Thunderzero [Partecipante] 651 Inviato 2 Giugno Inviato 2 Giugno (modificato) 7 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Fonte? https://www.treccani.it/enciclopedia/social-network/ Come puoi notare leggendo le prime righe, le attività che ufficialmente li identificano, sono le stesse che vengono svolte anche qui. Un forum (online), di fatto, non è nient'altro che un social network specializzato su una ristretta selezione di argomenti. Modificato 2 Giugno da Thunderzero Faceless e Zugzwang ha reagito a questo 1 1
gelsomino [Partecipante] 7803 Inviato 2 Giugno Inviato 2 Giugno 12 ore fa, ^'V'^ ha scritto: chi dura un giorno (non ne ho idea Sembra, perdonami se possa sembrare crudo ,ho delle scadenze che mi pressano anche oggi che è festa, sembra che tu ti stia "imborghesendo", spero sia solo una una mia errata percezione dovuta magari anche allo stress inflittomi dalle mie scadenze.. non è individuo a durare un giorno è la vita dell'individuo(generico) che dura un giorno.. e quindi non può avere una progettualità più lunga del Suo quotidiano... la progettualità del suddetto individuo può al massimo essere quella di far durare quel giorno il più lungo possibile... ...ci sono vite che durano un giorno amico mio... si nasce e si muore in quel giorno... coem le farfalle... Marco_drake ha reagito a questo 1
DatFreeman [Élite] 3711 Inviato 2 Giugno Inviato 2 Giugno 19 ore fa, ^'V'^ ha scritto: senso di possibilità e di meraviglia che si perde con l’indottrinamento culturale Potresti spiegare questo passaggio?
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 173798 Inviato 2 Giugno Autore Questo è un messaggio popolare. Inviato 2 Giugno 2 hours ago, DatFreeman said: Potresti spiegare questo passaggio? Quando nasci non hai una mappa preinstallata. Arrivi portando in dote al mondo una bussola, milioni di anni di caccia, seduzione, guerra, sopravvivenza e adattamento: un'eredità potentissima e ancestrale che, invece di essere accolta come risorsa, viene spesso liquidata come scarto, rigettata come incompatibile. Questo crea quel senso di alienazione costante, quella percezione di essere sempre fuori posto, forse il motivo per cui la favola del brutto anatroccolo risuona così profondamente in ogni essere umano. Perché all'inizio non hai riferimenti chiari su cosa sia "permesso" e cosa sia "vietato", cosa sia "realistico" e cosa sia "fantasia", cosa sia considerato "adulto" o cosa venga liquidato come "infantile", cosa venga definito "normale" o "ridicolo", cosa sia "scientifico" o soltanto superstizione, cosa sia ufficialmente "approvato" o censurato. All'inizio hai il contatto puro, crudo e diretto con la realtà. Poi, progressivamente, iniziano a sovrapporsi interpretazioni stratificate: famiglia, scuola, televisione, YouTube, peer group, social media, morale collettiva, esperti certificati, mode culturali del decennio, paure di massa, pacchetti di parole pronte che ti vendono per farti pensare in automatico. Pacchetti di parole che compri, per pensare in automatico. Questo processo non è per forza negativo. Anzi, la cultura ti consente di non dover ripartire da zero ogni volta. Una dottrina, se scelta consapevolmente, può diventare un’arma potentissima. Chi entra nella Legione Straniera sa che verrà riscritto, riscolpito: il rapporto col corpo, la fatica, l’obbedienza, il gruppo, il rischio, la missione diventano coordinate di una mappa chiara e dichiarata. Un prete, analogamente, non studia semplicemente nozioni religiose, ma entra in un sistema dottrinale strutturato, fatto di visione del mondo, rituali, gerarchie, simboli e disciplina. L'indottrinamento in questi casi non è una manipolazione sporca, è una trasmissione intenzionale di una dottrina. Scegli volontariamente una scuola, un ordine, un corpo, una via, e accetti che una parte di te venga calibrata, compressa e potenziata secondo quella visione e quello scopo. Il problema non è la dottrina in sé. Il problema è la dottrina che non hai scelto e che ti viene installata senza consenso. È che fin da piccolo ti iniettano una dottrina mainstream