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jhonny9546
Inviato

Non importa COSA dici, o se ciò che dici è una sciocchezza; è COME lo dici che lo rende un'affermazione, qualcosa che è vero e affidabile al 100%

Niente potrebbe essere più vero. È come quando sgridi un bambino dicendogli che se non mangia tutto quello che ha nel piatto, il lupo nero verrà a mangiargli i piedi. Sai che è completamente falso, ma capisci come dirlo per far sì che il bambino segua il tuo consiglio.

Ma è davvero così che dovremmo vivere le nostre vite con le altre persone?
Come ci sentiamo riguardo a noi stessi in tali situazioni?
Questo migliorerà il nostro valore?

È essenzialmente il modo in cui parlano i politici.

  • 4 settimane dopo...
Bad_Medicine93
Inviato

Io penso che un bambino non impara a nutrirsi da un discorso sul terrore, ma dall’esempio di chi, seduto accanto a lui, gli mostra che la tavola è un luogo di condivisione, non di battaglie.

L’adulto che minaccia con il lupo nero non sta comandando; sta implorando secondo me. E nell’implorazione c’è già la perdita dell’autorità. Si intravede una casa dove le regole sono sostituite dalla paura, dove il "perché così dico io" rimpiazza il dialogo, e dove l'empatia è sacrificata sull'altare di un'efficienza genitoriale che somiglia più a un protocollo che a una relazione.

Ma cosa succede se scambiassimo le posizioni?

E se l’adulto smettesse di vedere il bambino come un problema da risolvere, ma lo vedesse per ciò che è, cioè una persona da guidare?

In quel momento, il piatto non sarebbe più un campo di battaglia, ma un invito a fidarsi, a capire che il "mangia" non è un ordine, ma una proposta per il bene comune.

Alla fine, il lupo nero non è il vero nemico. È una scusa per nascondere la fragilità dell’adulto, il suo bisogno di far quadrare i conti con una realtà che spesso gli sfugge.

 

E nell'ultimo boccone, sotto una luce soffusa e uno sguardo che sa troppo, ci si chiede:

"Chi, in questa tavola, sta davvero indossando una maschera?"

Fidelio.

 

Kaihō-sha
Inviato
13 minuti fa, Bad_Medicine93 ha scritto:

 

E se l’adulto smettesse di vedere il bambino come un problema da risolvere, ma lo vedesse per ciò che è, cioè una persona da guidare?

 

Non ho figli ma ho lavorato alcuni anni nelle scuole..tradotto: classi di 15-20 persone e docenti più burocrati che insegnanti anche se la mentalità generale è quella burocratica e da protocollo come dicevi anche nel tuo intervento.

 

Mi sono sempre orientato sul piano del guidare più che del terrorizzare - dato che lo sento come un piano più affine al mio modo di essere nel mondo - e ti posso dire che anche nel guidare (verso che cosa poi potremmo dibatterne per post e post..) occorre spesso una mano ferma e una credibilità tua che spesso non viene riconosciuta a molti altri, a parità di voce alta che si usa.

 

Che il bambino non possa fare il cazzo che voglia con te e’ un messaggio che va trasmesso (e non solo ai bambini) e non è’ deleterio anzi permette di condividere bellissimi momenti.

 

Ti dico di più: il bambino AMA le regole..ne sente proprio il bisogno atavico..le impara anche e soprattutto per mia esperienza in occasione di momenti ludici e di condivisione e ti porto un esempio pratico:

 

Sai come si fa a zittire una classe di seconda elementare senza alzare la voce?

 

Quando esce il docente..segno alla lavagna NON chi ha fatto casino..ma chi è stato in silenzio e concentrato su ciò che stava leggendo. Alla fine han vinto tutti e l’insegnante mi guardava manco fossi un alieno 😂

 

Poi va da sé che c è gente che non sta ai patti e che per indole o problematiche cliniche di diverte a spaccare i maroni..fanno incazzare? Si è umano..

 

Abbiamo interi arsenali che la psicologia comportamentale ci mette a disposizione, che stimolino rinforzi positivi per comportamenti più adatti e con buone prove di efficacia manifesta..in fondo: se una condotta viene riciclata riceve sicuramente un rinforzo..un po’ come quando si spettegola di stronzate tra colleghi..vuoi levare tu il giochino a chi ha scariche dopaminiche e serotoninergiche da ciò?! No..ma puoi farlo divertire in altro modo..😊

 

E paradossalmente questo coincide con livelli di apprendimento migliori e sostenibili

 

Ora..puoi fare tutto questo senza “crederci”? 

 

Puoi farlo senza un’idea di dove vuoi andare, di chi sei e che cazzo vuoi dagli altri? No..e questa è proprio la base per cui le cose funzionano. 


 

Semplice..non facile..

