ArmandoBis [Partecipante] 5476 Inviato 13 Giugno 2023 Inviato 13 Giugno 2023 (modificato) Alcuni fatti che bisogna conoscere per inquadrare ciò che è successo. Nella seconda metà degli anni '80 De Benedetti acquistò la Sme per costruire un polo industriale-alimentare italiano. I politici (si dice su istigazione degli Agnelli) glielo impedirono e giustificarono l'intervento con una campagna diffamatoria che coinvolse tutta la stampa, basata su una supposta incongruità del prezzo pattuito. Solo un esempio per capire come allora in Italia non esisteva libertà economica e la stampa era completamente, assolutamente corrotta. In quegli anni Berlusconi aveva ormai vinto la sua scommessa imprenditoriale, ma pur essendo ben accetto presso il mondo produttivo aveva il problema del feroce conflitto che lo opponeva al Gruppo Editoriale L'Espresso-Repubblica. Le accuse che gli venivano rivolte erano di ordine politico istituzionale. Inammissibile concentrazione editoriale in un solo soggetto, azienda costituitasi in assenza di un quadro normativo che consentisse la partecipazione di una pluralità di agenti economici in regime di libera concorrenza, contrazione delle risorse destinate alla stampa con conseguente deterioramento degli spazi riservati alla libera informazione e, in ultima analisi, del confronto democratico. Vero, peccato che le motivazioni vere erano ben altre. La realtà era semplicemente che il gruppo guidato da Scalfari si era ingrandito, sul modello già seguito da analoghi gruppi europei, per sfruttare il grande momento di espansione della stampa periodica. Mentre le TV di stato in Germania e in Francia tenevano ancora botta, e i gruppi editoriali legati alla stampa facevano guadagni favolosi, in Italia gli scalfarioti si erano trovati spiazzati. Il loro sogno di ricchezza si dissolse dalla sera alla mattina. Un gruppo di biechi affaristi guidati da un ex fascista neanche tanto ex aveva dovuto rinunciare a tutto quello per cui si era battuto in quegli anni: i soldi. Diritti civili, divorzio, aborto, lotta alla corruzione, alle mafie, erano (e sono, perché le trovate ancora oggi) tutte cazzate. L'inseguimento al potere era cominciato alla fine degli anni '50, si era perfezionato usando il Partito Comunista come mezzo per espandersi ed ora che c'erano finalmente i soldi, puf! spariti... Questo è il quadro. Poi, per Berlusconi la decisione di entrare in politica fu quasi una scelta obbligata, perché con la dissoluzione della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista conseguente a mani pulite, il rischio per le sue aziende in caso di vittoria della sinistra era concreto. Il nocciolo della storia è tutto qui. L'Italia degli anni '80 era una realtà completamente inimmaginabile oggi. Non potevi aprire nulla, fare nulla, neanche pensare. Tutto si era svolto in quella finestra rappresentata dal dopoguerra, chiusa la quale ogni libertà era cessata. La favoletta della libera concorrenza ripetuta dall'ex (?) fascista Scalfari a quei tempi era davvero una favola. In sostanza, una campagna stampa a salvaguardia della libertà che in realtà mirava ai soldi e una precipitosa dissoluzione del sistema dei partiti sono stati i due eventi contingenti e imprevedibili che hanno creato il fenomeno Berlusconi. Modificato 13 Giugno 2023 da ArmandoBis TEMPORARILY, Outsider, OdetoJoy e 1 altro ha reagito a questo 1 2 1
