jhonny9546 [Partecipante] 47 Inviato 15 Novembre 2024 Inviato 15 Novembre 2024 Non importa COSA dici, o se ciò che dici è una sciocchezza; è COME lo dici che lo rende un'affermazione, qualcosa che è vero e affidabile al 100% Niente potrebbe essere più vero. È come quando sgridi un bambino dicendogli che se non mangia tutto quello che ha nel piatto, il lupo nero verrà a mangiargli i piedi. Sai che è completamente falso, ma capisci come dirlo per far sì che il bambino segua il tuo consiglio. Ma è davvero così che dovremmo vivere le nostre vite con le altre persone? Come ci sentiamo riguardo a noi stessi in tali situazioni? Questo migliorerà il nostro valore? È essenzialmente il modo in cui parlano i politici.
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 172781 Inviato 8 Dicembre 2024 Questo è un messaggio popolare. Inviato 8 Dicembre 2024 Il bambino mangia perché non ha voglia di litigare, sa che dopo la cosa del lupo, se non mangia gli fai del male. Ti ha già visto perdere la testa per molto meno. Vive nel terrore. Per questo, ti scrive quelle letterine a scuola "ti voglio bene mamma bla bla bla." Befriendare il vessatore è una strategia di sopravvivenza molto radicata nella sua linea di sangue. Infatti, ha una linea di sangue ancora espressa nel 2024. Non mangia, perché crede che il lupo nero mangerà i suoi piedi, ma perché ha capito quanto sei fissato con quello che ha nel piatto e la via di minor resistenza è mangiare. In silenzio. Guardando il piatto. Non ne avrà voglia, ma ha meno voglia di uno scontro di opinioni con un adulto frustrato ed ossessionato con quello che un bambino lascia nel piatto. Ha già visto cosa succede ad altri bambini prigionieri di quella casa, se ha fratelli. Se non ne ha, ha giá visto come un gioco spensierato con un pupazzo può mettersi male in una manciata di secondi ove il pupazzo abbia manifestato una posizione ostativa alla visione del mondo promossa dall'adulto. Nulla di quello che sta succedendo in quella comunicazione dipende dal messaggio sul lupo nero azzannato ai piedi o sul modo di dirlo nello specifico. L'adulto che ha uno storico di vacante accettazione del dibattito o noto per il disamore che gli provoca il rifiuto, non ha bisogno né di parlare del lupo nero, né di farlo in un qualche modo. Gli basta dire, gentilmente e col sorriso: "Ti suggerisco di mangiare." Sta mostrando il modo per andare d'accordo. E, se ha fatto i compiti come si aspetta che il bambino faccia al ritorno da scuola, il bambino è molto più in cerca di un suggerimento chiaro sul modo per andare d'accordo, che di qualche descrizione più o meno ridicola su cosa succederebbe a non andare d'accordo. È molto importante questa differenza. Se qualcuno ti dice "si sieda altrimenti le do un pugno/altrimenti viene il lupo nero", chi riceve il messaggio può vedere chiara la minaccia, darle un nome, farsene un'idea. Questo limita enormemente l'uso della sua mente come arma. Può decidere di opporsi ed affrontare un pugno, sa cosa rischia e allora può decidere se ne valga la pena. Conoscere la minaccia rende più forti. Più sparvieri. Il bambino può - se assomiglia un po' a me - sentir minacciare il lupo che mangia i piedi e non mangiare, aspettando il lupo per avere un amico, cui lasciare la robaccia che è nel piatto. Ma se invece, gentilmente, qualcuno dice "si sieda", indicando la sedia... Se questi ha fatto i compiti, o se rappresenta un'organizzazione che li ha fatti, la mente di chi riceve il messaggio colorerá delle proprie angoscie le immaginazioni delle conseguenze, le sue paure riempiranno gli spazi vuoti della frase lasciata a libera interpretazione. Noi tutti conosciamo la differenza tra: - Sentire un invito tranquillo e professionale come "si sieda" pronunciato da un ufficiale della Gestapo nel seminterrato di un edificio governativo. - Sentire un tale sposato, reso vegano dalla moglie recentemente convertita dalla macrobiotica, che ad una sagra dell'artigianato locale intima un perentorio "si sieda altrimenti le spacco la faccia". In un caso la via di minor resistenza è sedersi. Nel secondo caso si fa meno sforzo a continuare per la propria strada, sia che lo scemo si sposti o che simuli un ostacolo. Anche per il bambino è così. E non è nel messaggio né nel modo. È nella persona che dice di mangiare e nel setting relazionale esistente. --- Riguardo al politico, egli non ha alcun potere se non quello che gli danno in prestito coloro che lo ascoltano. Dovrà essere persuasivo, convincere, vincere