AndreaDrew [Partecipante] 52 Inviato 23 Gennaio 2022 Inviato 23 Gennaio 2022 (modificato) Ciao ragazzi, oggi vi pongo un problema che questi giorni mi ha assalito e che vorrei affrontare: l'ansia di cambiare lavoro/azienda Lavoro nella attuale azienda da quattro anni, con un contratto a tempo indeterminato ricevuto dopo 4 mesi iniziali. Ricopro una posizione standard, quella del magazziniere, ruolo che non mi dispiace seppur con la sua umiltà. Ciò che mi ha spinto a far girare curriculum recentemente è una questione puramente remunerativa e contrattuale.. infatti, l'ambiente in cui mi trovo mi piace, mi trovo bene con i colleghi ed anche con i vari orari lavorativi, il rapporto con i titolari è abbastanza umano. Dopo anni tuttavia, sento l'esigenza di richiedere una posizione più ''pulita'', in cui mi si venga riconosciuto quante ore lavoro davvero e soprattutto uno stipendio che si possa definire davvero base (e non di certo la mille euro al mese neanche netta..). Un altro punto cruciale è la formazione: ho visto spesso il settore amministrativo seguire corsi di aggiornamento, per chi come me lavora nella logistica zero.. e questa cosa di fare il compitino e a fine giornata tutti a casa mi ha un po' stancato. Non mi fa sentire davvero utile al cento per cento nell'azienda per la quale lavoro, per la quale potrei fare meglio di così e con la quale alla fine, se non fosse per i problemi sopraelencati, non avrei da lamentarmi. L'altro giorno quindi, per pura curiosità, ho mandato qualche curriculum in alcune delle aziende della mia città. Una di queste ha risposto alla mia autocandidatura il giorno seguente e ho fissato un colloquio. Ed è qui che nasce l'ansia. Mille interrogativi. Se faccio il colloquio e non piaccio ''amen'' penso, il lavoro ce l'ho. Se mi vogliono nel personale e mi offrono qualcosa di simile a quel che già ho, sarebbe inutile rischiare lasciando un indeterminato. Se mi vogliono nel personale e mi offrono un contratto vero, con uno stipendio più appetibile.. beh in quel caso avrei comunque una gatta da pelare. Nuova azienda significa imparare molti processi da zero, allacciare nuovi rapporti lavorativi, dimostrare di avere le qualità per rimanere al posto che mi verrà assegnato. Il tutto con l'ignoto sul come sia l'ambiente di lavoro, cosa cruciale se hai intenzione di essere stabile. A ciò aggiungerei l'eventuale comunicazione al mio titolare alla quale (se ne avesse interesse) chiederei una controfferta perché nella sua azienda mi trovo umanamente bene ma con la quale non potrei proseguire senza aspettative di guadagno corrette e riconoscimenti contrattuali così bassi. Insomma nemmeno ho affrontato il colloquio e ho già così tanti pensieri per la testa che la mia confort zone mentale mi ha persino suggerito di annullare il colloquio (cosa che logicamente non ho fatto). In qualche modo però devo sapermi gestire per capire cosa fare e prendere una decisione. Consigli? Modificato 23 Gennaio 2022 da AndreaDrew
Bozzarelly [Partecipante] 3986 Inviato 23 Gennaio 2022 Inviato 23 Gennaio 2022 Hai mai provato prima a parlare di aumenti, al tuo capo?
AndreaDrew [Partecipante] 52 Inviato 23 Gennaio 2022 Autore Inviato 23 Gennaio 2022 Adesso, Bozzarelly ha scritto: Hai mai provato prima a parlare di aumenti, al tuo capo? Esattamente due anni fa, in questo stesso periodo. Con un piccolo problema, all'epoca ero più impaurito di chiedere dei soldi e quando mi presentai gli chiesi semplicemente se fosse disposto a prendere in cosiderazione un aumento. Non specificai una cifra perchè pensai tra me e me ''non è il caso di farla sembrare una pretesa''. Peccato che poi l'aumento fu scarno, e contrattualmente rimase tutto fermo.
Bozzarelly [Partecipante] 3986 Inviato 23 Gennaio 2022 Inviato 23 Gennaio 2022 6 minuti fa, AndreaDrew ha scritto: Esattamente due anni fa, in questo stesso periodo. Con un piccolo problema, all'epoca ero più impaurito di chiedere dei soldi e quando mi presentai gli chiesi semplicemente se fosse disposto a prendere in cosiderazione un aumento. Non specificai una cifra perchè pensai tra me e me ''non è il caso di farla sembrare una pretesa''. Peccato che poi l'aumento fu scarno, e contrattualmente rimase tutto fermo. Magari potresti provare a chiedere di nuovo, se ne hai il tempo, senza intanto specificare che hai un'altra proposta. Digli che pensi di meritartela per tali motivi e vedi che ti risponde.
