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Crescendo63
Inviato
Il 28/9/2025 at 23:08, Faceless ha scritto:

Trasforma una media statistica in una sorta di “legge naturale”. Non lo è: è un trend culturale e biologico insieme, che cambia anche molto da società a società e da epoca a epoca.

Ah, il solito bias e denial che vanno a braccetto. 🙄

Quando una persona "ideologizzata" (*) incontra una realtà che gli dà fastidio e non tollera, la nega e si inventa di sana pianta teorie campate in aria. Tipo che "Un trans MtF è una donna", "La violenza non risolve nulla", "La fissazione degli uomini verso il sesso è un effetto della cultura". Roba che a biologi ed antropologi prudono le mani :-D

Roba che la logica va in vacanza, per fare spazio all'ideologia. <facepalm>

Facciamo una semplice analisi della tua frase sopra:

  1. Se qualcosa rappresenta una "media statistica", ed è sempre stato così (non è un fenomeno temporaneo), allora indica la "normalità", nel senso di modello comune di comportamento. Questo vale anche per la preferenza maschile verso le donne giovani (sempre esistita nella maggioranza, vedi p.es. anche la Bibbia).
  2. Se qualcosa è biologico, è anche naturale ed innato ("naturale" è ciò che accade comunemente e spontaneamente in natura). E la sua varianza tra culture ed epoche sarà limitata - proprio perché "biology rulez" (siamo governati dalla biologia, non la governiamo).
  3. Se qualcosa è biologico, non è un trend perché la biologia ha tempi di cambiamento lunghissimi. Una cultura o una moda può cercare di attenuare l'impulso biologico, ma ci riuscirà sempre in modo limitato. Esempi: la prostituzione (sempre esistita), il fallimento del proibizionismo (la ricerca dell'ebbrezza è innata), il fallimento del comunismo (che va contro istinti naturali di competizione e aspirazione).
  4. Infine, l'affermazione "che cambia anche molto da società a società..." è falsa, perché la preferenza in oggetto permane nel tempo e nelle culture. Alcune possono essere state più o meno permissive, ma l'impulso innato e naturale è sempre stato quello. Perché è evoluzionistico, quindi biologico, innato ed universale (salvo rare eccezioni).

Questi sono tutti fatti logici ed elementari - che uno può negare solo per ignoranza od ostinazione ideologica (cioè "Va contro le mie convinzioni, quindi mi convinco che non è vero").

 

(*) Mi riferisco a tutte le derive ideologiche in cui si nega la realtà per affermare tesi slegate dai fatti, ma a cui persone fragili o disturbate si aggrappano perché vi trovano rassicurazione. Questo include i "woke" ma anche movimenti ampi come femminismo e vari "sinistrismi" (comunismo, anarchia) ma anche "destrismi" (supremazia bianca), ecc.

 

Cita

È un po’ come dire: “In media gli uomini sono più alti delle donne” → vero. “Quindi nessuna donna può essere alta come un uomo” → falso.

E cerchi anche di cambiare le carte in tavola. @Tony Montana NON ha detto quello.

Ha detto "Questa è la regola generale", e poi "A cui ci possono essere eccezioni personali". Ha quindi considerato, correttamente, la regola E l'eccezione.

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Inviato
7 ore fa, ArmandoBis ha scritto:

Se non ho capito male i dati riportati, poi, il gap non è così elevato.

Quello che descrivi rappresenta il gap di età che è stato realmente ottenuto in media, e non l'indicatore effettivo di ciò che è desiderato visceralmente.

Sarebbe molto più interessante eliminare il "rumore di fondo" delle persone comuni che desiderano qualcosa senza avere le risorse per ottenerlo, e focalizzare invece il target statistico sugli uomini di successo, capaci di scegliere liberamente tra opzioni relazionali orizzontali (numero di opzioni di simile età e attrattiva) e verticali (donne significativamente più giovani e attraenti).

Il classico giochetto statistico che conosci meglio di me: circa il 20-30% degli uomini sposati frequenta escort. Ma se isolassimo all'interno di questo gruppo solo coloro che hanno davvero le possibilità economiche per farlo, quale sarebbe la vera percentuale?

