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Capitano Nemo
Inviato (modificato)

ciao @ATTAR mi sono abbonato ad amazon prime e ho visto il tuo film. molto bello :-)

alcuni potrebbero pensare che ad un horror come opera prima si adatti più la forma del cortometraggio, invece il tuo lungo regge, perchè in realtà trascende il genere, secondo me.

i tempi lunghi, le lente carrellate e la luce crepuscolare creano una forte intimità e simbiosi tra i due personaggi che giocano a fare chi la vittima innocente e chi lo psicopatico carnefice, in una loro dimensione personale. questa messa in scena regge gli 80' del lungometraggio. chi accusasse il tuo film di essere "pesante e noioso", secondo me sbaglia, perchè prorio in questo modo crei l'atmosfera angosciosa di cui il film necessita e da cui partire per veicolare il messaggio filosofico che vuoi far arrivare agli spettatori.

proprio sul piano di questo messaggio forse hai usato una mano troppo raffinata. io sarei stato più chiaro, avrei calcato di più la mano, come ad esempio ha fatto kubrick in Arancia Meccanica.

il doppiaggio è discreto, anche se in alcuni punti mi sembra peccare un pò.

gli attori sono bravissimi

comunque per stile e poetica, considerato che sei ricorso ad un genere veramente abusato, sei stato abbastanza innovativo. complimenti

un linguaggio narrativo che hanno usato in molti negli horror ( es. Saw) è il ricorrere al flashback che ricostruisce gli eventi che hanno portato alla scena iniziale...se riuscivi a fare a meno pure di questo :-)

dal punto di vista tecnico personalmente non ho proprio nulla da dire.

alcune domande da nerd :

-  come hai fatto a trovare gli attori? (vabbè che sono solo due e il compito si semplifica) perchè io per il mio film amatoriale avrei bisogno di cinque personaggi principali e 'sto incontrando problemi.

- la sceneggiatura è di tre atti all'americana con tutti i colpi di scena al punto giusto, ho hai scritto qualcosa che si discosta dalla struttura classica?

- l'audio era in presa diretta?

- che attrezzature avete usato per filmare (carrello, reflex, obbiettivi, ecc)?

- quanto è costato il film?

- che location hai usato?

comunque ora che scrivo mi rendo conto che hai fatto veramente un grande lavoro. ancora complimenti

Modificato da Capitano Nemo
^'V'^
Inviato
4 minuti fa, Capitano Nemo ha scritto:

per veicolare il messaggio filosofico che vuoi far arrivare agli spettatori.

Grazie.

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Inviato (modificato)
12 ore fa, Capitano Nemo ha scritto:

alcune domande da nerd :

 

-  come hai fatto a trovare gli attori? (vabbè che sono solo due e il compito si semplifica) perchè io per il mio film amatoriale avrei bisogno di cinque personaggi principali e 'sto incontrando problemi.

 

- la sceneggiatura è di tre atti all'americana con tutti i colpi di scena al punto giusto, ho hai scritto qualcosa che si discosta dalla struttura classica?

- l'audio era in presa diretta?

- che attrezzature avete usato per filmare (carrello, reflex, obbiettivi, ecc)?

- quanto è costato il film?

- che location hai usato?

comunque ora che scrivo mi rendo conto che hai fatto veramente un grande lavoro. ancora complimenti

Quel film ha una storia contorta.

Inizialmente avrei dovuto dirigere un film diverso, tratto da un romanzo di una autrice della mia città, una storia horror che aveva venduto molto bene anche all'estero e di cui ero riuscito a aquistare i diritti.

Era un operazione molto più grande e complessa (il budget stimato era vicino al milione di euro), che per una serie di motivi -principalmente finanziari- non è andata in porto. Nel frattempo però io avevo già in parte avviato la produzione, fatto il casting degli attori, visto alcune location...e così, per non buttare via tutto quel lavoro, ho deciso di realizzare lo stesso un film, molto più piccolo, con quello che avevo a disposizione in quel momento.