la fiducia. Il CoG, il centro di gravità, è il pubblico. Egli in questo tuo esempio è più simile al bambino: non ha che la libertà ed il potere che gli concede l'adulto. Per questo, sarà convincente, persuasivo... Cercherà di far leva sulle emozioni come il politico. Con un sorrisetto. Invece nel tuo racconto stravolto, mostruoso, abbiamo un adulto che è messo come il porco. Il CoG è il bambino, che ha pieno potere decisionale sul mangiare o meno. L'adulto, privato di ogni credibilità e potere personale agli occhi di quel bambino, si trova in un paradosso comico. Dover decidere se spiegare scientificamente le conseguenze del non mangiare qualcosa, sperando di convincere... O se usare un certo modo enfatizzato per dire che verrà il lupo cattivo e far prendere questa minaccia come vera grazie al modo. Spera che il bambino si arrenda al modo di dirlo più che al messaggio. Spera. (!!!?) Spera e nemmeno ha le palle per dire chiaro chi sia, il lupo. È proprio un finocchio o alla meno peggio una madre single esasperata. Gente che invece di incaricarsi delle conseguenze con una minaccia in chiaro, (es. Ti faccio male), minaccia una forza esogena, su cui l'adulto che dovrebbe proteggere il bambino pare non avere alcun controllo. E pare nemmeno essere interessato. Quale ruler etero e intero potrebbe anche solo pensare di minacciare qualcuno che si trova sotto la sua potestà e nel suo territorio, in casa sua, con l'idea di un altro maschio, sia il lupo, il signor babau o babadook, che verrebbe nel suo territorio a mangiar piedi o fare come gli pare con bambini e donne che si trovano in quel territorio? Se l'adulto ha fatto i compiti, dice gentilmente e col sorriso: "suggerisco di finire il piatto", e il piatto viene finito. Se non ha fatto i compiti, il fatto che per convincere dica in un modo o in un altro che il lupo maschio viene nel suo territorio a mordere i piedi al bambino sotto la sua custodia e protezione... Ci dice solo due cose. 1) Il CoG è il bambino. È il bambino che decide, che ha il potere, e l'adulto sta cercando di convincerlo. A quel punto, che usi il leone o la volpe, la forza o la persuasione, il messaggio di fondo non cambia, ed è pari al metamessaggio squallido del politico democratico: in quella casa comanda il bambino/la massa di idioti aventi diritto al voto. 2) È una madre single o è un woke. Sta cercando di convincere il bambino con la minaccia esplicita che una natura maschile allogena in età militare e riproduttiva (lupo, babau), verrà a punire il suo bambino dentro il suo territorio, facendo come cazzo gli pare e lo sta facendo provando penosamente ad empatizzare col bambino, perché sta sub-comunicando di non poterci fare nulla, a quel punto. "Ti avverto che se non mangi verrà il babau e allora io non potrò farci nulla, ti mangerà i piedi, io sono dalla tua parte, siamo amici, non voglio che questo accada e pertanto ti chiedo di mangiare..." Sta befriendando il bambino. Sta befriendando il suo giusto vessatore. É un adulto che non comanda nemmeno in casa sua, e sta befriendando chi ha il potere lì dentro... Grottesco. Watain, ALICE, Marco_drake e 10 altri ha reagito a questo 4 8 1
Bad_Medicine93 [Partecipante] 412 Inviato 8 Dicembre 2024 Inviato 8 Dicembre 2024 Io penso che un bambino non impara a nutrirsi da un discorso sul terrore, ma dall’esempio di chi, seduto accanto a lui, gli mostra che la tavola è un luogo di condivisione, non di battaglie. L’adulto che minaccia con il lupo nero non sta comandando; sta implorando secondo me. E nell’implorazione c’è già la perdita dell’autorità. Si intravede una casa dove le regole sono sostituite dalla paura, dove il "perché così dico io" rimpiazza il dialogo, e dove l'empatia è sacrificata sull'altare di un'efficienza genitoriale che somiglia più a un protocollo che a una relazione. Ma cosa succede se scambiassimo le posizioni? E se l’adulto smettesse di vedere il bambino come un problema da risolvere, ma lo vedesse per ciò che è, cioè una persona da guidare? In quel momento, il piatto non sarebbe più un campo di battaglia, ma un invito a fidarsi, a capire che il "mangia" non è un ordine, ma una proposta per il bene comune. Alla fine, il lupo nero non è il vero nemico. È una scusa per nascondere la fragilità dell’adulto, il suo bisogno di far quadrare i conti con una realtà che spesso gli sfugge. E nell'ultimo boccone, sotto una luce soffusa e uno sguardo che sa troppo, ci si chiede: "Chi, in questa tavola, sta davvero indossando una maschera?" Fidelio.
