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life and light
Inviato

Ultimamente mi trovo in una situazione di confusione un po’ generale. Vorrei chiedervi un po’ di pareri per avere magari diversi punti di vista da cui analizzare la questione.

Sostanzialmente, da quando mi sono iscritto al forum (ma è una cosa che si sta aggravando), mi trovo spesso a formulare pensieri riguardo alle varie discussioni lette (la mia vita sociale in questo periodo è zero, ma va bè, momenti che capitano) che ha un sottofondo piuttosto rumoroso di “morale”, per quanto brutta sia questa parola. Dico subito, che non ho sofferto in passato di particolari “moralismi” se non quelli legati al buonsenso.

Le tematiche su cui ho seri problemi sono: il tradimento, la correttezza.

Il tradimento.

Non so che pensare sul tradimento. Non parlo del tradimento per debolezza, o quando condiviso come stile di vita (tu fai quello che vuoi, io pure). Ma quando si indossa una maschera di fronte ad una persona e nel frattempo si mantengo relazioni extra durature nel tempo. Perché?

Ora, concordo che a volte serva, sia necessario sfogarsi fuori dal rapporto normale, ma diamine, è una debolezza umana, o un atto da incentivare? Non capisco. Leggo, anche in discussioni di qualche tempo fa, persone che si lamentavano che le coppie non duravano, poi si va a leggere un po’ di più sulla persona e si scopre che nel passato o nel presente, ne è stato la causa sia nelle sue che nelle altre. Persone che si lamentano che le donne sono stronze incapaci di relazioni stabili e poi si legge che sono i primi a non volere relazioni di lungo periodo. Persone che danno consigli di infedeltà gratuita e poi si scopre leggendo in altri thread che loro da ragazzini/adolescenti/adulti hanno sofferto come cani nel vedere il matrimoni dei loro genitori crollare a causa di un terzo, oppure che sono invischiati in rapporti conflittuali che li hanno segnati lasciandogli cicatrici. Per non parlare, e qui mi ricollego ad un post, credo conosciuto, della questione dei figli. Ora va bene tutto, ma non se mai visto un figlio di qualunque età (ma soprattutto bambini e adolescenti) che non rimanessero segnati dalla separazione dei genitori (cose che naturalmente si valutano a posteri, non nel mentre).

Non è che nel caso, prima ancora di dare suggerimenti del tipo fai così, fai cosà, si dovrebbero dare consigli sul pensare se ne vale la pena e quali potrebbero essere le conseguenze del proprio atto?

So che sono questioni delicate e non è mia intenzione essere un accusatore o altro, ma personalmente sono piuttosto confuso. E dato che in questo periodo sto cercando delle linee guida nella mia vita mi farebbe piacere avere le vostre opinioni.

Ditemi quello che pensate, anche su quello che credete di aver letto dietro queste righe senza pietà

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AnswerOfSeduction
Inviato

Approfitto di questo post siccome era da un po' di tempo che volevo qualche delucidazione. Attualmente sono impegnato in una mezza LTR, mezza nel senso che non siamo ufficialmente fidanzati, ma ci siamo vicini. Ora, a entrambi va bene-siccome siamo agli inizi- se una sera vogliamo andare io con altre e lei con altri. Il fatto è che io nonostante so che a lei vada bene ho paura. Paura di non riuscire a sopportare questa cosa. E' come se mi sentissi in colpa. Perchè penso che lei si meriti qualcuno che le sia fedele. So che è un discorso un po' da "infantile", ma oh, sta donna mi sta scombussolando il cervello! :)

life and light
Inviato

Leggi nell'ordine:

Poi volevo fare un altro post riassuntivo sul perché la relazione aperta sia lo stadio migliore ANCHE per la donna... anche se dubito di aver tempo a breve.

Penso che la maggior parte degli utenti abbiano problemi nelle interazioni perché vorrebbero delle relazioni aperte ma si sentono in colpa a volerle. Per questo finiscono per non spingere o fare casini (tipo qualificarsi).

