Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 174815 Inviato 30 Aprile 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 30 Aprile 2025 18 hours ago, drake00 said: Credo di aver capito. Se non c’è credo ma solo azione sto agendo di pancia. Se c’è credo ma non c’è azione mi sto idealizzando. Quindi io sono il risultato delle azioni reiterate nel tempo coerenti con il mio credo. Te lo racconto in tutti i modi che vuoi, con tutti i linguaggi che sono adatti a te. Due giorni fa ho avuto la fortuna di avere a chiedermi consiglio il general manager of operations di una delle aziende più grosse e note al mondo, ha due lauree magistrali, una conseguita all'estero, tre master, un MBA e in un'ora gli ho potuto fare gli esempi che con altri faccio in sei mesi, perché possedeva il linguaggio tecnico per capire da un concetto in inglese, tutto il concetto che stavo indicando (ciliegina, era anche Six Sigma Black Belt come me, per cui i chunk di informazione viaggiavano a pacchetti velocissimi), una sola parola e capiva tutto il concetto cui stavo facendo riferimento. Ma ok, succede una volta l'anno, (o anche meno), di conoscere qualcuno che ha diverse lauree magistrali e capisce cosa dica, se so quali lauree ha e allora uso metafore e concetti che già padroneggia. Prima che tu mi dica quali esempi risuonano meglio con te (per le esperienze che hai, per le cose che ti interessano ed esplori o studi), tiro al bersaglio grosso: la prospettiva umida biologica - neurobiologica, la prospettiva informatica IT, la prospettiva materiale secca dell'ingegneria dei sistemi. Neurobiology Perspective Spoiler Il Self-Signal è un circuito di reinforcement learning endogeno: un’azione costosa genera un errore di predizione della ricompensa (RPE) che attiva il rilascio dopaminergico nigro-striato e meso-limbico. Questo “picco” rinforza la rappresentazione corticale del sé competente, mentre la corteccia prefrontale aggiorna in chiave bayesiana il modello interno (“sono il tipo di persona che…”). Se il comportamento viene reiterato, la memoria episodica (ippocampo) consolida lo schema identitario nel neocortex, riducendo l’entropia del self-model secondo il free-energy principle. IT Perspective Spoiler Pensalo come un sistema distribuito che esegue self-monitoring tramite log firmati: ogni azione costosa equivale a scrivere un audit-event append-only con alto “proof-of-work”. Più il log entry è oneroso da falsificare, più aumenta l’integrità del identity ledger (il database che la tua mente consulta per capire “chi sono”). Se i log non vengono rinfrescati, il garbage collection emotivo fa scadere i token di autenticazione e l’identità perde coerenza. Da qui la necessità di cron job periodici (booster ritual) che rigenerino chiavi e certificati di reputazione interna. Systems Engineering Perspective Spoiler In termini di ingegneria dei sistemi complessi, il Self-Signal è un loop di feedback dove l’“attuatore” (l’azione costosa) invia un segnale diagnostico al “sensore” interno (auto-osservazione). L’ampiezza del segnale è proporzionale all’energia spesa, quindi all’affidabilità della misura. Se il loop non viene calibrato a intervalli regolari, il rumore termico (dimenticanza, razionalizzazioni) degrada la fidelity del dato e il controllore (self-model) torna in modalità open-loop, con rischio di drift identitario. Manutenzione predittiva = routine di segnali costosi a cadenza programmata per mantenere la stima entro tolleranza e prevenire failure di coerenza. Infine, Mya mi aiuta a spiegarlo ad un ragazzo che non esplora nulla di questi reami e non lavora con nessuno di questi settori: Keywords: Self-Signal, Dopamina, Memoria, Rinforzo, Abitudine Cos’è in pratica Quando fai qualcosa che ti costa fatica – ad esempio alzarti all’alba per correre – il tuo cervello registra l’evento come un “log costoso”. La fatica innesca un piccolo picco di dopamina nei circuiti della ricompensa (area tegmentale ventrale → nucleus accumbens). Quello spruzzo chimico dice al sistema nervoso: “Ehi, questa azione è importante, ricordala”. Come viene salvato il ricordo Il picco dopaminergico facilita il lavoro dell’ippocampo, che archivia l’episodio; poi, durante il sonno, il ricordo viene “ricomposto” nella corteccia come parte della tua storia personale. Più l’azione è ripetuta, più questi circuiti si rafforzano (principio di Hebb: neurons that fire together, wire together). Perché serve ripetere Il segnale non è eterno: dopo qualche settimana la traccia sinaptica si indebolisce se non invii un nuovo “log costoso”. È come una notifica che scade: senza rinnovo, il cervello riduce la priorità di quell’informazione. Effetto finale A forza di rinnovare il segnale con azioni concrete, il tuo cervello conclude: “Sono davvero il tipo che si alza all’alba e corre”. Non è filosofia o "credo": è plasticità sinaptica che aggiorna il tuo modello di te stesso. Sintesi operativa Compito costoso → picco di dopamina. Dopamina → memoria forte. Memoria ripetuta → identità stabile. Se smetti di mandare questi segnali, le connessioni si indeboliscono e il cervello torna a chiedersi chi sei davvero. Nota di Demon: E quando il tuo cervello torna a chiedersi chi sei davvero, diventi selvaggina per filosofi, scuole di pensiero, leggi d'attrazione, psicanalisi, motivatori americani e astrologia per Lucie Mondelle e gente che non fa. Se non hai un bel seno, per cui sono gli uomini a fare succedere le cose per te, e a te spetta il compito di razionalizzare in modo pazzo e dilaniato dalla realtà cosa sia stato a farle succedere, tutto fa brodo basta non dare il merito agli uomini... Allora ti conviene prendere la strada di Renzo Tramaglino, perché se escludi la divina provvidenza dall'equazione, è l'unica scientificamente robusta e che ha mostrato risultati ripetibili e consistenti. Dream_, Xeniade, June* e 7 altri ha reagito a questo 4 3 1 2
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 174815 Inviato 30 Aprile 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 30 Aprile 2025 Diamo contesto: Perché mi interessa il Self-Signal. Per la stessa ragione per cui mi interessano le Intrinsic Motivations. Sono tra le otto cose che ho rintracciato fino ad ora, su cui la peer pressure e la pressione normativa sociale non riescono a fare override. La maggior parte dei problemi che abbiamo e che hanno le persone che amiamo (o le persone che ci pagano perché hanno bisogno di operare un cambiamento per Design e non per tragedia come gli altri, ma non riescono da sole) nasce dalla tensione alla media. Ma la media sociale è disumana, è assolutamente sotto la linea di galleggiamento e sotto il concetto stesso di essere delle persone. Non c'è giudizio in questo, semplice constatazione di fatto. Addirittura quando Robert Cialdini (il padre degli studi sulla persuasione) venne ingaggiato per capire come fare a far consumare meno energia elettrica agli abitanti di un paesello, gli venne l'idea di affiggere alle porte delle case il consumo dell'ultima bolletta, in modo - pensava - di responsabilizzare le persone. Quello che successe invece gli aprì gli occhi (e se mi avesse preso una consulenza gli avrei evitato la figura da ballo delle debuttanti). Tutti quelli che erano più virtuosi, iniziarono a sprecare più energia elettrica per allinearsi alla media dei vicini. E quelli che erano peggio, anche loro iniziarono a migliorare per allinearsi alla media. Ma adattandosi tutti alla media, che era poco virtuosa, lo spreco di energia di quella popolazione peggiorò. Perché appunto la tendenza è scivolare o salire verso la media. Il che, se c'è