Mirofede [Partecipante] 204 Inviato 6 ore fa Inviato 6 ore fa (modificato) sono tornata! Devo dire che mi siete mancati :) Io e lui ci conosciamo da due anni. All’inizio lavoravamo insieme, poi le nostre strade si sono separate, ma non abbiamo mai perso del tutto il contatto. In questi due anni lui è sempre stato presente in modo silenzioso. Quando io stavo male, quando avevo momenti difficili, lui c’era. Non in modo invadente, ma costante. Mi sosteneva, mi ascoltava, mi dava una sensazione di stabilità. E io questo lo vedevo… ma non lo vivevo davvero, perché in quel periodo ero innamorata di un altro. Lui però non è mai sparito. Anzi, se ci penso bene, mi ha sempre cercata. Con discrezione, ma c’era. Io invece ero altrove con la testa e con il cuore. Poi qualcosa è cambiato. Quando quella persona è uscita dalla mia vita, ho iniziato a vedere lui in modo diverso. Non è successo in un giorno preciso, ma lentamente… ho iniziato a notare cose che prima ignoravo: il modo in cui mi guardava, il fatto che mi capisse senza spiegazioni, la calma che mi dava. Nelle ultime settimane questa cosa è cresciuta tantissimo. Ci sono stati piccoli momenti che hanno fatto la differenza. In ufficio, per esempio, quella scena in mensa: lui è entrato, mi ha vista, e si è seduto in modo da potermi guardare senza farlo troppo apertamente. Cercava di essere normale, ma si vedeva che era attento a me. Parlava con gli altri, ma il suo focus tornava sempre lì. Io ero tranquilla, ridevo, ero nel mio mondo… e lui questo lo osservava. C’era una tensione sottile, non detta. Poi la sua mail. Doveva essere una risposta normale, professionale… e invece è uscita completamente emotiva. Un testo pieno di entusiasmo, troppo spontaneo per essere solo lavoro. Io l’ho visto subito. E lì ho capito che sotto la superficie c’era qualcosa. E poi la sera da me. Doveva essere una festa… e invece siamo rimasti soli. All’inizio abbiamo parlato di lavoro, per rompere il ghiaccio. Ma era solo un passaggio. Subito dopo siamo entrati in cose più personali: relazioni, gelosia, il nostro modo di vivere le cose. Lui all’inizio era un po’ controllato, soprattutto sulla vicinanza fisica. Cercava di non esporsi troppo. Ma allo stesso tempo voleva guardarmi negli occhi. Lo ha detto chiaramente. Non voleva solo stare vicino, voleva esserci davvero in quel momento. Io invece sono stata più diretta. L’ho toccato, mi sono avvicinata. E lui non si è mai tirato indietro. Abbiamo parlato dei nostri ex, delle nostre esperienze, di cosa ci ha fatto male. All’inizio lui era un po’ chiuso, poi si è aperto. Sempre di più. E poi il momento della “lumaca”. Io gli ho spiegato com’è fatto. Che quando sente qualcosa, si ritira nel suo “guscio”. E lui ha reagito con quella faccia… sorpresa, divertita, ma soprattutto riconosciuta. Come se qualcuno finalmente avesse messo in parole qualcosa che lui già sapeva ma non aveva mai detto. Da lì è cambiato qualcosa. C’era più leggerezza, ma anche più connessione. Sul divano eravamo vicini. Non troppo, ma abbastanza. E si sentiva tutto: la tensione, l’attrazione, la calma. Alla fine, quando è andato via, l’ho salutato con un bacio sulla guancia… ma più vicino alla bocca. E lui ha sorriso. Un sorriso vero. Il giorno dopo gli ho scritto quello che sentivo: che lo volevo, senza complicazioni, senza mezze misure. E questa è la verità: non è stato un momento improvviso. È qualcosa che si è costruito nel tempo, in silenzio, tra piccoli segnali, presenza costante e momenti che hanno iniziato a collegarsi tra loro. e adesso io voglio essere meno impacciata 😂 Modificato 6 ore fa da Mirofede Marco_drake e Brif ha reagito a questo 2
