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Déjà-vu
Inviato
22 minuti fa, Faceless ha scritto:

A me non interessa sentirmi outsider, anzi, trovo bello sentirsi parte di un gruppo o una comunità. Soltanto credo che non sia questo il mio posto, (infatti sono capitata qui perché mi sono persa).

Non è così, in realtà mi dispiace molto avere i capelli bianchi 😂😂😂 Il mio non è un atto di ribellione ma di accettazione, al quale sono arrivata per causa di forza maggiore, ovvero avevo i capelli distrutti dalla deco e non potevo fare altro che smettere di trattarli chimicamente. Tra l'altro è passato più di un anno e non li ho ancora del tutto recuperati. Poi in  questa decisione è concorso anche il fatto che per me era difficile sottopormi alle sedute dal parrucchiere per via della mia malattia. Ora, non dico di amare i miei capelli bianchi (che comunque sono più che altro delle meches), ma li ho accettati, ho dei bei capelli morbidi e quasi del tutto sani, sto bene con me stessa, mi vedo lo stesso carina, sono carina, e non me ne frega niente se Aivia non mi porta a cena perché si vergogna di me, anche perché dovrebbe prima chiedermi se voglio andare a cena con lui. Il mio massimo di ribellione è questa, difendere il mio diritto di essere lasciata in pace. 

E questa cosa della cena che continui a ripetere…forse mi sono persa un passaggio io in cui ti viene detto, ma sennò sono ipotesi tue che non ti possa portare a cena 😂 tu deduci che…in base a… ma bisogna vedere se hai dedotto bene.

A me da solo fastidio che si mettano in bocca alle persone parole che non hanno detto. 
altre cose si possono mettere in bocca ad esempio 🥰🙃

comunque vuoi essere lasciata in pace e io non voglio sembrare insistente o invadente 

Wyatt99
Inviato
Il 01/06/2026 at 14:34, Thunderzero ha scritto:


Certamente.

I discorsi che fai, sono a mio avviso inutilmente blateranti, autoreferenziali e disegnano una presunta realtà che ha davvero pochi punti in comune con la realtà che vivo io e le persone intorno a me.

Inoltre, i messaggi che si leggono tra le righe dei tuoi scritti, per me si confondono tranquillamente con quelli dei tanti fuffaguru che ci sono in giro.

Non credo si possa paragonare ai fuffaguru, anche perché loro ti invogliano a comprare pacchetti, mentre qui ti consigliano, ma non invogliano.

A volte anche io ho avuto pareri discordanti con lui (ricordo quando disse, in una live, che Bucarest era la Napoli romena, quando non lo è per nulla) ma in molte cose mi sono ritrovato.

Forse, l'unica cosa che cambierei fossi in lui (ma non ho nessun potere decisionale), è di essere diretto negli scritti, sintetizzando al massimo il tutto, poiché io sono fatto così.

Per il resto spesso mi sono ritrovato nelle sue parole, e non ho mai voluto comprare i suoi pacchetti perché i miei soldi "me li so magnati" - cit Antonio Mancini.

  • Grazie! 1
Faceless
Inviato
1 ora fa, ^'V'^ ha scritto:

Anche io, su “al femminile”, quando iniziano con l’oroscopo, la tisana contro l’invidia delle altre e le energie pesanti lasciate dalla suocera nella stanza, mi sento più o meno come ti senti tu quando qui si prova a ragionare con un approccio basato su evidenze robuste, esperienza di field e qualche criterio di falsificabilità.

Apprezzo il tentativo di mostrare empatia nei miei confronti, anche se non riuscitissimo, ma immagino sia  voluto 😂 

 

1 ora fa, ^'V'^ ha scritto:

Ma il succo è capire se sei fuori dal gruppo perché stai osservando un pezzo di realtà che gli altri non vedono, oppure perché hai trovato qualcuno che conferma meglio il tuo clima interiore del momento.

Esiste una verità soggettiva degna di considerazione o quanto meno di rispetto. 

Faceless
Inviato
1 ora fa, Remo Lupercali ha scritto:

Spero tu riesca a ricostruire al più presto le sicurezze e la rete di supporto che stai cercando, in modo da poter fare a meno di questo forum, che evidentemente ti porta più emozioni negative che altro.🖤

Arriverà certamente il momento in cui non avrò più niente da fare qui. Ci tengo però a specificare che non tutto è stato negativo, mi sono passata il tempo e ho anche avuto qualche interazione positiva. Il fatto che non ci sia stato feeling con la maggior parte degli utenti lo trovo anche in linea con quella che è la vita reale, non tutti hanno il carattere per andare d'accordo con tutti. 

