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L'unico tarlo rimastomi a 30 anni...


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self_made_man
Inviato

Buonasera ragazzi,

 

sono un "vecchio " utente di questo forum, ci son cresciuto in realtà, iniziando ad approcciare seduzione, PNL, crescita personale circa a 18 anni proprio anche tramite IS. Ormai sono alla soglia dei 30 e indubbiamente ho fatto grandi passi avanti in ogni ambito della mia vita. Sono una persona di successo lavorativamente parlando, almeno dal mio punto di vista, ho una situazione finanziaria che pochi possono vantare, un fisico invidiabile e un aspetto molto gradevole. Negli anni ho accumulato anche diversi successi con le donne, riuscendo a conquistare ragazze e vivere esperienze che un tempo avrei sognato, sempre preferendo la qualità alla quantità essendo di natura molto selettivo.

Eppure c'è un lato di me che non riesco a "scardinare", sul quale non riesco a lavorare adeguatamente. Ogni qualvolta infatti mi trovo d'innanzi ad una donna che mi piace, ci "finisco sotto", in maniera piuttosto semplice. E' come se riemergesse il mio lato insicuro che mi accompagnava da bambino quando temevo il rifiuto del gentil sesso, ero grassotello e nerd e venivo categoricamente rifiutato. Con "finirci sotto" intendo che inizio ad essere preso dall'ansia che possa non rispondere, se mi shit testa parecchio magari paccandomi o altro, insomma se è brava a farsi un po' inseguire, io puntualmente non me la levo più dalla testa e se non contraccambia come vorrei mi chiedo cosa diavolo sbaglio e non vada in me. Ora conosco le regole del game, il mindset adatto ecc. ecc. eppure a livello emotivo continuo ad avvertire questo problema che inevitabilmente mi limita parecchio. Anche perchè son certo di finire per trasmettere poi questa "insicurezza" e "paura" anche alla donna, cosa che contrasta probabilmente col mio fare estremamente sicuro di me sotto altri aspetti, lavoro in primis, sia dai primi approcci.

 

Ho anche affrontato un percorso di psicoterapia (cognitivo comportamentale) per due anni, per questioni non strettamente correlate, eppure, pur affrontando il problema non ho avuto grande riscontro su questo, probabilmente l'approccio seguito è troppo "soft" e mi servirebbe qualcosa di più impattante

 

C'è qualcuno di voi che è riuscito a migliorare sotto questi aspetti? Qualche percorso specifico che ha effettuato per superare questa sorta di insicurezza?

 

 

  • Mi piace! 1
KeanB
Inviato (modificato)

Ciao, guarda mi sono rivisto tantissimo in te.

Stessa cosa io, appena lei comincia ad essere un po' più sfuggente, ma anche quando magari non risponde per qualche ora, comincia a salire in me una forte ansia e comincio ad avere paura di perderla. 

A me però capita solo quando lei comincia un po' a tentennare, a farmi dubitare. Comincia a prendermi e ci finisco proprio sotto. La mia testa diventa una tempesta di emozioni e ansia. 

Mi è successo di nuovo nell'ultima storia, ho cercato di mascherare il tutto e di tenermi tutto dentro, ma alla fine ho passato un mese veramente di merda, emotivamente parlando. 

Non ce la facevo più a gestire il tutto con lucidità, quindi ho chiuso io la questione pretendendo di più. Il punto non è che avevo ragione a chiudere, è che ho vissuto quest'ultimo mese e mezzo in preda all'ansia più totale. 

Magari un tizio più lucido e più "centrato" in queste situazioni, avrebbe ottenuto dei risultati, per quanto molte cose non possano dipendere da te, in ogni caso.

Io ho da poco iniziato un percorso con lo psicologo che però ha già normalizzato l'ansia, dicendo testualmente "l'ansia ti salva la vita". 

Probabilmente siamo persone molto sensibili, più sensibili degli altri, e quindi ci sentiamo toccati prima di altri. 

Non penso ci sia soluzione, siamo fatti così, da questo punto di vista. 

Non puoi capire quanto mi sia dovuto trattenere...in altri tempi l'avrei sfanculata dopo le prime ore senza risposta in chat. 

Non è l'ansia che ti frega, è la tua personalità. Se riesci a trattenerti bene e a gestirla bene, non traspare. O almeno credo. 

Io ho fatto tanti passi in avanti semplicemente con l'esperienza...nel senso, come dicevo su, magari dieci anni fa avrei fatto la scenata dopo due settimane, ora ho verbalizzato dopo due mesi in cui la relazione non era decollata perché lei mi dava le briciole. 

Purtroppo non so se ci sia una soluzione. Saremo sempre dei tipi ansiosi ed emozionali...dobbiamo solo fare più esperienza nel saper gestire questi stati di animo.  

Il focus va sulla gestione: 

- lei non mi sta rispondendo -> mi viene l'ansia -> mi fermo a pensare -> ho ragione ad avere quest'ansia? potrebbe farmi fare scelte sbagliate? --> agisco di conseguenza. 

Secondo me il secondo passaggio, ovvero "mi viene l'ansia", non si può evitare in noi. 

Per curiosità, quanto è durata la tua storia più lunga? 

 

Modificato da KeanB
bass_97
Inviato
1 ora fa, self_made_man ha scritto:

Buonasera ragazzi,

 

sono un "vecchio " utente di questo forum, ci son cresciuto in realtà, iniziando ad approcciare seduzione, PNL, crescita personale circa a 18 anni proprio anche tramite IS. Ormai sono alla soglia dei 30 e indubbiamente ho fatto grandi passi avanti in ogni ambito della mia vita. Sono una persona di successo lavorativamente parlando, almeno dal mio punto di vista, ho una situazione finanziaria che pochi possono vantare, un fisico invidiabile e un aspetto molto gradevole. Negli anni ho accumulato anche diversi successi con le donne, riuscendo a conquistare ragazze e vivere esperienze che un tempo avrei sognato, sempre preferendo la qualità alla quantità essendo di natura molto selettivo.

