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Uvaldon
Inviato
Salve a tutti, ho da poco compiuto 30 anni e non ho idea di cosa voglio dalla vita. Questa età mi spinge a fare dei bilanci e a pensare per forza di cose al futuro. Diciamo che non ho mai avuto idea di cosa fare nella vita, eppure mi sono laureato e ho anche frequentato un master, tuttavia questi percorsi di studi sono stati dei ripieghi dettati sempre dalla mancanza di chiarezza. Sono timido e abbastanza insicuro, oltre che molto pigro. Ultimamente questa condizione di incertezza di vita mi sta tormentando, credo di soffrire di una qualche tipologia di depressione, specie nell'ultimo periodo. Sono sensibile ed empatico, mi ritengo una personalità fragile e questa cosa non aiuta di certo nel mio cammino di vita, non ho la forza di intraprendere una strada e il risultato è la totale immobilità. Con le donne un disastro totale, non riesco ad approcciare vado subito in agitazione, nonostante sia migliorato sul piano della timidezza rispetto ad anni fa, non riesco proprio ad approcciare, e la cosa più assurda è che esteticamente sono sopra la media e ho perso il conto delle ragazze con cui avrei potuto concludere se fossi stato un'altra persona, questa cosa mi devasta... Inutile dire che la mia vita non è quella che vorrei, sicuramente questo che alimenta il mio stato depressivo. Sono già stato due volte in psicoterapia, ma non so se sono io o se sono le figure a cui mi sono rivolto, non ho trovato alcun giovamento, in seduta parlo parlo ma non risolvo un bel niente, forse non è il giusto approccio e non ho idea di quale sia quello adatto. Mi sono perso, non so chi sono e non so cosa voglio, se qualcuno mi chiedesse come mi vedo fra dieci anni, buio totale. Spero mi possiate dare una mano...
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maidiremai
Inviato (modificato)
1 ora fa, Uvaldon ha scritto:
Salve a tutti, ho da poco compiuto 30 anni e non ho idea di cosa voglio dalla vita. Questa età mi spinge a fare dei bilanci e a pensare per forza di cose al futuro. Diciamo che non ho mai avuto idea di cosa fare nella vita, eppure mi sono laureato e ho anche frequentato un master, tuttavia questi percorsi di studi sono stati dei ripieghi dettati sempre dalla mancanza di chiarezza. Sono timido e abbastanza insicuro, oltre che molto pigro. Ultimamente questa condizione di incertezza di vita mi sta tormentando, credo di soffrire di una qualche tipologia di depressione, specie nell'ultimo periodo. Sono sensibile ed empatico, mi ritengo una personalità fragile e questa cosa non aiuta di certo nel mio cammino di vita, non ho la forza di intraprendere una strada e il risultato è la totale immobilità. Con le donne un disastro totale, non riesco ad approcciare vado subito in agitazione, nonostante sia migliorato sul piano della timidezza rispetto ad anni fa, non riesco proprio ad approcciare, e la cosa più assurda è che esteticamente sono sopra la media e ho perso il conto delle ragazze con cui avrei potuto concludere se fossi stato un'altra persona, questa cosa mi devasta... Inutile dire che la mia vita non è quella che vorrei, sicuramente questo che alimenta il mio stato depressivo. Sono già stato due volte in psicoterapia, ma non so se sono io o se sono le figure a cui mi sono rivolto, non ho trovato alcun giovamento, in seduta parlo parlo ma non risolvo un bel niente, forse non è il giusto approccio e non ho idea di quale sia quello adatto. Mi sono perso, non so chi sono e non so cosa voglio, se qualcuno mi chiedesse come mi vedo fra dieci anni, buio totale. Spero mi possiate dare una mano...

a quanto pare non mancano gli psy che pensano che al paziente serva uno sfogatoio e tanto basta; o forse non intendevi dire quello, ma se non trovi giovamento ne devi trovare un altro e poi magari ancora un altro

se vuoi, puoi chiedere un parere al dott. Mauro Grillini https://www.officinadelsuccesso.com/downloads/category/consulenze/  

sei in un giro vizioso, non si può a 30 anni stare senza donne, non si può senza conseguenze, che ti portano a avere con le donne ancora più difficoltà e rifiuti

uscirne, a parte che è abbastanza obbligatorio, è difficile, ma al tempo stesso facile con i supporti giusti, che a quanto pare non hai trovato. guardare indietro non aiuta, se poi hai il favore della genetica, non perdere altro tempo

sei proprio sicuro di non sapere cosa vuoi, o piuttosto non te la senti?  

