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jhonny9546
Inviato

Ehi amici, se volete essere un uomo di valore dovete aumentare il vostro SMV. Conosci la legge.
Per aumentare il tuo SMV, devi lavorare duro.
Devi competere per alzare l'asticella, per salire in cima alla scala, o almeno scalarla con tutte le tue forze.

o

Puoi avere le tue cose in ordine. Sii grato per ciò che hai ogni giorno. 
Non paragonarti a nessuno. Vivi così, fiducioso nelle tue capacità.
Sapere di aver smesso di competere, ma di essere ancora diligente nelle cose che rende gli uomini quelli buoni (fitness, finanze, etc)

 

Cosa ci rende uomini di valore se non dobbiamo fare altro che competere con i nostri pari, con i nostri fratelli?
E non appena smetti di essere grato per quello che hai, quando molli e smetti di competere per respirare un attimo, quando ti fermi ad esser grato per quello che hai, le donne ti chiamano pigro, perché sei diventato compiacente.


Mi sembra che in questo mondo tutti competano e ottengano vantaggi rispetto agli altri, e questo è proprio ciò che permette agli uomini di vivere una buona vita nel capitalismo e di attrarre le donne in questo modo (per interessi).

Eppure se ti sei mai fermato ad apprezzare le amicizie e ad essere grato, hai sviluppato delle qualità uniche e ti sei sentito completamente in rispetto di te stesso.

InnerGameAddicted
Inviato

beh se le donne ti chiamano pigro, "cazzomene-cazzisuoi" come canta l'influencer.
Anche volendo non competere "con i nostri fratelli", si deve fare comunque meglio del sé stesso del giorno prima - non semplicemente in un'ottica capitalista, ma perché la vita bucolica è per le bestie da armento. 

Riguardo alla gratitudine, a parte le fortune alla nascita, ci si deve sempre ringraziare davanti allo specchio se si è fatto qualcosa di buono

Seth44
Inviato

La competizione è inevitabile, volenti o nolenti.

Solo nelle ultime settimane, ho dovuto gestire lla messa in crisi di un'amicizia che ritenevo abbastanza solida perché l'amico in questione si è infatuato di una ragazza con cui ho un rapporto piuttosto stretto (e che lui ha conosciuto tramite me, aggiungo), ma le cose non sono andate come sperava. Così sono diventato, per lui, il nemico: sa che non ho fatto nulla di male, eppure fatica a guardarmi in faccia.

Potrei fare molti esempi analoghi, che riguardano non solo la sfera privata ma anche quella professionale. La competizione, nemmeno molto sana, è ovunque. 

Quintessenza
Inviato
2 ore fa, jhonny9546 ha scritto:

Eppure se ti sei mai fermato ad apprezzare le amicizie e ad essere grato, hai sviluppato delle qualità uniche e ti sei sentito completamente in rispetto di te stesso.

La vita è troppo breve per fermarsi ad apprezzare le cose ed essere grato; questa mentalità è solo uno specchietto per le allodole per convincersi che tutto vada bene e rimanere incastrati nel sistema.

Avrai tutto il tempo di adagiarti sugli allori quando (e se, per i più fortunati) sarai un vecchio decrepito.

yurion
Inviato
Il 21/04/2026 at 17:07, Quintessenza ha scritto:

La vita è troppo breve per fermarsi ad apprezzare le cose ed essere grato; questa mentalità è solo uno specchietto per le allodole per convincersi che tutto vada bene e rimanere incastrati nel sistema.

Avrai tutto il tempo di adagiarti sugli allori quando (e se, per i più fortunati) sarai un vecchio decrepito.

Dici?

Pensi che bisogna sempre correre,senza fermarsi mai?

E come si gestiscono i periodi di stallo,i momenti di frustrazione quando le cose non vanno come vorresti dopo che ci hai investito tempo ed energie?

Quintessenza
Inviato
11 minuti fa, yurion ha scritto:

. . .

Gli stalli e la frustrazione non sono un errore, sono la prova che sei vivo.

Se passi le giornate a "essere grato", come si diceva, anestetizzi l'ambizione e non senti più il morso che serve per muoverti.

