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ArmandoBis
Inviato

Un titolo che abbraccia un insieme di problematiche estremamente complesse.

Senza cibo non possiamo vivere, però è ormai dimostrato che un'alimentazione scorretta può farci ammalare.

Anche gravemente.

Per evitarlo, le autorità sanitarie emettono una serie di raccomandazioni che, storicamente, si sono condensate visivamente nella forma di una piramide.

La piramide offre indubbi vantaggi. Il più evidente è la sintesi: basta uno sguardo e si coglie subito quali sono i cibi da privilegiare (quelli alla base, che è più larga) e, man mano si sale, quelli da assumere con minore frequenza, e infine gli osservati speciali, quelli da evitare o da concedersi in rare occasioni (posti al vertice della piramide).

Lo svantaggio è che tale visione, una volta impressa nella mente, è poi difficile da cancellare.

Mi chiedo infatti quanti di quelli che vedono una di queste piramidi nelle sale d'attesa di uno studio medico o di un ospedale, si accorgono che è stata radicalmente modificata negli ultimi anni.

E' cambiato l'ordine, e dunque la frequenza di assunzione raccomandata, di alcuni macrogruppi di alimenti.

Per fala breve, i grassi sono scesi giù fin quasi alla base e il loro posto è stato preso dai carboidrati, in una spettacolare ascensione che in realtà equivale a una rovinosa retrocessione.

Fino a ieri considerati la base di una sana alimentazione, i carboidrati sono oggi ritenuti responsabili di molte malattie, oltre ad accelerare i processi di invecchiamento.

Essendo l'Italia uno dei paesi considerati fortunati grazie alle sue tradizioni culinarie riassunte sotto il cappello di "dieta mediterranea", non si è dato molto spazio mediatico a questo cambio di paradigma.

La ragione è semplice: l'industria alimentare e le logiche produttive dell'agricoltura hanno cancellato il punto di forza dell'originale dieta mediterranea, l'estrema variabilità di frutta e verdura e l'uso di cereali non raffinati. (Anche se la raffinazione dei cereali va piuttosto indietro nel tempo. Credo che risalga alla Rivoluzione Francese, una disgraziata riforma dell'epoca, che mirava a rendere accessibile anche al popolo il pane bianco dei signori. Orendetelo con beneficio di inventario.)

Nella mia vita non mi sono mai interessato di alimentazione, ho sempre mangiato in base ai miei gusti, in modo probabilmente piuttosto squilibrato.

Però leggendo molto mi imbattei anni fa in un libro dove veniva spiegato il cambio di prospettiva riguarda a come deve essere un'alimentazione corretta.

Scritto da un medico olandese, il titolo era "La clessidra alimentare" e l'immagine di copertina ne illustrava la ragione: due piramidi, una sopra l'altra, con i due vertici che si toccano, a formare appunto una clessidra.

Bernchè fosse scritto benissimo, quel libro non riuscì a modificare le mie abitudini alimentari.

Sapevo che il contenuto era corretto e validato sul piano scientifico.

Il problema era nel modo in cui la materia veniva presentata.

Era tutto fondato sulla proibizione. Tutto orientato alla ricerca di che cosa faceva male.

Ovviamente esagero, ma neanche tanto.

I carboidrati andavano eliminati (poi però l'autore parlava bene dell'avena - una delle mille contraddizioni del libro, magari non sul piano fattualòe ma di sicuro su quello della comunicazione) ma neppure le proteine se la passavano bene.

Se uno voleva procurarsi il fabbisogno necessario doveva impegnarsi in un estenuante tour de force (ovviamernte, niente carne e niente formaggi).

Un libro che avrebbe potuto fare un bene immenso alla fine, ne sono convinto, avrà modificato le abitudini di pochissime persone.

Alla fine, si può sostenere tranquillamente questo dato di fatto: la scienza dell'alimentazione (o pseudo tale) è diventata la scienza della proibizione.

Poi, questa proibizione viene, più spesso che no, giustificata con promesse roboanti. Solo ieri sera vedevo su youtube un'americana che aveva sottoposto un suo paziente a una dieta ketogenica stretta che consisteva nel mangiare SOLO sardine sott'olio per un mese. Questo regime, oltre a migliorare lo stato generale, riduce e alla fine elimina processi neurodegenerativi quali ad esempio l'Alzheimer.

Il problema con i sistemi alimentari fondati sulle proibizioni è che non durano. Col tempo le persone tendono a ritornare alle loro abitudini.

