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Oliver
Inviato

guarda, ti rispondo senza entrare troppo nel merito della discussione... sinceramente, dopo mesi di analisi e riflessioni sull'argomento, nate dalla fine di un rapporto di cui ormai non mi frega più niente, ho un po' la nausea. Arriva il momento di passare oltre anche nei disorsi oltre che nei fatti concreti.

giusto due cose:

1 - quando si parla di psycho, a proposito di relazioni, non si fa riferimento a individui (uomini o donne che siano) schizzati, matti come cavalli o cos'altro. Si parla di gente che ha problemi, a volte anche molto marcati, nel campo dell'affettività. In genere sono caratterizzati/e da un atteggiemento di forte ambivalenza verso il partner, che oscilla da un'estrema idealizzazione al più bieco disprezzo. Sono persone che tendono a dipendere dal partner, e a loro volta cercano con tutte le forze di innescare in lui (lei) lo stesso meccanismo di dipendenza. Una volta ottenuto quello scopo, una volta instaurata una piena dipendenza, iniziano un graduale distacco dal partner: a quel punto si trovano infatti privi/e di quella tensione emotiva tra dipendenza affettiva e paura dell'abbandono, che è per loro il motore di una relazione.

L'ambivalenza trova espressione nel fatto che passano, senza soluzione di continuità e senza ragioni apparenti (che siano un azzerbinamento, una mancanza di attenzioni o cos'altro) dalla dolcezza più estrema ai peggiori tentativi di umiliazione e di svilimento (che possono andare dagli insulti, alle violenze fisiche fino al tradimento "a sfregio"). Questo sarebbe il famoso push pull (o pnp) estremo di cui si sente parlare spesso qui.

questo e non altro è il discrimine per riconoscere una psycho. Una psycho è una che fa così. Punto e basta: e non l'ho deciso io, ma la psicologia. Non è una che a un certo punto non ti risponde più al telefono, non è una con cui dopo due anni di relazioei inizi a litigare spesso, non è una che a un certo punto ti scarica e sparisce dalla tua vita, non è una che prima ti bacia e poi non vuol far sesso con te. In quei casi siete di fronte a normalissime femmine, mosse dalla più semplice delle ragioni: non vi vogliono più, o non vi hanno mai voluto. Quindi fatela finita di appiccicare etichette a caso e fatevi un bell"esame di coscienza.

Ora, questo tipo di atteggimento, anche solo a livello statistico, non è normale. Va contro il goal primario di una coppia, che è quello di star bene e sostenersi a vicenda almeno lungo il periodo necessario ad avere dei figli. Loro, invece,questa forma di sabotaggio (che, alla fine, altro non è che un autosabotaggio) la mettono in atto fin dai primi istanti della relazione.

Quindi non ha molto senso stare qui a filosofeggiare su cosa sia normale e cosa no.

Se parli con Jumpy, che mi pare sia uno psicoterapeuta, potrà spiegarti che tutto questo dipende da una cosa che in psicologia si chiama "modello d'attaccamento", che determina come ti rapporterai al partner in una relazione: per usare una metafora, è un po' la tua scheda madre per quanto riguarda l'affettività.

Si acquisisce direttamente dai genitori, prima dell'età della ragione (il che significa che non puoi farci quasi nulla). Ora, esiste un solo modello d'attaccamento sano, mentre circa tre devianti. Quello delle psycho ha una definizione ben precisa, che ora non ricordo.

2 - questo in parte risponde anche all"altra tua domanda. Cioé, si, chi si invischia in una storia del genere quasi sempre è a sua volta disturbato/a. Il che, di nuovo, non vuol dire che sia schizofrenico o da ricovero, ma che quantomeno non abbia un modello d'attaccamento sano. Chi possiede un modello d'attaccamento sano, infatti, raramente accetta di restare in una relazione con un "deviante": quando questo si verifica, però, può succedere che l'individuo psycho nella coppia ne tragga giovamento.

per dirti, io mi sono innamorato/infatuato/eccitato/incuriosito molto spesso di fronte a queste persone. E infatti anche io ho un modello d'attaccamento malsano, dato dai rapporti assurdi che ho avuto con le figure di riferimento (genitori e nonni).

