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Cominciare una nuova vita


Ygor
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Ygor

Ciao a tutti,

cercherò di essere il più breve possibile.

Sto tentando da qualche tempo di andare via all'estero. Ho 31 anni, sono un architetto. Purtroppo la situazione lavorativa qui è disperata, non c'è nulla da fare.

Finora ho lavorato qua e la, cercando di arrangiare qualcosa.

Sono stato appena lasciato dalla mia ragazza per un tizio che lavora nella sua azienda, nipote del proprietario e in condizioni economiche migliori, dato che probabilmente non sopportava questa situazione.

Qui trovate il thread dove ne parlo anche per comprendere lo stato emotivo in cui mi posso trovare:

http://www.italianseduction.club/forum/t-49918-mi-ha-lasciato-per-telefono-conviene-dirle-di-vedersi-di-presenza/

Il punto adesso non è parlare di lei, ma di me.

Finora ho mandato decine e decine di curriculum all'estero. Alcuni mi rispondono con il solito "le faremo sapere", altri nemmeno ti considerano.

La rabbia è che è da quest'estate, da quando ho terminato la mia ultima attività lavorativa, che ho avuto ben 4 proposte lavorative. Si, ben 4, di quelle concrete. Nel senso che mi hanno contattato, hanno apprezzato i miei lavori, hanno fatto proseguire il contatto e poi, per motivi sempre più disparati, esterni anche alle aziende dove sarei dovuto andare a lavorare, la cosa è scemata, restando con un pugno di mosche in mano.

Per rendervi bene l'idea, il caso più eclatante riguarda uno studio italiano che si occupa di lavori a Shanghai...occasione ghiotta, paga buona e ottime prospettive.

Bene, vengo chiamato per il colloquio, lontano dalla mia città (quindi costi aereo, treni, vitto e alloggio pagati da me, per sostenere il tutto). Il colloquio va benissimo, dopo un mese vengo richiamato perché sono stato preso. A fine mese potremo iniziare. Poi non si fanno risentire dicendo che ci sono degli slittamenti nell'inizio della collaborazione, per cause non loro ma per accordi da ultimare con le imprese locali.

Bene, slittamento ancora di un altro mese. E non si fa sentire nessuno. Contatto io....ancora slittamenti, non dipende da loro. Chiedo se si ha un'idea di quando si potrà iniziare, ma niente di niente, risposte vaghe. Mi sento preso per il culo.

Nel frattempo io, dato l'andazzo, non sono rimasto con le mani in tasca, ma ho contattato altri studi o mansioni simili. E anche qui, tra tante, ci sono stati altre 3 proposte lavorative che mi avevano fatto credere di poter iniziare, di poter uscire dal tunnel...e invece niente.

Ho maturato così la decisione di andare all'estero. Solo che qui nascono una serie di problemi:

- ho mandato decine e decine di curriculum all'estero, ma senza esito (Inghilterra soprattutto, perché conosco bene solo l'inglese). Lì, recentemente, uno studio si era interessato, trovando il mio lavoro soddisfacente e chiedendomi quando avessi intenzione di spostarmi da loro (io fin da subito ovviamente). Risposta: "appena possibile torneremo presto da lei per continuare la conversazione". Non si sono fatti più sentire, nonostante un mio messaggio di sollecito;

ho studiato naturalmente il tipo di curriculum da inviare (diverso dall'inutile formato "Europass" in voga solo da noi) e tutto il materiale necessario.

- vorrei andare in Inghilterra, ma so che ci sono troppi italiani data la crisi, e trovare un posto di lavoro è abbastanza difficile. Chiedono soprattutto la conoscenza e l'esperienza dei regolamenti edilizi del luogo;

- ho optato per l'Austria, dove ho svolto recentemente uno stage in un paese limitrofo, e quindi sarebbe un posto che comunque conosco. il problema è che non so bene il tedesco, a parte qualche parola o espressione. Di certo non bastano;

- il problema di base è che non ho tanti soldi a disposizione. Trasferirmi in un paese estero significherebbe investire tanto all'inizio, senza certezza alcuna. Sono disposto anche a fare lavoro di cameriere, nonostante non l'abbia mai fatto, ma nei paesi di lingua germanica ciò sarebbe reso difficile dal fatto che non so parlare la loro lingua.

Ho voluto condividere questa mia volontà con voi. Per cercare un appiglio, un consiglio, un'esperienza che mi possa essere utile.

Vi ripeto: non è una decisione che ho preso adesso ma che maturo da un po', soprattutto dopo le varie delusioni di contatti lavorativi che sembravano quasi andare a buon fine e poi si sono rivelati nulli...sarebbe stato meglio un rifiuto netto fin dall'inizio, che lasciare le persone così senza speranze.

