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Kino escalation - ho dimenticato come si fa!


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InnerGameAddicted
Inviato (modificato)

Premessa: una certa fantasia nell'approccio, una buona parlantina e la capacità di romanzare anche le esperienze più insignificanti e, infine, un naturale atteggiamento audace e scherzoso (al momento giusto), mi hanno sempre reso agevole costruire in breve tempo un rapporto confidenziale con la mia interlocutrice di turno. Questo porta facilmente al momento in cui lei... mi mette le mani addosso. Porto alcuni esempi recenti:

- conoscente che un paio di volte mi ha telefonato per sbaglio perché mi chiamo come il cognato, la incontro in un posto diverso dal solito e attacco: "tanto non potevi fare a meno di sentirmi che, senza più la scusa di chiamare tuo cognato, hai cominciato a seguirmi"; ride, si avvicina, prima simula un manrovescio, poi mi spinge dolcemente il braccio;

- altra conoscente la cui figlia segue un corso di strumento musicale, lei suonava il piano; chiacchieriamo dei miei gusti musicali, le sciorino le emozioni che mi provocano i poemi sinfonici di Listz, i concerti per pianoforte di Beethoven, la patetica di Tchaikovski ecc. Si sente spinta a qualificarsi, avendo lei poi intrapreso lo studio di brani pop una volta sgusciata fuori dalle maglie accademiche; le dico che mi piacerebbe molto vederla suonare, anche assieme a sua figlia. Ma lei non ha nessuna idea in proposito, mi chiede consiglio. Le faccio ascoltare le danze ungheresi di Brahams dal cellulare, invadendo il suo spazio personale, lei accosta la testa alla mia molto volentieri. Poi racconto un episodio divertente in merito alle danze ungheresi, lei mi dà ogni volta che ride dei colpetti su braccia e spalle. Le prometto di inviarle il link al video, ma poi non lo faccio. Quando la rivedo per caso le dico, eh però guardali i messaggi ogni tanto, ti rendo partecipe dei miei gusti musicali ma non mi dici neanche grazie. Inizia a scusarsi, dice di non ricordare, mi avrebbe risposto subito, purtroppo è molto impegnata con bimbi ecc. Un attimo che controllo; si rende conto che la nostra chat whatsapp era vuota; arrossisce, aggrotta le sopracciglia per un attimo di furore, ride, fa anche lei il gesto del man rovescio (e io comincio a credere che il manrovescio sia ancora lo strumento di educazione preferito dalle mamme, nonostante una certa diffusione della pedagogia gentilista), mi spinge, ride, continua a toccarmi casualmente, durante la chiacchierata successiva

- sempre una mamma, sta per sposarsi dopo anni di convivenza, il marito astemio, si parla di vini, di ebbrezza, di viaggi e serate in compagnia; si ride e si scherza e pure costei, spintarella e tocchi vari

- collega di lavoro, guarda qua cosa mi ha scritto in chat il capo - mi dice. Mi avvicino, sposto la finestra di teams col mouse, guardo le minchiate del boss e rido. Lei ride stringendomi il braccio con tutte e due le mani. Rifà il gesto più tardi di fronte alla macchinetta del caffè

- altra collega: il caffè della macchinetta è troppo forte, mi sento una tigre, dice, rivolta ad un altra. Nel frattempo mima la tigre più volte afferandomi le spalle e le scapole da dietro (ero seduto e davo loro le spalle)

Bene, vi starete chiedendo come ho fatto a perdere l'abitudine a rispondere a queste sortite. Perché sono ben dodici anni che non rispondo e che non invado lo spazio personale altrui (a parte avvicinarmi un po'). 

Comunque, ad oggi non ho più idea da dove cominciare a rendere aduse al mio di tocco le donne che alzano dolcemente le mani su di me. Questo è quanto ahaha

Modificato da InnerGameAddicted
maledetta grammatica
  • Abbraccio 1
InnerGameAddicted
Inviato

Aggiornamento: con la donna al punto 1 (quella che mi ha chiamato due volte per sbaglio) ieri, mi sono lanciato in una kino "casuale" dove raccontando e scherzando le sfioravo il braccio e la spalla; notavo un certo turbamento, poi di tanto in tanto mi allontanavo  e se si avvicinava, rilanciavo con altri tocchi veloci. Poi, mentre andovo via, mi sono rivolto ad un'altra per la quale mi ero preparato prima una minchiatina che l'ha divertita; chiacchierata con questa e mentre vado sento la prima che fa: "scusa, non mi saluti?"; "eeeeh - rispondo - tu non mi chiami più!!", risatine e alla prossima. 

Seth44
Inviato (modificato)
Il 19/04/2026 at 19:44, InnerGameAddicted ha scritto:

Premessa: una certa fantasia nell'approccio, una buona parlantina e la capacità di romanzare anche le esperienze più insignificanti e, infine, un naturale atteggiamento audace e scherzoso (al momento giusto), mi hanno sempre reso agevole costruire in breve tempo un rapporto confidenziale con la mia interlocutrice di turno.