Nel campo delle diete dimagranti questo è un fatto noto. Nessuna dieta lascia la persona libera di tornare all'alimentazione che preferisce. Tutte contengono delle proibizioni che vanno mantenute sine die. (Così almento ho appreso da diverse fonti; non ne conosco l'attendibilità e possono benissimo esserci delle eccezioni).

Tornando all'argomento del thread, se i cibi, o un determinato cibo, o una classe di alimenti, può farti ammalare, allora devi eliminarlo/i dalla tua dispensa.

Questo in ossequio all'assioma che una sana alimentazione si basa sulle proibizioni.

Noto però con piacere che esistono al riguardo punti di vista differenti.

Come ad esempio questa conferenza intitolata "Le intolleranze alimentari tra disinformazione e falsi miti":

 

 

 

 

  • Grazie! 1
Faceless
Inviato (modificato)

Grazie per aver aperto il thread. Devo ancora guardare il video, tuttavia vorrei dire che, pur essendo d'accordo sul fatto che le diete eccessivamente restrittive non siano sostenibili nel lungo periodo, se si comprende che certi alimenti fanno male e perché, allora si riesce meglio ad entrare nell'ottica dello stile di vita, diverso da quello della dieta. È una cosa importante soprattutto quando i problemi di salute ci sono già. 

La verità è che basterebbe il buon senso e sapere un minimo leggere le etichette. Come si può pensare che un cibo ultraprocessato non sia in qualche modo dannoso per la salute? Abbiamo veramente bisogno delle gallette, delle fette biscottate, della marmellata, delle bibite, delle patatine fritte, dei salumi? Le persone sono abituate a mangiare male, sono così dipendenti dal cibo che si raccontano sempre la storia del "bisogna mangiare un po' di tutto", quando quel po' di tutto include in realtà i cibi sopracitati. Poi anche quando sono costrette a modificare l'alimentazione per problemi di salute vivono per fare lo sgarro, non rendendosi conto che uno sgarro oggi e uno sgarro domani praticamente è come non aver modificato nulla delle proprie abitudini. Poi ci sono quelli più frustrati che accusano chi fa divulgazione o chi è semplicemente più attento di ortoressia, così loro possono sentirsi sani.

Io ho letto un libro della Dottoressa Maria Rosa Di Fazio, che è un'oncologa, dove spiega bene questi concetti in relazione alla sua esperienza con i malati oncologici. 

E ci sarebbe anche tutto un discorso sugli alimenti importati da extra UE, ma la gente mediamente non si pone domande. 

 

Modificato da Faceless
ArmandoBis
Inviato
Il 30/11/2025 at 13:50, Faceless ha scritto:

Grazie per aver aperto il thread. Devo ancora guardare il video, tuttavia vorrei dire che, pur essendo d'accordo sul fatto che le diete eccessivamente restrittive non siano sostenibili nel lungo periodo, se si comprende che certi alimenti fanno male e perché, allora si riesce meglio ad entrare nell'ottica dello stile di vita, diverso da quello della dieta. È una cosa importante soprattutto quando i problemi di salute ci sono già. 

La verità è che basterebbe il buon senso e sapere un minimo leggere le etichette. Come si può pensare che un cibo ultraprocessato non sia in qualche modo dannoso per la salute? Abbiamo veramente bisogno delle gallette, delle fette biscottate, della marmellata, delle bibite, delle patatine fritte, dei salumi? Le persone sono abituate a mangiare male, sono così dipendenti dal cibo che si raccontano sempre la storia del "bisogna mangiare un po' di tutto", quando quel po' di tutto include in realtà i cibi sopracitati. Poi anche quando sono costrette a modificare l'alimentazione per problemi di salute vivono per fare lo sgarro, non rendendosi conto che uno sgarro oggi e uno sgarro domani praticamente è come non aver modificato nulla delle proprie abitudini. Poi ci sono quelli più frustrati che accusano chi fa divulgazione o chi è semplicemente più attento di ortoressia, così loro possono sentirsi sani.

Io ho letto un libro della Dottoressa Maria Rosa Di Fazio, che è un'oncologa, dove spiega bene questi concetti in relazione alla sua esperienza con i malati oncologici. 

E ci sarebbe anche tutto un discorso sugli alimenti importati da extra UE, ma la gente mediamente non si pone domande. 

 

Sicuramente certi cibi fanno male, ma magari non per colpa loro.

Ad esempio ai salumi sono aggiunti i nitrati, che sono notoriamente cancerogeni.

