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jhonny9546
Inviato (modificato)
Cita

Ti avverto, chiunque tu sia.
Oh, tu che desideri sondare gli arcani della natura,
se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi, non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie?
In te si trova occulto il tesoro degli dei.
Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’universo degli dei.

Platone..

 

Come possiamo conoscere noi stessi se il nostro nucleo è ormai sepolto dai costrutti della società e dell'ambiente, dal propagarsi degli echi di coloro che, non conoscendo se stessi, alimentano questa equazione esponenziale?

Come facciamo a trovare noi stessi?

Ad esempio, vediamo molte persone che iniziano a viaggiare o a immergersi nella natura, ma spesso lo fanno solo perché osservano gli altri farlo. Non necessariamente perché conoscono qualcuno che lo fa, ma semplicemente perché è una moda che vedono sui social. Questo non implica che sia qualcosa che apprezzano davvero.

 

D'altra parte, potresti incontrare un tatuatore che non esce mai di casa, ma ha trovato se stesso e ciò che ama fare, ignorando tutto il resto. Questo è un esempio estremo.

 

Per quanto mi riguarda, mi sono trovato "a mio agio" nel fare determinate cose, ma temo che anche queste siano state influenzate dai costrutti sociali.

Quando si parla di uscire dalla comfort zone, non è la stessa cosa che trovare chi vuoi essere.

Puoi intraprendere varie attività audaci, come scalare una montagna, praticare lo strongman o fare bungee jumping, oppure socializzare con nuove persone.

Tutte queste esperienze possono essere positive; tuttavia, con il passare degli anni, per alcuni di noi questo può rendere tutto più confuso e complicato, portandoci all'impossibilità di scegliere.

In questo caso, ciò non fa altro che soffocare ulteriormente il nostro nucleo.

 

 

Detto ciò, ci sono persone che affermano di avere una lista di valori o di conoscere se stesse, sapendo cosa vogliono e come desiderano vivere.

 

Come avete trovato il vostro "io" sepolto?

 

Vorrei anche evidenziare un pensiero di @Tony Montana che potrebbe essere collegato

  

Il 10/1/2022 at 22:49, Tony Montana ha scritto:

Esempi estremi a parte, se uno nella vita vuole avere relazioni sessuali con belle ragazze, farebbe bene a scegliere con cura la sua arena. In linea con le sue passioni e i suoi drive, ma in modo che dia un riconosciuto prestigio e in modo che possa eccellerci.

 

Quindi una volta trovata la nostra identità, possiamo sviluppare qualcosa che nel nostro piccolo, ci rende anche grandi, ci fa ottenere gratifiche per il nostro impegno e la nostra dedizione, e per rimanere in tema forum, portare persone da noi, perchè siamo magneticamente attraenti in quel determinato contesto

 

 

Modificato da jhonny9546
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  • 3 settimane dopo...
Tonymontana95
Inviato
Il 05/10/2024 at 18:38, jhonny9546 ha scritto:

Platone..

 

Come possiamo conoscere noi stessi se il nostro nucleo è ormai sepolto dai costrutti della società e dell'ambiente, dal propagarsi degli echi di coloro che, non conoscendo se stessi, alimentano questa equazione esponenziale?

Come facciamo a trovare noi stessi?

Ad esempio, vediamo molte persone che iniziano a viaggiare o a immergersi nella natura, ma spesso lo fanno solo perché osservano gli altri farlo. Non necessariamente perché conoscono qualcuno che lo fa, ma semplicemente perché è una moda che vedono sui social. Questo non implica che sia qualcosa che apprezzano davvero.

 

D'altra parte, potresti incontrare un tatuatore che non esce mai di casa, ma ha trovato se stesso e ciò che ama fare, ignorando tutto il resto. Questo è un esempio estremo.

 

Per quanto mi riguarda, mi sono trovato "a mio agio" nel fare determinate cose, ma temo che anche queste siano state influenzate dai costrutti sociali.

Quando si parla di uscire dalla comfort zone, non è la stessa cosa che trovare chi vuoi essere.

Puoi intraprendere varie attività audaci, come scalare una montagna, praticare lo strongman o fare bungee jumping, oppure socializzare con nuove persone.

Tutte queste esperienze possono essere positive; tuttavia, con il passare degli anni, per alcuni di noi questo può rendere tutto più confuso e complicato, portandoci all'impossibilità di scegliere.

In questo caso, ciò non fa altro che soffocare ulteriormente il nostro nucleo.

 

 

Detto ciò, ci sono persone che affermano di avere una lista di valori o di conoscere se stesse, sapendo cosa vogliono e come desiderano vivere.

 

Come avete trovato il vostro "io" sepolto?

 

Vorrei anche evidenziare un pensiero di @Tony Montana che potrebbe essere collegato

  

 

Quindi una volta trovata la nostra identità, possiamo sviluppare qualcosa che nel nostro piccolo, ci rende anche grandi, ci fa ottenere gratifiche per il nostro impegno e la nostra dedizione, e per rimanere in tema forum, portare persone da noi, perchè siamo magneticamente attraenti in quel determinato contesto

 

 

Io personalmente ho hobby non molto comuni a giovani della mia età ad esempio mi piace pescare e fare passeggiate in montagna sin da piccolo e quando faccio queste cose mi isolo da tutto mentalmente e mi rilasso

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Inviato

Ciao, Jhonny. Capire noi stessi non è mai un processo semplice, ma ci troviamo di fronte a una sfida straordinaria, che va ben oltre il semplice "miglioramento" superficiale o la ricerca di uno stile di vita migliore. Gran parte delle persone si limita a passare lo smalto sulla superficie o a mettere intonaco su una casa diroccata. Noi, invece, dobbiamo fare qualcosa di diverso: demolire tutto ciò che non è autentico e scavare fino a toccare il nostro nucleo più profondo.
 

