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jhonny9546
Inviato

Ciao ragazzi!

Vi siete mai chiesti perché certi consigli su relazioni, terapia o psicologia sembrano non funzionare per tutti? E se il problema fosse... culturale?

Quando chiediamo pareri online, spesso riceviamo risposte da persone di tutto il mondo, con valori e prospettive molto diversi. Un consiglio americano può sembrare drastico, uno francese troppo permissivo. Ma forse, per loro, è la norma.

Prendiamo un esempio: se vengo tradito e chiedo "Devo perdonare?", un americano potrebbe dire "Assolutamente no!", un francese "Dipende, si può superare". Chi ha ragione?

Il punto è che i consigli non sono universali: sono filtrati dalla cultura nazionale, dalla nostra cerchia sociale, dalla "microsfera" in cui viviamo. Quindi dobbiamo chiederci: è meglio seguire modelli che funzionano nel nostro ambiente, o puntare a comportamenti più universali ma forse meno efficaci nel nostro contesto?

Anche i concetti di tossicità o attrazione cambiano: alcuni parlano di dinamiche “universali”, tipo “donna femminile attrae uomo maschile”. Ma quanto è davvero istinto naturale, e quanto è frutto di ciò che ci hanno insegnato?

 

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Quintessenza
Inviato

Cioè mi stai dicendo che infilare le mani in guanti intrecciati ripieni di formiche proiettile facendo una danza propiziatoria per poter essere definito maritabile la settimana scorsa è stato inutile?

Maledizione, sapevo di non dovermi fidare del mio vicino di casa indigeno Mawè.

In ogni caso, a parte l'ovvio, alcune regole di base dell'attrazione restano valide cross-cultura (tra quelle del mondo occidentale modernizzato si intende).

Per il resto la geografia è una delle variabili cardine in ambito relazioni; come si discuteva qualche settimana fa in un altro topic si rilevano differenze sostanziali persino tra paesino e grande città a pochi km di distanza, figurati tra nazioni.

Crescendo63
Inviato
8 ore fa, jhonny9546 ha scritto:

Il punto è che i consigli non sono universali: sono filtrati dalla cultura nazionale, dalla nostra cerchia sociale, dalla "microsfera" in cui viviamo. Quindi dobbiamo chiederci: è meglio seguire modelli che funzionano nel nostro ambiente, o puntare a comportamenti più universali ma forse meno efficaci nel nostro contesto?

Anche i concetti di tossicità o attrazione cambiano: alcuni parlano di dinamiche “universali”, tipo “donna femminile attrae uomo maschile”. Ma quanto è davvero istinto naturale, e quanto è frutto di ciò che ci hanno insegnato?

La tua è un'ottima osservazione, e può essere estesa.

Secondo me ci sono diversi "livelli", dal più personale al più universale, e per capire le persone (e le relazioni, e la vita) è necessario saperli distinguere. Molti invece prendono per buoni certi concetti e si aspettano che siano veri sempre e comunque (ma ovviamente no).

  1. Livello personale: quelle che sono le mie esperienze, i miei gusti, i miei bisogni. Molti si fermano a questo livello, e si aspettano che TUTTI gli altri funzionino allo stesso modo (ho visto specialmente molte donne insistere su questa visione "solipsistica"). Esempi reali: "A me fanno impazzire quelle col culo X, ovviamente chi dice di preferire le tette al culo mente oppure ha qualcosa che non va"; "Io non potrei mai stare con uno bello o ricco ma cretino, quindi non è possibile che alcuna donna lo faccia".
  2. Livello di gruppo o ambiente: valori e preferenze di un determinato gruppo o ambiente (famiglia, colleghi, compagnia, paesino, circolo di affini...). Anche qui si tende a pensare che i propri valori debbano estendersi a tutti, o ad osteggiare chi ne ha di diversi (visione "tribale").
  3. Livello culturale: di solito in comune ad una intera nazione o zona geografica. Per chi ha una visione internazionale, come dice l'OP, è ovvio che su certe aree un brasiliano, un italiano ed uno svedese la vedranno in modi assai diversi. Ma chi conosce solo la propria cultura potrebbe trovare difficile concepire altrimenti: p.es. per un "siciliano classico" il "delitto d'onore" può apparire giustificato, per uno svedese non è nemmeno concepibile: i due faticheranno a capirsi o ad andare d'accordo in certi ambiti. Teniamo pure presente che le idee culturali tendono a cambiare nel tempo.
  4. Livello di genere: per quanto entrambi esseri umani, uomini e donne presentano molte differenze, non solo fisiche ma anche mentali ed emotive - da cui derivano valori, preferenze e comportamenti diversi tra i sessi, anche in modo marcato. Questo si scontra con certe visioni ideologiche che vorrebbero vedere uomini e donne come praticamente uguali, ma che sono smentite dai fatti: chi non si è mai stupito dell'ossessione maschile per gli sport, e da quella femminile per abbigliamento, scarpe ed accessori? :-)
  5. Livello di specie: in quanto esseri umani, certi valori e bisogni appartengono più o meno a tutti. Quindi ci accomunano, pur con variazioni individuali e per gli altri livelli citati. P.es. tutti abbiamo bisogno di sentirci accettati, amati, apprezzati, rispettati, e di avere uno scopo o una qualche utilità. Questo vale per qualsiasi essere umano, a prescindere dai livelli sottostanti (anche se l'espressione di tali bisogni può esserne fortemente influenzata: chi viene represso da bambino può imparare a non esprimere i suoi bisogni affettivi o emotivi, chi vive in una cultura "comunitaria" può abituarsi ad accantonare i propri bisogni individuali a favore di quelli collettivi).
  6. Livello "universale" o evoluzionistico: questo livello trascende la nostra specie ed è valido per l'intero regno animale - o quantomeno per gli animali che siano abbastanza simili a noi (p.es. mammiferi). L'universalità di questo livello è dovuta a motivazioni evoluzionistiche, ovvero a fattori che favoriscono la sopravvivenza e/o la riproduzione (quindi chi li possiede continua a riprodursi, chi ne manca si è estinto ed esce di scena).

