LSDB83 [Donna] 2150 Inviato 9 Luglio 2021 Inviato 9 Luglio 2021 53 minuti fa, ArmandoBis ha scritto: Assomiglia in parte ai casi in cui gli uomini si allontanano appena lei fa un figlio e non può dedicargli le stesse attenzioni di prima, ma secondo me c'è dell'altro. Nel caso della malattia è come se venisse meno una sorta di proiezione narcisistica che l'uomo aveva costruito sull'immagine di lei. Nel momento in cui la donna è preda di pensieri che ruotano attorno alla morte è chiaro che questa rappresentazione si sgretola all'istante. Nel mio caso c'è stata la malattia di mio papà e l'arrivo della bimba. Quindi tutte e due le cose insieme Sicuramente lui mi ha vista fragile e le poche energie che avevo le dedicavo alla bimba.. Jolene ha reagito a questo 1
Jolene [Donna] 2047 Inviato 9 Luglio 2021 Autore Inviato 9 Luglio 2021 (modificato) 2 ore fa, ArmandoBis ha scritto: Non credo che il punto sia quello. Nel caso che ho visto i problemi sono sorti immediatamente, appena lei ha saputo della malattia della madre, lui è diventato subito scostante. (Idem nel racconto dell'attrice). Assomiglia in parte ai casi in cui gli uomini si allontanano appena lei fa un figlio e non può dedicargli le stesse attenzioni di prima, ma secondo me c'è dell'altro. Nel caso della malattia è come se venisse meno una sorta di proiezione narcisistica che l'uomo aveva costruito sull'immagine di lei. Nel momento in cui la donna è preda di pensieri che ruotano attorno alla morte è chiaro che questa rappresentazione si sgretola all'istante. E non può essere anche perché nelle situazioni così forti (nascita e morte) che ti scombussolano, i nodi vengono al pettine? La stabilità della relazione si incrina perché messa veramente alla prova? Modificato 9 Luglio 2021 da saekonogami Edo e LSDB83 ha reagito a questo 2
ArmandoBis [Partecipante] 5477 Inviato 9 Luglio 2021 Inviato 9 Luglio 2021 7 minuti fa, saekonogami ha scritto: E non può essere anche perché nelle situazioni così forti (nascita e morte) che ti scombussolano, i nodi vengono al pettine? La stabilità della relazione si incrina perché messa veramente alla prova? Secondo me, almeno nei casi che ho visto, era minata fin dall'inizio. Un conto è una situazione difficile, che alla lunga ti può logorare. Un altro conto è tirarsi indietro appena si vede che l'altro è assorbito - giustamente - dal suo problema. Purtroppo, quando ci si mette insieme a qualcuno non si sa bene quali sono le sue risorse interiori. Spesso non conosciamo bene neanche le nostre. LSDB83, Jolene e Edo ha reagito a questo 3
Sensei10 [Partecipante] 7505 Inviato 9 Luglio 2021 Inviato 9 Luglio 2021 (modificato) 8 ore fa, LSDB83 ha scritto: tutte le pippe che vuoi 😁 Ho delle skill da fuori quota, in materia. Non vorrei rovinare la buona piega del thread, premetto. E prima che lo pensiate, tu ed altri eventuali lettori: sì, mi vergogno per il tono da lezioncina che potrebbe trasparire. Comunque, La definizione di empatia che dai è corretta, anche se poi tu porti l'esempio di uno stato d'animo contro un altro stato d'animo. L'empatia ce l'hai o non ce l'hai. Ci puoi lavorare un pochetto, ma fondamentalmente se sei tondo non muori quadrato. Quello che è accaduto a te è l'esempio evidente di richiesta di uno sforzo sovrumano. Hai vissuto uno stato d'animo che si prova poche volte nella vita e in cui era l'altro a dover empatizzare, non tu. Infatti, leggendo poi i tuoi post, se non ho interpretato male, avevi compreso benissimo le sue esigenze, ma in quel periodo non c'erano né la possibilità, né la fantasia di assecondarle. Quindi, paradossalmente, tra i due l'empatica