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Frog
Inviato

Si, lo sto vivendo proprio adesso.

Grazie ai post sul forum e i libri che sto leggendo sto capendo tutto ciò che prima mi sembrava un enorme punto di domanda nella mia testa, il problema è che adesso ho una gran confusione. Sento come se avessi 2 lati emotivi dentro di me: quello più "egoista" orientato al mio benessere ed al mio volere che dovrebbe rappresentare ciò che io sono veramente ed il lato più "altruista" orientato più all'essere buono e tenere in considerazione i sentimenti degli altri.

So che devo liberarmi dal dovermi comportare sempre bene con gli altri però, anche emotivamente, sento che entrambe le scelte siano giuste nel senso che rispecchiano il mio volere.

E' tutto molto confuso.

Sembra quasi che, avendo adesso compreso più o meno come funziona, abbia perso qualsiasi stimolo ad andare avanti, a darmi da fare.

Anche io sto pensando di fare esperienze nuove (vacanza da solo) per potermi mettere alla prova, però pensandoci riesco addirittura a sentirmi in colpa certe volte, magari perché sto mollando i miei amici o perché ho paura di non farcela.

Sono bloccato da me stesso, anche se so che devo accettarmi così...

Se entrambe le scelte rispecchiano il tuo volere, non dovresti avere sensi di colpa. Una delle due è qualcosa di artefatto. Di istruito o programmato. E' il prodotto di un insegnamento e non di una propensione. Sei stato educato a riconoscere certe cose come "il bene"e altre come "il male" il giusto e lo sbagliato ecc. Il senso di colpa è quella punizione consistente in una sensazione di disagio per aver abbracciato con la mente un idea già schedata come sbagliata. Nonostante naturalmente tu abbia ritenuto giusta e piacevole quella scelta. Cos'è l'egoismo e l'altruismo? Come fai a privarti del tuo benessere e dare benessere agli altri col tuo malessere? Non puoi. L'esigenza non è arroganza. L'arroganza è l' appropriarsi di meriti rubati, di diritti oltre i propri e liberarsi di doveri (intesi come responsabilità e non obblighi) legati ad aver fatto delle scelte e compiuto delle azioni.

-AgentOrange-
Inviato

Se entrambe le scelte rispecchiano il tuo volere, non dovresti avere sensi di colpa. Una delle due è qualcosa di artefatto. Di istruito o programmato. E' il prodotto di un insegnamento e non di una propensione. Sei stato educato a riconoscere certe cose come "il bene"e altre come "il male" il giusto e lo sbagliato ecc. Il senso di colpa è quella punizione consistente in una sensazione di disagio per aver abbracciato con la mente un idea già schedata come sbagliata. Nonostante naturalmente tu abbia ritenuto giusta e piacevole quella scelta. Cos'è l'egoismo e l'altruismo? Come fai a privarti del tuo benessere e dare benessere agli altri col tuo malessere? Non puoi. L'esigenza non è arroganza. L'arroganza è l' appropriarsi di meriti rubati, di diritti oltre i propri e liberarsi di doveri (intesi come responsabilità e non obblighi) legati ad aver fatto delle scelte e compiuto delle azioni.

Sono già consapevole di questo, nel senso che l'ho capito "con la testa".

Ma quando mi ritrovo nella situazione reale vado in panne. Mi rendo conto che sono stato condizionato talmente tanto durante la mia infanzia/adolescenza che è difficile cogliere la differenza fra quello che è il mio volere e ciò che io creda sia giusto.

Vado in panne soprattutto quando si tratta di situazioni che riguardano me e altre persone a cui sono legato (amici, famiglia) in quanto avendo sempre subito il loro volere ora se provo ad esprimere il mio mi sembra di fargli del male. Anche se me ne rendo conto è molto difficile distaccarsene a causa del legame che si è creato col tempo.

Per questo voglio mettermi alla prova provando (sorry) nuove esperienze totalmente fuori dal mio circolo sociale per vedere se riuscirò ad imporre a me stesso il mio volere.

So già che sarà difficile, perché mi conosco, ma devo provarci, devo riuscirci..

  • 4 settimane dopo...
ArmaLaTuaAnima
Inviato

Premessa: mega-post di sfogo / considerazioni su inner game.