ArmandoBis [Partecipante] 5476 Inviato 14 Giugno 2023 Autore Inviato 14 Giugno 2023 Questa è una delle interpretazioni più comuni del fenomeno Berlusconi. Molto ben scritta, molto ben argomentata, ma nella sostanza inconsistente e in molti passaggi palesemente falsa. Vediamo i passaggi più critici. SU BERLUSCONI, PAOLO FERRERO Paolo Ferrero - 12 GIUGNO 2023 Con la morte di Berlusconi non si chiude un’epoca: questo era solo l’inizio Silvio Berlusconi è morto e porgiamo le nostre condoglianze alla famiglia. Sul piano politico non è per nulla vero che con la sua morte si chiude un’epoca: Berlusconi ha rivoluzionato la vita politica italiana e ha letteralmente costruito un nuovo modo di essere della destra che è diventato progressivamente egemone in Europa e per certi versi nel mondo. Berlusconi non solo ha inventato la televisione commerciale in Italia, ma ha costruito su questa la televisione della destra populista, fondata sull’estremizzazione di alcuni elementi di cronaca che fanno paura, ripetendoli all’infinito e dilatandoli così tanto da produrre un nuovo immaginario e nuove immedesimazioni. Questo semplicemente non è vero. Le TV di Berlusconi non hanno mai estremizzato i fatti di cronaca, salvo sotto elezioni e comunque in modo molto attento e misurato. La destra xenofoba non è stata inventata sul piano politico, ma è stata inventata dalle televisioni di Berlusconi, che hanno prodotto una narrazione tossica che ha costruito paure e aggregazioni su questa realtà virtuale che nasce dal reale. L’idea che “ci stiano invadendo”, che “non ce n’è per tutti e quindi prima i nostri”, e così via, non sono state inventate da Salvini o Meloni, ma solo il prodotto delle trasmissioni televisive. Chi scrive non è mai stato in un quartiere popolare. La gente reagisce automaticamente alla notizia degli sbarchi, non c'è bisogno di drammatizzare l'evento. Semplicemente le persone legano un dato oggettivo, sempre più stranieri, a due altri dati oggettivi: sempre più stranieri nel mio quartiere, sempre meno aiuti da parte dei servizi sociali. Tra i due eventi viene ipotizzato un nesso causale, operazione che farei anch'io qualora fossi al posto loro. In secondo luogo Berlusconi ha innestato sul forte anticomunismo, che sempre ha caratterizzato la destra italiana, il pieno sdoganamento del fascismo. In Italia come in tutta Europa, dopo la seconda guerra mondiale, la destra era storicamente divisa tra una destra fascista e una destra non fascista o antifascista (pensiamo a De Gaulle e al gollismo). In Francia Chirac preferì perdere le elezioni presidenziali piuttosto che allearsi con la destra fascistoide di Le Pen padre. Berlusconi, al contrario, fu il primo in Europa a sdoganare i fascisti e ha aperto una tendenza che negli anni successivi si è progressivamente estesa in tutta Europa e in tutto il mondo. Quando nel 1983 Berlusconi appoggiò Fini, allora segretario del Msi come candidato a sindaco di Roma, e l’anno dopo riuscì a mettere insieme destra fascista e destra leghista con due coalizioni diverse al nord e al sud, Berlusconi tradusse sul piano elettorale e concreto una grande operazione di unificazione delle destre italiane, da quelle nazionaliste e fasciste a quelle secessioniste e xenofobe a quelle conservatrici a quelle liberali. Una grande operazione politica che ha cancellato ogni linea di confine tra destra liberale e fascismo e ha consegnato – col passare degli anni – ai fascisti l’egemonia sulla destra e sulla formazione dell’immaginario del bel paese. Il tutto giustificato dalla necessità di difendersi dal comunismo, presentato come il male assoluto e dilatato fino a comprendere ogni idea o comportamento che non coincidesse con l’antropologia impersonata da Berlusconi. Anticomunismo e sdoganamento del fascismo sono tra le scorie tossiche maggiori che Berlusconi lascia sul piano politico in questo mondo in guerra. Che dire? L'autore usa la categoria "fascismo" in modo del tutto improprio. Non ha proprio capito che cosa è stato, storicamente, questo