Modificato da maidiremai
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Uvaldon
Inviato
52 minuti fa, maidiremai ha scritto:

a quanto pare non mancano gli psy che pensano che al paziente serva uno sfogatoio e tanto basta; o forse non intendevi dire quello, ma se non trovi giovamento ne devi trovare un altro e poi magari ancora un altro

se vuoi, puoi chiedere un parere al dott. Mauro Grillini https://www.officinadelsuccesso.com/downloads/category/consulenze/  

sei in un giro vizioso, non si può a 30 anni stare senza donne, non si può senza conseguenze, che ti portano a avere con le donne ancora più difficoltà e rifiuti

uscirne, a parte che è abbastanza obbligatorio, è difficile, ma al tempo stesso facile con i supporti giusti, che a quanto pare non hai trovato. guardare indietro non aiuta, se poi hai il favore della genetica, non perdere altro tempo

sei proprio sicuro di non sapere cosa vuoi, o piuttosto non te la senti?  

Si intendevo quello, non devo sfogarmi, devo risolvere delle problematiche che mi stanno rovinando, probabilmente non ho ancora trovato il professionista adatto a me. Quello che so è che non posso continuare così...

Comunque riguardo la domanda diciamo che un po' entrambe le cose, mi manca la motivazione per dare una svolta. Vorrei trasferirmi in un'altra città e ripartire da lì, ma non vorrei che questo fosse solo un voler scappare dai miei problemi (che quindi mi seguiranno).

Uvaldon
Inviato
2 ore fa, vol-à-voile ha scritto:

Spero che la mia storia ti possa essere in qualche modo di aiuto.
Arrivai qui nel 2016 a 30 anni come te, dopo una one-itis tremenda, lei viveva praticamente a 30 secondi da casa mia, ci incrociavamo ogni giorno e addirittura mi veniva a rompere il cazzo quando lavoravo.
Il lavoro, già.. bella merda.
Lauree, esperienze all'estero, un master (ora ne sto collezionando altri due) e che faccio? Mi accontento della pappa di mamma, di un lavoro in un'enoteca malpagato ma dove comunque a livello di ambiente mi sembrava tutto sommato ok, finivo ogni volta alle 4 di mattina fra gente rompipalle soprattutto nel weekend. Ma ero innamorato perso, per cui non ci pensavo neanche alle cose che non andavano bene o potevo migliorare.
Nel frattempo stavo avviando un business proprio con il proprietario dell'enoteca. A breve il progetto passerà da essere A a non essere neanche B o C.. si arriva a Z quasi.

Lei nel frattempo mi lascia, i rapporti con il mio capo e futuro socio peggiorano per via del lavoro ma anche e soprattutto delle cose che lui mi teneva nascosto per fare il SUO business....e alla fine chi mi aiutò fu mia madre con i suoi mille consigli. 
Iniziai quindi a fare psicoterapia, cominciai a frequentare in maniera seria la palestra, imparai lo spagnolo (questo perchè la mia ex lo parlava perfettamente.. la vedevo allora come una sorta di rivalsa). Nel frattempo cominciai a smettere di vedermi come uno che "potrebbe ma non vuole", cercando lavoro anche all'estero.
Feci domanda per un lavoro ad Amsterdam per un'aerolinea. Vengo chiamato per fare un colloquio dopo una settimana. Presi il primo volo per Amsterdam e mi ritrovai con altre 50 persone. Vengo selezionato con altri 10. Finisco la giornata con una birra. Il giorno dopo mi chiamano e mi dicono che il mio colloquio è andato bene e che mi vorrebbero far iniziare da subito.
Il resto è storia: dal 2017 ho vissuto a Londra, Palma di Mallorca e ora Malaga. Sempre con la stessa azienda, arrivando però ad avere diverse promozioni.

