Wave721 [Lurker] 22 Inviato 6 Luglio 2025 Inviato 6 Luglio 2025 Ieri un mio amico mi ha detto una cosa che ha aperto uno squarcio dentro di me. Meritiamo le donne che possiamo perdere. Quando una relazione vacilla o finisce, probabilmente siamo portati a fare di tutto pur di non perderla. Ma forse è proprio questo accanimento terapeutico il nostro principale nemico. Se sentiamo di non poterci permettere di perdere una donna (per i più svariati motivi), sentiamo inconsciamente di non meritarla. Di non poter ambire a qualcosa di meglio. Lo sentiamo noi. Lo sente lei. E questo quasi sempre è il preludio della fine... Lasciar andare qualcuno o mostrare di essere pronti a farlo è probabilmente il gesto più integro e attrattivo che possiamo fare. Tu meriti le donne che puoi permetterti di perdere. June* e benitez ha reagito a questo 1 1
Faceless [Partecipante] 1625 Inviato 6 Luglio 2025 Inviato 6 Luglio 2025 Mi sono triggherata su questo punto 5 minuti fa, Wave721 ha scritto: sentiamo inconsciamente di non meritarla. 5 minuti fa, Wave721 ha scritto: Di non poter ambire a qualcosa di meglio. Ma se senti di non meritarla, significa che secondo te lei è troppo per te, non che sia poco per te ma ti devi accontentare. 8 minuti fa, Wave721 ha scritto: Lasciar andare qualcuno o mostrare di essere pronti a farlo è probabilmente il gesto più integro e attrattivo che possiamo fare. Questo proprio al di là di qualsiasi altra considerazione.
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 172793 Inviato 20 Luglio 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 20 Luglio 2025 On 7/6/2025 at 11:02 AM, Wave721 said: Ieri un mio amico mi ha detto una cosa che ha aperto uno squarcio dentro di me. Meritiamo le donne che possiamo perdere. Quando una relazione vacilla o finisce, probabilmente siamo portati a fare di tutto pur di non perderla. Ma forse è proprio questo accanimento terapeutico il nostro principale nemico. Se sentiamo di non poterci permettere di perdere una donna (per i più svariati motivi), sentiamo inconsciamente di non meritarla. Di non poter ambire a qualcosa di meglio. Lo sentiamo noi. Lo sente lei. E questo quasi sempre è il preludio della fine... Lasciar andare qualcuno o mostrare di essere pronti a farlo è probabilmente il gesto più integro e attrattivo che possiamo fare. Tu meriti le donne che puoi permetterti di perdere. È un bel pensiero. Se lo traduco nel mio sentire diventa che merito le RELAZIONI che posso permettermi di perdere. Questo in ambito business, social, mating. Perché le donne non sono mie e non le perdo né guadagno. Ma la qualità specifica della relazione con una donna è fatta di bisogni di entrambi che trovano soddisfazione - spesso al prezzo della sofferenza di altri bisogni. E la soddisfazione di quei bisogni, sessuali per me, forse emotivi per altre persone, materiali per chi fa a mezzo dell'affitto, di coccole, di avere una persona testimone della tua vita, che lo sa, cosa stai passando dietro le quinte... la soddisfazione di quei bisogni puoi perderla e trovarla altrove? Se puoi... allora sei simmetrico. Giusto? Secondo me si aggiunge un altro strato. Quanto puoi tenere la mano in un braciere con la faccia seria. Quanto puoi restare operativo e funzionante sordo agli strepiti di un bisogno che scalcia per trovare soddisfazione. Perché se la smetti di essere un pagliaccio woke agito come un burattino dai bisogni, allora puoi perdere anche la più figa che hai mai toccato alla seconda stronzata subumana che fa. Basta dire uno alla prima, chiarendo che non c'è spazio per il due. E poi dire due mentre te ne vai. Ripeto, non perché hai pronto un tampone altrove o perché hai chance. Perché non te ne frega un cazzo di avere chance per fare quello che va fatto. .E., Brif, Resilienza.... e 12 altri ha reagito a questo 8 5 2