 

 

 

 

 

 

Kaihō-sha
Inviato
Il 15/11/2024 at 15:26, jhonny9546 ha scritto:

 

Niente potrebbe essere più vero. È come quando sgridi un bambino dicendogli che se non mangia tutto quello che ha nel piatto, il lupo nero verrà a mangiargli i piedi. Sai che è completamente falso, ma capisci come dirlo per far sì che il bambino segua il tuo consiglio.

Ma è davvero così che dovremmo vivere le nostre vite con le altre persone?
Come ci sentiamo riguardo a noi stessi in tali situazioni?
Questo migliorerà il nostro valore?

È essenzialmente il modo in cui parlano i politici.

Che poi magari manco ha più fame e puoi tranquillamente fare la schiscia per il giorno dopo 

 

Evitando magari merendine e alimenti discutibili da macchinetta automatica..

 

Bad_Medicine93
Inviato
29 minuti fa, Kaihō-sha ha scritto:

Non ho figli ma ho lavorato alcuni anni nelle scuole..tradotto: classi di 15-20 persone e docenti più burocrati che insegnanti anche se la mentalità generale è quella burocratica e da protocollo come dicevi anche nel tuo intervento.

 

Mi sono sempre orientato sul piano del guidare più che del terrorizzare - dato che lo sento come un piano più affine al mio modo di essere nel mondo - e ti posso dire che anche nel guidare (verso che cosa poi potremmo dibatterne per post e post..) occorre spesso una mano ferma e una credibilità tua che spesso non viene riconosciuta a molti altri, a parità di voce alta che si usa.

 

Che il bambino non possa fare il cazzo che voglia con te e’ un messaggio che va trasmesso (e non solo ai bambini) e non è’ deleterio anzi permette di condividere bellissimi momenti.

 

Ti dico di più: il bambino AMA le regole..ne sente proprio il bisogno atavico..le impara anche e soprattutto per mia esperienza in occasione di momenti ludici e di condivisione e ti porto un esempio pratico:

 

Sai come si fa a zittire una classe di seconda elementare senza alzare la voce?

 

Quando esce il docente..segno alla lavagna NON chi ha fatto casino..ma chi è stato in silenzio e concentrato su ciò che stava leggendo. Alla fine han vinto tutti e l’insegnante mi guardava manco fossi un alieno 😂

 

Poi va da sé che c è gente che non sta ai patti e che per indole o problematiche cliniche di diverte a spaccare i maroni..fanno incazzare? Si è umano..

 

Abbiamo interi arsenali che la psicologia comportamentale ci mette a disposizione, che stimolino rinforzi positivi per comportamenti più adatti e con buone prove di efficacia manifesta..in fondo: se una condotta viene riciclata riceve sicuramente un rinforzo..un po’ come quando si spettegola di stronzate tra colleghi..vuoi levare tu il giochino a chi ha scariche dopaminiche e serotoninergiche da ciò?! No..ma puoi farlo divertire in altro modo..😊

 

E paradossalmente questo coincide con livelli di apprendimento migliori e sostenibili

 

Ora..puoi fare tutto questo senza “crederci”? 

 

Puoi farlo senza un’idea di dove vuoi andare, di chi sei e che cazzo vuoi dagli altri? No..e questa è proprio la base per cui le cose funzionano. 


 

Semplice..non facile..

 

 

 

 

 

 

Hai toccato dei punti molto interessanti, soprattutto quando scrivi del bisogno atavico di regole da parte dei bambini.

Premetto che ammiro il tuo approccio pratico e umano, soprattutto perché conferma una cosa: il "terrore" non educa, al massimo inibisce temporaneamente. Guidare, invece, è una forma di autorità più sofisticata, che si fonda su carisma e credibilità personale, e non solo su un volume di voce o una minaccia.

L'esempio della lavagna è geniale, un piccolo trucco che non punta il dito, ma accende il riflettore su chi fa la cosa giusta.

Mi trovi d’accordo anche sul fatto che non si possa lasciare il bambino “fare il cazzo che vuole”. Non si tratta di limitare la sua libertà, ma di insegnargli che esiste una struttura, e che quella struttura è lì non per schiacciarlo, ma per dargli sicurezza. La libertà, in fondo, si apprezza solo all’interno di confini chiari, e i bambini amano esplorare sapendo che c’è sempre una base sicura a cui tornare.

Per quanto riguarda il "credere in ciò che fai", è assolutamente centrale. Se non hai chiaro dove vuoi andare, chi sei e cosa vuoi trasmettere, i bambini (e in generale le persone) lo percepiscono immediatamente. Non puoi bluffare su questo campo: la tua autenticità è la base su cui costruisci rispetto e fiducia. 