Non so se tu lo puoi vedere come uno scappare dai problemi ma io sinceramente "scappando", ho capito che il reale problema ero io e la smania che avevo di credere di non valere nulla.

Se hai possibilità e nessuno che ti frena, esci dalla tua zona di comfort e vai fuori. Just my 2 cents.

Grazie per la tua testimonianza, quanto pensi ti abbia aiutato la psicoterapia in tutto il tuo percorso?

vol-à-voile
Inviato (modificato)
1 ora fa, Uvaldon ha scritto:

Grazie per la tua testimonianza, quanto pensi ti abbia aiutato la psicoterapia in tutto il tuo percorso?

Non rispondo non perché non voglia ma perché in ambo i casi, la mia risposta potrebbe influenzare la tua percezione  

Modificato da vol-à-voile
OdetoJoy
Inviato
1 ora fa, Uvaldon ha scritto:

Grazie per la tua testimonianza, quanto pensi ti abbia aiutato la psicoterapia in tutto il tuo percorso?

Se già fai varietà sessuale, mangi cibo decente, fai attività fisica e il tuo lavoro non ti fa schifo, ma ti senti depresso e non hai voglia dalzarti da letto, a meno che non ti è successo qualcosa tipo un lutto, hai imho bisogno di uno psicologo (bravo, non uno random, Mauro grillini come già suggerito è competente). Anche perché spesso è difficile guardarsi da fuori e capire cosa non va. Un occhio esterno professionale può aiutare ad indirizzarti. Il processo poi lo devi percorrere tu. 

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senza nome
Inviato
4 ore fa, vol-à-voile ha scritto:

Spero che la mia storia ti possa essere in qualche modo di aiuto.
Arrivai qui nel 2016 a 30 anni come te, dopo una one-itis tremenda, lei viveva praticamente a 30 secondi da casa mia, ci incrociavamo ogni giorno e addirittura mi veniva a rompere il cazzo quando lavoravo.
Il lavoro, già.. bella merda.
Lauree, esperienze all'estero, un master (ora ne sto collezionando altri due) e che faccio? Mi accontento della pappa di mamma, di un lavoro in un'enoteca malpagato ma dove comunque a livello di ambiente mi sembrava tutto sommato ok, finivo ogni volta alle 4 di mattina fra gente rompipalle soprattutto nel weekend. Ma ero innamorato perso, per cui non ci pensavo neanche alle cose che non andavano bene o potevo migliorare.
Nel frattempo stavo avviando un business proprio con il proprietario dell'enoteca. A breve il progetto passerà da essere A a non essere neanche B o C.. si arriva a Z quasi.

Lei nel frattempo mi lascia, i rapporti con il mio capo e futuro socio peggiorano per via del lavoro ma anche e soprattutto delle cose che lui mi teneva nascosto per fare il SUO business....e alla fine chi mi aiutò fu mia madre con i suoi mille consigli. 
Iniziai quindi a fare psicoterapia, cominciai a frequentare in maniera seria la palestra, imparai lo spagnolo (questo perchè la mia ex lo parlava perfettamente.. la vedevo allora come una sorta di rivalsa). Nel frattempo cominciai a smettere di vedermi come uno che "potrebbe ma non vuole", cercando lavoro anche all'estero.
Feci domanda per un lavoro ad Amsterdam per un'aerolinea. Vengo chiamato per fare un colloquio dopo una settimana. Presi il primo volo per Amsterdam e mi ritrovai con altre 50 persone. Vengo selezionato con altri 10. Finisco la giornata con una birra. Il giorno dopo mi chiamano e mi dicono che il mio colloquio è andato bene e che mi vorrebbero far iniziare da subito.
Il resto è storia: dal 2017 ho vissuto a Londra, Palma di Mallorca e ora Malaga. Sempre con la stessa azienda, arrivando però ad avere diverse promozioni.

Non so se tu lo puoi vedere come uno scappare dai problemi ma io sinceramente "scappando", ho capito che il reale problema ero io e la smania che avevo di credere di non valere nulla.

