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Methavas
Inviato
Il 29/05/2025 at 16:34, Wyatt99 ha scritto:

Comunque è anche vero che l'ha conosciuto a lavoro.

Ricordiamo la sacra regola: "nel lavoro e nel palazzo mai infilarci il cazzo".

Quanta verità....ho dovuto fare 2 round per incidermelo bene nella carne.

Mai più

Faceless
Inviato
50 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Tipo vogliamo coscientemente X ma poi ad attirarci è Y?

Più o meno. 

L'attenzione va dove noi la mettiamo con più intensità, indipendentemente dal fatto che si tratti di qualcosa di buono o meno. 

Hai paura che un piccione ti faccia la cacca in testa --> consciamente dici "non voglio che un piccione mi faccia la cacca in testa" --> l'attenzione è sulla cacca del piccione sulla tua testa --> inconsciamente ti metti in tutte le situazioni che possono portarti a farti fare la cacca in testa da un piccione e prima o poi un piccione ti farà la cacca in testa. 

(tratto da una storia vera) 

58 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Che cos'è il sistema di attivazione reticolare?

È un sistema di neuroni che regola l'attenzione, se cerchi sul web o chiedi a ChatGpt puoi trovare spiegazioni migliori di quelle che potrei darti io. 

Su questo meccanismo ci si può lavorare, con risultati anche sorprendenti. 

 

ArmandoBis
Inviato
2 ore fa, Faceless ha scritto:

Più o meno. 

L'attenzione va dove noi la mettiamo con più intensità, indipendentemente dal fatto che si tratti di qualcosa di buono o meno. 

Hai paura che un piccione ti faccia la cacca in testa --> consciamente dici "non voglio che un piccione mi faccia la cacca in testa" --> l'attenzione è sulla cacca del piccione sulla tua testa --> inconsciamente ti metti in tutte le situazioni che possono portarti a farti fare la cacca in testa da un piccione e prima o poi un piccione ti farà la cacca in testa. 

(tratto da una storia vera) 

Quando c'è la paura si finisce col vedere solo le situazioni che la generano.

Anziché allontanarsene di gran carriera, si resta sul posto, ipnotizzati.

Ma anche se non c'è alla base un sentimento di rigetto, alla fine tendiamo a ripetere le situazioni che abbiamo vissuto.

Magari avremmo anche le occasioni per stare meglio. Ma si tratta di situazioni che non ci sono familiari. Facciamo fatica a viverle. Preferiamo stare peggio.

2 ore fa, Faceless ha scritto:

È un sistema di neuroni che regola l'attenzione, se cerchi sul web o chiedi a ChatGpt puoi trovare spiegazioni migliori di quelle che potrei darti io. 

Su questo meccanismo ci si può lavorare, con risultati anche sorprendenti. 

 

Che tipo di lavoro?

Sono molto scettico che si possa cambiare l'atteggiamento di fondo che abbiamo verso la vita.

Fra una situazione A in cui si sta bene, e una situazione B, non terribile ma comunque sicuramente peggiore, io preferisco B.

Faceless
Inviato
16 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Quando c'è la paura si finisce col vedere solo le situazioni che la generano.

La stessa cosa succede quando si ha un obiettivo autentico e chiaro. 

È qui che entra in gioco il sistema di attivazione reticolare: regolando la nostra attenzione, ci fa notare tutte le situazioni, le occasioni, che ci portano ad un determinato punto. 

18 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Magari avremmo anche le occasioni per stare meglio. Ma si tratta di situazioni che non ci sono familiari.

Infatti il lavoro consiste in questo, superare questo impasse ed individuare queste situazioni scrivendole nero su bianco. In parte coinvolgiamo la nostra parte conscia, ma il lavoro vero lo fa quella inconscia. 

19 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Sono molto scettico che si possa cambiare l'atteggiamento di fondo che abbiamo verso la vita.

So che sei scettico in quanto abbiamo già avuto modo di parlare di questo argomento. 

Anche io ero scettica, eh, ma ero pronta al cambiamento e curiosa di sperimentare. 

Credo che l'essere umano abbia una capacità di adattamento innata che serve alla sopravvivenza. In parole povere, quando ci si trova sul fondo di un baratro, l'istinto ci spinge a provare nuove strategie per risalire. Chi non ha questa spinta è perché o è troppo debole (fisicamente o mentalmente) o perché non ha davvero toccato il fondo. 

24 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Fra una situazione A in cui si sta bene, e una situazione B, non terribile ma comunque sicuramente peggiore, io preferisco B.

Cvd. 

ArmandoBis
Inviato
6 ore fa, Faceless ha scritto:

La stessa cosa succede quando si ha un obiettivo autentico e chiaro. 

È qui che entra in gioco il sistema di attivazione reticolare: regolando la nostra attenzione, ci fa notare tutte le situazioni, le occasioni, che ci portano ad un determinato punto. 

Infatti il lavoro consiste in questo, superare questo impasse ed individuare queste situazioni scrivendole nero su bianco. In parte coinvolgiamo la nostra parte conscia, ma il lavoro vero lo fa quella inconscia. 

