Marco_drake [Élite] 1889 Inviato 12 Marzo Inviato 12 Marzo 12 ore fa, jhonny9546 ha scritto: Capisco.. Il tuo discorso pero avrebbe senso: se per questo tipo di persone, i manipolatori e sociopatici, è necessario sviluppare i loro desideri, significa trovare ambienti e persone, e situazioni, che loro possono sfruttare. Siccome questo tipo di persone vogliono essere come il sole in un sistema solare: al centro e tutti i pianeti che ruotano in funzione di loro. Capisci cosa intendo? Da fuori infatti vedi che questa persona si è "sacrificata", proprio come ha fatto cristiano ronaldo, ma anche se non l'ha fatto per un desiderio che sembra venire da se, in realtà l'ha fatto per soddisfare un desiderio che veniva da se, ma che poteva solo esser soddisfatto dagli altri..: CApici cosa intendo dire? Piuttosto che inner game, che è quello che dici sopra, questo tipo di persone si realizzano attraverso un game "esterno" a loro, e lo fanno passare per inner game? Mi trovi d'accordo, e aggiungo: a mio avviso, da fuori purtroppo, non si può capire nulla del valore di una persona. Perché il successo esteriore è sempre esteriore, nulla vuole dire, anche se parte da disgrazie. Il valore è sempre e solo interiore. E non possiamo guardare dentro le persone. Avere come riferimento re, guerrieri, calciatori, storie dalle stelle alle stalle, non sono persone che mi generano alcun tipo di rispetto. Siamo tutti mossi dal nostro egoismo e dalla voglia di sopravvivere, cosa c'è da rispettare se qualcuno riesce più di altri? Per questo motivo il mio metro di valutazione è.... rotto. Posso valutare me stesso perché conosco le mie intenzioni, il motivo e lo stato in cui ero in cui ho compiuto l'azione. Versare l'acqua in bicchiere mentre si è pieni d'amore è il più grande successo di un uomo. Da fuori, è una persona che versa acqua in un bicchiere. Che noia. Che l'azione esteriore sia massacrare qualcuno, tirare un pallone in porta, sedere se una panchina all'ombra... il concetto è lo stesso. Crescendo63 ha reagito a questo 1
Crescendo63 [Partecipante] 3776 Inviato 14 Marzo Inviato 14 Marzo Il 12/3/2026 at 20:16, vanhalen ha scritto: il punto è che il rispetto nasce dal fatto ha fatto qualcosa fuori dal comune / difficile / merita ammirazione . Però, a me sembra che tu confonda rispetto e ammirazione (poi magari per te sono equivalenti, ma non lo sono per tutti). P.es. io rispetto tutte le brave persone, ovvero chi si comporta in modo buono, gentile e costruttivo verso le altre creature. Non mi serve che facciano cose straordinarie per rispettarle. Mi basta che siano persone decenti. Invece ammiro le persone con qualità fuori dall'ordinario, o che io non possiedo; e qui l'asticella è più alta. Cita Non centra la finalità del perché lo abbia fatto . Anche qui vedo una differenza. Io do molto peso alla motivazione di un atto: se Tizio mi ferisce ma non ne aveva intenzione, me la prendo meno e sono più incline a scusarlo; ma se lo ha fatto apposta, allora m'incazzo ben di più. Anche in positivo faccio questa differenza: p.es. stimo un bravo chirurgo che si fa pagare caro se fa un lavoro eccellente; ma ammiro il chirurgo che va in Africa ad operare i poveracci, guadagnando poco o niente. Il primo è un bravo professionista, il secondo una specie di eroe. Tornando al discorso dell'OP, per me la motivazione (finalità) di quella persona che si rende utile conta molto: lo fa perché è spontaneamente disponibile? Oppure solo per un calcolo manipolatorio? Oppure un misto dei due? IMO non è la stessa cosa. Con questo non sto dicendo che io ho ragione e tu torto. Ma che il tuo paradigma è particolare e non vale per tutti.
