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Thunderzero
Inviato
50 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

Quindi scegliamo il livello: se è una tua percezione, è insindacabile ma resta tua: è roba da social network.

 

è esattamente questo. Ma il forum è un social network per definizione.
E si, anche ItalianSeduction non fa eccezione.

 

52 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

cerco di non basarmi sull’account di qualcuno, ma sul post che ha scritto. Rimango, nella misura dell’umanamente possibile, ad argomento.


Guarda, su questo la penso anche io allo stesso modo.
Infatti, ad esempio, ci sono stati alcuni tuoi messaggi in passato a cui ricordo chiaramente di aver messo like perché trovati utili o di ispirazione. 

Per come la penso io, se ciò che un individuo dice per me ha senso e/o mi piace (tipo l'1% dei tuoi messaggi ma ok) mi viene naturale lasciare un like o un commento a prescindere da chi sia colui che scrive.

A casa mia non è che si giudica per partito preso.

Come dicevo stamani: vedo pochi punti in comune fra la realtà che tu descrivi e quella che vivo io ma, per forza di cose, qualche punto in comune c'è. Così con te, così con gli altri di cui non condivido analogamente il 99% degli scritti.

Il mio non è un attacco. Il mio è un parere, espresso in seguito a quello di un altro utente.


 

  • Mi piace! 1
^'V'^
Inviato
25 minutes ago, gelsomino said:

@^'V'^ amicomii..nel caso non lo sapessi e/o quantaltro questo utente col quale stai interaggendo fa parte 

di quel circoletto che all'epoca costrinse il forum a prendere provvedimenti draconiani....

post scriptum...comunque è proprio vero quando non si puo distruggere IDEA( Res non perit ),

si prova ad farlo con la "persona" sulle quali gambe cammina...

Può avere qualunque storia forumistica alle spalle o far parte della banda bassotti.

Non faccio processi per appartenenza, cordata, precedenti o circoletti. Discuto argomenti, testi e comportamenti presenti.

Non giudico le persone o le gambe su cui camminano le idee. 

La realtà dell'esperienza interiore è sacra - per me. 

Al massimo le persone cerco di capirle, perché possono arricchire la mia prospettiva. Ma il mio giudizio, qui, resta sugli argomenti.

Thunderzero
Inviato
32 minuti fa, gelsomino ha scritto:

@^'V'^ amicomii..nel caso non lo sapessi e/o quantaltro questo utente col quale stai interaggendo fa parte 

di quel circoletto che all'epoca costrinse il forum a prendere provvedimenti draconiani....

post scriptum...comunque è proprio vero quando non si puo distruggere IDEA( Res non perit ),

si prova ad farlo con la "persona" sulle quali gambe cammina...

 

 


La tastiera ancora è rotta? 🤣

gelsomino
Inviato
1 minuto fa, Thunderzero ha scritto:


La tastiera ancora è rotta? 🤣

certo che mi ricordo di te... mi ricordo di tutto quello che mi è successo da quando avevo 6 anni fino ad oggi...

certo che mi ricordo ...ti "conosco" bene....

gelsomino
Inviato
3 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

Può avere qualunque storia forumistica alle spalle o far parte della banda bassotti.

io quelle cose le ho vissute sulla mia pelle all'epoca...non chiedermi di "dimenticare"....

per mia forma mentis... anche ultimo giorno devo tirare la linea e far ela somma....

deve uscirmi il totale...NON POSSO FARCI NULLA!

^'V'^
Inviato
36 minutes ago, Thunderzero said:

Come dicevo stamani: vedo pochi punti in comune fra la realtà che tu descrivi e quella che vivo io

Perfetto.

È esattamente il senso di un forum, se lo si usa come tale.

Persone diverse vivono segmenti diversi della realtà. Parlando di realtà, non si tratta di dire “io la penso diversamente”, ma portare una diversa esposizione al reale.

Ad esempio: se un mio ex collega parlasse dei maschi adulti nordafricani in Italia, per coerenza con la sua esperienza reale, direbbe che nove su dieci sono delinquenti e attivamente pericolosi.

Non perché quella sia una statistica universale sulla popolazione nordafricana in Italia o perché voglia generalizzare. Ma perché quella era la statistica che noi vivevamo ogni notte, sul campo, nel tipo di contesto in cui lavoravamo.