So che sei scettico in quanto abbiamo già avuto modo di parlare di questo argomento. 

Anche io ero scettica, eh, ma ero pronta al cambiamento e curiosa di sperimentare. 

Credo che l'essere umano abbia una capacità di adattamento innata che serve alla sopravvivenza. In parole povere, quando ci si trova sul fondo di un baratro, l'istinto ci spinge a provare nuove strategie per risalire. Chi non ha questa spinta è perché o è troppo debole (fisicamente o mentalmente) o perché non ha davvero toccato il fondo. 

Cvd. 

Ma il punto è proprio questo: il baratro.

Se ci stiamo per finire dentro, è chiaro che facciamo l'impossibile per evitarlo.

Ma nella vita quotidiana non siamo messi di fronte a questi estremi.

Siamo quello che siamo e viviamo come viviamo.

Sento in giro un sacco di gente che ha obiettivi ambiziosi.

Io non li ho.

Ho dei desideri, certo. Ma se li realizzassi, anche tutti, non starei meglio di adesso.

Invece ho proprio l'impressione che molti siano convinti che quando si verificherà X allora sì che saranno felici.

Faceless
Inviato (modificato)
37 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Invece ho proprio l'impressione che molti siano convinti che quando si verificherà X allora sì che saranno felici.

Non si tratta di delegare la felicità ad un evento specifico ma di soddisfare dei bisogni materiali e non, e di realizzare sé stessi. 

37 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Sento in giro un sacco di gente che ha obiettivi ambiziosi.

Io non li ho.

Nessuno li ha, inizialmente, perché ci è stato insegnato, atavicamente, a non averne. Se si chiede a chiunque di scrivere 150 desideri / obiettivi, ad una persona mediamente ne vengono in mente sette o otto. 

37 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Ma nella vita quotidiana non siamo messi di fronte a questi estremi.

Forse non tu, ma ogni persona è diversa e anche una stessa situazione può essere vissuta diversamente da diverse persone. Io ad esempio quel baratro l'ho toccato, ho passato anni di inferno con una malattia misteriosa che nessuno sapeva diagnosticarmi, anni di peregrinaggio e disperazione, di isolamento sociale. Ti assicuro che non è stato facile, e solo perché sono stata forte e non mi sono arresa ho trovato finalmente un modo, una speranza, per stare meglio. Anche se non sono guarita, vedo comunque una luce in fondo al tunnel. Tunnel in cui tutte le persone con cui ho avuto a che fare mi avrebbero lasciato morire. Ho avuto parecchio tempo per pensare alla mia vita e alla persona che ero, una vita che non volevo vivere e una persona che non volevo essere. 

37 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Siamo quello che siamo e viviamo come viviamo

Chi vuole cambiare può cambiare. È possibile farlo, è possibile cambiare mindset e prospettive, è possibile avere ambizioni e persino realizzarle, perché niente è impossibile, ma solo improbabile. 

È chiaro che un lavoro interiore del genere richiede degli anni, e molto impegno, riflessione, onestà. È una percorso che può intraprendere solo qualcuno che ha una forte motivazione. 

 

 

Modificato da Faceless
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ArmandoBis
Inviato (modificato)
10 ore fa, Faceless ha scritto:

Non si tratta di delegare la felicità ad un evento specifico ma di soddisfare dei bisogni materiali e non, e di realizzare sé stessi. 

Su questo direi che siamo tutti d'accordo.

10 ore fa, Faceless ha scritto:

Nessuno li ha, inizialmente, perché ci è stato insegnato, atavicamente, a non averne. Se si chiede a chiunque di scrivere 150 desideri / obiettivi, ad una persona mediamente ne vengono in mente sette o otto. 

Già su questo punto cominciano le complicazioni.

Che a livello educativo alle persone si tende a tarpare le ali, è vero.

C'è chi ha delle qualità e viene coartato.

Ha tutta la mia simpatia e solidarietà.

Ma che si può fare, se non augurargli di trovare un senso in quello che fa, un senso che gli restituisca il gusto di vivere?

Tempo fa lessi la biografia di Bezos e rimasi davvero impressionato.

Il padre era una brava persona, ma piuttosto inconcludente. È finito a riparare biciclette.

La madre, invece, era una laureata che sapeva il fatto suo.

Si accorse subito dell'enorme intelligenza del figlio e lo sostenne in tutti i modi.

Il resto della storia lo conosciamo.

La maggior parte di noi, a cominciare dal sottoscritto, non ha avuto questa fortuna.

E allora che si fa? Si passa la vita in cerca di un risarcimento?

10 ore fa, Faceless ha scritto:

Forse non tu, ma ogni persona è diversa e anche una stessa situazione può essere vissuta diversamente da diverse persone. Io ad esempio quel baratro l'ho toccato, ho passato anni di inferno con una malattia misteriosa che nessuno sapeva diagnosticarmi, anni di peregrinaggio e disperazione, di isolamento sociale. Ti assicuro che non è stato facile, e solo perché sono stata forte e non mi sono arresa ho trovato finalmente un modo, una speranza, per stare meglio. Anche se non sono guarita, vedo comunque una luce in fondo al tunnel. Tunnel in cui tutte le persone con cui ho avuto a che fare mi avrebbero lasciato morire. Ho avuto parecchio tempo per pensare alla mia vita e alla persona che ero, una vita che non volevo vivere e una persona che non volevo essere. 