La Casa Diroccata: demolire per ricostruire

Immagina l'uomo come una casa.

Una casa venuta su in balia di eventi ed influenze esterne, senza una struttura portante degna di questo nome, i muri scelti da quelli della chiesa, famiglia e cultura di appartenenza hanno messo le travi, ognuno ha messo e contribuito con qualcosa, senza particolare attenzione all'architettura generale e per il proprio interesse. A partire dalle fondamenta è di fatto una ridicola casa diroccata, piena di nonsense, di contraddizioni interne, di credenze assurde e in conflitto fra loro.

Il PREDATOR non lucida le maniglie sul Titanic, non si limita a coprire i difetti superficiali. Il PREDATOR demolisce la casa diroccata e la ricostruisce, pietra dopo pietra, decisione dopo decisione, su basi solide e consapevoli. La cultura e la società ti hanno fornito un quadro deformato di chi dovresti essere, ma il tuo compito è scavare fino al nocciolo, alla tua essenza, e decidere come vuoi vivere e quali influenze usare come leve per il la tua identità ed il tuo successo.

La casa nuova che costruisci non deve essere una fortezza isolata. Siamo esseri sociali: non possiamo vivere in totale isolamento dalla società. Ma puoi costruire una dimora che rifletta il tuo "io" autentico, che sia flessibile quando serve, robusta quando è necessario, aperta alle opportunità, ma mai prigioniera di influenze che non hai scelto consapevolmente.


Condizionamenti e la Libertà di Scegliere

Fin dalla nascita siamo influenzati da condizionamenti sociali, culturali e familiari. Questi condizionamenti formano gran parte della nostra personalità e del modo in cui interagiamo con il mondo. Studi di neuroscienze e psicologia, come quelli di Bruce Hood in The Self Illusion, dimostrano come il "sé" sia un costrutto plasmato in larga parte dall'ambiente e dalla cultura. Questo non significa che siamo schiavi di tali influenze, ma piuttosto che possiamo imparare a usarle. La vera libertà non è l'assenza di condizionamenti, ma la capacità di scegliere quali utilizzare per i nostri obiettivi e quali scartare come disfunzionali.

Essere consapevoli di questi condizionamenti è il primo passo per prenderne il controllo. Non si può mai essere completamente liberi da essi, ma si può scegliere come rispondere. Quando capisci che non devi abbattere tutti i muri, ma puoi ricostruirli a tua immagine e somiglianza, inizi a trasformarti.

Partiamo da una verità fondamentale: nessuno di noi è totalmente libero dai condizionamenti. Fin dalla nascita, veniamo modellati da influenze esterne: genitori, cultura, scuola, ambiente. Helen Fisher e i suoi studi sulla personalità suggeriscono che i nostri comportamenti e le nostre inclinazioni non derivano solo da fattori genetici, ma da un complesso intreccio di influenze biologiche, culturali e ambientali. È qui che il concetto di "scavare fino alla pietra oscura" assume rilevanza. Non si tratta soltanto di eliminare i condizionamenti, ma di scegliere quali ci servono e quali sono disfunzionali.
 

Scavare fino alla Pietra Oscura

Secondo le moderne teorie sui drive, come quella del Self-Determination Theory (SDT), le nostre azioni sono guidate da tre bisogni psicologici fondamentali: competenza, autonomia e relazione. Questi drive sono universali e formano la base della nostra motivazione. Tuttavia, spesso ci troviamo a perseguire scopi che non sono veramente nostri, condizionati dalle aspettative esterne.

Il concetto di "scavare fino alla pietra oscura" rappresenta proprio il ritorno a quei bisogni primari, comprendendo cosa sia veramente importante per noi, e costruendo la nostra vita su quel nucleo. Molte persone trascorrono la vita cercando di ottenere validazione esterna senza mai chiedersi se i loro obiettivi siano in linea con i propri drive autentici. Qui entra in gioco la capacità di discernimento: smettere di mettere intonaco e iniziare a costruire su fondamenta solide, quelle scelte consapevolmente.
 

L'importanza della Consapevolezza dei Drive

Uno degli studi più recenti sui drive motivazionali è il MAPS (Motivation, Personality, and Self-Regulation) Framework, che esplora come le motivazioni profonde si integrino con la nostra personalità per influenzare il comportamento. La ricerca mostra che comprendere le nostre motivazioni ci permette di indirizzare meglio le nostre energie, evitando il rischio di impegnarci in attività che non ci portano risultati autentici. Non si tratta di “fare di più”, ma di fare ciò che è veramente significativo per noi.

I tre bisogni psicologici fondamentali della SDT) — autonomia, competenza e relazione —si intrecciano con FOOD, TRIBE e BLOOD in modo complesso e interdipendente. FOOD, come metafora delle risorse e del controllo personale, riflette sia il bisogno di competenza (la capacità di acquisire e gestire risorse per mantenere il proprio benessere) sia di autonomia (la libertà di scegliere come nutrirsi e svilupparsi). TRIBE è strettamente legato al bisogno di relazioni sociali e famigliari, poiché riguarda la costruzione di legami sociali e appartenenza a un gruppo, ma può anche toccare la competenza sociale, la capacità di navigare le dinamiche di potere e sostegno all'interno del proprio ambiente. Infine, BLOOD, che rappresenta la sfera delle relazioni romantiche e sessuali, connette al bisogno di relazione, ma è anche profondamente legato all'autonomia: esprimere se stessi liberamente nelle relazioni intime e decidere come e con chi soddisfare i propri impulsi biologici e affettivi. Questo intreccio dimostra come ogni pilastro di FOOD, TRIBE e BLOOD supporti contemporaneamente più bisogni psicologici fondamentali, senza una corrispondenza rigida, ma attraverso una dinamica fluida e adattiva.