Wave721 [Lurker] 22 Inviato 22 Luglio 2025 Autore Inviato 22 Luglio 2025 Nello spettro dei bisogni...è davvero difficile, se non impossibile, essere sempre "coperti". Per alcuni può essere difficile ritrovare sesso altrove. Per altri può essere molto difficile ritrovare le coccole o la connessione. Ma un "testimone della tua vita" non lo rimpiazzi oggi per domani. Probabilmente, anche se è dura ammetterlo... Siamo tutti agiti dai nostri bisogni. Molto meno consapevoli di quello che crediamo. Burattini nelle mani di Madre Natura. E ci sentiamo spaccati a metà quando la rincorsa per la soddisfazione di uno di quei bisogni sacrifica il nostro parallelo bisogno di integrità. Di non sentirci "compromessi", dalla rincorsa e dallo sporco che la Vita deposita addosso. Il 20/07/2025 at 23:14, ^'V'^ ha scritto: Ripeto, non perché hai pronto un tampone altrove o perché hai chance. Perché non te ne frega un cazzo di avere chance per fare quello che va fatto. Fare quello che va fatto, in assenza di una soluzione tampone, è la cosa più difficile e dolorosa del mondo. Foldare quando si ha già un'alternativa pronta lo sanno fare tutti, persino le donne. Resilienza...., June*, ^'V'^ e 3 altri ha reagito a questo 3 3
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 172793 Inviato 22 Luglio 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 22 Luglio 2025 48 minutes ago, Wave721 said: Nello spettro dei bisogni...è davvero difficile, se non impossibile, essere sempre "coperti". Per alcuni può essere difficile ritrovare sesso altrove. Per altri può essere molto difficile ritrovare le coccole o la connessione. Ma un "testimone della tua vita" non lo rimpiazzi oggi per domani. Probabilmente, anche se è dura ammetterlo... Siamo tutti agiti dai nostri bisogni. Molto meno consapevoli di quello che crediamo. Burattini nelle mani di Madre Natura. E ci sentiamo spaccati a metà quando la rincorsa per la soddisfazione di uno di quei bisogni sacrifica il nostro parallelo bisogno di integrità. Di non sentirci "compromessi", dalla rincorsa e dallo sporco che la Vita deposita addosso. Fare quello che va fatto, in assenza di una soluzione tampone, è la cosa più difficile e dolorosa del mondo. Foldare quando si ha già un'alternativa pronta lo sanno fare tutti, persino le donne. La non sviabilità per me è superiore come cosa di valore, alla qualità stessa della necessità. Se un vegano ad esempio ha altissima necessità di riconoscimento, e io gliene offro un sacco per mangiare una bella fetta di mamma cangura, intendo che gli sto mettendo sul piatto non il mio, di riconoscimento, che non vale niente appena fuori dal forum, ma che ho possibilità di fargli riconoscere importanti meriti in società... Ecco, se lui si tiene il veganesimo, che per me vale meno di un calzino bucato, e non viene sviato da un suo bisogno... Allora c'è un vegano che rispetto e di cui mi fido. Poi sulle pseudiscienze sulle quali basa le sue convinzioni possiamo dibattere se lo desidera, ma su sviabile o non sviabile posso fare poco. Di esempi per capirci ne ho un casino, e non voglio farne un mio diario personale di attention whoring, ma per capirci parlo di cose come aver iniziato a vedere con una vicina di casa "Wall-e", il robottino, essere dovuto andare a lavorare, dicendole che quando torno se è sveglia lo finiamo di vedere. Quella sera succede un miracolo e due turiste di Amsterdam mi manifestano frustrazione perché sono state una settimana a Bologna, hanno speso un sacco e tutte le cose che gli avevano raccontato che gli italiani chiavano... non si sono avverate, non hanno trovato nessuno. Ero in moto, le ho incontrate per caso perché parlavano appoggiate alla moto quando dovevo tornare a casa. Una era grassottella, l'altra era molto carina. Parliamo un po', mi invitano al loro hotel, chiedendomi se per carità un threesome almeno prima che ripartano, perché in italia è praticamente impossibile farsi scopare... (sembra una battuta ma dopo la terza volta che una me lo ha detto stizzita ho iniziato a guardarmi intorno e sì, questa cosa esiste: maschi al 45% arroganti e cazzoni esaltati tutto fumo e niente arrosto, e al 45% sfigati e chiusi a riccio.) Le accompagno alla porta, ci baciamo con affetto con la più carina (non sono stato così cafone, è lei che si è avvicinata e ha provato), spiego che una ragazza mi sta aspettando e non avevo previsto che sarei rimasto fuori. Mi chiedono se sia fidanzato. No, spiego, ma sebbene sia un errore catastrofico andare in qualche posto