Mi dici che hai il piatto a tavola, lo stipendio da 1.5k, una casa e una relazione stabile? Fantastico, hai costruito la tua prigione dorata.

Hai ceduto alla narrazione della felicità a tutti i costi; sei entrato nella bolla che serve a farti accettare la mediocrità.

Arriverai a 60 anni, quando non avrai più le energie per cambiare nulla, e capirai che la tua "gratitudine" era solo una scusa per non rischiare.

Quindi, amico mio, goditi a pieno l’esaurimento di chi ci prova e fallisce perchè sarà sempre meglio della pace piatta di chi si accontenta.

Se ti fermi proprio ora, quando sarai anziano, vorrai pagare oro per riavere indietro quella frustrazione e un'altra possibilità per non essere un mediocre qualunque.

  • Mi piace! 4
jhonny9546
Inviato
16 ore fa, Quintessenza ha scritto:

Mi dici che hai il piatto a tavola, lo stipendio da 1.5k, una casa e una relazione stabile? Fantastico, hai costruito la tua prigione dorata.

Parlo nel modo specifico di "farsi in 4", per quello che è il lavoro. VIviamo in una società capitalistica e appunto il fulcro di tutto, specialmente per l'uomo, sono finanze, salute e carriera.

Di quest'ultima, per avere il successo desiderato, è una continua battaglia, il voler salire una scala.. e per fare ciò, sapete benissimo tutti che bisogna sacrificare la propria integrità, per leccare il culo, per fare il viscido e strisciare fino a ricoprire i ruoli piu alti. Moltissime persone che hanno vissuto queste esperienze, fanno mente locale e, ritrovandosi all'apice, sia di entrate che di posizione sociale, fanno dietrofront, perchè tutto questo che hanno messo in atto, non è più "worth" rispetto al dover cambiare chi sono, a doversi stressare in quel modo, per mantenere quello stile di vita.

Parlo specificatamente per noi uomini: accontentarsi e sapersi dare misura, è un segno di saggezza, un segno che hai capito che fare tutto quello non è necessario, ma sopratutto, che quando lo fai (leccare il culo, fare spie, buon viso a cattivo gioco) ti senti morire dentro giorno dopo giorno, quindi preferisci stare in una vita in cui sei integro, ma sai che dovrai subire un po di tutto questo

Accontentarsi non significa aver gettato la spugna, ma visto che ci sei stato sulla vetta, hai semplicemente capito che stare in un posto piu basso, a condizioni piu "serene", sarebbe stato quello che hai sempre cercato.

 

Ora, torniamo pero al succo del discorso: competere, o non competere? 

 

@Quintessenza sono piu che sicuro che ci sono persone che si sentono piu integre a comportarsi in quei modi "viscidi" che ad essere persone piu sane e per bene, quindi è anche nella nostra natura, la predisposizione a questo. Anche se tutto ciò si puo imparare. 

Sapere che tipo di carriera hai, se ti piace e come ti relazioni con essa potrebbe aiutarci a capire perchè ami competere o comuqnue pensi che sia la rispsota

 

 

  • Grazie! 1
Seth44
Inviato
17 ore fa, Quintessenza ha scritto:

Se passi le giornate a "essere grato", come si diceva, anestetizzi l'ambizione e non senti più il morso che serve per muoverti.

Non è un caso che la condizione naturale dell'uomo (inteso come essere umano) sia l'insoddisfazione: se così non fosse, non ci sarebbe evoluzione. 

  • Mi piace! 2
Quintessenza
Inviato (modificato)
2 ore fa, jhonny9546 ha scritto:

Di quest'ultima, per avere il successo desiderato, è una continua battaglia, il voler salire una scala.. e per fare ciò, sapete benissimo tutti che bisogna sacrificare la propria integrità, per leccare il culo, per fare il viscido e strisciare fino a ricoprire i ruoli piu alti. Moltissime persone che hanno vissuto queste esperienze, fanno mente locale e, ritrovandosi all'apice, sia di entrate che di posizione sociale, fanno dietrofront, perchè tutto questo che hanno messo in atto, non è più "worth" rispetto al dover cambiare chi sono, a doversi stressare in quel modo, per mantenere quello stile di vita

A me interesserebbe sapere come mai invece concepisci come unica strada per il successo il tipico percorso:

Scuola -> università -> dipendente -> scalata e relative sporche macchinazioni -> ruolo di livello

A parte che ce la fa 1 su 10mila; e poi anche riuscendoci il compenso non è elevato come credi e la vita è un continuo stress per stare addosso ai sottoposti/clienti.

