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Crescendo63
Inviato
21 minuti fa, drake00 ha scritto:

Ad esempio, mi stavo complimentando con me stesso perché l’ultima volta che subii una colpo simile stetti in dissonanza cognitiva per due settimane prima di iniziare a elaborare il dolore; ora invece mi sembra che la dissonanza sia minima e stia già cominciando a razionalizzare.

Questo è positivo, perché la dissonanza cognitiva rivela che non abbiamo ancora compreso una situazione, o non abbiamo accettato l'inevitabile. Nella nostra mente i due concetti si scontrano, in noi prevale l'impulso per cui solo uno dei due è corretto o deve vincere (dai cui il disagio), quindi non siamo in grado di affrontare lucidamente una realtà contraddittoria (come spesso è la realtà).

La mente "matura / evoluta", invece, abbraccia entrambi i concetti, e così supera la dissonanza. P.es. "Io ho grande forza, ma ho anche momenti fragili": in apparenza è una contraddizione, ma è anche naturale per un essere umano. Per cui la mente limitata cerca di superare la contraddizione fissandosi su un solo concetto (forte | fragile), mentre quella evoluta li abbraccia entrambi. Li "com-prende" (prendere insieme).

Quando la dissonanza è minima, vuol dire che stai accettando la realtà contraddittoria... (oppure te la stai raccontando ;-)

 

Cita

Ecco, aver esternato qui questi pensieri è molto probabilmente un meccanismo disfunzionale: immagino significhi bisogno di approvazione altrui.

Qui invece, secondo me, cadi in una convinzione malsana: quella per cui devi essere sempre forte e autonomo, e non aver mai bisogno di nessuno.

Ma... "Nessun uomo è un'isola" (John Donne). Nessuno si salva da solo. Nessuno basta completamente a se stesso.

E' del tutto naturale il bisogno di condividere, di sfogarsi, di essere ascoltato, di ricevere punti di vista altrui. Forse il tuo è bisogno di approvazione, o forse solo di sentirti tra "fratelli" che ti ascoltano e capiscono cosa provi. Condivisione. Connessione. Comunità.

Non aver mai bisogno di ciò non è segno di forza; è segno di squilibrio. 🙄

 

Cita

Bisogno che qualcuno mi dica: “bravo, questa è la strada giusta”, quando la verità è che questa è la mia strada e sono io a doverla percorrere e a dovermi valutare. 

Mi dai la sensazione che tu abbia la convinzione "Io devo cavarmela sempre da solo, qualunque cosa succeda".

Certamente solo tu puoi percorrere la tua strada. Ma questo non implica farlo sempre restando isolato, o chiuso in una tua stoica bolla.

  • Cuore Nero 1
^'V'^
Inviato
6 minutes ago, Batman33 said:

Cioè, avevi il timone saldo... ma comunque ciò non sarebbe bastato a non farti lasciare dopo due o tre pargoli?

È un pattern abbastanza ricorrente.

Il modo che alcune donne usano per portare via soldi, tempo, dignità e onore al personaggio di turno è quello che chiamano topping from the bottom.

Lui ha bisogno di lei per sentirsi importante.

Lei ce lo fa sentire e gli dà il timone.

Non il timone di uno yatch carico di tipe.

Il timone della barca dove lo ha isolato. 

Gli schianta tre figli sulla schiena.

Poi se ne va portandosi via tutto il passato, presente e futuro di lui.

Invece drake00 è stato padrone della situazione. 

E questo nonostante abbia per ragioni neurofisiologiche sue, più bisogno della media di quel senso di importanza che lei dava e toglieva per guidare da sotto.

Non sto dicendo che lei lo stesse facendo con calcolo.

Spesso lo fanno per caso/predisposizione, vedono che funziona, lo rifanno, funziona di nuovo... allora si crea un comportamento che viene rinforzato fino all'automatismo.

