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Bad_Medicine93
Inviato (modificato)

Abbiamo tutti la stessa vita.

Grazie.

Modificato da Bad_Medicine93
  • Abbraccio 2
Nyarlathotep
Inviato
7 minuti fa, Bad_Medicine93 ha scritto:

Abbiamo tutti la stessa vita.

Grazie.

Tutti.

Nessuno escluso.

Nila
Inviato

Mamma mia. 

Grazie.

  • Grazie! 1
Nyarlathotep
Inviato
2 ore fa, Nila ha scritto:

Mamma mia. 

Grazie.

Al vostro servizio.

Wave721
Inviato
Il 14/08/2025 at 14:23, Nyarlathotep ha scritto:

Questo è un racconto come tanti.

La mia storia non ha nulla di speciale.

Ma vuole avere due funzioni: sedimentare in me i fatti risalenti all'anno scorso e dare un aiuto a chi adesso si trova dove mi trovavo io poco più di un anno fa.
 

Grazie. Ho apprezzato tantissimo il tuo racconto, nella forma e nel contenuto.

Viviamo davvero tutti la stessa vita e sapere questa cosa, in qualche modo, è terapeutico.

  

Il 14/08/2025 at 14:23, Nyarlathotep ha scritto:

... Era arrivato il momento di scriverle.
Così feci.
 

Posso chiederti cosa le hai scritto?

E perchè? (cioè qual'era il razionale dietro questa mossa? che intento avevi?)

Il 14/08/2025 at 14:23, Nyarlathotep ha scritto:


Provai un senso di delusione.

La trovai esattamente come l'avevo lasciata. Non era cambiata di una virgola. Stessi schemi, stessi problemi, stessa vita.
Ma come?
Guarda quanta strada ho fatto. Tu non hai fatto niente? Sei davvero rimasta uguale?
La risposta è si. E questo suo immobilismo, fu il colpo di grazia per quel poco che ancora provavo per lei.

 

Fosse stato il contrario, per te sarebbe cambiato qualcosa?

Difficilmente dopo una rottura una donna smuove mari e monti. Non nel senso con cui lo facciamo noi.

Piuttosto, nel senso che meno vorremmo sapere.

Anyway, avesse fatto un'evoluzione importante in questi 3 mesi, avrebbe comunque avuto senso sentirla? Ti avrebbe fatto bene saperlo?

Il 14/08/2025 at 14:23, Nyarlathotep ha scritto:


Per chiunque si trovi o si sia trovato nella mia situazione: amatevi.
Ma soprattutto, accettate la Morte.
Perché se volete Risorgere, quello è il primo passo. 
 

Ho sentito tutto il tuo scritto sulla mia pelle e ti ringrazio per la tua condivisione.

Dobbiamo mangiare la polvere per poi mordere qualcosa di più dolce.  Morire per rinascere.

Mi sono interrogato spesso e tutt'ora in questi giorni mi interrogo su cosa significhi per un maschio amarsi e volersi bene?

Sono quelle cose che sento dire spesso alle ragazze, dalla propria rete di supporto. Roba da pussy, insomma.

In quel caso, non faccio fatica a capirne il significato e la traiettoria che prenderà chi interiorizza questo messaggio.

Quando lo diciamo a noi stessi invece, non riesco mai a visualizzarlo davvero nella mia mente.

Non riesco a tramutarlo nel mondo reale in qualcosa di operativo. Universalmente riconosciuto.

Resta qualcosa di vago nella mia mente, che scade più nel vuoto cliché.

Ordunque, per te: cosa ha significato amarti?

 

  • Mi piace! 1
Nyarlathotep
Inviato (modificato)
15 ore fa, Wave721 ha scritto:

Grazie. Ho apprezzato tantissimo il tuo racconto, nella forma e nel contenuto.

Viviamo davvero tutti la stessa vita e sapere questa cosa, in qualche modo, è terapeutico.

Era lo scopo di questo racconto. Nessuno di noi è solo. Io sono con voi, voi siete con me.

