Socotra [Partecipante] 26 Inviato 5 Maggio Inviato 5 Maggio Cos'è per voi la seduzione, al di là dei cliché?
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 174803 Inviato 6 Maggio Questo è un messaggio popolare. Inviato 6 Maggio 22 hours ago, Socotra said: Cos'è per voi la seduzione, al di là dei cliché? Non uso quel termine perché è gravido di significati altrui, ma per me la cosiddetta “seduzione” funziona più o meno così. Immagina di stare guidando su una strada lunga. Stai andando in un posto che ti piace. Sei in un momento della vita in cui puoi finalmente farti un viaggio senza avere la testa occupata dal sopravvivere, dall’affitto, dal mangiare. Accendi la radio. Cominci a scorrere i canali, ma c’è moltissimo noise: rumore, interferenze, segnali sporchi. Solo alcuni arrivano davvero chiari. Il fatto che un canale abbia un segnale forte, distinguibile, pulito, non significa automaticamente che ti piaccia. Significa però che capisci bene cosa sta trasmettendo, e puoi scegliere. A volte senti una musica che potenzialmente ti piacerebbe molto, ma il segnale è pieno di disturbi, si sovrappone ad altro, va e viene. Allora, a malincuore, finisci per ascoltare un altro canale. Magari è la tua seconda scelta come genere musicale, ma si sente perfettamente. Quel canale ti ha “sedotto”? No. Esisteva già in te un potenziale di risposta verso quel tipo di musica. Ad alcuni piace, ad altri no. Il lavoro di quel canale è stato semplicemente separare il segnale dal rumore, trasmettendo in modo chiaro ciò che è e ciò che offre. Per me, al di là dei cliché, gran parte della questione è qui. Se tu trasmetti in modo pulito chi sei, cosa vuoi, cosa ami, cosa cerchi, cosa offri e cosa non offri, alla maggior parte delle persone non piacerai. Alcune ti troveranno respingente. Ad alcune piacerai un po’. A pochissime piacerai moltissimo. E dentro quel gruppo ristretto ci saranno persone che piacciono anche a te. Qui nasce il problema di molti. E nascono le "scuole di seduzione". Perché quando vedono che un segnale chiaro allontana il 90% delle persone, invece di ringraziare perché il campo si sta pulendo, vanno nel panico. Cominciano a sporcare il segnale per trattenere chi si allontana. Tentano di sovrapporre frequenze diverse. Un colpo al cerchio, uno alla botte. Diventano rumore. Ed è lì che storicamente entrano in gioco tutte le varie scuole da “guru della seduzione”, soprattutto quelle vecchio stile fine anni ’90 e primi 2000. Nella nostra metafora, diventano il conduttore radiofonico che parla freneticamente tra una canzone e l’altra cercando di convincerti a non cambiare stazione. Cercano “la cosa giusta da dire”. La tecnica. La leva psicologica. La pseudo-scienza. Il trucco comunicativo. Perché il vero obiettivo non è più esprimere un’identità chiara e fare della selezione a monte. Diventa ottenere validazione. Piacere a tutti. Oppure piacere disperatamente a una persona specifica che piace a loro. Se consideri che il 45% delle persone si avvicina a questo tipo di materie perché ha una cotta per qualcuna in particolare, e il 45% perché sta malissimo e vuole riconquistare la ex, non è una casistica così stramba, quella del "piacere disperatamente ad una persona specifica". E lì iniziano molte tragedie umane. Perché quando costruisci relazioni attraverso segnali falsati, omissioni, adattamenti continui e auto-censura, il prezzo lo paghi. A volte non subito. Dopo lo paghi con gli interessi. Non prendere la mia ultima frase per buona, guarda come finiscono le relazioni delle persone che conosci. Le community PUA anglofone, per dire, hanno prodotto una quantità enorme di uomini emotivamente distrutti. Non perché provarci con le donne sia sbagliato. Ma perché moltissimi passavano anni cercando di modulare artificialmente il proprio segnale per ottenere approvazione, invece di chiarirlo e amplificarlo per aprire il campo. E questa cosa non riguarda “solo” le relazioni. Riguarda la qualità della vita. Ti faccio un esempio personale. Puoi declinarlo nel tuo modo, estraendo il pattern e non il concetto specifico. A me piacciono le donne bsx, intelligenti, curiose, complici, esplorative, autonome. Tra quelle che sono così, una metà circa è sensation seeker, emotivamente reattiva e spesso finisce ad abusare di sostanze o a