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Connor
Inviato

Credo che se distinguiamo il concetto di aspettativa da quello di desiderio, dobbiamo fare lo stesso tra quelli di frustrazione e delusione. C’è una sottile differenza secondo me, legata appunto anche dal sentimento che li genera.

La frustrazione lo vedo come qualcosa di più negativo, di meno “sano” per riprendere il tuo termine. Se una mia aspettativa viene negata mi sento frustrata perché ci vedo una sorta di ingiustizia. Perché quella persona “doveva” comportarsi così e invece non lo ha fatto. “Dovevo” avere questo e invece non l’ho avuto. Sarebbe stato “giusto” che le cose fossero andate in un certo modo ed invece sono andate in un altro, e allora mi rode. Il presupposto di partenza è una sorta di pretesa da parte mia, che può essere dovuta a svariati motivi, e che può portarmi a non vivere un rapporto sereno con la realtà e con chi mi sta intorno, e alla fine ripercuotersi anche sulla mia autostima.

La delusione la vedo come un sentimento meno dannoso. Rimanerci male perché si “sperava” che le cose potessero andare in un certo modo e invece hanno preso una delle tante altre direzioni possibili, coscienti che questo poteva accadere. Secondo me è umano, e sono d’accordo con te che faccia parte del gioco. Della vita in generale. Se devo negarmi di desiderare e sperare per vivere più serenamente… mah, preferisco vivere un po’ meno serena.

L’importante credo sia prendere questi momenti per quello che sono, senza andare ad intaccare la fiducia negli altri e in noi stessi. Ovviamente non sto dicendo che sia facile ;-)

Sei una professionista, mi sa... :give_rose: ti quoto perchè l'ho visto in me (un tot di anni fa) e in forse un centinaio di altri casi tra amici e conoscenti (ho il dicutibile dono di fare sì che gli altri si confidino con me).

La delusione di cui parli tu te la scrolli di dosso e vai a farti una birra con gli amici, la frustrazione ti mina alla base, ti toglie il senso di chi tu sia veramente.

Bruta esperienza. Mi piacerebbe sapere in che misura dipende da fattori biologici, educativi, culturali o familiari... sono certo che ci finiscano dentro un po tutti ma in diversa misura.

Connor
Inviato (modificato)

Bisognerebbe ,secondo me, oltre al differenziare "aspettativa" da "desiderio", considerare anche l'origine dell'aspettativa stessa.

Quanto è radicata? Da dove arriva?

Faccio un esempio pratico...

Se una persona è cresciuta senza mai essere in qualche modo "validata" dai genitori, sempre in un ambiente in cui era presente la critica

per le cose sbagliate, il "hai visto che hai fatto la cazzata. Te l'avevo detto.".... hai voglia a leggere Dyers, Assagioli, e topic sull'inner-game.

Sono meccanismi talmente profondi che la cognizione serve a ben poco.

In campo seduttivo ... starà sempre cercando validazione attraverso il numero.

E la relazione fallirà perche' in attesa del fallimento inconscia.

Per carità, quei libri succitati sono ottime letture ... ma, ripeto, bisogna anche fare un minimo di introspezione (con aiuto o meno) per capire l'origine dell'aspettativa.

Poi è anche un discorso di età ...

Magari a 20 anni è piu' facile :p

Credo di aver capito (da testi di psicologia e posso citare p.es. "il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sè" di Alice Miller), che la parte razionale del cervello può capire e razionalizzare i propri "fails" emotivi, ma poi sul piano emozionale le cose cambiano pochissimo.

Ovvero:Capisco di essere portato a crearmi aspettative e quindi alla frustrazione quando non si realizzano. So che devo andarci piano ma poi inevitabilmente ci ricasco perchè sul piano emotivo, gestito da un'altra parte del cervello, quel tipo di atteggiamento/emozione/reazione è così radicato che la comprensione cognitivo-razionale non basta a eliminarlo o tenerlo a freno.

