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Lover
Inviato

Meno filosofia e più azione?

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Søren
Inviato

La spontaneità è una posa difficilissima da tenere (O.W.)

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Aboutaboy
Inviato

Owen Wilson? :)

mastermind
Inviato

.........meglio Owen Wilson........Oscar Wilde era un po' Amedeoooooooooo;-)))!!!

Ps: scherzo assolutamente Much Respect for everyoneeeeee!!!!

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caporex
Inviato

Soren hai modo di frequentarti con persone menefreghiste (nel senso buono) e che prendano la vita alla leggera?

Non solo amici o conoscenti, ma anche parenti che abbiano una visione della vita molto scialla. Credo ti darebbe una spinta notevole.

Søren
Inviato

Caporex vedi, non è che sia completamente solo; ma se non chiamo io posso pure crepare... hai capito insomma...

Francamente di continuare coi soliti giri mi rompo, tra due mesi starò in città e all'università avrò sicuramente modo di farmi qualche circolo in cui stare alla pari, non in retrovia. La colpa è sopratutto mia, sia chiaro, non ero proprio amabile per via di un carattere autodistruttivo e ipercritico, in più avevo l'abitudine di farmi le tipe degli altri. perciò e lecito che non credano al mio cambiamento, oppure ne siano spaventati perchè vedono in me un concorrente in più. Comunque sia fanno bel viso quando sto con loro poi mi mettono in ignore.

I parenti no Caporex, lascia perdere :) proverò a coinvolgere chi mi pare più disponibile, attualmente non ho altre soluzioni.

Søren
Inviato (modificato)

Anzichè cogliere ogni opportunità sto rimandando a tempi futuri il mio cambiamento. Troppo spesso continuo a pensare "posso farlo domani" oppure "oggi non sono pronto" . Così facendo la vista di un gruppo di belle ragazze si tramuta in un'utopia, qualcosa che per me sta al di là del realizzabile, se non del comprensibile.

Ho gioito per piccoli eventi che mi sono quasi caduti addosso, ma non sono ancora stato capace d'inventarmi la novità. Le giornate si somigliano e potrei dire che oggi non ha differito da ieri e che probabilmente a domani toccherà la medesima sorte. Temo di avere attribuito un valore eccessivo alle donne a scapito della stima nei miei confronti. Ho posto come priorità il fuori prima del dentro. Non posso dire di essere al punto di partenza nè di essermi allontanato di molto dalle paludi.

A farmi riflettere è stata la visione di un gruppo di ragazze belle ed eleganti che stavano accomodate in un locale. Nel vederle ho avuto l'impressione fossero perfette, ed ho cominciato a sentirmi a disagio, l'impaccio rischiava di diventare palese così mi sono spostato. Per le vie un gran numero di coppie, poca gente in solitaria e tanti volti divertiti. Mi sono sforzato di ridere ed avvertivo il peso della maschera che talvoltà mi cadeva dal volto lasciando trapelare uno sguardo svuotato, senza e-mozioni.

A casa parlo col contagocce ed a lavoro sto rendendo meno, la ragione è che sono ossessionato dal desiderio. Ho sempre snobbato l'ottica del sacrificio perchè riuscivo a sopperire con l'estro e la fantasia. Questi ultimi elementi si sono indeboliti e di conseguenza resto semplicemente pigro. Prigro ed esigente sia chiaro...

Come porre rimedio dunque? Intendo aumentare la disciplina fintanto che non avrò interiorizzato il senso della fatica che porta ai risultati. A lavoro ci metterò più impegno, cercherò di essere più loquace a casa (oggi avrò detto al massimo tre frasi), mi allenerò con più intensità e cercherò di tenere i pensieri e le fantasticherie lontane. Agendo in questo modo non dovrei disperdere le energie in congetture e ansie che chiaramente vanno ad ammazzare il gioco.

Riassumendo posso dire che ciò che non sto ancora potenziando è il senso di responsabilità. Se ho l'impressione che ogni attività svolta nell'arco della giornata non sia stata eseguita con impegno e dedizione non potrò accrescere la fiducia in me stesso.

Modificato da Søren
Amon
Inviato

Soren, mi ricordi fortemente, per certi aspetti, il protagonista di "Memorie dal sottosuolo" di Dostoevskij, romanzo scritto appunto in prima persona, in uno stile che ricalchi vagamente. Non voglio certo alludere che il tuo destino debba in qualche modo evolvere in una maniera simile a quella del personaggio, ma gli elementi per il confronto secondo me ci stanno davvero tutti, a partire dal tipo di rapporto che hai coi tuoi amici, passando per la confessione di "essere stato abietto" (abietto per eccellenza è il personaggio dostoevskiano) andando con ragazze fidanzate, arrivando ad altri aspetti anche più sottili che si possono evincere leggendoti.

Ti reputo un'utente affascinante. E in te rivedo parte della mia personalità iper-riflessiva (non credo sia del tutto un bene crescere con questo tipo di attitudine). Però non voglio più darti consigli, credo sia giusto che tu faccia quel che senti di fare... ti vedo abbastanza sciolto nell'apprendimento e nell'analizzarti, quindi nello scegliere quel che è meglio per migliorarti. Continuo a leggerti volentieri.

Søren
Inviato

La copia del racconto mi venne donata sei anni fa da un amico con tanto di dedica sarcastica, passi sottolineati e note ai margini scritte a penna. Certamente l'accostamento ad uno dei personaggi più meschini della letteratura mondiale non mi riempie di gioia.

Tu che educazione hai ricevuto Amon? La mia è stata all'insegna del senso della colpa e del peccato. Mi piace illudermi che un giorno cancellerò certe macchie, ma temo siano troppo visibili, ops... pardon, leggibili. Non sono offeso, bensì preoccupato.

Pensi di aver capito qualcosa di te, ma poi qualcuno ti guarda da dietro e ti vede come tu non potrai mai vederti. Non so, improvvisamente ho una voglia smisurata di ubriacarmi e non capirci più nulla.

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