 

15 ore fa, Wave721 ha scritto:

Posso chiederti cosa le hai scritto?

E perchè? (cioè qual'era il razionale dietro questa mossa? che intento avevi?)

Non ti dirò cosa le ho scritto. Non per segretezza, non per privacy... Ma perché è totalmente ininfluente. La volontà di farlo, è l'unica cosa che conta. La forma, è solo il mezzo. Avrei potuto scriverle che era l'amore della mia vita, che la odiavo o che quel giorno mi ero dimenticato di svuotare il portacenere. Avrebbe avuto lo stesso, medesimo risultato.

Il perché? Ce ne erano diversi.
Una prima motivazione era la curiosità di vedere a che punto della sua vita fosse. Non mi interessava riaverla, non nella stessa condizione in cui ci eravamo lasciati.
Un'altra motivazione era quella di vedere la mia reazione: cosa avrei provato. Ci sarei ricascato con tutte le scarpe? Sarei rimasto completamente indifferente? Avrei avuto paura? Volevo realmente "testare" la bontà del mio percorso, se quella sensazione di pace ed equilibrio fosse solida o traballante.

 

15 ore fa, Wave721 ha scritto:

Fosse stato il contrario, per te sarebbe cambiato qualcosa?

Difficilmente dopo una rottura una donna smuove mari e monti. Non nel senso con cui lo facciamo noi.

Piuttosto, nel senso che meno vorremmo sapere.

Anyway, avesse fatto un'evoluzione importante in questi 3 mesi, avrebbe comunque avuto senso sentirla? Ti avrebbe fatto bene saperlo?

Se fosse stato il contrario, ne sarei stato felice. Tanto dolore avrebbe portato a migliorarci entrambi, dando senso a tutta la pena, il vuoto, la mancanza e chiudendo un cerchio. Mi sarei detto "dopotutto abbiamo avuto una bella storia e la fine non è stata vana".

Che lei si stesse scopando qualcun altro o meno, non me ne sarebbe fregato un cazzo. Che ci sia un'altra persona, è una matematica certezza. Forse, questa terza persona (reale o immaginaria, chi lo sa) era stata proprio l'artefice della Fine. Ma queste persone, non contano mai un cazzo. Sono solo un pretesto. Se mi avesse lasciato per un altro o perché banalmente non provava più gli stessi sentimenti, il finale sarebbe stato il medesimo. La Volontà, alla fine, è l'unica cosa che conta.

Sono certo che abbia visto altre persone, in seguito (non so quanto presto). Ma non avendo fatto nessun cambiamento, il risultato è sempre stato il medesimo: la fine della storia condita da orrendi e penosi post sui social che lamentavano l'incostanza degli uomini tutti, la fine dei valori, la distruzione della fiducia, ecc... Un orrendo vittimismo figlio della propria negligenza.

 

 

15 ore fa, Wave721 ha scritto:

Ho sentito tutto il tuo scritto sulla mia pelle e ti ringrazio per la tua condivisione.

Dobbiamo mangiare la polvere per poi mordere qualcosa di più dolce.  Morire per rinascere.

Mi sono interrogato spesso e tutt'ora in questi giorni mi interrogo su cosa significhi per un maschio amarsi e volersi bene?

Sono quelle cose che sento dire spesso alle ragazze, dalla propria rete di supporto. Roba da pussy, insomma.

In quel caso, non faccio fatica a capirne il significato e la traiettoria che prenderà chi interiorizza questo messaggio.

Quando lo diciamo a noi stessi invece, non riesco mai a visualizzarlo davvero nella mia mente.

Non riesco a tramutarlo nel mondo reale in qualcosa di operativo. Universalmente riconosciuto.

Resta qualcosa di vago nella mia mente, che scade più nel vuoto cliché.

Ordunque, per te: cosa ha significato amarti?

Prima di rispondere, occorre fare una doverosa premessa: l'Amore non esiste.