sapendo già dove si tornerà a dormire e lasiando parole spese, in questo caso la mia casistica di dopo lavoro è al 99,7% -> a casa da solo a dormire per terra. Per cui in questo caso siccome uscivo per lavorare sono rimasto d'accordo con una vicina, tanto non sarebbe successo niente di utile. Insistono, il loro problema era che bugia inventare con questa (non ho pensato per un istante a questo), o cercare di capire perché fossi preoccupato della sua reazione visto che non era la mia fidanzata (non ero preoccupato della sua reazione, anche se sì, ero preoccupato per i suoi sentimenti e sensazioni). Le saluto, spiego che fa più male a me che a loro due messe insieme, e che però parlo una volta sola e ho fatto uscire dalla bocca "dopo il lavoro se sei sveglia lo finiamo di vedere". Vado. Lei mi grida addosso che ho tardato mezz'ora rispetto all'orario in cui chiudiamo, che era stata sveglia apposta per vederlo con me, e stava ad aspettare... Ok. Non sviabile. E non è una cosa che non si paga. Si paga, è un lusso, un bene di lusso. Ora, la domanda più scomoda: è davvero una scelta libera, esiste il libero arbitrio, o io ho più bisogno di essere tutto d'un pezzo e parlare una volta sola, che di fare due turiste di cui una fuori forma? Non lo so. So che non ho nient'altro a parte la vita, e che quando sono sopravvissuto in grosse difficoltà è stato più per questo che per aver fatto due turiste di cui una fuori forma, per cui non voglio prendermene tutto il merito, forse ho meno scelta di quello che voglio darmi a bere. Ma sì, la non sviabilità è una cosa che guardo nelle persone, a parte "non sviabilità rispetto a cosa". Quel "cosa" si può aggiustare con il dialogo, con evidenze concrete valutate insieme, con l'esempio, con la dissonanza cognitiva usata come alleata. Ma la sviabilità... quella non so se sia così facile renderla a prova d'aria in un soggetto terzo. Non ci sono mai riuscito, posso solo filtrare le persone in base a quella. Ora, inutile spiegare che delle due turiste quella più carina, quando ha visto quella non sviabilità anche di fronte al reward migliore del semestre e proprio in quello di cui ho bisogno per vivere, certo che ha reagito amplificando tantissimo l'attrazione che provava (mi pare fosse anche per quello che si è messa a baciarmi, o forse anche per capire se il problema fosse che non mi piacessero). In un contesto normale (persone che puoi rivedere, non che partono l'indomani), crea impatto? Il desiderio anche forte, accompagnato da impossibilità a uscire dal proprio tracciato per inseguirlo? Sì. Lo crea. Ma ok, in un contesto normale due tipe non ti chiedono di scoparle tutta la mattina perché devono ripartire a ora di pranzo. Se le puoi rivedere, di solito non fanno così e dubito lo abbiano mai fatto a casa loro ad Amsterdam. Pace. Kepak, Marco_drake, Tegola e 9 altri ha reagito a questo 7 2 1 2
Wave721 [Lurker] 22 Inviato 23 Luglio 2025 Autore Inviato 23 Luglio 2025 (modificato) 14 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Vado. Lei mi grida addosso che ho tardato mezz'ora rispetto all'orario in cui chiudiamo, che era stata sveglia apposta per vederlo con me, e stava ad aspettare... Ok. Non sviabile. E non è una cosa che non si paga. Si paga, è un lusso, un bene di lusso. Le fighe neanche immaginano il prezzo che paghiamo per essere uomini... Per guardarci allo specchio tutti i santi giorni e sapere ancora chi siamo. Lo sappiamo noi, e tanto basta. 14 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Ora, la domanda più scomoda: è davvero una scelta libera, esiste il libero arbitrio, o io ho più bisogno di essere tutto d'un pezzo e parlare una volta sola, che di fare due turiste di cui una fuori forma? Non lo so. So che non ho nient'altro a parte la vita, e che quando sono sopravvissuto in grosse difficoltà è stato più per questo che per aver fatto due turiste di cui una fuori forma, per cui non voglio prendermene tutto il merito, forse ho meno scelta di quello che voglio darmi a bere. Il tuo bisogno di essere tutto d'un pezzo è un bisogno vivo, sempre presente. Che viaggia in parallelo con gli altri bisogni. Lo stesso che ti salva il culo quando devi uscire dal fango, può persino farti sdraiare qualche figa ogni tanto. Il più delle volte te le fa perdere (ok, intendiamo pure le relazioni). A mio avviso, abbiamo molto meno libero arbitrio di quello che saremmo portati a pensare. La domanda è: Nell'economia di una vita, inseguire i propri bisogni (carnali, di affetto, avere testimoni del proprio passaggio ect.) cercando di restare tutto d'un pezzo, ha davvero expected value positivo? 