Søren [Partecipante] 331 Inviato 7 Luglio 2012 Autore Inviato 7 Luglio 2012 (modificato) Sono trascorse due settimane di sarge e voglio fare qualche considerazione, bene inteso: non c'è nessuna chiusura per ora. - Ho ricominciato ad interessarmi attivamente alle donne dopo un anno e mezzo di castità. - Ho capito che uomini e donne ragionano diversamente (ammetto che non ci pensavo proprio). - Cerco di evitare gli atteggiamenti da beta. - L'onanismo non m'interessa più. - Sono soddisfatto del mio apsetto fisico e dell'attività che svolgo. - Ho individuato due obbiettivi chiari a medio-corta scadenza: Un f-klose il prima possibile e dare gli ultimi esami dell'università entro l'anno. Questi sono i benefici apportati dalla nuova mentalità. Ora elencherò tutte le carenze e gli aspetti che ancora non vanno per il verso giusto. - Apro solo ragazze isolate, la dove ci sono meno sguardi indiscreti.(N.B) Per me Il vero problema non è tanto il rifiuto della HB quanto ciò che potrebbero pensare di me gli altri. - Sono meno concentrato sul lavoro perché penso sempre al sarge. In generale non risco a rilassarmi e godere delle altre attività, come nuotare, leggere un libro, guardare un film, bermi una birra ghiacciata in riva al mare, ecc. - Non so come gestire il tempo e mi pare eccessivo uscire a sargiare ogni notte (ho deciso di dimezzare). - Il mio Body Language comunica bisogno e insicurezza, così come la voce(ma me ne accorgo). - Spesso sono distrato e fatico a comunicare oppure non so che dire. - Alcuni colleghi non mi rispettano abbastanza. Non è l'angolo delle lamentele sia chiaro, sto cercando di compiere aggiustamenti continui. La cosa che più mi pesa è non riuscire a staccare un po la spina e prendere il game alla leggera. Le ultime sargiate sono state un buco nell'acqua perchè sentivo troppa pressione ed insicurezza. Questo fine settimana voglio proprio riposarmi, per qualche giorno sarge-off Modificato 7 Luglio 2012 da Søren Kaihō-sha ha reagito a questo 1
Amon [Partecipante] 1382 Inviato 7 Luglio 2012 Inviato 7 Luglio 2012 Soren, leggerò volentieri le tue vicende, tempo permettendo. La tua situazione di blocco l'ho vissuta, quasi identica, qualche tempo fa. Aprendomi (e aprendo) di più sono riuscito a uscirne creandomi un discreto circolo di trombamicizie... poi in questi casi i rapporti sono veloci: ci sono sempre quelle che vengono e quelle che vanno. Anche l'emotività è soggetta a forti stimoli per via degli eventi che vengono a moltiplicarsi a causa della tua vita sessuale / sentimentale che evolve e si espande rapidamente. Inutile dire che ci si abitua anche a queste pressioni, si impara a gestirle... è certamente meglio una vita di pressioni di questo tipo (sebbene portino un certo stress), che non un vuoto emotivo e sessuale. Cado ancora, periodicamente, in situazioni di vuoto. E noto che più a lungo permetto a questi periodi di protrarsi nel tempo, più ho difficoltà ad uscirne. Perché, come te, tendo a riflettere e farmi schemi. A volte tali schemi si dimostrano non del tutto corretti, o addirittuta tendenti al pessimismo o alla negazione di certi valori e possibilità. Poi accade che qualche evento di una positività sconvolgente mi faccia cancellare questi schemi e adottarne di nuovi. Ricorda quindi di restare nella sfera dell'azione, della positività, degli occhi aperti. Te ci sei appena entrato: congratulazioni. P.s. appena ti accorgerai che il "giochino" funziona per davvero, non vorrai più smettere e non potrai più farne a meno... attento però a non farti illusioni: assieme alle tue abilità nel sarge, devi conservare la tua integrità, la tua capacità di stare bene da solo con te stesso. alfred, Pedrito, peterflume e 2 altri ha reagito a questo 5