Non nell'accezione che gli diamo normalmente. "Amare" è un verbo talmente soggettivo, che ognuno di noi ha la libertà ed il dovere di interpretarlo nel modo che più si confa alla propria persona.

PER ME l'Amore è prima di tutto una scelta, che nulla ha a che fare con ciò che proviamo. I sentimenti e le emozioni sono transitori, a volte ciclici. Verso sé stessi e verso gli altri. Amarsi significa elevare il concetto scorporandolo dalle emozioni momentanee, lasciando che diventi appunto Volontà e non sentimento.

Amarsi significa iniziare a conoscersi e riconoscersi. Guardarsi allo specchio ed accettare che in noi convivranno sempre le Vette più alte e gli Abissi più profondi. Significa farsi carico di queste vette e non lasciare che ci elevino al di sopra degli altri o (peggio) di noi stessi.
Significa farsi carico di questi abissi e non lasciare che ci abbassino al di sotto degli altri o (peggio) di noi stessi.

Significa imparare a rivolgere a noi stessi le attenzioni che normalmente riserviamo al prossimo, spesso spinti unicamente dalla paura di rimanere soli.
Significa riconoscersi delle potenzialità e lavorare per esprimerle al meglio. Senza il timore di fallire. Il fallimento ci sarà, è una tappa obbligata verso il "successo".
Il "successo" è una meta immaginaria, non esiste. E' il processo che dobbiamo apprezzare, i risultati sono completamente fuori dal nostro controllo. Il duro lavoro, no.
Significa imparare a vedere ed accettare le altre persone per quello che sono: esseri fallibili ed imperfetti. E nella loro fallibilità ed imperfezione, trovare la comunione di cui abbiamo bisogno.
Significa imparare a dare, senza pretendere nulla in cambio. Dare per il piacere di dare.
Significa imparare ad accogliere pienamente quello che ci viene offerto.
Significa imparare a lasciare andare, poiché nulla ci appartiene.

Ma questa è la mia concezione personale. Lungi da me pensare che sia oggettivamente così.
Se dovessi riassumere il mio pensiero, ti direi questo: ognuno si sceglie il proprio sistema di valori.

"Amarsi" significa seguirlo.

Modificato da Nyarlathotep
  • Grazie! 1
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Batman33
Inviato

Giunsi ormai anni fa alla conclusione che il cambiamento richieda qualità che al giorno d'oggi sono vergognosamente difficili da trovare. 

Ogni mia relazione - più o meno lunga - si è conclusa esattamente come quella di cui hai parlato. 

Ed ogni singola volta io sono diventato una persona esponenzialmente migliore tramite lacrime, sofferenza, fatica, sudore, notti insonni e chi più ne ha più ne metta.

Attraverso la mia morte.

Non tornerei indietro e non tornerei con nessuna di loro nemmeno per tutto l'oro del mondo.

Già, perché loro sono rimaste - nella migliore delle casistiche - esattamente com'erano. Figurati nella peggiore.

A fare lo stesso lavoro di cui si lamentavano continuamente, a fare la stessa vita di cui si lamentavano continuamente, a vivere nello stesso posto di cui si lamentavano continuamente, con persone di cui si lamentavano continuamente.

A riempire vuoti derivanti dall'infanzia e da traumi vari con illusioni che le facciano sentire importanti: il like di quello, il drink offerto da quell'altro, la serata, il viaggetto, il tatuaggino nuovo, la tinta nuova... Sostanza? Poca. 

Da un lato le capisco: perché cambiare quando il mondo non solo legittima i loro comportamenti, ma li premia anche?

Perché cambiare quando possono semplicemente convincersi che l'altra persona era il problema e quindi sostituirla senza fare un minimo di introspezione e di sano lavoro sull'io?

E' più comodo scegliere la via facile... e infatti.

Ho imparato che la vita, appunto, spesso ti pone davanti a un bivio: la via facile e quella difficile.

La prima ti porta benefici a breve termine ma ti presenta sempre il conto dopo, e spesso può essere salatissimo.