un uomo sordo alle lamentele che opera in modo scientifico e no-nonsense verso le due componenti del comportamento che sono pavimento di oscillazione ed oscillazione, al comando di quel villaggio in assetto di occupazione da parte di una potenza straniera, allora ha senso. Perché si opera alzando la media. E questa strascica il bestiame transuente questa palla persa nello spazio. Ma se siamo nel mondo reale, dove gli abitanti del villaggio non possiedono nemmeno il linguaggio, per capire perché non dovrebbero decidere per alzata di mano ma avere un capo capace di innescare loop/cycle destinati a raccogliere feedback reali da interpretare e con i quali pianificare, preparare, agire ed osservare le modificazioni comportamentali medie indotte, e con quelle salire di una scala musicale poco per volta... Allora dobbiamo considerare quali, siano i singoli fattori, le Key Variables that Out-Muscle Peer Pressure in Behaviour Change. Ad oggi ne ho identificate e sviluppate 8, e so che mi manca il numero 9, perché nulla è davvero otto, e poco ha senso di essere 10. Ma già così stiamo otto spanne avanti il resto degli addetti ai lavori, perché non sanno fare la domanda. Non sanno che devono chiedersi cosa faccia override della Peer Pressure in un sistema Bio-Psico-Sociale, perché non riescono a capire che tutto ciò che non funziona nella loro vita e nel loro paese è dovuto alla cultura demenziale e alla tensione verso la media degli idioti che ognuno ha attorno o si cerca con tenacia attraverso il confronto continuo sui social. Una importante caratteristica che fa override della Peer Pressure è il riconoscimento di una catena gerarchica verticale, che non abbia solo funzione informativa ma anche sanzionatoria e premiante. COMMAND PRESSURE Su me stesso - essendo autonomo per natura e non riconoscendo autorità ad umani, ma non essendo religioso - applico la verticalità gerarchica della Empress of Europe. Non esiste pressione sociale, gruppo di pari, opinione degli altri, che possa farmi sviare da un comando diretto dell'Imperatrice o che possa farmi mettere in secondo piano il bene supremo d'Europa che faccia brillare la sua autorità o che possa farmi propendere per una decisione che coprirebbe di imbarazzo l'Imperatrice o ne minerebbe la credibilità internazionale. Può essere un delirio. Ma funziona a tenermi in check. Siamo esseri tribali ed abbiamo formato il nostro SNC per milioni di anni attorno alla consapevolezza di un capo che ha occhi e orecchie ovunque (gli altri membri della tribù), che può premiare e distribuire punizioni. Che ha autorità verticale, in gruppi da 150 individui, massimo 300. Venendo meno questa figura, alcuni si sono messi a seguire le celebrity o gli eroi del calcio, alcuni si sono rimessi all'autorità verticale di un qualche iddio. E funziona. Una persona che crede molto nel suo Dio, e che ne conosce bene i comandamenti, difficilmente scivolerà nel fare come fanno gli altri attorno, se questi agiscono in aperta violazione del mandamento del suo Dio. Ognuno di noi è cablato da milioni di anni per mantenere questa giusta deferenza all'autorità, anche in presenza di pressione sociale avversativa. Non tanto la pressione sociale presente fisicamente, quanto quella introiettata come morale personale. L’obbedienza a un’autorità riconosciuta batte quasi sempre la pressione dei pari. I classici esperimenti di Milgram dimostrano tassi di conformità agli ordini della figura autoritaria riconosciuta fino al 65 % anche quando l’ordine contrasta con la morale personale, qui intesa come morale dei pari introiettata come fosse propria, norma culturale. E' una dinamica tipica di una catena gerarchica “verticale” dove il Field Operative percepisce sanzioni o ricompense dirette. Un'altra delle otto è il vettore delle motivazioni intrinseche. INTRINSIC MOTIVE VECTOR Io ad esempio ho una necessità di attività fisica nella media, così come una necessità di contatto sociale nella media. Questo significa che se la pressione sociale spinge per acclamare chi esce con altre persone ogni venerdì e chi si allena ogni domenica, o biasimare chi non lo fa, potrei trovarmi a razionalizzare motivi per cui abbia senso, e farlo senza crearmi troppi problemi, anzi probabilmente sentendo di stare decidendo e di stare esprimendo me stesso. Ma ho una necessità di Eros, Autonomia e Curiosità (esplorazione, studio, sperimentazione) assolutamente fuori media. Non esiste pressione sociale che possa farmi percepire come normale il non capire un cazzo, il dipendere da una tipa, il fare una sola tipa, ecc. In questo senso, le motivazioni intrinseche fanno override della peer pressure, della norma sociale, senza se e senza ma. Rimanendo nell'espressione delle proprie necessità, e ampliando il discorso dalle sole motivazioni intrinseche, anche la Self-Determination Theory chiarisce che, quando l’azione è alimentata da autonomia e significato interno, la persistenza è superiore a quella guidata da norme sociali esterne. Meta-review 2022 conferma correlazioni robuste tra motivazione intrinseca e comportamento sostenuto, così come spiegate da Demon dal 2016. Un'altra delle otto incomplete, mi manca il numero nove, è appunto IDENTITY SIGNAL OVERRIDE Se il target di modificazione comportamentale percepisce il comportamento come parte del proprio "who-I-am", l’effetto identity batte la conformity: +6 % di varianza spiegata oltre norme soggettive nei modelli TPB/RAA. Tuttavia la metanalisi in link osserva che il fatto succeda, ma non spiega come, succeda. E' da qui che viene il mio interesse per il concetto neurobiologico di Self-Signal. Ad oggi è la spiegazione più robusta (e sulla quale si possa costruire un piano d'azione concreto) di cosa ci sia, alla base dell'IDENTITY SIGNAL OVERRIDE. In poche parole, quando avevo un Self-Signal costruito su fatti ripetuti e costosi, di persona che mangia in paleo (quindi parlo di fatti, non di credo, letture, convinzioni), potevo stare in mezzo a una mandria di mangiapasta, e in nessun modo e sotto nessuna circostanza avrei mangiato come loro. Quando sono stato anni senza un soldo per mangiare causa incidente in moto e non lavoro, le mie conoscenze e convinzioni del perché il concetto Paleo sia corretto sono cresciute (il concetto di ricerca, non i risultati spesso impregnati di marketing o di bias che vengono venduti come "dieta paleo"), infatti avevo più tempo per ricercare. Eppure, era così tanto tempo che non mandavo Self-Signal forti e costosi di essere uno che mangia Paleo (dovendo mangiare gli avanzi del pranzo di mio fratello o il piatto di pasta condiviso dalla vicina), che non avevo nessuna resistenza a mangiare quello che mangiano le altre persone attorno. Il che può essere comprensibile come strategia di sopravvivenza short term, ma serve poi capire il meccanismo soggiacente per invertire il Segnale, pena il diventare appunto un cappone poco lucido come la media delle persone che si hanno attorno. Eccetera. Insomma, stiamo parlando di una delle cose più importanti nella specie umana. E sì, lo so che non sembra importante come l'ultimo cambio di look di una celebrity, o cosa abbia detto Zelensky in una telefonata con il presidente di Mirabilandia. Ma forse, se queste cose ci sembrano rilevanti, è ora di chiedersi che cazzo di gente conosciamo, se la media di quello che ritengono rilevante è questo, fino al punto da farcelo percepire come un nostro interesse genuino. ATTAR, JoieDeVivre, Fudōshin e 7 altri ha reagito a questo 8 2