Kaihō-sha [Élite] 3090 Inviato 8 Dicembre 2024 Inviato 8 Dicembre 2024 13 minuti fa, Bad_Medicine93 ha scritto: E se l’adulto smettesse di vedere il bambino come un problema da risolvere, ma lo vedesse per ciò che è, cioè una persona da guidare? Non ho figli ma ho lavorato alcuni anni nelle scuole..tradotto: classi di 15-20 persone e docenti più burocrati che insegnanti anche se la mentalità generale è quella burocratica e da protocollo come dicevi anche nel tuo intervento. Mi sono sempre orientato sul piano del guidare più che del terrorizzare - dato che lo sento come un piano più affine al mio modo di essere nel mondo - e ti posso dire che anche nel guidare (verso che cosa poi potremmo dibatterne per post e post..) occorre spesso una mano ferma e una credibilità tua che spesso non viene riconosciuta a molti altri, a parità di voce alta che si usa. Che il bambino non possa fare il cazzo che voglia con te e’ un messaggio che va trasmesso (e non solo ai bambini) e non è’ deleterio anzi permette di condividere bellissimi momenti. Ti dico di più: il bambino AMA le regole..ne sente proprio il bisogno atavico..le impara anche e soprattutto per mia esperienza in occasione di momenti ludici e di condivisione e ti porto un esempio pratico: Sai come si fa a zittire una classe di seconda elementare senza alzare la voce? Quando esce il docente..segno alla lavagna NON chi ha fatto casino..ma chi è stato in silenzio e concentrato su ciò che stava leggendo. Alla fine han vinto tutti e l’insegnante mi guardava manco fossi un alieno 😂 Poi va da sé che c è gente che non sta ai patti e che per indole o problematiche cliniche di diverte a spaccare i maroni..fanno incazzare? Si è umano.. Abbiamo interi arsenali che la psicologia comportamentale ci mette a disposizione, che stimolino rinforzi positivi per comportamenti più adatti e con buone prove di efficacia manifesta..in fondo: se una condotta viene riciclata riceve sicuramente un rinforzo..un po’ come quando si spettegola di stronzate tra colleghi..vuoi levare tu il giochino a chi ha scariche dopaminiche e serotoninergiche da ciò?! No..ma puoi farlo divertire in altro modo..😊 E paradossalmente questo coincide con livelli di apprendimento migliori e sostenibili Ora..puoi fare tutto questo senza “crederci”? Puoi farlo senza un’idea di dove vuoi andare, di chi sei e che cazzo vuoi dagli altri? No..e questa è proprio la base per cui le cose funzionano. Semplice..non facile.. Xeniade, Kepak, ALICE e 3 altri ha reagito a questo 3 3
Kaihō-sha [Élite] 3090 Inviato 8 Dicembre 2024 Inviato 8 Dicembre 2024 Il 15/11/2024 at 15:26, jhonny9546 ha scritto: Niente potrebbe essere più vero. È come quando sgridi un bambino dicendogli che se non mangia tutto quello che ha nel piatto, il lupo nero verrà a mangiargli i piedi. Sai che è completamente falso, ma capisci come dirlo per far sì che il bambino segua il tuo consiglio. Ma è davvero così che dovremmo vivere le nostre vite con le altre persone? Come ci sentiamo riguardo a noi stessi in tali situazioni? Questo migliorerà il nostro valore? È essenzialmente il modo in cui parlano i politici. Che poi magari manco ha più fame e puoi tranquillamente fare la schiscia per il giorno dopo Evitando magari merendine e alimenti discutibili da macchinetta automatica..
