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Inviato

Imho il problema non è il bere , il problema è che si cerca di risolvere il problema tenendo il problema !

cioè siete abituati a bere , ma volete andare al bar e non bere ! 

vi rendete conto che è come portare un tossico in sud america e dirgli di non farsi ammerda di bamba ? 

forse vi basterebbe invece non andare ai posti dove non c'è alcool ! 

molti soldati durante la guerra il vietnam non si fecero più di eroina , la ragione ? 

non avevano più il trigger ambientale 

Kaihō-sha
Inviato (modificato)
29 minuti fa, vanhalen ha scritto:

Imho il problema non è il bere , il problema è che si cerca di risolvere il problema tenendo il problema !

cioè siete abituati a bere , ma volete andare al bar e non bere ! 

vi rendete conto che è come portare un tossico in sud america e dirgli di non farsi ammerda di bamba ? 

forse vi basterebbe invece non andare ai posti dove non c'è alcool ! 

molti soldati durante la guerra il vietnam non si fecero più di eroina , la ragione ? 

non avevano più il trigger ambientale 

Grazie per l’intervento!

 

Beh ti dico..un conto è se uno è clinicamente alcolizzato e ti direi che questo ragionamento non fa una piega..capita anche con gli ex tossici

 

Nel caso che sto proponendo io e per mia singola esperienza, pur conscio del fatto che un taglio netto sarebbe risolutivo - con le sigarette ho fatto così e dopo 6 mesi di fastidio sono rinato - con alcool mi viene più difficile per il piacere dopaminico e gustativo maggiore e per il fatto che banalmente mi aiuta in modo rapido a distendere i nervi.

 

(Lo so ci sono altre strategie che provo ad usare e funzionano ma questa per me è proprio immediata)

 

Importantissimo e lo ribadisco perché non so chi legge dall’altra parte..NON ho una dipendenza clinica ad oggi e di conseguenza posso permettermi questo scalo graduale. Se uno ce l’ha il discorso cambia e dovrebbe farsi aiutare!!

 

Un’ altra cosa che mi rende perplesso sulla questione trigger ambientale e’ che spesso non è semplice evitare posti che servono alcol - un po’ come se ti dicessi di evitare le pizzerie a Napoli, buona fortuna!! - e inoltre il punto che NEL MIO CASO mi sta progressivamente dissuadendo dal consumo e’ il cambio di stile di vita e del significato e valore che do al bere.

Lo dimostra il fatto che sono spesso al bar e SCELGO soluzioni analcoliche o caffè.

 

Considero l’astinenza come una prova di forza con me stesso e non la vivo come un obbligo ma come una scelta valoriale..accompagnata da cose per me più utili (il classico riprendere palestra, sesso, obiettivi personali ecc.)

 

E’ su questa doppia partita, astinenza da un lato e lifestyle dall’altro, che sto giocando la partita.

Modificato da Kaihō-sha
Inviato
18 minuti fa, Kaihō-sha ha scritto:

Grazie per l’intervento!

 

Beh ti dico..un conto è se uno è clinicamente alcolizzato e ti direi che questo ragionamento non fa una piega..capita anche con gli ex tossici

 

Nel caso che sto proponendo io e per mia singola esperienza, pur conscio del fatto che un taglio netto sarebbe risolutivo - con le sigarette ho fatto così e dopo 6 mesi di fastidio sono rinato - con alcool mi viene più difficile per il piacere dopaminico e gustativo maggiore e per il fatto che banalmente mi aiuta in modo rapido a distendere i nervi.

 

(Lo so ci sono altre strategie che provo ad usare e funzionano ma questa per me è proprio immediata)

 

Importantissimo e lo ribadisco perché non so chi legge dall’altra parte..NON ho una dipendenza clinica ad oggi e di conseguenza posso permettermi questo scalo graduale. Se uno ce l’ha il discorso cambia e dovrebbe farsi aiutare!!

 

Un’ altra cosa che mi rende perplesso sulla questione trigger ambientale e’ che spesso non è semplice evitare posti che servono alcol - un po’ come se ti dicessi di evitare le pizzerie a Napoli, buona fortuna!! - e inoltre il punto che NEL MIO CASO mi sta progressivamente dissuadendo dal consumo e’ il cambio di stile di vita e del significato e valore che do al bere.

Lo dimostra il fatto che sono spesso al bar e SCELGO soluzioni analcoliche o caffè.

 

Considero l’astinenza come una prova di forza con me stesso e non la vivo come un obbligo ma come una scelta valoriale..accompagnata da cose per me più utili (il classico riprendere palestra, sesso, obiettivi personali ecc.)

 

E’ su questa doppia partita, astinenza da un lato e lifestyle dall’altro, che sto giocando la partita.

Soluzione semplice

Fatti seguire da Un nutrizionista, I Soldi Che spenderesti in alcool li spendi per farti seguire .