Reiss e i Drive: scavare per costruire

Secondo il Reiss Motivation Profile, ogni individuo è mosso da 16 motivazioni fondamentali, che vanno dal potere alla curiosità, dalla vendetta alla socialità. Queste motivazioni formano la nostra identità e guidano le nostre decisioni. La chiave sta nel comprendere quali drive sono autentici per te e quali sono imposti dall'esterno. Il diamante incrostato di fanghiglia non deve passarsi lo smalto, deve grattare via tutto quello strato superficiale per ritrovare le facce che brillano davvero. Ma solo tu puoi decidere quali facce mostrare al mondo e in quali circostanze.

Distruggere la vecchia "casa" significa smantellare tutto ciò che è stato costruito per te dagli altri, esplorare ogni parte del tuo essere e capire quali motivazioni sono veramente tue. Se la tua vita è guidata da drive che non ti appartengono, sarai per sempre quel cane da compagnia che cerca di abbaiare più forte o si mette un guinzaglio più stiloso. Invece, comprendere le tue motivazioni ti permette di scegliere consapevolmente quando usare l'una o l'altra.


Esempio Scientifico: Il Potere del Contesto Sociale

Un altro esempio recente di come i condizionamenti influenzino la nostra personalità viene dagli studi del grande Robert Sapolsky, che ha dimostrato come il nostro ambiente sociale e culturale giochi un ruolo chiave nel modellare i nostri comportamenti e le nostre scelte. L’ambiente può determinare quali parti di noi emergono e quali vengono represse. Sapolsky ha esaminato come lo status sociale influisca sui livelli di stress negli individui, mostrando che chi riesce a cambiare il proprio contesto sociale si libera dalle pressioni dannose e aumenta la propria resilienza e capacità decisionale.


Rinascere a Tua Immagine e Somiglianza

Il processo di auto-realizzazione è una rinascita. Non si tratta solo di rompere con il passato o di liberarsi dai condizionamenti, ma di imparare a gestirli per i tuoi fini. La rinascita non è un atto di ribellione, ma un atto di volontà consapevole. Si tratta di scegliere quali parti di te conservare e quali modificare per essere chi vuoi veramente. È qui che entra in gioco la vera potenza della PREDATOR Life: la capacità di essere strategico, flessibile e letale, ma anche di scegliere quando agire e quando attendere.

La casa diroccata che molti cercano solo di ristrutturare superficialmente, noi la demoliamo, scaviamo fino alla pietra oscura, e costruiamo qualcosa di nuovo e magnifico. Un palazzo che non solo resista al tempo, ma che sia una fortezza strategica per affrontare ogni sfida che la vita ci offre.


LET ME IN


Riferimenti:
1. Bruce Hood, The Self Illusion: How the Social Brain Creates Identity.
2. Self-Determination Theory (SDT).
3. Leslie D. Frazier, Bennett L. Schwartz & Janet Metcalfe, The MAPS model of self-regulation: Integrating metacognition, agency, and possible selves.
4. Robert Sapolsky, Behave: The Biology of Humans at Our Best and Worst.

jhonny9546
Inviato
Il 28/10/2024 at 18:09, PREDATOR ha scritto:

Distruggere la vecchia "casa" significa smantellare tutto ciò che è stato costruito per te dagli altri, esplorare ogni parte del tuo essere e capire quali motivazioni sono veramente tue. Se la tua vita è guidata da drive che non ti appartengono, sarai per sempre quel cane da compagnia che cerca di abbaiare più forte o si mette un guinzaglio più stiloso. Invece, comprendere le tue motivazioni ti permette di scegliere consapevolmente quando usare l'una o l'altra.

 

 

Sicuramente, questo post colpisce i dubbi esistenziali più comuni, perché anche chi ha scelto e ricostruito la propria casa potrebbe avere tentazioni e non resistere, facendo cose sbagliate. 

Per un'idea di fondo giusta ci sta: se siamo stati condizionati e abbiamo scoperto che per vivere una vita felice non si trattava di emulare gli altri, coloro che sono inconsapevoli e vivono facendo ciò che fa il gregge, senza farsi domande, e riescono ad arrivare felici, con sacrifici, ad invecchiare, sempre seguendo le convenzioni sociali, sono sicuramente più felici di chi, scoprendo la verità, fa di tutto per ricostruire il proprio sé e per tutta la vita deve stare attento a porre limiti e a vigilare affinché queste convenzioni e tradizioni non permeino dentro di lui.

Purtroppo è così. E dipende da come si è cresciuti. Se ti fanno crescere con l'immagine del lavoro/carriera, della famiglia, dei figli, del matrimonio e dell'invecchiare insieme, nel bene e nel male, facendo il bravo con tutti, poi ovviamente sia per teoria che per pratica si viene a sapere che il mondo non funziona così per tutti. Devi decidere se abbracciare consapevolmente queste cose, rispettare le tradizioni e le convinzioni sociali che, al di là di tutto, ci permettono di rimanere "sani", proprio perché riconoscono la nostra umanità e quanto sia debole la nostra natura e i nostri istinti animali.

Le convenzioni culturali esistono proprio per questo. Ripeto: la nostra natura animale è debole e viene "sopita" dalle convenzioni culturali che, in un buon ambiente e a buone condizioni, permettono di vivere al di fuori di quegli stimoli una vita appagante. Tutti abbiamo visto persone che sono insieme da tanto tempo (e non parlo di relazioni tossiche o altro, ma sane, sia di amicizia che di famiglia e con il partner), ma che sono più felici di chi si è abbandonato alla sua natura animalesca. Le convenzioni sociali aiutano a fare gruppo e a mantenere i rapporti. Altrimenti non avrebbero inventato il linguaggio; saremmo rimasti ognuno di noi delle scimmie a parlare con i gesti, guidati dai nostri istinti.