  • Abbraccio 1
lola123
Inviato (modificato)
4 ore fa, Thunderzero ha scritto:


Guarda, secondo me è come diceva l'utente "el pato" a cui infatti mi sono agganciato.
Che poi parla proprio lui dei like, lui che ha gli adepti che sembrano anche loro dei bot e che ho constatato più volte mettere reazioni ad alcuni suoi messaggi lunghi 2000 righe solo pochi secondi dopo la pubblicazione.

🤣🤣

Le cose sono due: o mettono like a prescindere senza nemmeno leggere il messaggio e stanno lì come i cagnolini ad aspettare il biscotto del loro "padrone" oppure sono una sorta di bot in broadcast, che, non appena ricevono la notifica, interagiscono per gonfiare la "rilevanza" dei suoi scritti.

In entrambi i casi, è una cosa abbastanza triste.

Ripeto, per come la vedo io, per questo ed altri motivi che ho già espresso, resta tranquillamente associabile ai fuffaguru.
Comunque lo capisco pure, fa parte del suo personaggio comportarsi così, altrimenti non riuscirebbe a vendere le idee che propina.
 

È molto difficile riuscire a scrivere queste parole su persone che qui parlano di fatti. Non opinioni, idee o pensieri. Proprio fatti, concetti basati su studi scientifici evidence-based.
Ed esperienze vissute. 
Che non significa che debbano necessariamente piacerti o farti sentire a tuo agio, semplicemente per la maggior parte delle volte ci devi fare i conti. 
È anche questa l’utilità del forum, non leggi solo cose sulle quali ti ritrovi d’accordo o persone che ti piacciono, leggi tutto ciò che c’è, che esiste qui. Niente algoritmo. 
Certo può starti antipatica una persona, magari proprio perché carismatica, per invidia, siamo umani. 
Ma riuscire a scindere tra sensazioni personali e fatti concreti scritti nero su bianco è fondamentale, qui come nella vita. 

Io sono arrivata qui spontaneamente e non ricevo nessun biscottino, ci resto perché mi sembra di aver trovato qui la luce in fondo al tunnel. O meglio le finestrelle di luce, lungo il tunnel.
Da cui entra sole e aria, un vento fresco. 
Non fraintendermi, non è che fuori di qui sia disperata. Ma è bello avere un posto in cui, se voglio, posso raccontare di un threesome o di un’esperienza con una ragazza. Senza gente attorno che grida allo scandalo o al patriarcato.

E che anzi, è addirittura contenta per me. Assurdo!

Però mi hai dato un’idea e mi sono immaginata come un robot umanoide, ma sempre vestita da femmina, vado a farmi generare un’immagine dall’AI. 

 

Modificato da lola123
Faceless
Inviato
1 ora fa, Déjà-vu ha scritto:

A me da solo fastidio che si mettano in bocca alle persone parole che non hanno detto.

Non è questo il caso in quanto non mi invento nulla e sí, evidentemente ti sei persa un pezzo. 

 

1 ora fa, Déjà-vu ha scritto:

comunque vuoi essere lasciata in pace

Intendevo dire che non mi piace essere giudicata per le mie scelte estetiche in maniera inopportuna, sottolineo in maniera inopportuna perché quando una persona è educata e dotata di buon senso sa quando è il caso di esprimere un'opinione e sa come farlo per non offendere l'interlocutore. 

swayze
Inviato
1 ora fa, Wyatt99 ha scritto:

Forse, l'unica cosa che cambierei fossi in lui (ma non ho nessun potere decisionale), è di essere diretto negli scritti, sintetizzando al massimo il tutto, poiché io sono fatto così.

A me invece il suo approccio interdisciplinare piace molto. Lo vedo come una specie di raccoglitore di esperienze e osservazioni evidence-based messi insieme in modo da creare collegamenti tra materie diverse.Forse mi ci ritrovo perché  la mia mente funziona molto a nodi, se leggo un qualcosa che deve funzionare nel mondo devo collegarla ad altre cose, devo capire dove si inserisce e perché ha senso, poi anche l'estetica vuole la sua parte a me per esempio fa scassare quando passa da un registro accademico a uno più volgare.

Poi per esperienza personale, quando ho provato a far leggere qualcosa: “Ma che è  stu papiello?”, “Ma cre o filosofo?”