Avete mai vissuto periodi in cui le vostre riflessioni vi portassero ora ad una verità, ora ad un'altra in contrasto con la precedente?

Mai vissuto momenti in cui, seppur conoscendo i vostri obiettivi, cambiavate spesso la strategia con cui arrivarci (perché non sicuri della stessa)?

E' quel che mi sta succedendo ultimamente. Un vortice psichico, dove si pensa tantissimo. E' un periodo NO, ma il problema principale è che non ne capisco il vero motivo.

E' vero che ho troncato con la mia ex solo da un paio di mesi, che è stata una roba tosta, che senza lei è venuto meno un punto importante della mia vita. Ma pensavo - e penso - di averla superata abbastanza bene e che, infatti, non dipenda solo da quello.

Riflettendoci, ero soggetto a questo tipo di "approccio ambivalente" anche prima di incontrare lei.

A volte questa attitudine è servita. Perché mi ha permesso di scandagliare le situazioni sotto tanti punti di vista (e quindi di giungere a risultati). Altre volte mi ha fatto sprecare tempo ed energie inutili.

Vi parlo proprio di progetti che crollano nel giro di poche ore.. e poi ridefiniti secondo altri parametri. Vi è mai successo?

Secondo voi è solo un umore da figa o qualcos'altro?

Spesso ho la certezza di aver compreso bene certe dinamiche - e le esperienze ovviamente me lo dimostrano. Altre volte noto che in fondo non ho capito veramente - e ricevo anche questo attraverso esperienze, che sono appunto contrastanti.

Vedo discrepanze, elementi incontrollati, insondati. Insomma, su troppe cose rimane un punto interrogativo, anziché un punto e basta.

Una "alternante cecità esistenziale", la definirei.

Secondo problema del vortice psichico: mi rendo conto di avere a che fare con troppe persone che suscitano in me del fastidio, per non dire odio.

E questo proprio non mi va giù, perché mi vedo troppo simile a quella misantropa della mia ex, incapace di amarsi ed amare, anzi, buona solo ad odiare.

Ma da cosa nasce, veramente, sto odio?

In ultimo, non mi sento stimolato da un mondo che percepisco ultra-superficiale, iper-competitivo, privo di qualsiasi morale e quindi privo di attrattiva... io che sono sempre stato affascinato da tutto!

Non amo lamentarmi (anche se so che adesso lo sto facendo). Ma... le tipe, il lavoro, gli sport, la musica... ragazzi, tutto è toccato da questa decadenza moderna.

Cioè, non mi va proprio di andare a elemosinare le briciole di questo schifo. So che è confuso, ma spero vi sia arrivato il succo del discorso.

L'unica cosa che mi viene in mente è partire in solitaria per staccare da tutto, per fare chiarezza, per trovare un modo anche stavolta.

P.s. il titolo del topic è ispirato a una puntata di Big Bang Theory, ma non ha nulla a che fare con la suddetta

Non ci vedo nulla di male nell'essere in continua evoluzione,esigente e selettivo.

Questione di punti di vista.

Amon
Inviato (modificato)

Non ci vedo nulla di male nell'essere in continua evoluzione,esigente e selettivo.

Questione di punti di vista.

Dal mio punto di vista la situazione riguarda un malessere che nasce a causa di obiettivi non raggiunti. E non da una mia selettività non compresa.

Frustrazione che deriva dall'alternanza di fasi positive e negative. Dove le negative hanno un impatto troppo forte sul mio equilibrio generale.

Hai presente quando senti di poter fare grandi passi ma, allo stesso tempo, di avere le mani legate?

E poi l'odio verso la gente... assolutamente immotivato, se non dal fatto che la frustrazione di cui sopra non può che ripercuotersi nell'ambito sociale... è un'energia che in qualche modo deve disperdersi e si incanala ovviamente verso il mondo così ostile e 'difficile'.

Le cause come vedi mi sono chiare. Le soluzioni un po' meno.

So che se adesso esco di casa, posso fare del mondo quel che desidero. Ma se dentro me, nel profondo, non cambia l'atteggiamento alla radice, poi quel malessere, quella pesantezza di vivere, tornerà inevitabilmente alla luce.

E' tanto che provo a modificarmi, a disinnescarmi, secondo varie modalità. Forse ho fatto passi avanti, ma alla fine sono ancora qui.