Eppure c'è un lato di me che non riesco a "scardinare", sul quale non riesco a lavorare adeguatamente. Ogni qualvolta infatti mi trovo d'innanzi ad una donna che mi piace, ci "finisco sotto", in maniera piuttosto semplice. E' come se riemergesse il mio lato insicuro che mi accompagnava da bambino quando temevo il rifiuto del gentil sesso, ero grassotello e nerd e venivo categoricamente rifiutato. Con "finirci sotto" intendo che inizio ad essere preso dall'ansia che possa non rispondere, se mi shit testa parecchio magari paccandomi o altro, insomma se è brava a farsi un po' inseguire, io puntualmente non me la levo più dalla testa e se non contraccambia come vorrei mi chiedo cosa diavolo sbaglio e non vada in me. Ora conosco le regole del game, il mindset adatto ecc. ecc. eppure a livello emotivo continuo ad avvertire questo problema che inevitabilmente mi limita parecchio. Anche perchè son certo di finire per trasmettere poi questa "insicurezza" e "paura" anche alla donna, cosa che contrasta probabilmente col mio fare estremamente sicuro di me sotto altri aspetti, lavoro in primis, sia dai primi approcci.

 

Ho anche affrontato un percorso di psicoterapia (cognitivo comportamentale) per due anni, per questioni non strettamente correlate, eppure, pur affrontando il problema non ho avuto grande riscontro su questo, probabilmente l'approccio seguito è troppo "soft" e mi servirebbe qualcosa di più impattante

 

C'è qualcuno di voi che è riuscito a migliorare sotto questi aspetti? Qualche percorso specifico che ha effettuato per superare questa sorta di insicurezza?

 

 

A grandi linee, oltre ad essere consapevole di te stesso e comportarti nella maniera razionalmente corretta non c'è molto da fare. Nella vita a volte per alcune cose bisogna andare avanti anche se non abbiamo la spinta emotiva che ci serve e bisogna convivere che alcune delle cose che vogliamo vanno vissute in dissonanza e soprattutto avendo disciplina. Può essere che semplicemente che tu debba costruire un legame così profondo con una donna che poi finalmente potrai lasciare un po' andare le tue ansie ...chissà.

In generale comunque mi sembra di capire che tu stia girando un po' attorno all'argomento stili di attaccamento - attachment Styles. Fatti una ricerchina, può essere molto interessante. Generalizzando lo stile di attaccamento di una persona non è una cosa cambiabile - si forma dalla prima infanzia col rapporto che hai formato coi tuoi genitori ed eventuali successivi traumi o esperienza vissute nel corso della vita. Quello che una persona può fare è esserne consapevole e agire in modo da limitare i difetti che il proprio stile di attaccamento ha esercitando quello che dovrebbe essere un attaccamento sano e sicuro.

È faticoso, lo so, ma così funziona. Evviva l'automiglioramento ma contemporaneamente bisogna anche fare pace ed accettare quelli che sono dei propri limiti e saperli gestire (e in alcune situazioni anche sfruttare se la situazione lo richiede). 

Rifletti bene comunque se questo per te sia davvero un difetto... Potrebbe essere una grande risorsa se la sai gestire bene, ad esempio è altamente probabile che sei capace di essere molto sensibile. La sensibilità è una dote che se usata bene può essere davvero un di più che ti fa spiccare. 

Pensaci su e facci sapere.

 

  • Mi piace! 4
Inviato

Ragazzi, just sayin'.

Quello che sto per scrivere è senza giudizio alcuno, siamo tutti nella stessa barca, chi più, chi meno, e là fuori è una giungla. 

Se fossimo stati in una ormai remota era preistorica, nelle condizioni in cui siamo / siamo partiti, probabilmente saremmo  cibo per vermi da anni. Perché?

Perché non siamo nati addestrati alla Vita. E molti di noi non lo saranno mai.

Ma noi, e voi, siamo e siete qui.

Se siete qui da tanto, e siete ancora messi così, ho una brutta notizia per voi.

Io conosco la storia di Kean, me lo ricordo ai tempi in cui è arrivato qua. Era in condizioni abbastanza pietose, e non mi dilungo.

Almeno per quanto riguarda il riuscire a portarsi a letto qualcuna, ha fatto passi da gigante, da quello che leggo.

Meno, per quanto riguarda la gestione emotiva e prevenzione disastri. Succede.

Dunque, non ho la pretesa di darvi LA soluzione, piuttosto vi dico questo: siete davvero sicuri che nelle vostre vite vada tutto alla grande, figa a parte?

Perché non sembra. E se così non è, come immagino, avete tutti gli strumenti per iniziare a combattere meglio e al meglio.

C'è scritto in alto. Da mesi.

Ed è scritto pure qui. Volete leggere qualcosa che vi può aiutare realmente? Bene. Eccovi serviti.

Ce n'è per tutti i gusti.

Chi ha fatto più soldi. Chi ha ottenuto posizioni di prestigio nell'ambiente lavorativo. Chi ha ottenuto l'indipendenza dalla famiglia. Chi ha vissuto e sta vivendo relazioni ed esperienze significative. 

Cosa hanno in comune tutti quei post?

Che parlano di persone reali. Che hanno sputato e stanno sputando sangue, e contunueranno a farlo, perché la vita è così.

Che hanno capito che nulla è gratis e bisogna guadagnarsi qualsiasi cosa.

Non siamo partiti tutti allo stesso livello. Non abbiamo tutti le stesse armi.

Ma stiamo combattendo.

E voi?

Fatevi. Un cazzo. Di favore.

 

  • Cuore Nero 3
self_made_man
Inviato
14 ore fa, KeanB ha scritto:

Ciao, guarda mi sono rivisto tantissimo in te.

Stessa cosa io, appena lei comincia ad essere un po' più sfuggente, ma anche quando magari non risponde per qualche ora, comincia a salire in me una forte ansia e comincio ad avere paura di perderla. 

