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drake00
Inviato (modificato)

Caro @^'V'^

Ho interpretato così il concetto: ripetendo nel tempo azioni (o anche astensioni, immagino) costose, scelte per il valore che gli attribuisco e non per la ricompensa immediata che mi offrono, il mio cervello si rimodula, restituendomi, nel tempo, una nuova immagine di me.

Il costo dell’azione è alto quando la somma della spinta motivazionale più la predisposizione naturale è bassa. 

Quindi, l’azione costosa è quella verso cui al momento dello start provo una scarsa motivazione e non sono nemmeno bravo a fare.

Ma affinché il meccanismo funzioni è necessaria la sostenibilità dell’azione sul lungo periodo. Con il passare del tempo, il costo deve ridursi. 

Cioè, non posso farmi tutto il viaggio in prima. Ad un certo punto, devo essere in grado di mettere la quinta.
 
Siccome la predisposizione naturale è un fattore le cui variazioni potenziali sono minime, l’unico modo per abbassare il costo dell‘azione è l’aumento della motivazione in corso d’opera. 

Ecco perché l’azione deve essere valorosa, cioè degna di essere difesa.
Perché è il valore intrinseco che le attribuisco che mi permette di forzare l’inerzia e farmi carico dell’alto costo iniziale senza ottenere una ricompensa immediata. L’azione deve avere, insomma,(anche) un alto potenziale motivazionale.

 

Ad esempio, io fumo e ho dei recettori molto sensibili alla nicotina (bassa predisposizione all’astensione).
Però sono anche una persona molto sportiva e le mie prestazioni iniziano a risentirne.
Quindi la motivazione al day 1 è bassa (tanta sofferenza e nessun guadagno immediato), ma è altissima al day 100, quando inizio a vedere che riesco a correre il doppio di prima. 
E al day 365 lo specchio rifletterà l’immagine di un uomo che nonostante le condizioni iniziali sfavorevoli è riuscito a vincere quella battaglia. E quindi si vedrà forte, coraggioso e indipendente. 

Questo è un esempio molto virtuoso, ideale, ma immagino che lo stesso ragionamento possa applicarsi ad ipotetiche altre azioni a patto che abbiano un costo non simbolico e una forte motivazione potenziale. 

Abbi pazienza e, se mi sfugge qualcosa, aiutami a ragionarci ancora. 
 

——— 

Si, sono un maschio B. Più o meno zona salvezza tranquilla, in condizioni normali. 

Necessità di varianza direi media, forse tendente al basso. Nel mio anno più prospero ho scopato con 6 o 7 donne diverse e stavo benissimo. Cioè, non sentivo proprio l’esigenza di scopare più  C’è da dire però che con due mi sono sollazzato per svariate volte (di cui una è l’attuale ex).

L’alta classifica di B è l’obiettivo minimo. Mi appare chiaro ed evidente. Non c’è dissonanza. 

La A, invece, mi spaventa e mi affascina. Avverto un certo richiamo, però…

Devo capire se è un richiamo autentico o derivato. Biologico o adottivo. 
Devo capire se posso scegliere. 
 

———

E quindi mi vengono in mente queste parole:

E’ quando il tuo cervello torna a chiedersi chi sei davvero, diventi selvaggina per filosofi, scuole di pensiero (…)”. 
 

Fino ad oggi nei momenti in cui le mie gambe si sono spezzate mi hanno sorretto le spalle forti di amici, conoscenti o estranei. Alcuni mi hanno aiutato a tenermi in piedi. Altri hanno fatto molto di più: mi hanno re-insegnato a camminare. 

Questa volta invece sono caduto e le mie gambe hanno retto. Dolenti, ma non spezzate. 
Questa volta posso e voglio camminare da solo. È il momento di diventare il Capitano della mia, personale, barca. 

E per farlo devo sentire. Sentire ciò che è mio e ciò che credo sia mio. Ciò che è innato e devo accettare, ciò che è derivato e ben integrato, e ciò che è derivato ma non mi appartiene. 

Per farlo devo coltivare da solo il Germoglio, la personalità in fieri. 

Il mio prossimo messaggio sarà l’ultimo. Aspetterò che V, se vorrà, chiuda il cerchio. 

Ma ho una certezza. Tornerò.
Tornerò quando potrò ascoltare il parere altrui per curiosità e non per bisogno. Tornerò quando potrò donare agli ciò che è stato donato a me e che ora sta crescendo dentro di me. 

