blinkpeppe [Partecipante] 33 Inviato 16 Ottobre 2022 Inviato 16 Ottobre 2022 Vi espongo la mia recente esperienza. E tanto non solo per sfogarmi, ma soprattutto per dare conto di quello che è la vita e di quanto, da umani, inevitabilmente si cada nei suoi cicli infami. Ma tant'è. D'altro canto, cosa sarebbe la vita, se non ci fossero anche queste emozioni? Circa sei anni fa, dopo essere uscito dalla più classica delle one-itis dopo una relazione andata a male, inizio un lungo percorso di crescita personale. Inizio a divertirmi con tante ragazze. Il gioco funziona. Fin quando non trovo la ragazza che reputo giusta per me. Ci fidanziamo. Oggi io ho 28 anni e lei 27. Alti e bassi per 6 anni. Soprattutto bassi nell'ultimo anno. Premetto che il mio lavoro non ha aiutato; e che lei, per il suo lavoro ha avuto una serie di problemi, che l'hanno portata a trasferirsi in altra città per due giorni a settimana (da Roma a Firenze). La quotidianità inizia a latitare, con tutto quello che comporta. Il rapporto inizia ad andarmi stretto. Eppure, tenuto conto dei suoi problemi lavorativi, decido di evitare ulteriori questioni. Lei è in grande difficoltà. Io, nonostante tutto, non ho avuto le palle di discutere della questione; decido che non è il caso. Eventuali fratture/ problemi avrebbero potuto darle il definitivo colpo di grazia. Penso che, nonostante tutto, devo starle vicino. Mi faccio andare bene tutto. Non pongo mai problemi. La supporto; la ascolto; l'aiuto quando posso. Troppa bontà evidentemente; sono fatto così. Ma inizio a ricevere attenzioni nel frattempo da altre donne. In particolare, da una mia collega, di quattro anni più grande. Sin da subito le ho raccontato del mio fidanzamento. Infatti, all'inizio rifuggo da tutte queste situazioni. Non ho mai tradito in vita mia, né era mia intenzione farlo. Tuttavia, alla fine vacillo. E cado. Ci vediamo due, tre, quattro volte; la mia mente mi colpevolizza. La mia vera volontà invece parlava chiaro. Il tutto all'oscuro della mia ragazza, che continuavo a supportare in questa sua fase. Avremmo fatto i conti per tutto una volta finito questo periodo difficile per lei. Eppure, alla fine la mia estrema razionalità arriva a prevalere. La mia collega si stava innamorando. Devo dire che anche io iniziavo a nutrire un forte sentimento per lei. Ed è stato proprio quello il momento in cui ho deciso di chiudere immediatamente: le ho parlato chiaro. Bisognava prima chiarire il mio rapporto con la mia ragazza; soltanto una volta chiarito il mio rapporto con lei, avremmo potuto pensare di costruire qualcosa. Tutto bellissimo, se non per il fatto che questo periodo di difficoltà della mia ragazza dura un anno. E io lì a maciullarmi tra un rapporto che avverto chiuso, da cui non riesco a uscirne fuori, per via di questo mio assurdo senso del dovere nei confronti della mia ragazza; ed il dolce ricordo della mia collega. Che non ho mai più rivisto; sporadicamente c'è stata una reciproca interazione social. Nulla di più. I miei paletti erano molto rigidi e non le ho mai consentito di andare oltre. Nel frattempo si trasferisce per lavoro in altra città da Roma a Napoli. Ebbene, dopo un anno, finalmente quest'estate la mia ragazza risolve la sua situazione. Arriva finalmente il momento. Con un finale sorprendente: iniziano i miei di problemi lavorativi. La mia mente è totalmente assorbita dal lavoro. Inutile dire che sarà la mia ragazza a lasciarmi. Sostanzialmente con le classiche scuse dei pensieri e delle ca*are varie, mi fa comprendere di quanto mi fossi rammollito e fiaccato nel corso del tempo. In sostanza non l'attraggo più. Sembra assurdo, ma nel mio momento di debolezza questa rottura -che forse un anno prima avrei desiderato - mi fa molto male. Se non altro perché avrei voluto ricevere da lei lo stesso trattamento che le avevo riservato. O forse semplicemente perché sono fragile anche io. Avrei voluto comprensione e vicinanza. Probabilmente soltanto per avere il mio porto sicuro della zona di comfort. Ma