Quello che invece aiuta, secondo un certo approccio scientifico, è il confrontarsi con uno specialista che possa far riaffiorare le emozioni "negative" per poi rielaborarle e gestirle.

Per cui, non è per niente facile e nemmeno immediato, tantomeno da soli.

Modificato da Connor
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Connor
Inviato

(...) uno dei principi cardine della legge di attrazione è il desiderare qualcosa ma essere distaccati dal risultato: ed è per questo che spesso non funziona. perchè abbiamo troppo coinvolgimento nel desiderio, perchè desideriamo qualcosa che ci manca, e "trasmettiamo" questa sensazione di assenza, ricevendo altra assenza.

lo so che è una puttanata ma ripeto, a me piace crederci.

aggiungo un pezzo per incuriosire: quante volte quando SAPEVI che una situazione sarebbe andata in un certo modo, positivo o negativo, è andata così? tipo il 90%?

Secondo me hai centrato il problema n.1

Credo che questo sia proprio lo scalino iniziale più grosso per chiunque inizi il proprio percorso di interazione con l'altro sesso.

Chi è più cazzone, orientato al divertimento e distaccato dai risultati è già in pole position, chi parte troppo s(mani)(bav)oso di concludere farà molta fatica.
Chi è ottimista e positivo parte già avvantaggiato, chi non lo è deve faticare di più.
:applause:
Connor
Inviato

Come dici tu, tutta la parte iniziale, spesso è rappresentata da strategie simil marketing che vanno ponderate in base alla propria persona

Altrimenti è semplice.

Nelle prime fasi ti dimostri un roccioso alpha che non deve chiedere mai. Cazzuto. La conquisti e se sei un certo tipo, non appena la cosa ti coinvolge non gestisci più la situazione come prima. Vai in pappa. Vorresti lasciarti andare, e se lo fai la maggior parte delle volte chi hai davanti non capisce più con chi ha a che fare e accusa il cambiamento.

E' come se per conquistare una, passi davanti a casa sua sempre con la tua ferrari. Alla fine questa ci sta, le piacciono le ferrari. Entra in macchina e scopre che dentro ha il motore di una Panda.

Cazz?!?!?

Bisogna compensare le due cose. Capire come adattarle. Ci sono un sacco di nozioni che a suo tempo magari ho provato a farle mie ma, o ero completamente snaturato, oppure proprio non riuscivo.

Amen.

La parte interessante della seduzione è sempre quella che parla di crescita personale.

Faccio un esempio banale.

non devi smettere di chiamarla ogni giorno perché non è "alpha", devi smettere quando capisci che lo fai per avere un controllo fasullo e dipendente.

Quindi sono totalmente d'accordo quando dici che il percorso di coerenza deve partire da dentro, non per farsi una scopata in più.

Poi oh, dipende uno cosa cerca.

per carità... arriva il ragazzino o il ventenne che cerca due dritte per divertirsi allora fa bene... ma non appena le cose si fanno più "movimentate dentro" allora il campo da giocare è anche un altro.

Per il discorso degli scheletri nell' armadio e delle insicurezze (ne ho di tutti e due...) ci sono da fare altre considerazioni.

E' normale nelle prime fasi giocarsi le carte migliori, fa parte di qualsiasi processo seduttivo, seppur senza snaturarsi. E' fisiologico.

Io stesso mi sento strano se conosco una tipa che dopo pochi appuntamenti mi tempesta di problemi personali o emotivi, ma non perché non voglio approfondire, solo perché ritengo ci siano dei tempi di conoscenza da rispettare e stima verso se stessi. E mi è capitato diverse volte.

Allo stesso modo se vedo che tutto rimane fermo come all' inizoo, avverto ci sia qualcosa che non torna.

Se parte un ideale di coppia, sarò all' antica ma in una certa maniera desidero sentirmi libero di poter mettere sul tavolo tutto quello che mi caratterizza, perché vorrei facesse lo stesso la persona con cui decido di passare un arco considerevole di tempo.

Fa parte della conoscienza di due individi senza peraltro risultare dipendenti dall' altro.

