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Jumbodrillo92
Inviato

Arrivato ai 30, dopo che la tua precendente parte di vita non è stata proprio produttiva, sotto vari aspetti, può essere il momento per la tua rivalsa? 

Quanti di voi dopo periodi più o meno bui hanno ritrovato in quest'età il giusto momento per "uscire allo scoperto"? 

Quando ero più giovane guardavo i trentenni e mi sembravano tutti così realizzati, sicuri della vita che facevano e con un buon successo con il mondo femminile, soprattutto con le più giovani. Adesso che mi ci ritrovo io invece, non vedo niente di tutto ciò, anzi mi guardo dentro e mi sento indietro. Niente vita, realizzata, successi più o meno grandi e obbiettivi raggiunti, anzi tutto ancora da costruire e in parte forse ancora un po' da pianificare. Per riflettendoci su, forse i 40 saranno quelli in cui ci si potrà togliere qualche piccola soddisfazione, mentre adesso conviene rimboccarsi le mani e costruire la propria vita, non che la propria persona. Cosa che alcune probabilmente hanno già fatto prima e adesso viaggiano due marce davanti a me. In fondo fino ad oggi ho vissuto un po' troppo "alla giornata" ed è forse il momento di guardare la vita più a lungo termine.

Jumbodrillo92
Inviato

Ho visto che qui ci sono molti libri e percorsi che sicuramente possono essere utili per iniziare a formare il proprio percorso di crescita. Purtroppo al momento non posso spendere grosse cifre. Voi avete particolari consigli? 

Descent
Inviato

È l'età dove sei appieno quello che già si poteva notare all'esame di maturità.

Il discorso è che ci sono due fazioni, proprio contrapposte, con una minoritaria: chi è adatto a quel discorso e non si pone il problema, chi invece non è adatto a quel discorso, e si pone il problema. 

È l'età della consapevolezza, per alcuni.

Significa che hai visto concretizzarsi la teoria secondo la quale la realtà non solo non esiste, ma te la devi creare.

Se capisci questo puoi formare le più disparate relazioni, da quella dove verrai trattato da cane a quella dove lo sbatterai in faccia a chi ti pare, e coesisteranno tutte alla giornata.
 

Da bambino è il gioco con l'inconsapevolezza.

Da ragazzino, alle medie, è il gioco con le immagini di una vita "da grande" consapevoli di dio (genitori), ed è forse il periodo più bello.

In piena adolescenza è il gioco alla sfida di dio (genitori), che culmina con l'idiotissima convinzione di sapere qualcosa (formazione solida dell'io).

Arrivati a trenta sta manfrina dovrebbe essere già nota a chi non è adatto.

Chi è adatto invece ci vive dentro, e si muove come un bambino vittima di falsi dei. 

 

Non esiste potente che non sia a sua volta potuto. 

E trombare è una pezza della specie.

Il successo è ricerca, non è che ti poni obiettivo A e raggiungi A. Sarebbe un trionfo di noia.

 

Ecco, forse a trenta qualcuno potrebbe iniziare a voler credere a quello in cui vuole credere. Ma parlo di quelli del secondo gruppo.

Significa svegliarsi maledicendo il creato per essere ancora vivo, ma sapere che puoi crearti una giornata.

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Inviato

Quali sarebbero le cose per cui ti sentiresti realizzato? Quali sarebbero i successi che ti immaginavi o che ti aspetteresti?

 

Che se no parliamo di aria fritta

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Jumbodrillo92
Inviato
13 hours ago, sprint said:

Quali sarebbero le cose per cui ti sentiresti realizzato? Quali sarebbero i successi che ti immaginavi o che ti aspetteresti?

 

Che se no parliamo di aria fritta

In cosa mi sento realizzato? Non saprei, forse in niente se vedo quello che hanno gli altri. 

Zero relazioni sentimentali, appena avviata una situazione lavorativa decente. 

A 30 anni in qualche ambito sei già sistemato, chi non lo è dal punto di vista lavorativo, magari lo è da quello famigliare, chi da entrambi. 

L'unica cosa buona è che ho ripreso a fare sport e attività fisica, quello è una delle poche cose in cui riesco ad essere costante, perché mi aiuta a scaricare le tensioni e a vivere il momento. 

Inviato (modificato)

Il più grande traguardo che può aver raggiunto uno a 30 anni è quello di essere libero.

E la condizionale non vale.

Modificato da Kepak
Jumbodrillo92
Inviato
2 hours ago, Kepak said:

Il più grande traguardo che può aver raggiunto uno a 30 anni è quello di essere libero.

E la condizionale non vale.

Dipende cosa intendi per libero? Economicamente? Direi di no, sono comunque legato al mio lavoro. Da altri punti di vista, non so, almeno non vivo con i miei genitori. Altri punti a favore non me vedo. A 40 spero di essere messo decisamente messo meglio.

Inviato
26 minuti fa, Jumbodrillo92 ha scritto:

Dipende cosa intendi per libero? Economicamente? Direi di no, sono comunque legato al mio lavoro. Da altri punti di vista, non so, almeno non vivo con i miei genitori. Altri punti a favore non me vedo. A 40 spero di essere messo decisamente messo meglio.

Più che sperare, sarebbe da iniziare ad avere un piano sul medio-lungo termine. In che situazione vorresti trovarti fra 10 anni? E da lì andare a ritroso.

Non è semplice, anzi la maggior parte della gente non ci pensa e si lascia trascinare dagli eventi - basta guardarsi intorno.

La vita vera di un uomo inizia fra i 30 e i 40, per cui direi che sei super in tempo per questa rinascita.

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Inviato
51 minuti fa, Jumbodrillo92 ha scritto:

Dipende cosa intendi per libero? Economicamente? Direi di no, sono comunque legato al mio lavoro. Da altri punti di vista, non so, almeno non vivo con i miei genitori. Altri punti a favore non me vedo. A 40 spero di essere messo decisamente messo meglio.

È come tendere all'orizzonte.

Liberi per davvero probabilmente non lo si potrà diventare mai, ma esserlo il più possibile quello sì.

E tocca, come già scritto dall'altro compare, vivere e lavorare in quella direzione.

Siamo praticamente coetanei, confermo che la vita vera per un uomo inizia adesso.

Quindi animo.

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Jumbodrillo92
Inviato
1 hour ago, Kepak said:

È come tendere all'orizzonte.

Liberi per davvero probabilmente non lo si potrà diventare mai, ma esserlo il più possibile quello sì.

E tocca, come già scritto dall'altro compare, vivere e lavorare in quella direzione.

Siamo praticamente coetanei, confermo che la vita vera per un uomo inizia adesso.

Quindi animo.

La vita vera inizia ora, anche perché quello che c'è stato prima non era vita completamente indipendente. Però alcune cose le ricordo con nostalgia. La vita del periodo universitario non potrà più essere vissuta, è un capitolo a parte ed è stato uno dei più particolari e interessanti. Da quando si entra nel modo del lavoro cambi tutto, po' a 30 anni la tua testa è diversa, subentrano altre priorità altri obbiettivi. Non si possono più fare le amicizie e le conoscenze di quel periodo, adesso dal punto di vista sociale è tutto più complesso, quando si cresce le cose si complicano. 

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