va bene così. Vengo lasciato. Nella merda. Piano piano mi riprendo. Non avverto la mancanza della mia ragazza; ma della mia collega, con cui questa tensione irrisolta si è trascinata per un anno nei termini di cui ho detto. In altre parole, entrambi avremmo voluto vederci e scriverci nel corso dell'anno. E ce lo siamo detti più volte nei nostri contatti social. Ma non era giusto, visto che ero già impegnato e avevo imposto i miei paletti. Mi riprendo, come ho detto. Ma non abbastanza. Mi sento ancora fragile, soprattutto nel rapporto con le donne. Eppure, avverto la necessità di scrivere nuovamente alla mia collega. Era finalmente arrivato il momento di farle capire che il mio fidanzamento era finito. Ma già sapevo a cosa sarei andato incontro. E tanto perché, vedendo i suoi spostamenti sui social, avevo ipotizzato che avesse iniziato a frequentare giustamente un'altra persona. Ed infatti, una volta contattata, mi ha detto che le ero mancato e che avrebbe voluto avere un contatto diretto con me, ma di non averlo mai fatto. Tuttavia, mi lascia intendere con grande eleganza stavolta che è lei ad essere impegnata. E pertanto sono ca**i miei. E soffro di brutto. Questa è la mia storia. Quanto è maestra la vita? Mai dare nulla per scontato. Bisognerebbe sempre ascoltare il proprio sé; mai sacrificarlo e annichilirlo per un'altra persona. Non posso che accettare e imparare. Un caro saluto a tutti. Flag_94 ha reagito a questo 1
Minypony [Donna] 1806 Inviato 18 Ottobre 2022 Inviato 18 Ottobre 2022 (modificato) This is Karma . Facile tornare dalla collega al momento di necessità. Quando ti serviva un sostegno che è arrivato da chi doveva (la tua ragazza che pensava ai cavoli suoi) . L’altra invece era lì per te e se n’è rimasta al suo posto ..ora chi avrebbe dovuto sostenerti ti ha dato il ben servito…. la ruota è girata non sempre fare la cosa giusta è la soluzione migliore. Modificato 18 Ottobre 2022 da Minypony blinkpeppe e PartTimeLover ha reagito a questo 2
blinkpeppe [Partecipante] 33 Inviato 18 Ottobre 2022 Autore Inviato 18 Ottobre 2022 Era proprio questo il senso del mio messaggio. La vita sa dare tutte le risposte, se si riesce a coglierle. Nel mio caso, probabilmente mi ha fregato il mio insensato senso di protezione, oltre alla mia natura sostanziale di "bravo ragazzo". Avrei dovuto chiarire tutto a monte, rischiando di fare cadere la persona che avevo al mio fianco? Probabilmente sì. Sta di fatto che e5andata in questo modo e bisogna accettarlo.
Minypony [Donna] 1806 Inviato 18 Ottobre 2022 Inviato 18 Ottobre 2022 5 ore fa, blinkpeppe ha scritto: Avrei dovuto chiarire tutto a monte, rischiando di fare cadere la persona che avevo al mio fianco? Il fatto che tu frequentassi un’altra persona non ti ha fatto suonare nessun campanello d’allarme?
blinkpeppe [Partecipante] 33 Inviato 18 Ottobre 2022 Autore Inviato 18 Ottobre 2022 2 ore fa, Minypony ha scritto: Il fatto che tu frequentassi un’altra persona non ti ha fatto suonare nessun campanello d’allarme? Certo. Proprio per questa ragione dopo 3-4 incontri con questa persona, e non appena avevo capito che stava nascendo un sentimento reciproco, ho chiuso tutto. Avevo bisogno di fare chiarezza con la mia fidanzata, anche perché non sono mai stato questo tipo di persona. Ho preferito reprimere il mio desiderio per questo folle senso del dovere nei confronti della mia fidanzata. Che non ha esitato a darmi il benservito una volta risolti i suoi problemi. Mi ha fregato il senso di colpa, l'eccessiva razionalità e forse la mia bontà/ingenuità. Ma va bene così.
Aeon [Élite] 1328 Inviato 18 Ottobre 2022 Inviato 18 Ottobre 2022 Il lato positivo è che a fronte di questa esperienza puoi finalmente scrollarti di dosso e abbandonare per strada quella grottesca aberrazione psicologica chiamata sindrome del crocerossino che una buona parte di noi si porta dietro fino a un'età x. Non sottovaluterei il vantaggio. blinkpeppe ha reagito a questo 1
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