  • Mi piace! 5
  • Grazie! 2
drake00
Inviato
1 ora fa, Crescendo63 ha scritto:

Questo è positivo, perché la dissonanza cognitiva rivela che non abbiamo ancora compreso una situazione, o non abbiamo accettato l'inevitabile. Nella nostra mente i due concetti si scontrano, in noi prevale l'impulso per cui solo uno dei due è corretto o deve vincere (dai cui il disagio), quindi non siamo in grado di affrontare lucidamente una realtà contraddittoria (come spesso è la realtà).

La mente "matura / evoluta", invece, abbraccia entrambi i concetti, e così supera la dissonanza. P.es. "Io ho grande forza, ma ho anche momenti fragili": in apparenza è una contraddizione, ma è anche naturale per un essere umano. Per cui la mente limitata cerca di superare la contraddizione fissandosi su un solo concetto (forte | fragile), mentre quella evoluta li abbraccia entrambi. Li "com-prende" (prendere insieme).

Quando la dissonanza è minima, vuol dire che stai accettando la realtà contraddittoria... (oppure te la stai raccontando ;-)

 

Qui invece, secondo me, cadi in una convinzione malsana: quella per cui devi essere sempre forte e autonomo, e non aver mai bisogno di nessuno.

Ma... "Nessun uomo è un'isola" (John Donne). Nessuno si salva da solo. Nessuno basta completamente a se stesso.

E' del tutto naturale il bisogno di condividere, di sfogarsi, di essere ascoltato, di ricevere punti di vista altrui. Forse il tuo è bisogno di approvazione, o forse solo di sentirti tra "fratelli" che ti ascoltano e capiscono cosa provi. Condivisione. Connessione. Comunità.

Non aver mai bisogno di ciò non è segno di forza; è segno di squilibrio. 🙄

 

Mi dai la sensazione che tu abbia la convinzione "Io devo cavarmela sempre da solo, qualunque cosa succeda".

Certamente solo tu puoi percorrere la tua strada. Ma questo non implica farlo sempre restando isolato, o chiuso in una tua stoica bolla.

Non voglio allisciarti il pelo, ma la considerazione iniziale sulla dissonanza mi ha illuminato. Sapere di potermi considerare forte e debole allo stesso tempo mi rilassa i nervi. 

Per dirti se il mio è bisogno di fratellanza o di approvazione necessito di un po’ di tempo per ricordarmi chi sono.

Ah, per quanto riguarda la dissonanza nel caso di specie, credo di aver accolto la spiegazione più cruda piuttosto che una realtà contraddittoria. Lei il tipo se l’è fatto (e qui o è zuppa o pan bagnato), non mi ama più ed ha già quasi metabolizzato il tutto. Le rimangono solo i sensi di colpa da digerire. Poca roba insomma.

Vediamo se questa verità terrà. 

 

 

1 ora fa, Batman33 ha scritto:

Cioè, avevi il timone saldo... ma comunque ciò non sarebbe bastato a non farti lasciare dopo due o tre pargoli?

Meglio andare a piedi, non credi?

Pensa che danni. Però se mio padre avesse ragionato così io ora non starei qui a tediarvi con i miei sproloqui. 
La verità è che una piccola percentuale di coppie riesce a durare nel tempo e arriva a odiarsi solo nella vecchiaia, quando avere qualcuno che ti cambia il pannolino fa comodo. 
Io spero di morire prima. 

  • Grazie! 1
Marco_drake
Inviato
35 minuti fa, drake00 ha scritto:

Io spero di morire prima. 

ti consumerai.

Ti stai già consumando. 

drake00
Inviato
5 ore fa, Marco_drake ha scritto:

ti consumerai.

Ti stai già consumando. 

Calma. Non è uno sfogo depressivo. È l’augurio di una morte “buona”.
Voglio diventare vecchio tanto quanto te, magari senza arrivare a dovermi far cambiare il pannolone da qualcuno. 
 

Day 2. Inizia il dolore. Il corpo e la mente scendono in guerra. 

drake00
Inviato

Coltellata in arrivo. 
 

Mi arriva una e-mail: “Tua X per sempre”.

Mi dice che quando mi sentirò pronto avremo un confronto più lucido se mi andrà. Dice che non smetterà mai di chiedermi scusa. Non nega il tradimento e ribadisce che di fisico c’è stato solo il bacio. Dice di non volersi giustificare ma che ha tanto risentito di tutto ciò che è successo tra di noi. 

