Vai al contenuto

Messaggi raccomandati

Back Door Man
Inviato

Molto bello questo intervento.

Un excursus sintetico e completo.

(Well, non ne so granché dell'argomento, ma così mi sembra)

2 ore fa, Sensei10 ha scritto:

----///----

Nel caso del BDSM ci sono due visioni, praticamente opposte. 

Da un lato, esiste una sottocultura. E come tutte le sottoculture, anche il BDSM è costituito dai suoi riti, i suoi codici, il suo vocabolario distintivo. È qualcosa che mescola sacro e profano, poiché c'è un aspetto molto formale e uno ludico. Il primo, per dire, può arrivare a forzature estreme, come il disconoscimento del nome di battesimo 24/7 o l'interpretazione gorean delle relazioni, che ricalca il mondo fantascientifico creato da John Norman. Il secondo è qualcosa di più attinente al gotico, con le sue derivazioni in chiave vampiresca/fetish/dark, che non a caso è appannaggio per lo più dei giovani ed è legato ai locali e alle serate a tema. 

Quindi, di per sé, il BDSM "autentico" per essere tale abbisogna di una nomenclatura e di una tassonomia che, per comodità e stratificazione, sono ormai piuttosto note. Va da sé che ha tutta una sua letteratura di riferimento, largamente fraintesa dai più e declinata superficialmente in una pulsione sessuale abbastanza distante da quella filosofica originaria. 

Poi c'è il BDSM di quelli che si adddentrano nell'ambiente spinti dalla voglia di rimediare qualcosa. Un ambiente purtroppo specialmente italiano, visto come ripiego e rifugio dai traumi personali più o meno seri. Ed è il caso ad esempio del master incazzato che non riuscendo a scopare trova più facile autonominarsi Sua Maestà o della Mistress che, nell'adorazione incontestata dei tanti sottomessi, esprime lo sfogo della rabbia per le delusioni ricevute in passato, eccetera eccetera. Maschere e recite. Normalmente questi sono i personaggi ad essere più attenti alle sfumature grottesche che hai ben evidenziato. Tra l'altro si potrebbe quasi dire che questo è il BDSM dei brutti, prendendo a prestito il nome di un famigerato forum.

Questa definizione mi è piaciuta molto.

Aggiungerei master improvvisati perché morti di figa e frustrati, e mistress improvvisate per soldi.

 

2 ore fa, Sensei10 ha scritto:

La maggioranza si trova qua, in questa casella contraddittoria. E dà luogo alla pletora di stronzate che giustamente citi, a seconda della posizione in cui ti metti.

 

 

  • Grazie! 1
Back Door Man
Inviato
2 ore fa, Sensei10 ha scritto:

Poi c'è il BDSM di quelli che si adddentrano nell'ambiente spinti dalla voglia di rimediare qualcosa. Un ambiente purtroppo specialmente italiano

Perché specialmente italiano?

Contrasta un po' con l'idea che mi sono fatto lurkando fetlife.

Ma ripeto, non ne so niente, chiedo per curiosità.

 

Sensei10
Inviato
7 ore fa, Back Door Man ha scritto:

Perché specialmente italiano?

Contrasta un po' con l'idea che mi sono fatto lurkando fetlife.

Ma ripeto, non ne so niente, chiedo per curiosità.

 

Grazie per l'apprezzamento, Back 👍 

Forse sono un po' troppo esterofilo e quindi eccessivamente severo, ma in passato ho notato che, come spesso accade, alcune cose qui arrivano dopo e vengono reinterpretate alla buona.

Nel caso specifico, penso ai ritrovi all'estero e quelli nostrani. Prendiamo il Torture Garden a Londra o il Manifest di Copenhagen. Locali leggendari, che dagli anni 90 hanno riunito delle vere e proprie "comunità" di appassionati e praticanti dell'argomento, diventando punti di riferimento mondiali. Non hanno solamente sdoganato il kinky, ma hanno dato il via ad un vero e proprio "lifestyle" attraverso musica, libri, negozi, perfomance artistiche, seminari, merchandising. Per me forse tutto questo è esagerato, ma chi ama il genere ha la possibilità di vivere tranquillamente le sue inclinazioni e le sue curiosità. Anche la figura della Pro Domme, che qui somiglia ad un'ordinaria professionista del sesso tranne rari casi, all'estero è socialmente accettata e assume i contorni della performer a tutto tondo: vedi il business di OWK nella Repubblica Ceca, addirittura un'enclave BDSM dove vivere esperienze 24/7 (pagando) in una sorta di "regno" indipendente. Bello? Brutto? Non lo so, ma di sicuro è un esperimento coraggioso.