AndreaDrew [Partecipante] 52 Inviato 23 Gennaio 2022 Autore Inviato 23 Gennaio 2022 23 minuti fa, Bozzarelly ha scritto: Magari potresti provare a chiedere di nuovo, se ne hai il tempo, senza intanto specificare che hai un'altra proposta. Digli che pensi di meritartela per tali motivi e vedi che ti risponde. Potrei provare, anche se a mio parere se faccio presente che sono cercato anche da altre aziende, potrebbe valutarmi meglio. Per essere preciso, io gli direi che ho ricevuto una proposta di lavoro e che ci sto pensando su, tuttavia mi piacerebbe rimanere da lui poichè l'ambiente è sano e mi piace ciò che faccio, seppur vorrei dare di più all'azienda, crescendo, attraverso una migliore formazione. In tutto ciò regolarizzando la mia posizione in linea con il vero valore della mia figura. LaraJ ha reagito a questo 1
RAWolf [Élite] 15292 Inviato 23 Gennaio 2022 Inviato 23 Gennaio 2022 1 ora fa, AndreaDrew ha scritto: Ciao ragazzi, oggi vi pongo un problema che questi giorni mi ha assalito e che vorrei affrontare: l'ansia di cambiare lavoro/azienda Lavoro nella attuale azienda da quattro anni, con un contratto a tempo indeterminato ricevuto dopo 4 mesi iniziali. Ricopro una posizione standard, quella del magazziniere, ruolo che non mi dispiace seppur con la sua umiltà. Ciò che mi ha spinto a far girare curriculum recentemente è una questione puramente remunerativa e contrattuale.. infatti, l'ambiente in cui mi trovo mi piace, mi trovo bene con i colleghi ed anche con i vari orari lavorativi, il rapporto con i titolari è abbastanza umano. Dopo anni tuttavia, sento l'esigenza di richiedere una posizione più ''pulita'', in cui mi si venga riconosciuto quante ore lavoro davvero e soprattutto uno stipendio che si possa definire davvero base (e non di certo la mille euro al mese neanche netta..). Un altro punto cruciale è la formazione: ho visto spesso il settore amministrativo seguire corsi di aggiornamento, per chi come me lavora nella logistica zero.. e questa cosa di fare il compitino e a fine giornata tutti a casa mi ha un po' stancato. Non mi fa sentire davvero utile al cento per cento nell'azienda per la quale lavoro, per la quale potrei fare meglio di così e con la quale alla fine, se non fosse per i problemi sopraelencati, non avrei da lamentarmi. L'altro giorno quindi, per pura curiosità, ho mandato qualche curriculum in alcune delle aziende della mia città. Una di queste ha risposto alla mia autocandidatura il giorno seguente e ho fissato un colloquio. Ed è qui che nasce l'ansia. Mille interrogativi. Se faccio il colloquio e non piaccio ''amen'' penso, il lavoro ce l'ho. Se mi vogliono nel personale e mi offrono qualcosa di simile a quel che già ho, sarebbe inutile rischiare lasciando un indeterminato. Se mi vogliono nel personale e mi offrono un contratto vero, con uno stipendio più appetibile.. beh in quel caso avrei comunque una gatta da pelare. Nuova azienda significa imparare molti processi da zero, allacciare nuovi rapporti lavorativi, dimostrare di avere le qualità per rimanere al posto che mi verrà assegnato. Il tutto con l'ignoto sul come sia l'ambiente di lavoro, cosa cruciale se hai intenzione di essere stabile. A ciò aggiungerei l'eventuale comunicazione al mio titolare alla quale (se ne avesse interesse) chiederei una controfferta perché nella sua azienda mi trovo umanamente bene ma con la quale non potrei proseguire senza aspettative di guadagno corrette e riconoscimenti contrattuali così bassi. Insomma nemmeno ho affrontato il colloquio e ho già così tanti pensieri per la testa che la mia confort zone mentale mi ha persino suggerito di annullare il colloquio (cosa che logicamente non ho fatto). In qualche modo però devo sapermi gestire per capire cosa fare e prendere una decisione. Consigli? Quando ero più ggggiovine ho cambiato 4 aziende in 4 anni. Dopo aver fatto uno stage post laurea ed essere stato assunto come apprendista, ho iniziato a fare il mercenario ed andare dal migliore offerente, fino a raggiungere il livello di stipendio che ritenevo consono. Ora sono più o meno nella tua stessa situazione: lavoro lì da 5 anni e quello che mi spingerebbe a cambiare sarebbe, a scelta: 1. Cambiare settore lavorativo perché dopo 9 anni a scrivere codice