cercare esperienze troppo promiscue o borderline. L'altra metà di quelle che sono così, quelle che sono aperte alle esperienze ma si sanno auto-regolare, è quella che mi piace. Mi piace l’idea di coltivare amicizia dentro l’eros. Mi piace la complicità reale. Mi piacciono persone che sappiano stare al mondo senza giudicare le scelte altrui, ma senza piegare le proprie scelte al giudizio degli altri. Questo è un segnale molto chiaro. E proprio perché è chiaro, allontana immediatamente enormi quantità di persone incompatibili. Ma il vantaggio è che rende visibili quelle compatibili. Così succede che magari qualcuno mi vede con una ragazza, chiede cosa facciamo quella sera, e lei dice serenamente che stiamo andando a cercare un’avventura con una donna, o semplicemente a goderci il quality time insieme nel processo, indipendentemente dal risultato. E vedi subito certe reazioni. L’invidia compressa. La tensione. Perché spesso è esattamente quello che quella persona vorrebbe vivere, ma ha costruito relazioni basate su segnali ambigui, compromessi continui e menzogne strategiche. Poi mi rivede mesi dopo con un’altra persona compatibile. Poi ancora. E crolla. “Ma come cazzo fai a trovarle sempre bsx e in cerca di una terza? Io non ne ho mai trovate, mia moglie mi massacra se provo a dirle che mi piacciono le donne... bla bla bla e anche con l'amante non posso parlare, è argomento taboo, litighiamo.” Come se il punto fosse trovarle. Non vede tutto il filtraggio avvenuto prima. Non vede quante persone incompatibili siano state lasciate andare. Non vede a quante donne che mi piacevano davvero ho rimesso il soprabito e indicato la porta, perché eravamo su frequenze diverse. Non vede quante volte non mi sono adattato ad una frequenza non mia, per evitare frizione. Non vede che, di persone come sua moglie e la sua amante, ne ho lasciate andare un paio di recente, non mi ci sono intrappolato. Perché il punto non era trattenere qualcuno. O piacere, a qualcuno. Era non tradire il segnale. Perché quando conosci una persona in fase un mercoledì sera, e ne nascono cinque anni di relazione bellissima, tu quel mercoledì saresti potuto essere chiuso a casa col muso a guardare una serie Netflix che non ti piace, con una con cui vai avanti per inerzia. Se lo hai fatto, quel mercoledì sera non hai solo rovinato la vita a te stesso, e a quella che è con te per inerzia, ma anche a quella persona che non hai conosciuto, e che era in fase con te, persa tra genti che le mandano segnali ambigui per provare a rimorchiarla, persa e, spesso, convinta che quello che vuole esista solo nei sogni. E qui succede una cosa interessante. Al di là del vederti con una che sta bene con come sei, e odiarti, succede a volte che mi vedano con due tipe, è successo con tre. Se uno arriva da anni di comunità piene di tattiche, pseudoscienze tipo PNL, “frame”, manipolazioni e teatrini vari, spesso pensa che io abbia convinto donne normali a fare cose che normalmente non farebbero. Perché loro, cercano modi per convincere, per sembrare in qualche modo, e vedono questo in ogni fenomeno cui assistono. Ho passato anni a dire sempre la stessa cosa a chi mi chiedeva come convincere la propria ragazza a fare un threesome: “Ma perché devi convincerla. Cercane una a cui piace, è pieno, lasciala libera di farsi la sua vita.” Ma alcuni erano convinti che stessi nascondendo qualche tecnica segreta ed iniziavano ad odiarmi, diffamarmi... Perché proiettavano se stessi e quello che credevano della parola "seduzione", su quello che vedevano succedere. Volevano convincere. Quello era il loro frame mentale. Un gioco a somma zero. Se invece qualcuno non viene da quel mondo buffo, mi vede con due ragazze insieme che si divertono e vanno d'accordo, e per il suo modello del mondo e quello che capisce delle donne, pensa: Che spaccio. Anche no. Che sono ricco di famiglia. Il che è anche svalutante perché uno potrebbe essere in gamba ed essere diventato ricco da solo, ma non lo vogliono pensare; comunque non è il mio caso. Che sono incredibilmente fortunato. Ahahah. Lo vanno proprio a dire in giro, infamano, calunniano, ci sarebbe ad essere onesti anche un punto 4: che sono "rocco". Anche questo non è vero, non sono affatto "rocco", ma non è comunque una cosa che vadano in giro a dire