.Screen, non ho scritto questo post per essere rimandato ad altre discussioni. Le ho lette quelle discussioni, ti sei mai posto domande su chi ha risposto, quale sia il suo passato e il suo futuro? Quali sono le sue speranze e i suoi sogni? le sue delusioni e le sue gioie al di là di quello che scrive?

Non ho mai letto la gioia del tradimento, la felicità delle corna. Naturalmente in questi casi per eliminare il problema delle corna, si elimina la relazione. Viva le coppie aperte. Ma questa è una scelta matura, o è una fuga?

Approfitto di questo post siccome era da un po' di tempo che volevo qualche delucidazione. Attualmente sono impegnato in una mezza LTR, mezza nel senso che non siamo ufficialmente fidanzati, ma ci siamo vicini. Ora, a entrambi va bene-siccome siamo agli inizi- se una sera vogliamo andare io con altre e lei con altri. Il fatto è che io nonostante so che a lei vada bene ho paura. Paura di non riuscire a sopportare questa cosa. E' come se mi sentissi in colpa. Perchè penso che lei si meriti qualcuno che le sia fedele. So che è un discorso un po' da "infantile", ma oh, sta donna mi sta scombussolando il cervello! :)

Sei giovane, vivitela con gioia. Se ti senti in colpa smetti. Fai mente locale di quello che vuoi e prenditelo.

Aldus
Inviato (modificato)

Quando mi pongo domande su un qualsiasi argomento che mi sta a cuore, mi piace partire immediatamente... dalla parola e dalla sua etimologia nella nostra amata lingua italiana:

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Tradere: dare, consegnare, mettere in mano.

Quello che fa il traditore è di fatto una sorta di scambio. Ma cos'è che viene "consegnato"?

Perché esista il tradimento, deve esistere un accordo tra due parti. Senza questo accordo, non c'è niente da tradire.

L'accordo può essere esplicito, ovvero le due persone mettono in chiaro verbalmente quali sono le regole violate le quali si ha un tradimento. Ci sono diversi modi in cui si può sancire (da cui la parola "santo") un accordo.

Ho ad esempio un amico molto originale che costringeva le sue (tante) amanti a firmare per iscritto un foglio in cui si impegnavano ad... andare anche con altri uomini, mentre erano con lui. Lo faceva proprio per escludere a priori la possibilità di tradimento.

Quando l'accordo non è esplicito, si creano i primi problemi: entrano in gioco regole sociali archetipizzate, che però sono diverse per i due amanti, che hanno storie ed educazione diversa. Per questo spesso si entra in conflitto, e prima succede - meglio è.

Le "regole implicite" violabili sono tantissime, diverse per ogni contesto socioculturale, e riguardano per lo più il ferire la fiducia (altrui) o l'affidabilità (propria).

Tra queste: guardare il cellulare dell'altro, prendersi in giro in pubblico, dimenticare una data importante, dire una bugia, o... fare sesso con un'altra persona.

Inutile dire che non si può rendere esplicito ogni accordo, anche perché, come nel caso del mio amico, si rischia di sacrificare la bellezza dello stare insieme, la complicità, su una dimensione fredda e razionale, perdendosi di fatto (per quanto mi riguarda) il meglio.

Abbiamo fin qui detto che perché si possa tradire esiste un "accordo" implicito o esplicito.

Ora, va fatta un'ulteriore distinzione: il tradimento pensato, il tradimento segreto, il tradimento rivelato.

Il tradimento "pensato" è quello che, a livelli di fasi di pensiero, rimane ideazione, e non diventa scelta.

Esempio pratico: entro in un bar e c'è una bella gnocca seduta al bancone, a bere da sola. La bella mi guarda, c'è un gioco di sguardi, mi sorride e capisco di piacerle. MA io sono fidanzato, e inizio a pormi la questione...

Dentro di me, se mi piacciono le donne e la mia compagna non mi ha ancora castrato o lobotomizzato (una delle attività preferite dalle donne), è perfettamente naturale che io inizi ad immaginare le più fantasiose porcate. Certo, se la mia ragazza potesse leggermi nel pensiero, si.