Fondamentalmente quello che ho potuto apprezzare è un approccio sicuramente codificato, ma altrettanto libero, divertente e divertito, diciamo. Gente che al parlare ha sostituito il fare.

Non so se esiste ancora, ma in Italia, a Milano, il Nautilus, come locale BDSM/fetish, più che diventare luogo dove passare una serata interessante e diversa dal solito non è che abbia fatto granché. Era collegato ad una rivista, SM Stories, che somigliava ad un giornaletto porno. Così come gli altri appuntamenti, di cui si parla anche in questo thread, dove andare in modalità 007 per imparare qualcosa e per vedere se si rimorchia o meno. Non dico che non ci siano persone valide o che all'estero sia sempre tutto rose e fiori, ma è certo che, per la mia limitata e personale esperienza, da noi prevale il Signor Rossi in vena di trasgressione; Signor Rossi che ancora oggi, nel 2022, è preda del giudizio sociale e si scatena il sabato sera dopo una settimana di logorante tran tran impiegatizio. Niente di male, tanto più che la sessualità è questione prettamente privata. Ma diciamo che è bianco o nero: da un lato gli ortodossi maestri e guru, con i loro rigidi seminari su bondage e mindfucking,  dall'altro i poveri cristi che se non trombano si improvvisano seguaci della nuova religione con un approccio ai limiti del nevrotico.

Vizi privati e pubbliche virtù.

Questi ultimi sono in maggioranza, ecco tutto. Tutte le comunità online, per dire, sorte a cavallo tra la fine dei 90 e gli inizi del 2000 hanno fallito l'unico obiettivo che i fondatori avevano prefissato: l'aggregazione. Rimangono pochi storici superstiti, come il valente Ayzad citato in precedenza che divulga quanto sa, mentre intorno continuano a ruotare personaggi anonimi i quali, imparate a memoria quattro parolette, vedono nel bdsm una scorciatoia per l'orgasmo e per validare il proprio ego sottostimato. Da qui la rigidità ridicola del leccare la figa, come suggerito nel post di @senza nome, che è "dom" in posizione supina ma "sub" se ti metti in ginocchio. Fa abbastanza ridere.

Allora, ben venga qualche gioco, ben venga la voglia di scoprire una sessualità forse deviante ma espressa in modo sano, ma se devo improvvisare un teatrino macchiettistico all'amatriciana anche no, grazie. Vorrei vivere liberamente.

Potrei raccontare un paio di aneddoti curiosi vissuti dal sottoscritto, che però preferisco bypassare per non apparire vanesio e soprattutto per non sputtanare presunti grandi nomi della "scena". 

  • Mi piace! 5
  • Grazie! 1
Inviato
2 ore fa, Sensei10 ha scritto:

Grazie per l'apprezzamento, Back 👍 

Forse sono un po' troppo esterofilo e quindi eccessivamente severo, ma in passato ho notato che, come spesso accade, alcune cose qui arrivano dopo e vengono reinterpretate alla buona.

Nel caso specifico, penso ai ritrovi all'estero e quelli nostrani. Prendiamo il Torture Garden a Londra o il Manifest di Copenhagen. Locali leggendari, che dagli anni 90 hanno riunito delle vere e proprie "comunità" di appassionati e praticanti dell'argomento, diventando punti di riferimento mondiali. Non hanno solamente sdoganato il kinky, ma hanno dato il via ad un vero e proprio "lifestyle" attraverso musica, libri, negozi, perfomance artistiche, seminari, merchandising. Per me forse tutto questo è esagerato, ma chi ama il genere ha la possibilità di vivere tranquillamente le sue inclinazioni e le sue curiosità. Anche la figura della Pro Domme, che qui somiglia ad un'ordinaria professionista del sesso tranne rari casi, all'estero è socialmente accettata e assume i contorni della performer a tutto tondo: vedi il business di OWK nella Repubblica Ceca, addirittura un'enclave BDSM dove vivere esperienze 24/7 (pagando) in una sorta di "regno" indipendente. Bello? Brutto? Non lo so, ma di sicuro è un esperimento coraggioso.