Modificato da Amon
ArmaLaTuaAnima
Inviato

L'odio verso la gente non è mai immotivato.

Io non tollero il genere umano,ma non per questo mi affliggo.Anzi.

Potresti provare a essere meno esigente nei confronti di te stesso.

Easy.

Mi ricordi i poeti maledetti per il tuo tormento interiore.

Molto affascinante.

life and light
Inviato (modificato)

Caro Amon,

Il detto "conosci te stesso", credo che si applichi bene a te. Devi imparare a conscerti. Dici che provi un senso di odio generico verso gli altri. Ti consiglio di frammentare la questione e analizzare pezzo per pezzo quello che ti trovi davanti. Cosa odi degli altri? poi domandati se effettivamente è vero quello che pensi, se per quanto quello che pensi sia giustificato non esistono altri modi di vedere lo stesso fatto?

Sii positivo e a volte staccati dai tuoi pensieri. Prenditi 10,15 minuti al giorno in cui decidi di staccare da tutto e da tutti, solo per te, e in quei dieci minuti fai qualcosa che ti piace solo per te. 10 minuti in cui dici, ora non penso più ai miei problemi, possono essere rinviati per poco senza dannegiare nessuno.

La soluzione, non te la può dare nessuno, a volte neppure il percorso ti possiamo consigliare, a parte di dubitare delle cose negative che pensi. Ti possiamo però dire che quello che tu cerchi esiste e richiamarti alla tua strada. Sta a te poi trovare e capire quale è la tua strada.

Modificato da life and light
Amon
Inviato

L'odio verso la gente non è mai immotivato.

Io non tollero il genere umano,ma non per questo mi affliggo.Anzi.

Potresti provare a essere meno esigente nei confronti di te stesso.

Easy.

Mi ricordi i poeti maledetti per il tuo tormento interiore.

Molto affascinante.

In effetti essere meno esigente con me stesso è una via che non ho sperimentato spesso.

Non so quanto possa lenire il tormento.

Anche perché vuol dire un po' accontentarsi.

E come soluzione non è certo la preferenziale.

Indubbiamente ci si può provare.

Caro Amon,

Il detto "conosci te stesso", credo che si applichi bene a te. Devi imparare a conscerti. Dici che provi un senso di odio generico verso gli altri. Ti consiglio di frammentare la questione e analizzare pezzo per pezzo quello che ti trovi davanti. Cosa odi degli altri? poi domandati se effettivamente è vero quello che pensi, se per quanto quello che pensi sia giustificato non esistono altri modi di vedere lo stesso fatto?

Sii positivo e a volte staccati dai tuoi pensieri. Prenditi 10,15 minuti al giorno in cui decidi di staccare da tutto e da tutti, solo per te, e in quei dieci minuti fai qualcosa che ti piace solo per te. 10 minuti in cui dici, ora non penso più ai miei problemi, possono essere rinviati per poco senza dannegiare nessuno.

La soluzione, non te la può dare nessuno, a volte neppure il percorso ti possiamo consigliare, a parte di dubitare delle cose negative che pensi. Ti possiamo però dire che quello che tu cerchi esiste e richiamarti alla tua strada. Sta a te poi trovare e capire quale è la tua strada.

E' acuta la tua analisi: certo, conoscere meglio me stesso potrebbe aiutarmi.

La gente è fondamentalmente buona e spesso siamo noi a interpretare gli altri secondo nostre distorsioni.

Per questo dico che l'odio è immotivato.

Ma una cosa è capire le cose a livello razionale, una cosa è capirle a livello profondo, emotivo, interno.

Poi qui ho anche spiegato come, secondo me, è proprio l'amore la via da perseguire:

http://www.italianseduction.club/forum/t-43414-una-riflessione-sullamore-universale/

Il problema è che laddove gli obiettivi non sono raggiunti (cioè dove non vi è la serenità minima alla base), allora non è proprio possibile credere in maniera profonda alla storia dell'amore.

La puoi razionalizzare e comprendere intellettualmente.

Ma nelle regioni più profonde di te stesso, continuerai a pensare il contrario.

Perché alla fine un mondo che non ti rende ciò che reclami con impegno non si può proprio percepire come un posto da amare.

life and light
Inviato

E' acuta la tua analisi: certo, conoscere meglio me stesso potrebbe aiutarmi.

