per giunta ho potuto osservare come spesso vi è la narrativa come spesso le donne abbiano poteri quasi da sciamano quanto a sensibilità, attenzione ai dettagli ecc 

cose che sistematicamente si sono rivelate delle cazzate ma come sempre ... cosa vuol dirgli? 

E' proprio l'inaccessibilità del mondo maschile a creare l'impressione di saperne di più di quanto in realtà sia possibile. Così inaccessibile che... neanche se ne parla dell'indecifrabilità dell'interiorità maschile. Capisci? Non si ha nemmeno la consapevolezza dell'insondabile.

Della complicatezza e inconoscibilità del mondo femminile invece se ne parla tutto il tempo. Magari è anche una questione un po' mitizzata, come anche quella appunto della sensibilità femminile.

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Seth44
Inviato
1 ora fa, Back Door Man ha scritto:

Io preferisco sempre confidarmi con una donna piuttosto che con un uomo.

È per quello che mi piacciono le donne intelligenti ed educate. Se possibile con una certa cultura.

Con l'altro sesso c'è una complementarità che non c'è fra uomini. Se vogliamo andare nel profondo.

Con gli uomini è tutto più superficiale, forse ci si capisce più "al volo".

Certo, è proprio così. Se devo andare in profondità a un discorso, devo avere un'interlocutrice donna. Non che tra uomini non si riesca ad andare a fondo delle cose, ma è un andare a fondo diverso, pieno di non detti e sottintesi. È proprio un tipo di comunicazione diversa.

2 ore fa, Celeste ha scritto:

E allora da lontano, da molto lontano, a volte mi chiedo come facciate a funzionare. In silenzio, composti, ordinati. Funzionali, per tutta una vita.

Purtroppo non sono tutti così. Così dovrebbero essere, però.

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