Marco_drake [Élite] 1932 Inviato 30 Settembre 2025 Inviato 30 Settembre 2025 5 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Allo stesso tempo, elementi che chiamiamo "cultura" possono essere strategie parassitarie: meccanismi che un concorrente usa per infiltrarsi nel sistema di credenze di un gruppo, deviando risorse a proprio vantaggio e riducendo la fitness altrui in favore della propria. Mi sembra che in gergo tecnico si chiami "cagare in testa alle persone" Esempi d'uso: "Chi ti ha cagato in testa questa stronzata?" "Da chi ti sei fatto cagare in testa?" (consigliato se invece di sottolineare il merito di chi ha cagato, si voglia colpevolizzare la vittima). Zugzwang, City Hunter Resident e Tony Montana ha reagito a questo 1 2
City Hunter Resident [Élite] 203 Inviato 30 Settembre 2025 Inviato 30 Settembre 2025 57 minuti fa, Marco_drake ha scritto: "Chi ti ha cagato in testa questa stronzata?" Demon Core direbbe: "Chi è che ti ha sborrato in testa sta stronzata?" hahaha
Tony Montana [Élite] 3986 Inviato 30 Settembre 2025 Inviato 30 Settembre 2025 (modificato) Il 29/09/2025 at 19:20, ArmandoBis ha scritto: Mah, anch'io considero questa differenza di valore sul mercato sessuale più culturale che biologica. [...] Poi, per un culturalista come me, i motivi per cui esiste questa dissimmetria sono abbastanza evidenti. La nostra società ha molti tratti patriarcali, lo dico senza alcuna intonazione critica, è semplicemente un dato di fatto. La distanza di età all'interno della coppia risponde a questo climax. Si potrebbero fare interessanti ricerche sull'età dei componenti della coppia nelle diverse regioni italiane, visto che i modelli familiari sono differenti, e vanno dal classico sistema patriarcale e uno più paritario, sia fra i coniugi che verso i figli. Ti ha già risposto Aivia, ma rinforzo il concetto. In antropologia e sociologia (e per certi versi etnografia), la differenza d'età tra coppie eterosessuali in cui l'uomo è più vecchio della donna è universale. È fortemente presente in tutte le culture esaminate e persiste durante il tempo. Fattori culturali, quali norme intorno al matrimonio, poliginia, condizioni economiche, influenzano l'ampiezza, la magnitudine di questa differenza d'età, ma non il pattern di per sé. David M. Buzz nel 1989 condusse un'indagine globale sull'argomento, in 37 culture differenti, su 5 continenti e 7 isole. https://psycnet.apa.org/doi/10.1017/S0140525X00023992 Buzz e Dan Conroy-Beam scriveranno 20 anni più tardi un articolo in cui riesaminano la questione con un ventennio di ulteriore ricerca. https://labs.la.utexas.edu/buss/files/2019/03/Why-is-age-so-important-in-mating-2019-FINAL-PUBLISHED.pdf Conroy-Beam e Katy Walter di UC Santa Barbara firmeranno un paio d'anni più tardi un vastissimo survey su 45 differnti paesi, per analizzare l'universalità delle differenze sessuali nelle preferenze per l'accoppiamento. I risultati sono tutti concordi e possono essere riassunti così: Conroy-Beam e Walter mostrano anche che uomini vedovi e divorziati si risposano con più frequenza rispetto alle donne e questa differenza aumenta con l'età. Universalmente in 47 paesi diversi. Dopodiché uno più probabilmente dare definizioni di "cultura" più ampie e inclusive. Per quanto riguarda l'antropologia e la sociologia, quello della differenza d'età per coppie eterosessuali è un pattern universale e cross-culturale, con motivazioni biologiche e neurofisiologiche abbastanza ben comprese. Modificato 30 Settembre 2025 da Tony Montana Marco_drake, ^'V'^, Gianilo e 1 altro ha reagito a questo 4
Crescendo63 [Partecipante] 3791 Inviato 30 Settembre 2025 Inviato 30 Settembre 2025 8 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Non lo so, ma Una trans MtF è una donna (ha il cervello di una donna in sei casi su sette secondo autopsie), e probabilmente non è una femmina dato che ha un cromosoma Y. Ma è una signorina, e una Lady. Per chiarire, il mio non era un attacco personale. Frequento un centro sociale dove c'è un tizio che a volte veste i panni di Mario, ed a volte di Marina (nomi a caso). Ed io lo tratto in entrambi i casi con la medesima gentilezza - perché non avrei motivo di fare diversamente. E se mi dice "Sono una donna" - perché quel giorno tale si sente - non lo contraddirò di certo; perché sarebbe maleducato. Per me è libero di sentirsi come preferisce. Anche perché non nuoce ad alcuno. La mia affermazione si rivolgeva a quelli che sostengono che "Un trans MtF è una donna" in senso fattuale, oggettivo. NON soggettivo. E che se non consideri tale persona come possibile partner, magari ti danno del transfobico. <rolleyes>