Bad_Medicine93 [Partecipante] 412 Inviato 8 Dicembre 2024 Inviato 8 Dicembre 2024 29 minuti fa, Kaihō-sha ha scritto: Non ho figli ma ho lavorato alcuni anni nelle scuole..tradotto: classi di 15-20 persone e docenti più burocrati che insegnanti anche se la mentalità generale è quella burocratica e da protocollo come dicevi anche nel tuo intervento. Mi sono sempre orientato sul piano del guidare più che del terrorizzare - dato che lo sento come un piano più affine al mio modo di essere nel mondo - e ti posso dire che anche nel guidare (verso che cosa poi potremmo dibatterne per post e post..) occorre spesso una mano ferma e una credibilità tua che spesso non viene riconosciuta a molti altri, a parità di voce alta che si usa. Che il bambino non possa fare il cazzo che voglia con te e’ un messaggio che va trasmesso (e non solo ai bambini) e non è’ deleterio anzi permette di condividere bellissimi momenti. Ti dico di più: il bambino AMA le regole..ne sente proprio il bisogno atavico..le impara anche e soprattutto per mia esperienza in occasione di momenti ludici e di condivisione e ti porto un esempio pratico: Sai come si fa a zittire una classe di seconda elementare senza alzare la voce? Quando esce il docente..segno alla lavagna NON chi ha fatto casino..ma chi è stato in silenzio e concentrato su ciò che stava leggendo. Alla fine han vinto tutti e l’insegnante mi guardava manco fossi un alieno 😂 Poi va da sé che c è gente che non sta ai patti e che per indole o problematiche cliniche di diverte a spaccare i maroni..fanno incazzare? Si è umano.. Abbiamo interi arsenali che la psicologia comportamentale ci mette a disposizione, che stimolino rinforzi positivi per comportamenti più adatti e con buone prove di efficacia manifesta..in fondo: se una condotta viene riciclata riceve sicuramente un rinforzo..un po’ come quando si spettegola di stronzate tra colleghi..vuoi levare tu il giochino a chi ha scariche dopaminiche e serotoninergiche da ciò?! No..ma puoi farlo divertire in altro modo..😊 E paradossalmente questo coincide con livelli di apprendimento migliori e sostenibili Ora..puoi fare tutto questo senza “crederci”? Puoi farlo senza un’idea di dove vuoi andare, di chi sei e che cazzo vuoi dagli altri? No..e questa è proprio la base per cui le cose funzionano. Semplice..non facile.. Hai toccato dei punti molto interessanti, soprattutto quando scrivi del bisogno atavico di regole da parte dei bambini. Premetto che ammiro il tuo approccio pratico e umano, soprattutto perché conferma una cosa: il "terrore" non educa, al massimo inibisce temporaneamente. Guidare, invece, è una forma di autorità più sofisticata, che si fonda su carisma e credibilità personale, e non solo su un volume di voce o una minaccia. L'esempio della lavagna è geniale, un piccolo trucco che non punta il dito, ma accende il riflettore su chi fa la cosa giusta. Mi trovi d’accordo anche sul fatto che non si possa lasciare il bambino “fare il cazzo che vuole”. Non si tratta di limitare la sua libertà, ma di insegnargli che esiste una struttura, e che quella struttura è lì non per schiacciarlo, ma per dargli sicurezza. La libertà, in fondo, si apprezza solo all’interno di confini chiari, e i bambini amano esplorare sapendo che c’è sempre una base sicura a cui tornare. Per quanto riguarda il "credere in ciò che fai", è assolutamente centrale. Se non hai chiaro dove vuoi andare, chi sei e cosa vuoi trasmettere, i bambini (e in generale le persone) lo percepiscono immediatamente. Non puoi bluffare su questo campo: la tua autenticità è la base su cui costruisci rispetto e fiducia. Aggiungo un piccolo paradosso per chiudere il cerchio: le regole, se vissute con leggerezza e condivise, possono diventare il gioco più grande di tutti. In fondo, anche nella vita adulta, non è forse la trasgressione che ci emoziona, proprio perché esistono regole da trasgredire? Ma questa è un’altra storia… Remo Lupercali e Kaihō-sha ha reagito a questo 2
