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qazwsxedc
Inviato

Non sto chiedendo direttamente un consiglio su una donna

Ho 26 anni

Soffro di una malattia mentale abbastanza grave, che se non controllata è invalidante nelle relazioni sociali 

Si è manifestata in tarda adolescenza,purtroppo ci è voluto molto per trovare una terapia efficace ed è da molto poco che sto relativamente bene

Potete immaginare come non fossi in grado di intrattenere relazioni sociali, soprattutto con donne, quindi mi ritrovo adesso con pochissima esperienza, fatta prima di ammalarmi

Posso però dire che sono stato fortunato sul piano estetico, non sono un modello per carità, quindi le mie occasioni,quelle volte in cui uscivo di casa, nonostante tutto le ho avute, forse fin troppe per come mi comportavo,alcune sfacciatamente palesi del tipo "vorrei che mi invitassi fuori,ti va se ne parliamo adesso in macchina?",ma per un motivo o per l'altro o mi sono sempre tirato indietro oppure dopo 10 min capivano che non ero tutto ok, altre volte semplicemente ero terrorizzato a provarci

Adesso che sono relativamente stabile, so che, sempre tenendo conto delle mie difficoltà, qualche esperienza potrei farmela abbastanza facilmente

Il punto è che non ne ho voglia perchè mi sento sconfitto,sento di avere perso gli anni più belli, i più spensierati per il sesso e le storielle, vedo che la gente attorno a me sta diventando adulta e a me mancano da vivere sia una parte di adolescenza che la giovinezza

Mi sembra che il tempo per queste cose sia passato e la cosa mi distrugge, ho troppi rimpianti di tutto il tempo che ho buttato via, voglio terribilmente recuperare tutto questo ma non mi sembra sia possibile

Vorrei sentire qualche vostro parere 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Grazie! 2
qazwsxedc
Inviato

Avevo una ragazzina alle superiori, ma mai penetrazione completa, quindi tecnicamente si 

Sicuramente non invidio chi ha fatto un figlio perchè non è stato attento o chi consciamente ha avuto un bambino adesso,però nel futuro voglio farmi una famiglia

Non so se adesso è il momento per cercare una ragazza seria, di valore, prima che si accasino tutte come sto vedendo, o di cercare di recuperare il passato e trombare in giro

Poi con i farmaci non ho la libido così alta, e ci metto tanto per venire

Una cosa che mi ha colpito di quello che hai detto è il rischio di infatuarmi, non avendo esperienza, di cui ho molta paura,  poco tempo fa una collega mi aveva invitato a "cenare da lei" però per essere onesto non ho avuto le palle di andarci, un pò per il discorso dei farmaci, un po perchè come è naturale a parte durare troppo non sono capace di fare niente e un po perchè ho paura di prendermi e stare male

 

Back Door Man
Inviato
41 minuti fa, leavingmyheart ha scritto:

l'assenza di responsabilità dell'età adulta. Che coincide con l'impotenza (economica) dato che sei mantenuto. Che è fonte di nevrosi. 

Poche persone al mondo sanno cosa sia una vera bella vita. 

È il problema di massa dell'ultima generazione. (1)

Non arrivano nemmeno a capire cosa sia la vita adulta. (2)

1 - Per la precisione il problema è avanzato in forma progressiva dagli anni x in poi (undetermined).

Dopo la ricostruzione del dopoguerra, un paio di decenni dopo, il lavoro ha cominciato a scarseggiare.

Rimedio comune: allungare gli anni di scuola per avere una specializzazione, un titolo, qualcosa.

Progressivamente è stato sempre più faticoso. L'età in accollo alla famiglia si è allungata, fino a che la patologia della dipendenza dalla famiglia di origine è diventata la norma.

Apparente. Perché non è normale.

 

(2) Il punto 2 è enunciato senza la pretesa di avercelo più lungo.

Certe cose le capisco, o le ho capite, un po' in ritardo.

Per vivere davvero dovete allontanarvi dal nido.

Se non siete d'accordo con quanto affermo sono fatti vostri.

 

Back Door Man
Inviato
13 minuti fa, qazwsxedc ha scritto:

poco tempo fa una collega mi aveva invitato a "cenare da lei" però per essere onesto non ho avuto le palle di andarci, un pò per il discorso dei farmaci, un po perchè come è naturale a parte durare troppo non sono capace di fare niente e un po perchè ho paura di prendermi e stare male

La notizia buona è che lo dici, non ti nascondi dietro a un dito.

Altri non ci riescono.

Quella cattiva è che quello che racconti non è una cosa da niente.

Più o meno siamo in territorio fobie e simili.

Sicuramente se andavi a cena dalla ragazza era possibile fare andare tutto bene anche se prendi dei farmaci etc.

Ti conviene lavorare su questo punto.

La presa di coscienza c'è già. Puoi avviare facilmente.

 

Sensei10
Inviato (modificato)
1 ora fa, qazwsxedc ha scritto:

Ho 26 anni

Sei comunque giovane, non demordere.

@leavingmyhearte @Back Door Manhanno argomentato molto bene. 