 

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^'V'^
Inviato
21 hours ago, Wyatt99 said:

Forse, l'unica cosa che cambierei fossi in lui (ma non ho nessun potere decisionale), è di essere diretto negli scritti, sintetizzando al massimo il tutto, poiché io sono fatto così.

Nell’intelligence abbiamo questa forzatura per cui tutto il rapporto deve stare tassativamente in due pagine di Word.

Interlinea 1.5.

Esclusa la parte delle fonti.

Il livello di complessità del fenomeno che stai analizzando a livello strategico, la vastità delle implicazioni, le assunzioni da dichiarare, i limiti del metodo di raccolta, il grado di affidabilità delle fonti, il livello di credibilità delle informazioni, le ipotesi alternative da non occultare, il confidence level da calibrare e le implicazioni operative per chi deve decidere sono talmente tanti che, in realtà, spesso è quasi impossibile stare anche in tre pagine.

Ma devi imparare.

Allora usi sigle, simboli, frasi ad alta densità informativa, accenni concisi, formule sintetiche, rimandi impliciti a metodologie che chi lavora in quel campo riconosce e chi non ci lavora vede geroglifici.

Perché puoi farlo?

Perché quel rapporto va a un decision-maker che, in genere, non lo capisce ma non lo riceve nel vuoto.

Gli viene presentato da un analista, da un briefer, da un esperto, da qualcuno che sa spiegargli cosa sta leggendo. Qualcuno a cui il decision-maker può fare domande, chiedere chiarimenti, domandare cosa significhi una certa parte, cosa voglia dire un termine scientifico, perché il confidence level sia moderato e non alto, quali scenari alternativi siano stati scartati, quali indicatori vadano monitorati, quali informazioni mancanti cambierebbero il giudizio.

In altre parole, il rapporto è sintetico ma non è solo il rapporto.

È un prodotto dentro un processo.

C’è un requirement a monte, ci sono PIR, IR, EEI, raccolta, validazione, analisi, disseminazione, briefing e feedback. Il documento è il terminale scritto di una catena più lunga, non l’intero contenuto cognitivo della catena.

Contenuto che può essere sviluppato e spiegato, su richiesta, da parte di chi sta presentando il rapporto. 

Quando scrivo un post, dall’altra parte c’è chi poi decide cosa farsene di quello che legge, ma non ha un uomo accanto che gli presenti il materiale, glielo contestualizzi, gli faccia esempi, usi metafore tarate sul suo background, gli dica quali parti sono centrali e quali accessorie, quali termini sono tecnici e quali no, quali passaggi sono giudizi e quali sono semplici premesse.

Non ha uno che gli stia dicendo come interpretare quello che legge, né uno pronto a sviluppare su richiesta ogni passaggio.

Molto spesso questo lavoro di interpretazione lo fa il suo cervello, ed è una cosa molto grave perché lo fa usando filtri, bias, paure, esperienze pregresse, convinzioni politiche, identitarie, culturali o morali che non c’entrano nulla col messaggio o col messaggero.

E infatti una parte enorme della comunicazione pubblica non fallisce perché il testo “non dice” una cosa, ma perché il lettore la processa dentro una matrice interpretativa sua e non condivisa da chi scrive.

Anche quando non sembro sintetico, sono costretto a lasciare correre bigrammi, trigrammi, locuzioni intere, riferimenti compressi, che se qualcuno mi chiedesse di approfondire aprirebbero un mondo.

Quanto meno un post a parte.

Non posso scrivere un saggio di premesse, assunzioni, definizioni operative, limiti del modello, limiti di raccolta, criteri di pertinenza, criteri di rilevanza, scenari alternativi, confidence language e caveat metodologici a ogni post, anche perché pago tempo aziendale per scriverli e non me li paga nessuno.

Dal vivo è diverso.

Se sei un medico e hai davanti un paziente semianalfabeta, non gli spieghi tutta la farmacodinamica del principio attivo, l’interazione recettoriale, il metabolismo epatico e la letteratura clinica comparata. Gli dici di prenderlo a stomaco pieno.

Lui ti ascolta come fossi suo padre, perché hai il camice.

C’è una relazione di ruolo, un frame di autorità, un contesto, un setting, un rapporto asimmetrico di competenza riconosciuta, e soprattutto c’è la possibilità di correggere subito la comprensione dell’altro se vedi che non ha capito.

Dal vivo, quando ho spiegato alla signora delle pulizie, che aveva la sindrome delle gambe senza riposo e a cui avevano dato dei calmanti, dove fosse la clitoride e a cosa servisse, visto che non lo sapevano né lei né suo marito, e le ho regalato un piccolo vibratore elegante da borsetta, non ho dovuto fare mille premesse.