Kaihō-sha [Élite] 3090 Inviato 8 Dicembre 2024 Inviato 8 Dicembre 2024 1 ora fa, Bad_Medicine93 ha scritto: Hai toccato dei punti molto interessanti, soprattutto quando scrivi del bisogno atavico di regole da parte dei bambini. Premetto che ammiro il tuo approccio pratico e umano, soprattutto perché conferma una cosa: il "terrore" non educa, al massimo inibisce temporaneamente. Guidare, invece, è una forma di autorità più sofisticata, che si fonda su carisma e credibilità personale, e non solo su un volume di voce o una minaccia. L'esempio della lavagna è geniale, un piccolo trucco che non punta il dito, ma accende il riflettore su chi fa la cosa giusta. Mi trovi d’accordo anche sul fatto che non si possa lasciare il bambino “fare il cazzo che vuole”. Non si tratta di limitare la sua libertà, ma di insegnargli che esiste una struttura, e che quella struttura è lì non per schiacciarlo, ma per dargli sicurezza. La libertà, in fondo, si apprezza solo all’interno di confini chiari, e i bambini amano esplorare sapendo che c’è sempre una base sicura a cui tornare. Per quanto riguarda il "credere in ciò che fai", è assolutamente centrale. Se non hai chiaro dove vuoi andare, chi sei e cosa vuoi trasmettere, i bambini (e in generale le persone) lo percepiscono immediatamente. Non puoi bluffare su questo campo: la tua autenticità è la base su cui costruisci rispetto e fiducia. Aggiungo un piccolo paradosso per chiudere il cerchio: le regole, se vissute con leggerezza e condivise, possono diventare il gioco più grande di tutti. In fondo, anche nella vita adulta, non è forse la trasgressione che ci emoziona, proprio perché esistono regole da trasgredire? Ma questa è un’altra storia… Ti aggiungo un tassello: da due mesi sto limitando il consumo di alcool a due giorni la settimana. Fatta la regola, si cerca sempre l’inganno: vuoi o non vuoi i vari “ma si dai fai uno strappo cazzo vuoi che sia!!” “La vita è breve..goditela!!” (Manco fossero bocchini ma vabbè 😎) entrano in gioco. La “dolce e illuminata dittatura” che ha preso il potere con la forza ha risposto fermamente “No 😇🐷!! Ricordati perché lo fai!!” E per adesso sembra funzionare..godendo parzialmente dei vantaggi fisici, economici, emotivi che consideravo e che non perdo tempo a ricordarmi! Oltre al fatto che assomigliare meno ai 4 ubriaconi di paese casinari e molesti per me è stelletta al merito e un nuovo cammino verso la Stella Polare scelta per me 🖤(citazione voluta 😉). Ciò per dire che senza un approccio fermo e rigoroso so bene di non andare da nessuna parte. Non lo vivo come una proibizione fine a se stessa - sarò anche masochista in molti lati della mia vita ma qui non esagero - e ha un senso per me che mi dà gioia a propositivita oltre che spietata determinazione!! Ora dimmi..se devo pensare a un bambino o ragazzo sotto la mia ala protettrice..quanto questo esempio (che beneficia a ME PER PRIMO) può influire sul dare una direzione alla sua vita? Quanto può essere trainante e tatuabile sull’anima?! Non c è solo il dire sì o no da una posizione di autorità (per certi aspetti la cosa più facile sul breve periodo) c’è’ anche indicare la strada con l’esempio..nel grande come nel piccolo. City Hunter Resident e Bad_Medicine93 ha reagito a questo 1 1
Bad_Medicine93 [Partecipante] 412 Inviato 8 Dicembre 2024 Inviato 8 Dicembre 2024 9 minuti fa, Kaihō-sha ha scritto: Ti aggiungo un tassello: da due mesi sto limitando il consumo di alcool a due giorni la settimana. Fatta la regola, si cerca sempre l’inganno: vuoi o non vuoi i vari “ma si dai fai uno strappo cazzo vuoi che sia!!” “La vita è breve..goditela!!” (Manco fossero bocchini ma vabbè 😎) entrano in gioco. La “dolce e illuminata dittatura” che ha preso il potere con la forza ha risposto fermamente “No 😇🐷!! Ricordati perché lo fai!!” E per adesso sembra funzionare..godendo parzialmente dei vantaggi fisici, economici, emotivi che consideravo e che non perdo tempo a ricordarmi! Oltre al fatto che assomigliare meno ai 4 ubriaconi di paese casinari e molesti per me è stelletta al merito e un nuovo cammino verso la Stella Polare scelta per me 🖤(citazione voluta 😉). Ciò per dire che senza un approccio fermo e rigoroso so bene di non andare da nessuna parte. Non lo vivo come una proibizione fine a se stessa - sarò anche masochista in molti lati della mia vita ma qui non esagero - e ha un senso per me che mi dà gioia a propositivita oltre che spietata determinazione!! Ora