movimento. Il fascismo non ha avuto, non ha e non avrà mai una capacità autonoma di imporsi. Questo è un punto fondamentale. Il fascismo è l'ultimo tentativo della classe al potere di restare di restare in sella accettando una convivenza con le frange totalitarie delle nazione, nella speranza, quasi sempre vana, di poterne condizionare gli orientamenti e le politiche. I fascisti sono i Cazzullo, i Gramellini, i Giannini, gente che rappresenta il potere e l'attuale sistema politico economico. In caso di crollo del sistema, cederanno volentieri la mano al movimento totalitario che si sarà creato (e che loro non avranno mai seriamente attaccato.) L'uso della categoria "fascismo" da parte dell'autore è completamente fuori dalla storia. Tanto per fare un esempio, oggi in Francia il 50% degli operai vota Marine Le Pen. Tutti stupidi? Tutti fuorviati da stampa e televisione? In terzo luogo i comportamenti personali di Berlusconi sono stati così intrecciati con la sua attività pubblica da diventare elementi di costume che hanno inciso sulla vita del paese. Pensiamo solo a come Berlusconi abbia regolarmente ignorato la separazione tra legalità e illegalità. Berlusconi ha sdoganato fino in fondo l’idea che la forza e il consenso e non il rispetto delle regole democratiche fossero il fondamento dell’agire politico. Ma pensiamo a come gli stessi comportamenti privati abbiano rilanciato pesantemente un maschilismo che nessuno più rivendicava, fondato sull’idea che il corpo delle donne sia a disposizione di chi ha soldi per comprarlo. Berlusconi ha sdoganato anche l’idea della libertà senza limiti in cui l’uomo – in questo caso la determinazione di genere è voluta – non sia un animale sociale, ma uno che si deve fare largo nel mondo ponendo i suoi desideri come elemento assoluto da soddisfare. Questo è il coté antropologico sul fenomeno Berlusconi, che ha dato vita a una sterminata letteratura. Che dire, siamo il paese che ha dato i natali a Machiavelli; un corollario della sua opera è che il cittadino accetti dal Principe anche comportamenti non ortodossi purché i risultati siano soddisfacenti. Gli americani hanno scelto il cristiano rinato Bush, il puttaniere e palazzinaro Trump, i francesi il cazzaro Sarkozy (un minus habens al cui confronto Berlusconi appare un gigante), i tedeschi l'inchiavabile Merkel, una figura capace solo di rimandare sine die la soluzione dei problemi Berlusconi è stato quindi il vero precursore della destra populista attuale – non solo in Italia e in Europa – e non solo sul piano politico, ma anche relativamente alla costruzione di un nuovo immaginario della destra. Berlusconi va quindi analizzato per la grande capacità politica di aver prodotto una nuova destra fascistoide – egemonica quanto pericolosa – in cui la manipolazione fondata sulla paura, il mancato rispetto delle regole e l’ego dilatato non è un fatto personale o episodico, ma la normalità in un contesto in cui il consenso è il punto legittimante. Oggi non si chiude una fase, perché la nuova realtà plasmata da Berlusconi è proprio quella in cui siamo immersi fino al collo. In tutto il mondo trionfa l'ideologia liberale, l'economia è in mano ai gestori di fondi e a un ristretto numero di imprese transnazionali e c'è chi vede invece dominare lo zeitgeist imposto da Berlusconi. (Tranquilli, è sempre stato così. Anche ai tempi del '68 si pensava che il potere fosse nelle mani di omuncoli insignificanti. Non è cambiato nulla. Girando su Amazon mi sono imbattuto nei libri di un tizio dedicati alla dinastia dei Rotschild. Il che non ci sarebbe nulla di male. Solo che il tipo in questione è convinto che i Rotschild controllino ancora oggi tutta l'economia mondiale...). ^'V'^, Seth44 e Carnacki ha reagito a questo 1 2