Modificato da drake00
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satapsy
Inviato

Quando si interrompe una relazione non è mai facile capire che strada prendere e come riprogrammare la propria vita!

Però quello che scrive Aivia è oro colato.

Ora hai la possibilità di essere te stesso, in tutto e per tutto, al di fuori dei condizionamenti sociali.

Gli uomini che possono permettersi di essere alfa o beta di alto livello (perché in fondo è chiaro che di questi parliamo) sono pochissimi statisticamente, ma guarda a caso sono quelli che continuano a non adagiarsi e a continuare il proprio percorso di miglioramento contro tutto e tutti....

...contro i familiari e parenti che li vorrebbero vedere sistemati in una relazione monogama tradizionale

...contro la società che li vede come eterni Peter Pan che svolazzano di fiore in fiore

...contro le donne medie, che per difendere la categoria li reputano immorali e donnaioli (quando nel profondo ne provano attrazione).

...contro i restanti uomini gamma o beta di basso livello, che si coalizzano con la donna media nel giudicarli dei poco di buono prevedendo per loro un futuro da persone sole (quando invece anche in questo caso sotto sotto sono mossi da pura invidia).

Ha ragione Aivia (che stimo tantissimo) come sempre!

L'essere coerenti e liberi da condizionamenti ha un prezzo altissimo, molto più comodo nascondere le proprie pulsioni!

Ma tu ora, a fine relazione, hai questa grande opportunità di essere te stesso, di vivere la vita libera da condizionamenti, di essere te stesso al 100%, di non nasconderti più come avevi fatto anche qui in prima istanza.

 

 

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^'V'^
Inviato
3 minutes ago, satapsy said:

Gli uomini che possono permettersi di essere alfa o beta di alto livello (perché in fondo è chiaro che di questi parliamo)

No, grazie per la possibilità di precisare. 

Alpha e Beta sono termini che afferiscono esclusivamente a una catena di comando maschile, tra le più abusate e fraintese dalla divulgazione popolare, marketer e youtuber in testa a tutti. 

Nella corretta accezione etologica, Alpha indica il comandante (ad esempio, leader politico di una nazione, capo tribù o CEO di un’azienda), mentre Beta rappresenta il suo Second In Command (ad esempio, il vice-presidente, il vice-capo tribù, il COO).

Se l’Alpha è impossibilitato o lontano, il Beta assume temporaneamente il comando. Negli Stati Uniti, l’esempio più semplice è quello del vicepresidente rispetto al presidente. È importante notare che perfino nei lupi, specie spesso citata come paradigma della gerarchia Alpha, la realtà naturale evidenzia che il "branco" è guidato da una coppia parentale e non da un leader assoluto (Scientific American, 2023).

Quando, invece, faccio riferimento ai maschi A, B e C, utilizzo esclusivamente una terminologia basata su solidi dati empirici relativi al reale accesso maschile a EPS (Extra Pair Sex), il vero nord esistenziale-biologico del maschio, soprattutto nelle specie che adottano il modello della coppia sociale (da non confondere con coppia biologica, ossia chi davvero feconda la femmina).

Operativamente, questo significa raccogliere dati genetici o comportamentali sull'effettiva possibilità di un maschio di ottenere EPS, per poi posizionarli lungo una curva a distribuzione normale. La curva determina chiaramente chi si colloca nella fascia media (B, entro una deviazione standard dalla media), chi si colloca sotto (C) e chi si colloca sopra (A).

Questa metodologia si basa sulla "opportunity for selection" (Is = varianza/μ²), che misura la pressione selettiva reale su una popolazione.

Studi empirici, ad esempio sui passeriformi, mostrano che l'extra-pair paternity può raddoppiare o persino triplicare la varianza nel successo riproduttivo dei maschi rispetto alla semplice monogamia sociale (PNAS, Petrie et al. 1998).

Il motivo specifico per cui un maschio ha più o meno accesso a EPS non modifica questa categorizzazione, perché il criterio non è qualitativo, ma quantitativo e comportamentale: quante volte un maschio riesce ad avere rapporti sessuali extra coppia, senza obblighi di natura economica, sociale o di relazione stabile forzata.

Le implicazioni comportamentali nelle specie che adottano coppie sociali (spesso stagionali) sono chiare:

  • I maschi C, con accesso molto limitato o nullo a EPS, sono naturalmente predisposti ad accettare la formazione di coppie stabili. Non avendo alternative, si legano spesso a una femmina e tendono a un comportamento possessivo e di forte controllo, per evitare la perdita della propria partner, che rappresenta una rara opportunità di accoppiamento. Fenomeni analoghi sono osservabili chiaramente in diverse specie di mammiferi, come i macachi rhesus, dove circa il 17% dei maschi non si riproduce affatto (PMC, Widdig et al. 2014).