Inoltre hai coscienza di un limite. Quanto valicabile, essendo anche delicato, non sta a noi valutarlo. Però la tua consapevolezza è un trampolino utilissimo. Hai iniziato un lavoro importante, portalo a termine eliminando rimpianti e rimorsi. Sono cazzate che rischiano di trasformarsi in alibi per non agire. 

Non hai problemi a conoscere ragazze. La prossima volta che ti invitano vacci. Controllato. E se non riesci, puoi sempre raccontare la verità, in una maniera che non metta né te né lei in imbarazzo. Non sembra una malattia che può causare situazioni di pericolo, giusto?

Se avessi, che so, il diabete, ti vergogneresti di dirlo davanti ad una torta? Ecco.

Modificato da Sensei10
Back Door Man
Inviato
38 minuti fa, Back Door Man ha scritto:

È il problema di massa dell'ultima generazione. (1)

Non arrivano nemmeno a capire cosa sia la vita adulta. (2)

1 - Per la precisione il problema è avanzato in forma progressiva dagli anni x in poi (undetermined).

Dopo la ricostruzione del dopoguerra, un paio di decenni dopo, il lavoro ha cominciato a scarseggiare.

Rimedio comune: allungare gli anni di scuola per avere una specializzazione, un titolo, qualcosa.

Progressivamente è stato sempre più faticoso. L'età in accollo alla famiglia si è allungata, fino a che la patologia della dipendenza dalla famiglia di origine è diventata la norma.

Apparente. Perché non è normale.

 

(2) Il punto 2 è enunciato senza la pretesa di avercelo più lungo.

Certe cose le capisco, o le ho capite, un po' in ritardo.

Per vivere davvero dovete allontanarvi dal nido.

Se non siete d'accordo con quanto affermo sono fatti vostri.

 

C'è un thread sull'argomento "vivere coi familiari oppure no". 

È di 10 anni fa o più.

Io l'ho letto e tornerei volentieri a rileggerlo.

Credo che possa essere utile a tutti, anche a chi se ne è andato, finalmente, da casa (tutti in ritardo a confronto con la generazione precedente).

Prossimamente citerò questo post e aggiungerò il link al thread.

Mi sembra cosa buona.

 

  • Mi piace! 1
Back Door Man
Inviato
6 ore fa, Back Door Man ha scritto:
6 ore fa, Back Door Man ha scritto:

È il problema di massa dell'ultima generazione. (1)

--/-- Cutted Text ---/--

1 - Per la precisione il problema è avanzato in forma progressiva dagli anni x in poi (undetermined).

Dopo la ricostruzione del dopoguerra, un paio di decenni dopo, il lavoro ha cominciato a scarseggiare.

Rimedio comune: allungare gli anni di scuola per avere una specializzazione, un titolo, qualcosa.

Progressivamente è stato sempre più faticoso. L'età in accollo alla famiglia si è allungata, fino a che la patologia della dipendenza dalla famiglia di origine è diventata la norma.

Apparente. Perché non è normale.

 

(2) -- Cutted Text ---

C'è un thread sull'argomento "vivere coi familiari oppure no". 

È di 10 anni fa o più.

 --/--- Cutted Text --/--

Buongiorno.

Il thread è del lontano 2012.

Titolo:

Abitare coi genitori dopo i 35

L'ho appena ripescato col motore di ricerca.

A voi il link al primo messaggio. È l'inizio di una discussione interessante, e sono diverse pagine.

Buona lettura.

 

 

  • Mi piace! 2
Back Door Man
Inviato (modificato)
12 ore fa, qazwsxedc ha scritto:

Ho 26 anni

Soffro di una malattia mentale abbastanza grave, che se non controllata è invalidante nelle relazioni sociali 

Si è manifestata in tarda adolescenza,purtroppo ci è voluto molto per trovare una terapia efficace ed è da molto poco che sto relativamente bene

Questo è un argomento scabroso, difficile, neanche adatto per un thread di forum, mi sento comunque in grado di dire qualcosa.

In altre parole ho voglia di affrontarlo.

Solo un paio di cose che potranno tornarti utili:

Sei in terapia e ti sei stabilizzato. Ti conviene continuare così.

L'approccio della psichiatria sui disturbi psichici è fondato prevalentemente sulla prescrizione e relativa assunzione di farmaci che intervengono sull'equilibrio "chimico" nell'organismo umano e lo ri-bilanciano.

È un bene, se la terapia è azzeccata, con ciò intendendo la scelta dei farmaci di intervento e i relativi dosaggi.

Si possono ottenere buoni risultati in tempi accettabili. Infatti, se ci sono problemi di qualsiasi tipo (anche solo un insuccesso prolungato nel tempo, ad esempio frustrazione per lavoro o sessualità) la chimica si modifica.

(Non ho studiato chimica, biologia, e medicina: prego di scusare imprecisioni)

Faccio comunque un altro esempio per fare intendere ciò che intendo per "chimica". Mi limito al concetto generale di equilibrio. La chimica di cui parlo, virgolettata, comprende varie molecole e "cose" con nomi tipo ammine, catecolamine, ormoni, neurotrasmettitori, recettori, endorfine, encefaline e un sacco di altre cose.