per sminuire ciò che vedono. Non è quello che il loro cervello gli suggerisce di razionalizzare, quando vedono qualcosa che gli crea invidia e rabbia. Quasi mai si vede qualcuno fare la domanda più umile, dignitosa e semplice: “Che prezzo hai pagato in incompatibilità, rifiuti, perdite e selezione per arrivare ad avere accanto persone realmente in fase con te?” Eh. Praticamente il 90% delle persone. Solo per il segnale. Ma quello è il prezzo del segnale pulito. Poi togli anche quelle cui non piace la tua età, quelle cui non piace il tuo naso, quelle cui non piace il tuo profumo preferito o segno zodiacale. Il 90% minimo anche se ero in crush da stare male. Si soffre un mese, molto. In una relazione fuori fase si soffre per anni, alcuni soffrono e pagano conseguenze a vita. Ossia, non mi sono adattato alla frequenza di chi mi piace per cercare di non creare frizione. E così sottomettere la mia espressione all'opinione di qualcuna che vuole (o a volte crede, di volere, ma non sa cosa vuole e quando la ottiene ci si rovina parte della vita), qualcosa di diverso. E infatti, per me, la cosiddetta "seduzione", pur essendo un termine che non uso, è in gran parte imparare a trasmettere in chiaro. Segnale. Campo. Non so se ci sia del resto, ma quello viene dopo. --- Nota: Se la prima domanda: “Che prezzo hai pagato in incompatibilità, rifiuti, perdite e selezione per arrivare ad avere accanto persone realmente in fase con te?” non l'ho quasi mai sentita porre nella vita, sempre solo pregiudizi e proiezioni personali demenziali, la seconda domanda conseguente è ancora più rara: "E come posso diventare capace di sostenere quel costo, senza crollare?" Questa, è una buona domanda. Spoiler Si racconta che un maestro zen trovò un diamante enorme. Grosso come un melone. La voce arrivò a un ladro, che una notte si presentò da lui con un coltello in mano. “Dammi il diamante.” Il maestro lo guardò, poi scoppiò a ridere. “Ah, è solo questo che vuoi?” Si alzò, prese il diamante, lo avvolse con cura in un panno perché non si rovinasse, e glielo consegnò. “Tieni. Buona strada.” Il ladro tornò a casa. Ma quella notte non dormì. Nemmeno la notte dopo. Sudava, tremava. Il terzo giorno tornò dal maestro, pallido, con il diamante tra le mani. “Riprenditi questo coso. Non lo voglio più.” Il maestro sorrise. “Allora cosa vuoi?” Il ladro lo guardò negli occhi. “Voglio il tuo potere di dare via un diamante così, senza fare una piega.” Il maestro annuì. “Questa è una buona richiesta.” E il ladro rimase con lui dieci anni. robert111, Marco_drake, Tony Montana e 16 altri ha reagito a questo 3 8 6 2
City Hunter Resident [Élite] 212 Inviato 6 Maggio Inviato 6 Maggio 8 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Se tu trasmetti in modo pulito chi sei, cosa vuoi, cosa ami, cosa cerchi, cosa offri e cosa non offri, alla maggior parte delle persone non piacerai. Forse la domanda che cercano realmente è avere "consapevolezza" del proprio segnale? Attraverso quella parola "seduzione"
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 174803 Inviato 7 Maggio Questo è un messaggio popolare. Inviato 7 Maggio 12 hours ago, City Hunter Resident said: Forse la domanda che cercano realmente è avere "consapevolezza" del proprio segnale? Attraverso quella parola "seduzione" Quello, secondo me, rischia di diventare noise da overthinking. Non è che serva un ciclo infinito di autoanalisi per sapere come mi chiamo, di chi sono figlio, che cluster culturale rappresento, cosa sto facendo di finalizzato in questo momento e che tipo di energia sto portando nel campo. Ti faccio un esempio banale, proprio di adesso. Sto rispondendo a te mentre aspetto un corriere che ha già chiamato. Appena arriva, mi si sblocca la missione successiva: andare a portare gli scontrini di aprile alla commercialista. Quindi, in questo momento, il mio segnale è chiarissimo. Non sono in modalità socializzazione. Non sono in modalità dating. Non sono in modalità avventura. Sono in modalità: “sto aspettando uno sblocco logistico per chiudere una cosa amministrativa e passare alla prossima”. Se mi facessi una foto adesso e la mettessi su Photofeeler, probabilmente uscirebbe qualcosa tipo: Business: 7. Social: 1. Dating: 1. E sarebbe perfetto. Perché non sto andando a socializzare, non