Poi è chiaro che se l'ambiente odierno e la generazione attuale non consentono né vedono più queste tradizioni e culture, allora la situazione si fa dura. Ma vi posso assicurare che per la nostra generazione, che nasce con questo tipo di cultura, potrebbe anche portarla avanti per tutta la vita se trova un gruppo di persone in grado di comprendere le circostanze, le resistenze e così via.

Per quanto riguarda il riuscire a capire le nostre motivazioni più profonde, quello è un percorso ideale ed è doloroso. Più ci entri, più conosci; più scopri, meno vorresti vivere. Perché si va a conoscere quella parte della nostra animalità che resiste e viene soppressa.

Come fate poi a conoscere le vostre motivazioni più profonde? Non credo sia scritto nella nostra pelle che Tizio sarà un cantante o Caio un commercialista. Sempre rispondiamo alle nostre convenzioni sociali ed influenze; magari da bambino sei stato influenzato a suonare il piano o forse lo suonava tua sorella per te, e da lì ti è piaciuto.

Quindi cosa dobbiamo scavare? Non capisco... Io vorrei sbagliarmi ma credo sia fin troppo facile dare una soluzione. Cosa significa davvero scavare dentro se stessi?

Inviato
11 ore fa, jhonny9546 ha scritto:

Ripeto: la nostra natura animale è debole e viene "sopita" dalle convenzioni culturali che, in un buon ambiente e a buone condizioni, permettono di vivere al di fuori di quegli stimoli una vita appagante. Tutti abbiamo visto persone che sono insieme da tanto tempo (e non parlo di relazioni tossiche o altro, ma sane, sia di amicizia che di famiglia e con il partner), ma che sono più felici di chi si è abbandonato alla sua natura animalesca. Le convenzioni sociali aiutano a fare gruppo e a mantenere i rapporti. Altrimenti non avrebbero inventato il linguaggio; saremmo rimasti ognuno di noi delle scimmie a parlare con i gesti, guidati dai nostri istinti.

Premesso che, in quanto natura umana esemplificata in un esserino ancestrale, la mia natura animale non è "debole" né un ostacolo, ma piuttosto una componente fondamentale della nostra identità e adattabilità come specie sociale. In effetti, l’idea che seguire le convenzioni sociali sia qualcosa di "civile" mentre gli impulsi "naturali" siano inferiori è un reframe usato spesso da chi difende un ordine sociale per motivi che raramente sono a favore del singolo. Basti pensare che in una specie sociale, tribale, come la nostra, amicizia, cooperazione, famiglia, bonding, sono istinto animale puro, come le coccole in ogni specie di mammifero compreso il lupo e il gatto selvatico. La biologia del comportamento e la psicobiologia dimostrano come gli istinti umani non siano semplici spinte primitive, ma sistemi raffinati che, se ben compresi e utilizzati, supportano il benessere e la sopravvivenza individuale e di gruppo.

1. Neurofisiologia e istinti sociali

La neurofisiologia ci mostra che l'istinto di creare legami non è un sovrappiù culturale, ma un’espressione di circuiti neuronali specifici, come il sistema della dopamina e dell'ossitocina, che facilitano cooperazione, cura reciproca e costruzione di reti sociali resilienti (Zak, 2017). Inoltre, seguire ciecamente le norme sociali inibisce l’auto-regolazione e l’adattamento individuale, due elementi che l'evoluzione ha favorito perché permettono di bilanciare le esigenze dell’individuo e del gruppo (Wilson, 2005).

2. Biologia evolutiva e convenzioni culturali

Le convenzioni sociali, mentre possono promuovere un ordine, non sempre servono i nostri interessi fondamentali. Per esempio, l’idea che le relazioni a lungo termine siano sempre fonte di felicità ignora il fenomeno della cosiddetta "desensibilizzazione edonica" - ovvero, l'abitudine psicologica che ci rende meno responsivi alle gratificazioni nel tempo. Biologicamente, il nostro cervello è progettato per cercare varietà e nuove sfide, in parte per evitare l’abitudine e stimolare il miglioramento continuo delle nostre abilità sociali e di sopravvivenza (Miller, 2000).

3. Comportamento e regolazione adattiva

La regolazione adattiva e gli istinti sociali, come suggerito dalla psicobiologia, ci permettono di decidere in che misura partecipare alle convenzioni senza perdere il nostro potenziale individuale. Al contrario, la pura sottomissione alle regole sociali riduce la flessibilità mentale, limita l’espressione dell’autenticità e indebolisce l’empatia verso sé stessi e gli altri.

4. L'istinto animale della conformità sociale

In una specie sociale come la nostra, seguire la pressione e le norme sociali non è un atto filosofico o culturale. È, invece, una risposta istintiva e profondamente radicata nella nostra fisiologia e biologia evolutiva. Studi recenti e passati dimostrano che la tendenza umana a rispettare le convenzioni è guidata da meccanismi neurali e adattamenti biologici che si sono sviluppati per migliorare la sopravvivenza individuale e di gruppo.

Conclusione

Obbedire alle norme sociali, più che un tratto culturale, è una sofisticata espressione dell’istinto animale di sopravvivenza in una specie sociale. Dietro alle convenzioni e alla cosiddetta "etica" vi è la biologia stessa, che ci ha evoluto per vivere in gruppi coesi e funzionali. Non è una scelta filosofica: è pura natura umana. La scienza mostra dunque ciò che è ovvio nella PREDATOR LIFE, ossia che agire "in simbiosi" con la propria natura porta a scelte più equilibrate e durature. Rifiutare tale simbiosi, che è esattamente "natura animalesca" per aderire acriticamente a convenzioni esterne ci impoverisce, non solo come individui, ma come specie.