14 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Quel "cosa" si può aggiustare con il dialogo, con evidenze concrete valutate insieme, con l'esempio, con la dissonanza cognitiva usata come alleata. Questo è un ottimo take: come possiamo usare la dissonanza cognitiva come alleata? Intuitivamente, saremmo portati a pensare che essere spaccati a metà produce solo nefandezze da parte nostra. Modificato 23 Luglio 2025 da Wave721
sbuc [Partecipante] 40 Inviato 23 Luglio 2025 Inviato 23 Luglio 2025 2 ore fa, Wave721 ha scritto: Le fighe neanche immaginano il prezzo che paghiamo per essere uomini... Per guardarci allo specchio tutti i santi giorni e sapere ancora chi siamo. Lo sappiamo noi, e tanto basta. Il tuo bisogno di essere tutto d'un pezzo è un bisogno vivo, sempre presente. Che viaggia in parallelo con gli altri bisogni. Lo stesso che ti salva il culo quando devi uscire dal fango, può persino farti sdraiare qualche figa ogni tanto. Il più delle volte te le fa perdere (ok, intendiamo pure le relazioni). A mio avviso, abbiamo molto meno libero arbitrio di quello che saremmo portati a pensare. La domanda è: Nell'economia di una vita, inseguire i propri bisogni (carnali, di affetto, avere testimoni del proprio passaggio ect.) cercando di restare tutto d'un pezzo, ha davvero expected value positivo? Questo è un ottimo take: come possiamo usare la dissonanza cognitiva come alleata? Intuitivamente, saremmo portati a pensare che essere spaccati a metà produce solo nefandezze da parte nostra. Le frasi calate dall'alto come la prima mi fanno venire il latte alle ginocchia, che senso ha lamentarsi del proprio essere uomini spaccandosi la testa da soli pensando a quanto sia difficile la vita e che nessuno può capirci e compatirci? Non è una logica vantaggiosa per sè stessi, preferiresti forse essere una donna? Non penso proprio, allora evita anche questo qualunquismo spicciolo
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 172793 Inviato 23 Luglio 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 23 Luglio 2025 3 hours ago, Wave721 said: Le fighe neanche immaginano il prezzo che paghiamo per essere uomini... Per guardarci allo specchio tutti i santi giorni e sapere ancora chi siamo. Lo sappiamo noi, e tanto basta. Capisco il riferimento culturale alla manhood, ma essere delle persone e non degli sviabili o degli NPC a molla, è una caratteristica tangente uomini e donne. Ho conosciuto, donne (rarissime, come rarissimi sono i non sviabili maschi) che cercavano di essere gente seria. 3 hours ago, Wave721 said: Nell'economia di una vita, inseguire i propri bisogni (carnali, di affetto, avere testimoni del proprio passaggio ect.) cercando di restare tutto d'un pezzo, ha davvero expected value positivo? Nell'economia di una vita no. Nell'economia di un gruppo o team tattico, o anche nell'economia di una relazione, tra due vite, sì. Immagina che apri un'attività, ma l'altra persona che opera con te, quando porta l'incasso in contanti alla cassa continua... è sviabile. Magari perché incontra un tale che gli stende una riga gratis ma poi lui vuole comprarsi un pezzo e dopo tre ore chiama che ne vuole un altro e dopotutto... Dopotutto in quello stato sopravvaluta le proprie possibilità e pensa di andare al casinò così con quelli che gli rimangono, raddoppiandoli, non solo avrà coperto l'ammanco, ma avrà anche dei soldi in tasca, che se li merita cazzo, perché è speciale. Allora hai una persona d'oro, una bella persona, per questo hai voluto fare a mezzo di onori e oneri nella vostra attività... che basta che uno scappato dal gommone gli stenda una riga nel tragitto, che ad un certo punto ti trovi con l'attività che deve chiudere o ti trovi addirittura