Aggiungo un piccolo paradosso per chiudere il cerchio: le regole, se vissute con leggerezza e condivise, possono diventare il gioco più grande di tutti. In fondo, anche nella vita adulta, non è forse la trasgressione che ci emoziona, proprio perché esistono regole da trasgredire?

Ma questa è un’altra storia…

 

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Kaihō-sha
Inviato
1 ora fa, Bad_Medicine93 ha scritto:

Hai toccato dei punti molto interessanti, soprattutto quando scrivi del bisogno atavico di regole da parte dei bambini.

Premetto che ammiro il tuo approccio pratico e umano, soprattutto perché conferma una cosa: il "terrore" non educa, al massimo inibisce temporaneamente. Guidare, invece, è una forma di autorità più sofisticata, che si fonda su carisma e credibilità personale, e non solo su un volume di voce o una minaccia.

L'esempio della lavagna è geniale, un piccolo trucco che non punta il dito, ma accende il riflettore su chi fa la cosa giusta.

Mi trovi d’accordo anche sul fatto che non si possa lasciare il bambino “fare il cazzo che vuole”. Non si tratta di limitare la sua libertà, ma di insegnargli che esiste una struttura, e che quella struttura è lì non per schiacciarlo, ma per dargli sicurezza. La libertà, in fondo, si apprezza solo all’interno di confini chiari, e i bambini amano esplorare sapendo che c’è sempre una base sicura a cui tornare.

Per quanto riguarda il "credere in ciò che fai", è assolutamente centrale. Se non hai chiaro dove vuoi andare, chi sei e cosa vuoi trasmettere, i bambini (e in generale le persone) lo percepiscono immediatamente. Non puoi bluffare su questo campo: la tua autenticità è la base su cui costruisci rispetto e fiducia. 

Aggiungo un piccolo paradosso per chiudere il cerchio: le regole, se vissute con leggerezza e condivise, possono diventare il gioco più grande di tutti. In fondo, anche nella vita adulta, non è forse la trasgressione che ci emoziona, proprio perché esistono regole da trasgredire?

Ma questa è un’altra storia…

 

Ti aggiungo un tassello: da due mesi sto limitando il consumo di alcool a due giorni la settimana.

 

Fatta la regola, si cerca sempre l’inganno: vuoi o non vuoi i vari “ma si dai fai uno strappo cazzo vuoi che sia!!” “La vita è breve..goditela!!” (Manco fossero bocchini ma vabbè 😎) entrano in gioco.

 

La “dolce e illuminata dittatura” che ha preso il potere con la forza ha risposto fermamente “No 😇🐷!! Ricordati perché lo fai!!”

 

E per adesso sembra funzionare..godendo parzialmente dei vantaggi fisici, economici, emotivi che consideravo e che non perdo tempo a ricordarmi! Oltre al fatto che assomigliare meno ai 4 ubriaconi di paese casinari e molesti per me è stelletta al merito e un nuovo cammino verso la Stella Polare scelta per me 🖤(citazione voluta 😉).

 

Ciò per dire che senza un approccio fermo e rigoroso so bene di non andare da nessuna parte. Non lo vivo come una proibizione fine a se stessa - sarò anche masochista in molti lati della mia vita ma qui non esagero - e ha un senso per me che mi dà gioia a propositivita oltre che spietata determinazione!!

 

Ora dimmi..se devo pensare a un bambino o ragazzo sotto la mia ala protettrice..quanto questo esempio (che beneficia a ME PER PRIMO) può influire sul dare una direzione alla sua vita? Quanto può essere trainante e tatuabile sull’anima?!

 

Non c è solo il dire sì o no da una posizione di autorità (per certi aspetti la cosa più facile sul breve periodo) c’è’ anche indicare la strada con l’esempio..nel grande come nel piccolo.

IMG_2963.jpeg

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  • Grazie! 1
Bad_Medicine93
Inviato
9 minuti fa, Kaihō-sha ha scritto:

Ti aggiungo un tassello: da due mesi sto limitando il consumo di alcool a due giorni la settimana.

 

Fatta la regola, si cerca sempre l’inganno: vuoi o non vuoi i vari “ma si dai fai uno strappo cazzo vuoi che sia!!” “La vita è breve..goditela!!” (Manco fossero bocchini ma vabbè 😎) entrano in gioco.

 

La “dolce e illuminata dittatura” che ha preso il potere con la forza ha risposto fermamente “No 😇🐷!! Ricordati perché lo fai!!”

 

E per adesso sembra funzionare..godendo parzialmente dei vantaggi fisici, economici, emotivi che consideravo e che non perdo tempo a ricordarmi! Oltre al fatto che assomigliare meno ai 4 ubriaconi di paese casinari e molesti per me è stelletta al merito e un nuovo cammino verso la Stella Polare scelta per me 🖤(citazione voluta 😉).