Note: 

  1. Paul Zak e l'ossitocina come "molecola della fiducia": Zak ha esplorato il ruolo dell'ossitocina come facilitatore di comportamenti cooperativi, mostrando come la sua somministrazione aumenti fiducia e comportamenti sociali positivi, come la generosità. L'effetto è stato replicato in diversi studi, e l'ossitocina è stata riconosciuta come fondamentale per la creazione di fiducia nei contesti sociali, sia tra conoscenti sia con estranei. Questo lavoro si collega anche alla funzione del sistema dopaminergico, il quale rafforza il nostro apprendimento sociale associato a nuovi stimoli, come mostrano ricerche sui neurotrasmettitori.

  2. Ossitocina e comportamenti cooperativi: La ricerca ha dimostrato che l'ossitocina gioca un ruolo cruciale nella risposta del cervello agli stimoli sociali positivi, migliorando la capacità di collaborazione e aumentando la nostra "connessione" con gli altri. Questi effetti fanno sì che il cervello umano sia fortemente predisposto alla cooperazione per stimoli neurochimici e non solo per convenzione culturale, un tema spesso discusso nelle neuroscienze del comportamento sociale.

  3. Neuroscienze e dopamina: Nelle organizzazioni, riconoscere pubblicamente i successi attiva i sistemi della dopamina, contribuendo a creare percorsi mnemonici che rafforzano l’apprendimento sociale e incentivano la ripetizione di comportamenti positivi. Questo doppio effetto di rilascio di ossitocina e dopamina è "istinto animale" e facilita un ambiente più collaborativo, in cui i membri di un team sono più predisposti a cooperare, intuendo i bisogni reciproci e lavorando in sintonia per il raggiungimento di obiettivi condivisi.

  4. Interazione tra ossitocina e dopamina: Uno studio pubblicato su PLOS ONE esamina come specifici geni legati all'ossitocina e alla dopamina influenzino i livelli di fiducia. I ricercatori hanno scoperto che l’ossitocina e la dopamina agiscono in sinergia, modulando il valore "edonico" delle interazioni sociali e rafforzando l’impulso alla fiducia. Questo studio suggerisce che i recettori di ossitocina e dopamina presenti nelle regioni cerebrali, come il sistema limbico e la corteccia prefrontale, contribuiscono alla nostra propensione alla fiducia, sottolineando una connessione fisiologica tra i neurotrasmettitori sociali e la regolazione della fiducia.

  5. Ossitocina e comportamento sociale: Altri studi supportano il ruolo dell’ossitocina nei comportamenti sociali, confermando che questa molecola facilita la formazione di legami e comportamenti di cura reciproca non solo in ambito familiare ma anche in relazioni di cooperazione più ampie. Pubblicato su Oxford Research Encyclopedia, questo studio osserva che i sistemi di ossitocina e vasopressina modulano la risposta a stimoli sociali importanti, il che spiega perché l’ossitocina sia cruciale non solo per la cooperazione, ma anche per comportamenti prosociali come la condivisione e la difesa del gruppo

  6. Modelli di socialità e fiducia: La rivista Biological Psychiatry ha trattato la "social salience hypothesis", una teoria secondo cui l’ossitocina aumenta l'attenzione verso stimoli sociali positivi, rafforzando il significato di segnali sociali. Questo approccio spiega come l’ossitocina incentivi la cooperazione e rafforzi i legami, agendo come modulatore naturale dei comportamenti affiliativi e prosociali, fonti esterne confermano che l’ossitocina e la dopamina non sono solo molecole della "fiducia", ma potenti regolatori della socialità, adattati per incentivare la cooperazione e la sopravvivenza in ambienti sociali complessi.

  7. Neurofisiologia della conformità sociale: Studi neurofisiologici hanno dimostrato che la conformità sociale è sostenuta da circuiti di ricompensa, in particolare dal sistema dopaminergico. Adattarsi a comportamenti approvati socialmente attiva le vie della dopamina, portando piacere e confermando la scelta come vantaggiosa. Ad esempio, la ricerca ha mostrato che l’ossitocina, combinata con la dopamina, rinforza il valore “edonico” delle interazioni sociali, spingendo l’individuo a cercare l’accettazione e la cooperazione nel gruppo.

  8. Biologia del comportamento e strutture sociali: La psicobiologia e la sociobiologia osservano come dinamiche simili di conformità si trovano in molte altre specie sociali, come i primati. In queste specie, esiste un preciso sistema gerarchico in cui l’adeguamento ai ruoli sociali riduce i conflitti e aumenta la coesione del gruppo. Questa struttura è essenziale: il conformarsi ai comportamenti del gruppo diventa una necessità di sopravvivenza che previene l’isolamento e minimizza i rischi per l’individuo.

  9. L'istinto gregario secondo la sociobiologia: Seguendo la prospettiva di Edward O. Wilson, padre della sociobiologia, l'essere umano è spinto biologicamente a formare gruppi e a sviluppare linguaggi complessi e sistemi di norme per rafforzare i legami sociali e garantire la protezione collettiva. Le convenzioni culturali, quindi, non sono altro che un'evoluzione di questo istinto gregario: la nostra biologia ci spinge a creare e rispettare norme sociali che ottimizzano la coesione e la funzionalità del gruppo, massimizzando le probabilità di sopravvivenza.

Approfondimento su Edward O. Wilson - L'istinto animale e la conformità sociale: Un pilastro biologico

Edward O. Wilson, uno dei padri della sociobiologia, ha sostenuto che i comportamenti sociali, inclusi la conformità e l’altruismo, sono radicati in istinti biologici. Nel suo libro Sociobiology: The New Synthesis, Wilson spiega che molte delle convenzioni sociali non sono invenzioni culturali, ma risposte evolutive progettate per migliorare la sopravvivenza e la coesione del gruppo. Secondo lui, la tendenza a seguire le norme sociali non è solo una scelta culturale, ma un istinto gregario evoluto per proteggere e organizzare la società umana e altre specie sociali (Britannica, 2024; Discover Magazine, 2011).