OdetoJoy [Élite] 5136 Inviato 14 Giugno 2023 Inviato 14 Giugno 2023 22 ore fa, ArmandoBis ha scritto: L'Italia degli anni '80 era una realtà completamente inimmaginabile oggi. Non potevi aprire nulla, fare nulla, neanche pensare. E' probabile oggi sia la stessa cosa Magari se fai qualche milione non frega un cazzo a nessuno Ma chi inizia a guadagnare decine o centinaia di milioni, beh in qualche modo dalla politica ci devi passare sennò non fai nulla In questo senso la mossa di Berlusconi è stata notevole (prendere il controllo delle TV, entrare in politica etc etc) Comunque nella sua esuberanza televisiva, nel suo personaggio televisivo, volontariamente o involontariamente, ha preso per il culo tutta quella pantomima della politica, quei subumani che credono di dire cose, facendone parte esso stesso Faceva figa e se ne sbatteva il cazzo Un grande Carnacki, Brif, Nickolas84 e 2 altri ha reagito a questo 3 2
Back Door Man [Élite] 11694 Inviato 15 Giugno 2023 Inviato 15 Giugno 2023 Banca Rasini Akira93 ha reagito a questo 1
Bozzarelly [Partecipante] 3987 Inviato 15 Giugno 2023 Inviato 15 Giugno 2023 Penso piuttosto che abbia creato il personaggio e la scena del Bunga Bunga per allontanare la stampa da quello che realmente faceva.
ArmandoBis [Partecipante] 5476 Inviato 15 Giugno 2023 Autore Inviato 15 Giugno 2023 (modificato) 3 ore fa, Bozzarelly ha scritto: Penso piuttosto che abbia creato il personaggio e la scena del Bunga Bunga per allontanare la stampa da quello che realmente faceva. Guarda, non ha mai fatto un cazzo. Doveva fare le riforme liberali, ma non le ha fatte. Non che le abbia osteggiate, ma è rimasto passivo, ha fatto il minimo indispensabile e solo perché costretto. Cultura zero, sapere zero, ma conoscenza pratica delle cose del mondo tanta. Se le riforme che gli suggerivano le avesse fatte probabilmente sarebbe finito in galera... In sostanza non ha fatto cazzate, né in politica né negli affari. Risultato, è stato in sella trent'anni e possedeva ancora tutte le sue aziende (tranne la Standa), cosa che non si può dire dei suoi avversari su entrambi i fronti. Modificato 15 Giugno 2023 da ArmandoBis
Kepak [Élite] 2408 Inviato 15 Giugno 2023 Inviato 15 Giugno 2023 Signorina, lasci che mi presenti. Mohammed Esposito. Carnacki ha reagito a questo 1
AndreaLibrera [Partecipante] 8 Inviato 25 Agosto 2024 Inviato 25 Agosto 2024 Il 14/6/2023 at 12:02, ArmandoBis ha scritto: Questa è una delle interpretazioni più comuni del fenomeno Berlusconi. Molto ben scritta, molto ben argomentata, ma nella sostanza inconsistente e in molti passaggi palesemente falsa. Vediamo i passaggi più critici. SU BERLUSCONI, PAOLO FERRERO Paolo Ferrero - 12 GIUGNO 2023 Con la morte di Berlusconi non si chiude un’epoca: questo era solo l’inizio Silvio Berlusconi è morto e porgiamo le nostre condoglianze alla famiglia. Sul piano politico non è per nulla vero che con la sua morte si chiude un’epoca: Berlusconi ha rivoluzionato la vita politica italiana e ha letteralmente costruito un nuovo modo di essere della destra che è diventato progressivamente egemone in Europa e per certi versi nel mondo. Berlusconi non solo ha inventato la televisione commerciale in Italia, ma ha costruito su questa la televisione della destra populista, fondata sull’estremizzazione di alcuni elementi di cronaca che fanno paura, ripetendoli all’infinito e dilatandoli così tanto da produrre un nuovo immaginario e nuove immedesimazioni. Questo semplicemente non è vero. Le TV di Berlusconi non hanno mai estremizzato i fatti di cronaca, salvo sotto elezioni e comunque in modo molto attento e misurato. La destra xenofoba non è stata