Non è nulla di trascendentale, si parla solo e semplicemente di gente che ha un modo malsano di legarsi agli altri, perché ha avuto genitori che non hanno saputo fare i genitori.

E visto che da decennii il mondo è sempre più pieno di genitori incapaci (pensa solo a tutte le coppie che fanno figli perché "si deve", perché è una tappa obbligata) eccoti spiegato anche il numero crescente di riscontri riguardo a questo tipo di atteggiamenti.

Dopo più di un anno e mezzo passato con una donna esattamente uguale alla tua descrizione, posso dirti solo "PAROLE SANTE". Tutto ciò rispecchia al 100% la vera ragion d'essere delle donne (o uomini) Psycho... nulla da aggiungere in merito.

gelsomino
Inviato

Le vere psycho (visto che ti piace il distinguo):

Mirano solo ed unicamente al controllo del rapporto per paura di essere controllate e usate. La maggior parte di loro (ho conosciuto solo quelle) hanno avuto rapporti conflittuali in famiglia con la persona di sesso opposto che ne esercitava l'autorità e il controllo severo spesso un padre possessivo o morbosamente (non sò fino a che punto) possessivo. La persona che in quanto femminucce avrebbero dovuto star piu "attaccate" quella complicità mancata sostituita col controllo di un padre insicuro e incapace di comprendere la sua piccola LEI che tanto diversa era da un maschietto ma che gli offriva la sua (complicità). La prima ribellione dal controllo è stata verso di lui la prima rivincita è stata verso di lui la prima consapevolezza di possibilità di raggiro è stata verso di lui. Il resto per tutti i maschi a seguire da primo fidanzatino in poi è stata solo abitudine. Vogliono innamorarsi ma manca quel tasto che non cè stato e non se ne conosce "il suono"quando ci doveva essere e molto probabilmente è stato sostiuito da "quel che dovrebbe essere e che penso sia così".

Ovviamente non basta un padre possessivo e autoritario ci vuole di risposta un carattere che non riesce a trovare soluzione di libertà se non questa che scambia per libertà e invece è una seconda tomba..

fantastico :clapping::hi:

  • Mi piace! 2
Jumpy
Inviato (modificato)

1 - quando si parla di psycho, a proposito di relazioni, non si fa riferimento a individui (uomini o donne che siano) schizzati, matti come cavalli o cos'altro. Si parla di gente che ha problemi, a volte anche molto marcati, nel campo dell'affettività. In genere sono caratterizzati/e da un atteggiemento di forte ambivalenza verso il partner, che oscilla da un'estrema idealizzazione al più bieco disprezzo. Sono persone che tendono a dipendere dal partner, e a loro volta cercano con tutte le forze di innescare in lui (lei) lo stesso meccanismo di dipendenza. Una volta ottenuto quello scopo, una volta instaurata una piena dipendenza, iniziano un graduale distacco dal partner: a quel punto si trovano infatti privi/e di quella tensione emotiva tra dipendenza affettiva e paura dell'abbandono, che è per loro il motore di una relazione.

L'ambivalenza trova espressione nel fatto che passano, senza soluzione di continuità e senza ragioni apparenti (che siano un azzerbinamento, una mancanza di attenzioni o cos'altro) dalla dolcezza più estrema ai peggiori tentativi di umiliazione e di svilimento (che possono andare dagli insulti, alle violenze fisiche fino al tradimento "a sfregio"). Questo sarebbe il famoso push pull (o pnp) estremo di cui si sente parlare spesso qui.

questo e non altro è il discrimine per riconoscere una psycho. Una psycho è una che fa così. Punto e basta: e non l'ho deciso io, ma la psicologia. Non è una che a un certo punto non ti risponde più al telefono, non è una con cui dopo due anni di relazioei inizi a litigare spesso, non è una che a un certo punto ti scarica e sparisce dalla tua vita, non è una che prima ti bacia e poi non vuol far sesso con te. In quei casi siete di fronte a normalissime femmine, mosse dalla più semplice delle ragioni: non vi vogliono più, o non vi hanno mai voluto. Quindi fatela finita di appiccicare etichette a caso e fatevi un bell"esame di coscienza.