A me però capita solo quando lei comincia un po' a tentennare, a farmi dubitare. Comincia a prendermi e ci finisco proprio sotto. La mia testa diventa una tempesta di emozioni e ansia. 

Mi è successo di nuovo nell'ultima storia, ho cercato di mascherare il tutto e di tenermi tutto dentro, ma alla fine ho passato un mese veramente di merda, emotivamente parlando. 

Non ce la facevo più a gestire il tutto con lucidità, quindi ho chiuso io la questione pretendendo di più. Il punto non è che avevo ragione a chiudere, è che ho vissuto quest'ultimo mese e mezzo in preda all'ansia più totale. 

Magari un tizio più lucido e più "centrato" in queste situazioni, avrebbe ottenuto dei risultati, per quanto molte cose non possano dipendere da te, in ogni caso.

Io ho da poco iniziato un percorso con lo psicologo che però ha già normalizzato l'ansia, dicendo testualmente "l'ansia ti salva la vita". 

Probabilmente siamo persone molto sensibili, più sensibili degli altri, e quindi ci sentiamo toccati prima di altri. 

Non penso ci sia soluzione, siamo fatti così, da questo punto di vista. 

Non puoi capire quanto mi sia dovuto trattenere...in altri tempi l'avrei sfanculata dopo le prime ore senza risposta in chat. 

Non è l'ansia che ti frega, è la tua personalità. Se riesci a trattenerti bene e a gestirla bene, non traspare. O almeno credo. 

Io ho fatto tanti passi in avanti semplicemente con l'esperienza...nel senso, come dicevo su, magari dieci anni fa avrei fatto la scenata dopo due settimane, ora ho verbalizzato dopo due mesi in cui la relazione non era decollata perché lei mi dava le briciole. 

Purtroppo non so se ci sia una soluzione. Saremo sempre dei tipi ansiosi ed emozionali...dobbiamo solo fare più esperienza nel saper gestire questi stati di animo.  

Il focus va sulla gestione: 

- lei non mi sta rispondendo -> mi viene l'ansia -> mi fermo a pensare -> ho ragione ad avere quest'ansia? potrebbe farmi fare scelte sbagliate? --> agisco di conseguenza. 

Secondo me il secondo passaggio, ovvero "mi viene l'ansia", non si può evitare in noi. 

Per curiosità, quanto è durata la tua storia più lunga? 

 

Ciao Kean, piacere di conoscerti.

 

Parto dal fondo, ovvero quant'è durata la mia relazione più lunga: ne ho avute due di pari lunghezza di 2 anni e 1/2 mesi circa, più un'altra di 6 mesi ma moooolto intensa

 

Per il resto il punto è quello, sono molto emotivo e sensibile, eppure credimi, in altri ambiti della vita non l'avverto come limite, anzi, mi permette di sviluppare quel cinismo che ad esempio nel lavoro e business è fondamentale. Io di base sono una persona introversa e come credo te rimango talvolta esterefatto dalla quantità da pensieri ed emozioni che mi coinvolgono. Il punto è lo stesso che hai citato tu, cioè quando lei ti mette in quella situazione di dubbio e tu non detieni il controllo della situazione. Ecco è questo che mi manda in bambola, essendo una persona che ama pianificare, organizzare la propria vita ed estremamente disciplinata, ogni qualvolta non sono io a fare il gioco ne rimango soggiogato scusa il gioco di parole. Proprio la mancanza di controllo è ciò che mi rende instabile emotivamente e questo di certo era emerso anche in parecchie sedute di psicoterapia. Riconosciuto però questo limite vorrei capire se c'è modo di lavorarci perché sul resto ho fatto grandi passi da gigante rispetto al me adolescente e giovane uomo. Per quanto riguarda la gestione dello stress per me 3 cose son fondamentali in questi casi 1) Allenarmi in palestra e sfogare il tutto 2) Meditare 3) Leggere il forum o qualche testo sulla seduzione e via discorrendo, ho notato che sono in grado di far riemergere il mio lato razionale e limitare quello emotivo in queste situazioni

Per il resto che l'ansia salvi la vita è vero o almeno finchè dovevamo scappare dalle tigri coi denti a sciabola o devi fare qualche tipo di performance, sportiva  ad esempio, ti rilascia quell'adrenalina in più, che ti porta al limite, ma nel game secondo me è estremamente limitante e controproducente

13 ore fa, bass_97 ha scritto:

A grandi linee, oltre ad essere consapevole di te stesso e comportarti nella maniera razionalmente corretta non c'è molto da fare. Nella vita a volte per alcune cose bisogna andare avanti anche se non abbiamo la spinta emotiva che ci serve e bisogna convivere che alcune delle cose che vogliamo vanno vissute in dissonanza e soprattutto avendo disciplina. Può essere che semplicemente che tu debba costruire un legame così profondo con una donna che poi finalmente potrai lasciare un po' andare le tue ansie ...chissà.

In generale comunque mi sembra di capire che tu stia girando un po' attorno all'argomento stili di attaccamento - attachment Styles. Fatti una ricerchina, può essere molto interessante. Generalizzando lo stile di attaccamento di una persona non è una cosa cambiabile - si forma dalla prima infanzia col rapporto che hai formato coi tuoi genitori ed eventuali successivi traumi o esperienza vissute nel corso della vita. Quello che una persona può fare è esserne consapevole e agire in modo da limitare i difetti che il proprio stile di attaccamento ha esercitando quello che dovrebbe essere un attaccamento sano e sicuro.

È faticoso, lo so, ma così funziona. Evviva l'automiglioramento ma contemporaneamente bisogna anche fare pace ed accettare quelli che sono dei propri limiti e saperli gestire (e in alcune situazioni anche sfruttare se la situazione lo richiede). 

Rifletti bene comunque se questo per te sia davvero un difetto... Potrebbe essere una grande risorsa se la sai gestire bene, ad esempio è altamente probabile che sei capace di essere molto sensibile. La sensibilità è una dote che se usata bene può essere davvero un di più che ti fa spiccare. 

