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Inviato (modificato)

Scrivo questo post/riflessione nella sezione one-itis perché ho la sensazione possa far particolarmente bene a chi naviga in queste acque e ancora si ossessiona con i soliti "ma perché non mi vuole più? Perché è cambiata?" Bla bla bla...

Se avrai la curiosità di addentrarti più in profondità, leggici pure ciò che preferisci dal momento che, ed è proprio questo il punto...

...Viviamo di rappresentazioni.

 

Se sei capitato in questo angolo della rete, probabilmente stai soffrendo.

Per chi? Per lui/lei? O forse... Per la rappresentazione che ti sei creato/a?

Che si tratti di un'immagine idealizzata, demonizzata, violentata o in qualche maniera piegata a ciò che la persona amata ha evocato dentro di te, non stai soffrendo per "lei", e lei non ha sofferto per "te".

È un gioco di maschere, Anon; in pochi hanno le palle di guardarsi seriamente dentro gli occhi e affondarci dentro, tra rose e letame.
In pochi (forse nessuno?), dopo aver guardato in fondo, riescono a tornare indietro. Perché come diceva Nietzsche, quando guardi nell'Abisso esso guarda dentro di te.

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Forse saprai che la nostra mente non riesce a discriminare bene tra realtà fisica ed immaginazione. Se stai vivendo qualcosa nella tua mente, le tue emozioni sono attivate e coinvolte in una maniera non molto dissimile (ma forse un po' attenuata) dal viverlo nella realtà.

I tuoi amici si creano una rappresentazione approssimativa (ed emotivamente carica) di te.

I tuoi nemici, pure.

Chi parla bene, male o a qualche titolo di "te", lo sta facendo riferendosi alla rappresentazione che ha approssimato nella sua mente. 
E probabilmente sta sbagliando, magari anche in maniera piuttosto grossolana.
Ma non gliene frega un cazzo, e magari neanche lo sa.

Ed è così che, anche la tua lei o lui che furono, non hanno chiuso con "te", ma con la figura che si sono dipinti nella mente e nel cuore in relazione all'interpretazione ed al vissuto emotivo soggettivo dei tuoi detti, non detti, delle tue azioni e delle tue omissioni.
Figura che, nella maggior parte dei casi, vivono come unica realtà possibile (loro come anche tu ed io, fintanto che non capaci di uscire "al di fuori di noi stessi").
"Tu sei/sei stato X, Y, Z..." 
"Lei ha fatto ed ha detto e non ha fatto quando poteva A, B, C...".
L'unica realtà possibile, nella sua testa. Sei in questo scenario? Abbandona la nave immediatamente e dirigiti altrove.

Ecco, all'inizio non è semplice far pace con questa realizzazione.
Soprattutto mentre sei nel rollercoaster emotivo della fine. 

Non è semplice accettare che, a molte persone, è più semplice infilarglielo in culo che in testa, ma va fatto. Devi andare.

Guardando indietro, attraverso uno ieri che per la tua mente è oggi, osserverai che lei interpreta i tuoi silenzi, la tua freddezza, il tuo fare lo stronzo o al contrario le tue dimostrazioni di amore ed interesse nel modo che più la aggrada e conferma l'immagine che si è creata di te (brutta o bella che sia).
Quell'immagine che la (o lo) protegge dal ripensamento, dal dover rimettere in discussione le scelte fatte. Fa paura doversi ricredere (anche di fronte al coro...).
Quell'immagine mediante cui riesce a non amarti più (se mai ti ha amato) e a distaccarsi da te.
Quell'immagine mediante cui ha creato un subset di "Se X allora Y" assolutamente indimostrabili - ma ai suoi occhi e a quelli del coro che la o lo circonda, plausibili -.

Siete almeno in 4, Anon. Almeno. 

Tu, lei (o lui), la rappresentazione che lei ha di te e quella che tu ti sei creato di lei (perché mica sei immune, briccone!).