inventata sul piano politico, ma è stata inventata dalle televisioni di Berlusconi, che hanno prodotto una narrazione tossica che ha costruito paure e aggregazioni su questa realtà virtuale che nasce dal reale. L’idea che “ci stiano invadendo”, che “non ce n’è per tutti e quindi prima i nostri”, e così via, non sono state inventate da Salvini o Meloni, ma solo il prodotto delle trasmissioni televisive. Chi scrive non è mai stato in un quartiere popolare. La gente reagisce automaticamente alla notizia degli sbarchi, non c'è bisogno di drammatizzare l'evento. Semplicemente le persone legano un dato oggettivo, sempre più stranieri, a due altri dati oggettivi: sempre più stranieri nel mio quartiere, sempre meno aiuti da parte dei servizi sociali. Tra i due eventi viene ipotizzato un nesso causale, operazione che farei anch'io qualora fossi al posto loro. In secondo luogo Berlusconi ha innestato sul forte anticomunismo, che sempre ha caratterizzato la destra italiana, il pieno sdoganamento del fascismo. In Italia come in tutta Europa, dopo la seconda guerra mondiale, la destra era storicamente divisa tra una destra fascista e una destra non fascista o antifascista (pensiamo a De Gaulle e al gollismo). In Francia Chirac preferì perdere le elezioni presidenziali piuttosto che allearsi con la destra fascistoide di Le Pen padre. Berlusconi, al contrario, fu il primo in Europa a sdoganare i fascisti e ha aperto una tendenza che negli anni successivi si è progressivamente estesa in tutta Europa e in tutto il mondo. Quando nel 1983 Berlusconi appoggiò Fini, allora segretario del Msi come candidato a sindaco di Roma, e l’anno dopo riuscì a mettere insieme destra fascista e destra leghista con due coalizioni diverse al nord e al sud, Berlusconi tradusse sul piano elettorale e concreto una grande operazione di unificazione delle destre italiane, da quelle nazionaliste e fasciste a quelle secessioniste e xenofobe a quelle conservatrici a quelle liberali. Una grande operazione politica che ha cancellato ogni linea di confine tra destra liberale e fascismo e ha consegnato – col passare degli anni – ai fascisti l’egemonia sulla destra e sulla formazione dell’immaginario del bel paese. Il tutto giustificato dalla necessità di difendersi dal comunismo, presentato come il male assoluto e dilatato fino a comprendere ogni idea o comportamento che non coincidesse con l’antropologia impersonata da Berlusconi. Anticomunismo e sdoganamento del fascismo sono tra le scorie tossiche maggiori che Berlusconi lascia sul piano politico in questo mondo in guerra. Che dire? L'autore usa la categoria "fascismo" in modo del tutto improprio. Non ha proprio capito che cosa è stato, storicamente, questo movimento. Il fascismo non ha avuto, non ha e non avrà mai una capacità autonoma di imporsi. Questo è un punto fondamentale. Il fascismo è l'ultimo tentativo della classe al potere di restare di restare in sella accettando una convivenza con le frange totalitarie delle nazione, nella speranza, quasi sempre vana, di poterne condizionare gli orientamenti e le politiche. I fascisti sono i Cazzullo, i Gramellini, i Giannini, gente che rappresenta il potere e l'attuale sistema politico economico. In caso di crollo del sistema, cederanno volentieri la mano al movimento totalitario che si sarà creato (e che loro non avranno mai seriamente attaccato.) L'uso della categoria "fascismo" da parte dell'autore è completamente fuori dalla storia. Tanto per fare un esempio, oggi in Francia il 50% degli operai vota Marine Le Pen. Tutti stupidi? Tutti fuorviati da stampa e televisione? In terzo luogo i comportamenti personali di Berlusconi sono stati così intrecciati con la sua attività