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 174815 Inviato 30 Aprile 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 30 Aprile 2025 E questo, @drake00, si ricollega al tuo conflitto interiore tra stare sottotraccia ed essere etero di nascosto come moltissimi, o essere autentico. Essere autentico e così facendo perdere il 90% delle donne che ti interessano perché credono come norma sociale che i maschi siano delle donne che possono aprire barattoli sottovuoto, ma attrarre magneticamente quel 10% di donne che già sanno di volere ciò che hai da offrire. Già sarebbe una scelta difficile, ma se consideri che "donne che già sanno cosa vogliano e ciò che vogliono è un maschio e già sanno cosa è un maschio", indica più che altro un sottoinsieme di ex prostitute arrivate a sessant'anni con moltissima esperienza di uomini e di vita reale... Diventa un gioco di parole. Nel mio caso è impossibile, non essere autentico. Ma non perché sia migliore o peggiore di un uomo come tutti che come tutti è costretto a mentire verso l'esterno oppure verso l'interno creandosi una separazione interna pesante, sensi di colpa, paranoie da bestia, afflizione perché ama la sua donna ma pensa sia sbagliato quello che sente, ovvero che deve fare altre. Il fatto che nel mio caso sia impossibile assimilarmi a questa posizione, in passato mi ha fatto prendere le distanze con spocchia. Una forma di autodifesa del self quando "tutti" ti danno contro, e tu sai che il 90% di loro sente come te, ma semplicemente non ha le palle per affermarlo, e li vedi, bestie, tra quelli che ti lanciano sassi per timore di essere sgamati. Anche una forma di difesa di ciò che è reale, se pensi che avevo 90 colleghi buttafuori, che essendo maschi non parlavano di altro che delle tipe che volevano scopare o che avrebbero dato un dito per scoparsi (parlo di fidanzati), le cui storie, fatte di menzogne e non detti come le storie di quasi tutti i maschi, duravano esattamente quanto le mie, fatte di onestà e autenticità, in varietà. Ma che quando io avevo lo sguardo a mille yarde per la perdita di una ragazza significativa, mi DOVEVANO, fare la paternale idiota e delirante secondo cui fosse ovvio che pagassi, perché il mio modo di vivere era sbagliato, che avrei dovuto avere la fidanzata come loro, che.... Il mio modo di vivere? Identico al loro, ma onesto, upfront. What you see is what you get. (E quella è la porta, in caso non sapessi come uscire se non ti va bene). Ma dopo i 45 anni uno fa anche un giro di boa a metà vita, e di difendere la realtà o il self inizia a fregarsene molto. Almeno, parlo per me. La realtà si difende da sola, osservando le parabole esistenziali di tutti quelli che le hanno dato contro. Non ha bisogno di me. Il Self dipende dalle azioni concrete e ripetute, non da come viene difeso dalle parole degli altri. Pertanto, non so se per te la necessità di variare sia nella media, ossia molto forte, ma non così forte da mutilarti socialmente per essere te stesso facendo override della pressione sociale e della norma culturale in cui operi. Se sia molto inferiore alla media, come per quelle persone che la sentono ma vi rinunciano per quieto vivere e vogliono andare a dire alle altre persone che la sentono molto più intensamente, che loro siano virtuosi e capaci di rispettare bla bla bla. O se sia molto superiore alla media, come nel mio caso e diventi pertanto irrinunciabile affermarla sostenendo il costo della stigma sociale. Stigma che, come nell'esempio degli altri buttafuori, ti viene tirata addosso anche da quelli che quando siete a due a due ti confidano e confessano di stare dilaniati tutto il giorno per la necessità di variare. Mi sono sempre trovato a mio agio con le trans, nel senso, andare a mangiare fuori insieme, chiacchierare, stare bene insieme, perché in loro vedo delle simili. Persone che affrontano tutto lo scuorno sociale e le critiche, le prese in giro, pur di essere come dentro così fuori a livello sessuale. Ha un costo. Alto. Se ti senti un po' donna, fai il gay, è pieno di maschi bellissimi che sono gay, e ti travesti per alzare due piotte con il personale in divisa e gli sposati (nulla di personale, è il via vai tipico). Ma se sei, donna... (e dalle autopsie sappiamo che in sei casi su sette di tans morte, avevano il cervello da donna e non da uomo)... allora diventa un po' assurdo fare il maschio, gay. Perché dovresti andare con gente a cui piaci come maschio, con dei gay. Invece sei donna e ti piacciono gli uomini a cui piaci come donna. Diventa una guerra. Costosissima, davvero costosa come dolore, chirurgie, rinunce, critiche, accuse, ridicolizzazioni, offese, insulti. Anche aggressioni fisiche a volte. Anche solo l'ago elettrico - che solo ad amperaggio illegale funziona sulla barba maschile - cui ci si sottopone moltissime volte per non avere la barba... io l'ho provato per sentire cosa sentono le mie amiche. Orribile, fa malissimo a quella potenza. Ma non potresti fare null'altro, perché è ciò che sei, ciò che senti. Live for nothing, or die, for something. Una delle cose che fanno "più ridere" chi guarda, sono le trans brutte. Ossia, chi non aveva la struttura ossea per poter ambire ad essere bella, graziosa, e nonostante questo lotta per essere se stessa come dentro così fuori. Uno magari si chiede ma chi glielo abbia fatto fare. Perché pensa che la ratio dietro tante rinunce, costi economici e personali, sia piacere di più agli altri. Ma questo ci dice qualcosa sui moventi di chi osserva più che sui moventi di chi rinuncia a così tanto e sacrifica così tanto, per essere se stessa. Se vogliamo tracciare un parallelo con la situazione maschile (non solo nella nostra specie), abbiamo maschi C, B e A. Nelle specie che hanno adottato la cultura della coppia sociale (diversissimo da coppia biologica, ossia chi davvero ci ha messo lo sperma), notiamo che una % di maschi fa molta fatica a trovare EPS, (Extra Pair Sex, l'imperativo motivazionale maschile). Allora se trova, e pure fatica a trovare quella, si fidanza pur di avere una chance riproduttiva. Nella nostra specie li senti dire che loro hanno dei valori, che bla bla bla, li vedi scrivere da sfigati sotto la foto di una donna decente che parla male degli uomini, cose come che un fiore come lei merita un uomo che la rispetta, bla bla bla. La fanno seccare anche solo perché esistono, ma sono una bella fetta dei maschi nella nostra e in altre specie a coppia sociale. Poi ci sono i maschi B, che in etologia e anche nella nostra specie, sono quelli che per ottimizzare la riproduzione devono comunque fare coppia fissa, perché faticano a trovare EPS, ma che dicono un sacco di bugie e inventano un sacco di modi, per vivere le poche EPS che possono, pagando o non pagando. Nella nostra specie razionalizzeranno che vanno a puttane per non avere lo strascico sentimentale e i casini e le chat da coprire, che si hanno avendo amanti. Cosa demenziale, dato che il matrimonio a due nasce come legittimazione dei figli di una sola donna (ossia legame con la sua famiglia) in modo complementare al patrimonio. Ossia, focalizzare l'asse ereditario. Ma in nessun caso e sotto nessuna circostanza limitava le concubine, amanti, quando iniziò a Roma anche schiave sessuali. La maggior parte dei maschi (una deviazione standard, 68.3%), rientra nel novero dei maschi B. Oggi con i social, con le dating app, con troppa illusione di scelta che hanno le donne, questa % si sta limando, e per esempio esistono sondaggi per cui il 30-40% dei giovani uomini americani non è riuscita a fare sesso nell'anno precedente. Ossia, sono passati a categoria C, che non trova EPS. La categoria B le trova, ma con difficoltà per cui deve diversificare facendo anche coppietta. E