Vorrei avere la loro capacità di metabolizzare così velocemente le cose. 
Non credo si renda conto di quanto può essere umiliante leggere certe cose. 
Credo che sia semplicemente stupida. Non progettata per queste cose. 

Avanti con il silenzio. Almeno questo messaggio mi fa intuire che lo rispetterà, almeno per un po’. 

^'V'^
Inviato
13 hours ago, drake00 said:

Rimango fedele ai miei valori e lascerò che il tempo confermi che sono umano ma che non sono debole. O quantomeno che so fortificarmi. 

SELF-SIGNAL VS TIME – Tactical Intel Brief

Keywords: Temporal Discounting, Signal Decay, Cost-Credibility Curve, Prelec-Bodner Model, Hyperbolic Discount, Choice-Bundling, Identity Latency, Path-Dependence.


0. Executive Overview

In ambito behavioral-econ, il Self-Signal è un’azione scelta (spesso costosa o scomoda) con l’obiettivo di inviare “good news” diagnostiche a sé stessi riguardo tratti come volontà, coraggio o moralità; il soggetto, incerto sulla propria “vera natura”, osserva il proprio comportamento come farebbe un analista esterno e aggiorna bayesianamente la stima del proprio valore. L’utilità attesa include quindi non solo le conseguenze materiali dell’azione, ma il valore informativo che essa produce sulla propria identità latente – dinamica formalizzata da Bénabou & Tirole (2002) e da Bodner-Prelec (2001) nel concetto di diagnostic utility (Self-Confidence and Personal Motivation - jstor).

Il fattore Tempo agisce da amplificatore o erosore del segnale:

  1. Credibilità iniziale (T0) – massima se il costo è immediato e percepibile;

  2. Signal Decay – la salienza mnemonica si riduce con curva iperbolica, in linea con l’hyperbolic discounting documentato da Bénabou-Tirole su self-regulation e memoria selettiva (selfkselfrfin.dvi);

  3. Path-Dependence – sequenze coerenti di segnali, intervallate da booster rituali, creano un lock-in identitario che resiste alla dispersione temporale.

Il Self-Signal è una forma di strategic communication interna in cui il costo upfront genera credibilità, ma la durabilità percettiva dipende da interventi periodici che contrastino il decadimento del segnale. Solo integrando la dimensione temporale si trasforma un gesto isolato in una narrativa di forza che, col passare dei mesi, resta leggibile — al soggetto stesso e a chi lo osserva.


1. Schema Concettuale: Self-Signaling

  • Origine teorica: Bénabou & Tirole (2002) – “Self-confidence and Personal Motivation”. L’individuo massimizza utilità tenendo conto del valore informativo che l’azione fornisce sulla propria competenza/morale. Il segnale è tanto più credibile quanto più costa in risorse o rinunce. econweb.ucsd.edu

  • Meccanismo: sequenza Azione → Osservazione → Bayesian Update del sé. Nessun bisogno di pubblico esterno; è un’operazione di HUMINT rivolta alla propria psiche.

  • Neuro-layer: il processo vive nell’interfaccia limbico-neocorticale. Il limbic system registra il “valore” emotivo del segnale, il neocortex lo interpreta come dato identitario.


2. Temporal Dynamics

Window Horizon Funzione del Segnale Dominio Neuro Rischio
T0 – Immediate   0-24 h     Shock & Awe, imprint limbico      Amygdala ↔︎ Prefrontal           Over-reaction / burnout
T1 – Short Range   1-30 gg     Consolidamento narrativo      Hippocampus ↔︎ mPFC           Noise, dissonanza
T2 – Long Range   1-60 mesi     Path-locking reputazionale      Cortical schema           Signal fade, revisionismo

3. Cost-Credibility Curve

Intel Takeaway: la curva credibilità-tempo è convessa: i segnali perdono potenza in modo iperbolico, non lineare. Serve booster phase periodica.