 

Ciò per dire che senza un approccio fermo e rigoroso so bene di non andare da nessuna parte. Non lo vivo come una proibizione fine a se stessa - sarò anche masochista in molti lati della mia vita ma qui non esagero - e ha un senso per me che mi dà gioia a propositivita oltre che spietata determinazione!!

 

Ora dimmi..se devo pensare a un bambino o ragazzo sotto la mia ala protettrice..quanto questo esempio (che beneficia a ME PER PRIMO) può influire sul dare una direzione alla sua vita? Quanto può essere trainante e tatuabile sull’anima?!

 

Non c è solo il dire sì o no da una posizione di autorità (per certi aspetti la cosa più facile sul breve periodo) c’è’ anche indicare la strada con l’esempio..nel grande come nel piccolo.

IMG_2963.jpeg

 

Il tuo intervento è una bella dimostrazione di come la coerenza personale sia la forma più alta di educazione.

Quella "dolce e illuminata dittatura" di cui parli non è altro che un esempio pratico di autocontrollo: regole che non sono imposte dall’esterno, ma che tu stesso scegli di rispettare per il tuo benessere. Questa è leadership, e non solo verso te stesso.

Il punto chiave è proprio quello che sottolinei: l’esempio. I bambini, e direi anche gli adulti, apprendono molto più dai comportamenti che osservano che dalle parole che ascoltano. Il tuo "no" all’alcol non è solo un rifiuto, ma un’affermazione: so chi sono, so cosa voglio e so dove voglio andare. Questa fermezza non è una prigione, ma una strada ben delineata che tu hai scelto di percorrere.

Pensa a quanto questo possa influenzare chi è sotto la tua "ala protettrice". Non è solo questione di dire "questo sì" e "questo no". È mostrare che si può scegliere, e che quelle scelte – anche difficili – sono possibili, sostenibili e, alla fine, soddisfacenti. I bambini e i ragazzi sono spugne: assorbono ciò che vedono, e un esempio di disciplina e determinazione lascia un segno più profondo di mille parole.

Hai ragione, dire "no" da una posizione di autorità è facile nel breve periodo, ma è vuoto se non è accompagnato da un percorso che dimostri che quel "no" ha un senso. Quando invece il "no" si inserisce in una visione più ampia, diventa un faro.

E quel faro, anche se non illumina tutta la strada, indica la direzione.

Tu hai già scelto la tua rotta.

Ora, camminando, stai già insegnando.

 

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jhonny9546
Inviato
Il 08/12/2024 at 12:39, Kaihō-sha ha scritto:

un po’ come quando si spettegola di stronzate tra colleghi..vuoi levare tu il giochino a chi ha scariche dopaminiche e serotoninergiche da ciò?! No..ma puoi farlo divertire in altro modo..😊

Le vostre parole sono molto interessanti!
Grazie per aver partecipato alla discussione.

Qui fai una puntualizzazione interessante "vuoi levare tu il giochino a chi ha scariche dopaminiche e serotoninergiche da ciò?! No..ma puoi farlo divertire in altro modo"

Sarebbe molto piacevole sentire cosa hai da dire in merito

Kaihō-sha
Inviato
13 ore fa, jhonny9546 ha scritto:

Le vostre parole sono molto interessanti!
Grazie per aver partecipato alla discussione.

Qui fai una puntualizzazione interessante "vuoi levare tu il giochino a chi ha scariche dopaminiche e serotoninergiche da ciò?! No..ma puoi farlo divertire in altro modo"

Sarebbe molto piacevole sentire cosa hai da dire in merito

Torno all’esempio che ho fatto prima: il pettegolezzo e lo scherno per quanto odiosi sono comportamenti con base socio-evolutiva e hai voglia a sradicarli 

 

Questo ovviamente non significa che io ci debba rimanere sotto, per questo importante: 

-capire cosa sta succedendo 

-capire quanto è importante per me

-farci qualcosa

 

il punto 3 sembra il più difficile..in realtà trovo che lo sia maggiormente il punto 2 poiché se siamo eccessivamente attaccati a ciò che gli altri pensano di noi ciao mare!! Vivremo una guerra eterna quanto eterni sono questi comportamenti!!

 

il “farci qualcosa” può essere tante cose:

-mostrare discreta imperturbabilità (lavorando bene sul punto 2 se no non è credibile)

-rispondere con eleganza alla persona mettendo in luce qualche sua piccola debolezza o caratteristica giudicata negativa (lavorare anche qua sul punto 2 se no non vale)

-ridere di gusto e usare autoironia quando serve (il punto 2 ti dice quanto questa autoironia sarà credibile o no)

 

la cosa importante a mio parere consiste nel focalizzarmi su ciò che IO posso fare per ME

 

 

 

 

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