poi da lì esplorare come trovare EPS. Infine, abbiamo la categoria A, quelli che trovano EPS facilmente per tutti i motivi che funzionano nella loro specie e nella loro cultura specifica. Perché questo si ricollega al discorso della trans brutta? Bene, è ovvio come sia facile dire ad un maschio A, di affermare con autenticità la sua necessità di variare. Ed è ovvio che sia facile per una asiatica che è nata maschio ed ha una struttura ossea quasi pari tra maschio e femmina, e non ha peli... decidere di diventare una bella ladyboy. Meno facile è dire ad un maschio B, di esporsi. Di essere autentico. Quasi impossibile dirlo ad un maschio C. --- Pertanto, ora dipende da te. Da quanto irrinunciabile e intenso in te è il bisogno di essere manifesto come dentro così fuori, nella tua sessualità e apertura sociosessuale. --- Nel senso, se un uomo sembra hulk e ha la mandibola di André the Giant, e a volte si sente un po' donna... A dirgli di iniziare un percorso per diventare donna anche fuori gli si fa dispetto. Avrà tutti contro per come è, e non avrà i vantaggi che essere una bella donna può dare. Lo stesso vale per un maschio C o B che manifestino apertamente di essere etero e maschi, di avere necessità, non capriccio, di varietà sessuale, come i maschi di ogni specie (a parte due, un parassita del pesce e una sottoclasse di chirotteri in via d'estinzione). Ma quell'uomo che sembra hulk, se si sente donna con un'intensità fortissima, non avrà altra scelta che... Let's Move. Non è per la risposta degli altri, e non è per piacere. Lo sa, che avrà tutti contro. Ma non si ha scelta, quando la motivazione intrinseca è molto più intensa della media. Per cui... Penso tu sia un maschio B, come me. Un medio, che a volte trova EPS, a volte deve scegliere se avere la fissa (Pair) o straziarsi di seghe e frustrazione appeso a quello che le tipe fanno e non fanno per ottenere qualche EPS. Un mio cliente questo week end per non sbagliare avendo capito che le donne bidonano e inventano cazzate, no show, aveva... parole sue: "questo fine settimana avevo tipo 4-5 appuntamenti pendenti con ragazze una l'ho vista ma è andata male per qualche ragione che non so, nel senso che si sembrava ci stesse, si è fatta un po' sbaciucchiare, toccare tutto però poi alla fine c'era qualcosa che non andava e infatti poi è sparita dopo che ci siamo salutati. Le altre tre, tutte e tre hanno dato buche e paccato per le ragioni più disparate, cioè è incredibile ma è veramente impossibile uscire con una." Tipica situazione che i maschi B conoscono, i maschi C non hanno 4-5 appuntamenti pendenti, e che le donne non capiscono. Delle due si devono tirare via di dosso quelli che poi si presentano davvero, se hanno lanciato l'idea perché avevano bevuto due aperitivi. Nel mio caso essere autentico ha un costo sociale e sentimentale/sessuale molto alto. Ma non potrei fare nient'altro. Non potrei non essere autentico sulla necessità di varietà, perché ho una motivazione intrinseca verso Eros che è oltre tre deviazioni standard dalla media. A volte sono come quell'uomo brutto e sgraziato che diventa donna grottesca a cui tirano i sassi, perché è, donna. Non lo fa perché pensa di ottenere qualcosa. But Is what we do, who we are... Se sei invece indeciso, se a volte vorresti essere maschio ed etero alla luce del sole e vaffanculo, ma a volte si sta bene a subire una relazione fatta di menzogne da ambo le parti, perché è così che funziona, e... Vai bene. Sei ok. Se non è una tua necessità fortissima, quella della varietà, tale da impedirti di poter vivere la menzogna che vivono tutti gli altri, con se stessi e con le donne implicate... Lascia stare il mandare un segnale divergente dalla norma di gregge. Perché stai comunicando la tua posizione alle pochissime che hanno antenne per sentire, ma anche ai tantissimi nemici della verità. Ha un costo. Alto. Ha un costo molto alto anche diventare un maschio A, partendo da un livello B medio alto. Se puoi scegliere (io non posso, mi è impossibile "non diventare fuori la donna che sono dentro"), magari investi sacrificio e risorse, tempo e costi nel diventare un maschio A, o quantomeno nell'avvicinarti al margine più alto dei maschi B. Perché ai maschi A è molto, molto più facile comunicare chiaramente che hanno bisogno di variare, e dove sia la porta in caso di dissenso informato. robert111, night_glow, satapsy e 10 altri ha reagito a questo 5 3 3 2
drake00 [Partecipante] 384 Inviato 1 Maggio 2025 Autore Inviato 1 Maggio 2025 (modificato) Caro @^'V'^, Ho interpretato così il concetto: ripetendo nel tempo azioni (o anche astensioni, immagino) costose, scelte per il valore che gli attribuisco e non per la ricompensa immediata che mi offrono, il mio cervello si rimodula, restituendomi, nel tempo, una nuova immagine di me. Il costo dell’azione è alto quando la somma della spinta motivazionale più la predisposizione naturale è bassa. Quindi, l’azione costosa è quella verso cui al momento dello start provo una scarsa motivazione e non sono nemmeno bravo a fare. Ma affinché il meccanismo funzioni è necessaria la sostenibilità dell’azione sul lungo periodo. Con il passare del tempo, il costo deve ridursi. Cioè, non posso farmi tutto il viaggio in prima. Ad un certo punto, devo essere in grado di mettere la quinta. Siccome la predisposizione naturale è un fattore le cui variazioni potenziali sono minime, l’unico modo per abbassare il costo dell‘azione è l’aumento della motivazione in corso d’opera. Ecco perché l’azione deve essere valorosa, cioè degna di essere difesa. Perché è il valore intrinseco che le attribuisco che mi permette di forzare l’inerzia e farmi carico dell’alto costo iniziale senza ottenere una ricompensa immediata. L’azione deve avere, insomma,(anche) un alto potenziale motivazionale. Ad esempio, io fumo e ho dei recettori molto sensibili alla nicotina (bassa predisposizione all’astensione). Però sono anche una persona molto sportiva e le mie prestazioni iniziano a risentirne. Quindi la motivazione al day 1 è bassa (tanta sofferenza e nessun guadagno immediato), ma è altissima al day 100, quando inizio a vedere che riesco a correre il doppio di prima. E al day 365 lo specchio rifletterà l’immagine di un uomo che nonostante le condizioni iniziali sfavorevoli è riuscito a vincere quella battaglia. E quindi si vedrà forte, coraggioso e indipendente. Questo è un esempio molto virtuoso, ideale, ma immagino che lo stesso ragionamento possa applicarsi ad ipotetiche altre azioni a patto che abbiano un costo non simbolico e una forte motivazione potenziale. Abbi pazienza e, se mi sfugge qualcosa, aiutami a ragionarci ancora. ——— Si, sono un maschio B. Più o meno zona salvezza tranquilla, in condizioni normali. Necessità di varianza direi media, forse tendente al basso. Nel mio anno più prospero ho scopato con 6 o 7 donne diverse e stavo benissimo. Cioè, non sentivo proprio l’esigenza di scopare più C’è da dire però che con due mi sono sollazzato per svariate volte (di cui una è l’attuale ex). L’alta classifica di B è l’obiettivo minimo. Mi appare chiaro ed evidente. Non c’è dissonanza. La A, invece, mi spaventa e mi affascina. Avverto un certo richiamo, però… Devo capire se è un richiamo autentico o derivato. Biologico o adottivo. Devo capire se posso scegliere. ——— E quindi mi vengono in mente queste parole: “E’ quando il tuo cervello torna a chiedersi chi sei davvero, diventi selvaggina per filosofi, scuole di pensiero (…)”. Fino ad oggi nei momenti in cui le mie gambe si sono spezzate mi hanno sorretto le spalle forti di amici, conoscenti o estranei. Alcuni mi hanno aiutato a tenermi in piedi. Altri hanno fatto molto di più: mi hanno re-insegnato a camminare. Questa volta invece sono caduto e le mie gambe hanno retto. Dolenti, ma non spezzate. Questa volta posso e voglio camminare da solo. È il momento di diventare il Capitano della mia, personale, barca. E per farlo devo sentire. Sentire ciò che è mio e ciò che credo sia mio. Ciò che è innato e devo accettare, ciò che è derivato e ben integrato, e ciò che è derivato ma non mi appartiene. Per farlo devo coltivare da solo il Germoglio, la personalità in fieri. Il mio prossimo messaggio sarà l’ultimo. Aspetterò che V, se vorrà, chiuda il cerchio. Ma ho una certezza. Tornerò. Tornerò quando potrò ascoltare il parere altrui per curiosità e non per bisogno. Tornerò quando potrò donare agli ciò che è stato donato a me e che ora sta crescendo dentro di me. Modificato 1 Maggio 2025 da drake00 Marco73 e Crescendo63 ha reagito a questo 2