20.000€.

Doveva però essere un film "che funzionava", non doveva essere visto come un qualcosa di eccessivamente amatoriale e non doveva fare percepire in maniera troppo evidente la drammatica mancanza di budget. Insomma, volevo che fosse un film commerciabile. Particolare, personale, anche "sperimentale" se vogliamo, ma vendibile.

Sapevo quindi che per evitare tutti quei pericoli già elencati da Aivia, avrei dovuto scrivere una storia con al massimo due personaggi e una sola location. E lo dovevo fare in due mesi al massimo, dato che avevo denaro sufficiente per coprire i costi della struttura produttiva -che è un entità a se stante, differente dal budget del film- solo per la fine di quell'anno.

Così...mi ricordo di un vecchio hotel in disarmo alla periferia della mia città. Avevo già visitato quel posto in passato, poco prima che chiudesse, e quell'atmosfera decadente -era un hotel di lusso costruito negli anni 60, ma inesorabilmente in declino- mi si era fissata nella testa. L'hotel era chiuso da poco, e conservava tutti gli arredi originali. Contatto la proprietà e lo affitto per un mese.

Essendo un hotel, c'erano alcune caratteristiche importanti dal punto di vista logistico e produttivo: l'impianto elettrico era tarato sui 15kw (ottimo dato che dovevamo illuminarlo con molte luci da 2kw), c'era un ampio parcheggio, era isolato abbastanza da permetterci di faci quello che volevamo.

Avevo la location del film.

Mi restava da trovare gli attori. Così recupero alcune schede del vecchio casting fatto per l'altro progetto e noto il volto di un uomo: un viso tagliente e antico, dolce e oscuro. Mi piace. Non so ancora chi interpreterà, ma il volto "funziona", è esperessivo, comunica qualcosa.

Poi...lei, su cui non spendo troppe parole (se vuoi sapere la storia più approfondita la trovi qua).
 

Spoiler

 

Avevo gli ingredienti principali. La location e i due attori.

Mancava la storia.

Così mi riguardo tutti i film fatti con pochi attori e una location per capire come erano riusciti quegli autori a mantenere vivo l'interesse dello spettatore..."La morte e la fanciulla", "Carnage", "Venere in pelliccia", "Buried"...da ognuno di questi film rubo qualcosa. Poi ci metto molto di mio, ovviamente: l'ossessione per la Verità, un gustoso mansplaining, aneddoti personali, l'interesse per l'esoterismo Cristiano...e dopo molte riscritture in due mesi circa ho una sceneggiatura che sento possa funzionare.

Per funzionare intendo "mantenere l'interesse e il mistero per tutta la durata del film, emozionare lo spettatore  in maniera intensa almeno 3 volte, incuriosirlo e invitarlo a farsi domande su possibili sviluppi della trama". 
E...credimi, per quanto io ami e in parte provenga dal cinema sperimentale, la vera sfida, quella in cui si vede se un regista e uno sceneggiatore è veramente in gamba...è misurarsi con la struttura classica. Quindi sì, quello che volevo fare con quella sceneggiatura era quella di restare nella struttura a tre atti, seppur mascherandola un pò.

Location, attori, storia: tutto era finalmente pronto per iniziare le riprese.

Venendo dal mondo del videomaking, è stato e in parte è tuttora il mio lavoro da ormai 20 anni, ho una buona conoscenza tecnica di tutte le fasi della lavorazione, dalle riprese al montaggio alla post produzione. So quindi cosa si può fare e fin dove posso spingermi per rendere le immagini qualitativamente migliori possibile, budget permettendo.

Era da poco uscita -il film è stato girato nel 2014- la Blackmagic Cinema Camera 4k con sensore S35 capace di girare in Raw. Pensare che fino a 2 anni prima giravamo in PAL 720p e in Mini Dv rende questa notizia ancora più impattante, dato che uno dei limiti dei film con bassissimo budget era proprio la bassa qualità delle riprese. Quella camera invece riusciva (...per magia nera?) a rivaleggiare con camere molto più costose, come l'Arri Alexa. Era la camera perfetta.