L'età è quella che è. 31 anni non sono tantissimi ma neanche pochi. Sono disposto anche a rinunciare alla mia professione pur di vivere in maniera dignitosa. Mi basta anche una semplice stanza dove poter stare, senza essere sempre con i genitori, ed avere un minimo di indipendenza.

Il tutto è aggravato anche dalla decisione ultima della mia ex che mi ha appena lasciato...capite benissimo che nel dolore è anche difficile continuare a restare lucidi.

Non posso più perdere tempo, quindi non si tratta del "prenditi prima un po' di tempo con te, elabora il lutto e poi riparti con più serenità". E' già un processo, quello del lavoro, che è iniziato tempo fa, l'ho condiviso con lei e lei non ha resistito (nonostante mi avesse fatto capire che per lei andava bene), e ora non posso più fermarmi.

Qualsiasi consiglio mi potrà essere di aiuto. Io la vedo nera.

Per farvi capire la situazione attualmente in Italia:

http://www.unionearchitetti.com/news/03/10/2014/situazione-drammatica-e-insostenibile-dura-denuncia-del-consiglio-nazionale-degli-architetti_3326.html

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Jumpy

Ho 31 anni, sono un architetto. Purtroppo la situazione lavorativa qui è disperata, non c'è nulla da fare.

Hai già pensato di "far squadra" con altri più o meno del tuo settore e vedere cosa "inventarvi"?

Tutte le libere professioni sono in crisi nera, ma se sei da solo rischi di affossarti sempre di più.

Anche se sei bravo, nel giro degli studi tecnici il lavoro si trova prevalentemente per passaparola, per conoscenze e frequentazioni.

Non sei giovanissimo quindi quasi sicuramente avrai nei tuoi giri dei giovani professionisti che si stan dando da fare, invece di piangersi addosso.

Nelle aziende o nei grandi studi sono gettonatissimi i neolaureati (anche con voti bassi): possono essere strizzati come spugne e pagati con un tozzo di pane.

Tanto vivono ancora in famiglia, non han ancora fidanzate che premono per sposarsi, quindi facendo leva sull'entusiasmo, hanno il tempo di lavorare anche 12-14 ore al giorno pagandoli come un part-time.

E' cinico ma è così che funziona.

Finora ho mandato decine e decine di curriculum all'estero. Alcuni mi rispondono con il solito "le faremo sapere", altri nemmeno ti considerano.

Non sei giovanissimo. Nella fascia d'età in cui ti trovi, all'estero per trovare qualcosa adeguato al tuo profilo dovresti avere:

- conoscenza della lingua paragonabile quasi ad un madrelingua... del resto è ovvio, sei un architetto, non puoi scrivere una relazione o parlare come un ragazzino delle medie o delle superiori, devi essere in grado di trasmettere il tuo livello tecnico/culturale anche nell'altra lingua, insomma dovresti avere come minimo una certificazione B2 (magari C1) ;

- conoscenza, appunto, dei regolamenti del posto.

Oppure devi esser disposto a (ri)fare la gavetta e ripartire da zero... si... anche portando birre in un pub o a pulire cessi (è la vita che fece per alcuni mesi una mia amica d'infanzia alcuni anni fa per perfezionare il tedesco)

Ma non è neanche detto che ti inserisca lavorativamente come architetto.

Vi ripeto: non è una decisione che ho preso adesso ma che maturo da un po', soprattutto dopo le varie delusioni di contatti lavorativi che sembravano quasi andare a buon fine e poi si sono rivelati nulli...sarebbe stato meglio un rifiuto netto fin dall'inizio, che lasciare le persone così senza speranze.

Non per scoraggiarti o segarti le gambe. Ma chi decide di inserirsi all'estero si da' da fare già dall'università (a volte già dalle superiori), ne conosco alcuni.

Facendo magari già alle superiori corsi di lingue integrativi (sappiam tutti che a scuola le lingue straniere si studiano in modo ridicolo, purtroppo).

E cercandosi già durante/dopo l'università di fare master/tesi all'estero, magari in lingua.

Quindi, ti consiglio un esame obiettivo della tua situazione e definire, concretamente, cosa hai fatto a riguardo.

La tua ex era a caccia di marito che le portasse a casa lo stipendio fisso: la sua decisione è stata ovvia.

Le donne sono calcolatrici di natura, qualcuna un po' meno di altre, ma il calcoletto sul tornaconto se lo fanno tutte.

Modificato da Jumpy
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Ygor
Inviato (modificato)

Grazie per la tua onestà.