Se lei non accetta questa cosa, non vedo tanto futuro...

Da una parte deve esserci il percorso personale, dall' altra e quello a due non deve essere sempre una guerra nel nascondere le proprie debolezze. Sai che stress.

Lo so che spesso è nocivo, ma vanno fatte tante considerazioni, non è semplice trovare un buon equilibrio ma ci sono dei punti fermi in cosa cerco.

Poi oh, faccio male e rimarrò solo? Boh... può essere..eh eh

Questo interessantissimo 3d mi ha un po' preso la mano perchè quando ero attivo (ora sono in ltr) questo era il mio limite maggiore.

Non ho mai avuto grossi problemi a divertirmi e a gestire le situazioni easy, pur senza essere nè PUA nè natural, diciamo che ho imparato il marketing da buoni natural.

Però inevitabilmente quelle poche volte che la cosa scivolava (dentro di me) su un altro piano, incasinavo tutto.

"qualcosa di infantile e/o irrisolto in me che emerge in situazioni di stress affettivo" (ale4)

Poi inevitabilmente ho bilanciato, calibrato, allineato e imparato a gestire, ma ancora oggi non ho capito quale fosse la causa.

E se magari è la stessa di alcuni altri (minori) problemi sul piano di LTR. Ma questa è un'altra storia.

In ogni caso, Frankso, il mio pensiero è che la tendenza ad "aprirsi" con l'altro vada calibrata non più e non meno della tendenza a crearsi delle aspettative, perchè anche aprirsi troppo con la LTR può creare situazioni di stress per il partner se non per te.

Più facile a dirsi che a farsì, ma la volontà di intraprendere un percorso di crescita è il passo più importante.

Se ti ho inquinato il 3d, chiedo venia. Peace brother.

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Frankso
Inviato

Questo interessantissimo 3d mi ha un po' preso la mano perchè quando ero attivo (ora sono in ltr) questo era il mio limite maggiore.

Non ho mai avuto grossi problemi a divertirmi e a gestire le situazioni easy, pur senza essere nè PUA nè natural, diciamo che ho imparato il marketing da buoni natural.

Però inevitabilmente quelle poche volte che la cosa scivolava (dentro di me) su un altro piano, incasinavo tutto.

"qualcosa di infantile e/o irrisolto in me che emerge in situazioni di stress affettivo" (ale4)

Poi inevitabilmente ho bilanciato, calibrato, allineato e imparato a gestire, ma ancora oggi non ho capito quale fosse la causa.

E se magari è la stessa di alcuni altri (minori) problemi sul piano di LTR. Ma questa è un'altra storia.

In ogni caso, Frankso, il mio pensiero è che la tendenza ad "aprirsi" con l'altro vada calibrata non più e non meno della tendenza a crearsi delle aspettative, perchè anche aprirsi troppo con la LTR può creare situazioni di stress per il partner se non per te.

Più facile a dirsi che a farsì, ma la volontà di intraprendere un percorso di crescita è il passo più importante.

Se ti ho inquinato il 3d, chiedo venia. Peace brother.

Non l'hai inquinato. L'hai arricchito.

Però credo di non aver afferrato bene cosa intendi col fatto che la tendenza ad aprirsi vada calibrata con la tendenza a crearsi delle aspettative.

Con aprirsi io intendo pian pian approfondire la conoscenza con gli aspetti più personali e intimi.

Ma non in maniera assoluta. Non mi è mai capitato di dire qualsiasi cosa mi passasse per la testa in una ltr, credo ci siano anche lì dei confini da rispettare.

Ma forse ripeto, non ho capito che tipo di calibrazione intendi.

Connor
Inviato (modificato)

Ecco, temevo qualche domanda.

Perché premetto che non sono né un vero esperto (di seduzione e/o di psicologia) né un "espertone" abituato a sproloquiare.

Ho la mia modesta esperienza di vita da quarantenne e ho capitalizzato quella di quelli che erano intorno a me.