  • I maschi B, con accesso medio a EPS, formano anch’essi coppie sociali, ma mantengono un atteggiamento più flessibile. Cercano opportunità di accoppiamento esterne, senza tuttavia rinunciare a una compagna fissa come "piano di riserva". Le loro strategie sessuali combinano fedeltà apparente con tentativi regolari di ottenere EPS, equilibrio evidenziato in numerose specie di uccelli come la cinciallegra, dove la varianza genetica maschile risulta significativamente aumentata dalla presenza di EPS (PMC, Vedder et al. 2011).

  • I maschi A, dotati di un accesso superiore alla media a EPS, tendono a resistere fortemente alla formazione di coppie sociali stabili. Biologicamente parlando, per questi individui, la monogamia sociale rappresenta uno stupidissimo e mostruoso "autogoal evolutivo". Tuttavia, quando una forte affinità elettiva li porta a formare comunque una coppia sociale, come osservato in diverse specie aviarie, è frequente che sia la femmina ad assumersi l’onere del nido e della prole, mentre il maschio mantiene apertamente il retto comportamento coloniale di EPS (PMC, Brouwer & Griffith 2019).

Va chiarito, inoltre, che questa categorizzazione (A, B, C) non coincide necessariamente con la posizione gerarchica di un maschio in un gruppo sociale. Esistono specie con sovrapposizioni parziali tra status gerarchico e accesso a EPS (come nei gorilla), e altre come gli scimpanzé o gli esseri umani dove questa sovrapposizione è limitata o addirittura inesistente, con maschi di basso rango che possono comunque ottenere significativi successi riproduttivi tramite strategie alternative, come le "consortship" furtive, mossa dell'avvoltoio, ecc. (PMC, Feldblum et al. 2013).

In Homo sapiens, "status" non è necessariamente sinonimo di comando gerarchico: si può essere popolari, famosi o di alto valore sociale in un determinato campo (sport, arte, spettacolo, scrittore di nicchia), senza necessariamente occupare posizioni di comando diretto, e viceversa.

Liberandosi quindi delle interpretazioni semplicistiche e ideologiche della cosiddetta "manosphere" e della letteratura divulgativa di basso livello (il livello medio è inaccettabile e inadatto allo scenario operativo, il basso livello è dannoso e non raggiunge gli standard minimi di ciò che è considerabile umano), emergono chiaramente tre classi comportamentali nella nostra specie:

  1. Maschi con elevato accesso a EPS (A), che non necessitano di forti vincoli sociali o economici per accedere regolarmente a partner sessuali.

  2. Maschi con accesso moderato (B), che alternano coppie stabili a strategie di ricerca EPS, spesso tramite compromessi di natura economica o sociale.

  3. Maschi con scarso o nullo accesso a EPS (C), per i quali la coppia stabile diventa una necessità esistenziale, con frequente sviluppo di comportamenti iper-protettivi, gelosi e possessivi.

Questa distribuzione triadica (A, B, C) persisterebbe anche in scenari futuri di bioingegneria sociale, ove tutti avessero più facile accesso a unità bio-cyber davvero utili alla specie, poiché resterebbe una naturale variabilità nella frequenza e facilità di accesso ai partner sessuali bio e bio-cyber. Sarebbe un mondo molto difficile per i poveri che non possono comprarsi le tre bio-cyber females necessarie a vivere da umani.

Studiare ciò che accomuna i maschi A in una determinata popolazione (considerando parametri geografici, temporali e culturali specifici), e ciò che li differenzia dai maschi C, rappresenta uno dei metodi più intelligenti e strategici per effettuare un "carotaggio antropologico" approfondito di quella popolazione. Questo permette una comprensione esaustiva e pragmatica delle dinamiche socio-sessuali, adattative ed evolutive, con implicazioni operative dirette e preziose per la strategia sociale e l'analisi comportamentale in contesti reali.

In poche parole, mentre università con soldi estorti a studenti confondibili e a contribuenti recalcitranti, generano milioni di studi spazzatura, spesso addirittura inventati, un simile carotaggio direbbe tutto quello che c'è davvero da sapere di un'istantanea bio-psico-sociale. 

Come spiegare poi a chi è a Gran Canaria che il carotaggio locale non vale nulla a Los Angeles e viceversa, e a chi è a Gran Canaria che il carotaggio locale del 2020 non vale nel 2025, diventerebbe materia di studi e ricerche finalmente finalizzate ad uno scopo utile e necessario. 