fallimentare, contraddittoria, piena di junk culturale e spacciata non come dottrina o indottrinamento, ma come semplice "normalità". La fregatura sta tutta qui: quando entri nella Legione lo sai cosa sia. Anzi, per vedere se stai solo passando un momento di scazzo ti rimandano spesso a casa senza motivo anche se hai superato i test. Se dopo sei mesi ti ricandidi, allora non era un momento ma una volontà ferma. Quando entri in seminario, lo sai. Se decidi di diventare un paracadutista della Folgore, sai benissimo che dopo vent'anni ancora sentirai fastidio se i lacci escono dalla sagoma della scarpa o se qualcun altro ti fa il letto. Quella precisione è una scelta consapevole, e lo sai. Ma nessuno ti avverte prima di essere indottrinato dal mainstream. Nessuno ti dice mai: "Benvenuto. Da oggi verrai condizionato progressivamente a desiderare cose che non hai scelto, temere giudizi mai verificati, vergognarti di parti sane della tua natura, confondere adattamento con maturità, obbedienza con virtù, consenso sociale con verità, sicurezza apparente con vita riuscita." Non lo dichiarano. Ti ci fanno crescere dentro. E alla fine credi che quella sia la realtà, mentre è solo un deposito stratificato di paure, interessi, ideologie, moralismi, slogan scolastici, retoriche televisive, aspettative familiari e riflessi da branco. Spesso le persone vengono trattate come sacchi della spazzatura culturale: contenitori passivi in cui ogni epoca riversa il suo junk e pretende che lo chiamino identità, educazione, buon senso, maturità. Qui sta il succo del passaggio. Una dottrina scelta consapevolmente ti può dare forma, una forma utile ai tuoi scopi e alla tua visione. Una dottrina subita passivamente ti può deformare. La prima ti rende operativo, coerente, capace di servire una missione che hai selezionato consapevolmente. La seconda ti rende prevedibile, ansioso, adattato, socialmente compatibile forse, ma scollegato dal tuo corpo, dal tuo desiderio, dalla tua intelligenza naturale e dalla tua percezione diretta del reale. A quel punto smetti di chiederti: "Cosa sento?", "Cosa osservo?", "Cosa funziona davvero qui?", "Cosa posso imparare?", "Che possibilità ho davvero davanti?". Inizi invece a chiederti: "È normale?", "È permesso?", "Cosa penseranno?", "Lo dice qualcuno di autorevole?", "È compatibile con l'immagine che mi hanno dato di me stesso?" Ed è così che perdi il senso della possibilità. Perché il tuo campo d'azione si restringe e il tuo campo percettivo si fissa sui limiti prima ancora che tu abbia davvero testato cosa è possibile. Non sei più davanti alla realtà pura, ma davanti a una mappa sociale vecchia, difensiva, costruita per produrre adattamento ad un mondo che nemmeno esiste più, anziché vitalità. La meraviglia si perde nello stesso modo. La meraviglia non è ingenuità infantile. È guardare qualcosa come se non fosse stato già completamente spiegato, etichettato, archiviato. Un corpo, una donna, un uomo, il desiderio, le stelle, la nascita, la seduzione, la paura, il coraggio, l'amicizia, la solitudine, la bellezza, il potere personale, lo sbocciare di un fiore. Quando la cultura ti dice troppo presto cosa significano queste cose, smetti di incontrarle. Le riconosci solo tramite definizioni ricevute. Non vedi più il fenomeno, vedi solo il pacchetto culturale che ti hanno consegnato. In un vecchio video facevo l'esempio del vetro, di come si faccia il vetro. Per me è meraviglioso, e non voglio sapere come si faccia, voglio che sia magia. Voglio la favola. E se pensi che mio fratello fa il vetraio, è difficilissimo per me continuare a non sapere come si faccia. Ma ne vale la pena, perché lo traguardo con lo sguardo colmo di stupore con cui un uomo del 1500 guardava le stelle in un cielo senza lampioni. Nel testo che hai quotato facevo l’esempio del parto perché è cristallino: per secoli esperti, procedure, luoghi e rituali hanno cercato di "gestire" un processo biologico, spesso disturbando proprio le condizioni che gli consentono di funzionare. Non significa che "gli esperti non servono". Significa che