4. Risk Grid & Counter-Measures

Threat Meccanismo Mitigazione
Signal Decay      Diminuzione disponibilità mnemonica      Booster ritual cada 21-30 gg
Temporal Inconsistency      Hyperbolic discount porta a rinviare segnali costosi      Choice-bundling, commitment device
False Signal Echo      Azioni low-cost spacciate per proof      Alzare la soglia minima di sacrificio

5. Application – Reply

Draft Response :

“Drake00, il tempo è un magistrato cieco: registra ma non interpreta. Se vuoi che confermi la tua forza, servono segnali costosi oggi che mantengano alta la salienza domani. Agisci ora con un atto che imponga sacrificio misurabile; poi proteggilo con rituali di consolidamento ogni mese. Così il tempo non proverà soltanto che sei umano—mostrerà che hai saputo forgiare la tua durezza.”


6. Implicazioni per Operatore 

  • FOOD: progettare segnali costosi (es. investimenti hard-skill visibili) incrementa la confidence credit line interna, utile in negoziazioni ad alto rischio.

  • TRIBE: agire self-signals pubblici (donazioni, leadership acts) consolida auto-percezione di connector-alpha e genera echo esterno.

  • BLOOD: rituali a soglia alta (viaggi, training fisico estremo) fungono da filtro e da prova di valore per EPS, ma non confondere il Self-Signal con micro-abitudini à la Clear.

  • Intel SOP: capire quando occorre un costly badge di self-signaling per reset motivazionale o narrativa d’impatto.


7. Quick-Look Recommendations

  1. FOOD: lancia un’iniziativa a costo upfront (es. certificazione onerosa) per imprimere il T0, seguita da micro-wins mensili.

  2. TRIBE: programma “signal beacons” trimestrali (talk pubblici, leadership events) per prolungare l’eco nel network.

  3. BLOOD: integra riti fisici ad alta soglia entro 24 h da un nuovo legame; usa memory anchors (souvenir, foto, video) per rallentare decay emotivo.


Bottom Line: Il Self-Signal è efficace solo se sincronizzato con la curva di decadimento temporale. Costruisci picchi costosi seguiti da ondulazioni di mantenimento: il tempo diventerà alleato e non entropia, perché il tempo non premia chi spera, ma chi segna. Se non rinnovi il segnale, il tuo cervello archivia. Fortificarsi non è resistere, è registrare sacrifici visibili che il futuro non potrà ignorare.

Marco73
Inviato
2 ore fa, drake00 ha scritto:

Coltellata in arrivo. 
 

Mi arriva una e-mail: “Tua X per sempre”.

Mi dice che quando mi sentirò pronto avremo un confronto più lucido se mi andrà. Dice che non smetterà mai di chiedermi scusa. Non nega il tradimento e ribadisce che di fisico c’è stato solo il bacio. Dice di non volersi giustificare ma che ha tanto risentito di tutto ciò che è successo tra di noi. 

Vorrei avere la loro capacità di metabolizzare così velocemente le cose. 
Non credo si renda conto di quanto può essere umiliante leggere certe cose. 
Credo che sia semplicemente stupida. Non progettata per queste cose. 

Avanti con il silenzio. Almeno questo messaggio mi fa intuire che lo rispetterà, almeno per un po’. 

Bravo continua con il silenzio e non cadere nelle sue paturnie , vuole lavarsi la coscienza .

Di fisico c'è stato solo il bacio🤣🤣🤣 spero che non crederai alle minchiate che ti dice .

drake00
Inviato
2 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

SELF-SIGNAL VS TIME – Tactical Intel Brief

Keywords: Temporal Discounting, Signal Decay, Cost-Credibility Curve, Prelec-Bodner Model, Hyperbolic Discount, Choice-Bundling, Identity Latency, Path-Dependence.