Nel merito della domanda che mi hai fatto:

il mio pensiero è che la tendenza ad "aprirsi" con l'altro vada calibrata

Intendevo dire che a molti, forse a tutti (e in particolare a quelli che si sentono più "sensibili"), piacerebbe essere completamente trasparenti, essere amati per quello che si è, incluse fragilità ed insicurezze. Ha!

Purtroppo però non ho mai visto questa cosa funzionare e ritengo di aver individuato un paio dei motivi per cui è molto pericoloso:

- La persona che è destinataria delle tue confidenze e del tuo "svuotarti" (psicologico, non vi eccitate) potrebbe essere sopraffatta dalla responsabilità di ciò che le stai rivelando, o dalle emozioni che il tuo svelarti le può causare. Ne parla Francesco Alberoni in "Innamoramento e amore" e "Ti amo" e, credo anche tale Dr.Paul, un life coach e sedicente PUA che ho conosciuto tramite la mailing list di David DeAngelo.

Per farla breve degli esempi molto "all' osso" inevitabilmente schematici e semplicistici:

Se le parli dei tuoi problemi con la famiglia di origine, le verranno dubbi sulla tua capacità di essere un buon padre.

Se le parli del tuo passato di donnaiolo, si sentirà sempre minacciata dalla tua tendenza a spargere il seme.

Se le parli delle tue insicurezze penserà che allora non sarai affidabile al momento del bisogno.

Se è matura e sensibile non te lo farà pesare ma inevitabilmente si terrà questi pensieri a divorarla dentro con ripercussioni anche sul rapporto.

- Se la partner è particolarmente manipolatrice, infantile e/o insicura (sento già i vostri commenti...) al momento meno adatto tirerà fuori i tuoi "segreti" per rivolgerli contro di te, magari in una discussione o un litigio:

non ti è piaciuto come si è comportata? eh sì, colpa tua e delle tue insicurezze.

Non vuoi andare tutti i weekend dai suoi? E' perché i tuoi rapporti con i tuoi genitori non sono buoni.

Non ti senti pronto ad avere un figlio/sposarti/ecc..? E' per via di quella cosa lì che le hai confidato, sì proprio quella...)

- Nella loro deliziosa complicatezza le fanciulle sono portate alla dietrologia, a speculare su ciò che è oscuro e a ipotizzare su ciò che non è manifesto. Pertanto per quanto tu possa svelarti completamente, loro ipotizzeranno sempre che si sia qualcosa d'altro e con questo alimenteranno le loro stesse paure e insicurezze.

Ovviamente a tutto ciò ci sono dovute eccezioni, donne fantastiche di grande equilibrio psicologico e pronte a sostenere e ricambiare il partner con pari sincerità e fiducia nel futuro. Ne ho conosciuta una anch'io, credo. Mia nonna.

Diversi autori maschilisti, sciovinisti e a me tanto simpatici scrivono che per questo tipo di confidenze e "trasparenze" esiste l'amicizia.

Altri suggeriscono di svelare poco lasciando il resto all'intelligenza (o immaginazione) del partner o meglio ancora di lasciar intendere senza approfondire, mantenendo quindi un'aura di mistero per gli aspetti più profondi del proprio io.

Se non è calibrazione questa...

Comunque tutti tranquilli, ci sto lavorando io, appena ho capito come si fà lo saprete su queste pagine ;-)

:nea: :spiteful:

PS: La buona notizia è che siamo uomini veri, degli autentici machos come J.Wayne e Bruce Willis, con due coglioni così e pertanto per noi non è un problema gestire i nostri piccoli segreti mentre nel contempo ci miglioriamo per eliminare le nostre problematiche pregresse.

Senza difficoltà che gusto ci sarebbe. O no?

Modificato da Connor
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ale4
Inviato (modificato)

Come dici tu, tutta la parte iniziale, spesso è rappresentata da strategie simil marketing che vanno ponderate in base alla propria persona

Altrimenti è semplice.