Purtroppo il quadro che mi hai delineato corrisponde alla realtà.

Il problema è adesso cercare una soluzione. E si sa benissimo che è ancora più complicato, quando, appena mollato nel peggiore dei modi, si vorrebbe fare di tutto per non fare niente e pensare un po' solo a se stessi, staccando da tutto il resto. Ma non me lo posso permettere adesso.

Ho voti massimi, ho diverse capacità nel disegno. Pensando anche di andare in Inghilterra, ed iniziare da zero, anche con lavori che non hanno nulla a che vedere con il mio campo, qualche prospettiva c'è?

Ne varrebbe la pena?

Oppure alla fine ci si ritrova veramente a pulire cessi facendo stipendi da fame e condividendo stanze con altre persone pur di risparmiare?

Purtroppo non ho vera esperienza da questo punto di vista, ed il problema non è tanto il fare sacrifici, quanto evitare di fare sacrifici che non portano da nessuna parte.

Ho escluso anche l'Australia, e che oggi va tanto di moda.

Si perché anche lì lavoro non se ne trova, per gli immigrati intendo, ed un architetto con un semplice visto da 6 mesi manco lo considerano, soprattutto se non conosce le regole edilizie del luogo.

Altrimenti ci sarebbe l'ultima opportunità di affidarsi ad una delle agenzie interinali in Cina, che fanno da tramite con i laureati in Europa, per farli lavorare da loro. In quel caso dovrei pagare per lavorare, perchè si tratterebbe di pagare l'agenzia, ma almeno, a quanto ho visto, dovrebbero cercarti il lavoro.

Dopodiché non saprei proprio dove andare a sbattere più la testa.

Modificato da Ygor
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Io i libri di kiyosaki non li consiglio più ovviamente, ogni volta che lo faccio arriva l'espertone di turno o l'esperto di finanza (entrambi senza il becco di un quattrino) a dire quanto i libri di kiyosaki siano delle cazzate...

Quindi...

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Ygor

non conosco kiyosaki...ha a che vedere col network marketing?

era per sapere se riguarda il tema del thread, cioè l'andare all'estero e capire come inserirsi...

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No, ha a che fare con la libertà finanziaria, ma non è per tutti...

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Jumpy

Ho voti massimi, ho diverse capacità nel disegno.

Nella professione i voti non contano.

Conosco colleghi che si son laureati per il rotto della cuffia con una sfilza di 18 che si mettono nel taschino fior di 110elode.

Concentrati sul valore aggiunto che puoi dare, ad un qualcosa che ti distingue dagli altri.

Io mi concentrerei su due fronti:

- "qui ed ora" per vedere che opportunità ci sono. Dalle mie parti, ad esempio, il grosso è nell'edilizia industriale e nelle attività di consulenza, se cerchi lavoro nell'edilizia privata, per via della crisi, c'è da spararsi nelle palle.

- futuro (1-3 anni), estero? Cercati qualche contatto, coltivatelo, non mi sembra una buona idea lanciarsi senza avere prima dei contatti.

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BillyTheCowboy

Ciao a tutti,

cercherò di essere il più breve possibile.

Sto tentando da qualche tempo di andare via all'estero. Ho 31 anni, sono un architetto. Purtroppo la situazione lavorativa qui è disperata, non c'è nulla da fare.

Finora ho lavorato qua e la, cercando di arrangiare qualcosa.

- ho optato per l'Austria, dove ho svolto recentemente uno stage in un paese limitrofo, e quindi sarebbe un posto che comunque conosco. il problema è che non so bene il tedesco, a parte qualche parola o espressione. Di certo non bastano;

- il problema di base è che non ho tanti soldi a disposizione. Trasferirmi in un paese estero significherebbe investire tanto all'inizio, senza certezza alcuna. Sono disposto anche a fare lavoro di cameriere, nonostante non l'abbia mai fatto, ma nei paesi di lingua germanica ciò sarebbe reso difficile dal fatto che non so parlare la loro lingua.

Io sono ingegnere civile, mi sono trasferito in austria dall'estate scorsa.

La situazione qui per certi versi è migliore che in italia, per altri uguale, e per altri (pochi per fortuna) peggio.

Se ti servono un paio di info puoi contattarmi in PM.

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Ygor

Io sono ingegnere civile, mi sono trasferito in austria dall'estate scorsa.

La situazione qui per certi versi è migliore che in italia, per altri uguale, e per altri (pochi per fortuna) peggio.

Se ti servono un paio di info puoi contattarmi in PM.

Ciao Billy,

ti ho mandato un messaggio privato :)

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