0. Executive Overview

In ambito behavioral-econ, il Self-Signal è un’azione scelta (spesso costosa o scomoda) con l’obiettivo di inviare “good news” diagnostiche a sé stessi riguardo tratti come volontà, coraggio o moralità; il soggetto, incerto sulla propria “vera natura”, osserva il proprio comportamento come farebbe un analista esterno e aggiorna bayesianamente la stima del proprio valore. L’utilità attesa include quindi non solo le conseguenze materiali dell’azione, ma il valore informativo che essa produce sulla propria identità latente – dinamica formalizzata da Bénabou & Tirole (2002) e da Bodner-Prelec (2001) nel concetto di diagnostic utility (Self-Confidence and Personal Motivation - jstor).

Il fattore Tempo agisce da amplificatore o erosore del segnale:

  1. Credibilità iniziale (T0) – massima se il costo è immediato e percepibile;

  2. Signal Decay – la salienza mnemonica si riduce con curva iperbolica, in linea con l’hyperbolic discounting documentato da Bénabou-Tirole su self-regulation e memoria selettiva (selfkselfrfin.dvi);

  3. Path-Dependence – sequenze coerenti di segnali, intervallate da booster rituali, creano un lock-in identitario che resiste alla dispersione temporale.

Il Self-Signal è una forma di strategic communication interna in cui il costo upfront genera credibilità, ma la durabilità percettiva dipende da interventi periodici che contrastino il decadimento del segnale. Solo integrando la dimensione temporale si trasforma un gesto isolato in una narrativa di forza che, col passare dei mesi, resta leggibile — al soggetto stesso e a chi lo osserva.


1. Schema Concettuale: Self-Signaling

  • Origine teorica: Bénabou & Tirole (2002) – “Self-confidence and Personal Motivation”. L’individuo massimizza utilità tenendo conto del valore informativo che l’azione fornisce sulla propria competenza/morale. Il segnale è tanto più credibile quanto più costa in risorse o rinunce. econweb.ucsd.edu

  • Meccanismo: sequenza Azione → Osservazione → Bayesian Update del sé. Nessun bisogno di pubblico esterno; è un’operazione di HUMINT rivolta alla propria psiche.

  • Neuro-layer: il processo vive nell’interfaccia limbico-neocorticale. Il limbic system registra il “valore” emotivo del segnale, il neocortex lo interpreta come dato identitario.


2. Temporal Dynamics

Window Horizon Funzione del Segnale Dominio Neuro Rischio
T0 – Immediate   0-24 h     Shock & Awe, imprint limbico      Amygdala ↔︎ Prefrontal           Over-reaction / burnout
T1 – Short Range   1-30 gg     Consolidamento narrativo      Hippocampus ↔︎ mPFC           Noise, dissonanza
T2 – Long Range   1-60 mesi     Path-locking reputazionale      Cortical schema           Signal fade, revisionismo

3. Cost-Credibility Curve

Intel Takeaway: la curva credibilità-tempo è convessa: i segnali perdono potenza in modo iperbolico, non lineare. Serve booster phase periodica.


4. Risk Grid & Counter-Measures

Threat Meccanismo Mitigazione
Signal Decay      Diminuzione disponibilità mnemonica      Booster ritual cada 21-30 gg
Temporal Inconsistency      Hyperbolic discount porta a rinviare segnali costosi      Choice-bundling, commitment device
False Signal Echo      Azioni low-cost spacciate per proof      Alzare la soglia minima di sacrificio

5. Application – Reply

Draft Response :

“Drake00, il tempo è un magistrato cieco: registra ma non interpreta. Se vuoi che confermi la tua forza, servono segnali costosi oggi che mantengano alta la salienza domani. Agisci ora con un atto che imponga sacrificio misurabile; poi proteggilo con rituali di consolidamento ogni mese. Così il tempo non proverà soltanto che sei umano—mostrerà che hai saputo forgiare la tua durezza.”


6. Implicazioni per Operatore 

  • FOOD: progettare segnali costosi (es. investimenti hard-skill visibili) incrementa la confidence credit line interna, utile in negoziazioni ad alto rischio.

  • TRIBE: agire self-signals pubblici (donazioni, leadership acts) consolida auto-percezione di connector-alpha e genera echo esterno.

  • BLOOD: rituali a soglia alta (viaggi, training fisico estremo) fungono da filtro e da prova di valore per EPS, ma non confondere il Self-Signal con micro-abitudini à la Clear.