Un altro dei parametri che discriminano la istintiva percezione di qualità delle riprese e delle immagini è dato dalle lenti utilizzate. Spesso i film ad altissimo budget (hai citato Tarantino che ne fa uso costante) sono girati con lenti anamorfiche, lenti particolari che distorcono le immagini dando al film un impronta particolare e distintiva.

https://it.wikipedia.org/wiki/Formato_anamorfico

Volevo quel tipo di immagini. Peccato però che un set di lenti anamorfiche native costi più di un appartamento. Ricercando scopro che esistono particolari lenti, usati dai proiettori anamorfici, che possono essere adattate alle lenti sferiche creando lo stesso tipo di effetto che stavo cercando (lo stesso effetto che però mi ha penalizzato con Amazon e mi ha costretto a ritagliare parte delle immagini, come ti dicevo sopra).

Ho girato in presa diretta in inglese (l'attore è americano) per poi ridoppiare il tutto in italiano, il carrello è stato fatto letteralmente con due tubi di plastica e pattini a rotelle, molte delle inquadrature sono così statiche proprio perchè quel campo era l'unico che funzionava e non potevo spostare la MDP senza svelare il trucco.

Dopo le riprese, durate un mese, ho personalmente montato e post prodotto il film per un anno.

Quando il film era pronto, l'ho inviato ai festival. Il primo che mi ha selezionato era il ToHorror film festival, a Torino.

E lì, casualmente, la giornata della prima era presente in sala un importante critico cinematografico italiano (forse il più autorevole per quel che riguarda i film di genere), che ha visto il film e ne ha parlato benissimo.

https://www.nocturno.it/movie/in-a-lonely-place/

Da quella recensione ne sono seguite molte altre, tutte molto positive.

https://www.mymovies.it/film/2016/inalonelyplace/shop/

Da lì in poi sono iniziate le difficoltà con la distribuzione, ma questa, come si dice, è un altra storia.
 

Modificato da ATTAR
^'V'^
Inviato
6 ore fa, ATTAR ha scritto:

Ho girato in presa diretta in inglese (l'attore è americano) per poi ridoppiare il tutto in italiano

Ah ma allora su Prime è in En e Ita? 

Se non ricordo male all'epoca lo vidi in inglese, ora su prime non posso vederlo e credo sia perché ho Amazon Prime spagnolo, hanno preso i diritti solo per l'italia? 

 

Capitano Nemo
Inviato
6 ore fa, ATTAR ha scritto:

Quel film ha una storia contorta.

Inizialmente avrei dovuto dirigere un film diverso, tratto da un romanzo di una autrice della mia città, una storia horror che aveva venduto molto bene anche all'estero e di cui ero riuscito a aquistare i diritti.

Era un operazione molto più grande e complessa (il budget stimato era vicino al milione di euro), che per una serie di motivi -principalmente finanziari- non è andata in porto. Nel frattempo però io avevo già in parte avviato la produzione, fatto il casting degli attori, visto alcune location...e così, per non buttare via tutto quel lavoro, ho deciso di realizzare lo stesso un film, molto più piccolo, con quello che avevo a disposizione in quel momento.

20.000€.

Doveva però essere un film "che funzionava", non doveva essere visto come un qualcosa di eccessivamente amatoriale e non doveva fare percepire in maniera troppo evidente la drammatica mancanza di budget. Insomma, volevo che fosse un film commerciabile. Particolare, personale, anche "sperimentale" se vogliamo, ma vendibile.

Sapevo quindi che per evitare tutti quei pericoli già elencati da Aivia, avrei dovuto scrivere una storia con al massimo due personaggi e una sola location. E lo dovevo fare in due mesi al massimo, dato che avevo denaro sufficiente per coprire i costi della struttura produttiva -che è un entità a se stante, differente dal budget del film- solo per la fine di quell'anno.