In parte misurabili con analisi del sangue, delle urine, del respiro etc.

Assolutamente non ho gli strumenti per entrare in questo campo, di cui conosco solo pezzetti di mappa.

Quindi: riequilibrio ottenuto con farmaci.

Proseguire.

Ad maiora.

Hai comunque buone speranze di debellare la tua "malattia".

In tal senso le diagnosi psichiatriche non devono essere prese come condanne. Non troppo sul serio, direi io, ma questo è già un pensiero deviante dal mainstream. È un pensiero personale che farebbe storcere il naso a molta gente.

Il pensiero in contrasto, o parzialmente in contrasto con la maggioranza, non è  ben visto, né ben accettato.
Solo gli stupidi possono negarlo.

Resta comunque una parentesi che non riguarda il discorso generale che ti rivolgo.

Per quanto riguarda l'esempio per fare intendere meglio ciò che intendo per squilibrio nella chimica ti porto quello dello stress eccessivo in tempistica corta / media:

Aumento delle catecolamine e del cortisolo, rischi cardiaci.

Siamo comunque in assenza di malattia mentale, è un esempio in parallelo.

Abbiamo definito, direi, il concetto di equilibrio e chimica per come li intendo io che non ho studiato certe cose.

I farmaci non sono perfetti. Di norma quelli che controllano l'ansia aumentano la prolattina (e modificano altri valori quantitativi dei markers di riferimento - ormoni e altre cose che non so) con effetto generico di abbassamento della libido.

Prezzo che per il momento devi pagare.

In termini di Costo/Beneficio avrai valore inferiore a 1, o invertendo e ponendo Beneficio al numeratore avrai Beneficio/Costo con valore superiore a 1.

Vale a dire che il Beneficio che ottieni dai farmaci è superiore al Costo (in questo caso una libido più bassa).

Di meglio non si può fare.

Ad maiora.

Però nel tempo puoi aggiungere un approccio diverso alla sintomatologia che riferisci.

Evitare la cena a casa della collega per timori vari legati in parte al fatto che sai di avere libido più bassa, tempi di raggiungimento dell'orgasmo più lunghi etc, è inquadrabile, a mio parere, genericamente come fobia o fobie.

Le fobie sono invalidanti in ambito sociale.

Purtroppo, a causa della lunga premessa che mi ha consumato un po' le pile, in termini simbolici, sono costretto a ridurre la trattazione di questo punto.

Sintetizzando: Si può indagare, lavorando con approccio psicologico, in aggiunta al supporto psichiatrico che già hai, per capire, e per capire meglio tu, come insorgono in te certi meccanismi, al fine di smussare gli angoli e fare in modo che tu superi il problema.

La chiudo qui.

Eventualmente ne riparliamo.

Ciao.

Modificato da Back Door Man
T9
qazwsxedc
Inviato (modificato)

@Back Door Man Grazie per il consiglio sul thread,appena ho un secondo lo leggo

Avevo provato qualche anno fa,anche se il dottore era contrario, a sospendere i farmaci con il risultato che dopo 2 mesi ho avuto una ricaduta,ho capito che non è il caso ti toccare terapie sopratutto adesso che funziona

Il tuo discorso sulla biochimica ha molto senso questi farmaci hanno tantissimi effetti collaterali,però come hai detto tu il beneficio che mi danno è maggiore,quindi devo fare un compromesso e sopportarli, seguo già una psicoterapia ma non ho visto grossi risultati da questo punto di vista,parlero con il mio medico per vedere se è il caso di trovare un altro terapeuta che magari usa un approccio diverso

Hai centrato in pieno il problema della fobia delle donne:ho una fottuta paura a provarci, a cercare attivamente le donne, per le occasioni che ho avuto sono stato fortunato e mi sono quasi tutte "cadute addosso" senza che io facessi molto,è ovvio però che non è una cosa che mi capita spesso, come penso al 99% degli altri uomini nella stragrande maggioranza dei casi vengono dati segnali più o meno evidenti di apertura poi però si aspettano, secondo me giustamente, che io faccia l'uomo e mi muova,quindi anche conoscere ragazze nuove se non mi do una svegliata e riesco ad iniziare a cercarle attivamente è molto più difficile

Poi è chiaro che i miei NO,più o meno velati,come tutti li ho presi 

Per raccontare quanto è vero quello che hai detto sull'infatuazione troppo veloce,tempo fa avevo conosciuto una ragazza di indole molto molto gentile ed educata e mi sono sentito abbastanza sicuro di chiederle di uscire,sapendo che anche nel caso di un rifiuto non avrebbe fatto la stronza

Ha accettato e siamo usciti, inutile dire che un secondo appuntamento non c'è stato, l'ho pressata eccessivamente e mi ha detto che non si trovava con questo atteggiamento 

Secondo il terapeuta comunque, mi manca una parte di sviluppo sociale, è come se fossi bloccato,in alcuni ambiti,alla adolescenza

 

 

 

 

 

 

Modificato da qazwsxedc

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