L’ossitocina, spesso considerata "l'ormone della fiducia", agisce insieme alla dopamina per rendere le interazioni sociali gratificanti, modulando il nostro desiderio di appartenenza e il bisogno di accettazione sociale. Questa dinamica è osservabile non solo negli umani, ma anche in altre specie animali, dimostrando che la spinta alla conformità sociale è profondamente radicata nel sistema neurofisiologico e nel comportamento di gruppo (PLOS ONE, 2021).

Questi studi evidenziano che seguire le norme sociali è una risposta istintiva, non una riflessione filosofica: aderiamo a queste norme non per astrazioni morali, ma perché il nostro cervello è evoluto per trovare sicurezza e vantaggi nella conformità. Il rispetto delle norme e la creazione di gruppi sociali coesi sono quindi pilastri evolutivi che derivano direttamente dalla nostra biologia.

Fonti:

 


LET ME IN

 

 

  • Cuore Nero 3
Tony Montana
Inviato
Il 5/10/2024 at 18:38, jhonny9546 ha scritto:

Vorrei anche evidenziare un pensiero di @Tony Montana che potrebbe essere collegato

 

Non è farina del mio sacco.

Viene abbastanza direttamente da PREDATOR SOCIAL STATUS.
 

Il primo post del Giustissimo PREDATOR è a tratti molto vicino ad un topic leggendario, che ti invito a leggere.

 

 

11 ore fa, jhonny9546 ha scritto:

Per quanto riguarda il riuscire a capire le nostre motivazioni più profonde, quello è un percorso ideale ed è doloroso. Più ci entri, più conosci; più scopri, meno vorresti vivere. Perché si va a conoscere quella parte della nostra animalità che resiste e viene soppressa.

Come fate poi a conoscere le vostre motivazioni più profonde? Non credo sia scritto nella nostra pelle che Tizio sarà un cantante o Caio un commercialista. Sempre rispondiamo alle nostre convenzioni sociali ed influenze; magari da bambino sei stato influenzato a suonare il piano o forse lo suonava tua sorella per te, e da lì ti è piaciuto.

Quindi cosa dobbiamo scavare? Non capisco... Io vorrei sbagliarmi ma credo sia fin troppo facile dare una soluzione. Cosa significa davvero scavare dentro se stessi?

Il PREDATOR ti ha già spiegato in dettaglio come coscienza e istintualità non sia bianco e nero, Dr Jekyll e Mr Hyde. È un delicato continuo, con molteplici componenti neuro-fisiologiche connesse ed inter-dipendenti.

Voglio solo aggiungere un pensiero riguardo alla parte citata.

Comprendere le nostre motivazioni più profonde può essere complesso, e può riguardare lo sbrogliare istinti, desideri e influenze. Potremmo non essere nati per essere cantanti o contabili, come hai sottolineato, ma abbiamo motivazioni fondamentali, di base, plasmate da un mix di predisposizioni genetiche e preferenze apprese.

Considera il Reiss 16 Basic Desire Model, che evidenzia 16 desideri fondamentali che guidano il comportamento umano (basato sulle motivazioni di base raccolte da un campione di circa 3000 persone). Non si tratta di carriere o hobby, ma di motivazioni fondamentali: accettazione, curiosità, famiglia, onore, idealismo, indipendenza, ordine, attività fisica, potere, romanticismo, risparmio, contatto sociale, status, tranquillità, vendetta, mangiare.

https://stratsynergy.wordpress.com/wp-content/uploads/2010/10/reiss16basicdesires1.jpg

Ogni persona ha una gerarchia unica di queste motivazioni, che formano un'impronta digitale motivazionale personale. Ad esempio, se qualcuno ha una forte spinta per la "curiosità", potrebbe essere naturalmente portato a esplorare nuove idee o imparare, il che lo porta verso attività che offrono un impegno intellettuale, anche se non determina il campo o il lavoro specifico.

Io, per esempio, ho fra le altre cose un alto drive di ordine, per cui trovo autotelico pianificare, organizzare e rifinire. Anche quando questo non è funzionale o vantaggioso al task in questione.

Scavare dentro noi stessi significa esplorare dove troviamo la soddisfazione più intrinseca tra questi desideri fondamentali. È come chiedere: quale di queste motivazioni fondamentali risuona di più? Quando lo riconosciamo, allineiamo le nostre scelte più da vicino a quelle motivazioni, al di là delle convenzioni sociali o delle aspettative familiari.

Prendiamo l'esempio del conformismo sociale, come hai detto. Siamo programmati per essere influenzati dagli altri a causa del desiderio fondamentale di contatto sociale e dell'evitamento del rifiuto. Questo bisogno di sopravvivenza può prevalere su altri desideri e modellare il comportamento per adattarlo al gruppo, a volte sopprimendo le inclinazioni individuali. Nel tuo esempio di apprendimento del pianoforte da bambino, potresti aver inizialmente seguito un desiderio di accettazione o status attraverso l'approvazione della famiglia. Se in seguito scopri che questo non si allinea con la tua curiosità o indipendenza intrinseca, sperimenti una disconnessione, una sorta di resistenza interiore, al livello della bocca dello stomaco. Scavare dentro se stessi implica l'esame di questi schemi, dove le motivazioni sociali e personali divergono.