Così...mi ricordo di un vecchio hotel in disarmo alla periferia della mia città. Avevo già visitato quel posto in passato, poco prima che chiudesse, e quell'atmosfera decadente -era un hotel di lusso costruito negli anni 60, ma inesorabilmente in declino- mi si era fissata nella testa. L'hotel era chiuso da poco, e conservava tutti gli arredi originali. Contatto la proprietà e lo affitto per un mese.

Essendo un hotel, c'erano alcune caratteristiche importanti dal punto di vista logistico e produttivo: l'impianto elettrico era tarato sui 15kw (ottimo dato che dovevamo illuminarlo con molte luci da 2kw), c'era un ampio parcheggio, era isolato abbastanza da permetterci di faci quello che volevamo.

Avevo la location del film.

Mi restava da trovare gli attori. Così recupero alcune schede del vecchio casting fatto per l'altro progetto e noto il volto di un uomo: un viso tagliente e antico, dolce e oscuro. Mi piace. Non so ancora chi interpreterà, ma il volto "funziona", è esperessivo, comunica qualcosa.

Poi...lei, su cui non spendo troppe parole (se vuoi sapere la storia più approfondita la trovi qua).
 

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Avevo gli ingredienti principali. La location e i due attori.

Mancava la storia.

Così mi riguardo tutti i film fatti con pochi attori e una location per capire come erano riusciti quegli autori a mantenere vivo l'interesse dello spettatore..."La morte e la fanciulla", "Carnage", "Venere in pelliccia", "Buried"...da ognuno di questi film rubo qualcosa. Poi ci metto molto di mio, ovviamente: l'ossessione per la Verità, un gustoso mansplaining, aneddoti personali, l'interesse per l'esoterismo Cristiano...e dopo molte riscritture in due mesi circa ho una sceneggiatura che sento possa funzionare.

Per funzionare intendo "mantenere l'interesse e il mistero per tutta la durata del film, emozionare lo spettatore  in maniera intensa almeno 3 volte, incuriosirlo e invitarlo a farsi domande su possibili sviluppi della trama". 
E...credimi, per quanto io ami e in parte provenga dal cinema sperimentale, la vera sfida, quella in cui si vede se un regista e uno sceneggiatore è veramente in gamba...è misurarsi con la struttura classica. Quindi sì, quello che volevo fare con quella sceneggiatura era quella di restare nella struttura a tre atti, seppur mascherandola un pò.

Location, attori, storia: tutto era finalmente pronto per iniziare le riprese.

Venendo dal mondo del videomaking, è stato e in parte è tuttora il mio lavoro da ormai 20 anni, ho una buona conoscenza tecnica di tutte le fasi della lavorazione, dalle riprese al montaggio alla post produzione. So quindi cosa si può fare e fin dove posso spingermi per rendere le immagini qualitativamente migliori possibile, budget permettendo.

Era da poco uscita -il film è stato girato nel 2014- la Blackmagic Cinema Camera 4k con sensore S35 capace di girare in Raw. Pensare che fino a 2 anni prima giravamo in PAL 720p e in Mini Dv rende questa notizia ancora più impattante, dato che uno dei limiti dei film con bassissimo budget era proprio la bassa qualità delle riprese. Quella camera invece riusciva (...per magia nera?) a rivaleggiare con camere molto più costose, come l'Arri Alexa. Era la camera perfetta.

Un altro dei parametri che discriminano la istintiva percezione di qualità delle riprese e delle immagini è dato dalle lenti utilizzate. Spesso i film ad altissimo budget (hai citato Tarantino che ne fa uso costante) sono girati con lenti anamorfiche, lenti particolari che distorcono le immagini dando al film un impronta particolare e distintiva.

https://it.wikipedia.org/wiki/Formato_anamorfico

Volevo quel tipo di immagini. Peccato però che un set di lenti anamorfiche native costi più di un appartamento. Ricercando scopro che esistono particolari lenti, usati dai proiettori anamorfici, che possono essere adattate alle lenti sferiche creando lo stesso tipo di effetto che stavo cercando (lo stesso effetto che però mi ha penalizzato con Amazon e mi ha costretto a ritagliare parte delle immagini, come ti dicevo sopra).