Rincorrere questo è stupido quasi quanto fare il dipendente schiavizzato a 1.5k al mese.

Rincorrere questo fa sempre parte dell'essere intrappolati nel sistema e nella narrazione della felicità a tutti i costi.

2 ore fa, jhonny9546 ha scritto:

Sapere che tipo di carriera hai, se ti piace e come ti relazioni con essa potrebbe aiutarci a capire perchè ami competere o comuqnue pensi che sia la rispsota

Ti racconto una storia.

Qualche annetto fa ero in fila davanti a un locale con la mia ragazza di allora e alcuni amici.

Notte d’estate, caldo asfissiante, cinquanta persone davanti a noi a sudare come bestie.

A un certo punto sento un rombo, mi giro e vedo arrrivare una Porsche Panamera 971 Sport Chrono bianca con cerchi e tetto nero. Bella da far schifo.

Gli addetti al locale, appena la vedono, piazzano un sorriso a 32 denti; spostano le transenne come se stesse arriando il Messia e lo fanno parcheggiare a un centimetro dall'ingresso.

Si spegne il motore e scende un tipo della mia età vestito di tutto punto; con lui, due gran porche scosciate, una bionda e una mora... roba che di solito vedi solo sulla home di Instagram mentre scrolli.

I tre entrano dall'ingresso prioritario mentre gli addetti quasi si inchinano come schiavi e li scortano passo dopo passo fino alla zona VIP prima di sparire nelle luci del club.

Sai cosa pensai in quel momento? "Guarda questo sfigato, saranno i soldi del padre o fatti spacciando. Poverino".

Ero patetico. Ero nella mia gabbia dorata fatta di scuse e giustificazioni.

Non riuscivo a vedere la realtà.

Non vedevo che io avevo parcheggiato un rottame in un campo sterrato a 200 metri, mentre lui non si era nemmeno sporcato le suole.

Non vedevo che lui era dentro in tre minuti, mentre io ero lì in fila come una pecora sperando che il buttafuori non mi avrebbe rimbalzato per un capriccio.

Non vedevo che lui a fine serata doveva solo scegliere quale delle due scoparsi (se non magari tutte e due insieme), mentre io dovevo sperare che la mia ragazza non avrebbe avuto il mal di testa per concedermi il minimo sindacale.

Poi grazie a Dio ho aperto gli occhi e ripensando a quella scena non ho più provato una finta pietà, ma una rabbia lucida.

Ho capito che quella sera lo sfigato ero io, fermo a guardare la vita degli altri dal buco della serratura perché ero troppo impegnato a raccontarmi la favola che "l'importante è la salute" o "ho una ragazza che mi ama".

Oggi sono guarito e sia maledetto il giorno in cui smetterò di provare quella rabbia.

Perché è quella rabbia che mi impedisce di non accontentarmi del piatto di minestra e di una vita mediocre.

Modificato da Quintessenza
gelsomino
Inviato
4 ore fa, jhonny9546 ha scritto:

per leccare il culo

il sistema vuole che lo si veda in termini negativi... cos' ti spacchi il culo per ottenre le briciole...se le ottieni...

o non vai sotto i ponti per orgoglio, che cazzo vuol dire orgoglio?!, ma in realtà è ... ed è quello che è difficile... "tessere relazioni..."...

ci son millemila scritti che dicono che le università, servono per ottenere rete di contatti... se paghi 100k annui sei un fico...se porti le paste al capufficio sei un lecchino hahahhah...

ps...altra cosa...a parecchi essere visti come viscidi non gliene frega un cazzo...è proprio la lora natura...lo fanno con piacere...

ed un alatra cosa ...le condizioni serene non ci sono più neanche se fai il passacarte in uffucio del cazzo...

asticella si alza ogni giorno di più...

sta diventando sempre di più come un episodiuo di black mirror...

 

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