Scava dentro al te stesso "bambino" (la parte più innocente e priva di condizionamenti sociali). Identifica un momento preciso, indelebile in cui eri completamente immerso in un'attività. Quel livello di coinvolgimento mentale ed emotivo, autotelico, unito al fatto che sia rimasto impresso nella tua memoria, segnala la presenza di un tuo drive di base.

jhonny9546
Inviato
14 ore fa, PREDATOR ha scritto:

La regolazione adattiva e gli istinti sociali, come suggerito dalla psicobiologia, ci permettono di decidere in che misura partecipare alle convenzioni senza perdere il nostro potenziale individuale. Al contrario, la pura sottomissione alle regole sociali riduce la flessibilità mentale, limita l’espressione dell’autenticità e indebolisce l’empatia verso sé stessi e gli altri.

 

Credo che qui abbiamo centrato un buon punto.  
Non si parla di una "pura sottomissione alle regole sociali", ma il punto è "senza perdere il nostro potenziale individuale".  
Quindi, in uno scenario di LTR (relazione a lungo termine) di 20 anni, cosa abbiamo perso se, invece, con questa persona siamo cresciuti insieme e abbiamo fatto esperienze che ci hanno fatto, ripeto, crescere entrambi?  
Non vi parlo di una LTR spenta (classica dal liceo), ma nel caso in cui entrambi lavorino nella stessa azienda e portino avanti progetti come una famiglia. In cosa stiamo sbagliando rispetto a chi si diverte e va con altre donne?

In questo caso, vi parlo di scelte consapevoli e non di "sottomissione alle regole sociali".

 

 

14 ore fa, PREDATOR ha scritto:

desensibilizzazione edonica

L'effetto collaterale dell'effetto di mera esposizione, che è ciò che per la maggior parte ci rende attraenti agli altri e viceversa, potrebbe verificarsi quando si trascorre troppo tempo insieme. Tuttavia, esistono relazioni a lungo termine (LTR) di oltre 20 anni che funzionano, anche quando i due partner lavorano tutto il giorno nello stesso negozio o ufficio, trascorrendo così molte ore insieme.

13 ore fa, Tony Montana ha scritto:

Scavare dentro noi stessi significa esplorare dove troviamo la soddisfazione più intrinseca tra questi desideri fondamentali. È come chiedere: quale di queste motivazioni fondamentali risuona di più? Quando lo riconosciamo, allineiamo le nostre scelte più da vicino a quelle motivazioni, al di là delle convenzioni sociali o delle aspettative familiari.

Prendiamo l'esempio del conformismo sociale, come hai detto. Siamo programmati per essere influenzati dagli altri a causa del desiderio fondamentale di contatto sociale e dell'evitamento del rifiuto. Questo bisogno di sopravvivenza può prevalere su altri desideri e modellare il comportamento per adattarlo al gruppo, a volte sopprimendo le inclinazioni individuali. Nel tuo esempio di apprendimento del pianoforte da bambino, potresti aver inizialmente seguito un desiderio di accettazione o status attraverso l'approvazione della famiglia. Se in seguito scopri che questo non si allinea con la tua curiosità o indipendenza intrinseca, sperimenti una disconnessione, una sorta di resistenza interiore, al livello della bocca dello stomaco. Scavare dentro se stessi implica l'esame di questi schemi, dove le motivazioni sociali e personali divergono.

Scava dentro al te stesso "bambino" (la parte più innocente e priva di condizionamenti sociali). Identifica un momento preciso, indelebile in cui eri completamente immerso in un'attività. Quel livello di coinvolgimento mentale ed emotivo, autotelico, unito al fatto che sia rimasto impresso nella tua memoria, segnala la presenza di un tuo drive di base.

 

Cito tutto quello che hai scritto perchè mi sembra ottimo punto da dove iniziare. 
Poi bisogna anche avere la sicurezza che iniziare da questo sia il modo corretto di farlo.
"sperimenti una disconnessione, una sorta di resistenza interiore, al livello della bocca dello stomaco."  è quello che sperimenti in molte situazioni della vita, nel lavoro, nelle amicizie, negli hobby appunto e anche quando sei in LTR e lei non fa per te.

Credo che siamo sempre piu sul punto. 
Quindi, quale è il giusto set di domande da farsi, le giuste riflessioni da fare, per "ri"trovare il nostro vero io, e poi erigere un piano scritto con i cambiamenti da fare a breve e lungo termine?
Si, tu sei come me ordinato ad esempio, ecco perchè persone come me e te hanno bisogno di piani.

 

 

ps: I post di @PREDATOR sono scritti da AI?

Tony Montana
Inviato
10 ore fa, jhonny9546 ha scritto:

Quindi, in uno scenario di LTR (relazione a lungo termine) di 20 anni, cosa abbiamo perso se, invece, con questa persona siamo cresciuti insieme e abbiamo fatto esperienze che ci hanno fatto, ripeto, crescere entrambi?  
Non vi parlo di una LTR spenta (classica dal liceo), ma nel caso in cui entrambi lavorino nella stessa azienda e portino avanti progetti come una famiglia. In cosa stiamo sbagliando rispetto a chi si diverte e va con altre donne?

In questo caso, vi parlo di scelte consapevoli e non di "sottomissione alle regole sociali".

[...]

Tuttavia, esistono relazioni a lungo termine (LTR) di oltre 20 anni che funzionano, anche quando i due partner lavorano tutto il giorno nello stesso negozio o ufficio, trascorrendo così molte ore insieme.

Mi sembra che insisti sul tema/esempio di una relazione ventennale, con collaborazione lavorativa.

Se ci aiuti a capire da dove emerge questo esempio ripetuto, in termini di emozioni e convinzioni (siccome chiaramente non hai esperienza diretta di relazioni monogame ventennali), riceverai probabilmente risposte più precise e a segno.