le sue quote cedute ad uno di una nazionalità che non conosci e non volevi conoscere, perché lui gli deve dei soldi. Oppure te lo trovi con la faccia seria che ti dice che lo hanno rapinato nel tragitto per la cassa continua. Visto e rivisto. Oppure incontra una tipa che gli fa perdere la testa di tira e molla e le fa dei regali o, peggio, l'assume nella vostra attività con soldi per metà tuoi, e soprattutto rimesse economiche e sociali per metà tue. Questo vale per maschi come per donne, non si tratta di essere uomini, il fatto di essere seri, puliti, professionali. Devi poter sapere che se metti la visione a tunnel perché dai attenzione a qualcosa di utile, hai un operatore alle 5 e alle 7 che stanno avendo la visione a scanner per coprirti le ali. Se uno di loro o una, quando sei a tunnel vision concentrato sul tuo, ti volti e non c'è, perché è passata Dalila, gli ha sorriso, e senza avvisare le è andato dietro (il che era esattamente il piano di chi sta per attaccarti da quel lato e che ha mandato Dalila...) beh, allora tu e l'altro che aveva la responsabilità dell'altro settore, perdete tutto. E il bello è che quello lì che è andato dietro a Dalila... anche. Non è che ha tradito, non è che si è svegliato una mattina con una vera intenzione di avvantaggiarsi a somma zero su di voi. Quell'intenzione sarebbe libera volontà e va rispettata, ha dei costi da sostenere nel rapporto con se stessi, con gli altri e con il mondo, e in un sistema a forte componente causale ha anche delle retroazioni che poi il soggetto dovrà affrontare e si spera che nella sua scelta ci sia stato anche il soppesare di queste. Non ha tradito, è andato dietro a uno stimolo di miele mentre aveva un compito chiaro e semplice da portare a termine. Queste persone non le voglio in una relazione, non le voglio in affari, non le voglio mettere in relazione con chi già sono in relazione (a meno che non si tratti di un disposable asset utile ad uno scopo e che le altre persone in relazione, secondo una base need-to-know, sappiano che è sviabile e sappiano che devono compartimentare e secondo quali SOP). Quindi, nel bilancio della nostra specie, non tanto nell'economia di una vita... I ceppi genetici che hanno potuto contare su persone con più forti rimorsi e sensi di colpa nel fare slittamenti laterali che potrebbero danneggiare i propri consociati o partner, che hanno saputo darsi una regolata (perché per intenderci, non è che a me Dalila non piaccia, forse mi morde le carni ancora più che al tipo che le è andato dietro), hanno prevalso sui gruppi in cui ognuno andava dietro alle proprie miserie e debolezze anche a discapito degli altri. Il dibattito tra pop-psicologi e derive non scientifiche in psicologia era buffo, impietoso della loro risma: è servito un economista per dare una svolta definitiva a quel senso di colpa che addirittura veniva curato come "zona erronea". Ovvero come elemento disfunzionale da eliminare. Se io mi sento peggio, molto peggio, ad andare dietro a Dalila lasciandoti scoperto, che a non andare dietro a Dalila divorato dentro dall'anticipazione di cosa avremmo fatto io e lei... Davvero dovrei andare in terapia per cercare di rimuovere il senso di colpa che mi impedisce di seguire i miei desideri...? L'economista che mise fine a questa querelle tra psicologi fu Robert H. Frank, che dimostrò la funzione adattiva del senso di colpa per la coesione e la riuscita dei gruppi nella competizione tra gruppi che, in una specie sociale, è il nucleo stesso della vita. La sua posizione smentisce dati alla mano la visione pop-psicologica (Wayne Dyer: “le zone erronee”) che considera la colpa solo come ostacolo individuale. Ci tengo a parlare di lui perché quando arrivai sul forum Wayne Dyer era proprio un autore attentamente studiato per migliorare l'Inner Game, consigliato, ripetuto a pappagallo. Poi se vogliamo fare l'Aivia Demon della situazione allora devo rompere le palle che il lavoro di Frank si rifà direttamente alle teorie di David Sloan Wilson e E.O. Wilson sulla selezione multilivello, ma con taglio più economico/comportamentale. La colpa (per essere un pagliaccio alle spese potenziali dei