Ho girato in presa diretta in inglese (l'attore è americano) per poi ridoppiare il tutto in italiano, il carrello è stato fatto letteralmente con due tubi di plastica e pattini a rotelle, molte delle inquadrature sono così statiche proprio perchè quel campo era l'unico che funzionava e non potevo spostare la MDP senza svelare il trucco.

Dopo le riprese, durate un mese, ho personalmente montato e post prodotto il film per un anno.

Quando il film era pronto, l'ho inviato ai festival. Il primo che mi ha selezionato era il ToHorror film festival, a Torino.

E lì, casualmente, la giornata della prima era presente in sala un importante critico cinematografico italiano (forse il più autorevole per quel che riguarda i film di genere), che ha visto il film e ne ha parlato benissimo.

https://www.nocturno.it/movie/in-a-lonely-place/

Da quella recensione ne sono seguite molte altre, tutte molto positive.

https://www.mymovies.it/film/2016/inalonelyplace/shop/

Da lì in poi sono iniziate le difficoltà con la distribuzione, ma questa, come si dice, è un altra storia.
 

ciao @ATTAR grazie per avermi raccontato in modo così affascinante (e rispondendo al tempo stesso alle mie domande) la genesi del film.

non voglio adularti ma ancora oggi il film mi è rimasto molto impresso. per essere un'opera prima è veramente un lavoro di valore.

in bocca al lupo per la realizzazione del tuo prossimo film. ti sei meritato questa possibilità. grazie per essere stato così esaustivo con un semplice amatore.

so che ci vorrà molto tempo. ma quando il nuovo film potrà essere visto anche sulle piattaforme online, se mi avvisi sul forum lo guardo con piacere.

in bocca al lupo.

  • Grazie! 1
Capitano Nemo
Inviato (modificato)
14 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

Ah ma allora su Prime è in En e Ita? 

Se non ricordo male all'epoca lo vidi in inglese, ora su prime non posso vederlo e credo sia perché ho Amazon Prime spagnolo, hanno preso i diritti solo per l'italia? 

 

io l'ho visto in italiano

Modificato da Capitano Nemo
Inviato (modificato)
1 ora fa, ^'V'^ ha scritto:

Ah ma allora su Prime è in En e Ita? 

Se non ricordo male all'epoca lo vidi in inglese, ora su prime non posso vederlo e credo sia perché ho Amazon Prime spagnolo, hanno preso i diritti solo per l'italia? 

 

Ah, questo rientra nella lunga storia dei drammi della distribuzione.

Per farla brevissima, ho firmato poco dopo che il film era stato al festival un contratto con un agente di vendite estere per 5 anni (la distribuzione è un campo di cui all'epoca non sapevo nulla e che comporta tutt'altre competenze).

L'agente doveva vendere i diritti del film all'estero, ricavandoci una percentuale (io mi ero tenuto libertà di vendere i diritti in Italia). Considerate che prima di firmare quel contratto (che mi vincolava all'agente per 5 anni -una follia-) avevo personalmente contattato molte distribuzioni estere che si erano dichiarate disposte a distribuire il film, anche se senza "minimo garantito", ovvero una somma di denaro che viene anticipata dal distributore. In operazioni come quella ha comunque un senso, dato che tra diritti televisivi, home video,ecc. ecc. si riesce comunque a rifarsi delle spese sostenute.

Ma...scelgo l'agente (cosa che ora non farei mai più). L'agente compra a sue spese spazi su molti giornali del festival e riserva una  una sala durante il mercato del festival di Cannes, facendo una proiezione solo per le distribuzioni. Mi dice che ci sono state diverse proposte, ma nulla che si era sentita di accettare dato che per lei le cifre che offrivano erano troppo basse. In quei giorni verifico il catalogo del festival, e noto che al mio film era attribuito un budget da 1 milione.