eri tu. Scazzata, irritabile, suscettibile, con una ragione indiscutibile. Le sue, di ragioni? "Capisco ciò che stai passando, ma ci sono anche io". Eh no, se lo dici non lo stai capendo. Non tanto bene, quantomeno. In teoria, l'assunto fondamentale dell'essere empatico prevede che ci si metta nei panni altrui smettendo i propri. Vale a dire che le tue emozioni dovrebbero essere posate in un angolino e spente per un po'. In teoria. Tu come potevi farlo? Il dolore a compartimento stagno non è ancora stato inventato. Nonostante questo, hai realizzato, te ne sei resa conto. Ci avrai pensato. Ti sarà dispiaciuto. Forse è mancata un'altra cosa da parte tua: comprensione, ascolto, cura, chiamala come meglio credi, ma è qualcosa di meno strutturato e maggiormente legato alle congiunture. Ma non dire che l'empatia viene a mancare per fattori esterni. Non è semplicemente possibile. Suona la campanella. Modificato 9 Luglio 2021 da Sensei10 ArmandoBis, LSDB83 e Edo ha reagito a questo 2 1
Jolene [Donna] 2047 Inviato 10 Luglio 2021 Autore Inviato 10 Luglio 2021 6 ore fa, Sensei10 ha scritto: 14 ore fa, LSDB83 ha scritto: tutte le pippe che vuoi 😁 Ho delle skill da fuori quota, in materia. A parte che non lo trovo così fuori quota, anzi, è un approfondimento, e preferisco di gran lunga una digressione così che commenti buttati là giusto per lasciare un messaggio senza manco capire cosa uno ha scritto (a proposito di empatia appunto..) Mi trovi d'accordo che certe caratteristiche della nostra personalità anche volendo difficilmente puoi modificarle però in casi come quello raccontato, se è vero che il dolore che attanaglia l'altra persona non lo puoi comprendere e vivere fino in fondo finché non capita a te, è anche vero che per rispetto di quello si deve trovare comunque un modo di comprenderlo anche se non è nelle nostre corde. Una volta mi insegnarono che per aiutare un paziente in stato allucinatorio non gli puoi dire che quello che vede non esiste. Non sei certo il primo a dirglielo, e lui dopo un po' di questi attacchi se ne sarà reso conto pure da solo. Ma puoi dirgli "Io non vedo quello che dici, ma tu sì, tu lo vedi." Significa mettersi a fianco e non in contrapposizione. Come quando parli a un bambino che ti abbassi per non sovrastarlo. Nova87, Edo, Sensei10 e 1 altro ha reagito a questo 4
LSDB83 [Donna] 2150 Inviato 10 Luglio 2021 Inviato 10 Luglio 2021 7 ore fa, Sensei10 ha scritto: Quello che è accaduto a te è l'esempio evidente di richiesta di uno sforzo sovrumano. Hai vissuto uno stato d'animo che si prova poche volte nella vita e in cui era l'altro a dover empatizzare, non tu. Infatti, leggendo poi i tuoi post, se non ho interpretato male, avevi compreso benissimo le sue esigenze, ma in quel periodo non c'erano né la possibilità, né la fantasia di assecondarle. Quindi, paradossalmente, tra i due l'empatica eri tu. Scazzata, irritabile, suscettibile, con una ragione indiscutibile. Le sue, di ragioni? "Capisco ciò che stai passando, ma ci sono anche io". Eh no, se lo dici non lo stai capendo. Non tanto bene, quantomeno. In teoria, l'assunto fondamentale dell'essere empatico prevede che ci si metta nei panni altrui smettendo i propri. Vale a dire che le tue emozioni dovrebbero essere posate in un angolino e spente per un po'. In teoria. Tu come potevi farlo? Il dolore a compartimento stagno non è ancora stato inventato. Nonostante questo, hai realizzato, te ne sei resa conto. Ci avrai pensato. Ti sarà dispiaciuto. Forse è mancata un'altra cosa da parte tua: comprensione, ascolto, cura, chiamala come meglio credi, ma è qualcosa di meno strutturato e maggiormente legato alle congiunture. Bel post Sensei. 