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Wave721
Inviato

Ieri un mio amico mi ha detto una cosa che ha aperto uno squarcio dentro di me.

Meritiamo le donne che possiamo perdere.

Quando una relazione vacilla o finisce, probabilmente siamo portati a fare di tutto pur di non perderla.

Ma forse è proprio questo accanimento terapeutico il nostro principale nemico.

Se sentiamo di non poterci permettere di perdere una donna (per i più svariati motivi), sentiamo inconsciamente di non meritarla.

Di non poter ambire a qualcosa di meglio.

Lo sentiamo noi.

Lo sente lei.

E questo quasi sempre è il preludio della fine...

Lasciar andare qualcuno o mostrare di essere pronti a farlo è probabilmente il gesto più integro e attrattivo che possiamo fare.

Tu meriti le donne che puoi permetterti di perdere.

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Faceless
Inviato

Mi sono triggherata su questo punto

5 minuti fa, Wave721 ha scritto:

sentiamo inconsciamente di non meritarla.

 

5 minuti fa, Wave721 ha scritto:

Di non poter ambire a qualcosa di meglio.

Ma se senti di non meritarla, significa che secondo te lei è troppo per te, non che sia poco per te ma ti devi accontentare.

 

8 minuti fa, Wave721 ha scritto:

Lasciar andare qualcuno o mostrare di essere pronti a farlo è probabilmente il gesto più integro e attrattivo che possiamo fare.

Questo proprio al di là di qualsiasi altra considerazione. 

  • 2 settimane dopo...
Wave721
Inviato

Nello spettro dei bisogni...è davvero difficile, se non impossibile, essere sempre "coperti".

Per alcuni può essere difficile ritrovare sesso altrove. Per altri può essere molto difficile ritrovare le coccole o la connessione. 
Ma un "testimone della tua vita" non lo rimpiazzi oggi per domani.

Probabilmente, anche se è dura ammetterlo...
Siamo tutti agiti dai nostri bisogni.
Molto meno consapevoli di quello che crediamo.
Burattini nelle mani di Madre Natura.

E ci sentiamo spaccati a metà quando la rincorsa per la soddisfazione di uno di quei bisogni sacrifica il nostro parallelo bisogno di integrità.
Di non sentirci "compromessi", dalla rincorsa e dallo sporco che la Vita deposita addosso.

Il 20/07/2025 at 23:14, ^'V'^ ha scritto:

Ripeto, non perché hai pronto un tampone altrove o perché hai chance.

Perché non te ne frega un cazzo di avere chance per fare quello che va fatto. 

Fare quello che va fatto, in assenza di una soluzione tampone, è la cosa più difficile e dolorosa del mondo.

Foldare quando si ha già un'alternativa pronta lo sanno fare tutti, persino le donne.

Wave721
Inviato (modificato)
14 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Vado. 

Lei mi grida addosso che ho tardato mezz'ora rispetto all'orario in cui chiudiamo, che era stata sveglia apposta per vederlo con me, e stava ad aspettare... 

Ok. 

Non sviabile. E non è una cosa che non si paga. 

Si paga, è un lusso, un bene di lusso.  

Le fighe neanche immaginano il prezzo che paghiamo per essere uomini...

Per guardarci allo specchio tutti i santi giorni e sapere ancora chi siamo.

Lo sappiamo noi, e tanto basta.

14 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Ora, la domanda più scomoda: è davvero una scelta libera, esiste il libero arbitrio, o io ho più bisogno di essere tutto d'un pezzo e parlare una volta sola, che di fare due turiste di cui una fuori forma? 

Non lo so. So che non ho nient'altro a parte la vita, e che quando sono sopravvissuto in grosse difficoltà è stato più per questo che per aver fatto due turiste di cui una fuori forma, per cui non voglio prendermene tutto il merito, forse ho meno scelta di quello che voglio darmi a bere. 

Il tuo bisogno di essere tutto d'un pezzo è un bisogno vivo, sempre presente. Che viaggia in parallelo con gli altri bisogni.

Lo stesso che ti salva il culo quando devi uscire dal fango,  può persino farti sdraiare qualche figa ogni tanto. Il più delle volte te le fa perdere (ok, intendiamo pure le relazioni). 

A mio avviso, abbiamo molto meno libero arbitrio di quello che saremmo portati a pensare. 

La domanda è:

Nell'economia di una vita, inseguire i propri bisogni (carnali, di affetto, avere testimoni del proprio passaggio ect.) cercando di restare tutto d'un pezzo, ha davvero expected value positivo?

14 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Quel "cosa" si può aggiustare con il dialogo, con evidenze concrete valutate insieme, con l'esempio, con la dissonanza cognitiva usata come alleata. 