Pensaci su e facci sapere.

 

Grazie per lo spunto. Quanto alla sensibilità io so di essere estremamente sensibile, cosa che cozza parecchio col mio talvolta essere un cyborg 100% razionale in ciò che è al di fuori dell'ambito amoroso, citando Marracash "fuori son duro come Antartide ma se mi sciolgo piango finché son tutto lacrime". Son certo anche che la questione degli stili di attaccamento che ho iniziato a leggere su tuo spunto è sicuramente inerente. Ho una madre estremamente affettuosa, anzi parecchio morbosa delle volte, tanto da aver più volte litigato con lei nel corso della vita nel tentativo di affermare la mia indipendenza. Ora non so ancora da una prima lettura quale dei tre stili di attaccamento sia più "fit" con la mia personalità però il rapporto coi genitori è sicuramente rilevante.

12 ore fa, RAWolf ha scritto:

Ragazzi, just sayin'.

Quello che sto per scrivere è senza giudizio alcuno, siamo tutti nella stessa barca, chi più, chi meno, e là fuori è una giungla. 

Se fossimo stati in una ormai remota era preistorica, nelle condizioni in cui siamo / siamo partiti, probabilmente saremmo  cibo per vermi da anni. Perché?

Perché non siamo nati addestrati alla Vita. E molti di noi non lo saranno mai.

Ma noi, e voi, siamo e siete qui.

Se siete qui da tanto, e siete ancora messi così, ho una brutta notizia per voi.

Io conosco la storia di Kean, me lo ricordo ai tempi in cui è arrivato qua. Era in condizioni abbastanza pietose, e non mi dilungo.

Almeno per quanto riguarda il riuscire a portarsi a letto qualcuna, ha fatto passi da gigante, da quello che leggo.

Meno, per quanto riguarda la gestione emotiva e prevenzione disastri. Succede.

Dunque, non ho la pretesa di darvi LA soluzione, piuttosto vi dico questo: siete davvero sicuri che nelle vostre vite vada tutto alla grande, figa a parte?

Perché non sembra. E se così non è, come immagino, avete tutti gli strumenti per iniziare a combattere meglio e al meglio.

C'è scritto in alto. Da mesi.

Ed è scritto pure qui. Volete leggere qualcosa che vi può aiutare realmente? Bene. Eccovi serviti.

Ce n'è per tutti i gusti.

Chi ha fatto più soldi. Chi ha ottenuto posizioni di prestigio nell'ambiente lavorativo. Chi ha ottenuto l'indipendenza dalla famiglia. Chi ha vissuto e sta vivendo relazioni ed esperienze significative. 

Cosa hanno in comune tutti quei post?

Che parlano di persone reali. Che hanno sputato e stanno sputando sangue, e contunueranno a farlo, perché la vita è così.

Che hanno capito che nulla è gratis e bisogna guadagnarsi qualsiasi cosa.

Non siamo partiti tutti allo stesso livello. Non abbiamo tutti le stesse armi.

Ma stiamo combattendo.

E voi?

Fatevi. Un cazzo. Di favore.

 

Prenderò in considerazione un percorso simile anche se da quando il forum ha iniziato a vertere sull'infobusiness me ne sono distaccato appositamente. Nulla di male per carità, io stesso lavoro nel settore e forse proprio per questo ne conosco le dinamiche intrinseche, con ciò non metto in dubbio che ci sia davvero valore nel Predator.

Detto questo per rispondere alla tua domanda: "nella tua vita va tutto alla grande?". Beh tutto no, ma sicuramente sto vivendo uno dei periodi migliori in 29 anni di vita e sono veramente vicino al sentirmi per la prima volta soddisfatto di me avendo aspettative altissime e un'ambizione fuori dal comune.

KeanB
Inviato (modificato)

Siamo identici...io anche ho bisogno di avere la situazione sotto controllo in tutti i campi, però mentre nel lavoro e nella vita di tutti i giorni riesco a gestire queste insicurezze senza particolari problemi, nella vita sentimentale le vivo veramente malissimo.

Ma comincia sempre tutto quando la ragazza di turno inizia a farmi dubitare. E ci finisco sotto, con tutte le scarpe.

Io penso che per quanto mi riguarda sia un problema di scarsa eperienza (ho cominciato a 31 anni a far esperienza con le donne...) e che quindi porta ad una sbagliata gestione delle emozioni. Inoltre, sempre a causa di questa scarsa esperienza, appena vedo una ragazza che mi piace e che sembra starci, penso di aver incontrato la donna della mia vita e mi ci butto dentro. Non ho mai avuto una relazione con una donna che mi piacesse (ho fatto sesso con sole 4 donne nella mia vita, ma solo lei mi piaceva). Mi stava capitando ultimamente, quindi poi vederla via via sempre più disinteressata è stato un bruttissimo colpo. Attenzione: non è detto che io abbia fatto dei passi sbagliati, è che li ho fatti con un carico di emotività enorme, e questo forse traspare. Però oh...non so quanto sia negativo e quanto effettivamente abbia influenzato l'altra parte.

A volte crediamo di essere troppo onnipotenti, troppo condizionanti, quando il più delle volte sono loro ad essere paranoiche e confuse. 

Il punto non è non provare emozioni e il cercare di non essere sensibili...l'essere molto sensibili è croce e delizia e secondo me è un'arma potentissima come si diceva su...è un dono, va gestita e soprattutto bisogna essere consapevoli che difronte puoi trovarti una persona molto meno sensibile e che possa ferirti. 

Basta con le stronzate dell'uomo sicuro di se stesso...ci sto lavorando anche con lo psicologo. Non possiamo sempre avere la situazione sotto controllo, è impossibile. L'ansia va accettata, è umana, esiste. La sensibilità va accettata, è umana, esiste. Le insicurezze esistono, vanno accettate.

C'è chi ne ha troppa, chi meno, ma esiste. Secondo voi perché hanno fatto le porte con la chiave? Perché piaceva così o per una questione di insicurezza? L'insicurezza è umana.  