Realizzo il piano dell'agente: dichiarare un budget enormemente superiore a quello effettivo per prendere una percentuale superiore di minimo garantito dalle distribuzioni. Cosa di per se non sbagliata, ma assolutamente irrealistica: per quanto possa essere stato fatto bene, è evidente per chiunque lavori nel settore che il budget di quel film non può essere quello. Non è dichiarare che sia stato fatto con "un pò di più"...così sembra proprio una truffa. E malfatta.

Il tempo passa, io nel frattempo riesco a distribuire il film in Italia sia in diversi cinema (Milano, Bologna, Venezia, Torino, Napoli) facendo incassi proporzionalmente speriori a quelli di grandi film, sia in home video (Blu Ray e Dvd), sia a trovare il contatto per posizionare il film su Amazon e ChiliTv (dove per altro ha il formato corretto)

https://it.chili.com/content/in-a-lonely-place-2016/d9672949-98e2-405d-a432-3fdcc57ce09c

Ma di 'ste vendite estere nemmeno l'ombra. Cerco di contattare l'agenzia, ma diventano evasivi. Prima cambiano sede.
Poi la pausa per il figlio...insomma, alla fine scopro (congiungendo improvvisamente una serie di dettagli rivelatori come capita nei thriller) che "fare l'agente di vendite estere" era semplicemente il gioco di una tizia molto ricca (solo con me avrà speso più di 10k) a cui piaceva andare ai festival, alle feste, viaggiare per i mercati internazionali ma senza reali competenze e soprattuto connessioni. Il tentativo maldestro di "vendere" un film fatto con poco più di 20k per un film da un milione (e come ha fatto con me avrà fatto con altri) ha bruciato tutti i contatti che aveva in circa due anni. L'ultima volta che l'ho vista mi ha detto che voleva cambiare lavoro e fare la distributrice. Anzi no, la produttrice....

Purtroppo avevo firmato quel maledetto contratto. Fortunatamente scade a settembre di quest'anno, dato che ho già trovato un contatto solido per una distribuzione in Sud America.

Morale: lasciare perdere gli agenti di vendite estere o controllare con grande scrupolosità che effettivamente sappiano fare il loro mestiere.






 

Modificato da ATTAR
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Capitano Nemo
Inviato
Il 28/7/2023 at 11:16, ATTAR ha scritto:



E...credimi, per quanto io ami e in parte provenga dal cinema sperimentale, la vera sfida, quella in cui si vede se un regista e uno sceneggiatore è veramente in gamba...è misurarsi con la struttura classica. Quindi sì, quello che volevo fare con quella sceneggiatura era quella di restare nella struttura a tre atti, seppur mascherandola un pò.

ciao @ATTAR perdonami se ti 'sto veramente infastidendo, ma questa tua affermazione  mi ha colpito veramente molto.  Ho impiegato due anni a scrivere la sceneggiatura del mio film e dopo lunghe ricerche (Syd Field e Robert Mckee  in particolare per la parte teorica)l'ho scritta anche io in tre atti secondo il disegno classico.

perchè dici che la bravura del regista e dello sceneggiatore si vedono proprio con questa struttura narrativa. io ho sempre pensato, forse ingenuamente, che con un buon piano esecutivo e una buona shooting script, superate tutte le difficoltà del caso, poi in fase di montaggio la struttura viene fuori da sola. sono ingenuo forse?

grazie

Inviato
2 ore fa, Capitano Nemo ha scritto:

ciao @ATTAR perdonami se ti 'sto veramente infastidendo, ma questa tua affermazione  mi ha colpito veramente molto.  Ho impiegato due anni a scrivere la sceneggiatura del mio film e dopo lunghe ricerche (Syd Field e Robert Mckee  in particolare per la parte teorica)l'ho scritta anche io in tre atti secondo il disegno classico.

perchè dici che la bravura del regista e dello sceneggiatore si vedono proprio con questa struttura narrativa. io ho sempre pensato, forse ingenuamente, che con un buon piano esecutivo e una buona shooting script, superate tutte le difficoltà del caso, poi in fase di montaggio la struttura viene fuori da sola. sono ingenuo forse?

grazie

In parte è vero che la struttura del film emerge in montaggio (almeno per la mia esperienza), soprattutto nei documentari.

