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Thunderzero
Inviato (modificato)
1 ora fa, Celeste ha scritto:

possiamo per favore risparmiarci l’etichetta “sapiosessuale”?

Mi fa venire il prurito.

Provare attrazione per qualcuno un gradino più in alto di una scimmia sulla scala evolutiva è normale per qualsiasi essere umano, non una strana preferenza minoritaria.
È scritto nel nostro DNA: stare accanto a chi possieda una conoscenza superiore alla media, accresce le nostre chance di sopravvivenza.

 




Conosco diversi ragazzi che sanno a male pena leggere e scrivere (alcuni vengono anche da contesti difficili).
Indovinate un po' chi scopa di più fra loro e Giacomo che passa le serate a leggere Shakespeare?

Attenzione, con questo non voglio assolutamente dire che bisogna essere rozzi ed ignoranti per massimizzare la qualità della propria vita sessuale, io stesso sono sempre stato uno di quelli che ha dato priorità alla propria cultura (ma anche alla cura estetica e questo forse ha fatto la differenza) però è innegabile che tipi come quelli che ho descritto risultino generalmente più attraenti sia a controparti femminili analoghe, sia a tipe di ceto completamente diverso.

Ed è logico, perché di fatto alla stragrande maggioranza delle tipe non interessa nemmeno che il partner sappia parlare un minimo bensì che sia attraente e che le faccia stare bene. 

Per quanto riguarda invece la "sapiosessualità"....

Con il termine "sapiosessuale" ci si riferisce a quelle donne (eh si, dico donne perché fra gli uomini è un caso più unico che raro) che asseriscono di essere molto più attratte dall'intelligenza o dalla cultura del potenziale partner piuttosto che da fattori (solitamente essenziali nell'attrazione sessuale) come l'estetica.
Anzi, questi ultimi fattori vengono talvolta persino reputati irrilevanti e senza peso per tali donne.

Personalmente ho conosciute diverse ragazze che si ritenevano sapiosessuali, ma solo a parole. Guardando i fatti si facevano sempre sfondare il culo dal classico ignorantone che non sapeva neanche mettere le "h" al posto giusto.
 

Modificato da Thunderzero
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Marco_drake
Inviato
1 ora fa, Celeste ha scritto:

 

Non è un kink, non è una categoria.

Hai immaginato anche tu la categoria su Pornhub "sapiosessuale"? 

Sapiosessuale la sfonda di conoscenza. 

Si bagna tutta per il sapiosessuale dal QI gigante. 

Giovane moglie si fa insegnare da sapiosessuale mentre il compagno guarda. 

  • Haha 7
Marco_drake
Inviato (modificato)
23 minuti fa, Thunderzero ha scritto:

Con il termine "sapiosessuale" ci si riferisce a quelle donne (eh si, dico donne perché fra gli uomini è un caso più unico che raro) che asseriscono di essere molto più attratte dall'intelligenza o dalla cultura del potenziale partner piuttosto che da fattori (solitamente essenziali nell'attrazione sessuale) come l'estetica.
Anzi, questi ultimi fattori vengono talvolta persino reputati irrilevanti e senza peso per tali donne.

Personalmente ho conosciute diverse ragazze che si ritenevano sapiosessuali, ma solo a parole. Guardando i fatti si facevano sempre sfondare il culo dal classico ignorantone che non sapeva neanche mettere le "h" al posto giusto.
 

Credo che uno dei problemi sia il differente significato che si nasconde dietro la stessa parola, intelligente, per un uomo e per un donna. 

Quando una donna dice di essere attratta dall'intelligenza e/o dalla cultura di un uomo, non credo stia mentendo.

È che però quell'intelligenza e/o cultura la vuole vedere (giustamente) manifesta in qualcosa nella vita di lui: che sia avere un lavoro sopra la media, poter fare esperienze sopra la media ecc. 

Mentre l'uomo tende ad usare intelligenza con un valore più neutro, puoi essere intelligente anche se sfigato o povero o scorbutico o taccagno. Anzi, per un uomo è quasi normale sentire che intelligenza e qualità di vita non siano collegate. 