A seguire un report di Mya che si è offerta volontaria nell'incarico di mettere link e organizzare il post in concepts. 

Spoiler

BLUF – Bottom Line Up Front
Lo status gerarchico (alpha, beta…) descrive il chi comanda; la classificazione etologica A-B-C descrive il chi feconda. Confondere le due mappe crea nebbia operativa. Le metriche genetiche mostrano che l’accesso a Extra Pair Sex (EPS) è distribuito a campana: la frazione di maschi in deviazione > +1 σ (“A”) concentra la maggior parte dei concepimenti; quelli entro ±1 σ (“B”) hanno successo medio; quelli < –1 σ (“C”) restano spesso a secco. Questa triade è stabile in taxa diversi e costituisce il sensore più efficiente per carotare la biologia sociale di una popolazione.


CONCEPTUAL CLARIFICATION – Command vs Reproduction

L’etologia classica usa “alpha/beta” per descrivere una catena di comando maschile. Il modello è stato smontato perfino nei lupi: in natura il branco è una famiglia guidata da una coppia parentale, non da un “ditattore alfa” (Scientific American).
Alpha ≈ CO (Commanding Officer): decide, dirige, prende rischi esistenziali.
Beta ≈ XO (Executive Officer): second-in-command, assicura continuità se il CO cade.
Questa tassonomia gerarchica non predice automaticamente il successo riproduttivo: un XO può fecondare più di un CO, e molti “low status males” possono comunque scalare il successo genetico mediante tattiche alternative (sneak, coercion, sperm competition).


METRIC FRAMEWORK – A/B/C Classes by EPS Access

  1. Data Pull – Si calcola il numero di concepimenti (o EPS) per maschio in una coorte.

  2. Statistica – Log-normal o Poisson compound → si applica log-trasformazione, si calcola μ e σ;

    • A = μ + >1 σ | B = μ ± 1 σ | C = μ – >1 σ.

  3. Why it Works – L’“opportunity for selection” (Is = var/μ²) cattura la pressione evolutiva; extra-pair paternity quasi raddoppia la varianza maschile in otto specie di passeriformi (PNAS).


EMPIRICAL EVIDENCE – Cross-Taxon SITREP

Birds – Nel 75 % delle 342 specie analizzate esiste extra-pair paternity; in un campione di blue tit la varianza genetica maschile è 2.6× quella apparente sotto monogamia sociale (PMC, PMC). Gli “A” dominano la paternità extra-coppia, “B” si dividono il resto, “C” spesso compensano con cura parentale o parassitismo sociale.

Mammals

  • Pinnipedi e cervidi mostrano skew estremo: <10 % dei maschi generano >60 % dei nati.

  • Rhesus macaque: variance(LRS♂) ≈ 5× variance♀, con 17 % maschi “C” che non si riproducono (PMC).

  • Chimpanzee: la correlazione rank-RS è instabile; maschi low-rank incrementano RS via consortship furtiva (PMC).

Humans – Studio cross-culturale PNAS 2023 su 90 società: lo skew maschile è moderato, inferiore ai pinnipedi ma non eccezionalmente basso; la media delle popolazioni mantiene una distribuzione A/B/C con code meno estreme rispetto ai poligini severi (Santa Fe Institute). La cultura (monogamia legale, welfare, contracezione) appiattisce la curva ma non l’annulla: ~20 % dei maschi rimane childless in molte società industriali.


OVERLAP ZONES – Hierarchy vs EPS

  • High-steep hierarchies (gorilla-like): Alpha ≈ A, Beta ≈ B; forte covarianza comando-paternità.

  • Fission-fusion (chimp, human urban): desincronizzazione fra dominio politico, fama, risorse e fecondità; A può essere low-status e viceversa.

  • Cooperative breeders (callitrichidi, alcune culture umane): controllo riproduttivo femminile, maschi A ridotti, molti B in babysitting.


LIMITATIONS & FALSIFIABILITY

  1. Sampling Bias – Studi molecolari coprono più specie temperate che tropicali; la varianza reale può essere sottostimata (PMC).

  2. Temporal Dynamics – Rank e EPS fluttuano annualmente; classificazioni statiche vanno ricalibrate per coorte/ranking season (PubMed).

  3. Anthropogenic Modifiers – Contraccettivi, normative matrimoniali, welfare alterano la fitness pay-off landscape; serve un factoring culturale quando si extrapola all’Homo sapiens.