anche basta 2. Trovare un lavoro full remote che mi permetta di stare in smart working perenne, così da avere tempo libero e soprattutto libertà di vivere dove mi pare e spostarmi a sentimento Le due cose ovviamente sono divergenti. Il mio lato estroverso mi spinge a cercare qualcosa a contatto con la gente, il mio lato introverso (e pratico) mi spinge verso la seconda ipotesi. Il tuo settore lavorativo è diverso dal mio: quello che ti consiglio è di seguire quello che senti dentro, se stai qui a parlarne vuol dire che vuoi di più, o vuoi qualcosa di diverso. Cambiare lavoro, nel tuo caso, mi sembra d'obbligo. E fallo, non servono paranoie: nella comfort zone si sta bene, altrimenti non si chiamerebbe così, solo che non ti fa progredire verso la tua autorealizzazione. Se poi ti penti della scelta puoi sempre correggere il tiro, è troppo tardi solo quando sei sotto 3 metri di terra. Farsi paranoie per un colloquio è la stessa cosa di sentirsi in colpa mentre sei in ltr e un'altra tipa più figa della tua ti guarda e ti dice ciao, né più né meno. Back Door Man e karien ha reagito a questo 2
Kepak [Élite] 2405 Inviato 23 Gennaio 2022 Inviato 23 Gennaio 2022 3 hours ago, AndreaDrew said: Ciao ragazzi, oggi vi pongo un problema che questi giorni mi ha assalito e che vorrei affrontare: l'ansia di cambiare lavoro/azienda Lavoro nella attuale azienda da quattro anni, con un contratto a tempo indeterminato ricevuto dopo 4 mesi iniziali. Ricopro una posizione standard, quella del magazziniere, ruolo che non mi dispiace seppur con la sua umiltà. Ciò che mi ha spinto a far girare curriculum recentemente è una questione puramente remunerativa e contrattuale.. infatti, l'ambiente in cui mi trovo mi piace, mi trovo bene con i colleghi ed anche con i vari orari lavorativi, il rapporto con i titolari è abbastanza umano. Dopo anni tuttavia, sento l'esigenza di richiedere una posizione più ''pulita'', in cui mi si venga riconosciuto quante ore lavoro davvero e soprattutto uno stipendio che si possa definire davvero base (e non di certo la mille euro al mese neanche netta..). Un altro punto cruciale è la formazione: ho visto spesso il settore amministrativo seguire corsi di aggiornamento, per chi come me lavora nella logistica zero.. e questa cosa di fare il compitino e a fine giornata tutti a casa mi ha un po' stancato. Non mi fa sentire davvero utile al cento per cento nell'azienda per la quale lavoro, per la quale potrei fare meglio di così e con la quale alla fine, se non fosse per i problemi sopraelencati, non avrei da lamentarmi. L'altro giorno quindi, per pura curiosità, ho mandato qualche curriculum in alcune delle aziende della mia città. Una di queste ha risposto alla mia autocandidatura il giorno seguente e ho fissato un colloquio. Ed è qui che nasce l'ansia. Mille interrogativi. Se faccio il colloquio e non piaccio ''amen'' penso, il lavoro ce l'ho. Se mi vogliono nel personale e mi offrono qualcosa di simile a quel che già ho, sarebbe inutile rischiare lasciando un indeterminato. Se mi vogliono nel personale e mi offrono un contratto vero, con uno stipendio più appetibile.. beh in quel caso avrei comunque una gatta da pelare. Nuova azienda significa imparare molti processi da zero, allacciare nuovi rapporti lavorativi, dimostrare di avere le qualità per rimanere al posto che mi verrà assegnato. Il tutto con l'ignoto sul come sia l'ambiente di lavoro, cosa cruciale se hai intenzione di essere stabile. A ciò aggiungerei l'eventuale comunicazione al mio titolare alla quale (se ne avesse interesse) chiederei una controfferta perché nella sua azienda mi trovo umanamente bene ma con la quale non potrei proseguire senza aspettative di guadagno corrette e riconoscimenti contrattuali così bassi. Insomma nemmeno ho affrontato il colloquio e ho già così tanti pensieri per la testa che la mia confort zone mentale mi ha persino suggerito di annullare il colloquio (cosa che logicamente non ho fatto). In qualche modo però devo sapermi gestire per capire cosa fare e prendere una decisione. Consigli? Oggi tenersi un lavoro ben stretto è importante. Ma la cosa più importante è avere l'opportunità di migliorarsi e specializzarsi. Se non hai tempo e possibilità economiche per poterlo fare valuterei bene il dà farsi. L'aumento non è la soluzione. Ulck ha reagito a questo 1