Dovrai accettare che a pochi, veramente pochi, frega veramente qualcosa di "Te in quanto Te", e non tanto in quanto "te in funzione di... (inserisci vantaggio che possono ottenere da te fintanto che non deludi la loro rappresentazione)".
Pochi riusciranno a vederti e volerti senza senza il filtro delle rappresentazioni (tue e sue).

E che pochi, pochissimi, riusciranno ad avere il terribile ma amabile coraggio di guardarti negli occhi e accettare ancora la tua mano in mezzo al fango (il fango...).
Sporchi, sì, ma umani e vivi. Senza più segreti, senza più la maschera, and with your eyes wide shut.

Nicole-Kidman-in-Eyes-Wide-Shut.webp.5498e22b7102a5ce8248d86c4b40a7c2.webp

Ecco, se per disgrazia ti imbatterai in qualcuno a cui frega qualcosa di TE in quanto TE e non tanto in quanto "te in funzione di..." allora quella persona tienitela stretta.
Lotta per lei, con lei.
Coltiva il vostro rapporto e lascia che si approfondisca.
Impara a e accetta di lasciarti andare, di vedere lei (o lui) nel colore del grano.
Ma sii cauto, per dio. Piano... Non bruciare.
Non bruciare, Anon.
Non svendere le tue attenzioni, il tuo tempo, il tuo ultimo petalo dietro alla prima bella che passa e ti fa gli occhi da cerbiatta innamorata.
Perché anche tu hai una rosa dentro e, se di esperienze ne hai vissute, sei agli sgoccioli. Ricorda: a due dita dal cuore, o non infilartici.

Quanti, intorno a te, ti cononscono in profondità e, almeno in buona approssimazione, nelle tue sfaccettature?
Quanti saprebbero disegnarti in un modo realistico e non idealistico o demonizzato?
Quanti, invece, si stanno accontentando dell'abbozzo che più gli fa comodo dipingere? La via di minor resistenza...

La via di minor resistenza, Anon, è quella che l'ha portata (o ti ha portato...) ad accettare quella maschera, quel dipinto impressionista
che hai presentato tu o che si è creata lei stessa per difendersi dall'abisso.

Osserva quella maschera sul cuscino accanto a Nicole Kidman... La vedi come dorme, dolce e apparentemente innocua?
Sai cosa ha fatto?
Sai cosa hai fatto?
Chi è lei, la maschera o l'attrice?

...Chi sei tu?
A qualcuno importa saperlo davvero, e resta nonostante tutto? Nonostante le voci del coro che le rimbombano in testa?
Nonostante le immagini e i significati che si è creata?

Non le importa, a colei o colui per cui sei qua? O comunque... Non riesce?
Allora vai avanti OGGI e dimenticala agendo, "sconsacrando" tutte le cose che avevi devoluto a lei.
Questa è la tua cura.

Se invece le importa, riesce, o se invece troverai, un giorno, davanti a te, una persona del nonostante...
Quel qualcuno tienitelo stretto, perché sarà più unico che raro, o magari non lo incontrerai mai.

In bocca al lupo Anon,

un abbraccio.

Modificato da Percival
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Bad_Medicine93
Inviato
58 minuti fa, Percival ha scritto:

Scrivo questo post/riflessione nella sezione one-itis perché ho la sensazione possa far particolarmente bene a chi naviga in queste acque e ancora si ossessiona con i soliti "ma perché non mi vuole più? Perché è cambiata?" Bla bla bla...

Se avrai la curiosità di addentrarti più in profondità, leggici pure ciò che preferisci dal momento che, ed è proprio questo il punto...

...Viviamo di rappresentazioni.

 

Se sei capitato in questo angolo della rete, probabilmente stai soffrendo.

Per chi? Per lui/lei? O forse... Per la rappresentazione che ti sei creato/a?

Che si tratti di un'immagine idealizzata, demonizzata, violentata o in qualche maniera piegata a ciò che la persona amata ha evocato dentro di te, non stai soffrendo per "lei", e lei non ha sofferto per "te".

