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Mirofede
Inviato
Il 18/9/2023 at 23:17, cortex901 ha scritto:

Il mio psicologo mi ha consigliato di prenotare una visita dallo psichiatra perché secondo lui avrei bisogno di una terapia farmacologica, per depressione + ansia generalizzata.

sinceramente non so che fare, che ne pensate? sono troppo pericolosi o ne vale la pena?

Io ci sono passata. Li ho presi un anno e mezzo, affiancata da uno psicologo e uno psichiatra, e mi sono ritrovata.

  • Grazie! 1
cortex901
Inviato
Il 28/9/2023 at 20:47, Kobol ha scritto:

Come sta andando?

direi bene, mi fanno sentire abbastanza tranquillo.

il giorno dopo che ho iniziato a prenderli sono successe cose positive, sarà un segno

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  • Cuore Nero 1
  • 1 anno dopo...
DatFreeman
Inviato
Il 01/10/2023 at 14:28, cortex901 ha scritto:

direi bene, mi fanno sentire abbastanza tranquillo.

il giorno dopo che ho iniziato a prenderli sono successe cose positive, sarà un segno

A distanza di venti mesi, la situazione è migliorata/peggiorata/identica?

Hai risolto?

Come stai ora?

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  • 1 mese dopo...
Venusda
Inviato
Il 20/09/2023 at 00:50, sprint ha scritto:

 

Ma una domanda, per chi ne sa:

 

La Depressione, intesa come malattia é una cosa che ti "capita"? Come può capitarti una leucemia?

Tutti sperimentiamo momenti di depressione, anche periodi di depressione, perché magari non gira un cazzo nella vita, subiamo un lutto importante ecc.

Ma la depressione può avere anche cause indipendenti da eventi esterni? Cioé come una malattia neurologica... Ti viene per sfiga. Mi pare di capire che la Depressione vera sia questa.

Indipendentemente che le cose ti girino o meno

Ciao sprint.

Provo a rispondere io rivolgendomi a te ma anche agli altri utenti interessati alla risposta.

Le cause della depressione ad oggi sono ancora oggetto di studio, anche se qualcosa si va delineando. Quando si parla di salute mentale si è visto che il modello bio-psico-sociale è quello più adatto per spiegare la dinamiche delle malattie mentali.
Intanto sarebbe il caso di parlare di depressioni, al plurale, in quanto ci sono vari quadri sindromici (o malattie, per dirla in modo semplice) che all'interno includono sintomi depressivi.

Per comodità e semplicità (e per quello che può essere utile in questa sede) andremo a delineare due grandi situazioni cliniche:
- (1) quelle in cui l'aspetto biologico la fa da padrone EPISODIO DEPRESSIVO MAGGIORE unipolare e bipolare,
- (2) quelle in cui la depressione appare come momento reattivo a condizioni di vita DISTURBO DELL'ADATTAMENTO CON UMORE DEPRESSO.

In entrambe le situazioni biologia e ambiente incidono nell'insorgenza e il mantenimento del disturbo, solo che nel primo caso (1) il gradiente genetica/biologia sarà più forte e viceversa.
Attenzione: nonostante generalmente sia più gravoso nei primi casi (1) il grado di malessere e di compromissione del funzionamento, non significa che chi abbia perso il lavoro (2, ad esempio) e stia sperimentando una sintomatologia depressiva, drammatizzi il suo stare male.

In altri termini se vedo tutto nero, quello che mi dava piacere non lo fa più e/o non riesco a dormire, perché il/la ragazzo/a mi ha lasciato (2), non vuol dire che stia esagerando e che in fin dei conti non abbia nulla (o peggio ancora "non voglia reagire").

Diverso è il primo caso (1). Qua la sintomatologia è generalmente più violenta e "visibile" ed anche chi ha l'empatia di un comodino capisce che c'è qualcosa che non va.

 

Quindi, inquadrato il mio problema come lo risolvo?

Generalmente l'approccio migliore è quello integrato: bio(farmaco)-psico(psicoterapia)-sociale(lavoro/relazioni/finanze ecc.). 