Questo è un ottimo take: come possiamo usare la dissonanza cognitiva come alleata?

Intuitivamente, saremmo portati a pensare che essere spaccati a metà produce solo nefandezze da parte nostra.

Modificato da Wave721
sbuc
Inviato
2 ore fa, Wave721 ha scritto:

Le fighe neanche immaginano il prezzo che paghiamo per essere uomini...

Per guardarci allo specchio tutti i santi giorni e sapere ancora chi siamo.

Lo sappiamo noi, e tanto basta.

Il tuo bisogno di essere tutto d'un pezzo è un bisogno vivo, sempre presente. Che viaggia in parallelo con gli altri bisogni.

Lo stesso che ti salva il culo quando devi uscire dal fango,  può persino farti sdraiare qualche figa ogni tanto. Il più delle volte te le fa perdere (ok, intendiamo pure le relazioni). 

A mio avviso, abbiamo molto meno libero arbitrio di quello che saremmo portati a pensare. 

La domanda è:

Nell'economia di una vita, inseguire i propri bisogni (carnali, di affetto, avere testimoni del proprio passaggio ect.) cercando di restare tutto d'un pezzo, ha davvero expected value positivo?

Questo è un ottimo take: come possiamo usare la dissonanza cognitiva come alleata?

Intuitivamente, saremmo portati a pensare che essere spaccati a metà produce solo nefandezze da parte nostra.

Le frasi calate dall'alto come la prima mi fanno venire il latte alle ginocchia, che senso ha lamentarsi del proprio essere uomini spaccandosi la testa da soli pensando a quanto sia difficile la vita e che nessuno può capirci e compatirci? 

Non è una logica vantaggiosa per sè stessi, preferiresti forse essere una donna? Non penso proprio, allora evita anche questo qualunquismo spicciolo

^'V'^
Inviato
5 hours ago, Wave721 said:

Questo è un ottimo take: come possiamo usare la dissonanza cognitiva come alleata?

Intuitivamente, saremmo portati a pensare che essere spaccati a metà produce solo nefandezze da parte nostra.

E' la mia migliore alleata, anche se conosco i suoi limiti. 

I suoi limiti sono i valori sacri (da qualche parte c'è un bel post di @Tony Montana in merito.) 

Ad esempio uno può aver fatto il liceo scientifico, apprezzare il metodo scientifico, avere la fortuna di essere nato dopo, l'illuminismo, ma se gli hanno piantato in testa da bambino la religione del suo paese, può far coesistere queste due cose come acqua e olio nel suo cervello e non ci sono ragioni, non c'è dissonanza, la logica che applica nelle cose reali, è diversa dalla logica circolare che applica quando si parla dei suoi dei e delle favole in cui vuole credere. 

Se stiamo al di sopra dei valori sacri (che hanno altre piste nel cervello rispetto agli atteggiamenti), e rimaniamo nel campo degli atteggiamenti (cosa ne penso di qualcosa, quale è la mia postura nei confronti di quella cosa), notiamo che la maggior parte delle persone ha degli atteggiamenti riguardo alle cose che non vengono da esperienza e conoscenza reale, provata senza successo a falsificare. 

Vengono da reality sharing intra gruppo, dentro echo chambers (prima dei social avevamo comunque due grossi poli che erano i gruppi editoriali di De Benedetti e di Berlusconi), e non sanno di cosa stanno parlando, quando parlano. 

E lì la regola è sempre, sempre "don't feed the troll". 

In quei casi, si porta il soggetto a fare esperienza, e poi siccome sta vivendo una dissonanza cognitiva, perché quello che credeva di sapere per certo riguardo ad una cosa che non conosceva ma di cui sapeva tutto, è contrario al suo comportamento reale e a quello che ha vissuto nel mondo reale, allora lo si aiuta, meglio se maieuticamente, a fare il debriefing. 

Che poi se leggi la vecchia presentazione del vecchio Predator Clan, era proprio il mio intento, perché dal vivo e appena dopo l'esperienza sono molto capace e rodato in questo, solo che è davvero difficile per iscritto uno a molti, perché il debriefing va fatto quando la persona ha avuto l'esperienza e sta cercando di capire perché, sul field sia andata diversamente da quanto aveva studiato, sentito dire, creduto... O comunque sta vivendo una dissonanza tra comportamento reale proprio, degli altri, del mondo reale, e l'atteggiamento che aveva nei confronti di "X". 

