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Antracite
Inviato

G. era la mia "crush", come le chiamano adesso.

Prendevamo l'autobus insieme dall'ITI, per tornare al paese di periferia dove vivevamo, a dire il vero lei viveva una quindicina di km più su, arrampicata sul preappennino, ma la linea era la stessa.

Era veramente bella. Un sorriso di una dolcezza che tuttora, che sono uno squalo e uno dei più grandi figli di troia in circolazione, non ho mai più incontrato in nessuna.

L'unica ragazza sotto la quarta di reggiseno che mi abbia mai rapito il cuore.

G. rideva un sacco alle mie battute, io avevo cominciato da un paio di anni un percorso che mi stava portando fuori dalla sfiga e dalla balbuzie, e mi applicavo con una foga da assassino, cosa che penso si noti anche dai podcast; mi sorrideva con quella bocca virginale e mi diceva "mi fai morire!", quando in realtà chi moriva ero veramente io, ogni giorno che la vedevo e sentivo le note floreali del suo profumo, i suoi vestitini castigati ma allegri, il nastro in testa a tenere insieme una foltissima coda alta, biondo scuro.

G. non era universalmente bella, era bellissima per me, e questa è una caratteristica sulla quale sono sempre stato estremamente onesto nei miei confronti.

Fatto sta che avevo perso la verginità a puttane, e quindi ancora il "game" era altro che lontano, su un'altra galassia. 

Pensai che gli abbracci affettuosi, il guardarmi dritto negli occhi quando parlavo o parlava lei, il fatto che ridesse così tanto e che parlassimo su MSN bastassero come segnali inequivocabili di interesse. 

Partii per la volta del suo paesino di merda, che era a 2 km a piedi in pendenza 30° dalla fermata del bus, con uno striscione con scritto "G. sono scemo ma mi piaci". Glielo lasciai davanti a casa, lei non c'era, uscì la zia per chiamare la polizia. Con un po' di small talk le feci capire che ero uno spasimante della nipote, e come un coglione le lasciai lo striscione pregandola di darlo a G.

La mattina dopo lei mi fece recapitare da una mia compagna di classe una lettera che conservo ancora, nella quale si scusava... di non provare le stesse cose per me. Io mi limitai a dirle che non erano cose per le quali scusarsi, e ci perdemmo di vista per sempre.

Stetti male per MESI. Poi arrivò il Prismone e iniziammo a lavorare insieme, in tutti i sensi.

Oggi una delle mie aziende si chiama G. Finanziaria Ltd (dove il nome di G. è ovviamente per esteso). Mi piacerebbe farle recapitare un bigliettino da visita a casa, per farle passare un messaggio patetico tipo "ce l'ho fatta".

G. è il mio più grande rimpianto e se arrivasse ora la riprenderei anche subito, per dirvi.

E quindi penso sia ovvio cosa mi consiglierei: di imparare a essere un uomo prima di conoscerla.

Ma so anche che certe cose vanno come vanno perché non potevano andare diversamente, o perlomeno essere indulgenti con sé stessi è l'unico cucchiaio di zucchero per la propria mente, nella selva di calci nei coglioni che la vita ti riserva.

 

Hank Moody
Inviato
7 minuti fa, Antracite ha scritto:

G. è il mio più grande rimpianto e se arrivasse ora la riprenderei anche subito, per dirvi.

Dopo aver acquisito così tanta esperienza, non pensi di averla idealizzata questa ragazzina?

Wyatt99
Inviato (modificato)
9 minuti fa, Antracite ha scritto:

G. era la mia "crush", come le chiamano adesso.

Prendevamo l'autobus insieme dall'ITI, per tornare al paese di periferia dove vivevamo, a dire il vero lei viveva una quindicina di km più su, arrampicata sul preappennino, ma la linea era la stessa.

Era veramente bella. Un sorriso di una dolcezza che tuttora, che sono uno squalo e uno dei più grandi figli di troia in circolazione, non ho mai più incontrato in nessuna.

L'unica ragazza sotto la quarta di reggiseno che mi abbia mai rapito il cuore.

