JasonSm [Partecipante] 103 Inviato 4 Giugno 2013 Inviato 4 Giugno 2013 Apro questa discussione per chiarire degli aspetti dell'inner game che chi sento di non averne ancora compresso appieno il potenziale, pur intuendone il potenziale. Premessa: l'inner game è una componente fondamentale non solo di un pua, ma di chiunque voglia sentirsi un uomo realizzato e sicuro. Ho capito che l'inner game va costruito internamente, che bisogna imparare ad amare se stessi a prescindere dalle situazione esterne. Il che non vuol dire diventare dei buffoni, anzi proprio il contrario: poichè sono sicuro di me stesso, del mio valore, reagisco agli input del mondo esterno in maniera calibrata, so prendere il meglio delle situazioni, so gestire persone e ambienti diversi. Tuttavia non mi è chiaro se sia solo una questione di locus interno o se in realtà la componente esterna (giudizi degli altri, comportamenti nei nostri confronti) finisca inevitabilmente con l'influire proprio nella formazione di qualcosa di interno. In definitiva: il lavoro su se stessi è unicamente un lavoro interno, mentale o è anche supportato da feedback esterni che influenzano il nostro stato interiore? In tutto ciò il miglioramento fisico che ruolo gioca? E' evidente che se sono fuori forma (secco o sovrappeso) non posso pensare di essere un figo quando in realtà non lo sono... da un lato c'è il rischio di apparire fuori dalla realtà e innamorati eccessivamenti del proprio ego, dall'alto quello di dipendere eccessivamente dai giudizi esterni. Insomma: quanto la percezione che si ha di se stessi è frutto di noi stessi (in maniera quasi ricorsiva) e quanto invece dell'insieme delle percezioni che ricaviamo dal relazionarci con gli altri?
Fraz [Partecipante] 2025 Inviato 4 Giugno 2013 Inviato 4 Giugno 2013 http://www.italianseduction.club/forum/t-29068-il-segreto-della-sicurezza-di-se/
Valdast94 [Partecipante] 1190 Inviato 4 Giugno 2013 Inviato 4 Giugno 2013 Oltre a leggere il link di Fraz, leggi anche qui per dissipare i tuoi dubbi.
Mars [Partecipante] 2522 Inviato 4 Giugno 2013 Inviato 4 Giugno 2013 (modificato) La chiave è trovare un equilibrio. Il TUO equilibrio lo scopri da solo sul campo, facendo esperienza stando attendo a come ti relazioni con le persone. Capendo il più possibile le dinamiche sociali e osservandoti spassionatamente. Il giusto equilibrio tra autostima di se e rispetto per gli altri lo l'ho trovato in questa frase di Aivia che ti riporto: Ad un certo punto ti accorgerai che certo, le persone fanno ciò che par loro, e che serve a loro, e che se qualcosa di ciò che fanno ti tocca in qualche modo psicologicamente, non è loro responsabilità ma tua, per come reagisci, per come accetti e vedi la cosa. Modificato 4 Giugno 2013 da Mars Pantofogliaio e auar ha reagito a questo 2
Frog [Partecipante] 551 Inviato 4 Giugno 2013 Inviato 4 Giugno 2013 insomma: quanto la percezione che si ha di se stessi è frutto di noi stessi (in maniera quasi ricorsiva) e quanto invece dell'insieme delle percezioni che ricaviamo dal relazionarci con gli altri? In ogni caso è tutto frutto di noi stessi. Nel senso che il lavoro di decifrazione e interpretazione di ciò che si percepisce e anche di quello che si sceglie di percepire, è sempre il nostro cervello che lo fà e mai quello di un altro. Questo è un dato di fatto. In definitiva: il lavoro su se stessi è unicamente un lavoro interno, mentale o è anche supportato da feedback esterni che influenzano il nostro stato interiore? Siamo animali sociali e nutriamo il bisogno gregario ed immancabile che si arrivi al confronto e nel confronto si espirime il giudizio sugli altri confrontandoli con noi stessi spesso implicitamente. Cosa è importante avere o non avere per te e cosa importante che tu debba avere o non avere secondo un'altra persona, sono due binari diversi. Ma queste due opinioni, la tua e quella dell'altro, sono frutto di influenza dettata da un confronto reciproco. E' normale quindi che la tua opinione sia soggetta ad influenze esterne ma non vuol dire avere ragione (tu o chi ti giudica) o essere nel giusto ma solo, essere convinti sia giusto e/o di aver ragione, che è diverso. Vivere per se o per il giudizio sociale e le sue statistiche? BackToLife ha reagito a questo 1
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