Non ho dovuto scrivere un trattato di anatomia, neurofisiologia, educazione sessuale, comunicazione di coppia.

Mi è bastato prenderle le dita della mano dove si inforcano e spiegarle per similitudine dove e come stimolare.

Perché eravamo lì.

Perché vedevo se capiva.

Perché potevo tarare il messaggio sul suo livello culturale, sul suo imbarazzo, sulla sua attenzione, sulla sua faccia, sui suoi occhi, sulla sua reazione. Potevo interrompermi, cambiare esempio, semplificare, ridere, rassicurarla, togliere tensione, aggiungere un dettaglio o levarlo.

Su un forum, invece, ti legge il laureato in scienze politiche, quello laureato in medicina, quello in ingegneria informatica, quello in legge, l’imprenditore, quello che ha letto due libri americani e pensa di aver capito il mondo, quello intelligente ma emotivamente reattivo, quello che non ne sa nulla ma vuole comunque difendere il proprio status interpretativo.

E no, difficilmente ti legge il muratore bergamasco o la casalinga di Voghera, perché è un forum.

Il pubblico è già in parte selezionato dal formato: bisogna leggere, argomentare.

Ma è selezionato in modo eterogeneo, non omogeneo.

Quindi devi parlare in modo che persone con fasce d’età diverse, background culturali diversi, livelli diversi di alfabetizzazione scientifica, psicologica, strategica o relazionale riescano, se non a capire tutto, almeno a capire cosa non hanno capito.

E possibilmente a fare domande a segno.

Che è già moltissimo.

Come sopra quando @DatFreeman ha chiesto "Potresti spiegare questo passaggio?" e ne è nato una spiegazione che ha interessato molti, ed era semplicemente sviluppare una frase cortissima fra tante. 

Una buona comunicazione, soprattutto in contesti complessi, non serve sempre a far capire tutto subito. A volte serve a far emergere la domanda giusta.

Le stesse domande che, in questo momento, un decision-maker sta facendo a chi gli presenta un brief.

Ecco.

Io nei post provo a fare una cosa simile, ma senza avere davanti il decision-maker, senza poter vedere la sua faccia, senza poter correggere in tempo reale la sua interpretazione, senza poter sapere quali filtri stia usando, e senza avere il lusso di scrivere ogni volta il manuale completo sotto ogni frase.

Per cui, sono costretto a dare alcune premesse e alcuni esempi.

Mi dispiace se a te piace un testo più diretto, ma un mio testo davvero diretto non lo riuscirebbe a capire quasi nessuno.

Peggio: penserebbero di aver capito.

Mi è successo una volta sola, in questi anni, con un cliente (non del forum) che è General Manager of Operations europeo per una delle aziende più grosse e note al mondo.

Lui ha tre lauree magistrali e tre o quattro master. È anche Six Sigma Black Belt come me, quindi intende la statistica in senso operativo come la intendo io: come strumento per leggere processi sul campo, varianza, errori, output, rischio e decisioni.

Con lui abbiamo avuto la comunicazione a chunk più piccoli, veloci e diretti che io ricordi.

Perché il terreno comune c’era già.

Capiva quello che dicevo. 

Potevo comprimere il messaggio, saltare alcuni passaggi, usare formule brevi, dare per acquisiti certi livelli di metodo, ragionamento probabilistico, gestione dell’incertezza, processo, deviazione, feedback e decisione.

Ma una persona così non avrebbe un minuto per stare sul forum.

E io non posso scrivere aspettandomi che dall’altra parte, a leggere, le persone abbiano tre magistrali, qualche master, anni di esperienza sul campo e una familiarità reale con la complessità.

Non posso.

Già gattonando sull’impiantito mi capisce il 2%.

^'V'^
Inviato
5 hours ago, Faceless said:

Dal mio punto di vista non ho usato un termine improprio in quanto è abbastanza chiaro che sul forum ci sia la predominanza di un certo modo di pensare

Che modo di pensare? 

Per esempio, esiste un dato di realtà inequivocabile: le donne in massa votano come più attraente un uomo più alto della media ma non troppo, con struttura a V invece che a pera, con un pene grande ma non eccessivo. Diciamo 5-6 punti su 7.