robert111 [Élite] 770 Inviato 4 ore fa Inviato 4 ore fa 1 ora fa, Mirofede ha scritto: sono tornata! Devo dire che mi siete mancati :) Io e lui ci conosciamo da due anni. All’inizio lavoravamo insieme, poi le nostre strade si sono separate, ma non abbiamo mai perso del tutto il contatto. In questi due anni lui è sempre stato presente in modo silenzioso. Quando io stavo male, quando avevo momenti difficili, lui c’era. Non in modo invadente, ma costante. Mi sosteneva, mi ascoltava, mi dava una sensazione di stabilità. E io questo lo vedevo… ma non lo vivevo davvero, perché in quel periodo ero innamorata di un altro. Lui però non è mai sparito. Anzi, se ci penso bene, mi ha sempre cercata. Con discrezione, ma c’era. Io invece ero altrove con la testa e con il cuore. Poi qualcosa è cambiato. Quando quella persona è uscita dalla mia vita, ho iniziato a vedere lui in modo diverso. Non è successo in un giorno preciso, ma lentamente… ho iniziato a notare cose che prima ignoravo: il modo in cui mi guardava, il fatto che mi capisse senza spiegazioni, la calma che mi dava. Nelle ultime settimane questa cosa è cresciuta tantissimo. Ci sono stati piccoli momenti che hanno fatto la differenza. In ufficio, per esempio, quella scena in mensa: lui è entrato, mi ha vista, e si è seduto in modo da potermi guardare senza farlo troppo apertamente. Cercava di essere normale, ma si vedeva che era attento a me. Parlava con gli altri, ma il suo focus tornava sempre lì. Io ero tranquilla, ridevo, ero nel mio mondo… e lui questo lo osservava. C’era una tensione sottile, non detta. Poi la sua mail. Doveva essere una risposta normale, professionale… e invece è uscita completamente emotiva. Un testo pieno di entusiasmo, troppo spontaneo per essere solo lavoro. Io l’ho visto subito. E lì ho capito che sotto la superficie c’era qualcosa. E poi la sera da me. Doveva essere una festa… e invece siamo rimasti soli. All’inizio abbiamo parlato di lavoro, per rompere il ghiaccio. Ma era solo un passaggio. Subito dopo siamo entrati in cose più personali: relazioni, gelosia, il nostro modo di vivere le cose. Lui all’inizio era un po’ controllato, soprattutto sulla vicinanza fisica. Cercava di non esporsi troppo. Ma allo stesso tempo voleva guardarmi negli occhi. Lo ha detto chiaramente. Non voleva solo stare vicino, voleva esserci davvero in quel momento. Io invece sono stata più diretta. L’ho toccato, mi sono avvicinata. E lui non si è mai tirato indietro. Abbiamo parlato dei nostri ex, delle nostre esperienze, di cosa ci ha fatto male. All’inizio lui era un po’ chiuso, poi si è aperto. Sempre di più. E poi il momento della “lumaca”. Io gli ho spiegato com’è fatto. Che quando sente qualcosa, si ritira nel suo “guscio”. E lui ha reagito con quella faccia… sorpresa, divertita, ma soprattutto riconosciuta. Come se qualcuno finalmente avesse messo in parole qualcosa che lui già sapeva ma non aveva mai detto. Da lì è cambiato qualcosa. C’era più leggerezza, ma anche più connessione. Sul divano eravamo vicini. Non troppo, ma abbastanza. E si sentiva tutto: la tensione, l’attrazione, la calma. Alla fine, quando è andato via, l’ho salutato con un bacio sulla guancia… ma più vicino alla bocca. E lui ha sorriso. Un sorriso vero. Il giorno dopo gli ho scritto quello che sentivo: che lo volevo, senza complicazioni, senza mezze misure. E questa è la verità: non è stato un momento improvviso. È qualcosa che si è costruito nel tempo, in silenzio, tra piccoli segnali, presenza costante e momenti che hanno iniziato a collegarsi tra loro. e adesso io voglio essere meno impacciata 😂 Un sant'uomo.