Guardando esclusivamente ai dati di ciò che è stato realizzato invece che a ciò che è visceralmente desiderato, arriveremmo paradossalmente alla conclusione che sempre meno uomini sono interessati al sesso, o che la maggior parte non ambisce davvero alla varietà, solo perché hanno avuto rapporti esclusivamente con la stessa partner negli ultimi sei mesi.

7 ore fa, ArmandoBis ha scritto:

Mah, anch'io considero questa differenza di valore sul mercato sessuale più culturale che biologica.

La cultura però non è piccola bagatella.

Ci viviamo. È il nostro ambiente.

Come i pesci sono immersi nella "cultura" dell'acqua.

In antropologia si definisce un comportamento umano come culturale e appreso soltanto quando è possibile identificare almeno un gruppo umano - anche isolato in una remota isola del Pacifico - che mostri preferenze opposte.

L’attrazione maschile verso femmine giovani, sane (percepite attraverso indicatori di bellezza quali simmetria, vivacità, giovinezza) e fertili (rapporto vita-fianchi, prossimità temporale al menarca), così come quella femminile per maschi sopravvissuti in buona salute, con status, influenza e accesso alle risorse, risulta invece una costante universale osservata in tutte le culture umane, in ogni latitudine e, inoltre, confermata anche da analoghi comportamenti in moltissime altre specie animali.

Pertanto, quale elemento specifico ti porta a considerare come culturale un fenomeno la cui universalità indica chiaramente una base biologica consolidata da milioni di anni di riproduzione sessuata, non soltanto nella nostra specie ma in tutta la natura?

Faceless
Inviato
6 ore fa, ^&#x27;V&#x27;^ ha scritto:

Faceless

Ho apprezzato il tono del tuo messaggio, diversamente da quello di altri. Non che di questi mi interessi (sono apatica). Ma a te, grazie. 

  • Abbraccio 1
Inviato
7 minuti fa, ^&#x27;V&#x27;^ ha scritto:

Non lo so, ma Una trans MtF è una donna (ha il cervello di una donna in sei casi su sette secondo autopsie), e probabilmente non è una femmina dato che ha un cromosoma Y. 

Ma è una signorina, e una Lady. 

Fosse stato un omosessuale, è pieno di ragazzi cui piacciono i ragazzi con cui spassarsela senza subire tutte quelle costose e dolorose modificazioni corporee per allinearsi come dentro così fuori. 

Sia fatta la sua volontà come in cielo così in terra, come dentro così fuori, e se dentro è donna, e fuori almeno ci prova a vedere se stessa allo specchio - affrontando il biasimo, la critica, il disprezzo da parte degli etero di cui si innamora, la gente che si dà le gomitatine al supermercato per avvisare che quello lì in realtà è un uomo... 

Noi possiamo scegliere di evitare di far parte di quel mondo ostile, lo stesso vorremmo la smettesse di odiarci se realmente etero. 

"Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto.
Ad essere compreso, quanto a comprendere.
Ad essere amato, quanto ad amare". 

Vero, ma forse Martin Luther King Jr o chi altro ha iniziato a moralizzare con questo proverbio, ha dimenticato di specificare "La violenza di cui io sono capace e di cui ho il coraggio di prendermi la responsabilità storica, in questa specifica situazione sarebbe solo capace di generare cicli di vendetta, instabilità e sofferenza a lungo termine".

Perché di fatto la storia umana è gravida di casi in cui atti seri di violenza estrema e capace di terrorizzare il bersaglio ma soprattutto i cento che osservano, hanno effettivamente, efficientemente ed efficacemente messo la parola "risoluzione" al caso.

Questo non significa glorificare la violenza, ma guardare obiettivamente fuor di slogan buonisti e flaccidi, come in specifici contesti e brandita da chi aveva la capacità morale e la serietà per assumersene la responsabilità storica, la violenza se affondata e totale è stata lo strumento decisivo per raggiungere lo specifico obiettivo di pace, amore e prosperità. 