consociati) vincola l’operatore all’interesse collettivo, riducendo la frequenza di comportamenti opportunisti (defezione, free-riding, sviabilità in un settore specifico con soglia di attivazione troppo bassa per essere gente seria). Insomma, si sposta il focus dal benessere individuale fast a quello sistemico long lasting. Nei gruppi umani, la presenza di gente seria aumenta la fitness di gruppo nella competizione con altri gruppi meno coesi e dove hanno un buffone. Nu guapp'e cartone. I propri bisogno si inseguono attraverso il moltiplicatore che è il social factor. Moltiplichi social factor per (risorse + strategia). Ossia, il social factor nella nostra specie è un multiplier, non un addendo. Vale più delle risorse e vale più della strategia. Che valgono moltissimo. Se uno per inseguire i propri bisogni immediati mette potenzialmente in sofferenza i più vicini dei suoi alleati (di business, sociali, romantici), allora nell'economia della sua vita sta facendo male i conti. unadonna, Marco_drake, night_glow e 7 altri ha reagito a questo 3 4 1 1 1
^'V'^ [Aivia Demon] 172793 Inviato 23 Luglio 2025 Inviato 23 Luglio 2025 5 hours ago, Wave721 said: Questo è un ottimo take: come possiamo usare la dissonanza cognitiva come alleata? Intuitivamente, saremmo portati a pensare che essere spaccati a metà produce solo nefandezze da parte nostra. E' la mia migliore alleata, anche se conosco i suoi limiti. I suoi limiti sono i valori sacri (da qualche parte c'è un bel post di @Tony Montana in merito.) Ad esempio uno può aver fatto il liceo scientifico, apprezzare il metodo scientifico, avere la fortuna di essere nato dopo, l'illuminismo, ma se gli hanno piantato in testa da bambino la religione del suo paese, può far coesistere queste due cose come acqua e olio nel suo cervello e non ci sono ragioni, non c'è dissonanza, la logica che applica nelle cose reali, è diversa dalla logica circolare che applica quando si parla dei suoi dei e delle favole in cui vuole credere. Se stiamo al di sopra dei valori sacri (che hanno altre piste nel cervello rispetto agli atteggiamenti), e rimaniamo nel campo degli atteggiamenti (cosa ne penso di qualcosa, quale è la mia postura nei confronti di quella cosa), notiamo che la maggior parte delle persone ha degli atteggiamenti riguardo alle cose che non vengono da esperienza e conoscenza reale, provata senza successo a falsificare. Vengono da reality sharing intra gruppo, dentro echo chambers (prima dei social avevamo comunque due grossi poli che erano i gruppi editoriali di De Benedetti e di Berlusconi), e non sanno di cosa stanno parlando, quando parlano. E lì la regola è sempre, sempre "don't feed the troll". In quei casi, si porta il soggetto a fare esperienza, e poi siccome sta vivendo una dissonanza cognitiva, perché quello che credeva di sapere per certo riguardo ad una cosa che non conosceva ma di cui sapeva tutto, è contrario al suo comportamento reale e a quello che ha vissuto nel mondo reale, allora lo si aiuta, meglio se maieuticamente, a fare il debriefing. Che poi se leggi la vecchia presentazione del vecchio Predator Clan, era proprio il mio intento, perché dal vivo e appena dopo l'esperienza sono molto capace e rodato in questo, solo che è davvero difficile per iscritto uno a molti, perché il debriefing va fatto quando la persona ha avuto l'esperienza e sta cercando di capire perché, sul field sia andata diversamente da quanto aveva studiato, sentito dire, creduto... O comunque sta vivendo una dissonanza tra comportamento reale proprio, degli altri, del mondo reale, e l'atteggiamento che aveva nei confronti di "X". Questo, ovviamente, significa che mentre gli altri parlavano delle scoregge che altri gli hanno flatulato in testa, tu stavi al contempo facendo esperienze reali sul campo e stavi analizzando intelligence in modo assolutamente neutrale, asettico e secondo le migliori pratiche strutturate + possibilmente in equipe di diversi. (Non scherziamo, diversi significa gente seria specializzata ed esperta in settori diversi, non significa una spugna gialla, un puffo blu e un orango. Quello è l'inizio delle barzellette, non è un concetto.) Comunque la