"Mio dio, potrei essere io" meme. 

Il 19/04/2026 at 19:44, InnerGameAddicted ha scritto:

Bene, vi starete chiedendo come ho fatto a perdere l'abitudine a rispondere a queste sortite. Perché sono ben dodici anni che non rispondo e che non invado lo spazio personale altrui (a parte avvicinarmi un po'). 

Comunque, ad oggi non ho più idea da dove cominciare a rendere aduse al mio di tocco le donne che alzano dolcemente le mani su di me.

Presumo che la domanda implicita nel topic sia questa: come si fa? 

Eh.

Per esperienza, la difficoltà che comporta questo tipo di approccio (che tra parentesi caratterizzava anche me) è la gestione del cambio di registro: l'atteggiamento ironico, scherzoso e leggero funziona, ma si deve evitare il rischio di non farsi prendere sul serio e di farsi percepire come innocui. Per dirla in altro modo, la facilità con cui vieni avvicinato e con cui le donne entrano nel tuo spazio personale può essere dovuta sì a un principio di attrazione, ma anche al fatto che la tua interlocutrice non ti percepisce come pericoloso. Il che è – più spesso che no – un pessimo segnale. Come fai, quindi, a passare da scherzoso conoscente burlone a potenziale partner?

Io ti posso solo dire come ho affinato il mio comportamento (chiamarla "tecnica" mi sembrava troppo): l'approccio leggero e ironico è rimasto, del resto il mio carattere quello è, ma, perlomeno nelle prime fasi della conoscenza, rimango distaccato, sulle mie, ed evito appositamente il contatto con la mia interlocutrice. Niente toccatine, sfioramenti, strusciatine: il primo approccio è solo verbale (evitando le vere e proprie risate e limitandomi tutt'al più a qualche sorriso: sono per la comicità deadpan). Poi si passa prima di subito all'invito: con prima di subito non intendo "Piacere, sono Seth, aperitivo domani?", ma che dopo due/tre incontri più o meno casuali, in cui si riesce a interagire un minimo, chiedo senza perder tempo un incontro a tu per tu, che può essere un caffè o un aperitivo (meglio questa seconda opzione). 

Fino a questa fase, nessuna rifiuta e la mia percentuale di riuscita si avvicina al 100%, il che non vuol dire che sia un metodo infallibile ma semplicemente che, per il sottoscritto, funziona. Poi, all'aperitivo, faccio sul serio: ironia sempre, ma scherzo meno, vado sul personale, parlo di "filosofia relazionale" (alcuni direbbero che sessualizzo) e non disdegno il contatto fisico. Mano sul braccio, sulla mano di lei, possibilmente sulla gamba (zona coscia, naturalmente). A questo punto diventa abbastanza semplice leggere la disponibilità dell'interlocutrice: se la si vede a proprio agio, si può tranquillamente spingere oltre e proporre dell'altro, se invece si ritrae o dimostra di non gradire si accanna e si lascia perdere (peraltro, può anche succedere che sia lei, dopo qualche giorno o anche qualche settimana, a farsi risentire e a proporre un nuovo incontro. Io, in genere, non invito più se le vibes non mi risuonano bene). 

My 2 cents.

Modificato da Seth44
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InnerGameAddicted
Inviato
Cita

Per esperienza, la difficoltà che comporta questo tipo di approccio (che tra parentesi caratterizzava anche me) è la gestione del cambio di registro: l'atteggiamento ironico, scherzoso e leggero funziona, ma si deve evitare il rischio di non farsi prendere sul serio e di farsi percepire come innocui. Per dirla in altro modo, la facilità con cui vieni avvicinato e con cui le donne entrano nel tuo spazio personale può essere dovuta sì a un principio di attrazione, ma anche al fatto che la tua interlocutrice non ti percepisce come pericoloso. Il che è – più spesso che no – un pessimo segnale.

Bravissimo. Da cocky & funny a clown & funny il passo è breve, e più di una volta mi è capitato in passato di perdere rispetto. Lezione imparata, ma in ambito seduzione, come dici tu, evidentemente la cosa va calibrata.
 