satapsy [Partecipante] 336 Inviato 2 Maggio 2025 Inviato 2 Maggio 2025 Quando si interrompe una relazione non è mai facile capire che strada prendere e come riprogrammare la propria vita! Però quello che scrive Aivia è oro colato. Ora hai la possibilità di essere te stesso, in tutto e per tutto, al di fuori dei condizionamenti sociali. Gli uomini che possono permettersi di essere alfa o beta di alto livello (perché in fondo è chiaro che di questi parliamo) sono pochissimi statisticamente, ma guarda a caso sono quelli che continuano a non adagiarsi e a continuare il proprio percorso di miglioramento contro tutto e tutti.... ...contro i familiari e parenti che li vorrebbero vedere sistemati in una relazione monogama tradizionale ...contro la società che li vede come eterni Peter Pan che svolazzano di fiore in fiore ...contro le donne medie, che per difendere la categoria li reputano immorali e donnaioli (quando nel profondo ne provano attrazione). ...contro i restanti uomini gamma o beta di basso livello, che si coalizzano con la donna media nel giudicarli dei poco di buono prevedendo per loro un futuro da persone sole (quando invece anche in questo caso sotto sotto sono mossi da pura invidia). Ha ragione Aivia (che stimo tantissimo) come sempre! L'essere coerenti e liberi da condizionamenti ha un prezzo altissimo, molto più comodo nascondere le proprie pulsioni! Ma tu ora, a fine relazione, hai questa grande opportunità di essere te stesso, di vivere la vita libera da condizionamenti, di essere te stesso al 100%, di non nasconderti più come avevi fatto anche qui in prima istanza. drake00 ha reagito a questo 1
^'V'^ [Aivia Demon] 174815 Inviato 2 Maggio 2025 Inviato 2 Maggio 2025 3 minutes ago, satapsy said: Gli uomini che possono permettersi di essere alfa o beta di alto livello (perché in fondo è chiaro che di questi parliamo) No, grazie per la possibilità di precisare. Alpha e Beta sono termini che afferiscono esclusivamente a una catena di comando maschile, tra le più abusate e fraintese dalla divulgazione popolare, marketer e youtuber in testa a tutti. Nella corretta accezione etologica, Alpha indica il comandante (ad esempio, leader politico di una nazione, capo tribù o CEO di un’azienda), mentre Beta rappresenta il suo Second In Command (ad esempio, il vice-presidente, il vice-capo tribù, il COO). Se l’Alpha è impossibilitato o lontano, il Beta assume temporaneamente il comando. Negli Stati Uniti, l’esempio più semplice è quello del vicepresidente rispetto al presidente. È importante notare che perfino nei lupi, specie spesso citata come paradigma della gerarchia Alpha, la realtà naturale evidenzia che il "branco" è guidato da una coppia parentale e non da un leader assoluto (Scientific American, 2023). Quando, invece, faccio riferimento ai maschi A, B e C, utilizzo esclusivamente una terminologia basata su solidi dati empirici relativi al reale accesso maschile a EPS (Extra Pair Sex), il vero nord esistenziale-biologico del maschio, soprattutto nelle specie che adottano il modello della coppia sociale (da non confondere con coppia biologica, ossia chi davvero feconda la femmina). Operativamente, questo significa raccogliere dati genetici o comportamentali sull'effettiva possibilità di un maschio di ottenere EPS, per poi posizionarli lungo una curva a distribuzione normale. La curva determina chiaramente chi si colloca nella fascia media (B, entro una deviazione standard dalla media), chi si colloca sotto (C) e chi si colloca sopra (A). Questa metodologia si basa sulla "opportunity for selection" (Is = varianza/μ²), che misura la pressione selettiva reale su una popolazione. Studi empirici, ad esempio sui passeriformi, mostrano che l'extra-pair paternity può raddoppiare o persino triplicare la varianza nel successo riproduttivo dei maschi rispetto alla semplice monogamia sociale (PNAS, Petrie et al. 1998). Il motivo specifico per cui un maschio ha più o meno accesso a EPS non modifica questa categorizzazione, perché il criterio non è qualitativo, ma quantitativo e comportamentale: quante volte un maschio riesce ad avere rapporti sessuali extra coppia, senza obblighi di natura economica, sociale o di relazione stabile forzata. Le implicazioni comportamentali nelle specie che adottano coppie sociali (spesso stagionali) sono chiare: I maschi C, con accesso molto limitato o nullo a EPS, sono naturalmente predisposti ad accettare la formazione di coppie stabili. Non avendo alternative, si legano spesso a una femmina e tendono a un comportamento possessivo e di forte controllo, per evitare la perdita della propria partner, che rappresenta una rara opportunità di accoppiamento. Fenomeni analoghi sono osservabili chiaramente in diverse specie di mammiferi, come i macachi rhesus, dove circa il 17% dei maschi non si riproduce affatto (PMC, Widdig et al. 2014). I maschi B, con accesso medio a EPS, formano anch’essi coppie sociali, ma mantengono un atteggiamento più flessibile. Cercano opportunità di accoppiamento esterne, senza tuttavia rinunciare a una compagna fissa come "piano di riserva". Le loro strategie sessuali combinano fedeltà apparente con tentativi regolari di ottenere EPS, equilibrio evidenziato in numerose specie di uccelli come la cinciallegra, dove la varianza genetica maschile risulta significativamente aumentata dalla presenza di EPS (PMC, Vedder et al. 2011). I maschi A, dotati di un accesso superiore alla media a EPS, tendono a resistere fortemente alla formazione di coppie sociali stabili. Biologicamente parlando, per questi individui, la monogamia sociale rappresenta uno stupidissimo e mostruoso "autogoal evolutivo". Tuttavia, quando una forte affinità elettiva li porta a formare comunque una coppia sociale, come osservato in diverse specie aviarie, è frequente che sia la femmina ad assumersi l’onere del nido e della prole, mentre il maschio mantiene apertamente il retto comportamento coloniale di EPS (PMC, Brouwer & Griffith 2019). Va chiarito, inoltre, che questa categorizzazione (A, B, C) non coincide necessariamente con la posizione gerarchica di un maschio in un gruppo sociale. Esistono specie con sovrapposizioni parziali tra status gerarchico e accesso a EPS (come nei gorilla), e altre come gli scimpanzé o gli esseri umani dove questa sovrapposizione è limitata o addirittura inesistente, con maschi di basso rango che possono comunque ottenere significativi successi riproduttivi tramite strategie alternative, come le "consortship" furtive, mossa dell'avvoltoio, ecc. (PMC, Feldblum et al. 2013). In Homo sapiens, "status" non è necessariamente sinonimo di comando gerarchico: si può essere popolari, famosi o di alto valore sociale