Siamo nella Terza Guerra Punica, nel 146 a.C. Sotto la guida del Savio Scipione Emiliano, Roma assedia e distrugge Cartagine dopo anni di disturbo. 450.000 abitanti ammazzati o ridotti in schiavitù, con in più la salatura del suolo per renderlo sterile. E sappiamo quanto valesse il sale a Roma, era appunto il salario, fu andare All In. Questo atto di violenza totale non solo estinse l'entusiasmo dei cartaginesi nel disturbare Roma, ma terrorizzò giustamente il mondo mediterraneo, lanciando un messaggio molto chiaro e comprensibile anche nelle lingue nordafricane, sul fatto che Roma fosse determinata ad eliminare fonti di disturbo e minaccia. 

E siamo nel 1219 e fino al 1221, il Khan, proprio quel giusto sovrano del suo popolo Gengis Khan, manda i suoi ambasciatori allo Shah di Corasmia, e questi li fa uccidere (si pensi a soldati italiani del Battaglione San Marco arrestati in India per aver sparato ai pirati che disturbavano). Il Khan manda un messaggio formale, assolutamente ben scritto nella lingua di Corasmia: rade al suolo Samarcanda, Urgench. Stermina uno o due milioni di persone. Questa risposta chiara e comprensibile non solo atterrì i Corasmi, che la smisero di atteggiarsi da guappi, ma terrorizzò intere regioni portando alla giusta e volontaria sottomissione di interi popoli che, come il Khan, volevano la pace sotto un grande impero giusto. Uno storico, Jack Wheaterford, con altri storici nota che questa tattica di "terrore calcolato" minimizzò le perdite umane e le battaglie future, creando una retta Pax Mongolica che favorì il commercio e la pace per secoli. Notiamo per favore che oggi ci sono otto miliardi di umani sovraffollati e un milione o due possono sembrare ben poco tributo per così tanta pace, benessere, gioia e felicità. Ma Asia centrale e Persia, su stime non precisissime ma affidabili, contavano in tutto 400 milioni di umani a quel tempo, per cui parliamo di una percentuale significativa. Punirne uno per educarne 200. 

Rientrando a ciò che più ci è caro, la difesa del territorio Europeo dai maschi allogeni che vogliono prendere il ventre delle donne che vi dimorano, e farlo in sfregio ai maschi locali... noi vediamo un Vlad Tepesh in grande spolvero, quando nel XV secolo difende la Valacchia. Sappiamo quanto divenne famoso per la virtù e saggezza dei suoi metodi brutali, oltremodo violenti. Stime parlano di un bosco da 20.000-30.000 impalati, uno spettacolo di terrore ed estrema violenza che atterrì l'esercito ottomano al punto da costringerlo alla ritirata. Ma non fu fermata solo l'invasione immediata, le aggressioni future al territorio d'Europa furono dissuase per anni. Maometto II, secondo fonti contemporanee, vedendo di cosa fosse capace quell'eroe nazionale (e Patrono d'Europa secondo chi scrive), esclamò che non poteva conquistare un uomo capace di tale violenza. 

E siamo al 1945 durante la WWII, gli USA sganciano due atomiche sull'eroico giappone, nostro amico e alleato. 

Non si era mai vista una violenza così inaudita e veloce, ma sappiamo che non solo terrorizzò il governo giapponese: terrorizzò l'intero mondo. Questo terrore fu capace di risparmiare moltissime vite per il protrarsi della guerra (dato che il Giappone aveva resistito ferocemente nonostante le sconfitte convenzionali e non si sarebbe fermato con il solito scambio di colpi) e generò i primi decenni di pace duratura e beata, non dovuta agli sforzi diplomatici di qualche influencer come Martin Luther King in cerca di attenzioni e facile sostegno da parte di chi ha paura della guerra, ma dovuta al MAD, il Mutually Assured Destruction. Grazie al terrore atomico la WWII (che ha molti motivi politici, di risorse e territoriali per disputarsi già da mo), è stata risolta nelle sue tensioni globali per decenni, come argomentato da John Mearsheimer nel realismo offensivo. E' una pace fragile, quella lastra di ghiaccio su cui pattiniamo tutti, ma la violenza potenziale così come dimostrata nel 1945 ha funzionato come deterrente, mantenendo la fragile lastra della pace intatta, con qualche crepa, ma intatta. 