dissonanza cognitiva più che "essere spaccati a metà", rimanda ad uno stato di tensione psicologica generato dalla coesistenza di idee, credenze o comportamenti tra loro incompatibili, che motiva il soggetto a ridurre l’incongruenza attraverso razionalizzazioni o cambiamenti attitudinali, di atteggiamento. Ad esempio prendi un brutto americano del periodo che va da metà del 1700 a metà del 1800, che credeva per sentito dire che il pomodoro fosse velenoso, siccome appartiene alla famiglia delle Solanacee come la belladonna, alcune delle quali sono effettivamente tossiche. E siccome britannici e americani vedevano che l'acidità del pomodoro poteva sciogliere il piombo dai piatti dell'epoca, credevano (atteggiamento nei confronti di qualcosa che so per certo ma non conosco e non capisco), fosse velenoso. Lo prendi, gli fai mangiare mezza cassetta di pomodori e mentre aspetta di morire, gridando come un pazzo di merda le sue miserie mentali... aspetti quel momento. Quel momento del dubbio, quel guizzo nello sguardo che si fa testimone che lì vi sia ancora un Sapiens, uno post illuminista. Allora, lo aiuti col debriefing. Gli fai domande, come: Di grazia, buon uomo, avete mai conosciuto immigrati italiani? Avete notato che mangiano pomodori come pane e sono più intelligenti e scopano meglio di voi? Avete avuto avuto notizia del colonnello Robert Gibbon Johnson, che nel 1820 ha mangiato pubblicamente un pomodoro nel New Jersey? Attenzione perché il soggetto se ha valori sacri piantati in testa e contrari a scienza e conoscenza, qui potrebbe dire che il colonnello sia sopravvissuto perché crede molto in Dio e Dio ha manifestato il suo potere salvandolo. Ho visto di recente un pastore idiota che si fa mordere da un serpente velenoso davanti a quattro coglioni di fedeli, e muore come un cane. E siamo nel 2025. Un americano nel 2025, figuriamoci uno del 1700. Allora evitiamo il colonnello, anche perché magari siamo nel 1780, e semplicemente gli facciamo domande per aiutarlo a capire l'esperienza che ha avuto. La quale non consiste solo nell'aver mangiato pomodori (mezza cassetta) e stare benissimo. Quella è una parte. L'altra parte è che il soggetto non era mai stato comandato per il suo proprio interesse a fare qualcosa che ha paura di fare e che è per il suo bene, e credeva non gli sarebbe piaciuto, che sarebbe stato orribile, che... Adesso un nuovo suono di verità sta fiorendo nel suo cuore: il giusto coloniale vessatore sa cosa è bene per me, ed è animato da uno slancio filantropico, e questo non credevo fosse possibile, ma mi sto sentendo bene per essere stato "forzato" 1 a mangiare mezza cassetta di pomodori e adesso vedo, ero cieco e ora vedo. Anche qui, il soggetto va aiutato a capire cosa stia succedendo, perché tutto quello che gli hanno insegnato sul suo giuto persecutore, è falso. --- 1 E' interessante perché non è stato forzato a mangiare i pomodori. Sapeva, ed ha sempre saputo, che dicendo giallo giallo giallo l'operatore rallenta, dicendo rosso rosso rosso l'operatore si ferma. Lo sapeva ma qualcosa in lui, qualcosa che riguarda anche la fiducia nel giusto vessatore maturata per azioni ed omissioni reali nel tempo, non glielo ha fatto dire. E anche questo, è un argomento importante per il debriefing, perché non ha capito bene, cosa sia successo e perché abbia semplicemente eseguito un comando chiaro una volta messo di fronte ai pomodori (diverso dallo stare parlando, di pomodori e massimi sistemi delle Solanacee). Chi ha orecchie per intendere intenda. ATTAR, Xeniade, Gianilo e 4 altri ha reagito a questo 3 2 2
Tony Montana [Élite] 3958 Inviato 23 Luglio 2025 Inviato 23 Luglio 2025 5 ore fa, ^'V'^ ha scritto: E' la mia migliore alleata, anche se conosco i suoi limiti. I suoi limiti sono i valori sacri (da qualche parte c'è un bel post di @Tony Montana in merito.) Una scopiazzatura di questi due articoli. https://www.scientificamerican.com/article/what-happens-to-the-brain-during-cognitive-dissonance1/ https://theconversation.com/the-neuroscience-of-terrorism-how-we-convinced-a-group-of-radicals-to-let-us-scan-their-brains-114855
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