  • Intel SOP: capire quando occorre un costly badge di self-signaling per reset motivazionale o narrativa d’impatto.


7. Quick-Look Recommendations

  1. FOOD: lancia un’iniziativa a costo upfront (es. certificazione onerosa) per imprimere il T0, seguita da micro-wins mensili.

  2. TRIBE: programma “signal beacons” trimestrali (talk pubblici, leadership events) per prolungare l’eco nel network.

  3. BLOOD: integra riti fisici ad alta soglia entro 24 h da un nuovo legame; usa memory anchors (souvenir, foto, video) per rallentare decay emotivo.


Bottom Line: Il Self-Signal è efficace solo se sincronizzato con la curva di decadimento temporale. Costruisci picchi costosi seguiti da ondulazioni di mantenimento: il tempo diventerà alleato e non entropia, perché il tempo non premia chi spera, ma chi segna. Se non rinnovi il segnale, il tuo cervello archivia. Fortificarsi non è resistere, è registrare sacrifici visibili che il futuro non potrà ignorare.

Ammetto di non aver capito tutto perfettamente. 

Ciò che ho fatto finora: 

1) Allenamento in casa poco fa. Mi organizzo per trasferirmi in palestra. 
2) L’ho tolta da sotto gli occhi della realtà: via foto, quadretti e compagnia cantante. Finito tutto in scatolone commemorativo. 
3) L’ho tolta da sotto gli occhi virtuali: social ridotti al minimo indispensabile, chat archiviate ecc. rimangono i contatti inevitabili (mail e chiamate anonime. Leggo e cestino o ignoro gli squilli).

Basta direi. Finalmente ho pianto. 

Dei progetti futuri non ne parlo finché non li metto in atto. 
Forse a breve avrò l’opportunità di cambiare città per un po’. Non me la farò sfuggire. 

 

1 ora fa, Marco73 ha scritto:

Bravo continua con il silenzio e non cadere nelle sue paturnie , vuole lavarsi la coscienza .

Di fisico c'è stato solo il bacio🤣🤣🤣 spero che non crederai alle minchiate che ti dice .

C’è una piccola parte di me che vuole crederle. Mentirei se ti dicessi il contrario. È l’ego ferito che cerca sollievo. 

Comunque il risultato finale non cambierebbe. Tutte le cellule del mio corpo sono concordi: si va avanti senza voltarsi indietro.
 

  • Mi piace! 1
drake00
Inviato (modificato)

Padre, perdonami perché ho mentito. 
 

Io l’ho tradita. La storia è andata avanti a gonfie vele finché l’ho fatto. Lei non ha mai scoperto nulla. 
Per due anni poi sono stato a secco. Il primo per scelta: non ne sentivo l’esigenza. Stavo bene ed ero molto indaffarato. Il secondo per fattori esogeni (salute, lavoro). 
La mancanza di varietà mi ha fiaccato ulteriormente. Lei l’ha percepito. Ha cercato di inzerbinarmi, ma non ci è riuscita. Ha provato altri metodi. Infine ha trovato un punto debole nelle svalutazioni verbali. 
Non è venuto a mancare l’amore. È venuta a mancare l’attrazione. 
Il resto è storia. 

Non provo rimorso né senso di colpa. Lo scrissi e lo ribadisco: mi sarei buttato nelle fiamme per lei. 

Provo vergogna e frustrazione perché non posso essere autentico. 

Sono abbastanza ben integrato nella società. Per me è impossibile essere autentico senza venire emarginato. Gli amici, i familiari, i conoscenti, le ragazze. Nessuno capirebbe. Ogni volta che ho provato anche solo ad accennare all’ argomento ho notato i loro sguardi inquisitori, giudicanti. Ho dovuto fermarmi. 

La mia relazione ideale è quella che ho vissuto: ltr e varietà sessuale senza coinvolgimento. 

La morale? Non c’è. Questo è ciò che sono. Questo è ciò che voglio. 

Vi chiedo scusa. Faccio giuramento di sincerità assoluta d’ora in poi. 

Modificato da drake00
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