Da notare che i livelli da 1 a 3 sono "indotti" (arrivano dalle esperienze o dall'esterno), mentre quelli da 4 a 6 sono innati (ovvero sono parte di noi dalla nascita). Ne deriva, fra l'altro, che idee o preferenze appartenenti ai livelli indotti possono essere modificati (almeno in parte), mentre quelli dei livelli innati lo sono molto meno:

  • Se mi hanno insegnato ad essere razzista (livello 2 o 3, di gruppo o culturale), potrò arrivare a capire che è un pregiudizio privo di senso e cambiare visione.
  • Ma se sono nato con una preferenza per il genere opposto oppure il mio (preferenza innata), ovvero sono attratto dalle donne oppure dagli uomini, su questo non potrò farci nulla (se non reprimermi). Idem per l'istintivo bisogno di sentirmi accettato e apprezzato (che in una specie sociale come gli esseri umani sono bisogni innati).

Quindi, avere chiaro l'origine di ogni bisogno o preferenza - da dove arriva, da quale "livello" - può aiutarci a capire noi stessi ed anche se abbiamo delle chance di migliorare in quel senso (nel caso quell'aspetto di noi risulti problematico oppure generi conflitti o sofferenze). Inoltre, avere una comprensione dei vari livelli può anche essere prezioso per meglio comprendere gli altri, il loro essere diversi da noi, ed i loro comportamenti. Se parto dall'aspettativa che tutti dovrebbe pensare ed agire come me (cioè mi fermo al primo livello, "Personale"), ovviamente avrò frequenti incomprensioni, scontri e conflitti; penserò che gli altri sono "sbagliati", invece di riconoscere che sono solo "diversi da me".

Cita

è meglio seguire modelli che funzionano nel nostro ambiente, o puntare a comportamenti più universali ma forse meno efficaci nel nostro contesto?

Tornando all'OP, secondo me avere chiaro i diversi livelli mi aiuta anche a fare le scelte più funzionali. Invece di pensare "Faccio sempre X" oppure "Y funziona sempre", avrò una "percezione del momento" (e delle persone) che mi aiutarà ad adattarmi a chi mi trovo di fronte. Mi potrò chiedere "In base a quale livello sta operando Tizio/a, quale linguaggio o mentalità mi aiuta ad entrarci in sintonia?", ecc.

 

Cita

Anche i concetti di tossicità o attrazione cambiano

Certo. P.es in occidente dagli anni '60 è diventata di moda la magrezza (cosa inaudita prima), ma in altre culture la donna "abbondante" è ancora ritenuta più sexy.

Oppure, fare il "macho" o il "maschio Alfa" in Svezia o in un ambiente progressista sarò visto come un handicap, mentre in altri luoghi o ambienti può essere percepito come attraente o ammirabile.

 

Cita

alcuni parlano di dinamiche “universali”, tipo “donna femminile attrae uomo maschile”. Ma quanto è davvero istinto naturale, e quanto è frutto di ciò che ci hanno insegnato?

Credo di aver già risposto con l'elenco dei sei livelli: la preferenza per marcate caratteristiche del sesso opposto è innata (livello 6, universale, esiste in tutte le specie), perché ha una funzione evolutiva (aiuta la riproduzione), quindi sarà la regola generale.

Ma occorre tenere presente che le regole generali possono sempre presentare eccezioni (se parliamo di esseri umani, che sono creature complesse e quindi probabilistiche, non deterministiche). Quindi un'espressione corretta può essere "Di solito la donna femminile attrae gli uomini, ma non sempre; inoltre questo può essere influenzato dai livelli 1-3 (indotti)".

Se qualcuno osserva che tutto ciò è alquanto complesso per cui si sente in confusione, gli risponderò che ha perfettamente ragione! :-D

Gli esseri umani, e le loro relazioni, sono entrambi sistemi complessi e quindi con vastissime possibilità e sfumature. Da ciò deriva anche l'impossibilità di avere certezze a riguardo - se non alcune di base, derivanti dai livelli innati (ma anche queste mai certe al 100%). Chi respinge questa complessità e va alla ricerca di certezze, potrà trovare solo illusioni ed inganni. ;-)

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