Søren [Partecipante] 331 Inviato 8 Luglio 2012 Autore Inviato 8 Luglio 2012 Ho molto apprezzato il tuo intervento Amon. Giorno per giono accade un cambiamento positivo, qualche vecchia certezza si sgretola e mi scopro sempre più libero di osare. Il mio game vuole partire da una personalità resistente alle pressioni, sto rinforzando l'autostima e re-imparando a stare bene con me stesso. Ieri ho avuto una conferma importante, ho rivisto alcuni amici che studiano fuori e siamo andati a cena assieme. Notavo che mi guardavano in maniera diversa, erano come magnetizzati dalla mia flemma... Alla fine della serata uno di loro mi ha preso in disparte e detto "sono felice per te, ti trovo in grandissima forma. Si vede che stai bene". Anche andare a fare la spesa è diventato un piacere, parlo con tutti, non ho paura di toccare le persone e di scherzarci, gli altri notano la positività e ne sono atratti. Questo "giochino" Amon è appena iniziato, ma sta già dando dei bei risultati. Ho messo in conto i momenti no, li ho già avuti e superati. Due volte mi sono detto "basta mollo tutto!", ma sapete una cosa? Mentre mi ripetevo queste parole le avevo già inconsciamente distrutte perchè una voce più forte gridava "voglio vivere, voglio godere delle cose belle della vita". La soffenza mi è servita per capire cosa non volevo, il mio cambiamento nasce da una negazione. Nei tempi cupi io volevo stare male, perchè fare la vittima è comodo e richiede poche energie. Ben altra cosa e levarsi dal letto sapendo che ci sono parecchie cose da fare, che ho un obbiettivo impegnativo: essere felice. Quando si sta bene aprire e giocare con le donne diventa semplice, tutto di te dice "guardami, sto bene, sono una persona che vive in pace con se stessa e col mondo". Sento di essere un treno, nulla mi può fermare. Ieri sera a cena è venuto anche un ragazzo che gira col mio gruppo da poco, ma che si è preso subito una grande confidenza. Mentre parlavo mi ha interrotto e fatto una battutina sarcastica, mi è bastato guardarlo per metterlo al suo posto e gli altri lo hanno ingnorato da quel momento in poi. Mesi fa avrei aperto una disputa, accolto la provocazione e fatto degenerare la serata in qualcosa di noioso. Non vedo l'ora di gestire lo stress da trombamiche Amon quando sarà il momento mi darete qualche dritta. Amon ha reagito a questo 1
Søren [Partecipante] 331 Inviato 9 Luglio 2012 Autore Inviato 9 Luglio 2012 (modificato) Qualcosa di pratico Due giorni senza sarge, non vedo l'ora di buttarmi! Stasera avrò un'arma in più, infatti ho svolto un lavoro molto accurato circa le mie credenze limitanti. Si tratta di una serie di domande e risposte (D-R) che mirano a scardinare le convinzioni che ci impediscono di superare i limiti autoimposti. Vi espongo il ragionamento augurandomi possa servire anche a qualcuno di voi. Ps: è molto importante porre le domande come se fosse un estraneo a rivolgerle, poichè porta la nostra parte razionale a sondare meglio quella emotiva. L'esercizio va scritto perchè la scrittura agisce profondamente sull'inconscio. D) Le tue credenze circa le donne e gli altri ti hanno portato alla realizzazione di uno solo dei tuoi obbiettivi? R) No. D) Qual'è la tua credenza attualmente più limitante? R) Credo sia malvisto chi approccia le sconosciute. D) Quanto è importante il giudizio degli altri per te. R) Ha il suo peso. D) Sai perchè il giudizio degli altri è fondamentale per te? R) Si, perchè attraverso il loro giudizio posso qualificarmi. D) Quindo non hai fiducia