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 173798 Inviato 23 Aprile Questo è un messaggio popolare. Inviato 23 Aprile On 3/6/2026 at 1:53 PM, jhonny9546 said: Conosco da anni una persona che sembra aver costruito la sua intera vita sulla comprensione e la soddisfazione dei bisogni altrui. Invece di seguire le proprie passioni e la propria strada, studia i desideri delle persone intorno a lui e lentamente si posiziona come la persona che soddisfa tali bisogni. Col tempo, queste persone iniziano a dipendere da lui e lui finisce per ricoprire posizioni molto vantaggiose. Alcuni esempi: • La sua ragazza voleva qualcuno che potesse lavorare con suo padre e prendere in mano l'azienda di famiglia. Lui non ha mai detto apertamente "Voglio quel lavoro". Invece, si è lasciato lentamente coinvolgere: studiando piccole cose, ottenendo certificazioni, presentandosi al lavoro. Diceva persino cose come "Non farò mai un manager, preferirei fare il bidello". Alla fine, è diventato esattamente ciò che lei desiderava, un manager e il braccio destro del padre, ma lo ha costruito come se lei credesse che fosse una sua idea. • Suo padre gestisce una squadra di basket. Iniziò semplicemente aiutando la domenica a trasportare l'attrezzatura. Non gli importava nemmeno di basket, ma a poco a poco si assunse maggiori responsabilità e alla fine divenne dirigente dell'organizzazione. • Con il fratello minore, si posizionò come una sorta di mentore. Dà consigli su auto, carriera e decisioni di vita, ma lo fa in un modo che fa sentire il fratello come se stesse scegliendo tutto da solo. • Con lo zio, iniziò ad accompagnarlo ogni sabato a controllare le piscine che gestisce. Non gli chiese mai direttamente di rilevare l'attività, ma col tempo lo zio decise di nominarlo erede. Questo schema si ripete ovunque. Sembra molto bravo a identificare i bisogni emotivi o pratici delle persone e poi a diventare la persona che li soddisfa. Il risultato è che appare molto rispettato, influente e con ottime conoscenze. Molte persone intorno a lui fanno affidamento su di lui. Ma allo stesso tempo, sembra che la sua vita sia costruita attorno agli interessi degli altri piuttosto che ai suoi... quindi sono curioso: Hai mai incontrato qualcuno così? Che tipo di personalità o mentalità è questa? È intelligenza strategica, manipolazione o qualcos'altro? È tossico? Sì, ho incontrato persone con questo schema comportamentale, e la tua descrizione è molto precisa e articolata. Questa mentalità ricorda in modo sorprendente quella di Lorenzo de’ Medici, il Magnifico, il grande stratega fiorentino del Quattrocento. Lorenzo non conquistò mai il potere con un colpo di stato o con proclami espliciti: costruì invece la propria influenza esattamente come la persona che descrivi. Studiava i bisogni degli altri – dei banchieri, dei pontefici, degli artisti, delle famiglie nobili – e si posizionava silenziosamente come la soluzione ideale. Finanziava matrimoni, commissionava opere d’arte, risolveva dispute, offriva prestiti e protezioni senza mai chiedere esplicitamente in cambio il comando. Col tempo, però, tutti dipendevano da lui: Firenze intera finì per ruotare intorno alla sua rete di favori e di intelligenza relazionale. Non era semplice generosità né puro altruismo. Era strategic intelligence portata all’eccellenza: una capacità quasi chirurgica di leggere i desideri altrui e di trasformarli in leva personale. I contemporanei lo definivano “il maestro del consenso silenzioso”. Machiavelli stesso, che lo studiò da vicino, ne colse l’essenza: il potere vero non si impone, si rende indispensabile. Quindi, per rispondere alle tue domande: sì, è intelligenza strategica, ma contiene anche una componente di manipolazione sottile. La differenza tra le due sta nell’intento. Se la persona di cui parli trae soddisfazione autentica nel vedere gli altri realizzati (come facevano i Medici con la loro passione per l’arte e per la grandezza di Firenze o io per la mia passione per la verità e la grandezza di quest'aula sorda e grigia), allora è un’arte raffinata di leadership indiretta. Se invece lo fa solo per accumulare potere e controllo, senza alcun reale interesse per il benessere altrui, diventa tossico perché crea dipendenza emotiva e priva gli altri della vera autonomia. Nel caso di Lorenzo de’ Medici il risultato storico fu straordinario: sotto di lui Firenze divenne il cuore del Rinascimento. Nel caso della persona che