La gente è fondamentalmente buona e spesso siamo noi a interpretare gli altri secondo nostre distorsioni.

Per questo dico che l'odio è immotivato.

Ma una cosa è capire le cose a livello razionale, una cosa è capirle a livello profondo, emotivo, interno.

Poi qui ho anche spiegato come, secondo me, è proprio l'amore la via da perseguire:

http://www.italianseduction.club/forum/t-43414-una-riflessione-sullamore-universale/

Il problema è che laddove gli obiettivi non sono raggiunti (cioè dove non vi è la serenità minima alla base), allora non è proprio possibile credere in maniera profonda alla storia dell'amore.

La puoi razionalizzare e comprendere intellettualmente.

Ma nelle regioni più profonde di te stesso, continuerai a pensare il contrario.

Perché alla fine un mondo che non ti rende ciò che reclami con impegno non si può proprio percepire come un posto da amare.

Che la vita sia dura non c'è dubbio. Ma non essere negativo. Dici che il tuo io più profondo continuerà a pensare al contrario. Sei davvero così sicuro? Sei davvero così certo che non ci sia possibilità?

La riflessione che hai inserito è molto bella e può diventare vera. Ma come tutto, fai diventare quello che pensi azione. Passo per passo, come se stessi scalando una montagna. Hai già iniziato a muoverti, continua.

Inviato

Si, lo sto vivendo proprio adesso.

Grazie ai post sul forum e i libri che sto leggendo sto capendo tutto ciò che prima mi sembrava un enorme punto di domanda nella mia testa, il problema è che adesso ho una gran confusione. Sento come se avessi 2 lati emotivi dentro di me: quello più "egoista" orientato al mio benessere ed al mio volere che dovrebbe rappresentare ciò che io sono veramente ed il lato più "altruista" orientato più all'essere buono e tenere in considerazione i sentimenti degli altri.

So che devo liberarmi dal dovermi comportare sempre bene con gli altri però, anche emotivamente, sento che entrambe le scelte siano giuste nel senso che rispecchiano il mio volere.

E' tutto molto confuso.

Sembra quasi che, avendo adesso compreso più o meno come funziona, abbia perso qualsiasi stimolo ad andare avanti, a darmi da fare.

Anche io sto pensando di fare esperienze nuove (vacanza da solo) per potermi mettere alla prova, però pensandoci riesco addirittura a sentirmi in colpa certe volte, magari perché sto mollando i miei amici o perché ho paura di non farcela.

Sono bloccato da me stesso, anche se so che devo accettarmi così...

Tu vedi contrasto dove magari contrasto non c'é. Non potresti essere entrambe le cose ? Ma soprattutto, è possibile far convivere quelli che ci hanno insegnato essere "opposti" ?

La dualità è una grande illusione. Pensiamo al famoso Ying\Yang. Sono nature "opposte", ma sono entrambe all'interno dello stesso cerchio. E' possibile vedere il cerchio, l'unione, anziché la separazione, l'attrito, la lotta ovunque ?

...

Come molti ci sono passato (ed in parte ci sono ancora) anch'io, ma credimi, non si capisce mai "Tutto". Al massimo si può "credere di aver capito tutto". E sì, crederlo è sufficiente a renderlo reale, per noi. A rendere il mondo finito per noi, chiuderlo e chiuderci ad esso, a quella che è in realtà una varietà infinita (L'universo è in continua espansione)

"Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri

I tuoi pensieri diventano le tue parole

Le tue parole diventano le tue azioni,

Le tue azioni diventano le tue abitudini,

Le tue abitudini diventano i tuoi valori,

I tuoi valori diventano il tuo destino."

Gandhi

...

Quindi è meglio stare attenti a come ci poniamo nei confronti del mondo, poiché il simile chiama il simile, l'esterno riflette l'interno, e finché vivremo il mondo in un certo modo, otterremo solo determinate risposte.

Avete mai vissuto periodi in cui le vostre riflessioni vi portassero ora ad una verità, ora ad un'altra in contrasto con la precedente?

Mai vissuto momenti in cui, seppur conoscendo i vostri obiettivi, cambiavate spesso la strategia con cui arrivarci (perché non sicuri della stessa)?

E' quel che mi sta succedendo ultimamente. Un vortice psichico, dove si pensa tantissimo. E' un periodo NO, ma il problema principale è che non ne capisco il vero motivo.