in te stesso e dipendi dal giudizio altrui? R) Ho pochissima autostima e temo di essere giudicato male. D) Cosa fai per non essere giudicato male? R) Evito di rapportarmi agli altri. D) Eviti lesperienza per paura che possa rivelarsi deludente? R) Si. D) Ti rende felice evitare l'esperienza? R) No. D) Di concreto, oltre al giudizio negativo che gli altri potrebbero esprimere su di te, c'è qualche paura più profonda che attiva il meccanismo di evitamento? R) Si, ma è stupida. D) Forse, ma se ne parli e la lasci emergere potresti capire che soffri per una cosa stupida. Dunque? R) C'è una paura latente, cioè quella di essere picchiato. D) Sei mai stato picchiato da bambino? R) Si, alcuni bulli mi hanno perseguitato e non ho mai avuto il coraggio di chiedere aiuto. D) Quando approcci una sconosciuta temi che qualcuno possa farti del male a livello fisico? R) In un certo senso avverto lo spesso tipo di paura... D) Ti rendi conto del fatto che si tratta di una credenza errata? R) Si, lo capisco. D) Possiamo sostituire questa immagine di te che vieni aggredito con l'immagine di una ragazza che sorride e ascolta con attenzione ciò che dici? R) Si, sto pensando ad una ragazza che mi sorride mentre le parlo. D) E attorno che succede? cosa pensano gli altri? R) Non ci fanno neppure caso, ma chi nota il mio approccio pensa a me come ad un ragazzo audace che sa quello che vuole. D) Comprendi che alcune delle tue paure derivavano da qualcosa di traumatico avvenuto nel passato? R) Si lo ammetto. D) Ora che sei adulto ed in grado di badare a te stesso pensi sia normale mantenere le paure che avevi da piccolo? R) No, non ha senso. D) Come ti senti ora che hai parlato di qualcosa che avevi sempre negato a te stesso? R) Mi sento come liberato da un peso. Ma Ho paura di riattivare i meccanismi di evitamento quando sarà il momento. D) Prima di uscire a sargiare ripeti a te stesso "Le paure m'impediscono di essere felice e questo va contro il mio sistema di valori". D'ora in poi le tue credenze non poggeranno sulla paura ma sulla soddisfazione. Vi assicuro che quando ho iniziato l'esercizio non avevo una idea chiara del tipo di paura che mi assale durante il sarge. Molto importante è essere onesti con se stessi, finito l'esercizio si scrive su un foglio la credenza limitante e la si riduce in piccolisimi pezzi. Modificato 9 Luglio 2012 da Søren peterflume, Fed, robin_hood e 1 altro ha reagito a questo 4
Søren [Partecipante] 331 Inviato 10 Luglio 2012 Autore Inviato 10 Luglio 2012 Per diventare coraggioso dovrò iniziare a fare tutto ciò che più mi spaventa. Missione per la giornata: non lasciarne passare una liscia, a chiunque.
coccolino [Partecipante] 26 Inviato 10 Luglio 2012 Inviato 10 Luglio 2012 Leggo con piacere ciò che scrivi, probabilmente perchè seppur più giovane di te mi ritrovo nella tua situazione...comunque possiedi una cosa, che è davvero importante ma che spesso nella nostra società viene sottovalutata: la cultura. Per quanto mi riguarda il problema principale è la troppa razionalità, farsi troppi problemi e riflettere inutilmente quando basterebbe seguire l'istinto...l'essere umano tende all'autoconservazione e non vuole mai fare qualcosa che potrebbe danneggiarlo...la strada per cambiare è lunga e piena di insidie ma l'importante è mettersi in cammino robin_hood ha reagito a questo 1
mastermind [Partecipante] 1077 Inviato 10 Luglio 2012 Inviato 10 Luglio 2012 caro Soren, .......se mi posso permettere un piccolissimo consiglio........cerca di avere in tutte le cose EQUILIBRIO, perchè in un percorso come il tuo è facile passare all'eccesso opposto!!!!!!!!