La seconda ti fa pagare in anticipo, ma ti promette un ritorno sull'investimento incredibilmente alto.

Io ho scelto, scelgo, e sceglierò sempre quella difficile. Loro... no.

P.S.: Complimenti per la scrittura. Mi è sembrato di tornare indietro di anni e anni, a leggere uno dei vecchi topic del forum scritto dagli utenti più conosciuti. Un abbraccio.

  • Mi piace! 3
Nyarlathotep
Inviato
3 minuti fa, Batman33 ha scritto:

Giunsi ormai anni fa alla conclusione che il cambiamento richieda qualità che al giorno d'oggi sono vergognosamente difficili da trovare. 

Ogni mia relazione - più o meno lunga - si è conclusa esattamente come quella di cui hai parlato. 

Ed ogni singola volta io sono diventato una persona esponenzialmente migliore tramite lacrime, sofferenza, fatica, sudore, notti insonni e chi più ne ha più ne metta.

Attraverso la mia morte.

Non tornerei indietro e non tornerei con nessuna di loro nemmeno per tutto l'oro del mondo.

Già, perché loro sono rimaste - nella migliore delle casistiche - esattamente com'erano. Figurati nella peggiore.

A fare lo stesso lavoro di cui si lamentavano continuamente, a fare la stessa vita di cui si lamentavano continuamente, a vivere nello stesso posto di cui si lamentavano continuamente, con persone di cui si lamentavano continuamente.

A riempire vuoti derivanti dall'infanzia e da traumi vari con illusioni che le facciano sentire importanti: il like di quello, il drink offerto da quell'altro, la serata, il viaggetto, il tatuaggino nuovo, la tinta nuova... Sostanza? Poca. 

Da un lato le capisco: perché cambiare quando il mondo non solo legittima i loro comportamenti, ma li premia anche?

Perché cambiare quando possono semplicemente convincersi che l'altra persona era il problema e quindi sostituirla senza fare un minimo di introspezione e di sano lavoro sull'io?

E' più comodo scegliere la via facile... e infatti.

Ho imparato che la vita, appunto, spesso ti pone davanti a un bivio: la via facile e quella difficile.

La prima ti porta benefici a breve termine ma ti presenta sempre il conto dopo, e spesso può essere salatissimo.

La seconda ti fa pagare in anticipo, ma ti promette un ritorno sull'investimento incredibilmente alto.

Io ho scelto, scelgo, e sceglierò sempre quella difficile. Loro... no.

P.S.: Complimenti per la scrittura. Mi è sembrato di tornare indietro di anni e anni, a leggere uno dei vecchi topic del forum scritto dagli utenti più conosciuti. Un abbraccio.

Caro Batman33,

Ringraziamo gli inetti, i codardi, gli ignavi, i pazzi. Loro sono tutto quello che noi siamo stati e che non saremo mai più.

Sorridi a coloro che agiscono in preda al loro caos, tendigli una mano. Fagli una carezza. L'Orrore che provano è secondo solamente a quello che diffondono.
Ricorda sempre che tutto ha una controparte: se sei in grado di provare una sofferenza lancinante, vuol dire che hai la possibilità di provare l'estasi più pura.

Se hai sofferto, hai amato.

Non lamentiamoci per quello che è Finito, ma rallegriamoci perché è Iniziato.

Andiamo tutti nella stessa direzione, non c'è scampo: tanto vale godersi il viaggio. Nero, Bianco e scala di Grigi compresi.

Un Abbraccio

  • Cuore Nero 1
Scannachiappolo
Inviato
Il 14/08/2025 at 14:23, Nyarlathotep ha scritto:

Quello che provavo per lei era (in parte) la manifestazione di quello che io avrei voluto provare verso me stesso. Avevo preso ciò che non volevo darmi e l'avevo riversato totalmente ed unicamente su di lei.

Bellissimo. 

Grazie. 

Non serve aggiungere altro

Un abbraccio, e una stretta di mano come su Predator con Schwarzenegger 

  • Grazie! 1

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