Kepak [Élite] 2405 Inviato 23 Gennaio 2022 Inviato 23 Gennaio 2022 2 hours ago, RAWolf said: Quando ero più ggggiovine ho cambiato 4 aziende in 4 anni. Dopo aver fatto uno stage post laurea ed essere stato assunto come apprendista, ho iniziato a fare il mercenario ed andare dal migliore offerente, fino a raggiungere il livello di stipendio che ritenevo consono. Ora sono più o meno nella tua stessa situazione: lavoro lì da 5 anni e quello che mi spingerebbe a cambiare sarebbe, a scelta: 1. Cambiare settore lavorativo perché dopo 9 anni a scrivere codice anche basta 2. Trovare un lavoro full remote che mi permetta di stare in smart working perenne, così da avere tempo libero e soprattutto libertà di vivere dove mi pare e spostarmi a sentimento Le due cose ovviamente sono divergenti. Il mio lato estroverso mi spinge a cercare qualcosa a contatto con la gente, il mio lato introverso (e pratico) mi spinge verso la seconda ipotesi. Il tuo settore lavorativo è diverso dal mio: quello che ti consiglio è di seguire quello che senti dentro, se stai qui a parlarne vuol dire che vuoi di più, o vuoi qualcosa di diverso. Cambiare lavoro, nel tuo caso, mi sembra d'obbligo. E fallo, non servono paranoie: nella comfort zone si sta bene, altrimenti non si chiamerebbe così, solo che non ti fa progredire verso la tua autorealizzazione. Se poi ti penti della scelta puoi sempre correggere il tiro, è troppo tardi solo quando sei sotto 3 metri di terra. Farsi paranoie per un colloquio è la stessa cosa di sentirsi in colpa mentre sei in ltr e un'altra tipa più figa della tua ti guarda e ti dice ciao, né più né meno. Ti capisco. Mi ritrovo anch'io nella tua situazione con alcune differenze. Sono sempre stato un autonomo (mi occupo di trading e investimenti in genere), ma sono abbastanza stanco di farlo. È brutto perché magari guadagni anche decentemente, ma è una vita davvero alienante e talvolta piena di preoccupazioni. Rimettersi in gioco, inoltre, senza ste grandi referenze è anche dura. Ho riscoperto la passione per lo studio delle lingue e sto cercando di migliorare sempre più per raggiungere un livello accettabile in quelle che conosco già per poi far valigia e andar via. E reinventarmi in qualcosa. Forse mi metto ad insegnare sfruttando la mia laurea in campo umanistico. Sfrutterò un po' il budget (decente eh niente di speciale) che ho messo da parte in formazione. RAWolf ha reagito a questo 1
AndreaDrew [Partecipante] 52 Inviato 24 Gennaio 2022 Autore Inviato 24 Gennaio 2022 Il 23/1/2022 at 18:47, Kepak ha scritto: Oggi tenersi un lavoro ben stretto è importante. Ma la cosa più importante è avere l'opportunità di migliorarsi e specializzarsi. Se non hai tempo e possibilità economiche per poterlo fare valuterei bene il dà farsi. L'aumento non è la soluzione. Diciamo che nel mio caso, in cui l'ambiente mi piace, l'aumento e regolarizzare la posizione mi farebbe molto piacere. Diverso è il caso in cui nemmeno digerisci i colleghi e maledici ogni giorno in cui ti presenti in azienda.. Solo che sento la necessità di mettere un po' di pressione avendo una valida alternativa, credo che il potermi perdere possa dare una motivazione in più a concedermi ciò che chiedo. Se non dovesse accadere, chiaramente prenderò seriamente in considerazione di andarmene, perché non posso certo vivere di belle parole.
Kepak [Élite] 2405 Inviato 24 Gennaio 2022 Inviato 24 Gennaio 2022 57 minutes ago, AndreaDrew said: Diciamo che nel mio caso, in cui l'ambiente mi piace, l'aumento e regolarizzare la posizione mi farebbe molto piacere. Diverso è il caso in cui nemmeno digerisci i colleghi e maledici ogni giorno in cui ti presenti in azienda.. Solo che sento la necessità di mettere un po' di pressione avendo una valida alternativa, credo che il potermi perdere possa dare una motivazione in più a concedermi ciò che chiedo. Se non dovesse accadere, chiaramente prenderò seriamente in considerazione di andarmene, perché non posso certo vivere di belle parole. Occhio a non rimanere col cerino in mano. Chiaramente parla delle tue esigenze, ma con discrezione. Back Door Man ha reagito a questo 1
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