La carne di manzo ha i grassi sbilanciati, ma non la carne argentina, ottenuta da animali allo stato brado.

Comunque la mia requisitoria era diretta a quello specifico libro, che lasciava trasparire una mentalità quasi carceraria.

Anziché dare suggerimenti su cosa fare, preferiva proibire.

Anche l'anatema sulle proteine era inaccettabile. A un certo punto del libro dice che la carne, per soddisfare il nostro bisogno proteico giornaliero, può essere consumata nella misura massima del cerchio che si ottiene congiungendo la punta dell'indice, con quella del pollice.

Ora, un adulto maschio di peso medio deve assumere circa 50-55 grammi di proteine al giorno.

Se li vuole prendere solo dalla carne ne deve consumare tra i 250 e i 275 grammi...

ArmandoBis
Inviato
Il 30/11/2025 at 13:50, Faceless ha scritto:

Grazie per aver aperto il thread. Devo ancora guardare il video, tuttavia vorrei dire che, pur essendo d'accordo sul fatto che le diete eccessivamente restrittive non siano sostenibili nel lungo periodo, se si comprende che certi alimenti fanno male e perché, allora si riesce meglio ad entrare nell'ottica dello stile di vita, diverso da quello della dieta. È una cosa importante soprattutto quando i problemi di salute ci sono già. 

La verità è che basterebbe il buon senso e sapere un minimo leggere le etichette. Come si può pensare che un cibo ultraprocessato non sia in qualche modo dannoso per la salute? Abbiamo veramente bisogno delle gallette, delle fette biscottate, della marmellata, delle bibite, delle patatine fritte, dei salumi? Le persone sono abituate a mangiare male, sono così dipendenti dal cibo che si raccontano sempre la storia del "bisogna mangiare un po' di tutto", quando quel po' di tutto include in realtà i cibi sopracitati. Poi anche quando sono costrette a modificare l'alimentazione per problemi di salute vivono per fare lo sgarro, non rendendosi conto che uno sgarro oggi e uno sgarro domani praticamente è come non aver modificato nulla delle proprie abitudini. Poi ci sono quelli più frustrati che accusano chi fa divulgazione o chi è semplicemente più attento di ortoressia, così loro possono sentirsi sani.

Io ho letto un libro della Dottoressa Maria Rosa Di Fazio, che è un'oncologa, dove spiega bene questi concetti in relazione alla sua esperienza con i malati oncologici. 

E ci sarebbe anche tutto un discorso sugli alimenti importati da extra UE, ma la gente mediamente non si pone domande. 

 

Sto leggendo il libro di cui ti parlavo "Le intolleranze alimentari non esistono".

Una bomba. 

Ossimoricamente parlando, si può definire una bomba silenziosa. 

L'autore non fa proclami, dice semplicemente come stanno le cose (secondo lui, ma a giudicare dalle citazioni sembra che sia un punto di vista sempre più condiviso). 

Il problema (parlo per chi sta bene e quindi fatica a seguire il discorso) è che se hai una malattia seria ma dalle cause sconosciute vai su Internet e trovi migliaia, ma che dico, decine di migliaia di pagine e di lavori che ti dicono che la causa della tua malattia è l'infiammazione. 

Poi, però, se vuoi sapere qual è la causa dell'infiammazione è notte fonda. 

Sì, si riconosce che il cibo conta, ma ciascuno ha il suo rimedio. 

Decine, centinaia, migliaia di "protocolli".

Tutti in contraddizione fra loro. 

Nessuno ovviamente viene testato, nessun esame che ne verifichi l'efficacia. 

Faceless
Inviato (modificato)

Il discorso a mio avviso è più ampio e parte dalla coltivazione e da tutti i processi di produzione. Anche una banana può essere molto dannosa, vai a vedere cosa fanno alle banane. Proprio l'altro giorno credo sia andato in onda un servizio sulla Rai. Della carne di allevamento e del latte non ne parliamo. Poi ultimamente avevo anche visto che vendevano tranquillamente carne andata a male. Come si può pensare di restare in salute se per tutta la vita ingeriamo pestidici, ormoni della crescita, e ingredienti potenzialmente cancerogeni? Io ho letto l'ultimo libro di Monia Caramma che spiega benissimo tutto ciò. Secondo la dottoressa Di Fazio il 50% dei tumori è causato dal cibo, e tutte le malattie hanno origine dal processo infiammatorio. Quindi si può affermare che il cibo gioca un ruolo pesante sull'infiammazione. L'alimento sulla carta è diverso da quello che arriva sulla nostra tavola. Io leggo continuamente di persone che con dieta rigorosa (ovviamente negli anni) sono addirittura guarite da patologie importanti, perciò è indubbio che l'alimentazione sia la base di tutto. Poi sono la prima a dire che alla dieta sarebbe meglio affiancare integrazione e trattamenti mirati a seconda di cosa può aiutare. 