Søren [Partecipante] 331 Inviato 10 Luglio 2012 Autore Inviato 10 Luglio 2012 (modificato) Per quanto mi riguarda il problema principale è la troppa razionalità, farsi troppi problemi e riflettere inutilmente quando basterebbe seguire l'istinto...l'essere umano tende all'autoconservazione e non vuole mai fare qualcosa che potrebbe danneggiarlo... La chiave di volta è recuperare parte dell'istintività sana che ci rende socialmente più intraprendenti. Tuttavia non è semplice riattivare i meccanismi dopo il lungo processo di domesticamezione, ci vuole il coraggio di fare un salto nel vuoto. Voglio proporre una metafora che potrebbe calzare con la condizione di molti afc, o coloro che non hanno ancora superato l'AA. Immaginiamo che un palazzo di venti piani vada a fuoco. All'ultimo piano c'è un uomo intrappolato, le fiamme avanzano e non gli resta molto tempo. L'ambiente è denso di fumo, bisogna decidersi subito. Una finestra sta davanti a lui e da li può sentire i pompieri gridare coi megafoni di lanciarsi, di non temere perchè hanno approntato una rete molto grande che lo farà cadere in sicurezza. L'uomo comincia a sentire la strana sensazione della paura di dover decidere, sa che se rimane è destinato a fare una brutta fine, ma confida ancora nella possibilità di scamparla, in qualche modo attiva un pensiero magico. Davanti a lui la via di fuga, la salvezza a pochi passi. Però è buio, il fumo lo acceca e non può vedere la rete disposta per attutire il balzo; se pure potesse vederla avrebbe comunque paura di lanciarsi dal ventesimo piano. Allora pensa e pensa ancora, ma sono solo pensieri magici, speranze che accada un miracolo. Il pavimento potrebbe collassare da un momento all'altro, l'uomo deve decidersi: Il saltò o rimanere aggrappato a qualcosa... "deve pur esserci qualcosa a cui aggrapparsi" pensa l'uomo. Da sotto i pompieri continuano a gridare "lanciati, è sicuro! Mettiti in salvo". L'uomo sa che fuori dalla finestra c'è la salvezza, ma il suo istinto gli dice di aspettare finchè non accada qualcosa. Il pavimento tra poco cederà e l'uomo deve decidere, è chiamato a scegliere tra una possibilità o l'altra, un aut-aut. Non ci sono altre suluzioni, vorrebbe tanto ci fossero ma non esistono. @mastermind: verissimo, aggiungici un vissuto sulle montagne russe e hai colto il problema. Modificato 10 Luglio 2012 da Søren dr.feelgood, Fed, Amon e 1 altro ha reagito a questo 4
Amon [Partecipante] 1382 Inviato 10 Luglio 2012 Inviato 10 Luglio 2012 Immaginiamo che un palazzo di venti piani vada a fuoco. All'ultimo piano c'è un uomo intrappolato, le fiamme avanzano e non gli resta molto tempo. L'ambiente è denso di fumo, bisogna decidersi subito. Una finestra sta davanti a lui e da li può sentire i pompieri gridare coi megafoni di lanciarsi, di non temere perchè hanno approntato una rete molto grande che lo farà cadere in sicurezza. L'uomo comincia a sentire la strana sensazione della paura di dover decidere, sa che se rimane è destinato a fare una brutta fine, ma confida ancora nella possibilità di scamparla, in qualche modo attiva un pensiero magico. Davanti a lui la via di fuga, la salvezza a pochi passi. Però è buio, il fumo lo acceca e non può vedere la rete disposta per attutire il balzo; se pure potesse vederla avrebbe comunque paura di lanciarsi dal ventesimo piano. Allora pensa e pensa ancora, ma sono solo pensieri magici, speranze che accada un miracolo. Il pavimento potrebbe collassare da un momento