Ora, questo tipo di atteggimento, anche solo a livello statistico, non è normale. Va contro il goal primario di una coppia, che è quello di star bene e sostenersi a vicenda almeno lungo il periodo necessario ad avere dei figli. Loro, invece,questa forma di sabotaggio (che, alla fine, altro non è che un autosabotaggio) la mettono in atto fin dai primi istanti della relazione.

Quindi non ha molto senso stare qui a filosofeggiare su cosa sia normale e cosa no.

Se parli con Jumpy, che mi pare sia uno psicoterapeuta, potrà spiegarti che tutto questo dipende da una cosa che in psicologia si chiama "modello d'attaccamento", che determina come ti rapporterai al partner in una relazione: per usare una metafora, è un po' la tua scheda madre per quanto riguarda l'affettività.

Si acquisisce direttamente dai genitori, prima dell'età della ragione (il che significa che non puoi farci quasi nulla). Ora, esiste un solo modello d'attaccamento sano, mentre circa tre devianti. Quello delle psycho ha una definizione ben precisa, che ora non ricordo.

2 - questo in parte risponde anche all"altra tua domanda. Cioé, si, chi si invischia in una storia del genere quasi sempre è a sua volta disturbato/a. Il che, di nuovo, non vuol dire che sia schizofrenico o da ricovero, ma che quantomeno non abbia un modello d'attaccamento sano. Chi possiede un modello d'attaccamento sano, infatti, raramente accetta di restare in una relazione con un "deviante": quando questo si verifica, però, può succedere che l'individuo psycho nella coppia ne tragga giovamento.

per dirti, io mi sono innamorato/infatuato/eccitato/incuriosito molto spesso di fronte a queste persone. E infatti anche io ho un modello d'attaccamento malsano, dato dai rapporti assurdi che ho avuto con le figure di riferimento (genitori e nonni).

Non è nulla di trascendentale, si parla solo e semplicemente di gente che ha un modo malsano di legarsi agli altri, perché ha avuto genitori che non hanno saputo fare i genitori.

E visto che da decennii il mondo è sempre più pieno di genitori incapaci (pensa solo a tutte le coppie che fanno figli perché "si deve", perché è una tappa obbligata) eccoti spiegato anche il numero crescente di riscontri riguardo a questo tipo di atteggiamenti.

Disclaimer: una mia quasi-LTR era psicoterapeuta e nell'ultimo anno sto seguendo un master in coaching, la mia conoscenza dei queste cose deriva da questi due aspetti ;)

Non sono psicologo, il mio lavoro principale è in tutt'altro settore.

Sui modelli di attaccamento il discorso è lungo e complesso, ma purplepill ha centrato due questioni fondamentali:

- si acquisisce dai genitori (o meglio "dalla figura di accudimento" dell'infanzia);

- persone con modelli di attaccamento opposti e complementari tendono istintivamente ad attrarsi ed a legarsi, proprio per raggiungere in coppia quell'equilibrio che da soli non trovano.

Ho avuto esperienza diretta di un'HB molto ambivalente (altra quasi-LTR): alternava passione, dolcezza e un comportamento sinceramente affettuoso, con gesti anche plateali, all'indifferenza, senza motivo apparente e senza secondi fini o tentativi di manipolazione.

Semplicemente, a volte voleva vederti e stare con te tutti i giorni, altre volte si rintanava in casa e non voleva esser scocciata (non solo da me, ma da nessuno, per settimane non usciva neanche con le amiche di sempre).

Si casca facilmente in questo tipo di relazioni perchè gli ambivalenti, solitamente, all'inizio travolgono col loro entusiasmo, la loro passionalità e la forte identità sessuale (l'HB di cui sopra non era particolarmente bella, ma molto femminile) e poi, dopo qualche settimana o qualche mese improvvisamente si raffreddano e poi ritornano, come se nulla fosse, passionali e affettuosi come prima... e così via.

Push-pull estremo, appunto.