Ai protocolli credo poco, seppur convinta che da ognuno si possa prendere qualcosa di buono. Sentivo Manera che diceva non essere un fan della dieta dei gruppi sanguigni ma che è vero che un gruppo che adesso non ricordo non tollera benissimo i cereali. 

La dieta va sempre personalizzata perché ognuno può avere proprie esigenze. Ad esempio leggevo che chi ha calcoli non può mangiare uova in quantità. 

Modificato da Faceless
ArmandoBis
Inviato
14 minuti fa, Faceless ha scritto:

Il discorso a mio avviso è più ampio e parte dalla coltivazione e da tutti i processi di produzione. Anche una banana può essere molto dannosa, vai a vedere cosa fanno alle banane. Proprio l'altro giorno credo sia andato in onda un servizio sulla Rai. Della carne di allevamento e del latte non ne parliamo. Poi ultimamente avevo anche visto che vendevano tranquillamente carne andata a male. Come si può pensare di restare in salute se per tutta la vita ingeriamo pestidici, ormoni della crescita, e ingredienti potenzialmente cancerogeni? Io ho letto l'ultimo libro di Monia Caramma che spiega benissimo tutto ciò. Secondo la dottoressa Di Fazio il 50% dei tumori è causato dal cibo, e tutte le malattie hanno origine dal processo infiammatorio. Quindi si può affermare che il cibo gioca un ruolo pesante sull'infiammazione.

Esatto. E qual è la soluzione? 

Proibire il 90% dei cibi. 

Se stai ad ascoltare tutto quello che si dice in giro è metti tutto assieme si arriva senza difficoltà a percentuali del genere. 

Mi ricordo di un filmato su YouTube in cui spiegava quanto facevano bene le more e i mirtilli, un vero toccasana. 

Conclusione: non le puoi mangiare, sono piene di pesticidi. 

Ovviamente nessuna ricerca scientifica viene citata al riguardo. 

14 minuti fa, Faceless ha scritto:

 

L'alimento sulla carta è diverso da quello che arriva sulla nostra tavola. Io leggo continuamente di persone che con dieta rigorosa (ovviamente negli anni) sono addirittura guarite da patologie importanti, perciò è indubbio che l'alimentazione sia la base di tutto. Poi è verissimo che la dieta va sempre personalizzata perché ognuno ha le sue personali esigenze. 

Quelli di cui parli sono stati semplicemente fortunati. 

In vita mia non ho mai sentito di uno che si lamentava di questo o di quel cibo e citava uno specifico esame che ne certificasse l'effetto negativo. 

Se abiti a Milano non puoi organizzare una cena con più di due o tre persone. 

Tutti hanno una lista di cibi accusati di produrre i danni più fantasiosi. 

Se la organizzo in montagna, invece, mi mangiano anche le gambe del tavolo. 

È evidente che c'è qualcosa che non quadra. 

Faceless
Inviato
1 minuto fa, ArmandoBis ha scritto:

Esatto. E qual è la soluzione? 

Proibire il 90% dei cibi. 

Il fatto che molti cibi debbano essere eliminati non è un problema perché ci sono altri cibi che possono essere introdotti. Il discorso è che molti sono ignoranti e non li conoscono. Ma qual è quel nutrizionista che ti dà il sorgo d il monococco? Che ti dice che ti puoi fare il pane con le farine di grani antichi e con quelle naturalmente senza glutine? Più facile dire elimina il pane, no? I nutrizionisti di paese sanno darti le gallette e il velo di marmellata. 

6 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Se la organizzo in montagna, invece, mi mangiano anche le gambe del tavolo. 

Semplicemente non hanno nessuna consapevolezza. Il problema non è il singolo alimento ma uno stile di vita. 

La Caramma è andata in remissione col chron con la dieta. Non è questione di fortuna ma di come fai veramente la dieta. Ti potrei copiare tantissime testimonianze. Gente che con i tumori ha visto miracoli (qui ovviamente non si escludono le cure). La Di Fazio dice che i suoi pazienti con la dieta e i trattamenti non perdono nemmeno i capelli facendo la chemio. Cioè le persone che fanno una dieta a cazzo solo perché non stanno davvero male e non hanno una vera motivazione non invalidano queste altre esperienze. 