Risolto il problema, che varia da persona a persona in termini di tempistiche, interventi terapeutici da usare, persistenza di sintomatologia residue, e molto altro... Che fare?

Monitorare. Fare del follow-up clinico tramite gli specialisti del settore. Per affrontare per tempo eventuali ricadute (questo varia anche dalla diagnosi).

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  • Grazie! 1
  • 4 settimane dopo...
Venusda
Inviato (modificato)
Il 20/09/2023 at 00:50, sprint ha scritto:

 

Ma una domanda, per chi ne sa:

 

La Depressione, intesa come malattia é una cosa che ti "capita"? Come può capitarti una leucemia?

Tutti sperimentiamo momenti di depressione, anche periodi di depressione, perché magari non gira un cazzo nella vita, subiamo un lutto importante ecc.

Ma la depressione può avere anche cause indipendenti da eventi esterni? Cioé come una malattia neurologica... Ti viene per sfiga. Mi pare di capire che la Depressione vera sia questa.

Indipendentemente che le cose ti girino o meno

La domanda che fai, inoltre, mi fa pensare che affonda le radici nella cultura in cui viviamo.
 

Disinformazione e pregiudizio alimentano il motore pulsante della narrazione della depressione come ‘non malattia’. Come invenzione di chi non vuole assumersi la responsabilità della propria vita o delle case farmaceutiche per interesse economico.

 

Bene.

 

Tuttavia… le chiacchiere stanno a zero. Quelle spesso servono per questioni “fallometriche” di poco conto.

Insomma un altro campo da gioco.

Basterebbe qualche minuto per fare un tour in un reparto specializzato alla cura delle malattie mentali.

 

Zero chiacchiere. Solo vedere.


Poi si può andare in giro a fare i negazionisti. Si ha diritto perché si ha visto, fatto esperienza.
A quel punto la partita uno se la gioca con la propria onestà intellettuale.


Tuttavia é assolutamente giusto che questo non accada perché la sofferenza non é uno spettacolo per chi deve per forza dimostrare di sapere tutto.

Allora, a distanza di molti anni dall’inizio dello studio scientifico di una disciplina, ci si ritrova ancora a discutere delle basi. 
Partendo dalla veridicità di un fatto.

 

La gente va rispettata.

 

Perdona la precisazione, ma era doverosa. Anzi il fatto che hai chiesto pubblicamente dimostra la volontà di comprendere di più.


Ho riflettuto che, a mio giudizio, il punto non é la risposta esplicita alla tua domanda, ma il retroterra culturale sballato che probabilmente ha generato queste inferenze.

Che é quello che anche molti, anche tra i più “savi”, nel 2025 ancora sostengono.

Modificato da Venusda
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Inviato
3 ore fa, Venusda ha scritto:

La domanda che fai, inoltre, mi fa pensare che affonda le radici nella cultura in cui viviamo.
 

Disinformazione e pregiudizio alimentano il motore pulsante della narrazione della depressione come ‘non malattia’. Come invenzione di chi non vuole assumersi la responsabilità della propria vita o delle case farmaceutiche per interesse economico.

 

Bene.

 

Tuttavia… le chiacchiere stanno a zero. Quelle spesso servono per questioni “fallometriche” di poco conto.

Insomma un altro campo da gioco.

Basterebbe qualche minuto per fare un tour in un reparto specializzato alla cura delle malattie mentali.

 

Zero chiacchiere. Solo vedere.


Poi si può andare in giro a fare i negazionisti. Si ha diritto perché si ha visto, fatto esperienza.
A quel punto la partita uno se la gioca con la propria onestà intellettuale.


Tuttavia é assolutamente giusto che questo non accada perché la sofferenza non é uno spettacolo per chi deve per forza dimostrare di sapere tutto.

Allora, a distanza di molti anni dall’inizio dello studio scientifico di una disciplina, ci si ritrova ancora a discutere delle basi. 
Partendo dalla veridicità di un fatto.