Cita

Io ti posso solo dire come ho affinato il mio comportamento (chiamarla "tecnica" mi sembrava troppo): l'approccio leggero e ironico è rimasto, del resto il mio carattere quello è, ma, perlomeno nelle prime fasi della conoscenza, rimango distaccato, sulle mie, ed evito appositamente il contatto con la mia interlocutrice. Niente toccatine, sfioramenti, strusciatine: il primo approccio è solo verbale (evitando le vere e proprie risate e limitandomi tutt'al più a qualche sorriso: sono per la comicità deadpan). Poi si passa prima di subito all'invito: con prima di subito non intendo "Piacere, sono Seth, aperitivo domani?", ma che dopo due/tre incontri più o meno casuali, in cui si riesce a interagire un minimo, chiedo senza perder tempo un incontro a tu per tu, che può essere un caffè o un aperitivo (meglio questa seconda opzione). 

qui dovrò muovermi un po' più con cautela, perché spesso si tratta di donne sposate/conviventi con lavoro e figli a cui badare. In quel caso pensavo di proporre qualcosa di veloce, dati gli impegni miei e loro, alla mistery. Ad esempio, vado a correre, poi concludo con camminata defatigante ("perché non mi raggiungi per continuare la conversazione in quell'ultimo quarto d'ora?"), e roba simile. L'aperitivo in un secondo momento, oppure con donne più giovani  e meno impegnate (tipo le colleghe dell'altro post).

 

Cita

Fino a questa fase, nessuna rifiuta e la mia percentuale di riuscita si avvicina al 100%, il che non vuol dire che sia un metodo infallibile ma semplicemente che, per il sottoscritto, funziona. Poi, all'aperitivo, faccio sul serio: ironia sempre, ma scherzo meno, vado sul personale, parlo di "filosofia relazionale" (alcuni direbbero che sessualizzo) e non disdegno il contatto fisico. Mano sul braccio, sulla mano di lei, possibilmente sulla gamba (zona coscia, naturalmente). A questo punto diventa abbastanza semplice leggere la disponibilità dell'interlocutrice: se la si vede a proprio agio, si può tranquillamente spingere oltre e proporre dell'altro, se invece si ritrae o dimostra di non gradire si accanna e si lascia perdere (peraltro, può anche succedere che sia lei, dopo qualche giorno o anche qualche settimana, a farsi risentire e a proporre un nuovo incontro. Io, in genere, non invito più se le vibes non mi risuonano bene). 

grazie per lo spunto, proverò sul campo (sperando di non sbagliare il timing al momento di arrivare alla zona coscia e di non prendermi una denuncia ahahah).

  • Haha 1
Seth44
Inviato (modificato)
11 ore fa, InnerGameAddicted ha scritto:

qui dovrò muovermi un po' più con cautela, perché spesso si tratta di donne sposate/conviventi con lavoro e figli a cui badare. In quel caso pensavo di proporre qualcosa di veloce, dati gli impegni miei e loro, alla mistery. Ad esempio, vado a correre, poi concludo con camminata defatigante ("perché non mi raggiungi per continuare la conversazione in quell'ultimo quarto d'ora?"), e roba simile. L'aperitivo in un secondo momento, oppure con donne più giovani  e meno impegnate (tipo le colleghe dell'altro post).

Io ormai non faccio più queste differenziazioni: che abbia a che fare con donne/ragazze fidanzate o single, madri o no, il mio pattern è sempre lo stesso. Non necessariamente con fini scoperecci, sia chiaro: alla fine l'uscita a due mi diverte a prescindere, specie se si mangia qualcosa di buono e si beve del buon vino. Se poi ci scappa qualcosa bene, e sennò va bene uguale, sarà per un'altra volta. 

Modificato da Seth44
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InnerGameAddicted
Inviato
44 minuti fa, Seth44 ha scritto:

Io ormai non faccio più queste differenziazioni: che abbia a che fare con donne/ragazze fidanzate o single, madri o no, il mio pattern è sempre lo stesso. Non necessariamente con fini scoperecci, sia chiaro: alla fine l'uscita a due mi diverte a prescindere, specie se si mangia qualcosa di buono e si beve del buon vino. Se poi ci scappa qualcosa bene, e sennò va bene uguale, sarà per un'altra volta. 

mi è rimasta un'ultima pippa mentale ad invitare a un aperitivo: mariti compagni furuosi ahah. Già una volta a una festa di compleanno di bimbi, uno di questi mi ha separato dalla compagna e mi ha blindato a chiacchierare con lui e i due cognati. Poi me li sono fatti amici, ma mi sono inibito con quella tipa, seppur ancora quando mi capita di incontrarla mi si avvicina sempre. 

Proverò sul campo e ti farò sapere! grazie

Seth44
Inviato
1 ora fa, InnerGameAddicted ha scritto:

mi è rimasta un'ultima pippa mentale ad invitare a un aperitivo: mariti compagni furuosi ahah. Già una volta a una festa di compleanno di bimbi, uno di questi mi ha separato dalla compagna e mi ha blindato a chiacchierare con lui e i due cognati. Poi me li sono fatti amici, ma mi sono inibito con quella tipa, seppur ancora quando mi capita di incontrarla mi si avvicina sempre. 

Chiaro che ci si deve muovere in territori diversi da quelli che si frequentano di solito, non si deve incasinare il proprio contesto abitativo sennò è la fine. Non voglio certo essere investito mentre passeggio per le vie del mio paese, né incantonato da un marito furioso che magari conosco anche. 

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