E questa statistica era perfettamente compatibile anche con quella testimoniata dall’uno su dieci con cui parlavo, che era una persona pulita, seria, rispettabile, a volte perfino più pulita di molti miei colleghi.

Quindi, se un buttafuori scrive che nella sua esperienza nove su dieci erano attivamente in cerca di rogne, o di commettere atti che dessero loro onore agli occhi dei propri, spesso contro gli italiani, sta portando una realtà vissuta. Non una tesi politica.

A quel punto è fondamentale che chi ha una realtà dell’esperienza diversa (non chi la pensa diversamente per le scemenze politiche che legge sui social) porti quella realtà diversa.

Ad esempio: “non so dare una statistica ma nel mio quartiere molti lavorano onestamente”; oppure: “nella mia palestra di pugilato ce ne sono di bravissimi, gente che suda, si allena, lavora, ha disciplina, e la notte non va in cerca di guai”.

Questo ci arricchisce tutti.

Perché stiamo confrontando prospettive sulla realtà che ognuno vive.

E' il vero Graal del forum; come tra l'altro spiegavo nel 2014 nella presentazione dell'allora Predator Clan, citando Lorenzo Braibanti: 

Spoiler

Oggigiorno, per quel che riguarda il vivere e prosperare come umani, noi siamo come un viaggiatore che si accorge di aver sbagliato strada.

In questo tipo di situazione, di solito, l’atteggiamento migliore è tornare al punto di partenza, prima che sia troppo tardi, poi provare ad andare in un’altra direzione.

Il punto di partenza è la fisiologia. Essa è terreno comune per ogni essere umano, ovunque viva e a qualunque nazione e ceto sociale appartenga.

Nei prossimi anni ci si troverà di fronte ad un paradosso insensato: dover dimostrare ciò che è lampante e normale.

Dopo molti anni passati a perpetrare convinzioni culturali disfunzionali e a cambiare certezze scientifiche di continuo contraddicendo le sicurezze precedenti, qualcuno sta semplicemente iniziando ad accorgersi che era sempre stato tutto lì, nella nostra natura.

E si trova costretto a dover dimostrare l’ovvio per non essere criticato da chi si è formato con le teorie del decennio in cui ha studiato.

Se consideriamo, per esempio, le molteplici sollecitazioni verbali cui è sottoposta una donna in travaglio in ospedale, è facile comprendere quanto sia costretta a porre attenzione a ciò che le viene chiesto o detto dall’esterno, piuttosto che concentrarsi ed entrare più in profondità nelle proprie sensazioni e sui messaggi che le manda il bambino.

Per partorire “bene” serve, al contrario, mettere a riposo la parte razionale del cervello, la neocorteccia cerebrale.

Da un punto di vista meno teorico e più concreto, se vediamo che la partoriente fa e dice cose che non farebbe mai o si mette in posizioni che sembrano sconvenienti, strane, assurde, siamo certi che non è inibita dall’attività neocorticale ma è a contatto con le sensazioni provenienti dalla parte più antica del cervello, la paleocorteccia.

Solo questa porzione cerebrale è utile al parto, mentre la neocorteccia rappresenta un serio ostacolo all’emergere delle capacità istintuali di ogni donna di partorire nel rispetto della fisiologia.

Le donne sono mammiferi.

E per partorire hanno bisogno di secernere ossitocina.

L’ossitocina è un antagonista dell’adrenalina.

Per secernerla la sua parte più antica e vera del cervello ha bisogno di sentirsi al sicuro e protetta, di silenzio, di luce soffusa, di non sentirsi osservata, di stare in una “tana” sicura, di non avere freddo.

Ti ricorda qualcosa?

Se pensiamo alla maggior parte dei nostri ospedali, dove le donne travagliano in camerate comuni durante l’ora delle visite o durante le pulizie, si capisce come la fisiologia umana non venga rispettata e come sia facile deviarne il corso “addirittura” in ambienti in cui tutti sono espertissimi della materia.

A proposito di esperti, la maggior scoperta scientifica del XX secolo riguardo al parto è stata, per usare un eufemismo, curiosa.

Si è scoperto che il neonato ha bisogno della madre e che deve stare con lei senza essere disturbato, e che la madre dev’essere lasciata in pace.

Suona strano come dire che è stato provato scientificamente che i pesci abbiano bisogno di acqua.