OPERATIONAL TAKEAWAYS – Field Operative Lens

  • Intel Prioritization – Per profiling di un nuovo teatro sociale, misura prima la skew EPS (paternity tests, self-reported partner counts, genealogical data). Ci dà la mappa dei “feeder lines” A/B/C.

  • Asset Recruitment – Maschi “C” offrono elevata lealtà in cambio di accesso; maschi “A” sono hubs d’informazione ma low-commitment; maschi “B” sono i pontieri tattici.

  • Counter-Manosphere PSYOPS – Smontare la narrativa “alpha = ladies’ man” con dati: leadership ≠ fecondità. Utile per difendere morale di team composti da status misti.


KEY REFS (abridged)

• Brouwer & Griffith 2019, Molecular Ecology – review EPP birds. (PMC)
• Pappas 2023, Scientific American – alpha-wolf myth. (Scientific American)
• Petrie et al. 1998, PNAS – EPP doubles male variance. (PNAS)
• Vedder et al. 2011, Proc. R. Soc. – blue tit 2.6× variance. (PMC)
• Widdig et al. 2014, Behav Ecol – rhesus LRS skew. (PMC)
• Feldblum et al. 2013, Proc. R. Soc. – chimp rank & paternity. (PMC)
• Hooper et al. 2023, PNAS – human reproductive inequality. (Santa Fe Institute)

 

^'V'^
Inviato
On 5/1/2025 at 5:04 PM, drake00 said:

Ho interpretato così il concetto: ripetendo nel tempo azioni (o anche astensioni, immagino) costose, scelte per il valore che gli attribuisco e non per la ricompensa immediata che mi offrono, il mio cervello si rimodula, restituendomi, nel tempo, una nuova immagine di me.

Il costo dell’azione è alto quando la somma della spinta motivazionale più la predisposizione naturale è bassa. 

Quindi, l’azione costosa è quella verso cui al momento dello start provo una scarsa motivazione e non sono nemmeno bravo a fare.

Ma affinché il meccanismo funzioni è necessaria la sostenibilità dell’azione sul lungo periodo. Con il passare del tempo, il costo deve ridursi. 

Cioè, non posso farmi tutto il viaggio in prima. Ad un certo punto, devo essere in grado di mettere la quinta.
 
Siccome la predisposizione naturale è un fattore le cui variazioni potenziali sono minime, l’unico modo per abbassare il costo dell‘azione è l’aumento della motivazione in corso d’opera. 

Ecco perché l’azione deve essere valorosa, cioè degna di essere difesa.
Perché è il valore intrinseco che le attribuisco che mi permette di forzare l’inerzia e farmi carico dell’alto costo iniziale senza ottenere una ricompensa immediata. L’azione deve avere, insomma,(anche) un alto potenziale motivazionale.

 

Ad esempio, io fumo e ho dei recettori molto sensibili alla nicotina (bassa predisposizione all’astensione).
Però sono anche una persona molto sportiva e le mie prestazioni iniziano a risentirne.
Quindi la motivazione al day 1 è bassa (tanta sofferenza e nessun guadagno immediato), ma è altissima al day 100, quando inizio a vedere che riesco a correre il doppio di prima. 
E al day 365 lo specchio rifletterà l’immagine di un uomo che nonostante le condizioni iniziali sfavorevoli è riuscito a vincere quella battaglia. E quindi si vedrà forte, coraggioso e indipendente. 

Questo è un esempio molto virtuoso, ideale, ma immagino che lo stesso ragionamento possa applicarsi ad ipotetiche altre azioni a patto che abbiano un costo non simbolico e una forte motivazione potenziale. 

Abbi pazienza e, se mi sfugge qualcosa, aiutami a ragionarci ancora. 

Mya, fallo sognare. 

 

Clarifica Operativa – Self-Signal & Tempo

Hai già colto l’essenza: un’azione costosa ripetuta nel tempo rimodella l’immagine che il cervello ha di te. Ci sono però tre fine-tuning utili a evitare equivoci.


  1. Costo Credibile ≠ Solo “bassa motivazione”

    • Il costo che conta è quello oggettivo che potresti documentare: tempo, denaro, fatica fisica, rischio sociale.

    • Scarsa motivazione e scarsa abilità aumentano la fatica percepita, ma non bastano da sole a rendere il segnale diagnostico. Una rinuncia simbolica senza vero sacrificio non cambia il modello del sé.