Ma sappiamo tutti che questo tipo di attività è perfettamente normale.

Ma se dentro di me, al momento della scelta, decido di non fermarmi e andare avanti... se l'accordo tra me e la mia lei, implicito o esplicito che sia, prevede che ci sia un'esclusività... ecco che si verifica il "tradimento".

Vuoi perché ho seguito la mia natura (concetto molto in voga qui su IS), vuoi perché ero ubriaco, debole, arrabbiato, o perché non avevo capito l'accordo. Vuoi perché mi sono raccontato una storia per convincermi, vuoi perché "la carne è carne".

Fatto sta, che ho violato un patto. Ho tradito, ho scambiato il mio piacere con la mia affidabilità.

A questo punto, mi rimangono due possibilità. La prima è quella che l'antico testamento, nei proverbi di Salomone, chiama:

la via della donna adultera, la quale mangia e si ripulisce la bocca, e dice: Non ho fatto verun male.

ovvero: acqua in bocca, e dimentico tutto. Devo essere assolutamente perfetto, nascondere ogni prova, e nell'improbabile caso che io venga scoperto, negare fino alla morte e fino all'innegabile.

La seconda possibilità, ben più frequente, è quella che io sia improvvisamente pervaso da sensi di colpa, e guardando la mia lei negli occhi io senta lo "sporco" del quale ho impregnato il nostro patto. E che io confessi il tradimento perché è "la cosa più giusta da fare", o (come spesso avviene agli uomini) lancio inconsciamente dei segnali che mi faranno scoprire.

In questo atteggiamento, spesso c'è molto poco di nobile, e - al contrario - molta debolezza.

La domanda che è lecito porsi è: che senso ha che esista un patto che siamo naturalmente inclini a rompere?

Ebbene, qualsiasi tipo di rapporto o di relazione implica delle regole, altrimenti non sarebbe un rapporto.

Al tempo stesso, il concetto di regola sta nella possibilità di trasgredirla... altrimenti, non sarebbe una regola.

Transitivamente, la capacità di "non seguire il proprio istinto" diventa il valore da proteggere in un rapporto.

Per concludere, se l'accordo che si è preso con la nostra ragazza si considera BELLO (esteticamente / eticamente), se ad esempio ci piace l'idea di essere unici l'uno per l'altro... sarà bello e naturale seguirlo.

Se si considera un sacrificio o una rinuncia, è meglio lasciar perdere da subito: perché non si andrà da nessuna parte. A meno che non si sia in grado di seguire la via della donna adultera, di cui sopra, ma pochi uomini ne sono capaci. Faremmo mai del male alla nostra mamma? (e chi vuole capire capisca).

Da non dimenticare mai l'aspetto del mutamento continuo a cui siamo sottoposti, come individui e come coppia, per cui quello che ieri ci sembrava bello, col tempo che passa e con le varie inevitabili mortificazioni può venirci a noia e starci stretto.

In fondo oggi, che bene o male non necessitiamo di un matrimonio (e il relativo patrimonio) per sopravvivere, chi ce lo fa fare?

Rifletteteci bene.

Per quanto mi riguarda, ho imparato l'importanza (anzi la necessità) di prendersi un po' meno sul serio, in un mondo in cui i rapporti tra persone sono ombre confuse di un passato che non esiste più. Giochiamo col romanticismo. Giochiamo con l'esclusività. Giochiamo con tutte queste maschere.

Chi si prende troppo sul serio, al primo tradimento è finito.

Modificato da Aldus
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black mamba
Inviato

...

Persone che danno consigli di infedeltà gratuita e poi si scopre leggendo in altri thread che loro da ragazzini/adolescenti/adulti hanno sofferto come cani nel vedere il matrimoni dei loro genitori crollare a causa di un terzo, oppure che sono invischiati in rapporti conflittuali che li hanno segnati lasciandogli cicatrici. Per non parlare, e qui mi ricollego ad un post, credo conosciuto, della questione dei figli. Ora va bene tutto, ma non se mai visto un figlio di qualunque età (ma soprattutto bambini e adolescenti) che non rimanessero segnati dalla separazione dei genitori (cose che naturalmente si valutano a posteri, non nel mentre).