ArmandoBis [Partecipante] 5475 Inviato 1 Ottobre 2025 Inviato 1 Ottobre 2025 14 ore fa, Tony Montana ha scritto: Ti ha già risposto Aivia, ma rinforzo il concetto. In antropologia e sociologia (e per certi versi etnografia), la differenza d'età tra coppie eterosessuali in cui l'uomo è più vecchio della donna è universale. È fortemente presente in tutte le culture esaminate e persiste durante il tempo. Fattori culturali, quali norme intorno al matrimonio, poliginia, condizioni economiche, influenzano l'ampiezza, la magnitudine di questa differenza d'età, ma non il pattern di per sé. David M. Buzz nel 1989 condusse un'indagine globale sull'argomento, in 37 culture differenti, su 5 continenti e 7 isole. https://psycnet.apa.org/doi/10.1017/S0140525X00023992 Buzz e Dan Conroy-Beam scriveranno 20 anni più tardi un articolo in cui riesaminano la questione con un ventennio di ulteriore ricerca. https://labs.la.utexas.edu/buss/files/2019/03/Why-is-age-so-important-in-mating-2019-FINAL-PUBLISHED.pdf Conroy-Beam e Katy Walter di UC Santa Barbara firmeranno un paio d'anni più tardi un vastissimo survey su 45 differnti paesi, per analizzare l'universalità delle differenze sessuali nelle preferenze per l'accoppiamento. I risultati sono tutti concordi e possono essere riassunti così: Conroy-Beam e Walter mostrano anche che uomini vedovi e divorziati si risposano con più frequenza rispetto alle donne e questa differenza aumenta con l'età. Universalmente in 47 paesi diversi. Dopodiché uno più probabilmente dare definizioni di "cultura" più ampie e inclusive. Per quanto riguarda l'antropologia e la sociologia, quello della differenza d'età per coppie eterosessuali è un pattern universale e cross-culturale, con motivazioni biologiche e neurofisiologiche abbastanza ben comprese. Approfitto per rispondere anche ad @Aivia e a @Crescendo63 Dunque, la cultura. Beh, la cultura non nasce dal nulla; nel mondo così vi sono dei fatti rilevanti che incanalano le "scelte" culturali in determinate direzioni. Difficile trovare una cultura dove i lavori pesanti sono riservati esclusivamente alle donne. Un'etnia che optasse per questa soluzione si troverebbe molto svantaggiata. È invece ammesso che le donne lavorino e gli uomini non facciano nulla, come in molte zone dell'Africa, e in caso vi sia un compito oneroso l'uomo interviene per poi tornare al bar ad intervento concluso. Riguardo alla differenza d'età, beh, la cultura può intervenire - magari amplificando - un dato biologico di partenza, ovvero che le donne maturano prima degli uomini. Essendo i maschi, come dicono a Milano, nettamente più ciula, non è così peregrino che gli si sia qualche anno di vantaggio prima di consegnargli il bastone del comando. Le donne sono anche più forti e resistenti alle malattie. Non è quindi così assurdo "testare" l'uomo più a lungo prima di dare avvio ai processi riproduttivi della specie.
ArmandoBis [Partecipante] 5475 Inviato 1 Ottobre 2025 Inviato 1 Ottobre 2025 Capitolo figa. Aivia la descrive come un organo decisamente poco attraente, e questo dovrebbe avvalorare le tesi che siamo attratti da essa per un diktat biologico a cui non possiamo sottrarci. La realtà, purtroppo o per fortuna, smentisce questa ricostruzione. È noto che vi è una percentuale non trascurabile di uomini che preferisce un suo succedaneo, rinvenibile in persone del loro stesso sesso. Ovviamente in casi come questi si dà la colpa ai geni; purtroppo il gene dell'omosessualità si è rivelato particolarmente elusivo. Avvistato un po' dappertutto, tale generosa ubiquità fa pensare che non esista proprio. Il catalogo delle perversioni sessuali è inoltre molto vasto ed essendo legate a particolari periodi storici possiamo tranquillamente rinunciare alla spiegazione genetica. Quello che sappiamo è che uomini e donne nascono con una pulsione sessuale molto forte, che essa ha sede nell'area genitale e comincerà a manifestarsi a partire dalla pubertà. Sulla destinazione di questa pulsione non possiamo però pronunciarci in anticipo. Nella maggior parte dei casi porterà al congiungimento genitale di due persone del sesso opposto. Ma i detournement sono dietro l'angolo. C'è gente che in una donna trova il massimo interesse nei piedi, e qualche tizio démodé potrebbe riesumare la vecchia perversione che andava tanto di moda un secolo fa, che faceva riflettere Karl Kraus sul turbamento a cui era sovente esposto il feticista, che bramava la scarpa di una donna e doveva accontentarsi di una donna intera.