dimmi..se devo pensare a un bambino o ragazzo sotto la mia ala protettrice..quanto questo esempio (che beneficia a ME PER PRIMO) può influire sul dare una direzione alla sua vita? Quanto può essere trainante e tatuabile sull’anima?! Non c è solo il dire sì o no da una posizione di autorità (per certi aspetti la cosa più facile sul breve periodo) c’è’ anche indicare la strada con l’esempio..nel grande come nel piccolo. Il tuo intervento è una bella dimostrazione di come la coerenza personale sia la forma più alta di educazione. Quella "dolce e illuminata dittatura" di cui parli non è altro che un esempio pratico di autocontrollo: regole che non sono imposte dall’esterno, ma che tu stesso scegli di rispettare per il tuo benessere. Questa è leadership, e non solo verso te stesso. Il punto chiave è proprio quello che sottolinei: l’esempio. I bambini, e direi anche gli adulti, apprendono molto più dai comportamenti che osservano che dalle parole che ascoltano. Il tuo "no" all’alcol non è solo un rifiuto, ma un’affermazione: so chi sono, so cosa voglio e so dove voglio andare. Questa fermezza non è una prigione, ma una strada ben delineata che tu hai scelto di percorrere. Pensa a quanto questo possa influenzare chi è sotto la tua "ala protettrice". Non è solo questione di dire "questo sì" e "questo no". È mostrare che si può scegliere, e che quelle scelte – anche difficili – sono possibili, sostenibili e, alla fine, soddisfacenti. I bambini e i ragazzi sono spugne: assorbono ciò che vedono, e un esempio di disciplina e determinazione lascia un segno più profondo di mille parole. Hai ragione, dire "no" da una posizione di autorità è facile nel breve periodo, ma è vuoto se non è accompagnato da un percorso che dimostri che quel "no" ha un senso. Quando invece il "no" si inserisce in una visione più ampia, diventa un faro. E quel faro, anche se non illumina tutta la strada, indica la direzione. Tu hai già scelto la tua rotta. Ora, camminando, stai già insegnando. Kaihō-sha ha reagito a questo 1
jhonny9546 [Partecipante] 47 Inviato 16 Dicembre 2024 Autore Inviato 16 Dicembre 2024 Il 08/12/2024 at 12:39, Kaihō-sha ha scritto: un po’ come quando si spettegola di stronzate tra colleghi..vuoi levare tu il giochino a chi ha scariche dopaminiche e serotoninergiche da ciò?! No..ma puoi farlo divertire in altro modo..😊 Le vostre parole sono molto interessanti! Grazie per aver partecipato alla discussione. Qui fai una puntualizzazione interessante "vuoi levare tu il giochino a chi ha scariche dopaminiche e serotoninergiche da ciò?! No..ma puoi farlo divertire in altro modo" Sarebbe molto piacevole sentire cosa hai da dire in merito
Kaihō-sha [Élite] 3090 Inviato 16 Dicembre 2024 Inviato 16 Dicembre 2024 13 ore fa, jhonny9546 ha scritto: Le vostre parole sono molto interessanti! Grazie per aver partecipato alla discussione. Qui fai una puntualizzazione interessante "vuoi levare tu il giochino a chi ha scariche dopaminiche e serotoninergiche da ciò?! No..ma puoi farlo divertire in altro modo" Sarebbe molto piacevole sentire cosa hai da dire in merito Torno all’esempio che ho fatto prima: il pettegolezzo e lo scherno per quanto odiosi sono comportamenti con base socio-evolutiva e hai voglia a sradicarli Questo ovviamente non significa che io ci debba rimanere sotto, per questo importante: -capire cosa sta succedendo -capire quanto è importante per me -farci qualcosa il punto 3 sembra il più difficile..in realtà trovo che lo sia maggiormente il punto 2 poiché se siamo eccessivamente attaccati a ciò che gli altri pensano di noi ciao mare!! Vivremo una guerra eterna quanto eterni sono questi comportamenti!! il “farci qualcosa” può essere tante cose: -mostrare discreta imperturbabilità (lavorando bene sul punto 2 se no non è credibile) -rispondere con eleganza alla persona mettendo in luce qualche sua piccola debolezza o caratteristica giudicata negativa (lavorare anche qua sul punto 2 se no non vale) -ridere di gusto e usare autoironia quando serve (il punto 2 ti dice quanto questa autoironia sarà credibile o no) la cosa importante a mio parere consiste nel focalizzarmi su ciò che IO posso fare per ME
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