Manco a farlo apposta lei aveva un padre estremamente maschilista e svalutante (di quelli che le donne "son buone solo a far figli e fare le casalinghe" per capirci) ed una madre accondiscendente e sottomessa al marito.

Ovviamente... sono ambivalente anch'io :)

Modificato da Jumpy
  • Mi piace! 3
Amon
Inviato

[...]

Ovviamente... sono ambivalente anch'io :)

Concordo con quanto hai scritto sui modelli di attaccamento.

Solo un paio di domande sulla tua ultima affermazione... come te la vivi? Hai trovato un equilibrio? O ti barcameni tra persone che sai non essere del tutto 'a posto' ma che comunque restane le uniche con cui riesci a instaurare relazioni profonde? (forse è questo il tuo equilibrio?)

  • Mi piace! 2
KYZ435
Inviato

È assurdo pensare come il cervello riesca molte volte a manipolare le persone, più sto' in questo forum e più capisco quanto tutto sia così complicato.

Comunque sia una lettura interessante!

Jumpy
Inviato

Solo un paio di domande sulla tua ultima affermazione... come te la vivi? Hai trovato un equilibrio? O ti barcameni tra persone che sai non essere del tutto 'a posto' ma che comunque restane le uniche con cui riesci a instaurare relazioni profonde? (forse è questo il tuo equilibrio?)

Con l'esperienza si impara a guidare con un filino di razionalità i sentimenti e si capisce sul campo che un atteggiamento ambivalente da un lato affascina, ma dall'altro può ferire.

Talvolta infatti esagero volutamente certi miei atteggiamenti per sbloccare le situazioni e disorientare l'HB di turno, ma mi rendo conto che, calcare la mano in una LTR può far soffrire l'altra.

Insomma: calibrazione :D

  • 3 settimane dopo...
ale4
Inviato (modificato)

ho un problema, uso questa discussione perchè mi sembra la più adeguata.

premesso che di mio tendo inconsciamente a cercare relazioni con persone più o meno devianti (ed ora la cosa è palese e ci lavorerò su) -basta guardare il mio altro intervento in questa discussione, circa un annetto fa-, il problema è questo:

ho frequentato questa ragazza per pochi mesi, con un rapporto da me più volte dichiarato come di frequentazione aperta, senza vincoli.

più di una volta mi sono lasciato andare in pomeriggi più o meno romantici ma, voglio dire, perchè no, anche se è una con la quale vai "solo a letto".

mi piaceva passare del tempo con questa persona, tuttavia non mi sono mai sentito innamorato.

dall'altra parte però sentivo che stava nascendo qualcosa e mi venivano richieste sempre più attenzioni e tempo che io, in quei momenti, non avevo voglia di dare.

ho interrotto la relazione. e sono stato malissimo per questo.

ora, perchè posto in questo thread?

da parte sua c'è una dichiarata depressione e problemi familiari, soprattutto con la figura maschile. problemi che sta affrontando, parliamo di una persona adulta e consapevole. un classico in queste situazioni.

però ho sempre avuto la sensazione che le sue richieste (sesso continuo, anche per delle ore, sembrava non bastare mai, e richieste di attenzioni, poche cose da fare al di fuori del sesso, che comunque doveva esserci a corollario di ogni nostro incontro, prima o dopo "le altre cose", vedere provocazioni da parte mia dove palesemente non ci sono, alcuni dettagli che mi sono saltati all'occhio tipo essere sempre disposta a spostare i propri impegni pur di vederci (mentre io mettevo sempre prima le mie priorità)) fossero sintomo di un rapporto deviante, magari non in maniera palese, ma comunque che ci fosse qualcosa che non andava. tutte queste richieste di affetto mi hanno dato da pensare, ho anche avuto la sensazione che si svalutasse un po'.

ora, io probabilmente ho dei tratti poco sani che mi fanno infilare in queste situazioni e cercherò di fare il possibile per analizzarli e sviscerarli, ma ho avuto la sensazione di mettere il piede in un rapporto deviante, di codipendenza o da crocerossini.

sono stato malissimo dopo averle detto che non potevo continuare la relazione, ma il rischio di cominciare qualcosa di non sano era troppo alto.

vorrei comunque starle vicino, per assurdo quando sapevo che "era mia" mi importava poco di lei, ora che si è concretizzato il distacco mi manca moltissimo, da stare male. so che se tornassi indietro la porta sarebbe aperta in mezzo secondo ma finiremmo con il soffire mille volte ancora se questa situazione continuasse con queste basi.

avete dei consigli su come gestire la situazione? tenete conto che comunque è una persona per la quale provo affetto, quindi per favore non scrivetemi "scopane altre dieci". mi piacerebbe sapere di averla aiutata (ok, forse è il me crocerossino che lo vuole).