ArmandoBis
Inviato
12 minuti fa, Faceless ha scritto:

Il fatto che molti cibi debbano essere eliminati non è un problema perché ci sono altri cibi che possono essere introdotti. Il discorso è che molti sono ignoranti e non li conoscono. Ma qual è quel nutrizionista che ti dà il sorgo d il monococco? Che ti dice che ti puoi fare il pane con le farine di grani antichi e con quelle naturalmente senza glutine? Più facile dire elimina il pane, no? I nutrizionisti di paese sanno darti le gallette e il velo di marmellata. 

Semplicemente non hanno nessuna consapevolezza. Il problema non è il singolo alimento ma uno stile di vita. 

La Caramma è andata in remissione col chron con la dieta. Non è questione di fortuna ma di come fai veramente la dieta. Ti potrei copiare tantissime testimonianze. Gente che con i tumori ha visto miracoli (qui ovviamente non si escludono le cure). La Di Fazio dice che i suoi pazienti con la dieta e i trattamenti non perdono nemmeno i capelli facendo la chemio. Cioè le persone che fanno una dieta a cazzo solo perché non stanno davvero male e non hanno una vera motivazione non invalidano queste altre esperienze. 

A parte che il pane senza glutine non si può fare, io chiedo semplicemente che se qualcuno mi dice che non posso più mangiare l'alimento X ci sia un esame, qualcosa che lo certifichi. 

È come chiedere la luna. 

Puoi chiedere tutto, ma non una validazione scientifica. 

Cambiando settore, parlando di problemi cognitivi legati a malattie, a ritardi nello sviluppo legati a varie condizioni, vi sono alcuni libri dove si parla di tecniche che assicurano risultati sbalotditivi. 

Ora, non che il contenuto di quei lavori non sia vero. Semplicemente si è fatto un lavoro di cherry picking, presentando i casi che hanno dato i risultati migliori, sul consolidamento dei quali l'autore non entra poi nel merito. 

Se si legge quei libri senza cognizione di causa, si ha l'idea che la soluzione a quel tipo di problemi sia facile e a portata di mano. 

Purtroppo non è così. Se lo fosse, tutti acquisirebbero quella tecnica e il problema cesserebbe di esistere. 

Faceless
Inviato
Adesso, ArmandoBis ha scritto:

A parte che il pane senza glutine non si può fare

Ma lo dici tu, io per un anno me lo sono fatta senza lievito in padella. Viene un pane piatto, molto buono per altro. Ora non è molto che ho aggiunto i grani antichi e vorrei provare a fare il pane col lievito madre (magari tra un po' di tempo quando me la sentirò). 

2 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

semplicemente che se qualcuno mi dice che non posso più mangiare l'alimento X ci sia un esame, qualcosa che lo certifichi. 

Essendo io disperata (cioè partivo da una condizione gravissima, non stavo quasi in piedi) non mi sono interessata di verificare con esami che poi la medicina non è così evoluta, so che ci sono test ma non credo siano riconosciuti. Ho provato perché tanto non avevo niente da perdere. So solo che appena ho eliminato completamente il glutine tutta l'aria che avevo in pancia è stata espulsa, era proprio una cosa molto evidente, avevo una pancia piattissima quando prima era gonfia come un pallone. L'effetto è durato circa un mese, poi purtroppo essendo io molto infiammata e non avendo eliminato gli zuccheri e i latticini (all' epoca ancora non sapevo) mi si è tornata a gonfiare. Ora dopo più di un anno di dieta ben fatta non è più gonfia come all'inizio pur essendo sempre un po' gonfia. 

9 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Puoi chiedere tutto, ma non una validazione scientifica

La medicina non è una scienza esatta, se parti da questo presupposto capisci che non sempre si può dimostrare oggettivamente qualcosa che sia valido per tutti. 

12 minuti fa, ArmandoBis ha scritto:

Se si legge quei libri senza cognizione di causa, si ha l'idea che la soluzione a quel tipo di problemi sia facile e a portata di mano. 

Purtroppo non è così. Se lo fosse, tutti acquisirebbero quella tecnica e il problema cesserebbe di esistere.

Ma questo è ovvio, proprio per il discorso di cui sopra. 