Fondamentalmente quello che ho potuto apprezzare è un approccio sicuramente codificato, ma altrettanto libero, divertente e divertito, diciamo. Gente che al parlare ha sostituito il fare.

Non so se esiste ancora, ma in Italia, a Milano, il Nautilus, come locale BDSM/fetish, più che diventare luogo dove passare una serata interessante e diversa dal solito non è che abbia fatto granché. Era collegato ad una rivista, SM Stories, che somigliava ad un giornaletto porno. Così come gli altri appuntamenti, di cui si parla anche in questo thread, dove andare in modalità 007 per imparare qualcosa e per vedere se si rimorchia o meno. Non dico che non ci siano persone valide o che all'estero sia sempre tutto rose e fiori, ma è certo che, per la mia limitata e personale esperienza, da noi prevale il Signor Rossi in vena di trasgressione; Signor Rossi che ancora oggi, nel 2022, è preda del giudizio sociale e si scatena il sabato sera dopo una settimana di logorante tran tran impiegatizio. Niente di male, tanto più che la sessualità è questione prettamente privata. Ma diciamo che è bianco o nero: da un lato gli ortodossi maestri e guru, con i loro rigidi seminari su bondage e mindfucking,  dall'altro i poveri cristi che se non trombano si improvvisano seguaci della nuova religione con un approccio ai limiti del nevrotico.

Vizi privati e pubbliche virtù.

Questi ultimi sono in maggioranza, ecco tutto. Tutte le comunità online, per dire, sorte a cavallo tra la fine dei 90 e gli inizi del 2000 hanno fallito l'unico obiettivo che i fondatori avevano prefissato: l'aggregazione. Rimangono pochi storici superstiti, come il valente Ayzad citato in precedenza che divulga quanto sa, mentre intorno continuano a ruotare personaggi anonimi i quali, imparate a memoria quattro parolette, vedono nel bdsm una scorciatoia per l'orgasmo e per validare il proprio ego sottostimato. Da qui la rigidità ridicola del leccare la figa, come suggerito nel post di @senza nome, che è "dom" in posizione supina ma "sub" se ti metti in ginocchio. Fa abbastanza ridere.

Allora, ben venga qualche gioco, ben venga la voglia di scoprire una sessualità forse deviante ma espressa in modo sano, ma se devo improvvisare un teatrino macchiettistico all'amatriciana anche no, grazie. Vorrei vivere liberamente.

Potrei raccontare un paio di aneddoti curiosi vissuti dal sottoscritto, che però preferisco bypassare per non apparire vanesio e soprattutto per non sputtanare presunti grandi nomi della "scena". 

Quello che ho notato confrontando esperienze italiane ed estere è che qui un certo senso di comunità che hai trovato all'estero in Italia fatica a radicarsi per un unico motivo, a mio avviso. L'Italia, nel bene e nel male, è fondata sulla famiglia, all'estero se ne distaccano prima ma l'essere umano ha bisogno di riconoscersi in una famiglia, ed ecco il sorgere di comunità bdsm. Qui in Italia le comunità più rispondenti al concetto stesso di comunità, si sviluppano in quei posti dove la gente è sola, vedi Milano, o comunque sono partecipate h24 da persone che trovano nel bdsm una famiglia che altrove non avrebbero. Più al sud vai meno hanno bisogno di famiglia perché, sempre nel bene e nel male, hanno una comunità che fa formazione a testuggine molto più rispetto al nord

L'essere umano ha bisogno di riconoscersi in qualcuno che lo supporti e ci sia per lui, poi il nome che dà alle varie espressioni di questo concetto (comunità bdsm, gang, squadra, organizzazione mafiosa,...) è indifferente

  • Mi piace! 3
F-Knight
Inviato
5 ore fa, Sensei10 ha scritto:

Allora, ben venga qualche gioco, ben venga la voglia di scoprire una sessualità forse deviante ma espressa in modo sano, ma se devo improvvisare un teatrino macchiettistico all'amatriciana anche no, grazie. Vorrei vivere liberamente.

Concordo e anzi ritengo che certe forme di aggregazione siano per lo più finalizzate a darsi un tono in un certo giro e a proteggersi come pecora tra altre pecore in un gregge indistinto.

Non credo serva andare in certi posti o vestirsi in certo modi per poter essere certe persone anzi.