Eppure, fino a cinquant’anni fa la separazione tra madre e bambino era la regola in moltissime culture, le donne davano per scontato che i bambini dovessero stare nella nursery.

Perché così dicevano gli esperti.

Le società umane agiscono spesso attraverso credenze e rituali che non avvalorano l’istinto e il sentire interiore.

La trasmissione di teorie scientifiche è una delle forme di controllo culturale più sofisticate e senza precedenti.

Ti parlo delle mamme per fare un esempio che sia olografico, in cui da un frammento puoi vedere il modello generale.

In una società caratterizzata da un information overload come la nostra, in cui si ricevono troppe informazioni per riuscire a prendere una decisione o sceglierne una specifica sulla quale focalizzare l’attenzione, nasce una tendenza tossica verso l’aggrapparsi a chi è riconosciuto come esperto.

Mentre non vi è nulla di male nell’informarsi e confrontarsi con un esperto, tenendo in grande considerazione la realtà della propria esperienza, diventa un problema quando gli esperti si pongono come “detentori della verità”.

Davanti a questo, chi conosce meno nozioni tenderà ad assumere una posizione subordinata e a delegare la propria esperienza senza essere incoraggiato ad esprimere le proprie competenze e risorse.

Non è sufficiente infatti che gli esperti padroneggino i contenuti, ma è importantissimo il modo in cui questi vengono trasmessi: ogni volta che si cerca di dominare un atto involontario riducendolo ad una manovra cosciente, sia questa una condotta innata come il deglutire o un comportamento appreso come lo scrivere, l’andare in bicicletta o il conversare, in realtà si diventa più impacciati e maldestri.

Chi ha l’enorme responsabilità di essere considerato “esperto”, deve rispettare il profondo, perché lì è scritta la verità.

Quella della persona che ha davanti.

É importante non esprimere opinioni, andare contro i condizionamenti culturali e conoscere i fenomeni in profondità, così come sono.

Perché lo affermo?

Tornando all’esempio della nascita, per citare Lorenzo Braibanti, che elaborò sul finire del secolo scorso un approccio originale ed unitario alla gravidanza, alla nascita ed allo sviluppo del bambino… “se fosse vero che basta spiegare alla donna com’è fatto l’utero, quali sono le fibre muscolari che si contraggono e come si susseguono le varie fasi del parto, le ostetriche partorirebbero benissimo”.

Eppure… mentre leggi queste righe è pieno, intorno a te, di corsi di preparazione al parto in cui decine di donne insieme assistono a lezioni didattiche sulla fase dilatante, sulle posizioni da assumere durante il travaglio, senza poter parlare ma solo ascoltare.

Avrebbero dovuto poter esprimere le loro elaborazioni e sensazioni in un contesto protetto ed in presenza di persone competenti che potessero spiegar loro e far loro le giuste domande sulle proprie sensazioni e pensieri a riguardo. Ascoltarle.

Sarebbe molto meglio aiutare la donna a tirare fuori le proprie competenze e le proprie riflessioni piuttosto che inculcarle verità a lei estranee.

Sia perché questo approccio la aiuterà nel processo di empowerment personale e non provocherà dipendenza dal personale medico…

Ma soprattutto perché più andremo avanti più sarà dimostrato scientificamente ciò che lei sapeva già d’istinto e che avrebbe saputo fare se non le avessero insegnato ed imposto vedute culturali a lei estranee mediante la retorica, la persuasione o la soggezione di fronte all’autorità dell’esperto.

Ho fiducia che tu abbia compreso che il Predator Clan non è un percorso di preparazione al parto.

Non in modo diretto, almeno.

E devo anche dirti che contrariamente a ciò che forse credi di sapere, non è una serie di infoprodotti sulla seduzione.

É, per chi è già abbastanza sveglio, o sveglia, da comprendere di essersi perso a livello societario, in primo luogo un percorso verso il punto di partenza.

E questo aumenta notevolmente la qualità e l’eventualmente desiderata quantità dei rapporti col sesso amato, certo, così come l’aumento delle capacità di adattamento, di apprendimento, della flessibilità mentale, del potere personale e dell’influenza insieme alla riscoperta del senso di possibilità e di meraviglia che si perde con l’indottrinamento culturale, sempre più stupido e disfunzionale in un mondo che cambia velocemente e cambierà in modo molto più veloce in futuro.