Nelle prime fasi ti dimostri un roccioso alpha che non deve chiedere mai. Cazzuto. La conquisti e se sei un certo tipo, non appena la cosa ti coinvolge non gestisci più la situazione come prima. Vai in pappa. Vorresti lasciarti andare, e se lo fai la maggior parte delle volte chi hai davanti non capisce più con chi ha a che fare e accusa il cambiamento.

E' come se per conquistare una, passi davanti a casa sua sempre con la tua ferrari. Alla fine questa ci sta, le piacciono le ferrari. Entra in macchina e scopre che dentro ha il motore di una Panda.

Cazz?!?!?

esattamente questo.

come ho già scritto, tutta la faccenda seduzione si concentra per larga parte verso la fase iniziale, c'è poco materiale che dice come "tenersi" una donna che abbiamo attratto per un periodo più o meno lungo di tempo,

inoltre è inevitabile tendere alla condivisione e scoprire alcuni lati del proprio carattere, credo che non ci sia scelta, altrimenti si rischia di vivere una vita di menzogne e non è quello che, secondo me, dovremmo tendere ad essere.

quello che io dovrei tendere a diventare è un adulto (ed il termine non è stato scelto a caso) in grado di affrontare da solo i suoi drammi e che non ha bisogno di appendersi ad un'altra persona per la risoluzione degli stessi, o meglio, per inebriarsi di emozioni e fare finta che i problemi irrisolti non esistano.

con questo non voglio dire che dovremmo spiattellare subito tutto sul tavolo. no, la parte iniziale, se è "coerente" con noi stessi, se abbiamo trovato un metodo di approccio che è parte del nostro essere e non seguiamo schemi preconfezionati, va benissimo.

dico solo che bisognerebbe lavorare sul dopo, tenendo presente i fondamentali che abbiamo imparato qui, ma lavorando anche tanto per risolvere quelle che sono le nostre debolezze, le nostre mancanze, che spesso cerchiamo di riempire con l'altra persona.

mi spingo oltre: guardatevi intorno. se avete un minimo dimestichezza con la psicologia di base, e stando qua sopra qualcosina per forza dovete averlo imparato, riconoscere al volo tra le coppie che conoscete questi meccanismi di "dipendenza", di soddisfazione di bisogni irrisolti. pensateci bene, se conoscete un minimo queste persone, analizzate queste coppie ed osserverete che è estremamente difficile trovare due persone che vivono un rapporto LIBERE da condizionamenti e paure, con consapevolezza. mi azzarderei a dire che sono l'assoluta minoranza.

tornando sul libro che hai consigliato, come dicevo qualche post fa, mi piace molto il modo in cui punta la luce sugli atteggiamenti del nostro bambino emozionale: trovo molto utile questa cosa e vedo che comincia a "funzionare", nel senso che dopo aver riflettuto su eventi in cui si sono presentati questi meccanismi nel passato, sono molto più consapevole di me stesso e di quando attuo certi comportamenti, nel presente, nel qui ed ora. lo sto assimilando poco per volta, a volte passano giorni tra un capitolo e l'altro ma voglio assorbire bene quanto c'è scritto lì sopra.

faccio un esempio pratico e banale ma comprensibile da tutti: mi sto scambiando dei messaggi con una persona che mi attrae. anzichè balzare sul telefono ad ogni singola risposta, nonostante sia un comunicatore e adori questa forma di conversazione "silenziosa", in mancanza di comunicazione verbale, quando capto questa "ansia da risposta" punto la luce sul bambino e gli dico: che cosa stai facendo? pensi di ottenere qualcosa di più rispondendo immediatamente? perchè fai dipendere così tanto il tuo stare bene da questa persona? stai tranquillo, non c'è nessuna fretta. finisci di fare quello che stai facendo, e poi investi le tue energie in questa conversazione. non avere fretta, non essere irruento come un bambino.

lo so che si tratta di una stupidaggine nel grande schema della discussione, ma rende l'idea di dove porti l'osservazione delle proprie azioni se fatta con cognizione di causa.

vi lascio con le mie riflessioni, spero di trovare tanti sviluppi. a presto!