😊 Lungi da me voler giustificare il mio ex ma n. Anni in quelle condizioni sono tanti. Non che lo trascurassi in tutto e per tutto eh, però lo "sentivo" meno, o meglio, volevo "sentirlo" meno perchè di più non potevo reggere (appunto perché, come dici tu, l'empatia o ce l'hai O non ce l'hai). Guardando indietro a volte mi rimprovero, ma sai cosa? Penso che sarebbe finita cmq, magari non 10 mesi dopo la fine del calvario, ma sarebbe cmq finita perchè eravamo troppo incompatibili. Lui in quel periodo (per rilanciarmi al topic) mi aveva preso dei pensierini e in un'occasione proprio non ho dato peso al suo gesto (si è offeso tantissimo e me lo ha rinfacciato quando ci siamo lasciati). Per questo dicevo che spesso i pensieri e i problemi possono farci sembrare distanti. Ok, il problema che ho riportato io è grave però, per dire, anche scazzi pesanti sul lavoro, (che non sono minimamente paragonabili alla situazione di cui ho parlato, sia chiaro) possono farti reagire diversamente ad una certa cosa Jolene e Sensei10 ha reagito a questo 1 1
LSDB83 [Donna] 2150 Inviato 10 Luglio 2021 Inviato 10 Luglio 2021 7 ore fa, Sensei10 ha scritto: Forse è mancata un'altra cosa da parte tua: comprensione, ascolto, cura, chiamala come meglio credi, ma è qualcosa di meno strutturato e maggiormente legato alle congiunture. Dimenticavo Sicuramente è mancata la cura. Sensei10 ha reagito a questo 1
BrianBoru [Partecipante] 6324 Inviato 10 Luglio 2021 Inviato 10 Luglio 2021 Saekuzza... Tranquilla. Stai diventando una disagiata anche tu. Normale con l'età che avanza.
Jolene [Donna] 2047 Inviato 10 Luglio 2021 Autore Inviato 10 Luglio 2021 27 minuti fa, BrianBoru ha scritto: Saekuzza... Tranquilla. Stai diventando una disagiata anche tu. Normale con l'età che avanza. Magari visto che tu ci sei arrivato prima è la volta che troviamo qualcosa di cui parlare.... 😁 Accidenti BrioBlu che non ho più i tuoi pm....
Sensei10 [Partecipante] 7505 Inviato 10 Luglio 2021 Inviato 10 Luglio 2021 (modificato) 1 ora fa, saekonogami ha scritto: A parte che non lo trovo così fuori quota, anzi, è un approfondimento, e preferisco di gran lunga una digressione così che commenti buttati là giusto per lasciare un messaggio senza manco capire cosa uno ha scritto (a proposito di empatia appunto..) Ti ringrazio per la fiducia, ma io, ecco... ehm... mi riferivo proprio alle pippe 😁 Cazzate a parte, fammi capire se ho capito: stiamo dicendo la stessa cosa? La comprensione dell'altro è anche riconoscere la differenza. Facciamo un esempio più leggero? Stiamo vedendo un film drammatico, uno di quelli intensi dove il protagonista ha una sfiga da guinness dei primati. Lei si commuove, perché in qualche modo si immedesima. Io invece non ci riesco, anzi sto film mi sta rimanendo sullo stomaco, perché è inverosimile e melenso. Però non è che prendo per il culo lei, anzi, capisco che qualcosa è stato smosso. E mi avvicino. 43 minuti fa, LSDB83 ha scritto: Ok, il problema che ho riportato io è grave però, per dire, anche scazzi pesanti sul lavoro, (che non sono minimamente paragonabili alla situazione di cui ho parlato, sia chiaro) possono farti reagire diversamente ad una certa cosa E sì. Ma capiamoci. Nulla è irreparabile. Siamo umani e fallibili, se ti rispondo male anche se non te lo meriti, dopo un'ora vengo a scusarmi. Perché capisco di averti ringhiato addosso e percepisco ciò che provi. Indovina? Empatia. Modificato 10 Luglio 2021 da Sensei10 Jolene, LSDB83, Nova87 e 1 altro ha reagito a questo 3 1
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