Un conto è smettere tanto per fare , Un conto è quando Hai un obiettivo fisico e Hai un Medico Che ogni 2 settimane ti dira " allora come va ?"

  • Grazie! 1
Marco_drake
Inviato (modificato)
2 ore fa, Kaihō-sha ha scritto:

Grazie per l’intervento!

 

Beh ti dico..un conto è se uno è clinicamente alcolizzato e ti direi che questo ragionamento non fa una piega..capita anche con gli ex tossici

 

Nel caso che sto proponendo io e per mia singola esperienza, pur conscio del fatto che un taglio netto sarebbe risolutivo - con le sigarette ho fatto così e dopo 6 mesi di fastidio sono rinato - con alcool mi viene più difficile per il piacere dopaminico e gustativo maggiore e per il fatto che banalmente mi aiuta in modo rapido a distendere i nervi.

 

(Lo so ci sono altre strategie che provo ad usare e funzionano ma questa per me è proprio immediata)

 

Importantissimo e lo ribadisco perché non so chi legge dall’altra parte..NON ho una dipendenza clinica ad oggi e di conseguenza posso permettermi questo scalo graduale. Se uno ce l’ha il discorso cambia e dovrebbe farsi aiutare!!

 

Un’ altra cosa che mi rende perplesso sulla questione trigger ambientale e’ che spesso non è semplice evitare posti che servono alcol - un po’ come se ti dicessi di evitare le pizzerie a Napoli, buona fortuna!! - e inoltre il punto che NEL MIO CASO mi sta progressivamente dissuadendo dal consumo e’ il cambio di stile di vita e del significato e valore che do al bere.

Lo dimostra il fatto che sono spesso al bar e SCELGO soluzioni analcoliche o caffè.

 

Considero l’astinenza come una prova di forza con me stesso e non la vivo come un obbligo ma come una scelta valoriale..accompagnata da cose per me più utili (il classico riprendere palestra, sesso, obiettivi personali ecc.)

 

E’ su questa doppia partita, astinenza da un lato e lifestyle dall’altro, che sto giocando la partita.

Ti condivido una mia strategia che forse può essere utile. 

Io ho sempre trovato difficoltà a smettere perché qualcosa nel futuro POTREBBE FARE MALE, nel senso che diventa un atto di volontà costante in cui devi sempre sforzarti di non bere, senza nemmeno capire bene perché (lo sai razionalmente ma non emotivamente), che è come andare in giro portandosi dietro sempre un peso da 10kg.

Io mi concentro sul trovare tutti gli svantaggi IMMEDIATI e cerco di ricordarne il più possibile. 

Esempio. Ho voglia di bere 2 birre a cena. 

Svantaggi futuri: l'alcool fa male bla bla. 

Svantaggi immediati: Tra poche ore mi si gonfia la pancia. Tra poche ore mi sentirò disidratato. Tra poche ore mi rovinerà il sonno. Ecc. 

In questo modo, più mi concentro sugli effetti negativi, più li ricordo; più li ricordo, più io VOGLIO non bere.

Per me bere cambia completamente di significato, non è più quella cosa che mi piace ma che altri dicono mi faccia male in futuro. 

È quella cosa che mi piace ma anche no, perché il suo primo effetto è per me tanto reale quanto i suoi effetti tra poche ore. 

E così piano piano viene naturale bere molto molto meno, senza quel peso costante di essere sempre ad un passo dal perdere la spilletta della sobrietà. 

E insieme al lavoro sui trigger ambientali, di riconoscerli e disinnescarli - perché alcune situazione mi scatenano una spinta eccessiva verso xy? Perché finisco in queste situazioni? Come altro posso interagire con la situazione? - è una buona strategia. 

A volte bevi comunque, sopratutto con trigger ambientali molto forti, ma molto più sereno e molto più moderato. E a volte non bevi proprio e sei sinceramente contento di non aver bevuto, come quando sei contento di aver rifiutato qualcosa che proprio non ti andava. 

Modificato da Marco_drake
  • Mi piace! 5
  • Grazie! 2
Kaihō-sha
Inviato
10 ore fa, Marco_drake ha scritto:

Ti condivido una mia strategia che forse può essere utile. 

Io ho sempre trovato difficoltà a smettere perché qualcosa nel futuro POTREBBE FARE MALE, nel senso che diventa un atto di volontà costante in cui devi sempre sforzarti di non bere, senza nemmeno capire bene perché (lo sai razionalmente ma non emotivamente), che è come andare in giro portandosi dietro sempre un peso da 10kg.

Io mi concentro sul trovare tutti gli svantaggi IMMEDIATI e cerco di ricordarne il più possibile. 

Esempio. Ho voglia di bere 2 birre a cena. 

Svantaggi futuri: l'alcool fa male bla bla. 