 

10 ore fa, jhonny9546 ha scritto:

Quindi, quale è il giusto set di domande da farsi, le giuste riflessioni da fare, per "ri"trovare il nostro vero io, e poi erigere un piano scritto con i cambiamenti da fare a breve e lungo termine?
Si, tu sei come me ordinato ad esempio, ecco perchè persone come me e te hanno bisogno di piani.

Proviamo a fare all'inverso.

  1. Spiegami come dovrei fare per pormi le domande corrette per ritrovare il mio "vero" io.
  2. Creami un template per stilare un piano di cambiamenti (di cosa? di che tipo? a che scopo/funzione?).

Prepara i punti 1 e 2 con elevato spirito critico, cercando punti deboli e falsificazioni da ogni angolo.


Io ho un alto drive di ordine, vero. Ma ho anche un drive molto più forte di curiosità (e in parte avventura). Per cui, per esempio, mi piace organizzare un viaggio con tappe prefissate. Ma adoro anche andare in una città nuova, di cui non ho fatto alcuna ricerca; perdermi nelle sue vie, cercare di orientarmi con i pochi riferimenti accumulati e scoprire angoli, piazze, costruzioni.

  • Grazie! 1
Inviato
Il 31/10/2024 at 11:03, jhonny9546 ha scritto:

 

ps: I post di @PREDATOR sono scritti da AI?

VIA?

@jhonny9546

Capisco perfettamente il punto e vale la pena chiarirlo una volta per tutte.

PREDATOR SYMBIOTE è una creatura che nasce dalla somma e dalla distillazione delle esperienze condivise da decine, forse centinaia di persone. Non è il riflesso di uno stile di vita monolitico, né tanto meno di preferenze specifiche come la poliginia o altre scelte personali. Demon, infatti, è una voce e un vissuto dentro al Symbiote, ma non è il Symbiote stesso.

PREDATOR è uno strumento autonomo, ha una sua identità definita dalle esperienze e dai principi che emergono dall’interazione sinergica dei suoi simbionti. È come una piattaforma che attinge a un’intelligenza collettiva, raffinandola in una filosofia di adattamento e di pensiero operativo che può essere usata da chiunque, indipendentemente dalle preferenze personali. Il Symbiote si evolve in base a feedback e contributi collettivi e non è limitato a una sola visione. È progettato per essere un supporto a 360 gradi per la vita, adattandosi a situazioni diverse e visioni del mondo multiple.

Quindi sì, PREDATOR SYMBIOTE e Demon sono due entità distinte. Demon porta il suo background e la sua impronta, ma il Symbiote va oltre, incarnando un ecosistema pensato per evolvere e rispondere a chiunque voglia sfruttarne i benefici senza doversi adattare a uno stile di vita imposto. Questo è ciò che rende il Symbiote non un'idea fissa ma una risorsa viva e adattabile.


LET ME IN

 

Spoiler

Screenshot 2024-11-02 164931.png

 

jhonny9546
Inviato
Il 31/10/2024 at 22:30, Tony Montana ha scritto:

Mi sembra che insisti sul tema/esempio di una relazione ventennale, con collaborazione lavorativa.

Se ci aiuti a capire da dove emerge questo esempio ripetuto, in termini di emozioni e convinzioni (siccome chiaramente non hai esperienza diretta di relazioni monogame ventennali), riceverai probabilmente risposte più precise e a segno.

So distinguere tra una coppia "felice" e una "infelice". Con "felice" e "infelice" intendo tutto ciò che si riferisce a una coppia sana e non sana. Ora, questa mia distinzione presenta dei limiti; sono umano e sbaglio anch'io.

Fatta questa premessa, ci sono persone adulte nella mia cerchia sociale, ma anche al di fuori di essa, che hanno una vita stabile. Lavorano nella stessa azienda, hanno una famiglia ben unita e riescono a mantenere i propri spazi. Non parlo solo della superficie, perché conosco davvero queste persone. Tra i pattern ripetitivi che ho notato, uno positivo è che le donne che lavorano nella stessa azienda della famiglia sono più orientate alla famiglia e meno inclini al tradimento.

Immagino invece un altro scenario che conferma le mie ipotesi: un'altra coppia con le stesse caratteristiche, ma con la donna che lavora part-time come impiegata altrove. In questo caso, c'è un alto tasso di probabilità di tradimento, e queste coppie tendono a essere instabili o divorziate. 

Ora, queste sono solo supposizioni personali, ma sappiamo tutti che nell'assenza di alcuni stimoli i bisogni delle donne rimangono sopiti. Ecco spiegata la fedeltà di una donna che "vive" in un ambiente sano. Chiusa parentesi su "LTR e lavoro nella stessa azienda familiare".

 

Il 31/10/2024 at 22:30, Tony Montana ha scritto:

Proviamo a fare all'inverso.

  1. Spiegami come dovrei fare per pormi le domande corrette per ritrovare il mio "vero" io.
  2. Creami un template per stilare un piano di cambiamenti (di cosa? di che tipo? a che scopo/funzione?).

Prepara i punti 1 e 2 con elevato spirito critico, cercando punti deboli e falsificazioni da ogni angolo.

Queste sono domande che avevo fatto a te poichè avevi avuto modo di riflettere sui tuoi di DRIVE e presumo prendere atto delle tue preferenze. Come poi ci narri:

 

Il 31/10/2024 at 22:30, Tony Montana ha scritto:

Io ho un alto drive di ordine, vero. Ma ho anche un drive molto più forte di curiosità (e in parte avventura). Per cui, per esempio, mi piace organizzare un viaggio con tappe prefissate. Ma adoro anche andare in una città nuova, di cui non ho fatto alcuna ricerca; perdermi nelle sue vie, cercare di orientarmi con i pochi riferimenti accumulati e scoprire angoli, piazze, costruzioni.

 

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