sto andando a fare serata, non sto cercando avventure. Sto gestendo scadenze, burocrazia, incastri, battle rhythm. Il problema nasce quando il segnale viene sfalsato. Ti faccio un altro esempio, sempre concreto. Una ragazza mi chiedeva da gennaio 2025 di vederci. Le avevo detto che avrei provato a trovare tempo ad aprile, ma poi aprile è stato impossibile. Qualche sera fa mi scrive che è qui in zona, in un pub, e che sarebbe bello se passassi a bere qualcosa. Io avevo voglia di vederla. E mi sentivo anche un po’ in difetto, perché da fuori può sembrare che da un anno la stia rimbalzando. Quindi passo un’oretta a salutarla. Il punto è che così facendo ho prodotto un segnale ambiguo. Da una parte: “non ho tempo”. Dall’altra: “eccomi qui a bere qualcosa con te”. E infatti, da quel segnale, si apre subito la proposta successiva: passare insieme un pomeriggio, una sera, una notte. Proposta che a me, in astratto, piaceva anche. Solo che poi ho dovuto mandarle un audio due giorni fa dicendole che purtroppo non avrei avuto minuti reali per farlo. E lì si crea dispiacere. Non perché ci sia stata malafede. Ma perché il segnale è stato sfalsato. Non abbastanza pulito. A questo aggiungi che in questi giorni una persona che frequento ha avuto un incidente in auto, è venuta da me per un passaggio, un abbraccio, un momento di presenza. E quella è una cosa non pianificabile. Poi mi videochiamano mio padre e mio fratello mentre sono a cena insieme. Ventinove minuti di videochiamata mentre io avevo trentaquattro minuti per consegnare un’esercitazione. Risultato: consegna entro la mezzanotte saltata, messaggio alla segreteria, richiesta di proroga quasi impossibile, perché dietro c’è una burocrazia assurda legata a una formazione cofinanziata da un fondo statale come impresa. Questo è il campo reale. Non l’idea astratta di “consapevolezza del proprio segnale”. Il punto non è mettersi davanti allo specchio a chiedersi per settimane “qual è il mio segnale?”. Il punto è vedere che cosa stai effettivamente trasmettendo mentre vivi. Che energia porti. Che priorità mostri. Che disponibilità comunichi. Che vincoli rendi chiari. Che desideri lasci vedere. Che incoerenze produci senza accorgertene. Per esempio: l’altro giorno mi hai segnalato due AI vocali da fixare in alcune parti del portale, e nel tempo in cui avrei potuto iniziare a sistemarne almeno una, ti sto scrivendo qui. È un’incoerenza reale del segnale, e me ne scuso. Il segnale non è una dichiarazione d’identità. È ciò che il campo riceve da te. E spesso il problema non è non sapere chi sei. D’où venons-nous? Que sommes-nous? Où allons-nous? Quello è un problema dell’esistenzialismo, di Kierkegaard, Nietzsche come predecessore, Heidegger, Sartre, Camus, del “conosci te stesso” inciso sul tempio di Apollo a Delfi, dell’oracolo. Qui il problema è molto più pratico. È che mentre credi di trasmettere una cosa, il campo ne riceve un’altra. È come quando canti una canzone in una lingua che non conosci ma ti piace la melodia: ci metti dentro quello che credi di sentire, quello che ti sembra, quello che sai immaginare. Poi arriva qualcuno che quella lingua la parla, ti spiega testo e sottotesto, e ti senti un idiota per averla cantata. Ecco: con le persone succede la stessa cosa. Che il tuo segnale sia pulito o sporco, gli altri non lo decifrano in modo neutro. Lo completano con se stessi. Con le loro esperienze, le loro paure, i loro desideri, le loro categorie, i loro limiti. Questa parte è fuori dal tuo controllo. Quello che invece è sotto il tuo controllo è la pulizia del segnale, la coerenza della frequenza e la potenza con cui trasmetti. Ecco perché distinguo segnale e noise. La “seduzione”, per come molti la intendono, diventa spesso il tentativo di aggiungere parole, tecniche, spiegazioni e micro-manovre sopra un segnale sporco. Invece il lavoro serio è togliere interferenze. Rendere più chiaro cosa c’è. Accettare che quel segnale piaccia a pochi. Ma a quei pochi piaccia molto. E smettere di modularti compulsivamente per trattenere persone che, se ti vedessero1, non sarebbero compatibili. Ha chiamato il corriere. Vado. --- [1] Oel ngati kameie. DatFreeman, swayze, City Hunter Resident e 10 altri ha reagito a questo 3 10
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