Per cui l'ipotesi secondo cui la violenza non risolva nulla è rigettata, molti casi mostrano come la violenza estrema possa "risolvere poprio tutto" in termini di obiettivi immediati, sfruttando il terrore psicologico per spezzare la volontà avversaria.

Questa follia chiaramente parte di un cluster di distorsioni patologiche, ci sono delle persone che la credono veramente.

E queste persone possono votare, disporre liberamente del proprio capitale o salario, condurre autoveicoli potenzialmente pericolosi e manovrare macchinari pesanti. 

Grazie.

Dicono che studiare la storia sia inutile.

Non capiscono però che, se un popolo non la studia, diventa frocio.

  • Grazie! 1
Inviato
7 minutes ago, ^&#x27;V&#x27;^ said:

molti casi mostrano come la violenza estrema possa "risolvere poprio tutto" in termini di obiettivi immediati e sfruttando il terrore psicologico per spezzare la volontà avversaria e degli osservatori. 

Chi scrive pensa si potrebbe tranquillamente ingravidare di grande significato quell'altro slogan, "parlare a nuora perché suocera intenda", nella sua evoluzione per la pace e l'armonia durature: Radere al suolo il casato e tutto l'albero genealogico di nuora, perché suocera afferri un concetto e lo faccia suo. 

 

  • Haha 2
Inviato
8 minutes ago, Kepak said:

Grazie.

Dicono che studiare la storia sia inutile.

Tra l'altro è una delle poche cose scritte da gente vincente, non da lamentosi perdenti che darebbero un cattivo esempio al lettore. 

  • Grazie! 1
  • Haha 2
ArmandoBis
Inviato
16 ore fa, Tony Montana ha scritto:

M affascina questo desiderio di liberare il discorso dall’idea di “mercato” e “biologia”. È un gesto nobile, quasi liberatorio: affermare finalmente che l’attrazione tra un ventenne e una sessantenne sia "simile" o "uguale" a quella tra un sessantenne e una ventenne, che la natura c'entri poco, e che sia principalmente un filtro culturale. Suona bene, come un inno alla possibilità.

In effetti, se si chiudono per un momento gli occhi sui dati - quei piccoli dettagli ripetuti in 45 paesi, le neuroimmagini che mostrano circuiti del premio attivati davanti a certi volti, la menopausa che arriva puntuale come una stagione - la simmetria appare nitida, quasi confortante. Un mondo dove l’età pesa meno, dove la fertilità non incide sull'istinto, dove le preferenze non hanno radici bestiali.

È un mondo elegante, pulito, senza ombre statistiche. Un mondo in cui le curve degli ormoni non modellano più la pelle né il desiderio, e dove le differenze osservate ovunque sono in buona parte dei “vecchi pregiudizi” pronti a dissolversi se smettiamo di nominarli e rimodelliamo i valori della società. Un mondo che ha il fascino delle utopie: morbido, inclusivo, privo di attriti.

E forse è proprio questo il suo potere: la bellezza di un racconto che accarezza l’orecchio, mentre una realtà quella fatta di grafici, di dati su matrimoni, di studi su varie epoche e culture, e di cervelli rimane silenziosa sotto il tessuto. Un velo di seta, che nasconde delle lame.

La cultura non può essere assimilata a un insieme di pregiudizi.

Noi ci strutturiamo su una cultura.

(O su una mancanza di cultura. Se i miei genitori mi avessero smarrito in una foresta, oggi mi nutrirei di radici e vivrei trasferendomi da un albero all'altro.)

Poi, con lo sviluppo dell'economia le esigenze sociali e di comportamento cambiano.

Siamo cresciuti all'interno di certi modelli e siamo costretti a modificarli, anche abbastanza in fretta.