Questo, ovviamente, significa che mentre gli altri parlavano delle scoregge che altri gli hanno flatulato in testa, tu stavi al contempo facendo esperienze reali sul campo e stavi analizzando intelligence in modo assolutamente neutrale, asettico e secondo le migliori pratiche strutturate + possibilmente in equipe di diversi. (Non scherziamo, diversi significa gente seria specializzata ed esperta in settori diversi, non significa una spugna gialla, un puffo blu e un orango. Quello è l'inizio delle barzellette, non è un concetto.) 

Comunque la dissonanza cognitiva più che "essere spaccati a metà", rimanda ad uno stato di tensione psicologica generato dalla coesistenza di idee, credenze o comportamenti tra loro incompatibili, che motiva il soggetto a ridurre l’incongruenza attraverso razionalizzazioni o cambiamenti attitudinali, di atteggiamento. 

Ad esempio prendi un brutto americano del periodo che va da metà del 1700 a metà del 1800, che credeva per sentito dire che il pomodoro fosse velenoso, siccome appartiene alla famiglia delle Solanacee come la belladonna, alcune delle quali sono effettivamente tossiche. 

E siccome britannici e americani vedevano che l'acidità del pomodoro poteva sciogliere il piombo dai piatti dell'epoca, credevano (atteggiamento nei confronti di qualcosa che so per certo ma non conosco e non capisco), fosse velenoso. 

Lo prendi, gli fai mangiare mezza cassetta di pomodori e mentre aspetta di morire, gridando come un pazzo di merda le sue miserie mentali... aspetti quel momento. 

Quel momento del dubbio, quel guizzo nello sguardo che si fa testimone che lì vi sia ancora un Sapiens, uno post illuminista. 

Allora, lo aiuti col debriefing. Gli fai domande, come: 

Di grazia, buon uomo, avete mai conosciuto immigrati italiani? Avete notato che mangiano pomodori come pane e sono più intelligenti e scopano meglio di voi? Avete avuto avuto notizia del colonnello Robert Gibbon Johnson, che nel 1820 ha mangiato pubblicamente un pomodoro nel New Jersey? 

Attenzione perché il soggetto se ha valori sacri piantati in testa e contrari a scienza e conoscenza, qui potrebbe dire che il colonnello sia sopravvissuto perché crede molto in Dio e Dio ha manifestato il suo potere salvandolo. Ho visto di recente un pastore idiota che si fa mordere da un serpente velenoso davanti a quattro coglioni di fedeli, e muore come un cane. E siamo nel 2025. Un americano nel 2025, figuriamoci uno del 1700. 

Allora evitiamo il colonnello, anche perché magari siamo nel 1780, e semplicemente gli facciamo domande per aiutarlo a capire l'esperienza che ha avuto. 

La quale non consiste solo nell'aver mangiato pomodori (mezza cassetta) e stare benissimo. Quella è una parte. 

L'altra parte è che il soggetto non era mai stato comandato per il suo proprio interesse a fare qualcosa che ha paura di fare e che è per il suo bene, e credeva non gli sarebbe piaciuto, che sarebbe stato orribile, che... 

Adesso un nuovo suono di verità sta fiorendo nel suo cuore: il giusto coloniale vessatore sa cosa è bene per me, ed è animato da uno slancio filantropico, e questo non credevo fosse possibile, ma mi sto sentendo bene per essere stato "forzato" 1 a mangiare mezza cassetta di pomodori e adesso vedo, ero cieco e ora vedo. 

Anche qui, il soggetto va aiutato a capire cosa stia succedendo, perché tutto quello che gli hanno insegnato sul suo giuto persecutore, è falso. 

---

E' interessante perché non è stato forzato a mangiare i pomodori. Sapeva, ed ha sempre saputo, che dicendo giallo giallo giallo l'operatore rallenta, dicendo rosso rosso rosso l'operatore si ferma. Lo sapeva ma qualcosa in lui, qualcosa che riguarda anche la fiducia nel giusto vessatore maturata per azioni ed omissioni reali nel tempo, non glielo ha fatto dire. E anche questo, è un argomento importante per il debriefing, perché non ha capito bene, cosa sia successo e perché abbia semplicemente eseguito un comando chiaro una volta messo di fronte ai pomodori (diverso dallo stare parlando, di pomodori e massimi sistemi delle Solanacee). 

Chi ha orecchie per intendere intenda. 

Tony Montana
Inviato
5 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

E' la mia migliore alleata, anche se conosco i suoi limiti. 

I suoi limiti sono i valori sacri (da qualche parte c'è un bel post di @Tony Montana in merito.) 

Una scopiazzatura di questi due articoli.

https://www.scientificamerican.com/article/what-happens-to-the-brain-during-cognitive-dissonance1/

https://theconversation.com/the-neuroscience-of-terrorism-how-we-convinced-a-group-of-radicals-to-let-us-scan-their-brains-114855

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