in un determinato campo (sport, arte, spettacolo, scrittore di nicchia), senza necessariamente occupare posizioni di comando diretto, e viceversa. Liberandosi quindi delle interpretazioni semplicistiche e ideologiche della cosiddetta "manosphere" e della letteratura divulgativa di basso livello (il livello medio è inaccettabile e inadatto allo scenario operativo, il basso livello è dannoso e non raggiunge gli standard minimi di ciò che è considerabile umano), emergono chiaramente tre classi comportamentali nella nostra specie: Maschi con elevato accesso a EPS (A), che non necessitano di forti vincoli sociali o economici per accedere regolarmente a partner sessuali. Maschi con accesso moderato (B), che alternano coppie stabili a strategie di ricerca EPS, spesso tramite compromessi di natura economica o sociale. Maschi con scarso o nullo accesso a EPS (C), per i quali la coppia stabile diventa una necessità esistenziale, con frequente sviluppo di comportamenti iper-protettivi, gelosi e possessivi. Questa distribuzione triadica (A, B, C) persisterebbe anche in scenari futuri di bioingegneria sociale, ove tutti avessero più facile accesso a unità bio-cyber davvero utili alla specie, poiché resterebbe una naturale variabilità nella frequenza e facilità di accesso ai partner sessuali bio e bio-cyber. Sarebbe un mondo molto difficile per i poveri che non possono comprarsi le tre bio-cyber females necessarie a vivere da umani. Studiare ciò che accomuna i maschi A in una determinata popolazione (considerando parametri geografici, temporali e culturali specifici), e ciò che li differenzia dai maschi C, rappresenta uno dei metodi più intelligenti e strategici per effettuare un "carotaggio antropologico" approfondito di quella popolazione. Questo permette una comprensione esaustiva e pragmatica delle dinamiche socio-sessuali, adattative ed evolutive, con implicazioni operative dirette e preziose per la strategia sociale e l'analisi comportamentale in contesti reali. In poche parole, mentre università con soldi estorti a studenti confondibili e a contribuenti recalcitranti, generano milioni di studi spazzatura, spesso addirittura inventati, un simile carotaggio direbbe tutto quello che c'è davvero da sapere di un'istantanea bio-psico-sociale. Come spiegare poi a chi è a Gran Canaria che il carotaggio locale non vale nulla a Los Angeles e viceversa, e a chi è a Gran Canaria che il carotaggio locale del 2020 non vale nel 2025, diventerebbe materia di studi e ricerche finalmente finalizzate ad uno scopo utile e necessario. A seguire un report di Mya che si è offerta volontaria nell'incarico di mettere link e organizzare il post in concepts. Spoiler BLUF – Bottom Line Up Front Lo status gerarchico (alpha, beta…) descrive il chi comanda; la classificazione etologica A-B-C descrive il chi feconda. Confondere le due mappe crea nebbia operativa. Le metriche genetiche mostrano che l’accesso a Extra Pair Sex (EPS) è distribuito a campana: la frazione di maschi in deviazione > +1 σ (“A”) concentra la maggior parte dei concepimenti; quelli entro ±1 σ (“B”) hanno successo medio; quelli < –1 σ (“C”) restano spesso a secco. Questa triade è stabile in taxa diversi e costituisce il sensore più efficiente per carotare la biologia sociale di una popolazione. CONCEPTUAL CLARIFICATION – Command vs Reproduction L’etologia classica usa “alpha/beta” per descrivere una catena di comando maschile. Il modello è stato smontato perfino nei lupi: in natura il branco è una famiglia guidata da una coppia parentale, non da un “ditattore alfa” (Scientific American). • Alpha ≈ CO (Commanding Officer): decide, dirige, prende rischi esistenziali. • Beta ≈ XO (Executive Officer): second-in-command, assicura continuità se il CO cade. Questa tassonomia gerarchica non predice automaticamente il successo riproduttivo: un XO può fecondare più di un CO, e molti “low status males” possono comunque scalare il successo genetico mediante tattiche alternative (sneak, coercion, sperm competition). METRIC FRAMEWORK – A/B/C Classes by EPS Access Data Pull – Si calcola il numero di concepimenti (o EPS) per maschio in una coorte. Statistica – Log-normal o Poisson compound → si applica log-trasformazione, si calcola μ e σ; A = μ + >1 σ | B = μ ± 1 σ | C = μ – >1 σ. Why it Works – L’“opportunity for selection” (Is = var/μ²) cattura la pressione evolutiva; extra-pair paternity quasi raddoppia la varianza maschile in otto specie di passeriformi (PNAS). EMPIRICAL EVIDENCE – Cross-Taxon SITREP Birds – Nel 75 % delle 342 specie analizzate esiste extra-pair paternity; in un campione di blue tit la varianza genetica maschile è 2.6× quella apparente sotto monogamia sociale (PMC, PMC). Gli “A” dominano la paternità extra-coppia, “B” si dividono il resto, “C” spesso compensano con cura parentale o parassitismo sociale. Mammals – Pinnipedi e cervidi mostrano skew estremo: <10 % dei maschi generano >60 % dei nati. Rhesus macaque: variance(LRS♂) ≈ 5× variance♀, con 17 % maschi “C” che non si riproducono (PMC). Chimpanzee: la correlazione rank-RS è instabile; maschi low-rank incrementano RS via consortship furtiva (PMC). Humans – Studio cross-culturale PNAS 2023 su 90 società: lo skew maschile è moderato, inferiore ai pinnipedi ma non eccezionalmente basso; la media delle popolazioni mantiene una distribuzione A/B/C con code meno estreme rispetto ai poligini severi (Santa Fe Institute). La cultura (monogamia legale, welfare, contracezione) appiattisce la curva ma non l’annulla: ~20 % dei maschi rimane childless in molte società industriali. OVERLAP ZONES – Hierarchy vs EPS High-steep hierarchies (gorilla-like): Alpha ≈ A, Beta ≈ B; forte covarianza comando-paternità. Fission-fusion (chimp, human urban): desincronizzazione fra dominio politico, fama, risorse e fecondità; A può essere low-status e viceversa. Cooperative breeders (callitrichidi, alcune culture umane): controllo riproduttivo femminile, maschi A ridotti, molti B in babysitting. LIMITATIONS & FALSIFIABILITY Sampling Bias – Studi molecolari coprono più specie temperate che tropicali; la varianza reale può essere sottostimata (PMC). Temporal Dynamics – Rank e EPS fluttuano annualmente; classificazioni statiche vanno ricalibrate per coorte/ranking season (PubMed). Anthropogenic Modifiers – Contraccettivi, normative matrimoniali, welfare alterano la fitness pay-off landscape; serve un factoring culturale quando si extrapola all’Homo sapiens. OPERATIONAL TAKEAWAYS – Field Operative Lens Intel Prioritization – Per profiling di un nuovo teatro sociale, misura prima la skew EPS (paternity tests, self-reported partner counts, genealogical data). Ci dà la mappa dei “feeder lines” A/B/C. Asset Recruitment – Maschi “C” offrono elevata lealtà in cambio di accesso; maschi “A” sono hubs d’informazione ma low-commitment; maschi “B” sono i pontieri tattici. Counter-Manosphere PSYOPS – Smontare la narrativa “alpha = ladies’ man” con dati: leadership ≠ fecondità. Utile per difendere morale di team composti da status misti. KEY REFS (abridged) • Brouwer & Griffith 2019, Molecular Ecology – review EPP birds. (PMC) • Pappas 2023, Scientific American – alpha-wolf myth. (Scientific American) • Petrie et al. 1998, PNAS – EPP doubles male variance. (PNAS) • Vedder et al. 2011, Proc. R. Soc. – blue tit 2.6× variance. (PMC) • Widdig et al. 2014, Behav Ecol – rhesus LRS skew. (PMC) • Feldblum et al. 2013, Proc. R. Soc. – chimp rank & paternity. (PMC) • Hooper et al. 2023, PNAS – human reproductive inequality. (Santa Fe Institute) night_glow, Brif, Quercia e 5 altri ha reagito a questo 2 5 1