all'altro, l'uomo deve decidersi: Il saltò o rimanere aggrappato a qualcosa... "deve pur esserci qualcosa a cui aggrapparsi" pensa l'uomo. Da sotto i pompieri continuano a gridare "lanciati, è sicuro! Mettiti in salvo". L'uomo sa che fuori dalla finestra c'è la salvezza, ma il suo istinto gli dice di aspettare finchè non accada qualcosa. Il pavimento tra poco cederà e l'uomo deve decidere, è chiamato a scegliere tra una possibilità o l'altra, un aut-aut. Non ci sono altre suluzioni, vorrebbe tanto ci fossero ma non esistono. Bellissima metafora, davvero calzante. E anche se si sa benissimo che quella rete ci accoglierà senza farci subire danni, spesso la ignoriamo e continuiamo a negarne l'esistenza (precludendoci infinite possibilità). Quante volte, invece, siamo andati dall'HB fregandocene del suo giudizio, del giudizio della gente, dell'AA, naturalmente, quasi solo per divertimento... ed è andato tutto bene? Chiunque abbia trovato il coraggio di sbloccarsi in questo modo, sa che spesso gli approcci vanno a buon fine. Ma purtroppo, anche se non siamo più AFC, troppo spesso ci lasciamo condizionare da paure infondate (che sono il risultato di retaggi culturali, sociali, familiari, etc...). Liberiamocene.
Søren [Partecipante] 331 Inviato 11 Luglio 2012 Autore Inviato 11 Luglio 2012 (modificato) Quante volte, invece, siamo andati dall'HB fregandocene del suo giudizio, del giudizio della gente, dell'AA, naturalmente, quasi solo per divertimento... ed è andato tutto bene? Stasera ho aperto una hb 8 che se ne stava sola soletta sulla panchina ad armeggiare col cellulare. Mi avvicino sorridente e improvviso l'open: "ciao, devi dirmi perchè voi ragazze state tutte ad armeggiare col cellulare -sorride imbarazzata- ho fatto un giro e state tutte impegnate al cell. Ma quanto chiamate?!". L'hb è palesemente imbarazzata, i suoi occhioni celesti sgranati cominciano a muoversi nervosamente a destra e sisnistra. Emette qualle monosillabo, ma resta sorridente. Le porgo la mano e ci presentiamo, non ha presa, è una manina delicata che accarezzo in modo impercettibile. La tengo per tre secondi e poi le domando di dov'è, mi dice che è del posto. Con aria sorpresa faccio "ah proprio di qua, non ti avevo mai vista in giro". Capisco che non è in vena di chiacchiere ma butto un'altra domanda (le faccio l'interrogatorio insomma), "che fai tutta sola stasera?", "aspetto un amica". "Un' amica" non "il mio ragazzo", questo poteva essere un segnale di apertura? "E che avete intenzione di combinare con la tua amica stasera?" insisto, "mah faremo un giro in paese", alchè non so più cosa dire e mi ejecto con il solito "divertitevi stasera". Non sono riuscito ad aprire altri set dopo questo. Se non altro stasera non è stato uno zero assoluto. Avrei potuto giocarla meglio la partita, ma quando apro mi comporto ad afc totale scordandomi i fondamentali del sarge. Avrei dovuto sedermi accanto, fare kino, portare la conversazione sul piano emotivo ed invece le ho fatto il terzo grado. Tutta esperienza comunque la prima hb8 aperta con una certa scioltezza. È del posto, quindi la rivedrò e cercherò di rifarmi. Altra nota positiva: nessun atteggiamento scazzato da parte di tulle le hb apete durante le sargiate. Il fatto è che dopo avere aperto mi è difficile continuare, mi blocco e finisco a fare l'afc nei bar a bere succo d'ananas... Mah... Good night and good luck Modificato 11 Luglio 2012 da Søren
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