Chi ne ha troppa, la deve saper gestire. Deve saper gestire le emozioni. Riflettere prima di agire, ma fare ciò che ci si sente di fare, nei modi e nei tempi giusti -> qui subentra l'esperienza. 

Io nella mia ultima storia penso di aver fatto dei grandi passi in avanti nella gestione della mia emotività, ma come dicevo, ho passato un mese di merda dietro ad una ragazza che continuava a fuggire nei fatti e che a parole sembrava presa. 

Però sono scoppiato e alla fine l'ho dovuta mettere alle strette. 

Pensa, non ho nemmeno ricevuto risposta...quindi sono stato ferito il doppio. 

Sempre per curiosità, come hai gestito a livello emotivo la relazione durata 2 anni? 

Ti consiglio un libro che devi assolutamente leggere. Io l'ho ripreso per la seconda volta...mi ha letterlamente salvato. "Il potere nascosto degli ipersensibili", mi ci sono ritrovato in ogni cazzo di singola riga...te lo stra-consiglio. Mi risolleva l'autostima, ogni volta, perché insegna a comprenderci. 

Modificato da KeanB
Inviato
41 minuti fa, self_made_man ha scritto:

sono molto emotivo e sensibile

Non vedo come queste due caratteristiche possano essere definibili come difetti. Non è che se sei il contrario, anaffettivo e insensibile, allora le cose con l'altro sesso magicamente vanno alla grande. Ancora peggio se fai finta di essere ciò che non sei.

Sono caratteristiche che possono essere usate contro di te se non sei solido, e ok. 

46 minuti fa, self_made_man ha scritto:

cioè quando lei ti mette in quella situazione di dubbio e tu non detieni il controllo della situazione. Ecco è questo che mi manda in bambola, essendo una persona che ama pianificare, organizzare la propria vita ed estremamente disciplinata, ogni qualvolta non sono io a fare il gioco ne rimango soggiogato scusa il gioco di parole. Proprio la mancanza di controllo è ciò che mi rende instabile emotivamente e questo di certo era emerso anche in parecchie sedute di psicoterapia.

Hai difficoltà a trovare donne?

52 minuti fa, self_made_man ha scritto:

Prenderò in considerazione un percorso simile anche se da quando il forum ha iniziato a vertere sull'infobusiness me ne sono distaccato appositamente. Nulla di male per carità, io stesso lavoro nel settore e forse proprio per questo ne conosco le dinamiche intrinseche, con ciò non metto in dubbio che ci sia davvero valore nel Predator.

Due frasi molto diplomatiche, dal momento che non hai strumenti per mettere in dubbio che ci sia "davvero valore", a parte leggere qualche post degli utenti che stanno dentro. Suona un po' come "finché posso prendere gratis bene, altrimenti no grazie".

In ogni caso, se hai già fatto terapia, non dovrebbe essere migliorato, anche di poco, questo tuo aspetto? Cioè chiedi un modo per lavorarci, ma allora a cosa ti è servita?

bass_97
Inviato
2 ore fa, self_made_man ha scritto:

Ciao Kean, piacere di conoscerti.

 

Parto dal fondo, ovvero quant'è durata la mia relazione più lunga: ne ho avute due di pari lunghezza di 2 anni e 1/2 mesi circa, più un'altra di 6 mesi ma moooolto intensa

 

Per il resto il punto è quello, sono molto emotivo e sensibile, eppure credimi, in altri ambiti della vita non l'avverto come limite, anzi, mi permette di sviluppare quel cinismo che ad esempio nel lavoro e business è fondamentale. Io di base sono una persona introversa e come credo te rimango talvolta esterefatto dalla quantità da pensieri ed emozioni che mi coinvolgono. Il punto è lo stesso che hai citato tu, cioè quando lei ti mette in quella situazione di dubbio e tu non detieni il controllo della situazione. Ecco è questo che mi manda in bambola, essendo una persona che ama pianificare, organizzare la propria vita ed estremamente disciplinata, ogni qualvolta non sono io a fare il gioco ne rimango soggiogato scusa il gioco di parole. Proprio la mancanza di controllo è ciò che mi rende instabile emotivamente e questo di certo era emerso anche in parecchie sedute di psicoterapia. Riconosciuto però questo limite vorrei capire se c'è modo di lavorarci perché sul resto ho fatto grandi passi da gigante rispetto al me adolescente e giovane uomo. Per quanto riguarda la gestione dello stress per me 3 cose son fondamentali in questi casi 1) Allenarmi in palestra e sfogare il tutto 2) Meditare 3) Leggere il forum o qualche testo sulla seduzione e via discorrendo, ho notato che sono in grado di far riemergere il mio lato razionale e limitare quello emotivo in queste situazioni

Per il resto che l'ansia salvi la vita è vero o almeno finchè dovevamo scappare dalle tigri coi denti a sciabola o devi fare qualche tipo di performance, sportiva  ad esempio, ti rilascia quell'adrenalina in più, che ti porta al limite, ma nel game secondo me è estremamente limitante e controproducente

Grazie per lo spunto. Quanto alla sensibilità io so di essere estremamente sensibile, cosa che cozza parecchio col mio talvolta essere un cyborg 100% razionale in ciò che è al di fuori dell'ambito amoroso, citando Marracash "fuori son duro come Antartide ma se mi sciolgo piango finché son tutto lacrime". Son certo anche che la questione degli stili di attaccamento che ho iniziato a leggere su tuo spunto è sicuramente inerente. Ho una madre estremamente affettuosa, anzi parecchio morbosa delle volte, tanto da aver più volte litigato con lei nel corso della vita nel tentativo di affermare la mia indipendenza. Ora non so ancora da una prima lettura quale dei tre stili di attaccamento sia più "fit" con la mia personalità però il rapporto coi genitori è sicuramente rilevante.

Prenderò in considerazione un percorso simile anche se da quando il forum ha iniziato a vertere sull'infobusiness me ne sono distaccato appositamente. Nulla di male per carità, io stesso lavoro nel settore e forse proprio per questo ne conosco le dinamiche intrinseche, con ciò non metto in dubbio che ci sia davvero valore nel Predator.