Se hai possibilità e nessuno che ti frena, esci dalla tua zona di comfort e vai fuori. Just my 2 cents.

Vista da fuori, il problema era l'ambiente.

E tu che non riuscivi a valutarti correttamente perché immerso in situazioni (che ti portavano giù).

Anche perché si crea un loop se già siamo scoraggiati da noi stessi, stare in un ambiente che applifica lo scoramento fa solo peggiore come ci sentiamo e ci rende lo spezzare la catena ancora più difficile.

Penso che quel biglietto dovremmo prenderlo "tutti" o quasi, perché l'Italia, soprattutto il Sud, generalmente frusta le persone sotto tanti punti di vista e ci si ritrova a campare in un certo modo perché si crede che sia l'unico (o addirittura nemmeno ci si fa più la domanda).

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vol-à-voile
Inviato
6 ore fa, senza nome ha scritto:

Penso che quel biglietto dovremmo prenderlo "tutti"

Dirò una cosa scontata ma credo che delle volte noi uomini pecchiamo troppo nel non volerci bene.

- ah ma se la banno poi cosa penserà di me

- sono una persona inutile, ho X anni e ancora non faccio nulla nella vita 

E potrei andare avanti con una lista kilométrica.

Io sarò onesto: quando cominciai a vedere le offerte di lavoro per l’estero non fu inizialmente dovuto al fatto che mi ritenevo adeguato per (ri)vivere fuori, ma semplicemente come ha detto l’OP nel suo post, era quella forte spinta emotiva di fuga dalla realtà.

Quando però si sono cominciate a presentare 3 aziende diverse offrendomi un contratto di lavoro, allora lì il mio cervello ha cominciato ad ingranare.

Per cui sí benedico il giorno in cui ho deciso di fuggire, perché è stato il giorno in cui paradossalmente mi sono poi permesso di tornare in Italia durante le mie visite per vedere dove sono arrivato, per sputare in faccia al mio ex capo e soprattutto per sorridere sinceramente alla mia ex senza avere alcuna velleità sessuale o rancore.

senza nome
Inviato
16 ore fa, vol-à-voile ha scritto:

Dirò una cosa scontata ma credo che delle volte noi uomini pecchiamo troppo nel non volerci bene.

- ah ma se la banno poi cosa penserà di me

- sono una persona inutile, ho X anni e ancora non faccio nulla nella vita 

E potrei andare avanti con una lista kilométrica.

Io sarò onesto: quando cominciai a vedere le offerte di lavoro per l’estero non fu inizialmente dovuto al fatto che mi ritenevo adeguato per (ri)vivere fuori, ma semplicemente come ha detto l’OP nel suo post, era quella forte spinta emotiva di fuga dalla realtà.

Quando però si sono cominciate a presentare 3 aziende diverse offrendomi un contratto di lavoro, allora lì il mio cervello ha cominciato ad ingranare.

Per cui sí benedico il giorno in cui ho deciso di fuggire, perché è stato il giorno in cui paradossalmente mi sono poi permesso di tornare in Italia durante le mie visite per vedere dove sono arrivato, per sputare in faccia al mio ex capo e soprattutto per sorridere sinceramente alla mia ex senza avere alcuna velleità sessuale o rancore.

Come già detto, l'ita è depressiva sotto molti punti di vista per moltissimi giovani. Lo penso e lo sosterrò fino alla morte.

Generalmente ci si accontentata e spesso si trova qualche escamotage per sopravvivere che sia sul lavoro fra secondo lavoro in nero, l'affitto della casa dei nonni, eredità ecc o sessualmente in LTR (non desiderata) con qualche scappatella fra escort e qualche sposata e domeniche all'Ikea e via discordando.

Nonostante ciò saltare in un posto in cui si è stranieri, con cultura e lingua diversa, non è detto essere così facile sul medio lungo.

Spesso ciò che si guadagna sotto alcuni punti di vista, se ne perde sotto altri(tipo, per l'appunto, che alla fine l'Italia manca).

Capisco che uno che già sta nelle sue paranoie e spirali negativi, se non trova uno stimolo molto forte, tipo il tuo, è davvero difficile che abbia il coraggio di farlo.

 

 

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