Modificato da ale4
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ale4
Inviato

- La persona che è destinataria delle tue confidenze e del tuo "svuotarti" (psicologico, non vi eccitate) potrebbe essere sopraffatta dalla responsabilità di ciò che le stai rivelando, o dalle emozioni che il tuo svelarti le può causare. Ne parla Francesco Alberoni in "Innamoramento e amore" e "Ti amo" e, credo anche tale Dr.Paul, un life coach e sedicente PUA che ho conosciuto tramite la mailing list di David DeAngelo.

Per farla breve degli esempi molto "all' osso" inevitabilmente schematici e semplicistici:

Se le parli dei tuoi problemi con la famiglia di origine, le verranno dubbi sulla tua capacità di essere un buon padre.

Se le parli del tuo passato di donnaiolo, si sentirà sempre minacciata dalla tua tendenza a spargere il seme.

Se le parli delle tue insicurezze penserà che allora non sarai affidabile al momento del bisogno.

Se è matura e sensibile non te lo farà pesare ma inevitabilmente si terrà questi pensieri a divorarla dentro con ripercussioni anche sul rapporto.

credo che anche qui ci sia molto di importante, c'è questa tendenza delle donne a puntare le tue debolezze come un cane da caccia, e a distruggerle successivamente. è molto difficile non avere debolezze, una giusta via di mezzo potrebbe essere aprirsi fino ad un certo punto (ma già questo richiede una revisione completa del concetto di *relazione*), per evitare di scoprire troppo, oppure, aprirsi completamente a riguardo di situazioni che abbiamo già affrontato e risolto internamente ma che magari continuano ad infastidirci. se siamo completamente rilassati e fiduciosi su un problema particolare, quello trasmetteremo. l'importante è non trasmettere il senso di impotenza o non far trasparire una certa "infantilità". ma è difficile, richiede molto percorso interno. siamo comunque uomini. non so dove stia la giusta via di mezzo nella seduzione e nel rapporto con l'altra, ed è davvero difficile essere del tutto coerenti.

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Connor
Inviato (modificato)

Infatti è una cosa che ha sottolineato Aivia in alcuni suoi interessanti post che ho letto attentamente e che ho trovato corrispondenti al mio percorso.

La mia ultima one-itis (di alcuni anni fa perchè almeno da 5 sono in ltr) è stata una ragazza molto più giovane di me che dopo essere rimasta, a suo dire, affascinata, presa, conquistata da me (mi ha conosciuto, contattato e nclose lei... e ci tengo a dire che fisicamente non sono George Clooney, piuttosto come tipo assomiglio a Style, quindi niente di speciale fisicamente anche se l'abilità sociale non mi difetta), mi ha trattato in tutto e per tutto come una che si sta innamorando, quindi coccole, telefonate, messaggini e tutto quanto. Ancora oggi se ripenso a come mi accarezzava le mani, a come mi guardava...

In tutto questo io sono rimasto parte attiva ma fino a un certo punto, senza mai sbilanciarmi troppo, calibrando e bilanciando passionalità e divertimento spensierato, anche solo per poter proteggere lei da eventuali cotte senza futuro (oltre quindici anni di differenza e io solo un mese nella sua città causa lavoro).

Mi ha persino raccontato tutto di se, lati oscuri e problemi di fondo, rapporti occasionali e non, relazioni, uomini più maturi e menage a trois, la giovincella era esperta, e io a farle da ascoltatore attivo, qualche volta da mentore.

Gli ultimi tre giorni che eravamo insieme ...sento calare un' ombra su di me... vuoi perchè stavo andando via e mi è presa malinconia, vuoi perchè si sapeva che non sarebbe durata ma ciò nonostante è difficile separarsi da una situazione stupenda....

Ciò nonostante mi fa mille promesse, non richieste, di rivederci e risentirci.

Io cedo e , visto che lei lo aveva fatto, mi apro completamente e le parlo del mio sentire più profondo, del fatto che aveva risvegliato delle emozioni dentro di me ... e l'ultima sera non facciamo neanche sesso....poi vado via, entrambi lacrime agli occhi.