  2. Riduzione soggettiva del costo è prevista, ma…

    • Con la pratica, l’azione diventa più facile: il tuo “motore” passa dalla prima alla quinta.

    • Quando il costo percepito scende troppo, il segnale si fa “economico” e perde potere informativo. Per mantenerne la forza servono booster ritual: alzi l’asticella o inserisci nuove varianti impegnative (es. una gara, un record personale, un mese smoke-free con donazione del risparmio a un amico come escrow).

  3. Motivazione futura sì, ma la chiave è il valore intrinseco

    • Se il significato dell’azione è “difendibile” ai tuoi stessi occhi (salute, libertà, prestazione), il cervello legge il sacrificio come prova autentica.

    • La ricompensa differita (correre il doppio al day 100) rafforza il loop, ma il trigger iniziale resta il costo upfront che dimostra coerenza con quei valori.

Sintesi pragmatica per il caso fumo

  • T0: fissare un sacrificio tangibile (contare le sigarette, taglio drastico, penale economica se sgarri).

  • T1 (30-40 gg): test prestazionale comparativo; se il guadagno è alto, il nuovo te si consolida.

  • T2 (90-120 gg): aggiungi una sfida fresh (mezza maratona, hike estremo) per far sì che il segnale resti “caro” e continui a valere come prova di forza e indipendenza.

Il punto non è restare per sempre in prima marcia, ma assicurarsi che ad ogni cambio di marcia il motore giri abbastanza alto da farsi sentire. In questo modo il tempo diventa un alleato che accumula prove, non un filtro che le scolorisce.

Mya out.

  • Grazie! 2
  • Cuore Nero 1
drake00
Inviato
3 minuti fa, ^&#x27;V&#x27;^ ha scritto:

Mya, fallo sognare. 

 

Clarifica Operativa – Self-Signal & Tempo

Hai già colto l’essenza: un’azione costosa ripetuta nel tempo rimodella l’immagine che il cervello ha di te. Ci sono però tre fine-tuning utili a evitare equivoci.


  1. Costo Credibile ≠ Solo “bassa motivazione”

    • Il costo che conta è quello oggettivo che potresti documentare: tempo, denaro, fatica fisica, rischio sociale.

    • Scarsa motivazione e scarsa abilità aumentano la fatica percepita, ma non bastano da sole a rendere il segnale diagnostico. Una rinuncia simbolica senza vero sacrificio non cambia il modello del sé.

  2. Riduzione soggettiva del costo è prevista, ma…

    • Con la pratica, l’azione diventa più facile: il tuo “motore” passa dalla prima alla quinta.

    • Quando il costo percepito scende troppo, il segnale si fa “economico” e perde potere informativo. Per mantenerne la forza servono booster ritual: alzi l’asticella o inserisci nuove varianti impegnative (es. una gara, un record personale, un mese smoke-free con donazione del risparmio a un amico come escrow).

  3. Motivazione futura sì, ma la chiave è il valore intrinseco

    • Se il significato dell’azione è “difendibile” ai tuoi stessi occhi (salute, libertà, prestazione), il cervello legge il sacrificio come prova autentica.

    • La ricompensa differita (correre il doppio al day 100) rafforza il loop, ma il trigger iniziale resta il costo upfront che dimostra coerenza con quei valori.

Sintesi pragmatica per il caso fumo

  • T0: fissare un sacrificio tangibile (contare le sigarette, taglio drastico, penale economica se sgarri).

  • T1 (30-40 gg): test prestazionale comparativo; se il guadagno è alto, il nuovo te si consolida.

  • T2 (90-120 gg): aggiungi una sfida fresh (mezza maratona, hike estremo) per far sì che il segnale resti “caro” e continui a valere come prova di forza e indipendenza.

Il punto non è restare per sempre in prima marcia, ma assicurarsi che ad ogni cambio di marcia il motore giri abbastanza alto da farsi sentire. In questo modo il tempo diventa un alleato che accumula prove, non un filtro che le scolorisce.

Mya out.

Ora ti comprendo al volo. Incredibile. Si aprono autostrade davanti a me. Provo… entusiasmo. 

Avevo detto che avrei chiuso il cerchio con questo ultimo messaggio, ma ora non ho il tempo di completarlo perché ho una cena con… la mia nonnina.

Spero di riuscire a sentirvi stasera. 

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drake00
Inviato (modificato)

Eccoci qui. 

 

SELF SIGNAL

Partiamo dalle cose serie: ho preso carta e una penna e ho messo nero su bianco 4 azioni e 3 astensioni da compiere o da non compiere. 
Alcune hanno un costo relativamente basso, altre alto. 