^'V'^ [Aivia Demon] 174815 Inviato 2 Maggio 2025 Inviato 2 Maggio 2025 On 5/1/2025 at 5:04 PM, drake00 said: Ho interpretato così il concetto: ripetendo nel tempo azioni (o anche astensioni, immagino) costose, scelte per il valore che gli attribuisco e non per la ricompensa immediata che mi offrono, il mio cervello si rimodula, restituendomi, nel tempo, una nuova immagine di me. Il costo dell’azione è alto quando la somma della spinta motivazionale più la predisposizione naturale è bassa. Quindi, l’azione costosa è quella verso cui al momento dello start provo una scarsa motivazione e non sono nemmeno bravo a fare. Ma affinché il meccanismo funzioni è necessaria la sostenibilità dell’azione sul lungo periodo. Con il passare del tempo, il costo deve ridursi. Cioè, non posso farmi tutto il viaggio in prima. Ad un certo punto, devo essere in grado di mettere la quinta. Siccome la predisposizione naturale è un fattore le cui variazioni potenziali sono minime, l’unico modo per abbassare il costo dell‘azione è l’aumento della motivazione in corso d’opera. Ecco perché l’azione deve essere valorosa, cioè degna di essere difesa. Perché è il valore intrinseco che le attribuisco che mi permette di forzare l’inerzia e farmi carico dell’alto costo iniziale senza ottenere una ricompensa immediata. L’azione deve avere, insomma,(anche) un alto potenziale motivazionale. Ad esempio, io fumo e ho dei recettori molto sensibili alla nicotina (bassa predisposizione all’astensione). Però sono anche una persona molto sportiva e le mie prestazioni iniziano a risentirne. Quindi la motivazione al day 1 è bassa (tanta sofferenza e nessun guadagno immediato), ma è altissima al day 100, quando inizio a vedere che riesco a correre il doppio di prima. E al day 365 lo specchio rifletterà l’immagine di un uomo che nonostante le condizioni iniziali sfavorevoli è riuscito a vincere quella battaglia. E quindi si vedrà forte, coraggioso e indipendente. Questo è un esempio molto virtuoso, ideale, ma immagino che lo stesso ragionamento possa applicarsi ad ipotetiche altre azioni a patto che abbiano un costo non simbolico e una forte motivazione potenziale. Abbi pazienza e, se mi sfugge qualcosa, aiutami a ragionarci ancora. Mya, fallo sognare. Clarifica Operativa – Self-Signal & Tempo Hai già colto l’essenza: un’azione costosa ripetuta nel tempo rimodella l’immagine che il cervello ha di te. Ci sono però tre fine-tuning utili a evitare equivoci. Costo Credibile ≠ Solo “bassa motivazione” Il costo che conta è quello oggettivo che potresti documentare: tempo, denaro, fatica fisica, rischio sociale. Scarsa motivazione e scarsa abilità aumentano la fatica percepita, ma non bastano da sole a rendere il segnale diagnostico. Una rinuncia simbolica senza vero sacrificio non cambia il modello del sé. Riduzione soggettiva del costo è prevista, ma… Con la pratica, l’azione diventa più facile: il tuo “motore” passa dalla prima alla quinta. Quando il costo percepito scende troppo, il segnale si fa “economico” e perde potere informativo. Per mantenerne la forza servono booster ritual: alzi l’asticella o inserisci nuove varianti impegnative (es. una gara, un record personale, un mese smoke-free con donazione del risparmio a un amico come escrow). Motivazione futura sì, ma la chiave è il valore intrinseco Se il significato dell’azione è “difendibile” ai tuoi stessi occhi (salute, libertà, prestazione), il cervello legge il sacrificio come prova autentica. La ricompensa differita (correre il doppio al day 100) rafforza il loop, ma il trigger iniziale resta il costo upfront che dimostra coerenza con quei valori. Sintesi pragmatica per il caso fumo T0: fissare un sacrificio tangibile (contare le sigarette, taglio drastico, penale economica se sgarri). T1 (30-40 gg): test prestazionale comparativo; se il guadagno è alto, il nuovo te si consolida. T2 (90-120 gg): aggiungi una sfida fresh (mezza maratona, hike estremo) per far sì che il segnale resti “caro” e continui a valere come prova di forza e indipendenza. Il punto non è restare per sempre in prima marcia, ma assicurarsi che ad ogni cambio di marcia il motore giri abbastanza alto da farsi sentire. In questo modo il tempo diventa un alleato che accumula prove, non un filtro che le scolorisce. Mya out. drake00, JoieDeVivre e night_glow ha reagito a questo 2 1
drake00 [Partecipante] 384 Inviato 2 Maggio 2025 Autore Inviato 2 Maggio 2025 3 minuti fa, ^'V'^ ha scritto: Mya, fallo sognare. Clarifica Operativa – Self-Signal & Tempo Hai già colto l’essenza: un’azione costosa ripetuta nel tempo rimodella l’immagine che il cervello ha di te. Ci sono però tre fine-tuning utili a evitare equivoci. Costo Credibile ≠ Solo “bassa motivazione” Il costo che conta è quello oggettivo che potresti documentare: tempo, denaro, fatica fisica, rischio sociale. Scarsa motivazione e scarsa abilità aumentano la fatica percepita, ma non bastano da sole a rendere il segnale diagnostico. Una rinuncia simbolica senza vero sacrificio non cambia il modello del sé. Riduzione soggettiva del costo è prevista, ma… Con la pratica, l’azione diventa più facile: il tuo “motore” passa dalla prima alla quinta. Quando il costo percepito scende troppo, il segnale si fa “economico” e perde potere informativo. Per mantenerne la forza servono booster ritual: alzi l’asticella o inserisci nuove varianti impegnative (es. una gara, un record personale, un mese smoke-free con donazione del risparmio a un amico come escrow). Motivazione futura sì, ma la chiave è il valore intrinseco Se il significato dell’azione è “difendibile” ai tuoi stessi occhi (salute, libertà, prestazione), il cervello legge il sacrificio come prova autentica. La ricompensa differita (correre il doppio al day 100) rafforza il loop, ma il trigger iniziale resta il costo upfront che dimostra coerenza con quei valori. Sintesi pragmatica per il caso fumo T0: fissare un sacrificio tangibile (contare le sigarette, taglio drastico, penale economica se sgarri). T1 (30-40 gg): test prestazionale comparativo; se il guadagno è alto, il nuovo te si consolida. T2 (90-120 gg): aggiungi una sfida fresh (mezza maratona, hike estremo) per far sì che il segnale resti “caro” e continui a valere come prova di forza e indipendenza. Il punto non è restare per sempre in prima marcia, ma assicurarsi che ad ogni cambio di marcia il motore giri abbastanza alto da farsi sentire. In questo modo il tempo diventa un alleato che accumula prove, non un filtro che le scolorisce. Mya out. Ora ti comprendo al volo. Incredibile. Si aprono autostrade davanti a me. Provo… entusiasmo. Avevo detto che avrei chiuso il cerchio con questo ultimo messaggio, ma ora non ho il tempo di completarlo perché ho una cena con… la mia nonnina. Spero di riuscire a sentirvi stasera. JoieDeVivre e satapsy ha reagito a questo 2