Marco_drake [Élite] 1789 Inviato 3 ore fa Inviato 3 ore fa 3 ore fa, Mirofede ha scritto: sono tornata! Devo dire che mi siete mancati :) Io e lui ci conosciamo da due anni. All’inizio lavoravamo insieme, poi le nostre strade si sono separate, ma non abbiamo mai perso del tutto il contatto. In questi due anni lui è sempre stato presente in modo silenzioso. Quando io stavo male, quando avevo momenti difficili, lui c’era. Non in modo invadente, ma costante. Mi sosteneva, mi ascoltava, mi dava una sensazione di stabilità. E io questo lo vedevo… ma non lo vivevo davvero, perché in quel periodo ero innamorata di un altro. Lui però non è mai sparito. Anzi, se ci penso bene, mi ha sempre cercata. Con discrezione, ma c’era. Io invece ero altrove con la testa e con il cuore. Poi qualcosa è cambiato. Quando quella persona è uscita dalla mia vita, ho iniziato a vedere lui in modo diverso. Non è successo in un giorno preciso, ma lentamente… ho iniziato a notare cose che prima ignoravo: il modo in cui mi guardava, il fatto che mi capisse senza spiegazioni, la calma che mi dava. Nelle ultime settimane questa cosa è cresciuta tantissimo. Ci sono stati piccoli momenti che hanno fatto la differenza. In ufficio, per esempio, quella scena in mensa: lui è entrato, mi ha vista, e si è seduto in modo da potermi guardare senza farlo troppo apertamente. Cercava di essere normale, ma si vedeva che era attento a me. Parlava con gli altri, ma il suo focus tornava sempre lì. Io ero tranquilla, ridevo, ero nel mio mondo… e lui questo lo osservava. C’era una tensione sottile, non detta. Poi la sua mail. Doveva essere una risposta normale, professionale… e invece è uscita completamente emotiva. Un testo pieno di entusiasmo, troppo spontaneo per essere solo lavoro. Io l’ho visto subito. E lì ho capito che sotto la superficie c’era qualcosa. E poi la sera da me. Doveva essere una festa… e invece siamo rimasti soli. All’inizio abbiamo parlato di lavoro, per rompere il ghiaccio. Ma era solo un passaggio. Subito dopo siamo entrati in cose più personali: relazioni, gelosia, il nostro modo di vivere le cose. Lui all’inizio era un po’ controllato, soprattutto sulla vicinanza fisica. Cercava di non esporsi troppo. Ma allo stesso tempo voleva guardarmi negli occhi. Lo ha detto chiaramente. Non voleva solo stare vicino, voleva esserci davvero in quel momento. Io invece sono stata più diretta. L’ho toccato, mi sono avvicinata. E lui non si è mai tirato indietro. Abbiamo parlato dei nostri ex, delle nostre esperienze, di cosa ci ha fatto male. All’inizio lui era un po’ chiuso, poi si è aperto. Sempre di più. E poi il momento della “lumaca”. Io gli ho spiegato com’è fatto. Che quando sente qualcosa, si ritira nel suo “guscio”. E lui ha reagito con quella faccia… sorpresa, divertita, ma soprattutto riconosciuta. Come se qualcuno finalmente avesse messo in parole qualcosa che lui già sapeva ma non aveva mai detto. Da lì è cambiato qualcosa. C’era più leggerezza, ma anche più connessione. Sul divano eravamo vicini. Non troppo, ma abbastanza. E si sentiva tutto: la tensione, l’attrazione, la calma. Alla fine, quando è andato via, l’ho salutato con un bacio sulla guancia… ma più vicino alla bocca. E lui ha sorriso. Un sorriso vero. Il giorno dopo gli ho scritto quello che sentivo: che lo volevo, senza complicazioni, senza mezze misure. E questa è la verità: non è stato un momento improvviso. È qualcosa che si è costruito nel tempo, in silenzio, tra piccoli segnali, presenza costante e momenti che hanno iniziato a collegarsi tra loro. e adesso io voglio essere meno impacciata 😂 che bello 🥰 una persona romantica finalmente Mirofede ha reagito a questo 1
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