E' vero che ho troncato con la mia ex solo da un paio di mesi, che è stata una roba tosta, che senza lei è venuto meno un punto importante della mia vita. Ma pensavo - e penso - di averla superata abbastanza bene e che, infatti, non dipenda solo da quello.

Riflettendoci, ero soggetto a questo tipo di "approccio ambivalente" anche prima di incontrare lei.

A volte questa attitudine è servita. Perché mi ha permesso di scandagliare le situazioni sotto tanti punti di vista (e quindi di giungere a risultati). Altre volte mi ha fatto sprecare tempo ed energie inutili.

Vi parlo proprio di progetti che crollano nel giro di poche ore.. e poi ridefiniti secondo altri parametri. Vi è mai successo?

Secondo voi è solo un umore da figa o qualcos'altro?

Spesso ho la certezza di aver compreso bene certe dinamiche - e le esperienze ovviamente me lo dimostrano. Altre volte noto che in fondo non ho capito veramente - e ricevo anche questo attraverso esperienze, che sono appunto contrastanti.

Vedo discrepanze, elementi incontrollati, insondati. Insomma, su troppe cose rimane un punto interrogativo, anziché un punto e basta.

Una "alternante cecità esistenziale", la definirei.

Secondo problema del vortice psichico: mi rendo conto di avere a che fare con troppe persone che suscitano in me del fastidio, per non dire odio.

E questo proprio non mi va giù, perché mi vedo troppo simile a quella misantropa della mia ex, incapace di amarsi ed amare, anzi, buona solo ad odiare.

Ma da cosa nasce, veramente, sto odio?

In ultimo, non mi sento stimolato da un mondo che percepisco ultra-superficiale, iper-competitivo, privo di qualsiasi morale e quindi privo di attrattiva... io che sono sempre stato affascinato da tutto!

Non amo lamentarmi (anche se so che adesso lo sto facendo). Ma... le tipe, il lavoro, gli sport, la musica... ragazzi, tutto è toccato da questa decadenza moderna.

Cioè, non mi va proprio di andare a elemosinare le briciole di questo schifo. So che è confuso, ma spero vi sia arrivato il succo del discorso.

L'unica cosa che mi viene in mente è partire in solitaria per staccare da tutto, per fare chiarezza, per trovare un modo anche stavolta.

P.s. il titolo del topic è ispirato a una puntata di Big Bang Theory, ma non ha nulla a che fare con la suddetta

Vivere di più, pensare di meno

Giudicare di meno, accettare di più

E circondarsi solo di personalità affini. Se non sei sicuro ed in grado di tirare loro su con la tua sola presenza, il tuo modo di pensare ed essere, saranno loro a tirarti giù con la loro mentalità da massa, quindi occhio.

Vuoi diventare uno dei tanti lamentosi, o una persona in grado di esprimere la bellezza e varietà di questa esistenza ?

Una pecora che bela a stento la propria esistenza come tutti, o un modello positivo da seguire che esalta le qualità più straordinarie della vita ?

Perchè al di là di tutto, per me questo è il "PUA". Ed è per questo che mi ci sono avvicinato. Proprio per sfuggire alla decadenza con cui vengono vissute queste cose. Per me essere "PUA", questo percorso di continua crescita personale, è davvero un'arte, dove l'opera principale siamo noi stessi, e la materia i rapporti umani, la vita, le persone.


C'é tanta bellezza nel mondo, basta avere occhi per coglierla ;D =>

Amon
Inviato

In effetti ultimamente sono diventato parecchio lamentoso.

Il distacco dalla mia ex può essere un motivo. Ma forse dipende anche dal fatto che adesso mi sto analizzando abbastanza globalmente, prendendo in esame lati che erano in me anche prima di conoscere la mia ex.

Ho sempre avuto una certa attitudine ultra-riflessiva, solitaria, ecc: insomma non comune. Ultimamente questa cosa sta emergendo con più prepotenza rispetto al passato (a causa anche della rottura, indubbiamente).

Accolgo il consiglio di vivere di più e pensare di meno.

Sono cose che so e che, come avete detto, ho consigliato io stesso ad altri.

Ultimamente mi sembra solo che le mie azioni (tentativi) abbiano minore incisività.

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