Nel caso di film di finzione però, dove necessariamente per ragioni produttive occorre pianificare tutto con grande attenzione e meticolosità, tanto più la sceneggiatura è ben scritta tanto più si risparmiano soldi, tempo e grane nelle altre fasi della produzione. Ovviamente c'è sempre spazio per l'improvvisazione sul set e per migliorare alcune idee che magari sulla carta rendono bene ma che una volta filmate per un motivo o per l'altro non funzionano.
 


Hai mai visto "Il ladro di Orchidee"? Parla di uno sceneggiatore di talento che avendo difficoltà a scrivere il suo secondo film. 
In una delle scene incontra addirittura McKee...credo che ti potrebbe piacere.

Comunque, oltre i manuali che hai citato che sono sicuramente utili per padroneggiare la struttura e per comprenderla, a me ha aiutato molto leggere le sceneggiature dei film che mi piacevano di più. È diverso rispetto a vedere il film. In parte perchè le sceneggiature differiscono dal prodotto finito e spesso rivelano aspetti oscuri della trama, in parte perchè si inizia a prendere dimestichezza su come scrivere per il cinema.

Se non lo hai già letta, c'è questa sceneggiatura di un famoso film mai fatto di Federico Fellini, "Il viaggio di G. Mastorna". Ho imparato più sulle regole della sceneggiatura e sul suo linguaggio leggendo e rileggendo questo volume che in tanti corsi di cinema.

 

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Capitano Nemo
Inviato
44 minuti fa, ATTAR ha scritto:

In parte è vero che la struttura del film emerge in montaggio (almeno per la mia esperienza), soprattutto nei documentari.

Nel caso di film di finzione però, dove necessariamente per ragioni produttive occorre pianificare tutto con grande attenzione e meticolosità, tanto più la sceneggiatura è ben scritta tanto più si risparmiano soldi, tempo e grane nelle altre fasi della produzione. Ovviamente c'è sempre spazio per l'improvvisazione sul set e per migliorare alcune idee che magari sulla carta rendono bene ma che una volta filmate per un motivo o per l'altro non funzionano.
 


Hai mai visto "Il ladro di Orchidee"? Parla di uno sceneggiatore di talento che avendo difficoltà a scrivere il suo secondo film. 
In una delle scene incontra addirittura McKee...credo che ti potrebbe piacere.

Comunque, oltre i manuali che hai citato che sono sicuramente utili per padroneggiare la struttura e per comprenderla, a me ha aiutato molto leggere le sceneggiature dei film che mi piacevano di più. È diverso rispetto a vedere il film. In parte perchè le sceneggiature differiscono dal prodotto finito e spesso rivelano aspetti oscuri della trama, in parte perchè si inizia a prendere dimestichezza su come scrivere per il cinema.

Se non lo hai già letta, c'è questa sceneggiatura di un famoso film mai fatto di Federico Fellini, "Il viaggio di G. Mastorna". Ho imparato più sulle regole della sceneggiatura e sul suo linguaggio leggendo e rileggendo questo volume che in tanti corsi di cinema.

 

le tue sono risposte al fulmicotone :-). si anche io quando ho potuto reperirle ho letto delle sceneggiature di film famosi e per imparare la struttura in tre atti, con l'incidente scatenante, i 3 colpi di scena, il punto centrale e così via, ho visto, analizzandoli, per scorgerla la struttura, almeno 70 capolavori del cinema.

Ho visto anche il film. era carina l'idea del regista di girare sabotando la struttura proposta da McKee.

non so che dirti se non ringraziarti per tutti i tuoi preziosi consigli. prometto di non disturbarti oltre, almeno per un pò :-)

  • Grazie! 1
  • Cuore Nero 1

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