Svantaggi immediati: Tra poche ore mi si gonfia la pancia. Tra poche ore mi sentirò disidratato. Tra poche ore mi rovinerà il sonno. Ecc. 

In questo modo, più mi concentro sugli effetti negativi, più li ricordo; più li ricordo, più io VOGLIO non bere.

Per me bere cambia completamente di significato, non è più quella cosa che mi piace ma che altri dicono mi faccia male in futuro. 

È quella cosa che mi piace ma anche no, perché il suo primo effetto è per me tanto reale quanto i suoi effetti tra poche ore. 

E così piano piano viene naturale bere molto molto meno, senza quel peso costante di essere sempre ad un passo dal perdere la spilletta della sobrietà. 

E insieme al lavoro sui trigger ambientali, di riconoscerli e disinnescarli - perché alcune situazione mi scatenano una spinta eccessiva verso xy? Perché finisco in queste situazioni? Come altro posso interagire con la situazione? - è una buona strategia. 

A volte bevi comunque, sopratutto con trigger ambientali molto forti, ma molto più sereno e molto più moderato. E a volte non bevi proprio e sei sinceramente contento di non aver bevuto, come quando sei contento di aver rifiutato qualcosa che proprio non ti andava. 

Grazie!!

 

Ora che ci penso la strategia che condividi era anche presente in un libro che lessi anni fa dove la consigliavano per gli adolescenti per ridurre il rischio di avvicinamento alle sostanze.

 

Mi fa piacere che tu me l’abbia ricordata perché effettivamente aggiunge un senso di immediatezza e di concretezza alla situazione che contribuisce a rendere più “reale” l’effetto emotivo e ad agire di conseguenza.🖤 

 

 

  • Grazie! 1
  • 2 settimane dopo...
Boulevard
Inviato (modificato)

comunque mi aggiungo al gruppo di quelli che piano piano stanno rinunciando all alcool durante le uscite.

come passano li anni l alcool, sempre bevuto con moderazione, non lo tengo che sta arrivando addirittura a schifarmi, soprattutto quando e´ appena sopra la soglia di 2 birre/2 drinks, che gia mi rendono sonnolente di brutto...

soprattutto ultimamente che mi sto preperando per la prima mezza maratona non mi aiuta affatto.

ho deciso di bere al massimo la birra bianca/al lievito senza alcool che comunque non e´ male, paragonata alla pilsener che senza alcool fa praticamente schifo. Bere subumanita´ tipo cola 0 o bevande zuccherate da yankee anche no.

 

 

Modificato da Boulevard
  • 1 mese dopo...
Kaihō-sha
Inviato

Ad oggi la striscia più lunga di astinenza volontaria dall’alcool è il minimo sindacale di unità alcoliche consumate nella settimana precedente (3).

 

Ottimo senso di soddisfazione e padronanza di me..devo dire che nel tempo il fastidio serpeggiante dietro all’esigenza di bere - che di solito coincideva e coincide con momenti di stanchezza più che con motivi sociali - si sta riducendo e mi viene sempre più facile considerarmi non dico astemio ma quasi.

IMG_3290.jpeg

  • Mi piace! 2
Sbieco
Inviato (modificato)
Il 31/10/2024 at 21:25, Gamebred ha scritto:

Però è oggettivo che tanti ansiosi, tesi, timidi, introversi...diventino molto più spigliati e intraprendenti grazie all'alcol.

Dipende.
Io ad esempio sono introverso di natura, però quando bevo divento nervoso, irritabile e scontroso.
Non credo che questo valga come "spigliatezza" e comunque l'effetto dell'alcol varia da soggetto a soggetto.

Rispondendo all'autore del topic, uscire senza bere è possibilissimo.
Basta semplicemente volerlo.

Senza alcol, o bevendo al massimo una birretta, un mezzo calice di vino o un aperitivo non troppo carico (max un Americano, per intendersi), si è generalmente più lucidi, più efficienti, più performanti, più centrati.
 

Modificato da Sbieco
Gamebred
Inviato
19 minuti fa, Sbieco ha scritto:

Senza alcol, o bevendo al massimo una birretta, un mezzo calice di vino o un aperitivo non troppo carico (max un Americano, per intendersi)

Quindi bevendo.

  • Haha 5
JoieDeVivre
Inviato

Io non bevo quasi mai a casa da solo, ma quasi sempre nelle occasioni sociali.

Mi rendo sempre più conto che dopo il secondo o terzo giro diventa più un handicap che uno strumento utile.

Questo, unito al fatto che nell’ultimo mese sono uscito praticamente tutte le sere, mi ha portato a decidere di fare un mese da astemio totale, a partire da inizio marzo. Non è la prima volta che lo faccio, ma è sempre utile ricordarsi che ci si può godere una bella serata (da quelle più tranquille al bar così come in discoteca) anche senza alcool. Sono molto più lucido…e meno povero a fine mese.

  • Mi piace! 1
  • Grazie! 1

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