G. rideva un sacco alle mie battute, io avevo cominciato da un paio di anni un percorso che mi stava portando fuori dalla sfiga e dalla balbuzie, e mi applicavo con una foga da assassino, cosa che penso si noti anche dai podcast; mi sorrideva con quella bocca virginale e mi diceva "mi fai morire!", quando in realtà chi moriva ero veramente io, ogni giorno che la vedevo e sentivo le note floreali del suo profumo, i suoi vestitini castigati ma allegri, il nastro in testa a tenere insieme una foltissima coda alta, biondo scuro.

G. non era universalmente bella, era bellissima per me, e questa è una caratteristica sulla quale sono sempre stato estremamente onesto nei miei confronti.

Fatto sta che avevo perso la verginità a puttane, e quindi ancora il "game" era altro che lontano, su un'altra galassia. 

Pensai che gli abbracci affettuosi, il guardarmi dritto negli occhi quando parlavo o parlava lei, il fatto che ridesse così tanto e che parlassimo su MSN bastassero come segnali inequivocabili di interesse. 

Partii per la volta del suo paesino di merda, che era a 2 km a piedi in pendenza 30° dalla fermata del bus, con uno striscione con scritto "G. sono scemo ma mi piaci". Glielo lasciai davanti a casa, lei non c'era, uscì la zia per chiamare la polizia. Con un po' di small talk le feci capire che ero uno spasimante della nipote, e come un coglione le lasciai lo striscione pregandola di darlo a G.

La mattina dopo lei mi fece recapitare da una mia compagna di classe una lettera che conservo ancora, nella quale si scusava... di non provare le stesse cose per me. Io mi limitai a dirle che non erano cose per le quali scusarsi, e ci perdemmo di vista per sempre.

Stetti male per MESI. Poi arrivò il Prismone e iniziammo a lavorare insieme, in tutti i sensi.

Oggi una delle mie aziende si chiama G. Finanziaria Ltd (dove il nome di G. è ovviamente per esteso). Mi piacerebbe farle recapitare un bigliettino da visita a casa, per farle passare un messaggio patetico tipo "ce l'ho fatta".

G. è il mio più grande rimpianto e se arrivasse ora la riprenderei anche subito, per dirvi.

E quindi penso sia ovvio cosa mi consiglierei: di imparare a essere un uomo prima di conoscerla.

Ma so anche che certe cose vanno come vanno perché non potevano andare diversamente, o perlomeno essere indulgenti con sé stessi è l'unico cucchiaio di zucchero per la propria mente, nella selva di calci nei coglioni che la vita ti riserva.

 

Credo che per diventare qualcuno o migliorare in qualcosa, necessariamente bisogna passare per queste situazioni.

E seppur tu sia riuscito un minimo a parlare con G, io con A ci ho parlato solamente via chat, quest’anno.

Prima la vedevo solamente nella mia scuola, con quel viso, bellissimo. Corporatura normale/magrolina, bassa, capelli castani. 
E mentre vicino lei vi erano ragazzine più carnose e più belle (per gli altri), io mi perdevo nei suoi occhi.

Mi batteva il cuore mentre la vedevo, e seppur mi sentivo con un’altra, io pensavo a lei. 
Lo dicevo anche alla ragazzina Con cui mi vedevo per mesi, perché non volevo lei (scusami, ma non avevo la testa per te) ma volevo solamente A.

 

Passano gli anni, lascio ormai le superiori e lei ci rimane, prendo il coraggio che mi mancò a quei tempi (dannati giudizi altrui) e finalmente sono riuscito quantomeno a mandarle un massaggio.

Chattiamo, lei manda più volte l’emoticon sorridente e per me era un sogno (sono tutte puttanate se ci penso).

La invito a prendere un caffè, rifiuta perché è fidanzata.

Mai più sentita.

E se la rivedo con quel vestitino blu, io impazzisco.

Ero a un bar, e la vedo passare con quel vestitino, blu scuro.

Lei mi guarda per un secondo, io la guardo per più secondi. Vicino a me c’erano ragazze, carine ragazze. Intorno a me c’erano ragazze, belle ragazze.

Ma lei mi aveva colpito, in fondo al cuore.