Kepak [Élite] 2405 Inviato 1 Ottobre 2025 Inviato 1 Ottobre 2025 1 ora fa, ArmandoBis ha scritto: che bramava la scarpa di una donna e doveva accontentarsi di una donna intera. Beh le scarpe non parlano. Crescendo63, ^'V'^, DatFreeman e 1 altro ha reagito a questo 4
Gamebred [Élite] 7834 Inviato 1 Ottobre 2025 Inviato 1 Ottobre 2025 1 ora fa, ArmandoBis ha scritto: È invece ammesso che le donne lavorino e gli uomini non facciano nulla, come in molte zone dell'Africa, e in caso vi sia un compito oneroso l'uomo interviene per poi tornare al bar ad intervento concluso. Nel mattone consigliato dal sempreverde @Tony Montana, The Dawn of Everything, parlava di come nella storia delle società umane siano esistite delle società quasi perfettamente "egualitarie": tutti lavoravano e si dividevano I frutti del lavoro. Niente capitalismo, padroni, proprietari terrieri, affitti e salari. Esempi più moderni sono i kibbutz e i moshav. Il problema di queste società egualitarie, che sulla carta sembrano praticamente perfette... è che devono avere a che fare con altre società. Società in cui accumulare cibo e denaro, può permettere la creazione di artigiani in grado di lavorare il metallo, creare armi, carri da guerra. Che può addestrare e pagare soldati, persone che di professione uccidono persone e conquistano territori. Per avere pace, occorre che tutti gli attori in gioco, nessuno escluso, vogliano la pace. Perché vi sia guerra, basta che un, singolo, attore, la voglia fare. Che fine può fare la società egualitaria se quella non egualitaria decide di muovere guerra? Chiaramente può solo soccombere. Infatti anche i kibbutz e i moshav erano esperimenti di "vero comunismo" funzionanti proprio perché erano su piccola scala, di ridottissime dimensioni. Come lo era la democrazia degli antichi, o il complicato quanto efficiente sistema politico svizzero. Von Clausewitz diceva che nessun piano sopravvive al primo impatto con le forze nemiche. Ancor più elegante Mike Tyson, con il suo "tutti hanno un piano, finché non vengono presi a pugni in bocca". In sintesi: andare a fare cherry picking di situazioni può portare letteralmente ovunque. In Nepal solo nel 1920 hanno abolito legalmente la tradizione per cui una vedova doveva essere bruciata viva sulla stessa pira funeraria del marito. In Egitto, tutt'oggi, infibulano milioni di bambine ogni anno. In Arabia Saudita ci sono strade separate per musulmani e non musulmani. Non cadiamo nel bias di conferma per andare a cercare tribù in Africa, per fare osservazioni sulla società italiana, occidentale in generale. Non ha alcun senso. Gianilo, DNTGIVEAFUCK e Crescendo63 ha reagito a questo 3
ArmandoBis [Partecipante] 5475 Inviato 1 Ottobre 2025 Inviato 1 Ottobre 2025 51 minuti fa, Gamebred ha scritto: Nel mattone consigliato dal sempreverde @Tony Montana, The Dawn of Everything, parlava di come nella storia delle società umane siano esistite delle società quasi perfettamente "egualitarie": tutti lavoravano e si dividevano I frutti del lavoro. Niente capitalismo, padroni, proprietari terrieri, affitti e salari. Esempi più moderni sono i kibbutz e i moshav. Il problema di queste società egualitarie, che sulla carta sembrano praticamente perfette... è che devono avere a che fare con altre società. Società in cui accumulare cibo e denaro, può permettere la creazione di artigiani in grado di lavorare il metallo, creare armi, carri da guerra. Che può addestrare e pagare soldati, persone che di professione uccidono persone e conquistano territori. Per avere pace, occorre che tutti gli attori in gioco, nessuno escluso, vogliano la pace. Perché vi sia guerra, basta che un, singolo, attore, la voglia fare. Che fine può fare la società egualitaria se quella non egualitaria decide di muovere guerra? Chiaramente può solo soccombere. Infatti anche i kibbutz e i moshav erano esperimenti di "vero comunismo" funzionanti proprio perché erano su piccola scala, di ridottissime dimensioni. Come lo era la democrazia degli antichi, o il