Penso che se hai imbroccato la strada giusta non dovrebbe essere questione di molto.

10 ore fa, Faceless ha scritto:

Chi vuole cambiare può cambiare. È possibile farlo, è possibile cambiare mindset e prospettive, è possibile avere ambizioni e persino realizzarle, perché niente è impossibile, ma solo improbabile. 

È chiaro che un lavoro interiore del genere richiede degli anni, e molto impegno, riflessione, onestà. È una percorso che può intraprendere solo qualcuno che ha una forte motivazione. 

 

 

La vita è (dannazione) cambiamento. Sono cambiato persino io...

Quello che però contesto è che la realizzazione dei nostri progetti/desideri coincida con la felicità.

Durante un mon-do un maestro Zen fece un'osservazione lapidaria: "se non siete felici qui e ora non lo sarete mai".

Penso che avesse sostanzialmente ragione, anche avrei preferito che avesse torto.

Va bene quindi fare delle cose e farle bene, ma non illudersi che questo possa portare a un cambiamento di stato.

 

Modificato da ArmandoBis
Faceless
Inviato
1 ora fa, ArmandoBis ha scritto:

Quello che però contesto è che la realizzazione dei nostri progetti/desideri coincida con la felicità.

È una cosa che non ho mai scritto. 

Io sto parlando di crescita personale, le realizzazioni possono essere un piacevole effetto collaterale. Che però non sono magia, ma dipendono in gran parte da noi, quindi non è detto che una persona possa davvero riuscire a realizzare tutto quanto vuole o crede di volere. Poi a volte si ottengono delle cose che sono state volute, ma una volta ottenute, non danno soddisfazione e anche questo può essere un insegnamento. 

1 ora fa, ArmandoBis ha scritto:

Va bene quindi fare delle cose e farle bene, ma non illudersi che questo possa portare a un cambiamento di stato.

Penso che non si possa parlare per gli altri, ma soprattutto, se una cosa non la si è sperimentata, la teoria lascia il tempo che trova. 

Io sono una persona molto pragmatica e pessimista, tutt'ora scettica, ma non ho avuto niente da perdere e ho avuto curiosità di vedere cosa sarebbe accaduto. Sono tre anni che sto lavorando, e scrivo "lavoro" perché scavare nella profondità di sé stessi e confrontarsi con le proprie paure e resistenze è qualcosa di faticoso, a volte doloroso. 

Non è che siano successe grandi cose, nel senso che non sono (ancora) guarita e questo sarebbe essenziale per vivere una vita dignitosa, perché io ho sintomi molto invalidanti. Però delle cose, anche importanti, sono successe, ma soprattutto sto cambiando io, mi sto liberando del giudizio degli altri e sto cominciando a dare priorità a me stessa, cosa in cui prima avevo difficoltà. 

In questa cosa c'è talmente tanta dietrologia che non posso (perché non mi sento in grado) spiegarla, ma posso dire che è un percorso personale e segreto dove gli altri non devono intromettersi, che non è nemmeno per tutti perché appunto si tratta di percorrere una strada difficile, non sai dove arriverai né se arriverai. È accettare il rischio della delusione e del fallimento. Nessuna illusione, quindi, anzi ci vuole una certa intelligenza. 

Come ho scritto, il motore può essere solo una forte motivazione, un bisogno e una volontà di cambiamento. Ovviamente non tutti hanno questo bisogno e questa volontà e se per loro va bene così, va bene così. Ognuno fa per sé stesso. 

 

 

 

Seth44
Inviato
Il 02/06/2025 at 09:31, Faceless ha scritto:

Da ciò che scrive, lui è sempre stato a contatto con giovani e le giovani donne hanno sempre attirato la sua attenzione (non che ci sia qualcosa di strano nel pensiero in sé). Questa storia dell'invecchiamento potrebbe avergli dato un input in più per cercare conferme su sé stesso. 

Be', sì, sicuramente c'è anche questo. Mi dici indirettamente che sono vecchio (poco imposta che il discorso non fosse questo: io l'ho percepito come tale)? Io mi attivo per dimostrare in primis a me stesso che non è così. 

Seth44
Inviato
15 ore fa, ArmandoBis ha scritto:

Ho dei desideri, certo. Ma se li realizzassi, anche tutti, non starei meglio di adesso.

L'insoddisfazione è insita nella natura umana: le soddisfazioni, se arrivano, sono sempre di breve durata. Credo sia proprio un discorso evolutivo: perché la specie si impegni a migliorarsi, occorra che voglia superare la propria condizione attuale. 

D'altro canto, le soddisfazioni, seppure brevi, ci sono, per cui è normale cercare di raggiungerle.

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