ArmandoBis
Inviato (modificato)
5 ore fa, Faceless ha scritto:

Ma lo dici tu, io per un anno me lo sono fatta senza lievito in padella. Viene un pane piatto, molto buono per altro. Ora non è molto che ho aggiunto i grani antichi e vorrei provare a fare il pane col lievito madre (magari tra un po' di tempo quando me la sentirò). 

So che esistono delle tecniche che consistono nel far sì che l'impasto inglobi aria. Non ha una grande consistenza. 

Riguardo al lievito madre, la difficoltà maggiore non è la gestione del lievito, ma la cottura. 

Con i forni di casa il risultato è al massimo così così, solitamente mediocre. 

Però potresti usare l'artificio messo a punto da quel panettiere americano che ha (re)inventato il pane no-knead. 

Lui mescola gli ingredienti senza impastarli e mette il tutto in frigo per una notte e oltre. 

Il glutine si forma spontaneamente. 

Il giorno successivo lo cuoce con questa tecnica originale. 

Prende una pentola di ghisa con coperchio e la mette a scaldare in forno mi pare per una quarantina di minuti. 

Poi la tira fuori, ci sbatte dentro l'impasto, rimette il coperchio e la ripone in forno. 

Dopo mezz'ora gira la pentola di 180 gradi, toglie il coperchio e la fa andare per altri venti minuti, mezz'ora. 

Questa tecnica imita i forni dei panettieri, dotati appunto di vaporiera. 

Appena il pane è messo in forno si spara del vapore nella camera di cottura. 

A dieci minuti dal termine della cottura si apre la valvola. (Si può fare anche molto prima se si vuole imitare la cottura del forno a legna, ma in quel caso si devono usare temperature inferiori). 

Il vapore favorisce l'espansione dell'impasto in forno ammorbidendone la superficie. 

Anche il colore cambia, la crosta diventa più scura, rossa nel caso del lievito madre. 

5 ore fa, Faceless ha scritto:

Essendo io disperata (cioè partivo da una condizione gravissima, non stavo quasi in piedi) non mi sono interessata di verificare con esami che poi la medicina non è così evoluta, so che ci sono test ma non credo siano riconosciuti. Ho provato perché tanto non avevo niente da perdere. So solo che appena ho eliminato completamente il glutine tutta l'aria che avevo in pancia è stata espulsa, era proprio una cosa molto evidente, avevo una pancia piattissima quando prima era gonfia come un pallone. L'effetto è durato circa un mese, poi purtroppo essendo io molto infiammata e non avendo eliminato gli zuccheri e i latticini (all' epoca ancora non sapevo) mi si è tornata a gonfiare. Ora dopo più di un anno di dieta ben fatta non è più gonfia come all'inizio pur essendo sempre un po' gonfia. 

La medicina non è una scienza esatta, se parti da questo presupposto capisci che non sempre si può dimostrare oggettivamente qualcosa che sia valido per tutti. 

Ma questo è ovvio, proprio per il discorso di cui sopra. 

Guarda, a me quel discorso portato avanti nel video qui sopra mi convince. 

Per due motivi. 

Primo una questione personale. 

Io sono figlio di medico e alcune cose le ho assorbite in casa sentendole, praticamente senza accorgermene. 

Un concetto che avevo ben chiaro è che le intolleranze, a differenza delle allergie, sono fenomeni transitori, che insorgono quando di un cibo se ne abusa. 

In questi casi, se ne sospende l'assunzione e dopo un po' lo si reintroduce cautamente e gradualmente nella dieta. Mai sentito che quell'alimento venisse eliminato. 

Così funzionava il mondo quand'ero bambino. 

E infatti allora tutti questi tabù alimentari non esistevano. 

I cibi, è vero, erano sicuramente migliori di oggi per molti aspetti (non tutti) e c'era molta più varietà (e più tempo per cucinare). E questo spiegherebbe l'esplosione delle supposte intolleranze. 

Secondo: il medico in questione non tira a indovinare ma si affida a dei test validati scientificamente. 

Ora io mi chiedo come mai questo modo di procedere non sia già oggi semplice routine. 

È scritto ovunque che l'infiammazione causa un elenco sterminato di malattie, alcune invalidanti, altre mortali. 

Se tutto ciò dipende dall'infiammazione, la domanda è che cosa causa l'infiammazione a sua volta. 

Lo stress, ok, va bene. 

Qualche sostanza tossica a cui si è esposti? Va bene anche questo, pur essendo molto meno probabile. 

E il cibo? Non sarà questo il punto da cui conviene partire? 

Modificato da ArmandoBis

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