Detto questo per rispondere alla tua domanda: "nella tua vita va tutto alla grande?". Beh tutto no, ma sicuramente sto vivendo uno dei periodi migliori in 29 anni di vita e sono veramente vicino al sentirmi per la prima volta soddisfatto di me avendo aspettative altissime e un'ambizione fuori dal comune.

Probabilmente non siamo così diversi, specialmente come background di LTR (numero, tempi e considerazioni molto simili) e anche a livello familiare (a grandi linee) per cui mi permetto di dirti delle riflessioni e domande che mi sono fatto:

Tu che cosa ti aspetti dal rapporto che hai con le donne? Pensi che una donna possa renderti più felice e che la tua vita abbia uno switch da triste a felice?

Perché questa grande ansia di perdere una donna, di farsi troppo coinvolgere, di farsi male alla fine della fiera deriva dall'importanza che dai alla persona con la quale hai una relazione. È altamente probabile che tu abbia bisogno di sentirti importante attraverso la validazione che la persona ti dà oltre alle aspettative che ti costruisci sul rapporto. La frase nichilista doc ma che è vera è che nasciamo soli e moriamo soli, ma soprattutto che tutto ha un inizio ed una fine. 

Vedila così: smetteresti di vedere un film, anche se molto bello, perché sai che ha una fine? Vivresti la tua esperienza al cinema in ansia perché ti dispiace che stia finendo? Penso di no.

Le relazioni sono la stessa cosa, bisogna interiorizzare che nel momento in cui inizi un rapporto, non sai quando (anche se speri mai), prima o poi deve finire. Nelle migliori delle ipotesi per morte di una delle due persone (sperando non sia morte prematura). Insomma le donne sono compagne di vita, compagne del tuo viaggio per cui però tu stai seguendo la tua rotta, per cui quando quella persona non c'è più la tua vita non è ferma. Sei andato comunque avanti per inseguire il tuo obiettivo.

Se appunto ti sei informato sul mindset, sul game ecc., ti sarai reso conto che il punto focale per avere una donna a fianco è fondamentalmente non volerla: è una semplice aggiunta, ciliegina, sulla tua vita. 

Chiediti: qual è la tua missione? Qual è il tuo scopo in questa terra, la tua ambizione per cui dedicare le tue energie? Quella cosa che se dovessi morire da un giorno all'altro penseresti "non rimpiango nulla, ho fatto del mio meglio per vivere la vita che volevo".

Credo che il punto cruciale nel viversi male il rapporto con le persone in generale, non solo quindi le relazioni intime, sia quello di vivere in chiave edonistica. Vivere con l'aspirazione di inseguire il piacere, di avere come obiettivo ultimo la felicità - ovvero di dover essere in uno stato di piacere continuo senza dolore. Se vivi in base allo stato delle tue emozioni, sei una piuma al vento che non ha controllo fondamentalmente su nulla. Quando invece vivi per uno scopo concreto e definito, non importa cosa stai provando in termini di emozioni. Perché basta che sei disciplinato ed alzi il culo, è irrilevante cosa stai provando. Anzi per ottenere qualcosa è altamente probabile che devi soffrire, vivere traumi. 

Questo non significa non viversi le emozioni, ma per godersele davvero bisogna imparare a dare il giusto peso. Ma per davvero. Che se ti senti triste, bhe ti vivi la tristezza e non sei in balia di quell'aspettativa che dovresti essere "felice". Che se sei in ansia, bhe ti vivi l'ansia. E così via. Ma sempre agendo in funzione di ciò che è giusto per il tuo scopo, quindi rimanendo razionale. Questo è il punto dello stoicismo, avere il controllo della propria mente.

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  • Cuore Nero 1
self_made_man
Inviato
2 ore fa, KeanB ha scritto:

Siamo identici...io anche ho bisogno di avere la situazione sotto controllo in tutti i campi, però mentre nel lavoro e nella vita di tutti i giorni riesco a gestire queste insicurezze senza particolari problemi, nella vita sentimentale le vivo veramente malissimo.

Ma comincia sempre tutto quando la ragazza di turno inizia a farmi dubitare. E ci finisco sotto, con tutte le scarpe.

Io penso che per quanto mi riguarda sia un problema di scarsa eperienza (ho cominciato a 31 anni a far esperienza con le donne...) e che quindi porta ad una sbagliata gestione delle emozioni. Inoltre, sempre a causa di questa scarsa esperienza, appena vedo una ragazza che mi piace e che sembra starci, penso di aver incontrato la donna della mia vita e mi ci butto dentro. Non ho mai avuto una relazione con una donna che mi piacesse (ho fatto sesso con sole 4 donne nella mia vita, ma solo lei mi piaceva). Mi stava capitando ultimamente, quindi poi vederla via via sempre più disinteressata è stato un bruttissimo colpo. Attenzione: non è detto che io abbia fatto dei passi sbagliati, è che li ho fatti con un carico di emotività enorme, e questo forse traspare. Però oh...non so quanto sia negativo e quanto effettivamente abbia influenzato l'altra parte.

A volte crediamo di essere troppo onnipotenti, troppo condizionanti, quando il più delle volte sono loro ad essere paranoiche e confuse. 

Il punto non è non provare emozioni e il cercare di non essere sensibili...l'essere molto sensibili è croce e delizia e secondo me è un'arma potentissima come si diceva su...è un dono, va gestita e soprattutto bisogna essere consapevoli che difronte puoi trovarti una persona molto meno sensibile e che possa ferirti. 

Basta con le stronzate dell'uomo sicuro di se stesso...ci sto lavorando anche con lo psicologo. Non possiamo sempre avere la situazione sotto controllo, è impossibile. L'ansia va accettata, è umana, esiste. La sensibilità va accettata, è umana, esiste. Le insicurezze esistono, vanno accettate.