pubblica da diventare elementi di costume che hanno inciso sulla vita del paese. Pensiamo solo a come Berlusconi abbia regolarmente ignorato la separazione tra legalità e illegalità. Berlusconi ha sdoganato fino in fondo l’idea che la forza e il consenso e non il rispetto delle regole democratiche fossero il fondamento dell’agire politico. Ma pensiamo a come gli stessi comportamenti privati abbiano rilanciato pesantemente un maschilismo che nessuno più rivendicava, fondato sull’idea che il corpo delle donne sia a disposizione di chi ha soldi per comprarlo. Berlusconi ha sdoganato anche l’idea della libertà senza limiti in cui l’uomo – in questo caso la determinazione di genere è voluta – non sia un animale sociale, ma uno che si deve fare largo nel mondo ponendo i suoi desideri come elemento assoluto da soddisfare. Questo è il coté antropologico sul fenomeno Berlusconi, che ha dato vita a una sterminata letteratura. Che dire, siamo il paese che ha dato i natali a Machiavelli; un corollario della sua opera è che il cittadino accetti dal Principe anche comportamenti non ortodossi purché i risultati siano soddisfacenti. Gli americani hanno scelto il cristiano rinato Bush, il puttaniere e palazzinaro Trump, i francesi il cazzaro Sarkozy (un minus habens al cui confronto Berlusconi appare un gigante), i tedeschi l'inchiavabile Merkel, una figura capace solo di rimandare sine die la soluzione dei problemi Berlusconi è stato quindi il vero precursore della destra populista attuale – non solo in Italia e in Europa – e non solo sul piano politico, ma anche relativamente alla costruzione di un nuovo immaginario della destra. Berlusconi va quindi analizzato per la grande capacità politica di aver prodotto una nuova destra fascistoide – egemonica quanto pericolosa – in cui la manipolazione fondata sulla paura, il mancato rispetto delle regole e l’ego dilatato non è un fatto personale o episodico, ma la normalità in un contesto in cui il consenso è il punto legittimante. Oggi non si chiude una fase, perché la nuova realtà plasmata da Berlusconi è proprio quella in cui siamo immersi fino al collo. In tutto il mondo trionfa l'ideologia liberale, l'economia è in mano ai gestori di fondi e a un ristretto numero di imprese transnazionali e c'è chi vede invece dominare lo zeitgeist imposto da Berlusconi. (Tranquilli, è sempre stato così. Anche ai tempi del '68 si pensava che il potere fosse nelle mani di omuncoli insignificanti. Non è cambiato nulla. Girando su Amazon mi sono imbattuto nei libri di un tizio dedicati alla dinastia dei Rotschild. Il che non ci sarebbe nulla di male. Solo che il tipo in questione è convinto che i Rotschild controllino ancora oggi tutta l'economia mondiale...). Palesemente falsa perché a scriverla non é un santficatore di Berlusconi, quindi é vera. É vero che ti davano del comunista solo perché non la pensavi come Berlusconi (E questo succede ancora oggi). Ed é anche vero che stampa e TV possano fuorviare la gente. Poi se pensi che i fascisti siano i giornalisti che hai citato tu stai completamente fuori strada. Se io fossi di proprietario di una emittente televisiva come la Mediaset e di un giornale come il Corriere della Sera e fossi il leader di un partito che compete per sedere a Palazzo Chigi é ovvio che nella mia TV e nel mio giornale farei lavorare solo gente fidata (Sia a livello di dipendenti sia a livello di amministrazione). É vero che Berlusconi si é dimesso da presidente delle sue aziende quando é sceso in campo nel 94 ma questo non significa che comunque non le controllava (Come menzionato prima, il Consiglio di Amministrazione viene nominato dai soci).
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