Quando la vedo passare, intorno a me scompaiono tutte.

 

Modificato da Wyatt99
  • Mi piace! 2
Antracite
Inviato
2 minuti fa, Hank Moody ha scritto:

Dopo aver acquisito così tanta esperienza, non pensi di averla idealizzata questa ragazzina?

Vorrei tanto poterti dire di sì, ma se dopo averne schiacciate (con o senza sentimenti) una settantina continuo a mancare un battito quando vedo una sua foto, ora che ha ventinove anni e io trenta...

Penso che purtroppo non fosse la coincidenza astrale giusta, ma penso anche che se ci fosse un amore della vita, nella mia vita, sarebbe lei.

Poi va tutto avanti, il cuore batte anche per altre, il cazzo tira per altre e menomale.

Ma nessuna ha mai dato il nome a una mia azienda.

  • Mi piace! 1
  • Cuore Nero 1
gelsomino
Inviato
37 minuti fa, Antracite ha scritto:

La mattina dopo lei mi fece recapitare da una mia compagna di classe una lettera che conservo ancora, nella quale si scusava... di non provare le stesse cose per me. Io mi limitai a dirle che non erano cose per le quali scusarsi, e ci perdemmo di vista per sempre.

mi hai emozionato...

riguardo la storia scritta ...

Succede sempre così,quando fai recapitare messaggi relata refero, per interposta perssona,

come dice quell adagio popolano.."chi vuole va, chi non vuole manda..."

la prima crush...

quella che non ti suggeriscono.. i genitori, ne la maestra, ne la catechista ...

la prima crush........

tutte le aspirazioni dle mondo ancor ain pien apotenzialità...poi la vita..poi noi...

mentre leggevo l' algoritmo biricchinbo del tubo mi suonabva questa...

 

 

  • Grazie! 1
Wyatt99
Inviato (modificato)
1 ora fa, Hank Moody ha scritto:

Che cosa gli diresti di fare diversamente?

Comunque il tuo topic lo trovo molto interessante.

Perché escono e usciranno storie di tutti noi, e questo è bello.

Ma credo che i 18 anni, così come quelli vicini, erano anni di formazione personale.

Devo dire che sarei molto diverso ora se non avessi mai conosciuto questo forum.

Sono iscritto dal 2016, e mi iscrissi perché volevo scoparmi la ragazzina che l’anno dopo mi feci.

Però mi trattò come la merda: mi rifiutò, mi trattava come uno zerbino (lo ero) e mi faceva vedere chi si scopava.

Avevo 15-16 anni quando successe tutto questo: mi ricordo una volta che ero in classe, e lei mi fece vedere la chat di un ragazzo con cui si sentiva. 
Parlavano di sesso, lui le scrisse che il pomeriggio l’avrebbe cavalcata.

Lei poneva poca resistenza, e probabilmente successe la cavalcata.

Ero scoraggiato, piangevo nel letto. Non so come feci, ma scoprii questo forum.

Era il tempo in cui c’era druid, zupper o come si chiamava e altri, e mi diedero una grande mano.

L’anno dopo riuscì a farmela, ma di lei ormai non m’importava nulla.

In parte a 18 anni i consigli Li avevo già qui, ma mi immagino se non vi avessi mai conosciuto cosa sarebbe successo.

Modificato da Wyatt99
  • Mi piace! 1
Antracite
Inviato
6 minuti fa, Giraluna ha scritto:

Eh la Madonna ... @Antracite. La vedi su fessbuc, per caso? 

Purtroppo sì. Convive con un operaio di un’azienda concorrente.

La vita è proprio una stronza. 😂

  • Haha 2
  • Sigh 1
Giraluna
Inviato
5 minuti fa, Antracite ha scritto:

La vita è proprio una stronza. 😂

È sempre bella e con quel sorriso? Non si è imbruttita, vero? 🥺

6 minuti fa, Antracite ha scritto:

La vita è proprio una stronza. 😂

È donna, la vita. Ci sta. 

  • Mi piace! 1
gelsomino
Inviato
Adesso, Giraluna ha scritto:

È donna, la vita

la vita è pazza e puttana(citazione)

  • Wow 1

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