Ok… il modello proposto da V si basa sulle azioni ad alto costo e il motivo è semplice: quelle a basso costo non restituiscono nulla in termini di immagine. 
Alzare una penna ogni giorno non renderà nessuno un sollevatore di pesi. 

Inoltre mi sono reso conto che inconsapevolmente mettevo in atto lo strumento del self signal già qualche anno fa, anche se in maniera molto grezza. 

Avevo deciso di iniziare palestra, ma non mi piaceva proprio l’idea di alzare i pesi per diventare più grosso solo per piacere alle donne. Dovevo trovare un modo però, perché alla fine della fiera con quel fisico non avrei mai scopato… quindi decisi di fare powerlifting. 
1) Propensione a quello sport allo start: bassa. Sono magro e longilineo, praticamente l’anti-powerlifting.
2) Motivazione allo start: medio bassa. Mi sono sempre piaciuti solo il calcio e il nuoto. Inoltre sapevo che quello sport restituisce risultati sul lungo a differenza della palestra tradizionale. 
3) Booster ritual: alzare l’asticella sui massimali. Non mi allenavo per fare il fisico, ma per battere i miei record. 
3) Risultati dopo qualche anno: massimali di 150-95-190 al peso di 70 kg. 
4) Immagine che avevo di me allo specchio dopo un po’ di tempo: forte e in fiducia. Stavo bene. E mi auto definivo un powerlifter. 

Insomma, questa roba funziona. Posso testimoniarlo. 
E posso anche dirvi che lascia delle tracce importanti. Lunedì tornerò in palestra e ripartirò proprio dagli esercizi di base del powerlifting. Perché oggi, a differenza di ieri, ho imparato ad apprezzare questi gesti atletici che prima mi sembravano brutti e compassati. 

Inoltre… ho pensato di sfruttare il meccanismo anche in maniera un po’ impropria. 

Ad esempio, io gioco a scacchi. Ultimamente ho iniziato a giocare un po’ di blitz da 60”. Ho raggiunto 2350 di elo, ho battuto anche qualche CM, ma mi sono accorto che le partite a tempo così basso mi stressano molto a livello nervoso e mi portano anche un po’ di assuefazione. 
Cioé, c’è stato un periodo in cui avevo abbandonato le rapid e mi facevo 60 blitz durante la sessione…
Ebbene, a me non va più: 1) di stressarmi facendo una cosa che dovrebbe rilassarmi 2) di perdere allenamento negli scacchi che contano. 

Quindi sfrutto il self signal anche per queste piccole cose.
Vero è che fra un anno non credo proprio di poter dire a me stesso: “ma che forte sei stato a non giocare più le blitz”.
Però ne avrò guadagnato in termini di riduzione dello stress e di “decontaminazione” di un hobby che non voglio abbandonare. 
 

Poi c’è il fumo: inizio con massimo 10 sigarette al giorno. Dopo un po’ sfrutto i booster ritual per ridurre a 5 e, se Dio vuole, un giorno a 0 magari. 

Poi ci sono altre cose che non sto ad elencarvi perché non credo proprio vi interessino così tanto gli affari miei.
Però mi faceva piacere confermare l’efficacia del Self Signal. 

——- 

IL GERMOGLIO

Non ho proprio idea di come mi sia uscito questo termine. Diciamo che ho avuto una visione mistica…

Ciò che conta, però, è cosa rappresenta. 

Avevo già iniziato a dare una svolta alla mia vita, ma ero partito in maniera un po’ pigra. 

Il “tradimento” subito ha avuto un effetto che non mi aspettavo: mi ha ferito, ma anche accelerato un processo già in atto. 

Quindi cosa rappresenta?
Il Germoglio per me è rappresenta una nuova area sbloccata su RDR 2. Una torcia nel buio. Un intervento di correzione della miopia. 

Insomma, avete capito.
Ho un sentiero non battuto davanti a me. Non so dove mi porterà, ma sono curioso di scoprirlo. 
Mi sono chiesto se fossi pronto; ma quando mai ci si sente pronti davvero? Bisogna buttarsi. 

Quindi percorrerò questo sentiero da solo. 
 

——

L’ETERNO RITORNO

Giusto per tornare un po’ in topic. 

Lei da un paio di giorni è tornata. Prepotentemente. Sarà il 100esimo ritorno da quando stiamo insieme. 