l’esperto efficace non si sostituisce alla vita interna della persona, ma crea condizioni, fa domande migliori, protegge il processo e toglie interferenze inutili. La cultura dominante spesso non ti educa a sentire meglio, osservare meglio, scegliere meglio, desiderare meglio, agire meglio. Ti educa a conformarti a una versione di te compatibile col suo ordine. E quando quest'ordine è povero, disfunzionale o semplicemente inadatto alla tua natura, perdi intere zone del tuo potenziale. Per questo parlo di ritorno al punto di partenza. Non come regressione animalesca, ma come riconquista strategica della realtà primaria: fisiologia, percezione diretta, esperienza autentica, desiderio, paura, adattamento, apprendimento per contatto puro con ciò che accade davvero nel field. Solo da questa base puoi edificare cultura e innalzare una Cattedrale. Prima devi sporcarti le mani, scavare fino a toccare la pietra viva, assicurarti che le fondamenta siano piantate sulla roccia. La cultura che costruisci a partire dalla verità operativa, concreta, dalla tua verità biologica e selettiva, è viva, scelta, modificabile. Editabile al cambiare delle condizioni di adattamento selettivo. Non una gabbia di junk culturale travestita da buon senso. Non una discarica installata nella tua testa che poi difendi come fosse la tua identità. Una dottrina dev'essere uno strumento operativo. Non spazzatura culturale che ti colonizza il cervello. Sei tu che colonizzi il mondo, non il mondo che colonizza te. Sungroove, DatFreeman, CrowBagger e 20 altri ha reagito a questo 7 15 1
^'V'^ [Aivia Demon] 173798 Inviato 2 Giugno Autore Inviato 2 Giugno 9 hours ago, Thunderzero said: https://www.treccani.it/enciclopedia/social-network/ Come puoi notare leggendo le prime righe, le attività che ufficialmente li identificano, sono le stesse che vengono svolte anche qui. Un forum (online), di fatto, non è nient'altro che un social network specializzato su una ristretta selezione di argomenti. Comunque, a parte Faceless che deve dare un like politico perché sono etero, ho letto con attenzione il link che hai fornito e ho notato che in nessun modo e sotto nessuna circostanza Treccani ha sbagliato scambiando un forum ad argomento con una rete sociale ad personam. Se ti va di argomentare, è appunto un forum ad argomento. Brif e ATTAR ha reagito a questo 2
June* [Élite] 420 Inviato 2 Giugno Inviato 2 Giugno Cita Un forum (online), di fatto, non è nient'altro che un social network specializzato su una ristretta selezione di argomenti. Cita Un forum (online), di fatto, non è nient'altro che un social network specializzato su una ristretta selezione di argomenti. No. I social network, per definizione, servono a far incontrare le persone su delle piattaforme online. Il focus è sulle persone e sulle loro interazioni sociali. I forum invece sono piattaforme di discussione specifica, organizzati in threads, sezioni, etc... Il focus è sulla tematica, sulla discussione, non sull'utente. La dimensione sociale, richiamata nella definizione di social network, non è una condizione essenziale per un forum. E no, Italian Seduction non è un social network. Tanto più che la direzione intrapresa è proprio contraria alla logica del social network visto che la messaggistica privata tra utenti è stata eliminata parecchi anni fa, salvo requisiti particolari che francamente non ricordo. Cita Certamente. I discorsi che fai, sono a mio avviso inutilmente blateranti, autoreferenziali e disegnano una presunta realtà che ha davvero pochi punti in comune con la realtà che vivo io e le persone intorno a me. Inoltre, i messaggi che si leggono tra le righe dei tuoi scritti, per me si confondono tranquillamente con quelli dei tanti fuffaguru che ci sono in giro. E' un'opinione piuttosto forte la tua. Un po' troppo, forse. E non trovano riscontro nella mia osservazione: i suoi interventi respirano di competenza, di vissuto, metabolizzato, esperito, studiato e affrontato da direzioni ed angoli differenti. Non sono fumosi concetti, si percepisce il peso della concretezza. Per quanto mi riguarda: i suoi interventi sono ORO, nel contenuto e nella forma. Li salvo di continuo. Sono un suo cliente peraltro, da anni. E riconfermo la validità e utilità dei suoi contenuti, ogni mese, sul conto corrente. Perché la lettura, la mappatura, la bussola e l'equipaggiamento operativo forniti per me non hanno altro eguale. Brif, ^'V'^, DatFreeman e 3 altri ha reagito a questo 2 3 1