Come non credo serva indossare il chiodo ed avere i capelli lunghi per essere un metallaro.

L'unico caso in cui posso capire abbia un senso frequentare i posti che hai descritto è quando vorresti sperimentare, non hai alcuna partner o alcun partner con cui farlo e allora vai lì sperando di trovare chi faccia al caso tuo.... ma è una piccola parentesi per me necessariamente insoddisfacente. Se hai certe inclinazioni l'unica è trovare partner stabili che - largo circa - gradiscano ciò che gradisci tu e con i quali sperimentare insieme. Io almeno ho sempre fatto così da quando ho capito meglio me stesso.

Resta fermo che si tratta pur sempre di un inclinazione non un mantra. Fare un certo tipo di sesso richiede tempo, energia ed inventiva. Non è che se torno a casa dopo 14 ore di lavoro mi vien necessariamente voglia (poi dipende ovviamente) di iniziare un certo rituale ma magari di farmi una sana sveltina (che poi vabe se uno dura tanto le sveltine sono molto relative) in piedi mezzi vestiti.

  • Mi piace! 3
Sensei10
Inviato
2 ore fa, Edo ha scritto:

Quello che ho notato confrontando esperienze italiane ed estere è che qui un certo senso di comunità che hai trovato all'estero in Italia fatica a radicarsi per un unico motivo, a mio avviso. L'Italia, nel bene e nel male, è fondata sulla famiglia, all'estero se ne distaccano prima ma l'essere umano ha bisogno di riconoscersi in una famiglia, ed ecco il sorgere di comunità bdsm. Qui in Italia le comunità più rispondenti al concetto stesso di comunità, si sviluppano in quei posti dove la gente è sola, vedi Milano, o comunque sono partecipate h24 da persone che trovano nel bdsm una famiglia che altrove non avrebbero. Più al sud vai meno hanno bisogno di famiglia perché, sempre nel bene e nel male, hanno una comunità che fa formazione a testuggine molto più rispetto al nord

L'essere umano ha bisogno di riconoscersi in qualcuno che lo supporti e ci sia per lui, poi il nome che dà alle varie espressioni di questo concetto (comunità bdsm, gang, squadra, organizzazione mafiosa,...) è indifferente

Questo è vero, in effetti la stragrande maggioranza di queste persone è/era più dislocata nel nord e nel centro rispetto al sud. Però direi che è nì.

A mio avviso c'è un problema (se vogliamo dire così) culturale, laddove per cultura intendo l'insieme delle norme e dei valori che regolano una data società. 

Non vorrei tirare fuori la solita storia del retaggio cattolico, però... credo che le modalità di espressione - sessuale ovviamente, in tutte le sue forme - ne risentano non poco. 

  • Cuore Nero 1
Sensei10
Inviato
38 minuti fa, F-Knight ha scritto:

Come non credo serva indossare il chiodo ed avere i capelli lunghi per essere un metallaro.

Esatto. Tanto più se ti atteggi in giro con il chiodo e poi segretamente hai un armadio di giacche di Gucci.

Inviato
51 minuti fa, Sensei10 ha scritto:

Non vorrei tirare fuori la solita storia del retaggio cattolico, però... credo che le modalità di espressione - sessuale ovviamente, in tutte le sue forme - ne risentano non poco

Io saró anche incontentabile, peró davvero fa sbadigliare la cosiddetta scena BDSM con tutte le pratiche modaiole sterotipate e un rifiuto netto verso altre robe poco chic ancora considerate “parafilie” e il terrore di trasformarsi in Pacciani e nei compagni di merende al solo parlarne.
Per questo non parteciperei a munch ed eventi vari: mi appaiono solo una declinazione in latex del pavoneggiarsi patinato e rituale tipico di altri ambienti. 
 

Se hai la fortuna di beccare per caso una persona con tendenze atipiche, ti fai un viaggio allucinogeno nel mondo filthy in grado di incidere molto più di una vita di frequentazioni di master e di slave col frasario prestampato. 

  • Mi piace! 1
Inviato
19 ore fa, senza nome ha scritto:

È un grosso problema della sessualità mainstream moderna, cioè quello che per essere liberali si etichetta, comunque, sebbene con modalità non convenzionali, tuttavia vi è necessità di identificare, classificare e nominare, cosa che non rende davvero fluido e libero il sesso e la sessualità.