Per tre giorni non ci sentiamo.

Poi inizia un gioco di push & pull tra i messaggi e le telefonate, le attese, le mancate risposte... lei che mi aveva sempre cercato per prima e mi riempiva di attenzioni!

Ancora una settimana di messaggi equivoci e di appuntamenti sabotati all'ultimo minuto.

Poi più nulla. La dignità mi costringe a mantenere un rigoroso freeze.

Mi devo vergognare di dire che prossimo ai quaranta ci sono stato male?

Al momento quello che mi scocciava di più era essermi fidato di lei, essermi mostrato del tutto trasparente.

Un paio di mesi dopo, recuperato bene emotivamente e rimesso in frame, ci risentiamo via messaggi in modo amichevole (più o meno, prima l'ho punita un pò e ho fatto la voce grossa tra il serio e il faceto) e scopro che la settimana dei messaggi contraddittori e degli appuntamenti saltati stava avendo "problemi di cuore" con un altro appena conosciuto.

Duh! (Homer Simpson docet)

Arrabbiato? No

Deluso? Forse un tantino si. A tutti piacerebbe sapere che siamo unici e indimenticabili, ma su questo ho potuto razionalizzare, ormai ero freddo.

Poi facciamo un walk down the memory lane (celebrato i momenti belli trascorsi insieme) e mi commenta: Ti avevo letto negli occhi il bisogno di dare e ricevere amore.

Vai a capire... solo per essermi lasciato andare negli ultimi tre giorni, dopo un mese in cui ero stato l'amabile figlio di puttana che sono sempre stato.

Siamo rimasti quasi amici, o amici flirtanti, e avrei potuto fare altre mosse ma non mi interessava più....il punto non è questo.

Il punto è che mostrare le proprie debolezze o il proprio intimo viene naturale quando si sta bene con una persona, crea una intimità ancora maggiore, una sensazione di fusione totale... ma proprio come in certe favole usare la massima e più potente magia, scatenare il genio più potente, può rivoltarsi contro il mago.

Anche in ltr... ma magari ne parlerò in un prossimo post.

DISCLAIMER: è solo quello che penso io in base alla mia esperienza e alle letture che ho fatto, ma smentitemi pure, giù nel profondo, nascosto in recessi dove non permetto nemmeno a me stesso di andare, spero sempre che sia possibile una relazione di apertura e trasparenza totale, nella quale riuscire a guardarsi reciprocamente nell'anima semplicemente e completamente, come ci si guarda negli occhi quando si è entrambi innamorati

PS: Ho invece scoperto, da un po di anni che la capacità di aprirsi e di essere un pochino "profondi" può funzionare come una magia nel processo seduttivo... infatti quando sono stato in one itis ho usato le emozioni e le sensazione che mi erano state suscitate dalla one-itis per fare capitolare un certo numero di fanciulle che conoscevo ma con cui non si era concluso per un motivo o un altro ... peccato che non me ne fregasse niente in quel momento e tutto ciò che avevo l'avrei dato via per sempre in cambio di una sola altra notte con lei...

Modificato da Connor
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Connor
Inviato

Ah, dimenticavo: avrete certamente avuto la sensazione che il più grande desiderio della vostra one-itis, fidanzata, hb, chiamatela come volete, sia riuscire a vedere nel vostro intimo, che le riveliate il vostro se più profondo.

Magari se ne lamenta anche, apertamente con voi e le sue amiche. Non riuscite a sciogliervi e lei vorrebbe tanto vedervi trasparenti.

Appunto, ottimo motivo per gestire la situazione, dando la sensazione di volerlo fare, oppure facendolo pochissimo... come spiega il saggio Aivia in questo thread, sul dare e non dare, fare annusare e allontanare l'oggetto delle brame della vostra HB, ltr o quello che è.

http://www.italianseduction.club/forum/t-26132-hundefutter-model/

Buon divertimento

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