Non è che nel caso, prima ancora di dare suggerimenti del tipo fai così, fai cosà, si dovrebbero dare consigli sul pensare se ne vale la pena e quali potrebbero essere le conseguenze del proprio atto?

Mi ricollego a questo pezzo. Sostieni che la conseguenza di una separazione sia -senza dubbio- la crescita squilibrata di un figlio.

Ma ti invito a riflettere su due cose: una famiglia squilibrata, ancorchè non separata, crescerà comunque dei figli con problemi nell'ambito delle relazioni. E una separazione "adulta", in cui si cercano di ridurre al minimo i conflitti, potrà essere spiegata ad un figlio meglio di una ordinaria routine di astio o indifferenza.

Certo, questo implica la maturità di entrambi i genitori, quindi spesso esula -in toto o in parte- dalle nostre possibilità di controllo, ma se ci reputiamo persone adulte (genitoriali, direbbe Giacobbe, che ultimamente va per la maggiore...) sappiamo per lo meno quale sia il nostro dovere.

Credo di averlo gia' scritto: restare insieme per il bene dei figli e' una scelta fortemente ipocrita, a meno di non possedere delle capacita' di dissimulazione decisamente notevoli. I figli non sono stupidi. Capiscono molto piu' di quello che ci piace e ci fa comodo pensare.

E sull'invito a pensare alle conseguenze dei propri atti, non so bene che dirti. io credo che questo sia un posto per portare domande, da un lato, ed esperienze, dall'altro. Le risposte sta a noi trovarle e calarle nel nostro vissuto.

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life and light
Inviato

Vi ringrazio delle risposte, Aldus e Black mamba. Mi siete stati d'aiuto. Non ho nulla da aggiungere se non "devo pensarci un po' su".

Kuryami, la risposta in sincerità, è fuggire dalla paura di esporre un fianco a qualcuno che ci può ferire.

.Screen, per quanto sia affascinanate Aivia, io non sono Aivia. Il suo insegnamento gli appartiene, come le mie scelte appartengono a me. Se non voglio ciò che Aivia ha, perchè dovrei seguire le sue regole?

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life and light
Inviato

Ok.

Allora diciamo pure che l'imprenditore lo fa solo per fuggire dalla paura di fare l'operaio a turni davanti alla fresatrice.

Cosi gli oerai si sentono a posto e in pace con se stessi.

E vissero tutti felici e contenti.

Non ho detto questo. Hai ragione anche tu. Le ragioni per il quale qualcuno può scegliere di avere coppie aperte, sono molteplici. Non ho mai pensato a quali dettagliatamente quali possano essere le singole motivazioni. Ho aperto questo post proprio per questa ragione. Per avere altri punti di vista.

Ma la risposta che ho dato è quella che credo sia la ragione che muoverebbe la mia scelta in relazione a quello che voglio. Non certo un valore assoluto.

black mamba
Inviato (modificato)

Se quella fosse la tua vera ragione sai già che è quella sbagliata...

:)

Che poi, scusa, il fianco lo esponi in qualsiasi relazione in cui decidi di aprirti all'altra persona, sia che tu decida per una relazione esclusiva, sia che tu scelga una mltr

Modificato da black mamba
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exumed
Inviato

Per come la vedo io, il tradimento è soltanto indice di mancanza di coraggio e d'insoddisfazione all'interno di un rapporto...Se uno/a con il suo compagno/a si sente appagato/a...guarda che il tradimento nemmeno esiste come idea nel proprio cervello...Fino a qualche anno fa, riguardo al tradimento ero piuttosto categorico...adesso...non l'incentivo, ma nemmeno l'escludo...Ognuno ha il suo modo di affrontare le situazioni e io sarò l'ultimo a giudicare le sue scelte...Anche perchè in passato non è che io non abbia tradito...Ma in quei due-tre rapporti che mi sono sentito "bene" ( e non soltanto dal punto di vista sessuale )...fino alla loro conclusione non ho tradito...Negli altri semplicemente ho troncato...Però non ti nego neanche che non mi faccio più nessuna questione morale...se incontro una donna già impegnata e che chiaramente mi attrae e si mostra disponibile....non è affare mio "rispettare" la sua situazione o l'eventuale presenza di figli...Sarà cinico a dirlo, ma è così...almeno per come la vedo io...O meglio, almeno per come la vedo adesso dall' altezza ( o bassezza ) dei miei 40 anni e delle mie esperienze di vita...