Ora, se io sono basso, con una struttura corporea a pera, o con il pene fuori standard (troppo grande o troppo piccolo), e decido di iscrivermi a un forum femminile dove queste donne protette dall'anonimato discutono apertamente di quanto questi dati collimino con la loro esperienza interiore, ho senso se dico che hanno una "predominanza di un certo modo di pensare"?

Ha senso se vado a qualche talk show a strillonare che quello sia un forum di "malate di cazzo"? 

O forse, più brutalmente, sto solo cercando di schermare il fatto che la realtà, quella vera, mi ha escluso dal primo gradino del podio e me la sto semplicemente gestendo come posso?

È ovvio che i dati reali, quelli duri, emergano solo sotto anonimato.

Ma questo non indica che sui social o dietro gli occhi di chi incroci per strada prevalga un altro "modo di pensare". Indica semplicemente che altrove regnano ipocrisia, vergogna e messinscena. È farsa da palcoscenico pubblico, non realtà.

Tornando al nostro esempio: altezza, struttura a V, dimensioni del pene.

Sui social, nessuna ragazza posterà apertamente che valuta le dimensioni del pene come uno dei criteri principali di selezione. Questo non significa che non lo faccia: significa che lì non se ne parla per ovvie ragioni di immagine e decoro sociale.

Poi io entro in un forum anonimo femminile, e improvvisamente scopro che le donne parlano continuamente di dimensioni del pene come variabile decisiva. Come succede esattamente nella realtà, quando parlano fra di loro senza pubblico.

A quel punto, la conclusione che nel forum anonimo esista un "modo di pensare" diverso è sbagliata.

La conclusione corretta è che lì viene fuori ciò che altrove viene taciuto per pudore e status pubblico, ma che governa comunque la realtà.

Tutto qui.

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  • Grazie! 1
Faceless
Inviato (modificato)
1 ora fa, ^'V'^ ha scritto:

Che modo di pensare? 

Per esempio, esiste un dato di realtà inequivocabile: le donne in massa votano come più attraente un uomo più alto della media ma non troppo, con struttura a V invece che a pera, con un pene grande ma non eccessivo. Diciamo 5-6 punti su 7.

Ora, se io sono basso, con una struttura corporea a pera, o con il pene fuori standard (troppo grande o troppo piccolo), e decido di iscrivermi a un forum femminile dove queste donne protette dall'anonimato discutono apertamente di quanto questi dati collimino con la loro esperienza interiore, ho senso se dico che hanno una "predominanza di un certo modo di pensare"?

Ha senso se vado a qualche talk show a strillonare che quello sia un forum di "malate di cazzo"? 

O forse, più brutalmente, sto solo cercando di schermare il fatto che la realtà, quella vera, mi ha escluso dal primo gradino del podio e me la sto semplicemente gestendo come posso?

È ovvio che i dati reali, quelli duri, emergano solo sotto anonimato.

Ma questo non indica che sui social o dietro gli occhi di chi incroci per strada prevalga un altro "modo di pensare". Indica semplicemente che altrove regnano ipocrisia, vergogna e messinscena. È farsa da palcoscenico pubblico, non realtà.

Tornando al nostro esempio: altezza, struttura a V, dimensioni del pene.

Sui social, nessuna ragazza posterà apertamente che valuta le dimensioni del pene come uno dei criteri principali di selezione. Questo non significa che non lo faccia: significa che lì non se ne parla per ovvie ragioni di immagine e decoro sociale.

Poi io entro in un forum anonimo femminile, e improvvisamente scopro che le donne parlano continuamente di dimensioni del pene come variabile decisiva. Come succede esattamente nella realtà, quando parlano fra di loro senza pubblico.

A quel punto, la conclusione che nel forum anonimo esista un "modo di pensare" diverso è sbagliata.

La conclusione corretta è che lì viene fuori ciò che altrove viene taciuto per pudore e status pubblico, ma che governa comunque la realtà.

Tutto qui.

Non credo ci sia bisogno di iscriversi ad un forum per sapere che gli uomini parlano di phiga e di come ne parlano. Nessuno cade dal pero. Però penso che siano discorsi generali anche un po' stupidi che poi nella realtà del singolo lasciano il tempo che trovano. A molti sarà capitato di sentirsi attratti da una donna o da un uomo che non erano esattamente il loro tipo. A me poco interessa se una donna scarta un uomo per il pene o come deve essere una donna per un uomo, per me i rapporti sono altri e non ho l'aspirazione di frequentare gente superficiale che vive sui social e li prende ad esempio per spiegare la vita. E non è questione di ipocrisia, è questione di modi di essere. 

Modificato da Faceless

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