C'è chi ne ha troppa, chi meno, ma esiste. Secondo voi perché hanno fatto le porte con la chiave? Perché piaceva così o per una questione di insicurezza? L'insicurezza è umana.  

Chi ne ha troppa, la deve saper gestire. Deve saper gestire le emozioni. Riflettere prima di agire, ma fare ciò che ci si sente di fare, nei modi e nei tempi giusti -> qui subentra l'esperienza. 

Io nella mia ultima storia penso di aver fatto dei grandi passi in avanti nella gestione della mia emotività, ma come dicevo, ho passato un mese di merda dietro ad una ragazza che continuava a fuggire nei fatti e che a parole sembrava presa. 

Però sono scoppiato e alla fine l'ho dovuta mettere alle strette. 

Pensa, non ho nemmeno ricevuto risposta...quindi sono stato ferito il doppio. 

Sempre per curiosità, come hai gestito a livello emotivo la relazione durata 2 anni? 

Ti consiglio un libro che devi assolutamente leggere. Io l'ho ripreso per la seconda volta...mi ha letterlamente salvato. "Il potere nascosto degli ipersensibili", mi ci sono ritrovato in ogni cazzo di singola riga...te lo stra-consiglio. Mi risolleva l'autostima, ogni volta, perché insegna a comprenderci. 

Allora, sul capitolo "psicologo" ci sarebbe da fare un Thread a parte. Per quella che è la mia esperienza posso dirti che la psicoterapia è fondamentale per scoprire o riscoprire alcuni lati di sè, è come se si prendesse un gomitolo di lana tutto ingarbugliato e si riuscisse lentamente a districare i nodi e stenderlo, non so se rende l'idea. Quindi tanto di cappello a chi si sottopone alla stessa. Al contempo credo che nell'ambito del Game sia un po' limitante, purtroppo la stessa psicologa (nel mio caso era donna) per quanto potesse essere imparziale e neutra è comunque soggetta a certe dinamiche sociali, motivo per cui anche lei se ne usciva con questa storiella del "devi essere te stesso", "devi comunicare con la tua partner" ecc. ma 9/10 queste cose uccidono la seduzione. Cioè se io mostrassi subito tutto di me e spiegassi alla donzella che ho davanti quanto sono sensibile, emotivo ecc. son certo (anche per esperienza diretta) che finirei per bruciarmela. Pertanto il saper calibrare e sfruttare a proprio vantaggio certi lati di sè è favorevole ma delle volte il "buonismo" che emergeva in terapia mi irritava quando si parlava di relazioni. 

Circa il libro grazie, son un divoratore di letture e sicuramente lo leggerò

Quanto alle precedenti relazioni 1) la prima ero molto giovane avevo 18 anni, dopo due anni ho deciso di chiuderla perchè volevo fare altre esperienze e si era spenta la passione, ho sofferto più per la pressione che poi è stata esercitata su di me dai miei genitori a seguito di quella scelta che per la chiusura stessa 2) la seconda più recente parliamo di 2 anni e mezzo fa, qua ho passato un periodo davvero pesante perchè si erano innescate una serie di dinamiche extra relazionali che già di per sè mi avevano condotto a forte stress (salute e lavoro), lei mi ha dato la mazzata finale decidendo di chiuderla e per la prima volta nella vita sono stato vittima di attacchi di panico, da qui l'idea di iniziare la terapia.

 

2 ore fa, RAWolf ha scritto:

Non vedo come queste due caratteristiche possano essere definibili come difetti. Non è che se sei il contrario, anaffettivo e insensibile, allora le cose con l'altro sesso magicamente vanno alla grande. Ancora peggio se fai finta di essere ciò che non sei.

Sono caratteristiche che possono essere usate contro di te se non sei solido, e ok. 

Hai difficoltà a trovare donne?

Due frasi molto diplomatiche, dal momento che non hai strumenti per mettere in dubbio che ci sia "davvero valore", a parte leggere qualche post degli utenti che stanno dentro. Suona un po' come "finché posso prendere gratis bene, altrimenti no grazie".

In ogni caso, se hai già fatto terapia, non dovrebbe essere migliorato, anche di poco, questo tuo aspetto? Cioè chiedi un modo per lavorarci, ma allora a cosa ti è servita?

Sul percorso Predator ripeto che lo sto prendendo in considerazione, ho la testa sgombra in questo momento e voglio lavorare su quest'aspetto di me o comunque trovare nuovi stimoli nella crescita personale, i soldi non sono un problema e investo continuamente in corsi e percorsi formativi, essendo un imprenditore.

Difficoltà a trovare donne.. cosa intendiamo? Ragazze con cui fare sesso, no, ragazze che mi stimolino e con cui mi frequenterei per più di una semplice scopata? Si.

Diciamo che se volessi scopare e buttarlo dove capita non avrei troppi problemi, come dicevo sono un ragazzo piacente e non poche volte mi capita di rifiutare avance da parte di ragazze. Al contempo credo di essere sapiosessuale, se così posso definirmi, cioè attratto dall'intelligenza altrui, motivo per il quale nei periodi da single difficilmente frequento più di 3-4 ragazze l'anno. Ho bisogno di chimica a livello fisico e attrazione mentale per "uscire" con una donna, altrimenti dopo i primi messaggi già mi sono annoiato e può andare a farsi benedire. Insomma non sono di certo un Casanova ma nemmeno uno che la figa la vede col binocolo,  ho possibilità di scellta e avendo standard alti in ogni ambito di vita li ho anche qua sia a livello fisico che emotivo.

Non sono andato in terapia perchè volevo lavorare su questo mio lato o almeno non in maniera conscia. Sono andato in terapia per fronteggiare un periodo (vedi risposta poco sopra) molto turbolento che mi aveva scatenato attacchi di panico data la combinazione di più fattori. In generale però il percorso di psicoterapia su certi aspetti è servito più a maturare una consapevolezza maggiore di alcuni lati di me, non cambiarli o gestirli davvero.