Processo faticoso e anche doloroso.

 

Inviato
On 9/30/2025 at 2:22 PM, ArmandoBis said:

La cultura non può essere assimilata a un insieme di pregiudizi.

Noi ci strutturiamo su una cultura.

(O su una mancanza di cultura. Se i miei genitori mi avessero smarrito in una foresta, oggi mi nutrirei di radici e vivrei trasferendomi da un albero all'altro.)

 

E molto semplicemente, sei in quella foresta ed incontri un gruppo di scappate di casa, che avevano paura del 5G.

Sono isolate nella foresta, prive di conoscenze accumulate e utili in quell'ambiente. Inizi a trasmettere loro elementi culturali: quali piante sono commestibili, quali velenose, come fabbricare ripari e abiti per resistere al freddo. Questa trasmissione accelera l'adattamento all'ambiente, bypassando i lenti processi di selezione genetica che richiedono generazioni per sviluppare tratti fisiologici come tolleranza a tossine o pelliccia isolante.

Con il tempo, si stima 5 figli il primo anno, nascono discendenti a cui insegni questa cultura accumulata, che essi arricchiscono attraverso esplorazione e sperimentazione. Emergono bias cognitivi inevitabili, come il confirmation bias: un individuo muore cadendo da una cascata e non trasmette l'avvertimento; altri sopravvivono divertendosi e diffondono l'idea che sia un'attività sicura e piacevole. Tuttavia, in una specie sociale come la nostra, questi errori si correggono collettivamente: i sopravvissuti osservano fallimenti altrui e affinano le norme, ad esempio riconoscendo che "lanciarsi dalle cascate è divertente ma rischioso".

Dopo generazioni, si consolidano pregiudizi culturali: ad esempio, il gruppo evita una pianta non velenosa ma che causava reazioni allergiche in te, il loro antenato, trattandola come tabù. Rompere questi pregiudizi richiede individui motivati dalla curiosità, spesso guidati da meccanismi neurochimici a base di dopamina, che testano, verificano e innovano.

Tuttavia, dopo ulteriori generazioni, il gruppo incontra un'entità concorrente. Attraverso interazioni come scambi genetici o alleanze, quest'ultima penetra nelle comunicazioni interne. Qualcuno dal gruppo rivale insinua idee che minano le norme consolidate: ad esempio, che certi desideri riproduttivi dei maschi siano meri condizionamenti culturali oppressivi, convincendo membri (incluse potenziali partner) a deviare risorse – cibo, territorio o opportunità riproduttive – verso il rivale.

Da qui emerge che la cultura è un meccanismo di adattamento sovrafisiologico: permette di massimizzare la fitness biologica (sopravvivenza e riproduzione) in una sola generazione, anziché attendere millenni di pressione selettiva genetica. Allo stesso tempo, elementi che chiamiamo "cultura" possono essere strategie parassitarie: meccanismi che un concorrente usa per infiltrarsi nel sistema di credenze di un gruppo, deviando risorse a proprio vantaggio e riducendo la fitness altrui in favore della propria. 

Non si sfugge quindi allo schema evolutivo: ogni elemento culturale beneficia la fitness di qualcuno. La domanda chiave è: sta avvantaggiando me e il mio gruppo, o stiamo perdendo risorse, territorio e opportunità riproduttive a causa di credenze interne? E chi – individuo o gruppo rivale – ne trae il maggior guadagno in termini di fitness biologica? Chi sta guadagnando dalle nostre convinzioni contronaturali, è semplicemente un concorrente che si avvantaggia della gratuita stupidità altrui, o è il nemico, ideatore e trasmittente originario di questa offensive info-warfare? 

In ultima analisi: il cavallo di troia che è entrato col suo messaggio, è semplicemente una persona semplice che condivide le informazioni che sente, per ottenere attenzioni mostrando di avere qualcosa di nuovo e clickbait da dire, o è al soldo del nemico e direttamente ostile a me e al gruppo dei miei consociati, dei quali mi premuro ed onoro di curare e preservare gli interessi personali? 

  • Grazie! 1

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