conosci, dovresti osservare se alla fine anche gli altri crescono davvero o se rimangono solo pedine riconoscenti (e rancorose almeno nel 30% dei casi). Se la seconda ipotesi è vera, allora sì, c’è un elemento tossico, perché la vita di quella persona è costruita sull’assenza di un “sé” autentico, sostituito da un’identità camaleontica. Non è né solo buono né solo cattivo: è un talento antico quanto il potere stesso, che è antico quanto il sesso. Lorenzo de’ Medici lo elevò a capolavoro politico. La persona che descrivi lo sta applicando nella vita quotidiana. La domanda decisiva, per te che la osservi da anni, è: sta costruendo qualcosa di più grande di sé, oppure sta solo tessendo una rete in cui tutti, alla fine, dipendono da lui? La cartina di tornasole è eccezionale nella sua semplicità: se è attivo alla PREDATOR LIFE sta costruendo qualcosa di – decisamente – più grande di sé, altrimenti sta tramando nell'ombra, tessendo le sue tele in agguato... sui vostri bambini. Spoiler I bambini, cazzo! Marco_drake, Remo Lupercali, swayze e 7 altri ha reagito a questo 5 4 1
Socotra [Partecipante] 25 Inviato 5 Giugno Inviato 5 Giugno Il 06/03/2026 at 14:53, jhonny9546 ha scritto: Conosco da anni una persona che sembra aver costruito la sua intera vita sulla comprensione e la soddisfazione dei bisogni altrui. Invece di seguire le proprie passioni e la propria strada, studia i desideri delle persone intorno a lui e lentamente si posiziona come la persona che soddisfa tali bisogni. Col tempo, queste persone iniziano a dipendere da lui e lui finisce per ricoprire posizioni molto vantaggiose. Alcuni esempi: • La sua ragazza voleva qualcuno che potesse lavorare con suo padre e prendere in mano l'azienda di famiglia. Lui non ha mai detto apertamente "Voglio quel lavoro". Invece, si è lasciato lentamente coinvolgere: studiando piccole cose, ottenendo certificazioni, presentandosi al lavoro. Diceva persino cose come "Non farò mai un manager, preferirei fare il bidello". Alla fine, è diventato esattamente ciò che lei desiderava, un manager e il braccio destro del padre, ma lo ha costruito come se lei credesse che fosse una sua idea. • Suo padre gestisce una squadra di basket. Iniziò semplicemente aiutando la domenica a trasportare l'attrezzatura. Non gli importava nemmeno di basket, ma a poco a poco si assunse maggiori responsabilità e alla fine divenne dirigente dell'organizzazione. • Con il fratello minore, si posizionò come una sorta di mentore. Dà consigli su auto, carriera e decisioni di vita, ma lo fa in un modo che fa sentire il fratello come se stesse scegliendo tutto da solo. • Con lo zio, iniziò ad accompagnarlo ogni sabato a controllare le piscine che gestisce. Non gli chiese mai direttamente di rilevare l'attività, ma col tempo lo zio decise di nominarlo erede. Questo schema si ripete ovunque. Sembra molto bravo a identificare i bisogni emotivi o pratici delle persone e poi a diventare la persona che li soddisfa. Il risultato è che appare molto rispettato, influente e con ottime conoscenze. Molte persone intorno a lui fanno affidamento su di lui. Ma allo stesso tempo, sembra che la sua vita sia costruita attorno agli interessi degli altri piuttosto che ai suoi... quindi sono curioso: Hai mai incontrato qualcuno così? Che tipo di personalità o mentalità è questa? È intelligenza strategica, manipolazione o qualcos'altro? È tossico? Mah... Secondo me potrebbero esserci diverse spiegazioni. Potrebbe essere una persona molto strategica che trae vantaggio dal rendersi indispensabile agli altri, ma potrebbe anche essere qualcuno che ha un forte bisogno di sentirsi utile e valorizzato attraverso gli altri. Oppure potrebbe semplicemente avere un'ottima intelligenza sociale e una naturale capacità di capire cosa serve alle persone che ha intorno. La cosa che mi colpisce, però, non è tanto il fatto che ne ricavi dei benefici (quello succede in quasi tutte le relazioni), quanto il fatto che dai tuoi esempi non sembra emergere molto di ciò che vuole lui personalmente. Tu stesso dici che non ha interessi o hobby particolari, quasi come se la sua vita ruotasse soprattutto attorno ai bisogni e ai progetti degli altri. Non so se questo lo renda manipolatore, ma sicuramente fa venire da chiedersi quanto della sua identità sia davvero sua e quanto sia costruita intorno alle persone che lo circondano. Crescendo63 ha reagito a questo 1
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