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life and light
Inviato (modificato)

Se quella fosse la tua vera ragione sai già che è quella sbagliata...

:)

Che poi, scusa, il fianco lo esponi in qualsiasi relazione in cui decidi di aprirti all'altra persona, sia che tu decida per una relazione esclusiva, sia che tu scelga una mltr

Hai ragione, Certe cose le capisci quando le esponi; come hai detto tu mi pare in un post passato, affronatare certe questioni di costringe a rivedere i propri valori.

Non posso darti dorto, ma le volte che mi sono trovato dentro a situazioni plurime, diciamo, ho sempre avuto la sensazione di essere spezzato. Quando una ragazza si lamentava, mi consolavo con l'altra e ritornavo bello in forma dalla prima che magari si era scervellata per capirmi. Mi sentivo, forse soddisfatto fisicamente, ma insoddisfatto. Quando si è in un rapporto con una sola persona, invece si ha la necessità, di mettersi in gioco e di esporsi pienamente. Nelle relazioni plurime credo, almeno che non si svolgano in piena consapevolezza di tutti i componenti, credo mi sentirei come un ballerino, che gira intorno ai problemi.

Ripeto che in questo periodo sono piuttosto dubbioso (la solitudine e le troppe scadenze sono una brutta bestia) e le stesse cose che ho scritto qua sopra, hanno un buon margine di incertezza, anche se scritte con sicurezza. Però le vostre opinioni sono molto utili.

Per come la vedo io, il tradimento è soltanto indice di mancanza di coraggio e d'insoddisfazione all'interno di un rapporto...Se uno/a con il suo compagno/a si sente appagato/a...guarda che il tradimento nemmeno esiste come idea nel proprio cervello...Fino a qualche anno fa, riguardo al tradimento ero piuttosto categorico...adesso...non l'incentivo, ma nemmeno l'escludo...Ognuno ha il suo modo di affrontare le situazioni e io sarò l'ultimo a giudicare le sue scelte...Anche perchè in passato non è che io non abbia tradito...Ma in quei due-tre rapporti che mi sono sentito "bene" ( e non soltanto dal punto di vista sessuale )...fino alla loro conclusione non ho tradito...Negli altri semplicemente ho troncato...Però non ti nego neanche che non mi faccio più nessuna questione morale...se incontro una donna già impegnata e che chiaramente mi attrae e si mostra disponibile....non è affare mio "rispettare" la sua situazione o l'eventuale presenza di figli...Sarà cinico a dirlo, ma è così...almeno per come la vedo io...O meglio, almeno per come la vedo adesso dall' altezza ( o bassezza ) dei miei 40 anni e delle mie esperienze di vita...

Guarda, ti do ragione su quello che scrivi.

Prima di iscrivermi a questo forum, già da prima avevo iniziato a seguirlo e a leggerlo. Probabilmente ne sono stato condizionato.

La motivazione della mia fissazione sul tradimento credo che venga dalla sensazione di ineluttabilità di un rapporto. Ogni volta che inizio un rapporto ho l'idea fissa che questo sia destinato a finire in malo modo e per l'appunto così va a finire. Modo di pensare, che ripensandoci in quest'ultima settimana, prima non avevo. E la sensazione che qualunque cosa io faccia, sia destinata in ogni caso a finire nello schifo mi da' fastidio. Il tradimento, di per se non mi da particolarmente fastidio, ma l'idea o la convinzione che non possa essere riparato.

Forse sbaglio, non so.

Modificato da life and light
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