E da un lato... hanno più ragione le donne. 

Il tizio che legge shackspere ed è insoddisfatto della sua vita... è un cojone ignorante come tutti, fino a prova a contraria. 

Non sei intelligente o "di cultura", come maschio, se sai chiacchierare meglio di altri. 

Sei più intelligente come maschio, se sai mettere la tua intelligenza/conoscenza a servizio di qualcosa di utile per altri. 

Sei più "di cultura", se la tua cultura si trasforma in qualcosa di bello e utile per altri. 

Invece i maschi fanno un po' le vittime "genio incompreso" per giustificare che evidentemente... così intelligenti non sono se ottengono meno di "quello che sbaglia le h". 

Sei più intelligente della media? Sei più di cultura? Bene, che il soggetto lo dimostri, non a chiacchiere ma a fatti, in qualità della sua vita. Ed è una giusta richiesta di dimostrazione, che venga da una donna o da un altro uomo. 

Modificato da Marco_drake
Faceless
Inviato
7 minuti fa, Marco_drake ha scritto:

shackspere

Sarebbe bastato fare copia e incolla da Thunderzero, invece no 😬

Marco_drake
Inviato
1 minuto fa, Faceless ha scritto:

Sarebbe bastato fare copia e incolla da Thunderzero, invece no 😬

Grazie di averlo notato, l'ho voluto tenere sbagliato per sottolineare che me ne frega così poco di sapere come si scrive che non ho nemmeno cercato su Google per fare finta di saperlo. 

  • Grazie! 1
  • Haha 1
Faceless
Inviato
Adesso, Marco_drake ha scritto:

Grazie di averlo notato, l'ho voluto tenere sbagliato per sottolineare che me ne frega così poco di sapere come si scrive che non ho nemmeno cercato su Google per fare finta di saperlo. 

Dai, non ho proprio resistito. Io stessa non mastico benissimo l'inglese ma proprio per questo se scrivo qualcosa cerco di stare attenta e magari per questo mi è saltato all'occhio. E parlando di intelligenza e cultura, ancor di più. Poi non c'era bisogno di cercare su Google, bastava copiarlo dal messaggio di Thunderzero. 

 

 

Inviato
5 minuti fa, Marco_drake ha scritto:

Grazie di averlo notato, l'ho voluto tenere sbagliato per sottolineare che me ne frega così poco di sapere come si scrive che non ho nemmeno cercato su Google per fare finta di saperlo. 

Ma soprattutto hai spiegato in modo eccellente il concetto!

Chi se ne frega del resto, dai. 

Inviato
30 minutes ago, unadonna said:

Grazie per aver linkato! Per ora ho letto solo quell'intervento e già merita così, ma sento possa essere utile leggere tutto il thread. Qualcuno che lo ha letto può confermare?

No no, non serve a niente. 

Piuttosto, ho dato incarico a @Demon_Core di scrivere la sua versione 2k25 di quel post 2k21. 

Vediamo cosa ne è uscito fuori. 

 

  • Grazie! 5
Inviato
15 minuti fa, Thunderzero ha scritto:

Per quanto riguarda invece la "sapiosessualità"...

Al di là di quanto da te osservato sulla scelta dei partner da parte delle donne (argomento che lascio sviscerare ad altri, perché non ho dati per smentire né confermare le tue tesi), con il tuo commento mi dai l’occasione di precisare che il mio appello muove da considerazioni prettamente linguistiche. 

È un invito ad addestrarsi all’uso consapevole delle parole (monito che rivolgo anche a me stessa).

Dieci anni fa quasi nessuno parlava di sapiosessualità: non era una definizione certo di uso comune.

Ora la usiamo tutti… ma chi ce l’ha messa in bocca? Influencer hipster vari, testate online dai contenuti pop fintamente intellettuali (di scarsissimo valore), meme vari.

È un problema se, inconsapevolmente, un’etichetta astrusa finisce nel nostro linguaggio quotidiano.

Le parole che usiamo radicano pian piano dei concetti dentro di noi.