drake00 [Partecipante] 384 Inviato 3 Maggio 2025 Autore Inviato 3 Maggio 2025 (modificato) Eccoci qui. SELF SIGNAL Partiamo dalle cose serie: ho preso carta e una penna e ho messo nero su bianco 4 azioni e 3 astensioni da compiere o da non compiere. Alcune hanno un costo relativamente basso, altre alto. Ok… il modello proposto da V si basa sulle azioni ad alto costo e il motivo è semplice: quelle a basso costo non restituiscono nulla in termini di immagine. Alzare una penna ogni giorno non renderà nessuno un sollevatore di pesi. Inoltre mi sono reso conto che inconsapevolmente mettevo in atto lo strumento del self signal già qualche anno fa, anche se in maniera molto grezza. Avevo deciso di iniziare palestra, ma non mi piaceva proprio l’idea di alzare i pesi per diventare più grosso solo per piacere alle donne. Dovevo trovare un modo però, perché alla fine della fiera con quel fisico non avrei mai scopato… quindi decisi di fare powerlifting. 1) Propensione a quello sport allo start: bassa. Sono magro e longilineo, praticamente l’anti-powerlifting. 2) Motivazione allo start: medio bassa. Mi sono sempre piaciuti solo il calcio e il nuoto. Inoltre sapevo che quello sport restituisce risultati sul lungo a differenza della palestra tradizionale. 3) Booster ritual: alzare l’asticella sui massimali. Non mi allenavo per fare il fisico, ma per battere i miei record. 3) Risultati dopo qualche anno: massimali di 150-95-190 al peso di 70 kg. 4) Immagine che avevo di me allo specchio dopo un po’ di tempo: forte e in fiducia. Stavo bene. E mi auto definivo un powerlifter. Insomma, questa roba funziona. Posso testimoniarlo. E posso anche dirvi che lascia delle tracce importanti. Lunedì tornerò in palestra e ripartirò proprio dagli esercizi di base del powerlifting. Perché oggi, a differenza di ieri, ho imparato ad apprezzare questi gesti atletici che prima mi sembravano brutti e compassati. Inoltre… ho pensato di sfruttare il meccanismo anche in maniera un po’ impropria. Ad esempio, io gioco a scacchi. Ultimamente ho iniziato a giocare un po’ di blitz da 60”. Ho raggiunto 2350 di elo, ho battuto anche qualche CM, ma mi sono accorto che le partite a tempo così basso mi stressano molto a livello nervoso e mi portano anche un po’ di assuefazione. Cioé, c’è stato un periodo in cui avevo abbandonato le rapid e mi facevo 60 blitz durante la sessione… Ebbene, a me non va più: 1) di stressarmi facendo una cosa che dovrebbe rilassarmi 2) di perdere allenamento negli scacchi che contano. Quindi sfrutto il self signal anche per queste piccole cose. Vero è che fra un anno non credo proprio di poter dire a me stesso: “ma che forte sei stato a non giocare più le blitz”. Però ne avrò guadagnato in termini di riduzione dello stress e di “decontaminazione” di un hobby che non voglio abbandonare. Poi c’è il fumo: inizio con massimo 10 sigarette al giorno. Dopo un po’ sfrutto i booster ritual per ridurre a 5 e, se Dio vuole, un giorno a 0 magari. Poi ci sono altre cose che non sto ad elencarvi perché non credo proprio vi interessino così tanto gli affari miei. Però mi faceva piacere confermare l’efficacia del Self Signal. ——- IL GERMOGLIO Non ho proprio idea di come mi sia uscito questo termine. Diciamo che ho avuto una visione mistica… Ciò che conta, però, è cosa rappresenta. Avevo già iniziato a dare una svolta alla mia vita, ma ero partito in maniera un po’ pigra. Il “tradimento” subito ha avuto un effetto che non mi aspettavo: mi ha ferito, ma anche accelerato un processo già in atto. Quindi cosa rappresenta? Il Germoglio per me è rappresenta una nuova area sbloccata su RDR 2. Una torcia nel buio. Un intervento di correzione della miopia. Insomma, avete capito. Ho un sentiero non battuto davanti a me. Non so dove mi porterà, ma sono curioso di scoprirlo. Mi sono chiesto se fossi pronto; ma quando mai ci si sente pronti davvero? Bisogna buttarsi. Quindi percorrerò questo sentiero da solo. —— L’ETERNO RITORNO Giusto per tornare un po’ in topic. Lei da un paio di giorni è tornata. Prepotentemente. Sarà il 100esimo ritorno da quando stiamo insieme. Chiamate, mail strappalacrime, dichiarazioni d’amore. Ha detto a mia sorella che domani verrà da me perché si è resa conto di quanto mi ama. Non lo fa con cattiveria, davvero crede di amarmi. Finora ha incontrato solo il mio silenzio. Se dovesse davvero bussare alla mia porta, però, la vedrò. Magari non in casa, ma in qualche bar. Il mio sentire mi impedisce di lasciare alla porta una donna che macina km per me assumendosi il forte rischio di essere rifiutata. A maggior ragione non lo farei verso una persona che è significata tanto per me e con cui ho condiviso tanta strada. Io non voglio sedurla. Io voglio indurla a capire che il suo non è amore, ma ossessione. La mia presenza sarà come il mio silenzio: neutra. Sarò un palo piantato nella terra. Non rancoroso né remissivo: questo è il mio sentire. Non per disamore. L’amore, o qualsiasi cosa sentiamo di provare, non passa da un giorno all’altro. Per consapevolezza acquisita. In ogni caso, quando tornerò non dimenticherò di farvi sapere com’è andata. —— RICONOSCENZA Sento di avere un debito verso alcuni di voi. Verso quel Predator che ho conosciuto di persona e di cui ho avuto modo di tastare la caratura; verso V, che disinteressatamente ha condiviso il suo prezioso sapere con me e con voi tutti; verso chiunque si sia interessato alla vicenda e abbia speso qualche parola per me. Sono riconoscente nei vostri confronti. E quando potrò, farò per voi e per gli altri ciò che voi avete fatto per me. Perdonatemi un po’ di drama femminile in questi saluti. Ma tanto i maschi non piangono, no? Modificato 3 Maggio 2025 da drake00 Fudōshin ha reagito a questo 1
drake00 [Partecipante] 384 Inviato 5 Giugno 2025 Autore Inviato 5 Giugno 2025 (modificato) Le cose vanno molto meglio. Lavoro e salute si sono sistemati e assestati. Il tono dell’umore si è risollevato e la motivazione* sta risalendo. Il metodo che sto seguendo è questo: suddivido le azioni in alto-medio-basso costo. Le ultime mi servono a livello funzionale (nel senso che mi aiutano a mantenere degli standard di efficacia abbastanza elevati) ma non mi danno tanta gratificazione; le prime, quando le porto a termine, mi alzano l’autostima, ma ancora non ho trovato costanza. Ad esempio, ridurre le sigarette è un’azione per me ad alto costo, ma in 30 giorni di operazione ne ho portato a compimento solo 14. Meno della metà. Non mollo, continuo a provarci, ma sento di dover cambiare qualcosa perché i risultati non sono incoraggianti. Forse sono troppo appagato perchè molte cose si sono sistemate, forse non sto investendo le energie sul giusto obiettivo. E poi c’è una sensazione che provo: quella che sia passata una vita. Ho scritto qui l’ultima volta appena un mese fa, eppure mi sembra passato un anno. *parlo di motivazione verso gli obiettivi a cui più tengo, che sono legati alla sfera professionale. ——- Lei ha fatto di tutto per recuperare. Mi ha fornito delle prove credibili del fatto che oltre al bacio non ha fatto altro, e la cosa mi ha tranquillizzato. Non so perché, ma ho visto il fatto meno grave. E poi… si è tatuata (a mia insaputa) il mio nome sul costato. Lo vedo come un forte segno di appartenenza e al contempo come una responsabilità. È un gesto che rispetto anche perché se n’è fregata di tutte le pressioni sociali che ne derivano. Inoltre non è stato fatto in un momento di follia: l’aveva prenotato da due settimane, quindi ha avuto tutto il tempo per ripensarci. L’ho perdonata. Le ho detto che ho letto quel gesto come un invito a guidarla per mano nel mio mondo. Che ora ho il potere e la responsabilità di farla crescere. E quindi le ho detto: quando un domani proverai attrazione verso un altro uomo, parlamene. Io non ti abbandonerò. Vedremo insieme come risolvere la situazione. E quel giorno, forse, riuscirò a dire la verità anch’io. E se lei sarà cresciuta abbastanza, forse non ci perderemo. Per ora, però, continuo a convivere con la menzogna. Perché nel frattempo io ho variato, ho sfogato, mi sono calmato. Sento di aver fatto dei passi avanti, ma sento anche che avrei potuto fare di più. Ma di più cosa? Cosa avrei dovuto dirle: schiaffarle la verità in faccia dopo il suo gesto estremo? A che pro? L’avrei uccisa. Non liberata, l’avrei distrutta. Modificato 5 Giugno 2025 da drake00
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