È un gioco di maschere, Anon; in pochi hanno le palle di guardarsi seriamente dentro gli occhi e affondarci dentro, tra rose e letame.
In pochi (forse nessuno?), dopo aver guardato in fondo, riescono a tornare indietro. Perché come diceva Nietzsche, quando guardi nell'Abisso esso guarda dentro di te.

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Forse saprai che la nostra mente non riesce a discriminare bene tra realtà fisica ed immaginazione. Se stai vivendo qualcosa nella tua mente, le tue emozioni sono attivate e coinvolte in una maniera non molto dissimile (ma forse un po' attenuata) dal viverlo nella realtà.

I tuoi amici si creano una rappresentazione approssimativa (ed emotivamente carica) di te.

I tuoi nemici, pure.

Chi parla bene, male o a qualche titolo di "te", lo sta facendo riferendosi alla rappresentazione che ha approssimato nella sua mente. 
E probabilmente sta sbagliando, magari anche in maniera piuttosto grossolana.
Ma non gliene frega un cazzo, e magari neanche lo sa.

Ed è così che, anche la tua lei o lui che furono, non hanno chiuso con "te", ma con la figura che si sono dipinti nella mente e nel cuore in relazione all'interpretazione ed al vissuto emotivo soggettivo dei tuoi detti, non detti, delle tue azioni e delle tue omissioni.
Figura che, nella maggior parte dei casi, vivono come unica realtà possibile (loro come anche tu ed io, fintanto che non capaci di uscire "al di fuori di noi stessi").
"Tu sei/sei stato X, Y, Z..." 
"Lei ha fatto ed ha detto e non ha fatto quando poteva A, B, C...".
L'unica realtà possibile, nella sua testa. Sei in questo scenario? Abbandona la nave immediatamente e dirigiti altrove.

Ecco, all'inizio non è semplice far pace con questa realizzazione.
Soprattutto mentre sei nel rollercoaster emotivo della fine. 

Non è semplice accettare che, a molte persone, è più semplice infilarglielo in culo che in testa, ma va fatto. Devi andare.

Guardando indietro, attraverso uno ieri che per la tua mente è oggi, osserverai che lei interpreta i tuoi silenzi, la tua freddezza, il tuo fare lo stronzo o al contrario le tue dimostrazioni di amore ed interesse nel modo che più la aggrada e conferma l'immagine che si è creata di te (brutta o bella che sia).
Quell'immagine che la (o lo) protegge dal ripensamento, dal dover rimettere in discussione le scelte fatte. Fa paura doversi ricredere (anche di fronte al coro...).
Quell'immagine mediante cui riesce a non amarti più (se mai ti ha amato) e a distaccarsi da te.
Quell'immagine mediante cui ha creato un subset di "Se X allora Y" assolutamente indimostrabili - ma ai suoi occhi e a quelli del coro che la o lo circonda, plausibili -.

Siete almeno in 4, Anon. Almeno. 

Tu, lei (o lui), la rappresentazione che lei ha di te e quella che tu ti sei creato di lei (perché mica sei immune, briccone!).

Dovrai accettare che a pochi, veramente pochi, frega veramente qualcosa di "Te in quanto Te", e non tanto in quanto "te in funzione di... (inserisci vantaggio che possono ottenere da te fintanto che non deludi la loro rappresentazione)".
Pochi riusciranno a vederti e volerti senza senza il filtro delle rappresentazioni (tue e sue).

E che pochi, pochissimi, riusciranno ad avere il terribile ma amabile coraggio di guardarti negli occhi e accettare ancora la tua mano in mezzo al fango (il fango...).
Sporchi, sì, ma umani e vivi. Senza più segreti, senza più la maschera, and with your eyes wide shut.