Se mi piace leccare una donna (in particolare le zonee erogene) più che scopare-spesse volte- debbo essere considerato sottomesso, fetish addicted e menate varie. Però solo se lo faccio con una che mi calva la faccia o in piedi, perché altrimenti se è a 90 allora è diverso, se invece è sdraita quindi è y. 

Ma.sticazzi, Semplicemente mi piacere leccare la fregna, non più né meno.

Però se faccio quello e mi piace scopare in piedi prendendola di forza allora sono dominante, switch dato il pregresso e blabla.

Per me è un grosso bha.

(Magari il mio pov è alterato dal mio ambiente sociale ed esperenziale)

 

Si, credo ci sia un eccesso di attribuzione d'etichette.
Su alcune cose si va sull'assurdo.
Se mi piacciono i piedini allora sono per forza feticista.
Se invece mi arrapano le gambe, il collo o come porta i capelli allora sono vanilla.
Invece la fissa per il culo (99% dei maschi) non è fetish, LoL?!
Se faccio un massaggio erotico a certe parti del corpo rientro nel vanilla, invece se bacio e lecco c'ho il fetish, LoL. 

A parte ciò credo che dipenda dal contesto-gioco che si crea.
Come altro utente ha detto si va dalla roba gothic a cose cruente che vanno molto verso l'extreme, e spaventano quasi, a giochi erotici di vario tipo in cui si cede il controllo e c'è comunque molta carica erotica a livello fisico.

Quello che so è che un botto di gente, anche tra gli accoppiati, fidanzati, sposati, etc. alla fine vorrebbe trasgredire o giocare con qualcosa di più unusual o creare situazioni trasgressive o di scambio del controllo, mentre altri si vorrebbero addirittura far massacrare in vari modi dal master-mistress di turno, il che mi fa pensare che c'è molta più gente in giro che non corrisponde ai criteri ordinari, che poi è un'etichetta anch'essa, di quanto non sembri.

  • Mi piace! 2
F-Knight
Inviato (modificato)
19 ore fa, Sensei10 ha scritto:

Da un lato, esiste una sottocultura. E come tutte le sottoculture, anche il BDSM è costituito dai suoi riti, i suoi codici, il suo vocabolario distintivo. È qualcosa che mescola sacro e profano, poiché c'è un aspetto molto formale e uno ludico. Il primo, per dire, può arrivare a forzature estreme, come il disconoscimento del nome di battesimo 24/7 o l'interpretazione gorean delle relazioni, che ricalca il mondo fantascientifico creato da John Norman. Il secondo è qualcosa di più attinente al gotico, con le sue derivazioni in chiave vampiresca/fetish/dark, che non a caso è appannaggio per lo più dei giovani ed è legato ai locali e alle serate a tema. 

MI fa piacere che tu sia così informato ma non capisco, davvero, il perchè. Perchè l'esigenza di farsi una cultura su qualcosa che dovrebbe essere solo spontaneità. 

Perchè imbrigliare l'energia creativa in dogmi e regole; davvero non capisco chi lo fa e non capisco chi ci si appassiona così tanto. Se il sesso diventa cultura allora, a mio avviso, non è più sesso. Se consideriamo - per quanto ormai superata -, la teoria del cervello tripartito, la sessualità sta nel limbico, dove ci sono gli impulsi primordiali appena meno essenziali di quelli legati a sopravvivenza/morte.  

Farlo diventare una "Materia da Studiare" lo percepisco come il desiderio di creare sovrastrutture su qualcosa di impulsivo. Sovrastrutture, come quelle della religione, ma solo con diversi idoli e diversi dei. Perchè?

Perchè creare dei canoni, dei termini, degli usi per qualcosa che, semplicemente, accade?

Perchè se ad uno piacciono i piedi allora è feticista e se ad un altro gli piace la linea che traccia il quadricipite femorale sulla coscia di profilo allora non lo è?

Perchè deve addirittura esistere il concetto di switch? mi pare la cosa più normale del mondo che ci sia un pò di fluidità nei ruoli; cazzo stiamo parlando di un lavoro?

 

 

Modificato da F-Knight
  • Mi piace! 1

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazioni importanti

Il nostro sito usa dei cookie 🍪 per aiutarti a migliorare la tua esperienza di navigazione. Puoi modificare le impostazioni dei cookie, altrimenti puoi accettarli cliccando su "ACCETTA".