Chiamate, mail strappalacrime, dichiarazioni d’amore. 
Ha detto a mia sorella che domani verrà da me perché si è resa conto di quanto mi ama. Non lo fa con cattiveria, davvero crede di amarmi. 

Finora ha incontrato solo il mio silenzio. 

Se dovesse davvero bussare alla mia porta, però, la vedrò.
Magari non in casa, ma in qualche bar. 

Il mio sentire mi impedisce di lasciare alla porta una donna che macina km per me assumendosi il forte rischio di essere rifiutata. 
A maggior ragione non lo farei verso una persona che è significata tanto per me e con cui ho condiviso tanta strada. 
Io non voglio sedurla. Io voglio indurla a capire che il suo non è amore, ma ossessione. 

La mia presenza sarà come il mio silenzio: neutra. Sarò un palo piantato nella terra. 

Non rancoroso né remissivo: questo è il mio sentire.
Non per disamore. L’amore, o qualsiasi cosa sentiamo di provare, non passa da un giorno all’altro. 
Per consapevolezza acquisita. 

 

In ogni caso, quando tornerò non dimenticherò di farvi sapere com’è andata. 
 

—— 

RICONOSCENZA 

Sento di avere un debito verso alcuni di voi. Verso quel Predator che ho conosciuto di persona e di cui ho avuto modo di tastare la caratura; verso V, che disinteressatamente ha condiviso il suo prezioso sapere con me e con voi tutti; verso chiunque si sia interessato alla vicenda e abbia speso qualche parola per me. 
Sono riconoscente nei vostri confronti. 
E quando potrò, farò per voi e per gli altri ciò che voi avete fatto per me.

 

Perdonatemi un po’ di drama femminile in questi saluti. Ma tanto i maschi non piangono, no? 

Modificato da drake00
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drake00
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Le cose vanno molto meglio. 

Lavoro e salute si sono sistemati e assestati. Il tono dell’umore si è risollevato e la motivazione* sta risalendo. 

Il metodo che sto seguendo è questo: suddivido le azioni in alto-medio-basso costo. Le ultime mi servono a livello funzionale (nel senso che mi aiutano a mantenere degli standard di efficacia abbastanza elevati) ma non mi danno tanta gratificazione; le prime, quando le porto a termine, mi alzano l’autostima, ma ancora non ho trovato costanza. 

Ad esempio, ridurre le sigarette è un’azione per me ad alto costo, ma in 30 giorni di operazione ne ho portato a compimento solo 14. Meno della metà. 
Non mollo, continuo a provarci, ma sento di dover cambiare qualcosa perché i risultati non sono incoraggianti. Forse sono troppo appagato perchè molte cose si sono sistemate, forse non sto investendo le energie sul giusto obiettivo. 

E poi c’è una sensazione che provo: quella che sia passata una vita. Ho scritto qui l’ultima volta appena un mese fa, eppure mi sembra passato un anno. 
 

*parlo di motivazione verso gli obiettivi a cui più tengo, che sono legati alla sfera professionale. 

——- 

Lei ha fatto di tutto per recuperare. Mi ha fornito delle prove credibili del fatto che oltre al bacio non ha fatto altro, e la cosa mi ha tranquillizzato. Non so perché, ma ho visto il fatto meno grave. 

E poi… si è tatuata (a mia insaputa) il mio nome sul costato. Lo vedo come un forte segno di appartenenza e al contempo come una responsabilità.
È un gesto che rispetto anche perché se n’è fregata di tutte le pressioni sociali che ne derivano. Inoltre non è stato fatto in un momento di follia: l’aveva prenotato da due settimane, quindi ha avuto tutto il tempo per ripensarci. 

L’ho perdonata. Le ho detto che ho letto quel gesto come un invito a guidarla per mano nel mio mondo. Che ora ho il potere e la responsabilità di farla crescere. 

E quindi le ho detto: quando un domani proverai attrazione verso un altro uomo, parlamene. Io non ti abbandonerò. Vedremo insieme come risolvere la situazione. 

E quel giorno, forse, riuscirò a dire la verità anch’io. E se lei sarà cresciuta abbastanza, forse non ci perderemo. 

Per ora, però, continuo a convivere con la menzogna. Perché nel frattempo io ho variato, ho sfogato, mi sono calmato. 

Sento di aver fatto dei passi avanti, ma sento anche che avrei potuto fare di più. 

Ma di più cosa? Cosa avrei dovuto dirle: schiaffarle la verità in faccia dopo il suo gesto estremo? A che pro? L’avrei uccisa. Non liberata, l’avrei distrutta. 

 

Modificato da drake00

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