Se sentiamo il bisogno di usare il termine “sapiosessuale” per specificare qualcosa, stiamo indirettamente affermando che la sapienza, l’intelletto, non siano caratteristiche naturalmente attraenti per l’essere umano.

Di conseguenza, in breve tempo questo concetto andrà a far compagnia a tutti gli altri assiomi che abbiamo incamerato nel corso della vita, e che utilizziamo quotidianamente per sviluppare i nostri ragionamenti.

Al contrario, è necessario continuare a chiederci, ad esempio, se ci sia poi così bisogno di specificare la “sapiosessualità” di un individuo, domandarci se ciò abbia senso.

Prima di adottare nuove parole è bene pesarle con spirito critico. 

Per non ritrovarci, domani, trasfigurati in woke di merda, con in testa pensieri tutti circolari, in grado solo di esprimere una petizione di principio dietro l’altra e null’altro, scollati totalmente dal senso dell’umano (quello pratico, a vista d’occhio). 

Viva la resistenza. Anche se faticosa.
 

Marco_drake
Inviato (modificato)
55 minuti fa, Celeste ha scritto:

Al di là di quanto da te osservato sulla scelta dei partner da parte delle donne (argomento che lascio sviscerare ad altri, perché non ho dati per smentire né confermare le tue tesi), con il tuo commento mi dai l’occasione di precisare che il mio appello muove da considerazioni prettamente linguistiche. 

È un invito ad addestrarsi all’uso consapevole delle parole (monito che rivolgo anche a me stessa).

Dieci anni fa quasi nessuno parlava di sapiosessualità: non era una definizione certo di uso comune.

Ora la usiamo tutti… ma chi ce l’ha messa in bocca? Influencer hipster vari, testate online dai contenuti pop fintamente intellettuali (di scarsissimo valore), meme vari.

È un problema se, inconsapevolmente, un’etichetta astrusa finisce nel nostro linguaggio quotidiano.

Le parole che usiamo radicano pian piano dei concetti dentro di noi.

Se sentiamo il bisogno di usare il termine “sapiosessuale” per specificare qualcosa, stiamo indirettamente affermando che la sapienza, l’intelletto, non siano caratteristiche naturalmente attraenti per l’essere umano.

Di conseguenza, in breve tempo questo concetto andrà a far compagnia a tutti gli altri assiomi che abbiamo incamerato nel corso della vita, e che utilizziamo quotidianamente per sviluppare i nostri ragionamenti.

Al contrario, è necessario continuare a chiederci, ad esempio, se ci sia poi così bisogno di specificare la “sapiosessualità” di un individuo, domandarci se ciò abbia senso.

Prima di adottare nuove parole è bene pesarle con spirito critico. 

Per non ritrovarci, domani, trasfigurati in woke di merda, con in testa pensieri tutti circolari, in grado solo di esprimere una petizione di principio dietro l’altra e null’altro, scollati totalmente dal senso dell’umano (quello pratico, a vista d’occhio). 

Viva la resistenza. Anche se faticosa.
 

🥰

Un po' come già è accaduto con il termine poliamore.

Con il gioco delle tre carte, l'eterosessualità è diventata essere un castrato e la normalità maschile (la vera eterosessualità) uno strano fetish di pochi individui, il poliamore, che Hollywood può sfottere. 

E così si è persa una parola fondamentale per la comprensione corretta di se stessi. 

E come insegna Orwell, se non hai parole per descrivere la realtà, è più difficile pensare come agire su di essa. 

Immagina. Nel futuro prossimo. 

Gli intelligenti saranno quelli che sanno emettere suoni con la bocca, votare e fare benzina. 

Poi ci saranno i sapiosessuali, questo gruppi di feticisti che sanno fare di conto e leggere quegli strani oggetti che chiamano libri - un antenato del tik tok, usato dagli antichi che non avevano i video e scritto in simboli che non si muovono e non emettono suoni. Pensa che a volte, per finire uno di questi libri considerato breve occorre il tempo di 1.200 tik tok! 

Modificato da Marco_drake
  • Mi piace! 4

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