28 minuti fa, bass_97 ha scritto:

Probabilmente non siamo così diversi, specialmente come background di LTR (numero, tempi e considerazioni molto simili) e anche a livello familiare (a grandi linee) per cui mi permetto di dirti delle riflessioni e domande che mi sono fatto:

Tu che cosa ti aspetti dal rapporto che hai con le donne? Pensi che una donna possa renderti più felice e che la tua vita abbia uno switch da triste a felice?

Perché questa grande ansia di perdere una donna, di farsi troppo coinvolgere, di farsi male alla fine della fiera deriva dall'importanza che dai alla persona con la quale hai una relazione. È altamente probabile che tu abbia bisogno di sentirti importante attraverso la validazione che la persona ti dà oltre alle aspettative che ti costruisci sul rapporto. La frase nichilista doc ma che è vera è che nasciamo soli e moriamo soli, ma soprattutto che tutto ha un inizio ed una fine. 

Vedila così: smetteresti di vedere un film, anche se molto bello, perché sai che ha una fine? Vivresti la tua esperienza al cinema in ansia perché ti dispiace che stia finendo? Penso di no.

Le relazioni sono la stessa cosa, bisogna interiorizzare che nel momento in cui inizi un rapporto, non sai quando (anche se speri mai), prima o poi deve finire. Nelle migliori delle ipotesi per morte di una delle due persone (sperando non sia morte prematura). Insomma le donne sono compagne di vita, compagne del tuo viaggio per cui però tu stai seguendo la tua rotta, per cui quando quella persona non c'è più la tua vita non è ferma. Sei andato comunque avanti per inseguire il tuo obiettivo.

Se appunto ti sei informato sul mindset, sul game ecc., ti sarai reso conto che il punto focale per avere una donna a fianco è fondamentalmente non volerla: è una semplice aggiunta, ciliegina, sulla tua vita. 

Chiediti: qual è la tua missione? Qual è il tuo scopo in questa terra, la tua ambizione per cui dedicare le tue energie? Quella cosa che se dovessi morire da un giorno all'altro penseresti "non rimpiango nulla, ho fatto del mio meglio per vivere la vita che volevo".

Credo che il punto cruciale nel viversi male il rapporto con le persone in generale, non solo quindi le relazioni intime, sia quello di vivere in chiave edonistica. Vivere con l'aspirazione di inseguire il piacere, di avere come obiettivo ultimo la felicità - ovvero di dover essere in uno stato di piacere continuo senza dolore. Se vivi in base allo stato delle tue emozioni, sei una piuma al vento che non ha controllo fondamentalmente su nulla. Quando invece vivi per uno scopo concreto e definito, non importa cosa stai provando in termini di emozioni. Perché basta che sei disciplinato ed alzi il culo, è irrilevante cosa stai provando. Anzi per ottenere qualcosa è altamente probabile che devi soffrire, vivere traumi. 

Questo non significa non viversi le emozioni, ma per godersele davvero bisogna imparare a dare il giusto peso. Ma per davvero. Che se ti senti triste, bhe ti vivi la tristezza e non sei in balia di quell'aspettativa che dovresti essere "felice". Che se sei in ansia, bhe ti vivi l'ansia. E così via. Ma sempre agendo in funzione di ciò che è giusto per il tuo scopo, quindi rimanendo razionale. Questo è il punto dello stoicismo, avere il controllo della propria mente.

Il motivo per cui sono nato, forse con un po' di supponenza, è quello di lasciare una traccia di me nel mondo, difatti se dovessimo parlare del binomio "carriera" / "famiglia" opterei decisamente per la prima. Non credo nella monogamia a lungo termine nè nell'amore romantico e tutte queste cose qua, son consapevole che l'amore può finire così come ogni relazione uomo/donna. Ho una visione disincantata e cinica di certe cose, frutto dell'esser cresciuto in questo forum fin dalla tenera età, visione che talvolta si scontra con i valori famigliari e l'educazione ricevuta (famiglia tradizionale, coppia solida da anni ecc.)

Prima cercavo una donna perchè ritenevo fosse parte del mio percorso, un po' come tanti che arrivati ad una certa età vogliono sposarsi e mettere su famiglia, poi con la scoperta della mia verve imprenditoriale ho cambiato le mie priorità e visione della vita. Ciò non toglie che le donne, il flirt in generale, siano una delle poche cose che davvero siano in grado di smuovermi qualcosa dentro e farmi provare emozioni che mi esulano dalla sensazione di costante Noia e Piattume che provo in generale quando mi relaziono col mondo al di fuori del business. Inoltre non escludo che mi piacerebbe trovare una persona per la quale io sia importante e "valga" senza necessariamente dover spaccarsi il culo come faccio ogni giorno nel mio ambito. Mi piacerebbe vivere una storia simile a quella di Mc Gregor (il lottatore) che ha visto la sua donna seguirlo fin da quando era 0 fino ad essere divenuto ultra milionario ma qui è la mia visione romantica, frutto del background famigliare, a parlare.

  • Cuore Nero 1
bass_97
Inviato
3 minuti fa, self_made_man ha scritto:

Mi piacerebbe vivere una storia simile a quella di Mc Gregor (il lottatore) che ha visto la sua donna seguirlo fin da quando era 0 fino ad essere divenuto ultra milionario ma qui è la mia visione romantica, frutto del background famigliare, a parlare.

Io la sua storia non la so, ma è probabile che a McGregor in fondo se ne sbatta il cazzo che la sua donna gli sia stato vicino, per quanto sicuramente le voglia bene, perché aveva altro a cui pensare. 

 

7 minuti fa, self_made_man ha scritto:

emozioni che mi esulano dalla sensazione di costante Noia e Piattume che provo in generale quando mi relaziono col mondo al di fuori del business

È questo il punto. Sei insoddisfatto senza donne, perché provi noia e piattume senza di loro. Ergo carichi di importanza le relazioni, ergo ti ansiolizzi perché non le vuoi perdere altrimenti ritorni alla noia e piattume. È un circolo vizioso e soprattutto che genera dipendenza.

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