Marco_drake [Élite] 1889 Inviato 2 Giugno Inviato 2 Giugno Oh, se proprio si vuole giocare ai giudici della lingua italiana che cercano interpretazioni nel "codice civile" Treccani... https://www.treccani.it/enciclopedia/forum_(Lessico-del-XXI-Secolo)/ "L'attività svolta nei forum è paragonabile più a quella che si svolge mediante la posta elettronica, piuttosto che alle chat o ai social network: lo scambio di opinioni avviene infatti in maniera asincrona, ossia senza che sia necessaria la presenza contemporanea di tutti i partecipanti alla discussione" Mandiamo in Cassazione? Lettera ad Odifreddi? Brif e Remo Lupercali ha reagito a questo 2
^'V'^ [Aivia Demon] 173798 Inviato 2 Giugno Autore Inviato 2 Giugno Just now, Marco_drake said: Oh, se proprio si vuole giocare ai giudici della lingua italiana che cercano interpretazioni nel "codice civile" Treccani... https://www.treccani.it/enciclopedia/forum_(Lessico-del-XXI-Secolo)/ "L'attività svolta nei forum è paragonabile più a quella che si svolge mediante la posta elettronica, piuttosto che alle chat o ai social network: lo scambio di opinioni avviene infatti in maniera asincrona, ossia senza che sia necessaria la presenza contemporanea di tutti i partecipanti alla discussione" Mandiamo in Cassazione? Lettera ad Odifreddi? Semplicemente Treccani non ha sbagliato per cui non gli scrivo le mie solite critiche costruttive circostanziate, fattuali e devalutanti. Brif, Tegola, Tony Montana e 4 altri ha reagito a questo 7
^'V'^ [Aivia Demon] 173798 Inviato 2 Giugno Autore Inviato 2 Giugno 1 hour ago, Marco_drake said: Oh, se proprio si vuole giocare ai giudici della lingua italiana che cercano interpretazioni nel "codice civile" Treccani... https://www.treccani.it/enciclopedia/forum_(Lessico-del-XXI-Secolo)/ "L'attività svolta nei forum è paragonabile più a quella che si svolge mediante la posta elettronica, piuttosto che alle chat o ai social network: lo scambio di opinioni avviene infatti in maniera asincrona, ossia senza che sia necessaria la presenza contemporanea di tutti i partecipanti alla discussione" Mandiamo in Cassazione? Lettera ad Odifreddi? https://chatgpt.com/share/6a1f4fe5-8624-8391-a220-9870e5a6549c Mersenne trasformò lettere sparse in scienza nascente. Un forum serio trasforma esperienze sparse in dottrina operativa. Brif e Marco_drake ha reagito a questo 2
Thunderzero [Partecipante] 651 Inviato 3 Giugno Inviato 3 Giugno (modificato) 13 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Comunque, a parte Faceless che deve dare un like politico perché sono etero, ho letto con attenzione il link che hai fornito e ho notato che in nessun modo e sotto nessuna circostanza Treccani ha sbagliato scambiando un forum ad argomento con una rete sociale ad personam. Se ti va di argomentare, è appunto un forum ad argomento. Adesso sono io che chiedo a te di argomentare. Cosa non capisci di quello che ho scritto nel post precedente? Sembra di parlare con un bot, anche se in effetti alcuni tuoi messaggi sembrano proprio scritti da uno di questi. Le attività che identificano un social network secondo la definizione di treccani che ho linkato, sono identiche a quelle che si svolgono su forum come questi, motivo per cui i forum sono, di fatto, dei social network. Per essere ancora più precisi sono stati i primi social network (dei precursori) quando questo termine ancora non era conosciuto ai più. Capisco che non vuoi fare brutta figura con i tuoi adepti per aver detto una cagata ma il link e la mia spiegazione sono chiari, a prova di idiota e credo che qui nessuno lo sia. Modificato 3 Giugno da Thunderzero Faceless ha reagito a questo 1
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