 

La gente va rispettata.

 

Perdona la precisazione, ma era doverosa. Anzi il fatto che hai chiesto pubblicamente dimostra la volontà di comprendere di più.


Ho riflettuto che, a mio giudizio, il punto non é la risposta esplicita alla tua domanda, ma il retroterra culturale sballato che probabilmente ha generato queste inferenze.

Che é quello che anche molti, anche tra i più “savi”, nel 2025 ancora sostengono.

C'é anche la confusione dovuta al nome. 

Se mi molla la morosina o il Milan perde "mi sento depresso", é una affermazione che non viene contestata. 

Ma mettiamo che succeda qualcosa di più serio, un lutto, o una perdita di denaro importante, sarò depresso per un periodo, poi se non si hanno problemi patologici, si trova la forza di rialzarsi. Ma é pacifico che se uno affermi di essere depresso dopo questi eventi, non viene contestato. 

 

Se la depressione patologica ha lo stesso nome di uno stato depressivo temporaneo... Normale far confusione. 

Venusda
Inviato
10 minuti fa, sprint ha scritto:

C'é anche la confusione dovuta al nome. 

Se mi molla la morosina o il Milan perde "mi sento depresso", é una affermazione che non viene contestata. 

Ma mettiamo che succeda qualcosa di più serio, un lutto, o una perdita di denaro importante, sarò depresso per un periodo, poi se non si hanno problemi patologici, si trova la forza di rialzarsi. Ma é pacifico che se uno affermi di essere depresso dopo questi eventi, non viene contestato. 

 

Se la depressione patologica ha lo stesso nome di uno stato depressivo temporaneo... Normale far confusione. 

Se uno sviluppa dei sintomi attinenti alla sfera depressiva per la perdita di un amore, ci può stare.

Se avviene per la perdita della squadra del cuore sicuramente ha qualcosa in più di una “depressione” e magari non vuole neanche andarci da “uno bravo” a farsi vedere.

 

Purtroppo nel tempo questo termine é stato inflazionato. Fino a essere svuotato, agli occhi dei laici, della pesantezza del suo significato.

Questo ha reso un cattivo servizio, come sempre, a chi soffre. Alla dignità del suo dolore.

É come dire, per rimanere in tema salute mentale, “tutti hanno bisogno dello psicologo”.

Sono sicuro l’avrai sentito dire a qualcuno e magari ci avrai riflettuto su.

Ora, se ti dicessero che tutti hanno bisogno dell’idraulico sempre e comunque, come vedresti la cosa?

Ecco…

 

Dire “tutti sono depressi” equivale a dire che tutti manifestano una condizione di sofferenza che merita un intervento esterno. Non importa se sotto forma di pasticche o di parola.

Quindi significherebbe curare tutti prima o poi nella vita, perché chi non va incontro a “momenti no” prima o poi?

Detta così in molti si rendono conto che c’è qualcosa che non torna.

 

D’altronde se vedo una gamba rotta mi viene più facile sentenziare sullo stato di salute di una persona.

Ma se qualcuno manifesta una sintomatologia depressiva allora lì il campo si fa difficile.
E però io ho bisogno di capire ma questo “ci é o ci fa?”

Da lì assistiamo al quotidiano teatro dell’assurdo:

- complotti delle casa farmaceutiche affamate solo di soldi a discapito del lavoro che fanno,

- negazione della malattia,

- affermazioni da parte di terzi dell’incompetenza di tutti gli operati della salute mentale,

- dire che chi manifesta questo disagio é solo uno scansafatiche e altri appellativi poco carini e veritieri.
 

La lista é lunga.

 

Risultato: gente che non chiede aiuto se non quando la realtà si fa talmente pesante da soverchiare pregiudizi e idee strampalate.

Ma… a questo punto la situazione é spesso molto complicata.

 

Come se avessi il diabete e non prendessi un farmaco che mi abbassa i livelli di zucchero nel sangue. Alla lunga le complicanze di questa malattia vengono a bussare alla porta.

E tanti auguri.

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