complicato quanto efficiente sistema politico svizzero. Von Clausewitz diceva che nessun piano sopravvive al primo impatto con le forze nemiche. Ancor più elegante Mike Tyson, con il suo "tutti hanno un piano, finché non vengono presi a pugni in bocca". In sintesi: andare a fare cherry picking di situazioni può portare letteralmente ovunque. In Nepal solo nel 1920 hanno abolito legalmente la tradizione per cui una vedova doveva essere bruciata viva sulla stessa pira funeraria del marito. In Egitto, tutt'oggi, infibulano milioni di bambine ogni anno. In Arabia Saudita ci sono strade separate per musulmani e non musulmani. Non cadiamo nel bias di conferma per andare a cercare tribù in Africa, per fare osservazioni sulla società italiana, occidentale in generale. Non ha alcun senso. Concordo sostanzialmente su tutto, ma non ho capito la fine. Ho fatto solo un esempio en passant. La tesi era che per dimostrare che la differenza di età fra uomini e donne all'interno delle relazioni è di origine culturale avrei dovuto trovare almeno un esempio in cui avviene l'opposto. Ho sostenuto che non necessariamente è così, che la cultura può semplicemente dare una cornice a situazioni di fatto che spingono in una determinata direzione.
ArmandoBis [Partecipante] 5475 Inviato 1 Ottobre 2025 Inviato 1 Ottobre 2025 Capitolo comunismo. Il comunismo ha fallito perché ha ostacolato istinti naturali quali la competizione e l'aspirazione (suppongo al miglioramento della propria posizione). Perché non postulare anche una tendenza alla cooperazione, a trovare o generare situazioni win win? Proprio perché se questa spinta esistesse il comunismo non avrebbe fallito o comunque non sarebbe stato così rovinoso. Ecco dunque una vicenda che dalla storia passa alla storia naturale, non poteva darsi un esito diverso. Era scritto fin dall'inizio perché mentre il capitalismo lascia gli animal spirits liberi di scorazzare, il comunismo ne fa strame. Questa tesi ha il difetto di essere costruita su un ragionamento induttivo, che da Popper in poi sappiamo non essere il modo migliore per fare scienza. Se ne può fare un'agevole confutazione senza aver bisogno di trovare un cigno nero (la storia ci ha dato un solo cigno su cui sperimentare, tutti gli altri di riffe o di raffe derivano da quello). Basta semplicemente notare che questo cigno è di colore cangiante e per un certo periodo è stato, se non nero, quasi. Negli anni '50 infatti gli americani cominciarono a preoccuparsi molto per i tassi di crescita economici dell'Urss. Se quel trend si fosse mantenuto in non molti anni l'Urss avrebbe raggiunto gli USA e poi li avrebbe addirittura superati. Fu un economista di nome Young a spiegare perché questo non sarebbe potuto accadere. La crescita sovietica era decisamente sostenuta ed era reale, ma in pratica era statisticamente dipendente dal passaggio da un sistema produttivo arcaico a uno meccanizzato. Una volta portata la meccanizzazione ovunque la crescita si sarebbe arrestata. Per crescere ulteriormente l'economia avrebbe dovuto incamminarsi lungo un sentiero di innovazione tecnologica, cosa per cui non sembrava molto portata. Industrializzazione forzata e compressione dei consumi hanno portato a dei tassi di crescita straordinari. L'aspetto interessante è che la storia si ripeté qualche tempo dopo con l'emergere delle tigri asiatiche. Memori dell'ammonimento di Young, molti si aspettavano che quei paesi finissero in panne. Non fu così. Al contrario, l'innovazione tecnologica si installò con estrema naturalezza nel quadro dell'industrializzazione primaria, al punto che quasi tutti questi paesi ci hanno raggiunto e superato. Parliamo di paesi con regimi non democratici, retti da una dittatura militare o da figure autoritario-paternalistiche. Molto più simili a quella che era l'Urss che alle nostre democrazie liberali... Nulla impediva l'Urss di seguire lo stesso sentiero che le tigri avrebbero intrapreso da lì a qualche anno.
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