Modificato da ale4
Inviato

Disclaimer: una mia quasi-LTR era psicoterapeuta e nell'ultimo anno sto seguendo un master in coaching, la mia conoscenza dei queste cose deriva da questi due aspetti ;)

Non sono psicologo, il mio lavoro principale è in tutt'altro settore.

Sui modelli di attaccamento il discorso è lungo e complesso, ma purplepill ha centrato due questioni fondamentali:

- si acquisisce dai genitori (o meglio "dalla figura di accudimento" dell'infanzia);

- persone con modelli di attaccamento opposti e complementari tendono istintivamente ad attrarsi ed a legarsi, proprio per raggiungere in coppia quell'equilibrio che da soli non trovano.

perchè modelli di attaccamento oppsti si atrraggono? mi trovo con purple pill che dice che una persona con attaccamento sano non accetta di mettersi con una con un attaccamento deviante? Se io ho un attaccamento sano non sono attratto da una con attaccamento deviante ma complementare con il miio modello e quindi sempre sano.

Ti trovi

[[ purple pill Chi possiede un modello d'attaccamento sano, infatti, raramente accetta di restare in una relazione con un "deviante": quando questo si verifica, però, può succedere che l'individuo psycho nella coppia ne tragga giovamento.]]]

Ho avuto esperienza diretta di un'HB molto ambivalente (altra quasi-LTR): alternava passione, dolcezza e un comportamento sinceramente affettuoso, con gesti anche plateali, all'indifferenza, senza motivo apparente e senza secondi fini o tentativi di manipolazione.

Semplicemente, a volte voleva vederti e stare con te tutti i giorni, altre volte si rintanava in casa e non voleva esser scocciata (non solo da me, ma da nessuno, per settimane non usciva neanche con le amiche di sempre).

Si casca facilmente in questo tipo di relazioni perchè gli ambivalenti, solitamente, all'inizio travolgono col loro entusiasmo, la loro passionalità e la forte identità sessuale (l'HB di cui sopra non era particolarmente bella, ma molto femminile) e poi, dopo qualche settimana o qualche mese improvvisamente si raffreddano e poi ritornano, come se nulla fosse, passionali e affettuosi come prima... e così via.

Push-pull estremo, appunto.

Manco a farlo apposta lei aveva un padre estremamente maschilista e svalutante (di quelli che le donne "son buone solo a far figli e fare le casalinghe" per capirci) ed una madre accondiscendente e sottomessa al marito.

Ovviamente... sono ambivalente anch'io :)

ale4
Inviato

ricordo bene la conversazione all'epoca. guarda caso, si trattava dell'ennesima persona problematica con la quale mi andavo a relazionare (non era questa).

aspettavo anche una tua risposta, quindi grazie per quello che hai scritto, cercherò di guardarmi dentro al meglio possibile per capire perchè vado a finire in questo tipo di rapporti. e tenterò di distaccarmi da questo, o almeno spero

Bulldog
Inviato

Ma anche una tipa che ti chiede soldi e non hai ancora iniziati a farci nulla è una Phsyco?

Lo chiedo perchè una tipa conosciuta ad un corso (si professa la solita brava ragazza solo che si fa sbattere da uno che non vuole una relazione con lei) mi ha chiesto proprio ieri se avessi dei soldi da prestarle per arrivare alla fine del mese. Questa fa la ragazza au pair e si lamenta che la famiglia in cui lavora la sfrutta.

Ho pensato a questo topic quando mi ha scritto per messaggio la sua richiesta......

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