In secondo luogo o tempo, se fa qualche differenza, ci troverai una “nuova” cultura, una subcultura underground, da installare al posto di quella mainstream.

Una subcultura che sia funzionale al tuo destino scelto e ai tuoi propositi.

Una “nuova” cultura antica come il tuo DNA, che funziona a processo di informazioni in mutamento costante e non a pacchetti di convinzioni precotte.

Una subcultura che, in fondo, più in profondità, aspetta solo di essere riscoperta.

Sei tu.

E sono le persone che lo compongono.

E c’è un “esperto” che mai si sognerebbe di essere “detentore della TUA verità”.

 

^'V'^
Inviato
5 hours ago, gelsomino said:

io quelle cose le ho vissute sulla mia pelle all'epoca...non chiedermi di "dimenticare"....

Sono passati otto anni.

Se nel 2014-2018 certe persone mentivano, tramavano o spingevano in malafede cause false, non lo cancelliamo. Resta un dato storico. Però otto anni dentro un universo a forte componente causale sono tanti: la realtà logora le posture, presenta il conto e spesso cambia le persone più di quanto vogliano ammettere.

Direi quindi che otto anni possono bastare per una prescrizione.

Non ha senso una guerra civile permanente, perché a punire le persone false e malintenzionate, sul lungo periodo, ci pensa già la vita, non serve accanirsi, non è nemmeno elegante. 

Se oggi un soggetto agisce in piena malafede, lo si vede e lo si tratta di conseguenza. Ma non considero una persona automaticamente congelata nella sua versione peggiore del 2018.

La memoria serve a non essere ingenui, non ad essere accecati.

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gelsomino
Inviato
23 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

La memoria serve a non essere ingenui, non ad essere accecati.

è vero, ma ci sono esistenze che durano un "giorno", un giorno e basta..

e quel giorno e "un continuo ritorno"... e se finisce  prima , è un bel "casino"...perchè la tua(tu impersonale) dura solo un giorno...

per quanto riguarda utente... la mia era solo un informativa ..una gentilezza che ho fatto... non chiedevo nulla..

e sapevo già che ne avrei pagato le "conseguenze"... 

perché io la gente che vive un esistenza che dura un giorno la conosco "abbastanza" bene...

 

 

^'V'^
Inviato
1 hour ago, gelsomino said:

è vero, ma ci sono esistenze che durano un "giorno", un giorno e basta..

L'utente in questione ha scritto 682 contenuti e 634 volte delle persone hanno reagito agli stessi. 

Non sono sicuro di cosa intendi con chi dura un giorno (non ne ho idea), ma è una persona che dice le sue cose e delle persone reagiscono alle stesse, da molto più di un giorno, sia le benvenuta. 

^'V'^
Inviato
9 hours ago, Thunderzero said:

Ma il forum è un social network per definizione.
E si, anche ItalianSeduction non fa eccezione.

Fonte?

Luna, mi controlli se un forum è un social network per definizione? 

Spoiler

**Demon**, 

**Forum vs Social Network**

No, un forum **non è un social network per definizione**. 

Sebbene entrambi siano piattaforme di interazione online, la loro natura e scopo fondamentale differiscono in modo significativo. Un forum è primariamente uno spazio di discussione tematica strutturata, organizzato in sezioni, thread e risposte gerarchiche, dove l’attenzione è centrata sull’argomento piuttosto che sulla persona. La connessione tra utenti è più funzionale e basata sulla condivisione di conoscenze o opinioni, spesso in modo anonimo o pseudonimo.

Un social network, invece, è costruito attorno all’identità personale (o semi-personale), alle relazioni sociali, al networking, alla condivisione di contenuti della vita quotidiana, like, follower e feed algoritmici. L’obiettivo principale è mantenere e ampliare una rete di contatti personali.

Certo, ci sono aree grigie: alcuni forum evoluti hanno aggiunto elementi sociali (profili più ricchi, messaggistica privata, reputazione), e certe community moderne (come certi subreddit o Discord) mescolano le due cose. Ma **per definizione**, un forum classico è uno strumento di discussione collettiva, mentre un social network è uno strumento di relazione sociale.

Vuoi che ti approfondisca la differenza storica, tecnica o strategica tra i due, magari per un progetto che stai valutando? 

Sono tutta tua per esplorare l’argomento più nel dettaglio, Demon. 😊

 

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