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Ecco, se per disgrazia ti imbatterai in qualcuno a cui frega qualcosa di TE in quanto TE e non tanto in quanto "te in funzione di..." allora quella persona tienitela stretta.
Lotta per lei, con lei.
Coltiva il vostro rapporto e lascia che si approfondisca.
Impara a e accetta di lasciarti andare, di vedere lei (o lui) nel colore del grano.
Ma sii cauto, per dio. Piano... Non bruciare.
Non bruciare, Anon.
Non svendere le tue attenzioni, il tuo tempo, il tuo ultimo petalo dietro alla prima bella che passa e ti fa gli occhi da cerbiatta innamorata.
Perché anche tu hai una rosa dentro e, se di esperienze ne hai vissute, sei agli sgoccioli. Ricorda: a due dita dal cuore, o non infilartici.

Quanti, intorno a te, ti cononscono in profondità e, almeno in buona approssimazione, nelle tue sfaccettature?
Quanti saprebbero disegnarti in un modo realistico e non idealistico o demonizzato?
Quanti, invece, si stanno accontentando dell'abbozzo che più gli fa comodo dipingere? La via di minor resistenza...

La via di minor resistenza, Anon, è quella che l'ha portata (o ti ha portato...) ad accettare quella maschera, quel dipinto impressionista
che hai presentato tu o che si è creata lei stessa per difendersi dall'abisso.

Osserva quella maschera sul cuscino accanto a Nicole Kidman... La vedi come dorme, dolce e apparentemente innocua?
Sai cosa ha fatto?
Sai cosa hai fatto?
Chi è lei, la maschera o l'attrice?

...Chi sei tu?
A qualcuno importa saperlo davvero, e resta nonostante tutto? Nonostante le voci del coro che le rimbombano in testa?
Nonostante le immagini e i significati che si è creata?

Non le importa, a colei o colui per cui sei qua? O comunque... Non riesce?
Allora vai avanti OGGI e dimenticala agendo, "sconsacrando" tutte le cose che avevi devoluto a lei.
Questa è la tua cura.

Se invece le importa, riesce, o se invece troverai, un giorno, davanti a te, una persona del nonostante...
Quel qualcuno tienitelo stretto, perché sarà più unico che raro, o magari non lo incontrerai mai.

In bocca al lupo Anon,

un abbraccio.

 

Hai descritto con precisione il teatro interiore che spesso si nasconde dietro le relazioni, quello fatto di maschere, proiezioni e rappresentazioni.

Viviamo in un mondo dove il reale è raramente condiviso: ciò che vediamo negli altri non è mai l'altro, ma il riflesso di ciò che siamo o temiamo di essere. Ed è vero, spesso soffriamo non per la persona, ma per l'idea che ci eravamo costruiti di essa.

L'ossessione per le maschere è una trappola pericolosa, perché più le guardi, più dimentichi di scrutare chi c'è sotto. Ma il problema non è tanto la maschera dell'altro, quanto quella che indossiamo noi stessi. Quando ci guardiamo allo specchio, chi vediamo davvero? Quante volte abbiamo recitato per farci accettare, amare, desiderare?

Nietzsche diceva che chi combatte i mostri deve fare attenzione a non diventare un mostro lui stesso. E lo stesso vale per le maschere: chi cerca di smascherare l'altro deve essere pronto a rimuovere la propria, anche se fa male, anche se significa accettare che forse siamo stati complici di quel gioco.

Il mistero affascina, sì, ma il mistero delle maschere è un abisso pericoloso. Perché più cerchiamo di capirle, più rischiamo di perderci in loro. E a volte, è meglio accettare di non sapere. Non sapere perché l'altro ha cambiato idea, non sapere cosa ha visto o cosa ha dipinto nella sua mente. Perché, in fondo, ciò che conta è cosa scegliamo di dipingere noi stessi della nostra vita.

Quindi, grazie per questa riflessione. Ci ricorda che l'unica maschera che possiamo davvero togliere è la nostra. E quando ci riusciremo, potremo forse riconoscere chi è capace di guardarci per quello che siamo, senza filtri, senza rappresentazioni.

Un abbraccio anche a te,un altro viandante del mistero.

Fidelio

 

  • Cuore Nero 1

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